Reddito cittadinanza, Salvini: “Va rivisto, crea lavoro nero”
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
“Il Reddito di cittadinanza va rivisto completamente, crea lavoro nero, non crea crescita e sviluppo”. Lo dice Matteo Salvini, ospite di Radio Capital, spiegando di non ritenere giusto dare il bonus da 200 euro a chi ha già il reddito. “Domandate a chi gestisce bar, pizzerie e aziende agricole che problema ha per trovare manodopera”, conclude. “Io – dice – ho chiesto ieri a Draghi – di reintrodurre i voucher”.
“Abbiamo scongiurato i rischi del sistema duale e non ci sarà alcun aumento di tasse”. In un in colloquio con il Corriere della Sera, il leader della Lega rivendica oggi il risultato raggiunto sul tema della delega fiscale, dopo l’intesa di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi.
“La giornata di oggi dà ragione – dice ancora – a chi ha scelto di impegnarsi direttamente nel governo. Se fossimo rimasti all’opposizione e avessimo fatto i banchetti per dire no alle riforme, oggi ci troveremmo una delega fiscale con patrimoniale. Così non è stato e io lo dico: ne sono felice”.
È comparsa un’enorme statua all’Arco della Pace di Milano
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
Un’enorme statua in resina è comparsa all’Arco della pace di Milano. Una figura maschile monumentale di circa 6 metri, nuda: è Mr. Arbitrium, realizzato dall’artista romano poi trasferitosi a Carrara, Emanuele Giannelli. Dopo aver viaggiato a lungo nella sua Toscana, Mr. Arbitrium arriva a Milano. Spinge o sorregge? Non si sa, è una scelta arbitraria, proprio come il suo nome.
E tanti possono essere i significati di questo atto – spiega l’autore – aggrapparsi alla storia, al classico, alla tradizione, come si può evincere dallo stile figurativo e dalla rappresentazione dettagliata e realistica della figura umana. O forse allontanarsene, tentare di liberarsi dal peso di così tanta bellezza, rinviare al mittente i troppi condizionamenti di un passato meraviglioso ma altrettanto ingombrante.
“La scultura è pensata con tutta la muscolatura in tensione, intenta a sorreggere la struttura o altrimenti a spingerla via in maniera decisa – spiega Giannelli – giocare su tale ambivalenza è l’intento del mio progetto e nel duplice significato di questa azione si cela il concetto che sta alla base della mia opera. In un momento storico di grandi cambiamenti e di ritmi sempre più accelerati come quello che stiamo attraversando, a mio avviso, esiste realmente questo dilemma che inevitabilmente ci chiede di scegliere: spazzare via la Chiesa o l’edificio storico, simbolo delle Istituzioni, di storia, di cultura e tradizione passata o invece sostenere e difendere la Chiesa, la nostra storia millenaria, i simboli della cultura dell’Occidente?”
“Il futuro, secondo il mio modo di vedere e sentire, è già molto vicino: la scienza ogni giorno e da tempo ci propone e ci parla di robotica, neuro-tecnologie, cellule staminali, clonazione, società digitali controllate ecc. Ognuno di noi sarà chiamato a decidere quale dei due diversi sentieri intraprendere: “spingere” oppure “sostenere”. Ognuno di noi metterà in campo il proprio “io”, agendo secondo le proprie capacità, competenze e soprattutto la propria coscienza. E’ qui che nasce l’idea che il soggetto protagonista non sia più la scultura, ma noi stessi, l’umanità tutta. Tanti “io” portati a prendere quelle decisioni, tante interpretazioni simili o distanti tra loro, nella speranza di evitare fraintendimenti, malintesi o errori di valutazione. Il futuro e l’uomo passeranno da qui, almeno nella mia visione”.
