Nasce “La Fune Azzurra”: il primo censimento mondiale dello sport degli italiani all’estero

gsjobnslmi6qy7gcpyutb7s0nffcvursqajacxbpic3i6qbrxb7sv79axdzwp03nxaawmouitvfawv7d fxzae8camk 0 gftf5oomwgjsinbh9yggfx1apeg8eiv4wen8332rupj8jkj2ex0gcpitklzoxkufbnchdsxhjmco0ntwushjfk c tftxmib

Quante società sportive fondate da emigrati italiani esistono nel mondo? Quanti club, associazioni e squadre continuano ancora oggi a mantenere vivo il legame con l’Italia attraverso lo sport? Per rispondere a queste domande prende il via “La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti”, il primo progetto di ricerca dedicato a censire e studiare la presenza sportiva delle comunità italiane all’estero.

5ac20bkn3qmxyuyesxltptqzwmphxv35gtsorrlk9l 2zlaygzxor5lpjraw4hkdkgk0iv7fruggrswcqkejjfj8mgj1tbs99skfkbjakfcwk2zedzshpimz5o8x9mx5nnvgi0yuahtcvap6ba6q93u1naxycwc2squ9iyaha0cgckqfyzwhxblbtdezeslq

gsjobnslmi6qy7gcpyutb7s0nffcvursqajacxbpic3i6qbrxb7sv79axdzwp03nxaawmouitvfawv7d fxzae8camk 0 gftf5oomwgjsinbh9yggfx1apeg8eiv4wen8332rupj8jkj2ex0gcpitklzoxkufbnchdsxhjmco0ntwushjfk c tftxmib

lsymxq26y pwqz42u9x9tp4fzd z0wf8wec5qchvo9lyjbh1j6a5ghkhaw8k680rxhfa322sfoay0kg5px14x56cmwgmtftfqf82ve0ulsiz4caeesfhwnetxepd1hxs0hsc6a2t3fhnoxyh0gulbifmzjcypugr rlv7g1186tfvupviepjp gmfyxre6jf

5dienix0n3vyro2kbhcxz4 mzplgg b1zkbuheh6 qg rqjaqws71xw3xwrf8ijzaqeh4yydufkcyv6jjjw489thfpwy v7q firpsej w6nk9 bwmvf5k0au8w4n01hlmpy76c0neeisgfeztkm92st5yr2w9ypgx pg3rwbhsh5h7etrlyx4ydw14gopx0

La ricerca, che si concluderà nella primavera del 2027, coinvolgerà i principali Paesi interessati dall’emigrazione italiana. Gli studiosi realizzeranno una mappatura di club, associazioni e realtà sportive nate grazie all’iniziativa delle comunità italiane all’estero, dall’Ottocento fino ai giorni nostri. sportive hanno rappresentato luoghi di incontro, integrazione e conservazione dell’identità culturale italiana. e nel mondo. Genova e Bologna e la Società Italiana di Storia dello Sport. ani dalla madrepatria ma ancora profondamente legati alle proprie radici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Ottant’anni e non sentirli

162a6482 c5bd 4ef2 9c6c 2d177ac1f633

Ci sono ottant’anni che pesano sulle spalle come macigni e ottant’anni che sembrano appena cominciati. Quelli che l’Italia celebra in questi giorni appartengono senza dubbio alla seconda categoria.

162a6482 c5bd 4ef2 9c6c 2d177ac1f633

Ottant’anni fa nasceva la Repubblica Italiana. Era il 1946, un Paese distrutto dalla guerra cercava di rialzarsi e di immaginare un futuro diverso. Nello stesso anno, quasi come se il destino avesse deciso di lasciare un doppio segno nella storia nazionale, nasceva anche la Vespa.

A prima vista sembrano due storie che hanno poco in comune. Una riguarda le istituzioni, la democrazia, la vita civile di una nazione. L’altra uno scooter diventato celebre in tutto il mondo. Eppure, guardandole bene, raccontano la stessa Italia.

