Il Cgie lancia SITA: il Made in Italy della solidarietà

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22sita2Rispondere all’emergenza bellica in corso in Ucraina. Ma non solo. Questo l’obiettivo della riunione di questo pomeriggio con cui il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE ha presentato il progetto “Solidarietà Italiana – SITA”. Un progetto, coordinato dal consigliere Cgie Antonio Putrino, che “non è del CGIE, ma è con il CGIE” e che si pone un obiettivo: dare struttura, informare, coordinare e mostrare il valore dell’attività di solidarietà che gli italiani all’estero realizzano nel mondo. Trasformando anche la grande solidarietà degli italiani sparsi nel globo come un marchio del made in Italy.
Il progetto SITA vuole infatti rispondere, secondo quanto espresso in apertura da Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, alle “criticità strutturali dei rapporti tra lo Stato e gli italiani all’estero”. Nell’emergenza, secondo Schiavone, “le comunità italiane all’estero vengono coinvolte spesso con ritardo”, un ritardo che comporta “limitazioni”, specie durante “le crisi”. E infatti, con questo progetto, si vuole prendere di petto alcune delle pecche della solidarietà italiana all’estero, ossia il “coordinamento, l’incisività e la visibilità”. Questa piattaforma vuole infatti “coordinare le attività solidali degli italiani all’estero attraverso tutte le sue articolazioni. Una solidarietà che parte da Cgie, Comites, Associazioni, Enti e organizzazione varie”. SITA vuole “mettere in piedi un’articolazione solidaristica autonoma e lungimirante, integrando l’attivismo italiano nei processi solidali e riducendo i tempi di reazione alle crisi”.
E specialmente, SITA vuole “configurare la nostra innata solidarietà come un modo diverso di presentare il made in Italy nel mondo, ovvero il made in Italy della Solidarietà”.
Il primo progetto di questa piattaforma è stato creato per rispondere direttamente all’emergenza bellica in Ucraina, risultato delle due riunioni di marzo con i presidenti dei Comites dei paesi limitrofi al conflitto. “Dà informazioni utilissime a chi è in fuga dalla guerra sui paesi di approdo e a chi vuole fare solidarietà. Nella necessità emerge sempre il genio italiano. In questa situazione siamo riusciti a portare interventi e dare corpo a una governance della solidarietà che permetterà rendere più semplice e coordinati gli interventi, che fino ad oggi sono spesso risultati improvvisati”.
Il “progetto SITA, nasce dopo le riunioni patrocinato in forma morale dal CGIE, è un progetto di pubblica utilità e messo a disposizione di tutti i soggetti italiani nel mondo – ha rimarcato ancora Schiavone -. Affronta i problemi e li risolve cercando di rispondere concretamente a questioni che ritornano spesso in situazioni emergenziali, ovvero quando le risposte delle nostre azioni sono lente e non sono coordinate e spesso sono disorientate”.
Entrando nel vivo della piattaforma lanciata oggi, ha preso parola Antonio Putrino, il coordinatore del progetto: “la realtà dice che ci vuole sempre almeno un mesetto per attivare la solidarietà italiana. E spesso si attiva sulla base di informazioni vecchie che hanno visibilità solo locale. Ma ci sono problemi anche con le raccolte fondi e così lo sforzo solidale non viene visto nel suo insieme. E in questo modo ogni risposta a una crisi riparte dall’inizio, spesso per troppa politica”.
La soluzione individuata in questa piattaforma, giunta anche grazie alle riunioni e le discussioni con il Cgie, è l’attivazione di una struttura perenne, con un piccolo team che mantiene attuali le informazioni e le coordina. Oltre a questo, il team individua progetti utili che siano possibili e collaborativi. Questi progetti devono anche creare visibilità, perché gli italiani nel mondo sono tanti, fanno molto e bisogna dirlo e spiegarlo”.
Tre sono le questioni centrali per questo progetto: “tempestività, visibilità e solidarietà concreta”. Per farlo, questo progetto vuole avere una struttura comunicativa già pronta, e dunque un sito web (sitanelmondo.org), social media collegati e messaging. “Un sistema di comunicazione automatizzato che si adegui a ogni sistema del mondo”. SITA però vuole anche “essere una struttura collaborativa, raccogliendo informazioni e idee nuove, creando una banca dati aggiornati e utilizzabili per crisi future, attivando collaborazioni e pubblicando le news nei vari canali comunicativi. Bisogna correre all’unisono e sapere in che direzione correre”.
L’emergenza in Ucraina è la situazione attuale, “ma può fungere da esempio anche per le crisi che ci saranno, purtroppo, nel futuro”. Ci sono tre progetti attualmente a favore dell’emergenza in Ucraina: “Rifugiati: benvenuti in Europa”, “No al traffico di essere umani” e “Artisti italiani per eventi”.
Il primo progetto serve per capire e scoprire quali siano le opportunità di spostarsi nel continente. “La settimana scorsa c’era tanta gente che voleva scappare dall’Ucraina al confine polacco, ma tanta altra si sta rispostando in Ucraina, perché spesso la situazione fuori dal loro paese è complicata. Quello che è stato fatto nella piattaforma è stato un documento in versione Pdf, facilmente fruibile e distribuibile, in cui si dà una struttura di informazioni generali per i rifugiati su 18 paesi in Europa. Il team controlla le informazioni su tutti e 18 i paesi. Il nostro compito sarà quello di attualizzare queste informazioni”.
Il secondo progetto è “No al traffico di essere umani”: “è un qualcosa che capita nella realtà. E anche se è un pugno nello stomaco, la solidarietà fai da te non è la risposta adeguata per fare solidarietà”. Perché spesso si cade in mani sbagliate e aumenta il rischio del traffico di esseri umani. “Questo progetto serve a dare una mano ed evitare questo traffico che in queste situazioni emerge”.
Il terzo progetto è “Artisti italiani per eventi” e “nasce per aiutare gli artisti che vogliono aiutare, mettendo insieme tutti gli artisti italiani che abbiamo all’estero per eventi di beneficenza. SITA, in questo caso è un almanacco, né più né meno”.
“È importante comunicare la nostra professionalità, perché questo dà un messaggio diverso verso l’esterno della solidarietà Made in Italy – ha aggiunto ancora il Consigliere curatore della piattaforma -. Abbiamo lavorato con Cgie e con i Comites di confine. È un progetto che è piaciuto molto a diversi sindaci e politici in diversi paesi e anche all’ONU. Possiamo dimostrare di essere importanti e professionali e questo è un primo passo per rispondere a eventuali crisi che ci saranno anche in Italia”.
I complimenti per questa iniziativa sono arrivati sostanzialmente da tutti i componenti del Cgie, e anche alcune criticità emerse, ha spiegato infine Putrino, potranno entrare a far parte di SITA e del suo ruolo da ponte tra italiani all’estero e solidarietà in situazioni emergenziali.
“È un buon inizio di un lungo percorso che tende a compattare nei momenti difficili le nostre comunità all’estero, facendo in modo che la nostra rappresentanza possa intervenire per raggiungere obiettivi comuni – ha detto in conclusione Schiavone -. È un grandissimo passo in avanti per la nostra organizzazione”. (l.m.\aise) 




