Sciagura della montagna in Val d’Aosta: muoiono due alpinisti svedesi

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Il corpo senza vita della seconda scialpinista svedese travolta ieri pomeriggio da una valanga nel Canale dello Spagnolo in Valle d’Aosta, è stato recuperato questa mattina dai soccorritori e trasportato a Courmayeur. Le operazioni di riconoscimento che sono affidate alla Guardia di Finanza di Entréves.

Nel pomeriggio di ieri la squadra dei soccorritori via terra aveva raggiunto due scialpinisti in buone condizioni. Gli stessi escursionisti hanno riferito che altre due scialpinisti sono dispersi. Subito sono scattate le operazioni di ricerca, nonostante le difficili condizioni meteo. Una prima vittima è stata recuperata nella tarda serata di ieri. Si trattava di una scialpinista di 24 anni originaria della Svezia.

 




Messina Denaro: si cercano i complici

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151639868 22f2e86d 19f8 4c2e bb85 80f075ff2dd2“Cugino” era Laura Bonafede, cugina di Emanuele Bonafede, arrestato ieri insieme alla moglie, e figlia del boss di Campobello di Mazara. “Diletta” era invece Lorena Lanceri (indicata anche come “Lesto” o “Tramite”), pure lei ieri in manette, e che in quel modo firmava le sue lettere appassionate indirizzate a Matteo Messina Denaro (“…Quel regalo sei tu”). Ma nell’ordinanza con cui gip di Palermo, Alfredo Montando, ha disposto l’arresto ieri della coppia, spuntano altri alias, nomi in codice su cui si cerca di fare chiarezza per fare terra bruciata delle complicita’: Squallido, Romena, Bagnino, Blu, e Depry.

Una modalità ricorrente utilizzata nelle comunicazioni di e con il padrino di Castelvetrano, catturato a Palermo il 16 gennaio. Nel provvedimento d’arresto della sorella Rosalia, ad esempio, risalente a inizio marzo, era emerso che lei era “Fragolone”, altri “Ciliegina”, “Corvo” su cui sono in corso accertamenti per continuare a sgretolare il muro di protezione dell’ex latitante rimasto tale per 30 anni.

Un nome, per dire, ce l’aveva anche l’Alfa Romeo Giulietta in uso al Messina Denaro, indicata come “Margot”, trovata a Campobello di Mazara. Capire chi ci sia dietro quei nomi è tra i compiti che si sono dati i magistrati della procura di Palermo e gli investigatori del Ros e dei carabinieri del Comando provinciale.

“Mi manca tutto, anche guardare un film assieme”
Laura Bonafede, a esempio, scrivendo a chi salutava con “Amico mio”, cioè Messina Denaro, affermava: “In televisione c’è Il Re Leone, mi sarebbe piaciuto vederlo con Depry e ridere insieme alla frase: io rido in faccia al pericolo e il pericolo è il mio mestiere. Mi manca tutto, anche guardare un film assieme”.

Nei giorni a seguire sempre Laura Bonafede, si legge ancora nell’ordinanza, continuava a presentarsi, senza esito, all’appuntamento di sabato con il boss e “la perdurante assenza di notizie, unita alla malattia sofferta dal latitante, la rendevano inquieta: “Ho pensato che potevi essere andato a parlare allo ‘Squallido’. Insomma possono essere tanti motivi ma quello della Romena e dello Squallido sono gli unici che mi balenano nella mente)”.

“Domani – concludeva sconsolata – andrò nuovamente all’appuntamento, spero che questa volta non vada buca. Buona notte Amico mio. Ti voglio bene”.

agi.it




Sorteggi Champions: Benfica – Inter e Milan – Napoli

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3949e16e c40b 11ed be66 903bf681f6c6 620x349Benfica – Inter e Milan – Napoli. Questo il responso uscito dall’urna di Nyon nei sorteggi per i quarti di Champions.

Le altre due partite vedranno scontrarsi Real Madrid con il Chelsea e il Manchester City con il Bayern Monaco.

