Il sisterma fieristico é cruciale per il Made in Italy

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distefanoIl sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano è intervenuto ieri in apertura del webinar “Il futuro delle fiere” organizzato dall’Agenzia ICE all’interno del ciclo di appuntamenti dedicati al sostegno al Made in Italy.
“Il settore fieristico contribuisce in maniera determinante al PIL nazionale” ha affermato Di Stefano, “non solamente in termini di fatturato, ma anche nella sua strategica funzione di strumento al servizio della politica industriale e di vetrina di presentazione delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. Proprio per questo”, ha aggiunto, “il sistema fieristico è uno dei sei pilastri su cui si fonda il Patto per l’Export presentato lo scorso 8 giugno alla Farnesina, accanto a comunicazione, formazione/informazione, e-commerce, promozione integrata e finanza agevolata”.
“Oltre alla Campagna straordinaria di comunicazione in corso di definizione, che sarà diretta a rilanciare il Brand Italia, stiamo facendo e abbiamo già fatto molto proprio per il settore fieristico”, ha spiegato il sottosegretario della Farnesina: “dai ristori ICE per le fiere cancellate durante la primavera 2020 alle mini-fiere autunnali di settore, al modulo ICE gratuito per le fiere 2021, all’attrazione di buyers e influencer VIP, all’attivazione di un sistema digitale per incontri B2B settoriali. Ricordo inoltre che il fondo rotativo di Simest (ex lege n. 394/81) consente di finanziare anche la partecipazione delle aziende italiane alle fiere aventi carattere internazionale”.
“Sappiamo bene che è necessario non abbassare la guardia; per questo”, ha assicurato Di Stefano, concludendo, “continueremo a mettere in campo strumenti adeguati a supporto del sistema fieristico, tanto in questa delicata fase di convivenza con il virus, quanto in un’epoca pienamente post-Covid, che speriamo possa giungere al più presto”. (aise)




In giro per l’Italia con il Touring Club

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17tciTouring Club Italiano è un’associazione privata non profit impegnata nella tutela e promozione dell’Italia come bene comune. Questo impegno si concretizza in numerose iniziative: dall’apertura, a cura della propria rete di volontari, di luoghi d’arte altrimenti chiusi o con forti limiti di fruibilità alla certificazione di eccellenze territoriali in tema di qualità turistico-ambientale con il marchio Bandiere Arancioni, alla realizzazione di iniziative editoriali e digitali.
Un bagaglio di know-how, conoscenze ed esperienze consolidato nel corso dei 125 anni dell’associazione e le cui tracce materiali sono conservate nell’Archivio Storico, memoria e cuore pulsante del Touring ma soprattutto bene collettivo da restituire alla comunità.
Nasce in quest’ottica la nuova collaborazione con ArtAway, piattaforma che offre tour virtuali per conoscere città e opere d’arte italiane accompagnati in video conferenza da esperti, che si aggiunge alle attività di valorizzazione dell’Archivio già in essere, per offrire al pubblico un’ulteriore modalità per scoprire questo patrimonio collettivo di storie e conoscenze, unico nel suo genere.
Le visite guidate digitali disponibili su ArtAway.com permetteranno, infatti, al pubblico di approfondire tematiche e argomenti dall’Archivio del Touring Club Italiano con una modalità non solo virtuale, ma dal vivo, con la possibilità di interagire con le guide e i mediatori culturali di ArtAway nel corso del tour, per approfondire curiosità e stimoli e per un confronto collettivo che costituisce il valore aggiunto di questa modalità di fruizione.
A siglare l’avvio di questa collaborazione da domani, 18 giugno, saranno disponibili sulla piattaforma ArtAway, in una vetrina riservata al Touring Club Italiano raggiungibile da voce di menù dedicata, i primi due tour.
Il primo, “L’Atlante Internazionale del Touring Club Italiano”, è dedicato all’affascinante attività di produzione di carte e atlanti per cui il Touring si è sempre distinto. La visita, a partire dai materiali presenti in Archivio, segue lo sviluppo della cartografia in Italia fino ai giorni nostri a partire dall’opera simbolo dell’eccellenza del Touring Club in campo cartografico, l’Atlante Internazionale del 1927.
Il secondo, “Com’erano le vacanze degli italiani”, è incentrato sullo sviluppo del turismo italiano negli anni ’50, con un focus su tutte le attività e proposte messe in campo in quel decennio da Touring Club Italiano per portare i suoi soci a scoprire la penisola e a viaggiare, in un momento storico che stimola oggi un confronto con la situazione attuale che stiamo vivendo.
I tour durano 45 minuti, sono gratuiti per i Soci del Touring Club Italiano e prevedono un piccolo contributo per chi non è socio. Per informazioni e prenotazioni www.touringclub.it/ArtAway o www.artaway.com/touring-club.
Il Touring Club Italiano è una libera associazione senza scopo di lucro che propone ai suoi soci – destinatari e attori della missione – di essere protagonisti di un grande compito: prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Per questo il Touring Club Italiano contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibile
ArtAway è un progetto ideato da un ingegnere nella Silicon Valley, e sviluppato da Video Sound Art, centro di produzione e festival di arte contemporanea attivo dal 2010 a Milano. Nato durante la quarantena per sostenere la cultura ed il mondo dell’arte italiano, ArtAway è una piattaforma web che offre visite guidate virtuali per conoscere le bellezze artistiche del nostro paese e della storia dell’arte in un modo nuovo e coinvolgente, permettendo ai visitatori l’opportunità di dialogare dal vivo con le migliori guide turistiche e i più esperti mediatori culturali.
Video Sound Art è un centro di produzione e festival dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti e alla promozione dell’arte visiva contemporanea. VSA ha oggi all’attivo nove edizioni e numerose mostre e residenze presso Musei nazionali e internazionali. Ogni anno promuove giovani talenti attraverso la diffusione di un bando open call. Organizza laboratori, conferenze, seminari condotti da critici d’arte, curatori, direttori di Fondazioni, collezionisti, galleristi, direttori di Musei. (aise)




