Non solo Ilaria Salis. “Filippo Mosca da 8 mesi in carcere in Romania detenuto in condizioni pietose” denuncia il suo avvocato

full

full“Intervenga la Farnesina, intervenga lo Stato a porre fine a questa agonia”. Sono le parole dell’avvocata Armida Decina, chiamata a difendere Filippo Mosca, 29 anni, recluso nel carcere romeno di Porta Alba. Le condizioni di detenzione sono pietose, raccontano i familiari: topi, pulci, sovraffollamento e denutrizione.

Mosca, originario di Caltanissetta, è stato condannato a otto anni e tre mesi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il team difensivo parla di prove inesistenti e traduzioni fantasiose.

“Una condanna studiata a tavolino, senza un prova che potesse portare non solo a una condanna ma ad una condanna pesantissima, 8 anni e 3 mesi- ragiona l’avvocata Decina- Da otto mesi Filippo è detenuto in Romania, in condizioni degradanti e non umane. Subisce soprusi giornalmente. Intervenga la Farnesina, intervenga lo Stato a porre fine a questa agonia. Aiutiamo Ornella, la mamma, in questa battaglia”.

ag dire – www.dire.it




Ilaria Salis, lettera dal carcere: “Sono trattata come una bestia”

protesta agricoltori cagliari 1 1 1024x576

protesta agricoltori cagliari 1 1 1024x576“Mi trovo tutto il tempo in una cella minuscola e senza aria, tra gli scarafaggi, il vitto scarso, senza possibilità di comunicare, trattata come una bestia al guinzaglio”. È un passaggio del memoriale di Ilaria Salis, indirizzato lo scorso 2 ottobre a un ex politico italo ungherese della sinistra radicale in forze al Consolato con l’intento di farlo avere al suo legale (che non aveva mai potuto incontrare) e riportato nell’esclusiva del Tg La7 di ieri sera.

Le immagini che hanno suscitato una bufera per le condizioni detentive cui Salis è sottoposta vengono ben dettagliate: “Oltre alle manette qui ti mettono un cinturone di cuoio con una fibbia a cui legano le manette. Anche i piedi sono legati tra loro: intorno alle caviglie mettono due cavigliere di cuoio chiuse con due lucchetti e unite tra loro da una catena lunga circa 25 cm. Poi mettono un’ulteriore manetta a un solo polso, a cui è fissato un guinzaglio di cuoio che all’altezza dell’estremità è tenuto in mano dall’agente della scorta. Tutto questo materiale pesa qualche chilo e la legatura ai piedi permette di fare passi molto corti. Legata così ho dovuto salire e scendere diversi piani di scale. Si rimane legati così per tutta la durata dell’udienza e sono rimasta così legata anche per tutta la durata dell’esame svolto dall’antropologo”.

Salis racconta poi di referti medici negati (“Ho un nodulo al seno” e un appuntamento già fissato in Italia. Eco e mammografia sono state svolte in Ungheria, ma la paziente non ha mai avuto accesso ai risultati), dell’impossibilità di contattare la sua famiglia per sei mesi e del mancato accesso ad atti processuali e a un interprete. Non mancano descrizioni delle scarsissime condizioni igieniche del carcere di Budapest, infestato da cimici, scarafaggi e topi, privo dei materiali per la pulizia quotidiana. Difficile anche usufruire dell’ora d’aria, risicatissimi gli spazi e il ricambio d’aria quasi inesistente, pasti decisamente inferiori al necessario per quantità e qualità.

L’attivista antifascista, originaria di Monza e che di professione fa la maestra di scuola elementare, è in carcere a Budapest dall’11 febbraio 2023, dopo essere stata arrestata con l’accusa di aver aggredito due neonazisti dopo la fine di una manifestazione.