Se l’Inter dovesse passare il turno avremo sicuramente una italiana in finale perché in semifinale i nerazzurri dovrebbero scontrarsi con la vincente tra Milan e Napoli.

Partite di andata il 12 e il 13 aprile, di ritorno il 18 e 19.

 




17 marzo: i 162 anni dell’Unità d’Italia

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downloadIl 17 marzo si celebra la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. Una grande festa in occasione della ricorrenza del giorno di 162 anni fa in cui è stato proclamato il Regno d’Italia.
Il 17 marzo 1861, approdo di un lungo e difficile percorso di unificazione nazionale e allo stesso tempo inizio della nostra Storia comune.
La ricorrenza è stata istituita come festività civile, il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, con l’obiettivo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza e riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica.
Per le scuole di ogni ordine e grado sono previsti dall’art. 1, percorsi didattici, momenti di riflessione, iniziative e incontri celebrativi. Iniziative che hanno il fine di far conoscere gli eventi e il significato del Risorgimento, nonché di meditare sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’Inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce della storia europea.




Il Governo dice sì al Ponte sullo Stretto e alla riforma del Fisco

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downloadIl Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega sulla riforma fiscale e  il decreto sul Ponte sullo Stretto. Via libera inoltre, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al disegno di legge sull’istituzione del Museo nazionale della Shoah a Roma. Stanziati 10 milioni di euro.

La delega fiscale approvata dal Cdm, comunica il Mef, “riscrive completamente l’attuale sistema tributario varato negli anni 70”. Le nuove regole, operative entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, vanno nella “direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese”.

Come cambierà il fisco

Con il disegno di legge delega varato oggi dal Cdm, illustra il Mef, viene garantita la “razionalizzazione e semplificazione dell’intero sistema Irpef (redditi agrari, fabbricati, finanziari, da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa e diversi)”. La delega prevede anche la revisione delle tax expenditures, (oggi più di 600 voci) e l’equiparazione della no tax area per lavoratori dipendenti (8174 euro e pensionati 8500 euro).

Per quanto riguarda le imprese è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi investe e\o assume. Ci sarà anche una graduale eliminazione dell’Irap. Con l’istituzione del concordato preventivo biennale e il rafforzamento dell’adempimento collaborativo si riscrivono le regole della lotta all’evasione fiscale che diventa preventiva e non più repressiva.

Meloni: “Riforma attesa da cinquant’anni”

“Lo avevamo promesso e oggi manteniamo l’impegno: al via l’iter che entro 24 mesi darà vita a una rivoluzione fiscale che l’Italia attende da 50 anni. Una riforma strutturale e organica che si pone l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale per imprese e lavoratori, creare un nuovo rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti e incentivare la crescita e l’occupazione secondo il principio del “più assumi e investi e meno tasse paghi”, scrive la premier Giorgia Meloni.

“L’approvazione della Delega sulla Riforma fiscale è una vera e propria svolta per l’Italia. È una riforma epocale, strutturale e organica: una rivoluzione attesa da 50 anni con importanti novità a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il nuovo Fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende”, aggiunge la premier, “la Riforma contiene una visione complessiva e programmatica che premia la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il Fisco. Grazie alla Riforma del sistema fiscale abbassiamo le tasse, aumentiamo la crescita e l’equità, favoriamo occupazione e investimenti”, aggiunge Meloni.

La nuova organizzazione del Mef

Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un Dpcm, presentato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che prevede la nuova organizzazione del Mef. Il testo prevede la creazione di un Dipartimento dell’Economia a cui sono attribuite competenze in materie di interventi finanziari (tra gli altri nei settori delle infrastrutture, sostegno all’export, garanzie pubbliche, sostegno sociale e all’expo), valorizzazione del patrimonio pubblico e gestione delle partecipazioni societarie dello Stato e tutela degli attivi strategici.