“Sono felice di tornare a lavorare con Emanuele Giannelli – aggiunge il critico Luca Beatrice che ha seguito negli anni l’opera dell’artista – scultore visionario, eclettico, persona piena di interessi culturali, molto stimolante e attento, che da quando ha allargato la propria visione nell’opera monumentale si è come liberato dai limiti, dalle cinghie che lo tenevano stretto, dalla forza di gravità. Oggi, non a caso, Giannelli può essere annoverato tra gli scultori più interessanti e completi della nostra generazione. Soprattutto in lui l’opera non vive di sé stessa ma tenta un dialogo profondo con diverse forme del sapere e della cultura contemporanea”.
Interessante il processo che ha portato alla creazione di Mr Arbitrium. Il primo passaggio consiste nella realizzazione di un bozzetto in creta, per mano dello scultore, trasformato in una scansione e inviato a un collaboratore di Giannelli, il carrista viareggino Luigi Bonetti, per la lavorazione del polistirolo con un robot. La scultura al suo interno è armata in ferro e fissata alle basi su una struttura.
Il robot arriva fino a un 90% di precisione, richiede dunque un ulteriore intervento per mano dell’artista allo scopo di ridefinire molti dettagli, in particolare del volto, delle mani e dei piedi.
agi.it
Auto blu sono aumentate nel 2021: sono quasi 30mila
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
Aumentano le auto blu in dotazione alle pubbliche amministrazioni nel 2021, risultano registrate 29.894, con un incremento del 12,3% (pari a 3.267 auto in più) rispetto al numero di fine 2020, che si fermò a quota 26.627. E’ quanto emerge dall’ultimo censimento sulle auto di servizio al 31 dicembre 2021
Nel dettaglio, il censimento appena concluso segnala come il 92% delle auto di servizio risulti in uso a uno o più uffici o servizi senza autista (27.462 su 29.894 veicoli), mentre solo l’8,14% – pari a 2.432 mezzi – è in uso con autista: 850 a uso esclusivo, 1.582 a uso non esclusivo. Dalla rilevazione, a cura del Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Formez PA, emerge inoltre che il numero medio delle autovetture registrate per amministrazione scende a 3,6 contro 3,9 dell’anno precedente e che alla statistica hanno risposto 8.142 enti, l’80% dei 10.128 registrati, con un aumento del 21,6% (+1.449) rispetto alla rilevazione precedente.
“Siamo rientrati nella fisiologia del censimento, che ho voluto avviare durante il mio primo incarico a Palazzo Vidoni, nel 2010, quando l’Italia aveva un numero esorbitante di auto di servizio. Abbiamo usato l’arma della trasparenza per riportare nel tempo le auto sotto le 30mila. Continueremo a monitorare e a vigilare: questa rilevazione è uno strumento concreto di efficientamento della Pubblica amministrazione”, ha commentato il ministro per la Pa Renato Brunetta.
adnkronos
Poste Italiane compie 160 anni. Mattarella: “Grande contributo al Paese”
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
Ben 12.800 uffici postali, circa 121.000 dipendenti, 586 miliardi di euro di attività finanziarie totali e 35 milioni di clienti, la più grande rete di distribuzione di servizi in Italia, una capillarità unica sul territorio.
Poste Italiane, nata il 5 maggio del 1862, compie 160 anni e festeggia l’anniversario con un evento organizzato in grande stile al Centro Congressi dell’Eur ‘La Nuvola’, a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinal Gualtiero Bassetti, dei vicepresidenti di Camera e Senato, di ministri e rappresentanti del Governo, di parlamentari e autorità locali e nazionali.
LA PRESIDENTE FARINA: “ACCOMPAGNIAMO L’ITALIA NEL SUO SVILUPPO”
Ad aprire la mattinata di celebrazioni è stata Maria Bianca Farina, presidente di Poste Italiane: “Con 160 anni di storia trascorsi tutti al servizio dell’Italia, le Poste sono nate a solo un anno dall’Unità del Paese e da allora l’azienda continua a tener fede alla sua missione principale, quella di accompagnare il Paese nel suo sviluppo rispecchiando i suoi valori, accompagnandone la crescita e stimolando il progresso con una rete di tecnologie senza eguali nel Paese – ha detto Farina – sapendo unire tradizione e innovazione con al centro una capillare presenza sul territorio e la vicinanza a comunità locali, imprese e istituzioni. Sono certa che questa forza accompagnerà il Paese per i prossimi 160 anni e oltre, affiancandolo nella transizione green digitale e proseguendo nel nostro processo di crescita come asset portante dell’Italia.