ag. dire – www.dire.it




A Roma il “Museo del Ricordo” delle Foibe

museo ricordo

museo ricordoIl Consiglio dei Ministri, su proposta della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha approvato, nella riunione di oggi, il disegno di legge che istituisce il “Museo del Ricordo” in Roma con lo scopo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel Secondo Dopoguerra, di ricostruire e narrare la storia degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e della più complessa vicenda del confine orientale italiano.
Per la realizzazione e la gestione del museo sarà istituita una Fondazione, costituita dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, alla quale potranno partecipare anche altri soggetti pubblici e privati.
Lo stanziamento complessivo ai fini dell’istituzione e dell’allestimento del “Museo del Ricordo” è di 8 milioni di euro per il triennio 2024-2026.
“La realizzazione del Museo è un dovere storico verso gli esuli istriani, fiumani e dalmata che hanno subito la dittatura comunista di Tito. Queste tragedie non devono essere dimenticate. Sono una parte importante della storia italiana e devono essere conosciute e comprese dalle nuove generazioni”, ha dichiarato il ministro Sangiuliano, al termine del Consiglio dei Ministri. “Ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per aver voluto promuovere il Museo a cui parteciperanno varie realtà a partire dalla Regione Lazio che, grazie all’impegno del presidente Francesco Rocca, metterà a disposizione l’immobile per il Museo e contribuirà alla progettazione e alla gestione”.
“Oggi il governo ha dato il via libera a un testo per far nascere il Museo del Ricordo. Roma, Capitale d’Italia, e il Lazio divengono custodi e promotori, in tal modo, di una doverosa memoria collettiva e nazionale”, ha affermato il presidente Rocca. “Gli orrori generati dai totalitarismi del XX secolo devono farsi testimoni concreti e attuali presso le nostre giovani generazioni e, soprattutto, presso quelle del futuro. Abbiamo, perciò, sviluppato questo ambizioso progetto con il MiC, grazie alla sinergia con il ministro Sangiuliano, che vedrà presto sorgere a Roma un luogo-simbolo non solo del dramma vissuto dai nostri connazionali del confine orientale nel corso di tutto il ‘900, ma ospiterà e farà emergere dall’oblio tutti i “ricordi” cancellati dalla storia. È un dovere morale cui la Regione crede fermamente”, ha concluso. (aise)




Caso Ilaria Salis – Segretario Generale della Farnesina convoca l’incaricato d’Affari di Ungheria

7890b180565c7f4151f8d56da3876581

gfbelibwsaa2ktnSu istruzioni del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri, On. Antonio Tajani, il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Riccardo Guariglia, ha convocato questa mattina al Ministero degli Esteri l’incaricato d’Affari della Repubblica di Ungheria.

Nel ribadire la protesta del Governo italiano per le condizioni in cui la Signora Ilaria Salis è stata detenuta e viene trattenuta durante le udienze in tribunale a Budapest, l’ambasciatore Guariglia ha richiamato i principi cardine previsti dalla normativa europea e internazionale relativi al rispetto delle garanzie a tutela della dignità delle condizioni detentive, incluse le modalità di traduzione degli imputati in tribunale e delle garanzie di un equo processo.

Nel pieno rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia della Magistratura ungherese, ha espresso la ferma aspettativa del Governo affinché alla Signora Salis sia accordato al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse misure alternative alla detenzione in carcere.

Il Segretario Generale si è inoltre soffermato sull’assoluta necessità che alla Signora Salis e ai suoi legali siano garantiti l’accesso alla traduzione in italiano degli atti di accusa, come già richiesto dalla difesa, e la visione del video di sorveglianza alla base dell’imputazione, per assicurare il pieno godimento del diritto alla difesa e un equo processo.

Il Segretario Generale ha infine confermato che l’Ambasciata a Budapest continuerà ad assicurare ogni assistenza alla Signora Salis e ai suoi familiari, in collaborazione con i suoi legali.




È morta Sandra Milo, musa di Fellini

morte santagata 6

morte santagata 6È morta a 90 anni l’attrice Sandra Milo. Nata a Tunisi l’11 marzo del 1933,  vero nome Salvatrice Elena Greco, fu musa del regista Federico Fellini e protagonista del cinema italiano negli anni Sessanta. Tra i suoi film più noti  ‘Il generale Della Rovere’, ‘Adua e le compagne’, ‘Fantasmi a Roma’, ‘Giulietta degli spiriti’ e ‘8½’. Sandra Milo ebbe quattro mariti e tre figli: Debora, Ciro e Azzurra. Si è spenta a Roma tra l’affetto dei suoi cari.