Al Tesoro vengono attribuite le competenze sulla programmazione economico-finanziaria, la gestione del debito pubblico, i rapporti finanziari europei e internazionali, la regolamentazione e vigilanza finanziaria. Si aggiunge la direzione per i rapporti con gli investitori e istituzioni finanziarie.

Entrambi i dipartimenti (Economia e Tesoro) si avvarranno del consiglio tecnico-scientifico degli esperti. Inoltre al dipartimento della Ragioneria è stato istituito l’ispettorato generale del Pnrr che, in continuità con il precedente servizio, svolgerà attività di coordinamenti nelle fasi di gestione, monitoraggio e rendicontazione del Pnrr. La riorganizzazione del Mef passa ora al vaglio del Consiglio di Stato e solo successivamente può diventare operativa.

“È un passaggio importante – dice Giorgetti – che va nella direzione della razionalizzazione del sistema coerente con i nuovi tempi dell’economia e in linea con il nuovo approccio europeo”.

Nel Ddl sull’Autonomia arriva l’insularità

Il Consiglio dei ministri ha poi dato il via libera alla modifica dell’articolo 9 del disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata, con l’inserimento del principio di insularità. “E’ un decisivo passo in avanti “, ha commentato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, “che da prova del lavoro fatto insieme al ministro Calderoli, che rende il Consiglio regionale protagonista. Di questo sono orgoglioso”. Pais ha aggiunto che “l’iter per l’approvazione del Disegno di legge è ancora lungo, ma sono certo che il Consiglio regionale della Sardegna, saprà andare oltre le appartenenze politiche, e lavorerà per contribuire a un testo che possa dare risposte concrete alla nostra Isola. Questi sono i fatti concreti su cui sono impegnato per i sardi”.

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Tre italiane ai quarti di Champions League. Domani i sorteggi degli accoppiamenti

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sorteggi2 kjpe 712x402@gazzetta web 712x402Il campionato di calcio italiano, considerato povero e comunque di minor importanza rispetto alle più celebrate “leghe” inglesi, spagnole, tedesche e francesi si prende la rivincita e piazza tre squadre ai quarti di Champions League. Più di ogni altra nazione europea. A dimostrazione che, comunque, il calcio italiano resta più che competitivo a livello internazionale.

Ieri il Napoli si è qualificato “passeggiando”, battendo nettamente per 3 a 0 i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, i cui ultras, come scriviamo in altra parte del giornale, si sono distinti per le violenze teppistiche nel centro della città partenopea, l’Inter ha eliminato il Porto e il Milan gli inglesi del Tottenham.

Ora c’è grande attesa per il sorteggio di domani a mezzogiorno a Nyon per conoscere le nostre avversarie nei quarti. Nell’urna, con le tre italiane, saranno gli inglesi del Manchester City e del Chelsea, i tedeschi del Bayern di Monaco, gli spagnoli del Real Madrid e i portoghesi del Benfica.

Non sono esclusi anche quarti tra squadre italiane.

 




Teppisti ultras dell’Eintracht mettono Napoli a soqquadro

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190252562 643fc4c1 5f82 405f 9eaa 4c85925a1826Dopo le violenze che hanno preceduto la partita vinta dagli azzurri al Maradona contro l’Eintracht, ancora fibrillazioni a Napoli. Lancio di petardi e fumogeni sul lungomare. Gruppi di tifosi da due lati limitrofi agli alberghi, subito dopo il match, hanno gettato i petardi e poi sono stati dispersi verso via Chiatamone e lungo via Partenope.

Ad agire persone vestite di nero e con il volto coperto. La polizia ha risposto sparando fumogeni. Sul posto anche gli idranti.

Il grosso del gruppo dei tifosi tedeschi è in albergo, ma alcuni potrebbero essere usciti. A lanciare i petardi potrebbero essere stati anche ultrà partenopei. La scaramuccia è durata poco tempo. Al momento i gruppi dovrebbero essere dispersi.Prima della partita di Champions la città è stata ostaggio di violenze e devastazioni. Piazza del Gesù, a Napoli, e la vicina via Calata Trinità maggiore, prima delle 18 di mercoledì pomeriggio erano un tappeto di vetri, immondizia, residui di fumogeni e lacrimogeni, acqua degli idranti utilizzati dalle forze dell’ordine.