Auguri a Poste Italiane, auguri al nostro grande Paese”, ha concluso la presidente di Poste.
IL RINGRAZIAMENTO DI MATTARELLA AI DIPENDENTI
“Rivolgo un saluto intensissimo a tutti gli uomini e le donne di Poste Italiane che ogni giorno sono al servizio del nostro Paese, ed esprimo loro la riconoscenza della Repubblica“. Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’evento alla Nuvola dell’Eur.
“160 anni sono una storia lunga che si è accompagnata a quella d’Italia – sottolinea il capo dello Stato -, un’espressione del costume e della cultura del nostro Paese che ha accompagnato in varie stagioni e nelle diverse trasformazioni economiche e sociali. Una capillarità e una spinta alla modernità non solo da parte dell’azienda ma anche nei confronti dell’utenza, e questo è un grande contributo, un contributo che l’azienda dà da sempre al Paese: grazie per tutto questo e per l’impegno futuro“, conclude Mattarella.
ag DIRE – www.dire.it
Italia – Giappone: Draghi incontra Kishida
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
“Italia e Giappone sono uniti da un’alleanza solida e duratura”. Così il Presidente del Consiglio Mario Draghi che ieri ha incontrato a Palazzo Chigi il Primo ministro giapponese, Fumio Kishida.
“Sono passati 156 anni da quando i nostri Paesi firmarono il Trattato per una “pace perpetua e un’amicizia costante””, ha ricordato il Premier a margine dell’incontro. “Da allora questa amicizia è stata alimentata da collaborazioni in ogni campo, anche specialmente in campi formali come il G7 e il G20. Penso anche alla passione per il cinema che accomuna i nostri due Paesi, che ha visto registi di più generazioni influenzarsi a vicenda”.
Il premier si è quindi detto “certo” che l’incontro di ieri “fornirà ulteriore impulso alle nostre già eccellenti relazioni bilaterali”.
Nel nostro colloquio, ha aggiunto, “abbiamo riaffermato la condanna all’invasione russa dell’Ucraina. Giappone e Italia sono impegnati perché si arrivi il prima possibile a tregue, anche localizzate, per permettere le evacuazioni di civili e favorire i negoziati di pace. Continuiamo ad aiutare l’Ucraina e a esercitare pressione sulla Russia, perché cessi immediatamente le ostilità”.
Italia e Giappone “sono alleati anche nella gestione delle emergenze legate alla guerra, prima fra tutte l’emergenza energetica”, ha detto Draghi, prima di ringraziare il Giappone “per aver accettato con straordinaria prontezza che carichi di gas naturale liquefatto già previsti per altri Paesi terzi fossero reindirizzati verso l’Europa”.
“L’Italia, l’Unione Europea e il Giappone condividono l’importanza della stabilità e della sicurezza nell’Indo-Pacifico”, ha sottolineato Draghi. “Con il primo ministro Kishida abbiamo condiviso la preoccupazione per i test missilistici della Corea del Nord. Dobbiamo continuare a mostrarci uniti e risoluti a difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole – anche in riferimento ai Mari Cinesi e nello Stretto”.
L’alleanza tra Italia e Giappone “si esprime anche attraverso una ricca cooperazione economica e commerciale. Il Giappone è il secondo mercato asiatico per le nostre esportazioni. Nel 2021 l’interscambio tra i nostri Paesi è stato di 12 miliardi di euro. Dobbiamo rafforzare i nostri partenariati industriali – in particolare in settori come l’energia rinnovabile, le biotecnologie, la farmaceutica, la robotica e l’aeronautica”.