Veronafiere: servono risposte del Governo per rilanciare il Made in Italy

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3veronafiere“Oggi si celebra la Giornata mondiale delle fiere, a padiglioni ancora chiusi. All’emergenza fa seguito un’incertezza sulla ripartenza che è in forte contrasto con la nostra consapevolezza di poter essere decisivi per l’export delle piccole e medie imprese italiane”. A rivelarlo è stato oggi, 3 giugno, in occasione della Giornata mondiale delle Fiere indetta da Ufi (Global association for the exhibition industry), il presidente di Veronafiere e vicepresidente di Aefi, Maurizio Danese, che ha ribadito la centralità delle fiere per le esportazioni delle PMI italiane ora, a suo parere, riconosciuta anche dal dl Liquidità, in corso di approvazione, che “finalmente sancisce la funzione strategica del sistema fieristico per i mercati del made in Italy”.
Però, secondo Danese, ad oggi ripartirà il calcio, gli ombrelloni, i musei e i parchi di divertimento, ma “non sappiamo quando potremo riattivare la nostra forza propulsiva a sostegno del Paese. Contiamo che i tempi della riapertura delle attività fieristiche siano definiti al più presto”.
“Verona, il Veneto e l’intero Paese – ha proseguito il presidente – hanno il diritto di sapere se i comparti produttivi espressi da Veronafiere, ma anche dagli altri poli espositivi, possano da subito continuare a essere rappresentati sul mercato nazionale e su quelli internazionali”.
“La riapertura dei padiglioni – ha sottolineato il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia – sarà il segnale forte del superamento dell’emergenza e soprattutto della necessaria ripartenza del mondo produttivo. Le fiere sono un asset strategico per la promozione del made in Italy sui mercati internazionali e una leva fondamentale per la competitività delle PMI italiane. Gli appuntamenti promossi dai nostri poli fieristici si sono affermati a livello globale come vetrine di straordinario valore promozionale ed economico per il nostro territorio, anche in termini di indotto con un fortissimo richiamo di milioni di persone. Non guardiamo ora a quello che è stato, pensiamo piuttosto a quello che sarà e trasformiamolo in rilancio, perché non mancano certo volontà, capacità e voglia di riproporre orgogliosamente il meglio della nostra industria e delle nostre eccellenze. Non sarà una passeggiata, ma le nostre fiere possono tornare a essere forti e competitive come prima”.
Secondo le stime, il lockdown fieristico ha determinato la cancellazione o rinvio degli eventi programmati nel primo semestre del 2020, con un danno per le sole realtà fieristiche delle tre regioni di circa 700 milioni di euro più l’indotto. Veronafiere, primo organizzatore in Italia per manifestazioni dirette e di proprietà, è stata costretta a cancellare o riprogrammare oltre 20 eventi, con un danno che impatterà nell’ordine del 50% sul fatturato 2020. Un deficit che si rifletterà anche sulla città scaligera, che ogni anno beneficia dell’indotto fieristico per un valore di circa 1 miliardo di euro, e sui settori del made in Italy rappresentati da Veronafiere, per cui il danno è ancora maggiore.
Per il direttore generale della Spa, Giovanni Mantovani, “Veronafiere è pronta a ripartire”. In questi mesi, infatti, la Spa ha dichiarato di aver ridisegnato “strategie e strumenti per assicurare il business ai nostri comparti produttivi. Ora servono risposte dal Governo: la certezza della data di riapertura, l’approvazione dei protocolli presentati congiuntamente con i principali player del settore, un sostegno adeguato per evitare un pericoloso avvitamento finanziario. Ma soprattutto va dato seguito al lavoro compiuto da diversi parlamentari che in questi mesi hanno posto all’attenzione del Governo la nostra funzione strategica per il sistema Paese. Solo partendo da questo assunto si potrà parlare di rilancio: sarà necessaria una visione nuova e una tempestiva capacità di elaborare percorsi di internazionalizzazione a trazione fieristica, con una presenza diretta on e off line nei mercati esteri condivisa e pianificata assieme alle istituzioni”.
Stando a ciò che riporta Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane), sono circa 1.000 le manifestazioni fieristiche organizzate dal settore ogni anno (oltre 200 le internazionali e 89 quelle organizzate all’estero). Ed è pari a circa 60 miliardi di euro il volume d’affari annuale generato dalle 200mila imprese italiane espositrici e dai 20 milioni di operatori provenienti dall’Italia e da tutti i paesi del mondo. Il 50% delle esportazioni nasce da contatti originati dalla partecipazione alle manifestazioni fieristiche.
A livello globale, evidenzia Ufi, il valore degli affari generati dalle fiere per i settori di riferimento è di 251 miliardi di euro l’anno, per un ritorno sugli investimenti di 8 euro per ogni euro investito. (AISE)