A scatenare le violenze è stata la calata in città di centinaia di ultrà dell’Eintracht Francoforte che si sono ribellati al divieto della vendita di biglietti ordinata dal Viminale e a poche ore dal ritorno degli ottavi di Champions al Maradona hanno cercato lo scontro con gli odiati rivali partenopei.

Circa 400 supporter tedeschi erano arrivati ieri sera a Salerno, e da quella città avevano preso il treno per Napoli. Sono senza biglietto, vista la battaglia finita anche davanti al Tar che ha reso definitivo il divieto di vendita per loro a causa degli scontri in Germania dell’andata, quando il Napoli vinse 2-0. Ma tutti hanno regolarmente pagato un albergo nel capoluogo campano. E’ passata la mezzanotte da 30 minuti quando in piazza Bellini un gruppo di dieci persone con il volto coperto e vestite di nero scaglia bottiglie di vetro contro il bar Alkymya Bellini.

Sul posto arrivano i carabinieri, chiamati da militari dell’Esercito di vigilanza in piazza. Sono diversi ultrà dell’Eintracht Francoforte. Il bar è chiuso, e quindi il lancio è senza conseguenze se non piccoli danni.Poi ci sono un corteo e due episodi di tentata aggressione ai tifosi tedeschi con protagonisti gruppi di ultrà del Napoli. Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale notano in piazza Dante la presenza di circa 100 tifosi partenopei della curva B divisi in piccoli gruppi; uno di questi, quando vede la volante, si disperde abbandonando 5 aste di bandiera in plastica, due fumogeni e un razzo.

Nelle ore successive, circa 150 tifosi della curva A, molti dei quali a volto coperto e armati di aste di bandiere, dopo essersi riuniti sempre in piazza Dante, vanno in corteo verso l’albergo che ospita i tifosi tedeschi, ma vengono fermati. Sempre nell’area dell’albergo, nel corso della notte, vengono allontanati altri gruppi di tifosi napoletani armati di pietre, bottiglie e aste di bandiere.

Arriva il giorno, e la tensione sale. Sono circa le 13 quando oltre seicento tifosi dell’Eintracht Francoforte  lasciano  come in corteo il loro albergo sul lungomare e attraversano tutto il centro per arrivare fino in piazza del Gesù, ‘marciando’ lungo la Riviera di Chiaia, passando per via Calabritto, piazza dei Martiri, via Chiaia, attraversato piazza Trieste e Trento, piazza Municipio e via Monteoliveto.

A seguire il corteo la polizia, mentre la zona viene sorvegliata dall’alto da un elicottero. In piazza, sembrano solo voler mangiare pizza e bere birra. Un cordone della polizia in tenuta antisommossa, con camionette, cintura la zona, e l’elicottero continua a passare.

Sono circa le 17 quando tutto precipita. Dalla zone più popolari di Napoli arrivano verso via Calata trinità maggiore decine di persone, pronte a coprirsi il volto. Probabilmente hanno mazze, aste di bandiera. Di sicuro hanno fuochi d’artificio, non potenti, anzi innocui, e qualcuno comincia a spararli in orizzontale verso gli ultrà dell’Eintracht. E la reazione non manca. Rabbiosa. I tedeschi afferrano e lanciano tutto e in ogni direzione, sedie bottiglie, pietre. La polizia tiene separati i due gruppi. Partono i lacrimogeni, arriva l’idrante. Il parapiglia è totale. Turisti e passanti cercano rifugio nei negozi e nella chiesa del Gesù nuovo, la cui facciata restaurata è stata restituita alla città solo ieri. I egozianti chiudono in fretta le porte.