LA CARRIERA IN TV

Non solo cinema. Sandra Milo è stata anche un’apprezzata protagonista della tv fin dagli anni Sessanta. Iniziò con Studio Uno, poi, dopo vent’anni (si dice per intercessione del segretario del Partito socialista Bettino Craxi, cui fu molto vicina), approdò a Mixer e, nella seconda metà degli anni Ottanta, alla conduzione di Piccoli fans. Negli anni più recenti non si è sottratta alle trasmissioni pop: nel 2010 prese parte all’Isola dei Famosi.

Nel 2021 aveva ricevuto il David di Donatello alla carriera.

Nel 2022 e nel 2023 è stata protagonista del docu-reality ‘Quelle brave ragazze’, prima insieme a Mara Maionchi e Orietta Berti, poi con Marisa Lauritoin sostituzione di Orietta Berti. La sua ultima fatica è stata la serie comedy di Prime Video ‘Gigolò per caso’, al fianco di Christian De sica e Pietro Sermonti.

LO SCHERZO SUL FIGLIO CIRO

Sandra Milo fu, sui malgrado, protagonista di uno scherzo di pessimo gusto che diventò un tormentone. Nella stagione 1989-1990, Sandra Milo conduceva su Rai 2 la trasmissione ‘L’amore è una cosa meravigliosa’. Durante la puntata dell’8 gennaio 1990 una telefonata in diretta l’avvertì che suo figlio Ciro aveva avuto un grave incidente. ‘Sandrocchia’, come l’aveva soprannominata Fellini, scappò via dallo studio disperata. Si trattava di uno scherzo, ma la sua reazione divenne popolarissima anche grazie a trasmissioni che la rilanciarono (‘Target’, ‘Blob’, ‘Striscia la notizia’), tanto che nacque anche la trasmissione ‘Ciro, il figlio di target’.

ag. Dire – www,.dire.it




L’Isis spara in una chiesa italiana a Istanbul: morto un fedele turco

captura
La chiesa di Santa Maria dopo l'attacco subito da due uomini armati a Istanbul
OZAN KOSE / Afp – La chiesa di Santa Maria dopo l’attacco subito da due uomini armati a Istanbul

agi.it




Sinner re d’Australia

65b650052cfe9.r d.1479 1734

65b650052cfe9.r d.1479 1734Jannik Sinner, battendo il russo Medvedev in 5 set, ha conquistato il suo primo Slam. È il primo italiano ad aver vinto gli Open di Australia e il più giovane vincitore in assoluto di questo torneo.

Ci sono voluti 48 anni perché un italiano tornasse a vincere un torneo dello Slam, dopo Adriano Panatta che nel 1976 si era imposto al Roland Garros di Parigi.

Sinner, dopo aver perso  i primi due set della finale contro Medvedev per 6-3, 6-3, si è imposto in rimonta nei tre successivi per 6-4 6-4 6-3.

 




Meloni: “Abbiamo approvato un Decreto per la Terza Età”

giorgia meloni official 2023 (cropped)

presidenza del condsiglio giorgia meloni giorno foibe immagine3“Abbiamo approvato un decreto legislativo attuativo del Patto per la Terza Età: è una riforma di cui andiamo orgogliosi e che l’Italia aspettava da più di 20 anni, solo una tappa di un percorso che andrà avanti per tutta la Legislatura”. Lo scrive in una nota il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che prosegue: Con più di 1 miliardo di euro in due anni e l’avvio della sperimentazione di una prestazione universale che consentirà di aumentare di oltre il 200% l’assegno di accompagnamento degli anziani più fragili e bisognosi, diamo finalmente risposte concrete ai bisogni dei nostri oltre 14 milioni di anziani, ai non autosufficienti e alle loro famiglie. Il Governo – continua il Premier – ha lavorato fin dal suo insediamento a una riforma strutturale delle politiche in favore della terza età consapevoli che gli anziani rappresentano la storia di questa Nazione. Ringrazio tutti i Ministeri per il lavoro corale che è stato fatto e che ci consente di varare una nuova governance nazionale delle politiche per le persone anziane”. (Inform)




Beniamino Zuncheddu, 32 anni in prigione per un errore giudiziario

captura
Zuncheddu, 59 anni, era stato condannato all’ergastolo. Il 25 novembre scorso – su decisione dei giudici della Capitale che hanno accolto la richiesta di sospensione della pena -, era uscito dal carcere e oggi è presente in aula. Da oggi Zuncheddu è un uomo libero definitivamente, a distanza di 33 anni da quel gennaio del 1991 nel quale finì in manette per triplice omicidio.