La Repubblica e la Vespa sono figlie della ricostruzione. Sono nate quando il Paese aveva bisogno di rimettersi in moto, materialmente e moralmente. Una ha dato agli italiani la possibilità di scegliere il proprio destino attraverso il voto. L’altra ha dato a milioni di persone la libertà di muoversi, lavorare, viaggiare, innamorarsi.

Ottant’anni dopo, entrambe continuano a essere sorprendentemente giovani.

La Repubblica ha attraversato crisi politiche, tensioni sociali, cambiamenti epocali, ma è ancora il quadro dentro il quale gli italiani esercitano i loro diritti e costruiscono il loro futuro. La Vespa ha visto passare generazioni, automobili sempre più sofisticate e nuove tecnologie, ma continua a essere riconosciuta e amata in ogni angolo del pianeta.

Forse il segreto è proprio questo: ci sono cose che non invecchiano quando riescono a rimanere fedeli alla propria identità. Una Vespa del 2026 non è identica a quella del 1946, ma ne conserva lo spirito. L’Italia di oggi non è quella uscita dalla guerra, ma continua a riconoscersi nei valori fondamentali della Repubblica.

Per noi italiani all’estero, poi, questi due simboli hanno un significato speciale. La Repubblica rappresenta le nostre radici civili, il legame con il Paese che ci appartiene anche quando viviamo a migliaia di chilometri di distanza. La Vespa rappresenta invece un certo modo italiano di affrontare la vita: con eleganza, creatività e una sana voglia di andare avanti.

Ottant’anni. Un traguardo importante. Ma guardando la Repubblica e la Vespa viene da pensare che non si tratti di un punto d’arrivo.

Piuttosto, di una nuova partenza.

Perché ci sono età che si contano con il calendario. E altre che si misurano con la capacità di restare giovani nel cuore.

Ottant’anni dopo, la Repubblica Italiana e la Vespa dimostrano che la giovinezza non è una questione anagrafica. È una questione di spirito.




Appello del Console italiano a Bengasi per il ritorno degli italiani della Flottilla

flotilla domenico centrone e leonarda alberizia 1024x576

Il Console Generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, in occasione della Festa della Repubblica ha lanciato un appello per il rientro dei partecipanti al convoglio Global Sumud Flotilla per Gaza in stato di detenzione nell’est della Libia, tra cui i cittadini italiani Leonarda Alberizia e Domenico Centrone.

flotilla domenico centrone e leonarda alberizia 1024x576

Il Console ha chiesto di poter effettuare una nuova visita consolare ai connazionali, che dopo le richieste delle autorità italiane hanno ottenuto un miglioramento delle loro condizioni ma lamentano la sofferenza di una detenzione ormai prolungata. Ieri i due italiani hanno potuto parlare con le loro famiglie.

Il Console italiano ha ribadito il rispetto dell’Italia per la sovranità libica e le sue leggi, ricordando al tempo stesso la natura solidale dell’iniziativa della Flottilla e il carattere totalmente pacifico. L’appello del Console Colombo ha incluso riferimenti allo spirito di amicizia e al profondo legame che unisce Italia e Libia, un legame che può creare le condizioni per un confronto costruttivo per la soluzione della vicenda, e per un rapido ritorno dei detenuti alle loro famiglie.

La Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato Generale a Bengasi continuano a seguire il caso, in raccordo con le autorità locali.

Martedì 9 giugno è prevista la nuova udienza dei due connazionali davanti al procuratore libico.




Roland Garros da sogno: l’Italia del tennis scrive la storia a Parigi

f68c43fd0929550b3746c6fc1793f971

Il tennis italiano continua a vivere una stagione straordinaria al #Roland Garros 2026. Per la prima volta nella storia tre azzurri hanno raggiunto i quarti di finale di un torneo del Grande Slam, confermando la crescita di un movimento che ormai compete stabilmente ai massimi livelli internazionali.

f68c43fd0929550b3746c6fc1793f971

Grande protagonista è #Flavio Cobolli (foto ANSA), autore di un percorso brillante che lo ha portato tra i migliori otto del torneo parigino. Il romano affronta ora una sfida decisiva contro il canadese Félix Auger-Aliassime con l’obiettivo di conquistare una storica semifinale.