“L’amicizia tra i nostri Paesi è cresciuta grazie agli scambi tra i nostri cittadini”, ha sottolineato ancora il Premier. “Penso, al grande numero di università ed enti di ricerca italiani con controparti giapponesi nel settore della scienza e della tecnologia. Dobbiamo rilanciare la mobilità, che è stata limitata a causa del Covid-19. L’Italia ha riaperto i confini ai viaggiatori dal Giappone, anche per turismo. Auspichiamo una rapida ripresa del rilascio dei visti per lavoro e studio e il ripristino dell’esenzione di visto per turismo per i cittadini europei. Insomma, – ha concluso – vogliamo tornare a trovarvi”. (aise)
Cognome materno, tutto è partito dal ricorso di due genitori. Il legale: “Sono contenti, è una sentenza storica”
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
“I due genitori sono felici e commossi. Quando li ho sentiti per telefono hanno espresso con grande commozione la loro felicità. È stata una battaglia durata anni, e finalmente vinta”. A parlare all’agenzia di stampa Dire è Domenico Pittella, il legale della coppia lucana che insieme all’avvocato Giampaolo Brienza ha portato la questione alla Corte Costituzionale.Tutto è iniziato quando i due genitori, che avevano già due figli a cui era stato dato il cognome della madre, dopo il matrimonio hanno avuto un terzo figlio, a cui avrebbero voluto dare il cognome materno, come nel caso degli altri. Una richiesta che era stata negata dall’ufficiale di stato civile, spiega Pittella. Di lì, nel 2020, la decisione di fare ricorso, in primo grado rigettato dal Tribunale di Lagonegro. “Successivamente, il nostro reclamo è stato accolto dinanzi alla Corte di Appello di Potenza, che ha rimesso la questione alla Corte”.
Secondo l’avvocato si tratta di una sentenza storica. “Finalmente il nostro Paese ha fatto un passo avanti e superato una grave discriminazione delle donne– commenta Pittella- da questa sentenza della Corte, di cui aspettiamo ancora le motivazioni, emergono due principi: se i genitori sono d’accordo possono attribuire al figlio uno dei due cognomi, anche solo quello materno. Se non sono d’accordo, il figlio prenderà il cognome di entrambi i genitori. Il messaggio che emerge è che il cognome del figlio deve essere frutto di una scelta condivisa dei genitori,solo così si afferma la piena eguaglianza tra i genitori e si tutela il migliore interesse del figlio, che è quello di nascere in una famiglia in un cui regna il principio di parità”.
La pronuncia, di cui occorre attendere le motivazioni rappresenta un risultato storico sottolinea Pittella che ritiene “comunque necessario l’intervento del legislatore per inserire i principi enunciati in un quadro più ampio con la precisazione di alcuni temi connessi”. Tra questi, l’ordine con cui dovranno essere trascritti i cognomi. “Ci sono questioni secondarie da risolvere, ma finalmente abbiamo superato una regola del passato”.
RETE PARITÀ: “LA SENTENZA ELIMINA LA DISCRIMINAZIONE DELLE MADRI“
“È stata scritta una sentenza storica che contribuisce a ribadire un cammino avviato nel 2016 e soprattutto restituisce alle figlie e ai figli il diritto alla completezza dell’identità personale. Più specificamente la Consulta, dichiarando illegittime tutte le disposizioni che stabiliscono l’automatismo del cognome paterno, si è pronunciata sulla norma che non consente ai genitori di attribuire al figlio il solo cognome della madre e su quella che, in mancanza di accordo, impone il solo cognome del padre, anziché quello di entrambi i genitori. Si delinea così il percorso di riforma organica in materia di doppio cognome, un tema che da diversi anni vede in prima linea l’associazione Rete per la Parità che punta alla reale attuazione dell’uguaglianza in vari ambiti”. Lo scrive in un commento la giornalista Raffaella Sirena che è tornata sull’argomento intervistando la giurista e presidente di Rete per la parità Rosanna Oliva de Conciliis.