La Difesa: “Non meritava questo”

downloadI più lungo errore giudiziario della storia della Repubblica

Le prime parole di Zuncheddu dopo la sentenza




Sinner batte Djokovic ed è in finale negli Australian Open

captura

capturaJannik Sinner scrive un’altra pagina del tennis azzurro, conquistando la sua prima finale di Slam e diventando il primo italiano a raggiungere quella degli Australian Open: il leader del tennis azzurro, quarto nel ranking mondiale ma con il primato ormai sempre più nel mirino, di fronte aveva il campione dei campioni, quel Novak Djokovic che sul cemento della Rod Laver Arena non aveva mai fallito. Dieci finali conquistate e altrettante vinte.

Serviva il ragazzo altoatesino per interrompere la striscia del serbo, a cui Sinner lascia un solo set: finisce 4-1 per l’azzurro in 3 ore e 22 minuti di gioco, partito a razzo con i primi due chiusi 6-1 6-2, poi cede il terzo al tie break 6-7, facendosi annullare un matchpoint, ma poi al quarto non perdona, mette giù la palla del 6-3 e elimina il n.1. “E’ stata una partita durissima, la sconfitta di Wimbledon però mi ha insegnato come battere Djokovic. Qui ho iniziato benissimo nei primi due set – le parole di Sinner -, Nole ha sbagliato tanto. Ho sbagliato un match point nel 3/o, ma volevo essere pronto per il set successivo. Ho iniziato alla grande e non vedevo l’ora di giocare questa partita. Ora sono più tranquillo e domenica giocherò la finale con il sorriso. La mia famiglia è a casa e starà a casa: saluto tutti i tifosi italiani, abbiamo anche la finale di doppio ed è bello essere ancora in corsa”. L’appuntamento con la storia è all’alba italiana e Sinner non lo fallisce: la prima finale di Slam è un obiettivo che stavolta vuole portare a casa, nonostante un Djokovic che di Melbourne è il re assoluto. Il match per Sinner parte in discesa, anche troppo considerando il rivale: nel primo set, con il serbo in ritardo co le gambe, l’azzurro conquista due set point e chiude 6-1 in 35′.

Djokovic perde il primo set nelle undici semifinali giocate sul cemento australiano. Sinner domina anche il secondo con con due break e zero palle break concesse all’avversario. Djokovic non riesce a fare Djokovic, con 29 errori in due set in cui ha vinto solo 3 games. Nel terzo set la sfida si riapre grazie a Djokovic meno falloso e Sinner tornato sulla terra, dopo l’avvio da marziano: si arriva al tie break, il serbo si aggrappa al match, salva la palla match dell’azzurro sul 6-5 e va a chiudere 8-6. Si va al quarto, tra gli applausi del Melbourne Park, felice di poter godere ancora dello show. L’azzurro si dimostra più forte, passa dal 40-0 al break. Finisce 6-1 6-2 6-7 6-3 ed è la prima finale Slam per Sinner. Che ora attende il vincente della seconda semifinale tra Medvedev e Zverev. Ma in Australia è già storia.

“Mi congratulo con Sinner per aver giocato una grande partita, e un grande torneo finora. È meritatamente in finale. Oggi mi ha completamente surclassato. Ero scioccato”. Novak Djokovic nell’insolito ruolo dello sconfitto si complimenta così con l’azzurro, che ha conquistato l’atto conclusivo degli Australian Open, battendo in 4 set il campione serbo. “E’ una delle mie peggiori partite giocate in un torneo del Grande Slam – continua il n.1 del tennis mondiale – Ci ho provato, ho lottato, ma lui ha fatto tutto meglio di me. Il pubblico è stato fantastico con entrambi”.

ansa.it