L’altra metà del tabellone regala invece un confronto tutto italiano tra #Matteo Berrettini e #Matteo Arnaldi. Il derby azzurro garantisce già la presenza di un rappresentante italiano tra i semifinalisti e alimenta il sogno di vedere il tricolore protagonista fino all’ultimo atto del torneo.

Il cammino degli italiani assume ancora maggiore rilievo in un’edizione del Roland Garros caratterizzata dall’assenza o dall’eliminazione anticipata di alcuni dei grandi favoriti del circuito. Uno scenario che rende il torneo particolarmente aperto e offre opportunità importanti a chi saprà mantenere lucidità e continuità nelle fasi decisive.

Le buone notizie per il tennis italiano non arrivano soltanto dal singolare. Anche nel doppio maschile Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno conquistato la semifinale dopo una battaglia combattutissima, confermando la competitività degli azzurri in tutte le specialità.

Parigi si tinge così sempre più d’azzurro. Con Cobolli, Berrettini e Arnaldi ancora in corsa, l’Italia può continuare a inseguire un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impensabile: la conquista del titolo sulla terra rossa più prestigiosa del mondo.

 




Aggiornamento italiani della Flottilla in Libia

flotilla domenico centrone e leonarda alberizia 1024x576

I due connazionali partecipanti alla Flottilla di terra e trattenuti in Libia sono apparsi oggi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani.

flotilla domenico centrone e leonarda alberizia 1024x576

La Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato Generale a Bengasi continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari.




2 Giugno, la Repubblica Italiana compie 80 anni: una storia di libertà, democrazia e partecipazione

cpzzgpato6p5pnwq1n6ylkiaiiyg fhfmhqos6bqisa8sv 08yy 5mq5f0tiefwi4 avucfftw9hiqa7xj rsqq3dl t1foqqfny15 s6ogw9vvtrlifd3dwcywgclbecmlvlm7kecf5a5vkm5sk8tfzrsebfadr6ojlzxyeagulsf78ziwhbhbk0rdt1fe

Il 2 giugno 2026 l’Italia celebra l’80° anniversario della nascita della Repubblica, una delle ricorrenze più significative della storia nazionale. Ottant’anni fa, nel 1946, gli italiani furono chiamati alle urne per decidere il futuro del Paese dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista.

cpzzgpato6p5pnwq1n6ylkiaiiyg fhfmhqos6bqisa8sv 08yy 5mq5f0tiefwi4 avucfftw9hiqa7xj rsqq3dl t1foqqfny15 s6ogw9vvtrlifd3dwcywgclbecmlvlm7kecf5a5vkm5sk8tfzrsebfadr6ojlzxyeagulsf78ziwhbhbk0rdt1fe

Per la prima volta nella storia italiana votarono anche le donne, protagoniste di una svolta democratica destinata a cambiare il volto della nazione. Il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946 sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana, scelta da oltre 12 milioni di cittadini.

Da quel momento iniziò un percorso complesso ma straordinario di ricostruzione economica, sociale e politica. La Repubblica guidò il Paese attraverso il miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta, l’integrazione europea, le sfide della modernizzazione e le trasformazioni della società contemporanea.

Il referendum del 1946 rappresentò anche l’inizio di una nuova stagione di partecipazione democratica. Dall’Assemblea Costituente nacque la Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, ancora oggi fondamento della vita civile e istituzionale del Paese.

La Festa della Repubblica viene celebrata ogni anno con la tradizionale parata militare ai Fori Imperiali a Roma, la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica e numerose manifestazioni in tutta Italia e nelle comunità italiane all’estero.