“Questa volta la Corte non si è limitata al petitum– ha sottolineato la presidente Rosanna Oliva de Conciliis – ma ha dichiarato illegittima la norma generale che impone l’attribuzione del solo cognome paterno anziché dei cognomi di entrambi i genitori anche nel caso, che non era stato oggetto della sentenza n. 286 del 2016, dell’assenza di un accordo tra loro. Sull’ordinanza la nostra associazione, insieme a Interclub Zonta Italia, ha presentato una memoria pienamente allineata al risultato odierno. Questa sentenza contempera due esigenze che sembravano di difficile composizione: riconosce a figli e figlie entrambe le origini, materna e paterna, eliminando così la discriminazione contro le madri, ma permette anche scelte diverse ai genitori se di comune accordo. Governo e Parlamento devono ora regolare gli aspetti connessi come la possibilità, nel caso di cognomi composti da più parti, di utilizzarne solo una parte e la trasmissione del cognome alla generazione successiva”.
La presidente Oliva de Conciliis proprio ieri, 26 aprile, ha partecipato al primo ciclo di audizioni in Commissione Giustizia al Senato dove sono oggetto d’esame i sei disegni di legge, denunciando ancora una volta i pesanti ritardi nell’approvazione della riforma del cognome. “All’impegno del Parlamento deve affiancarsi quello del Governo– ha dichiarato la giurista– per individuare una linea d’azione finalizzata ad assicurare una legge in tempi brevi, nonostante la necessità di coinvolgere le amministrazioni a vario titolo interessate, come il ministero della Giustizia e quello dell’Interno”.
ag.DIRE – www.dire.it
Sondaggio Dire-Tecnè: Fratelli d’Italia ancora il primo partito
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
GIORGIA MELONI POLITICO
ROMA – Fratelli d’Italia resta il primo partito italiano col 22% (+0,1%). Secondo partito il Pd, che si attesta al 21,8 (+0,1%). Sul podio in terza posizione la Lega al 15,4% (-0,2%). È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè realizzato il 29 aprile su un campione di mille persone.
Seguono: M5s al 12,7% (+0,1%); Forza Italia stabile al 10,8%; Azione-+Europa al 4,3% (-0,2%); Italia Viva al 2,2% (-0,1%); Sinistra Italiana al 2,2% (+0,1%); Europa Verde al 2,1% (-0,1%); Italexit con Paragone 2,0% (+0,1); altri 4,5% (+0,1%).
DIRE-TECNÈ: “CENTRODESTRA RESTA AVANTI AL CENTROSINISTRA“
La coalizione di centrodestra resta davanti al centrosinistra. Fratelli D’Italia, Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia e Coraggio Italia mettono insieme il 49,4% delle preferenze. PD, M5S, Art.1 ed Europa Verde raggiungono il 38,6%. Il centrodestra registra un -0,3% rispetto all’ultima rilevazione. Il centrosinistra guadagna leggermente: +0,3%-
DIRE-TECNÈ: “IN CALO CONSENSO A DRAGHI, ORA AL 53,9%“
Continua a perdere consenso tra gli italiani Mario Draghi, che si attesta al 53,9%. La scorsa settimana il premier era al 54,7%. Perde quindi lo 0,8% delle preferenze. Ad inizio governo, nel febbraio del 2021, Draghi aveva il 61% dei consensi.
DIRE-TECNÈ: “CONSENSO AL GOVERNO AL 47,6%“
Scende ancora il gradimento del Governo targato Mario Draghi, in calo dello 0,7% rispetto all’ultima rilevazione dello scorsa settimana. L’esecutivo insediatosi nel febbraio 2021 è ora al 47,6% mentre il giorno del giuramento era al 58,4%.