Fdl Molfetta: Sarà Logrieco con Tatulli e Tattoli a sostenere Pietro Mastropasqua primo cittadino

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photoSi è tenuta lo scorso martedì la prima riunione della sezione di Molfetta di Fratelli d’Italia, guidata dal nuovo coordinatore cittadino Adamo Logrieco.

Nell’occasione l’assemblea ha confermato in modo unanime il convinto appoggio alla candidatura di Pietro Mastropasqua come Candidato Sindaco della coalizione “Molfetta Vincente”.

Anche l’organizzazione interna si rinnova: accanto al coordinatore Adamo Logrieco vi sono anche due giovani vice: Eliana Tatulli e Giacomo Tattoli. A completare l’esecutivo di Sezione si aggiungono Gianpaolo Santoro, Antonio De Musso e Roberto Rafanelli, senza dimenticare la collaborazione proattiva di tutti i militanti e simpatizzanti locali, ognuno con le proprie competenze professionali e personali.

Alla presenza di numerosi iscritti e candidati si è concordata la linea politica da tenere che mira a contribuire al programma del Candidato Sindaco in maniera concreta, originale e convincente.

L’assemblea ha rimarcato la necessità di un profondo mutamento dell’attuale classe politica cittadina, oltremodo incline a ondeggiamenti e cambi di casacca, prefiggendosi, in contrasto con tale intollerabile malcostume, un’azione politica votata alla coerenza, valore identitario di Fratelli d’Italia e della sua leader Giorgia Meloni.