Per i milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali, il 2 giugno rappresenta un’occasione speciale per riaffermare il legame con le proprie radici e con i valori democratici che uniscono le diverse generazioni di connazionali sparse nel mondo.

Ottant’anni dopo quella storica consultazione popolare, il significato della Festa della Repubblica resta più attuale che mai: ricordare il valore della libertà, della partecipazione democratica e dell’impegno civico come pilastri fondamentali della convivenza civile.

In un mondo attraversato da nuove sfide e profonde trasformazioni, l’anniversario degli 80 anni della Repubblica invita a riflettere sul patrimonio di diritti, doveri e valori che il popolo italiano ha costruito nel corso dei decenni e che continua a trasmettere alle future generazioni.

Buon compleanno, Repubblica Italiana.




Terremoto di magnitudo 6.2 nel Tirreno: il Sud Italia trema, ma la profondità evita danni

terremoto calabria sicilia 10012026

Una forte scossa di terremoto ha svegliato nella notte milioni di persone nel Sud Italia. Il sisma, registrato alle 00:12 del 2 giugno, ha raggiunto una magnitudo di 6.2 ed è stato avvertito distintamente in Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia e Campania.

terremoto calabria sicilia 10012026

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’epicentro è stato localizzato nel Mar Tirreno, al largo della costa tirrenica cosentina, a una profondità di circa 250 chilometri. Proprio la notevole profondità del sisma ha contribuito a ridurne gli effetti distruttivi in superficie, pur permettendo alle onde sismiche di propagarsi su un’area molto vasta.

In Calabria molte persone sono scese in strada per la paura, mentre le centrali operative della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco hanno ricevuto numerose richieste di informazioni. Tuttavia, dopo le prime verifiche, non sono stati segnalati danni significativi a persone o edifici.

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha rassicurato la popolazione confermando che il terremoto ha provocato soprattutto paura e apprensione, ma che non risultano danni rilevanti. Il governatore ha inoltre ringraziato la macchina della Protezione Civile e tutti gli operatori impegnati nei controlli sul territorio.

La scossa è stata percepita anche a Napoli, nell’area vesuviana, in diverse zone della Sicilia e persino in alcune aree della Puglia, a testimonianza dell’eccezionale estensione del fenomeno.

Le autorità continuano a monitorare la situazione, ma al momento il bilancio resta fortunatamente limitato a un grande spavento per la popolazione e a nessuna conseguenza grave.




Turismo delle Radici, prosegue il confronto tra istituzioni e operatori

borgo radici

borgo radiciSi è svolta in modalità online una nuova riunione del Tavolo Tecnico di Coordinamento dedicato al Turismo delle Radici, l’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per rafforzare i legami tra l’Italia e le comunità di italiani e discendenti italiani residenti all’estero.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, enti locali, associazioni e operatori del settore per fare il punto sullo stato di avanzamento dei progetti in corso e sulle future strategie di sviluppo. Particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative che favoriscono il ritorno nei luoghi d’origine delle famiglie emigrate e alla valorizzazione dei piccoli centri italiani, spesso custodi della memoria dell’emigrazione.

Tra i temi affrontati vi è stato anche il programma Italea, il progetto nazionale che accompagna gli italiani all’estero e gli italo-discendenti nella riscoperta delle proprie radici familiari, culturali e territoriali. Il programma si inserisce nell’ambito delle attività sostenute dal Ministero degli Esteri per promuovere una forma di turismo che va oltre la semplice visita turistica, trasformandosi in un vero percorso di conoscenza della propria storia familiare.

Secondo i dati diffusi dalla Farnesina, il Turismo delle Radici rappresenta un fenomeno in continua crescita e coinvolge una platea potenziale di milioni di italo-discendenti nel mondo. Oltre all’aspetto affettivo e culturale, il settore costituisce anche una significativa opportunità economica per numerosi borghi e territori italiani, spesso lontani dai tradizionali circuiti del turismo internazionale.