Cibus: mille nuovi prodotti alla conquista del mercato estero
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
La vera innovazione parte sempre dalla tradizione. E i quasi mille nuovi prodotti in esposizione a Cibus, pronti a essere lanciati sul mercato interno e su quello estero, sono, infatti, elaborazioni creative sulla base dell’antica storia del saper fare dell’alimentare italiano. Sono prodotti che, rispondendo alla domanda dei consumatori, si focalizzano negli ambiti dei prodotti salutistici, della ricerca del gusto anche attraverso nuovi mix di ingredienti, della tradizione dei prodotti tipici locali, dei packaging ecosostenibili, del benessere animale. Negli stand si potranno dunque trovare olii di oliva spremuti a freddo, salumi con meno grassi e sale, pesto realizzato a freddo, formaggi senza lattosio, hamburger vegetali, una vasta offerta di prodotti di nicchia, le offerte “ready to cook”.
Cento di questi prodotti, destinati sia al canale retail sia a quello Horeca, saranno esposti nell’area “Cibus Innovation Corner”, situata nel Padiglione 8, suddivisi per settori: Gusto & ingredienti, Packaging, Sostenibilità, Territorialità.
In generale, rimane forte l’attenzione delle industrie alimentari a salute e benessere, come pure alla domanda di prodotti biologici e vegani, seguendo l’onda lunga dell’emergenza pandemica.
Qualche esempio: le maltagliatelle di lenticchie rosse e riso integrale; le polpettine di fave e piselli bio, cotte al forno; gli snack di legumi tostati, senza conservanti; la merenda con frullato di frutta fresca e gallette di riso ricoperte di cioccolato; il salame senza conservanti, a lunga stagionatura; le cotolette vegetali di pollo; il prosciutto di Parma da suini nutriti con semi oleosi ricchi di Omega 3; la pasta senza glutine a base di riso integrale e alga Spirulina; i filetti di alici con il 25% di sale in meno, confezionate in olio di semi biologico.
La ricerca del gusto rimane un imperativo assoluto, basti pensare a: guanciale di vitello brasato al barolo, cotto sottovuoto; le praline al cioccolato con anima di formaggio erborinato, cioè con muffe; il prosciutto cotto al tartufo nero; gli scrigni con gorgonzola e cioccolato rosa per i ripieni; la glassa al Marsala per piatti dolci e salati; la tradizionale salsa verde arricchita con prezzemolo, coriandolo, peperoncino e succo di limone; il pesto di agrumi con arance e mandorle, condimento per primi piatti e secondi di pesce; i friarelli saltati in vaschette.
Le confezioni sono sempre più spesso ecostenibili e compostabili: gli incarti del cioccolato bio a base di amido di mais compostabile; il Panbauletto con 58% in meno di plastica, confezionato senza vaschetta, con laccio apri e chiudi; salse per aperitivi con – 40% della plastica e -65% cartone e imballi.
E ancora: gli gnocchi surgelati, integrali grano antico Senatore Cappelli, cottura in 2 minuti; l’Olio Dop Umbria non filtrato; il filetto di salmone da allevamenti con 2,5% di salmoni su 97,5% d’acqua; i succhi di frutta in capsule compatibili. (aise)
Ucraina: a Leopoli il convoglio della Croce Rossa Italiana
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
È arrivato ieri a Leopoli il convoglio della Croce Rossa Italiana partito per evacuare numerose persone fragili, compresi bambini. La prima operazione svolta è stata quella di triage su 32 persone di cui 4 minori con i genitori. Al netto degli accompagnatori, spiega la CRI, sono tutte persone con disabilità fisiche che sono giunte a Leopoli affrontando lunghi e difficili viaggi. Molte di loro fuggono dalle città più colpite (Charkiv, Cherson, Kiev) e non avrebbero possibilità di curarsi adeguatamente rimanendo in Ucraina.
Il triage si è svolto all’interno di strutture montate dalla CRI nei pressi del centro di riabilitazione che sta temporaneamente ospitando molti di loro.
Oggi, spiega Ignazio Schintu, Direttore Operazioni, Emergenze e Soccorsi della Croce Rossa Italiana, “il triage verrà svolto presso lo stadio di Leopoli. Contiamo di terminare con i controlli sanitari e ripartire alla volta dell’Italia, per dare una speranza a queste persone”.