Fratelli d’Italia c’è. Al fianco di Pietro Mastropasqua Sindaco, per una “Molfetta Vincente”, per una Molfetta migliore.”




Molfetta: Fratelli d’Italia con Adamo Logrieco punta all’eccellenza

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d9966059 1a0d 43d7 a59f 750dc690aad5Adamo Logico alla guida di Fratelli d’Italia del Comune pugliese di Molfetta. È chiaro che il Partito ha voluto puntare sul sicuro, sulla grande passione politica e sulle riconosciute capacità personali del nuovo coordinatore di Molfetta, questo soprattutto in prospettiva delle prossime importanti sfide elettorali che arriveranno presto.

La nomina è stata decisa e comunicata personalmente dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Michele Picaro durante un loro recente incontro, il tutto con l’assenso dell’on. Marcello Gemmato, coordinatore regionale del partito.

Anche su Molfetta, dunque, si comincia a far sul serio, un segnale forte alla cittadinanza tutta, uno spiraglio importante attraverso il quale, finalmente, far passare quel vento di rinnovamento che i cittadini da ormai troppi anni stanno aspettando invano.

Conosciamo meglio il giovane neo coordinatore di Fratelli d’Italia di Molfetta.

Oggi trentunenne, Adamo Logrieco nel 2014 conseguì la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, avvocato civilista dal 2017 è anche il vicepresidente della sezione di Trani dell’Associazione italiana giovani avvocati, da sempre militante nel centrodestra, fu membro di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale.

Dopo i cambi di casacca, quasi all’ordine del giorno nei partiti, possiamo stare certi che la scelta questa volta è caduta sull’affidabilità a lungo termine, sull’identità politica certa ed accertata e non sul compromesso a fin di voti e fine a se stesso.

Al neo coordinatore di Fratelli d’Italia di Molfetta vanno i più sinceri ringraziamenti per aver voluto intraprendere un percorso molto sacrificante ma altresì rasserenante per la cittadinanza tutta, la stessa che da anni spera nell’onestà politica dei suoi rappresentanti come presupposto indispensabile.




Fiat potrebbe lanciare la nuovo Topolino, una variante della Citroën Ami

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88516 4 3Fiat starebbe progettando una variante di lusso del quadriciclo elettrico Ami di Citroën, che porterebbe sul mercato il prossimo anno facendo rivivere il nome Topolino. Secondo alcuni concessionari del Marchio sarebbe prevista anche una versione decappottabile con capote in tela, opzione attualmente non disponibile su Ami e sul modello gemello Opel Rocks-e.

Topolino era il soprannome dato alla 500 originale lanciata nel 1936, che portò alla mobilità dell’Italia proprio come fece il Maggiolino Volkswagen in Germania nel dopoguerra. La versione Fiat dell’Ami sarebbe stata mostrata a selezionati concessionari italiani, uno dei quali ha detto ad ANEurope che è più raffinata di quella Citroën.

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Il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova aprirà nella tarda primavera

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rai italia presidente mei italia con voi image 513x223A “l’Italia con voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, si è parlato del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova con il suo presidente Paolo Masini e con Andrea Pedemonte, responsabile dell’Area Sport del Museo.

Masini ha annunciato l’apertura del Museo in tarda primavera e ricordato come esso rappresenti “una grande operazione di memoria collettiva del nostro paese”, dove sono raccolti molti racconti e documenti che ne fanno il “luogo dove ritrovare le nostre radici”. “Gli emigranti italiani dal 1861 al 1995 sono stati circa 29 milioni, 18 milioni dei quali non sono più rientrati. Stiamo anche facendo un grande lavoro sul turismo delle radici, per dare l’opportunità a chi è rimasto all’estero o ai loro discendenti di venire a riscoprire la loro storia da noi a Genova – segnalò Masini. “Il fenomeno migratorio è un fenomeno naturale e il nostro Museo offre un percorso importante anche per capire le nuove migrazioni. Si tratta di un percorso immersivo, che racconta le singole storie di tante persone, anche note, come quella della famiglia di papa Francesco, emigrata dal Piemonte in Argentina – ricorda il Presidente del Museo, che segnala poi l’impegno per presentare anche lo sport quale potente strumento di integrazione dei connazionali nei Paesi di emigrazione.