Un’auto della polizia viene incendiata. Molte quelle danneggiate e con i vetri in frantumi. Vetrine rotte anche per le attività commerciali della zona. Paura, colluttazioni, grida. Per usare una espressione trita, scene da guerriglia urbana.

Poi i poliziotti riescono a riportare la calma, a gestire i tifosi tedeschi, facendoli salire su bus dell’Anm che li riportino in albergo. Un viaggio di ritorno non facile, con gruppi di tifosi napoletani che a tratti lanciano pietre contro quei mezzi. Nessuno sembra sinora si sia fatto male, né in piazza né a bordo dei bus. Il lungomare, intorno ai due alberghi è blindato.

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Napoli: guerriglia urbana tra tifosi

napoli eintracht: a police car set on fire

napoli eintracht: a police car set on fire

Aumenta la tensione nel centro di Napoli dove si sono radunati da stamattina i tifosi dell’Eintracht Francoforte.

Guerriglia in pieno centro a Napoli dove si sono verificati scontri tra i tifosi dell’Eintracht e decine di persone con il volto coperto da caschi. Via Calata Trinità Maggiore, nel cuore della città, è stata teatro del lancio di oggetti con bidoni della spazzatura rovesciati. È lì che è stata incendiata l’auto della Polizia. Terrore tra i passanti e i commercianti della strada. Gli scontri sono iniziati quando i tifosi tedeschi, che da stamattina in corteo avevano raggiunto piazza del Gesù dal lungomare, dovevano salire sui bus che li avrebbero riportati nell’albergo dove alloggiavano. A quel punto sono comparsi diverse decine di facinorosi con il volto coperto che hanno ingaggiato uno scontro mentre la Polizia, in assetto antisommossa, era impegnata a dividere le fazioni e a disperdere gli ultras.

È iniziato il trasferimento dei tifosi tedeschi che sono stati fatti salire su alcuni bus del servizio pubblico che stanno per lasciare Piazza del Gesù, dove si sono verificati scontri. Protetti da un cordone di polizia i supporter dell’Eintracht vengono diretti per il momento verso la zona di via Medina.

Durante il passaggio degli autobus in via Monteoliveto, gli autobus con a bordo i tifosi dell’Eintracht Francoforte sono stati fatti oggetto di lancio di pietre e bottiglie da parte di ultras napoletani assiepati lungo la strada. Il vetro di uno degli autobus si è scheggiato.

Le poche informazioni acquisite dalla Polizia tedesca e una eventuale temuta “caccia all’uomo” da parte di ultras azzurri stanno tenendo in apprensione le forze dell’ordine partenopee delegate a tenere sotto controllo eventuali contatti tra le tifoserie dell’Eintracht Francoforte e del Napoli. Il dispiegamento di forze è imponente: sono in allerta ben 800 uomini e finora non si sono verificati episodi particolarmente critici. I 400 tifosi della squadra tedesca giunti ieri in treno da Salerno, sono stati tutti dislocati sul lungomare della città, nell’hotel Continental, accanto all’hotel Vesuvio dove invece alloggia la loro squadra.

La Digos di Napoli ha fortemente consigliato alle forze di polizia tedesche e ai supporter dell’Eintracht di rimanere in albergo per evitare contatti. Nessuno di questi tifosi potrà assistere all’incontro di Champions League di stasera in quanto la società tedesca si è rifiutata di avvalersi dei biglietti per il settore ospiti dello stadio Maradona messi a disposizione dalla SSCNapoli. Non è escluso quindi che possano andare in giro per la città, come dei turisti, esponendosi però così al contatto con la tifoseria avversaria. Proprio per questa ragione la Polizia di Stato sta tenendo sotto stretto monitoraggio loro e soprattutto i vari gruppi del tifo azzurro in tutta la città, da piazza Dante, dove ieri se ne erano concentrati ben 120, a piazza Sannazzaro. Sotto accurato controllo anche gli abituali ritrovi dei gruppi ultras, come i Fedayn. In sostanza, sotto il coordinamento della Prefettura, la Questura di Napoli, con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, ha predisposto un servizio di ordine pubblico “ad hoc” per la gara, finalizzato a evitare gli scontri ventilati anche sui social. Non è escluso che in giornata, possano approdare in città, alla spicciolata, altri gruppi di tifosi dell’Eintracht, ma anche questa eventualità è sotto stretto monitoraggio.