Aceto balsamico di Modena IGP, crisi da coronavirus

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1573460Anche il settore della produzione del nostro aceto balsámico di Modena IGP ha risentito gravemente della crisi dovuta alla pandemia. E se il 2019 é stato un anno molto positivo, il 2020 profila segnali molto negativi.

L’anno scorso il prodotto Made in Italy era stato esportato in 120 Paesi nel mondo, speciamente negli Stati Uniti, in Germania, Francia e nei mercati asiatici di Giappone e Corea del Sud.

“Come buona parte del settore agroalimentare – spiega il Direttore del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni – anche quello dell’ABM non si è fermato, le aziende hanno potuto operare, seppure in condizioni complesse e di grande preoccupazione ottemperando alle richieste del mercato. Le vendite rimaste costanti della distribuzione – aggiunge – hanno sostenuto l’andamento generale del settore, ma un’importante segmento del mercato quale quello dell’ho.re.ca. ed in generale del consumo fuori casa, ha subito un blocco totale in tutto il mondo con conseguenze molto pesanti per un elevato numero di aziende”.

“Nel primo quadrimestre – riprende Desimoni – circa il 50% delle aziende ha affrontato un andamento negativo rispetto a quello dell’anno precedente, il 30% di cali molto significativi e preoccupanti fino ad arrivare ad un gruppo di aziende che ha sostanzialmente visto il proprio business azzerato”.




“Acquistate moda Made in Italy per il rilancio del settore”

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women 1184740 1920Il “Made in Italy” ha nella moda indubbiamente un settore molto importante della nostra economía. Vi appartengono Piccole e Medie imprese che in questo periodo stanno soffrendo moltissimo a causa dell’impatto mondiale del coronavirus.

Vi sono ascritte circa 80 mila imprese con un numero di impiegati che si aggira sul milione.

CNA Federmoda ha diretto ai consumatori un appello affinché preferiscano acquistare creazioni della moda italiana in modo da contribuire ad un veloce rilancio del settore.

“Acquistate made in Italy  – dice CNA Federmoda – e aiuterete le nostre imprese a ripartire per l’amore e la passione che nutrono verso il lavoro, verso il nostro sistema sociale e questi saranno sempre più valori del nostro patrimonio che potremo portare nel mondo.

Acquistate “made in Italy” per supportare le imprese italiane nel continuare ad essere protagoniste globali grazie alle competenze produttive, alla creatività, al valore della ricerca che sono insiti nei vari anelli della filiera moda”.