“Lo sport è stato importantissimo per l’inserimento degli italiani e ancora oggi mantiene questa funzione per i giovani immigrati in Italia. Esso serviva anche – spiegò Pedemonte – per creare e alimentare la coesione all’interno della collettività italiana, pensiamo anche all’associazionismo sportivo; e per alimentare il legame con la madrepatria. Inoltre lo sport è stato anche importante a livello commerciale, con grandi imprenditori italiani che hanno associato il loro nome all’estero a squadre o importanti realtà sportive”.

 




Stereotipi e pregiudizi: un fardello di cui liberarsi per difendere il Made in Italy

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4porta“L’Italia e il fardello dei suoi stereotipi”. Un titolo “che è tutto un programma”. Un titolo “pensato per andare contro i pregiudizi” di cui è vittima l’Italia. Pregiudizi, stereotipi, notizie false che poi diventano percezioni vere e che “pesano in termini negativi, anche a livello economico, sull’Italia e sul Made in Italy”. Bisogna affrontarli, dando “risalto alle eccellenze del nostro paese sia a livello nazionale che nel mondo”, per “riposizionare l’immagine del nostro Paese”. C’è questo assunto alla base del convegno voluto e organizzato dalla senatrice di Italia Viva eletta in Europa, Laura Garavini, svolto oggi nella Sala Zuccari del Senato, durante il quale è stato anche presentato il Centro studi “ItalyUntold”.
Un centro studi che significa “amare il proprio paese”, come spiegato dal suo Presidente Francesco Briganti, e dalla Segretaria Generale, Elisa Fenzi. “Facendo il percorso da lobbisti, abbiamo capito che la percezione sull’Italia è errata, e questo la blocca in un ascensore”. Tutto ciò è “inaccettabile oltre che intollerabile”. Il Centro Studi sarà basato su dati specifici, “senza millantare nulla” ma raccontando solo i dati che sono veri e che spesso smontano questi pregiudizi. Il fine ultimo di ItalyUntold non è infatti “produrre informazioni”, quanto “fare analisi scientifiche”. L’Italia ha infatti “un gap tra come è percepito e come è realmente – ha aggiunto ancora Briganti nella sua passionale presentazione -. Abbiamo un grosso problema, non siamo riusciti a far passare determinati messaggi. Molti italiani non conoscono le proprie eccellenze. Per questo serve raccontare un paese in un certo modo. E lo vogliamo fare facendo sistema anche con gli italiani all’estero e italo-discendenti, che hanno avuto spesso successo nel mondo. Senza millantare nulla – ha ribadito -, ma diffondendo informazioni vere e reali”. E per fare sistema è necessario “passare oltre i campanilismi”. Anche perché, secondo lui, “all’estero, l’unico modo per contare è stare insieme”.
Prima di lui, la senatrice Garavini, collegata da remoto per motivi di salute, ha introdotto i saluti di Luigi Maria Vignali, Direttore Generale della Direzione Italiani all’estero della Farnesina, Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, e Fabio Porta, senatore del Pd eletto in Sud America.
Vignali, parlando di questa iniziativa, ha confermato come sia affine a una volontà del Ministero degli Affari Esteri. La Farnesina, infatti, ha “una postura di lavoro che seguiamo da tempo”. Sottolineata l’importanza di “valorizzare le collettività all’estero e le eccellenze raggiunte”, è necessario mettere in campo “iniziative mirate”, come la settimana della lingua, la settimana della cucina italiana nel mondo, del design. “Queste sono tutte occasioni di spiegare come l’Italia abbia moltissimo in termini di eccellenza – ha spiegato Vignali -. Queste iniziative vanno promosse perché sono iniziative che contribuiscono a trasmettere un’idea dinamica del nostro paese, e che tiene agganciati i giovani, protagonisti della nuova migrazione. Questo patrimonio va mantenuto agganciato anche attraverso queste reti”. Vignali ha poi voluto evidenziare anche lo sviluppo della “Rete dei talenti”, che vuole agevolare i giovani imprenditori italiani nel mondo. Ma anche del “Turismo delle Radici”, che “vogliamo promuovere ancora più in maniera sistematica, che consentirebbe agli italo-discendenti di riscoprire le loro origini ma anche di scoprire l’Italia. E non c’è niente di meglio per combattere gli stereotipi”. Ma per combatterli è possibile anche utilizzare la cultura, e i fumetti. “Tutte queste iniziative importanti – ha concluso il Direttore Vignali – vanno messe a sistema e vanno comunicate. E su questo confermo l’impegno della Farnesina”.
A seguire ha parlato l’On. Billi, che è partito spiegando la sua storia personale. “Quando mi sono trasferito in Svizzera mi sono reso conto di quanto diamo per scontate le nostre eccellenze. La biodiversità e la nostra storia frammentata hanno creato una dinamica di eccellenze che nessun paese nel mondo ha. Questa cosa è riconosciuta all’estero. E siamo anche temuti, perché la creatività e il genio italiani è una eccellenza che in pochi hanno. E le nostre qualità escono fuori nei momenti complessi, come questo periodo attuale, bellico e di post-covid. Con ItalyUntold si possono portare avanti molte buone pratiche”.
Dopo di lui, ha preso parola Fabio Porta del Pd, salutando anche lui con positività questa nuova iniziativa. “Un’iniziativa non solo opportuna, ma necessaria – ha sottolineato il senatore -. Gli italiani all’estero hanno sempre vissuto la problematica degli stereotipi. E quindi è utile che qualcuno affronti il tema in modo sistematico”. Porta ha poi anche dato notizia della proposta di legge sull’insegnamento nelle scuole italiane del fenomeno migratorio in tutte le sue sfaccettature, di cui anche Garavini è prima firmataria. “Studiare questa vicenda vuol dire arricchire le nostre conoscenze e andare incontro a un vuoto di memoria, specie riguardo gli stereotipi. Per parlare anche della grande ricchezza della presenza stratificata italiana nel mondo, ma per cui c’è poca conoscenza, c’è un “untold”. E questa ignoranza ha un costo per il nostro paese, sia economicamente, che politicamente. Spesso si vede l’italiano all’estero come un problema, ma non si conosce bene quanto le comunità creino indotto”. (l.m.\aise) 