Il Tavolo Tecnico, attivo dal 2018, continua a rappresentare uno spazio di collaborazione tra soggetti pubblici e privati interessati a sviluppare un’offerta sempre più qualificata e capace di rispondere alle aspettative delle comunità italiane all’estero. L’obiettivo è quello di trasformare il viaggio alla scoperta delle proprie origini in un ponte stabile tra l’Italia e i milioni di persone che, pur vivendo oltreconfine, continuano a sentirsi parte della storia e della cultura del nostro Paese.

 




Nuova legge elettorale, nel dibattito alla Camera entra anche il tema del voto degli italiani all’estero

img179

img179La discussione sulla nuova legge elettorale approda in una fase sempre più concreta alla Commissione Affari Costituzionali della Camera e tra i temi affrontati compare anche quello del voto degli italiani residenti all’estero. La questione riguarda in particolare la rappresentanza della Circoscrizione Estero e le possibili modifiche alle regole che disciplinano l’elezione dei parlamentari scelti dalle comunità italiane nel mondo.

Secondo quanto emerge dal confronto parlamentare, la maggioranza sta valutando un intervento più ampio rispetto alla sola revisione del sistema di voto nazionale. Tra gli argomenti entrati nel dibattito figurano infatti anche i collegi esteri e le modalità di rappresentanza degli italiani oltre confine, tema che interessa milioni di cittadini iscritti all’AIRE.

La riforma della legge elettorale è al centro di un intenso confronto politico. Il testo in esame prevede modifiche significative rispetto all’attuale sistema e il governo punta ad accelerare il percorso parlamentare, pur lasciando aperto il dialogo con le opposizioni.

Per le collettività italiane all’estero, l’attenzione resta alta: eventuali cambiamenti potrebbero incidere sia sulla rappresentanza parlamentare sia sulle modalità di esercizio del diritto di voto, un tema da sempre considerato strategico per il legame tra l’Italia e le sue comunità nel mondo.




Il voto all’estero entra nel dibattito sulla nuova legge elettorale

creator: gd jpeg v1.0 (using ijg jpeg v62), quality = 75

creator: gd jpeg v1.0 (using ijg jpeg v62), quality = 75

Il voto degli italiani all’estero torna al centro del confronto politico sulla nuova legge elettorale. Nel dibattito in corso in Parlamento, infatti, uno dei temi più delicati riguarda proprio il futuro della Circoscrizione Estero e le modalità di partecipazione elettorale dei cittadini italiani residenti fuori dal Paese.

Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, la maggioranza starebbe valutando modifiche che potrebbero riguardare sia l’organizzazione delle circoscrizioni estere sia alcuni aspetti del sistema di voto. Per il momento non si parla di abolizione del voto per corrispondenza, ipotesi che in passato aveva sollevato forti polemiche tra le comunità italiane all’estero e i loro rappresentanti parlamentari.

Il diritto di voto degli italiani residenti all’estero è garantito dalla Costituzione ed è disciplinato dalla legge 459 del 2001, conosciuta anche come “Legge Tremaglia”, che ha introdotto il voto per corrispondenza e la Circoscrizione Estero.

Dopo la riforma costituzionale del 2020 che ha ridotto il numero dei parlamentari, gli eletti all’estero sono passati a 8 deputati e 4 senatori. Una riduzione che, secondo molte associazioni e rappresentanti delle comunità italiane nel mondo, ha già indebolito il peso politico degli italiani all’estero all’interno del Parlamento italiano.

Nel confronto sulla nuova legge elettorale stanno emergendo anche i temi della sicurezza del voto postale, dell’aggiornamento degli indirizzi AIRE e della partecipazione elettorale. Ogni consultazione, infatti, riaccende il dibattito sulla necessità di migliorare i meccanismi di controllo e garantire maggiore trasparenza nelle operazioni di voto.

Le comunità italiane residenti in Nord America, Centro America e Caraibi seguono con particolare attenzione l’evoluzione del dibattito parlamentare, considerando il voto all’estero uno strumento fondamentale di rappresentanza democratica e di collegamento con l’Italia.