Il convoglio CRI, composto da 26 mezzi incluse ambulanze, pulmini, minibus, mezzi ad alto biocontenimento, macchine e furgoni per materiali vari, è giunto a Leopoli, via Polonia, con 83 persone a bordo tra cui volontari, staff, medici e specialisti pediatri, infermieri OSS, operatori RFL.
Un secondo convoglio è partito con aiuti umanitari, come di consueto sin dall’inizio della crisi, e due nuove ambulanze che andranno in dono alla Croce Rossa Ucraina. I mezzi hanno portato a Suceava (Romania) un totale di circa 40 tonnellate di aiuti (cibo autoriscaldante, materiale sanitario e di igiene personale). Fino ad oggi la Croce Rossa Italiana ha consegnato oltre 800 tonnellate di aiuti, grazie anche al sostegno di tanti donatori.
“Non vogliamo arretrare di un passo con le missioni di evacuazione in Ucraina – ha sottolineato Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana – perché finché sarà necessario non smetteremo di dare risposte rapide e concrete alla Croce Rossa Ucraina e alla popolazione più fragile. Questa terza missione è particolarmente delicata, vista la presenza di minori con diverse patologie. Il convoglio, perciò, è ancora più grande e prevede la presenza di nostri medici pediatri. Come sempre, le persone da evacuare ci sono state segnalate dai volontari ucraini sul campo. Sono soggetti che, in quel contesto difficile, non avrebbero potuto ricevere le cure o il sostegno adeguato. I bambini stanno pagando un prezzo altissimo in questo conflitto e la Croce Rossa con questa missione si fa carico di alcuni dei più fragili tra i fragili. Grazie ai nostri volontari, i nostri medici e a tutto il personale della Croce Rossa che, in poche ore e gettando letteralmente il cuore oltre l’ostacolo, riescono a regalare una speranza concreta a chi, in questo momento, non ne ha”. (aise)
“La Puglia che non ti aspetti” sul New York Time
scritto da Fatti Nostri | 6 Maggio 2022
È iniziata il giorno di Pasqua e proseguirà fino al 22 maggio “Puglia, Unexpected Italy (Puglia, l’Italia che non ti aspetti), la campagna promozionale della Puglia sul New York Times, sia quotidiano che magazine.
A cura di Pugliapromozione, la campagna è partita sulla carta e, da lunedì prossimo, 25 aprile, sbarcherà anche sul sito nytimes.com. Durerà sei settimane con l’obiettivo di raggiungere i cittadini americani dotati di passaporto che hanno espresso la volontà di fare un viaggio in Italia nei prossimi 12 mesi.
“Citando il motto del The New York Times: la Puglia è tra “tutte le notizie che vale la pena stampare” o “su cui vale la pena cliccare” – afferma Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della Regione Puglia. “Le autentiche bellezze della nostra terra, dei nostri prodotti turistici, al centro di una campagna promozionale, sia cartacea che digitale, di altissimo livello. Abbiamo voluto fortemente avviare queste azioni di comunicazione che ci permetteranno di consolidare la consapevolezza del brand Puglia e di intensificare gli sforzi per destagionalizzare e delocalizzare i flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti d’America. Siamo orgogliosi di vedere la nostra regione su uno dei giornali più famosi, titolati e venduti d’oltreoceano: la Puglia che non ti aspetti, e che non smette mai di sorprenderci”.
La comunicazione sul “The New York Times” sarà focalizzata su arte e cultura, borghi, enogastronomia, wedding.
“I temi scelti sono fortemente attrattivi per il target di riferimento – sottolinea Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione – poiché puntano a valorizzare i valori identitari della Puglia, quali l’autenticità e la lentezza dei borghi storici pugliesi. Qui, la storia e l’arte, il valore esperienziale, l’enogastronomia, e non ultimo lo scenario da fiaba e fortemente caratterizzante della Puglia come destinazione wedding si fondono in qualcosa di unico”. (aise)