Il Pd è primo partito nei sondaggi, ma è spuntato Italexit di Paragone

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082234313 c190d3d8 3cf0 4112 94be 0b949dd518ecAGI – Come era prevedibile, a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le dinamiche della politica italiana, il clima di unità nazionale seguito allo scoppio della guerra in Ucraina è durato solo poche settimane. I momenti di concordia istituzionale hanno lasciato spazio a una lunga serie di distinguo, in certi casi sfociati in manifestazioni di aperto dissenso persino all’interno della maggioranza di governo. Questo – per ora – non sembra avere un effetto immediato sugli orientamenti di voto degli italiani. Ma forse è troppo presto per dirlo.

Nella Supermedia dei sondaggi di oggi, infatti, i partiti restano sorprendentemente stabili, su valori quasi invariati rispetto a due settimane fa. il Partito Democratico resta al primo posto con il 21,5%, mentre Fratelli d’Italia insegue a breve distanza con il 20,7%. Il partito di Giorgia Meloni, in effetti, la scorsa settimana aveva agganciato il PD in testa, ma il confronto su base quindicinale (che serve proprio a “sterilizzare” le oscillazioni meno rilevanti, magari perché dovute alla diversa composizione del “paniere” dei sondaggi considerati) sembra quantomeno posticipare il momento del sorpasso.

Si conferma anche il momento non facile per Lega e Movimento 5 Stelle, che insieme fanno registrare meno del 30% dei consensi (e colpisce il confronto con le elezioni 2018, quando invece la loro somma superava il 50%)

Se non ci sono sorprese nel dato dei principali partiti, la novità di questa settimana è la “new entry” costituita da Italexit, partito/movimento di orientamento sovranista e antisistema, fondato da Gianluigi Paragone, ex giornalista e conduttore televisivo e oggi senatore (eletto nel 2018 con il M5S).

Da diverse settimane ormai, infatti, sono molti (anche se non tutti) gli istituti demoscopici che includono Italexit nei loro questionari, e il dato medio – a differenza di quanto avviene per altri soggetti politici, anch’essi sondati con regolarità e anch’essi con una rappresentanza parlamentare – è sistematicamente superiore all’1% (e i certi casi persino al 2%).

L’insieme di tutti questi “requisiti” consente quindi al movimento di Paragone di entrare a far parte del novero dei soggetti politici che monitoriamo nella nostra Supermedia.

Il clima di polemiche nate in seguito alle ultime scelte dell’esecutivo (in particolare quella di schierarsi così nettamente a favore di nuove sanzioni alla Russia, dell’invio di armi – anche letali – all’Ucraina e dell’incremento delle spese militari in ottemperanza agli impegni assunti dall’Italia in ambito NATO) ha però avuto come effetto quello di “incrinare” la compattezza della maggioranza. Risultato: per la seconda settimana consecutiva i consensi all’insieme dei partiti che compongono la “super-maggioranza” parlamentare a sostegno del Governo Draghi scendono sotto la soglia simbolica del 70%.

Rispetto a questo grafico, c’è da fare una precisazione rispetto alla voce “Altri”, che ha assunto una consistenza importante (7,7%). Gran parte di questo dato, infatti, è costituito da Verdi e Italexit che, pur avendo entrambi una rappresentanza parlamentare (per quanto numericamente non molto rilevante) non fanno parte della maggioranza di governo e sono difficilmente ascrivibili a una delle due voci di opposizione (di “destra” o di “sinistra”). Nel complesso, si può comunque dire che la somma delle forze politiche che in Parlamento si oppongono al Governo, quale che sia la loro connotazione ideologica, è al momento leggermente inferiore al 25%.

Dicevamo dei temi su cui la politica si è divisa nelle ultime settimane: tra tutti, spiccano in particolare quello dell’invio delle armi all’Ucraina e quello dell’aumento delle spese militari (fino  raggiungere, in prospettiva, il 2% del PIL, obiettivo fissato dalla NATO per i paesi membri che ne fanno parte come l’Italia).

Su questi temi sono due gli aspetti interessanti da segnalare: il primo è che ormai quasi tutti gli istituti demoscopici concordano nel registrare una maggioranza di italiani contrari su entrambi. E già questo, di per sé, costituisce una notizia, considerando che finora ben di rado i sondaggi avevano rilevato un orientamento in netta maggioranza contrario ad un atto preso (o un indirizzo dichiarato e/o assunto) dal Governo Draghi.

Il secondo aspetto, che emerge dalla rilevazione più recente di EMG, è costituito da un paradosso: se si considerano gli elettorati dei diversi partiti, solo gli elettori di Fratelli d’Italia risultano in maggioranza favorevoli a entrambi i temi (invio di armi e aumento delle spese militari), e quindi in linea con il Governo. Un aspetto paradossale proprio perché FDI costituisce, in Parlamento, la principale forza di opposizione. Anche questo, a suo modo, è un segno dell’eccezionalità del momento che stiamo vivendo e di quanto possano essere profonde le conseguenze – sul piano politico e dell’opinione pubblica – della crisi messa in moto dall’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.




Il convoglio record partito da Milano con 68 tonnellate di beni per i profughi

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unnamedOtto tir con 68 tonnellate di beni di prima necessità. La spedizione record per i profughi ucraini è partita questa mattina, sette camion dalla Fiera di Rho e uno da Verona, con destinazione Ptak Warsaw Expo, la fiera di Varsavia trasformata nel più grande centro di primo soccorso della Polonia per i civili che fuggono dalla guerra. Qui transitano fino a 10.000 rifugiati ogni due giorni, diretti verso le principali destinazioni di accoglienza in Europa. “Dei 150 mila metri quadri” della fiera della capitale polacca, ha ricordato Enrico Pazzali (presidente Fondazione Fiera Milano), “60 mila sono occupati dal centro accoglienza”. Il convoglio è stato organizzato dalla Fondazione in collaborazione con Fondazione Progetto Arca. Sono stati raccolti generi di prima necessità come prodotti per l’infanzia e  l’igiene personale, medicinali e coperte, messi assieme grazie alla solidarietà di aziende ed enti all’appello di solidarietà lanciato dalla Fiera di Varsavia. I beni raccolti complessivamente hanno superato le 100 tonnellate. L’arrivo dei tir partiti oggi per la Fiera di Varsavia, è previsto venerdì. La settimana successiva partiranno i convogli con il restante materiale. Pazzali ha ricordato così il messaggio arrivato dalla Polonia: “Il mio collega polacco ha mandato un messaggio di aiuto al board mondiale delle fiere di cui faccio parte, un messaggio molto emozionale in cui chiedeva soliderietà e aiuto. Ci siamo fatti trascinare immediatamente”.  Un ringraziamento è arrivato anche dal console ucraino a Milano, Kartysh Andrii, presente alla partenza dei tir: “Sono tantissimi gli aiuti partiti per l’Ucraina dalla Lombardia e dal Nord Italia: più di 500 mezzi. Per noi tutti gli aiuti sono molto importanti e sono grato a chi ce li manda”. Sulla pace, invece, il console ha sottolineato: “Sono sempre ottimista ma non possiamo parlare di pace prima della fine della guerra e dell’invasione dell’Ucraina”.  Al momento la macchina dell’accoglienza in Lombardia e a Milano funziona bene, ma c’è qualche preoccupazione. “Vediamo due difficoltà principali: l’inserimento a scuola, perché le nostre sono obiettivamente già piene”, e l’arrivo di persone “con varie forme di fragilità”, ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Ci stiamo chiedendo – aggiunge Sala – se dobbiamo inserire in prospettiva singoli bambini nelle classi italiane o fare classi per bambini ucraini con traduttori e interpreti, assistenti sociali per fornigli kit scolastici”. Inoltre “ci segnalano che stanno arrivando abbastanza ucraini con varie forme di fragilità e quindi da accogliere in centri specializzati”. Da parte sua, invece, il governatore Attilio Fontana ha detto che l’accoglienza “sta andando bene, anche perché adesso anche gli arrivi sono più controllati”. Comunque “noi siamo pronti a ogni evenienza”.




Centomila pizze ai profughi ucraini al confine con la Polonia: missione possibile

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152225216 0385baab d219 4f57 a36b 07539d7b447eAGI – Cuocere 100 mila pizze da offrire ai profughi ucraini che si trovano al confine con la Polonia: è l’obiettivo del convoglio umanitario partito dallo stabilimento Italpizza di Modena che porterà una ventina di volontari a stabilirsi presso il centro di prima accoglienza polacco a Przemyl, a soli 15 km dalla frontiera ucraina e sulla strada per Leopoli.

Dieci i mezzi, tra cui il primo autotreno Italpizza con le pizze surgelate, i camper, un’ambulanza, un pulmino, un camioncino e un autotreno carico di attrezzature. I volontari sono lavoratori di Italpizza e delle aziende partner, volontari della Croce Blu di Modena e della Croce Verde di Pavullo, con 15 forni al seguito per cuocere ai profughi le pizze.

“Con questa missione promossa da Italpizza – commenta all’AGI Antonio Montanini responsabile comunicazione, pubbliche relazioni e responsabilità sociale d’imprea – si è sperimentato un nuovo modello di cooperazione tra imprese private e mondo del Terzo Settore. Tutti i soggetti coinvolti hanno collaborato sinergicamente condividendo esperienze e competenze. Ciò ha consentito – conclude Montanini – per le informazioni in nostro possesso, di creare l’unica missione di questo genere in quel contesto operativo”.

Dopo la raccolta fondi a cui hanno aderito gli oltre 1000 addetti del gruppo e per la quale Italpizza ha raddoppiato il valore, l’azienda modenese – che produce pizze surgelate di ottima qualità, con impasto lievitato oltre 24 ore – si è proposta come capofila di una missione umanitaria al confine con l’Ucraina per cuocere e offrire gratuitamente pasti pronti (pizze) ai profughi ucraini.

Dopo un’accurata analisi del contesto, l’Ambasciata d’Ucraina in Italia ha indicato il centro di prima accoglienza di Przemyl in Polonia come luogo dove stabilire per alcune settimane il campo base e l’area di ristoro. Da qui l’esigenza di organizzare il trasporto di 15 forni e di persone che si possono occupare del riscaldamento delle pizze e relativa somministrazione.

Alla missione collabora il Terzo Settore, diverse realtà del territorio e aziende partner (PROTEO Engineering, Macchioni, Aviva e la polacca Futura Cargo, come quello delle aziende partner contribuenti quali Bompani, Margen, Inalca, Eurovo e Baschieri).

Italpizza è leader nella produzione di pizze: fondata nel 1991, oggi sviluppa un volume d’affari di oltre 170 mln di euro, di cui il 65% sui mercato esteri ripartito in 54 Paesi. Produce, in due stabilimenti, oltre 130 mln di pizze ogni anno sia a marchio proprio, che a marchio dei principlai retailer al mondo, impiegando più di 1000 addetti.




Boom di richieste per i bunker da nord a sud: 700 in 25 giorni

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113551362 70652264 4feb 48b3 ac2f a95052baa7b2AGI – Un posto dove nascondersi, stare al riparo da tutto e tutti, da bombe e radiazioni. L’insicurezza per la guerra in Ucraina si è fatta strada anche nello stato d’animo degli italiani, sempre più con il passare dei giorni, superando i livelli sfiorati ai tempi del disastro nucleare di Chernobyl, nel 1986. Lo dimostra il numero di richieste di costruzione di bunker ‘civili’ arrivati a due ditte lombarde intervistate dall’AGI, una già attiva nel settore, la mantovana Minus Energie, e una che si sta specializzando, Etica Costruzioni nel pavese, proprio “per rispondere alle continue richieste ricevute”.

I numeri la dicono lunga. “In 22 anni abbiamo realizzato una cinquantina di interventi, tra nuovi rifugi e adattamenti. Adesso, in 25 giorni, ci sono arrivate oltre 700 richieste di informazioni o di chi vuole completare il lavoro iniziato anni fa” spiega Giulio Cavicchioli, rappresentate legale della Minus.

A chiamare è gente “normalissima, tra i 50 e i 60 anni. Non hanno telefonato vip con richieste stravaganti ma solo persone che vorrebbero essere più tranquille se qualcosa dovesse accadere in futuro anche nel nostro Paese” dice Vittorio Paoletti, il responsabile commerciale dell’azienda pavese, di Casella e Locata. “Noi non offrivamo questo servizio ma abbiamo avuto talmente tante richieste, che ci siamo informarti sulle normative” e adesso progettiamo e realizziamo Bunker NBC, protezione nucleare, batteriologica-chimica e panic room su misura. Dalle richieste ai fatti: “c’è già un progetto per un signore, che vuole farsi realizzare un rifugio nel giardino della sua villetta” nel pavese.

La preoccupazione comunque non è solo di chi abita in regioni di confine. “Le richieste arrivano da tutta Italia, dalla Sicilia alla Valle D’Aosta” aggiunge Cavicchioli. Come spiegano gli esperti l’ideale è costruire un bunker in giardino, più che in cantina, perché facendolo nuovo non si devono fare deroghe alle regole. E, inoltre, un impianto concepito da zero ha una resistenza maggiore. Nel bunker si “prevede di restare giorni o settimane, nella fase del picco, nel caso di una esplosione nucleare, c’è la ricaduta del particolato radioattivo molto concentrata nei primi giorni”. Si parla di settimane e non mesi, anche perché “i nostri bunker – spiega Cavicchioli – a differenza di quelli militari non hanno acqua e neanche un bagno ‘vero’, c’è un wc a secco”.

Noi applichiamo le normative svizzere. L’acqua non c’è perché con le tubature c’è il pericolo che scoppino”. Certo spendendo in più, tutto si può realizzare: “se il cliente vuole, si fa come per i bunker militari che hanno l’acqua corrente. Ma in quel caso si deve prevedere la protezione necessaria per evitare l’allagamento, servono valvole di non ritorno sugli scarichi in fogna, e valvole anti scoppio. E dei water che devono resiste a una pressione di 3 atmosfere”.

Cambia il budget. La versione che i clienti stanno chiedono è quella base. I progetti sono per una “stanza con muri spessi da 40 a 80 centimetri, di cemento armato, porte in piombo, tutti gli impianti per la depurazione dell’aria e dell’acqua, generatori che permettano la sopravvivenza, con tutte le provviste necessarie” spiega Paoletti. A questo si deve aggiungere anche un impianto radio per comunicare con l’esterno. Dunque di che cifre stiamo parlando? “In giardino il prezzo va dai 2500 e 3 mila al metro quadro. Di solito la dimensione è sui 30 mq. Dunque la spesa si aggira sui 60-90 mila euro”.

Il costo è simile per le due ditte. “Adattare una cantina costa sicuramente meno – aggiunge Paoletti -, anche se i lavori per ‘trasformarla’ sono importanti. Bisogna prima fare degli studi per capire la sua tenuta aumentando i carichi, poi si posiziona un involucro di almeno 40 cm di cemento armato sulla stessa. Si usa il piombo per la porta, si deve creare una seconda uscita d’emergenza, se non c’è”.