Nella nottata, lungo il tragitto tra la Stazione centrale di Napoli, dove erano arrivati, e il lungomare, dove si trova uno degli alberghi che li ospita, all’altezza di via Marina, il bus dei tifosi dell’Eintracht Francofort è stato fatto oggetto del lancio di ‘razzi’ segnalatori e di oggetti contudenti, per fortuna senza che nessuno rimanesse ferito.
Uno degli alberghi del lungomare, dove soggiornano i supporter tedeschi, è guardato a vista da agenti di polizia. Una cintura di ‘sicurezza’ che nella notte era molto più folta. Non si esclude in giornata l’arrivo di altri tifosi dopo i primi 400 che sono stati già identificati dalle forze dell’ordine.

ansa.it




Il Po è in secca. Allarme rosso siccità

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4336946 1232 poinseccaResta critica la situazione del Po a causa della siccità e se per contenere i problemi servirebbe una pioggia continua per un mese e mezzo, è ora di ragionare su nuovi interventi e su una programmazione futura. A lanciare l’ennesimo allarme sono i geologi. “La situazione è ancora critica sotto il profilo delle precipitazioni piovose e nevose, oltre che delle temperature superiori alla media soprattutto a Nord del Po – premette Roberto Perotti, Presidente Ordine Geologi Lombardia – Dobbiamo agire subito con interventi strutturali atti a correre ai ripari anche da calamità di questa entità. Verificare le reti e intervenire sulle perdite! La Lombardia presenta una notevole geodiversità e conseguentemente sistemi acquiferi molto diversi tra loro. Approfondire gli studi e prevedere nuovi impianti di captazione”.

“Ci troviamo all’inizio di un secondo anno decisamente anomalo, ma che si porta dietro la penuria di precipitazioni piovose e nevose dello scorso anno. Il risultato – aggiunge Perotti – non potrà essere migliore del 2022, casomai peggiore. Temo che l’unica variabile che possa riportare alla quasi normalità un complesso sistema idrico e tutti i suoi utilizzi, siano intense precipitazioni della durata di oltre un mese e mezzo, in modo diffuso. Ma questo potrà servire solo a breve termine, ossia forse per superare l’Estate. Un altro inverno analogo a quello a cavallo tra il 2022 e il 2023 ci riporterà a condizioni sempre peggiori”.

Il distretto del fiume diviso in due. In alcune zone della parte centro/occidentale i tempi di ritorno arrivano anche a 50 anni. Ma nei prossimi giorni potrebbe piovere

“Dobbiamo agire subito con interventi strutturali atti a correre ai ripari anche da calamità di questa entità. Il paradosso della Pianura Padana è che si trova generalmente nei periodi primaverile/estivo e autunnale a situazioni di precipitazioni abbondanti che portano a esondazioni, allagamenti e dissesti idrogeologici importanti. In questi ultimi due anni ci troviamo a combattere una realtà esattamente opposta a quella cui ci siamo adoperati per decenni a difenderci, con arginature, vasche di laminazione in grado di contenere milioni di metri cubi d’acqua, ecc”.

Cosa fare per difenderci dalla siccità? “Certamente una maggiore attenzione la si sta ponendo nella distribuzione e nella razionalizzazione delle acque dei grandi invasi. Acqua che ha molteplici utilizzi – ha continuato Perotti – uno tra questi la generazione di energia idroelettrica. Acqua che necessariamente deve scorrere a valle, ma che allo stato attuale non sarebbe in alcun modo utilizzabile per il sistema irriguo”.

“Proviamo pertanto – aggiunge il presidente dei geologi lombardi – a prendere in esame dapprima le acque destinate al consumo umano e zootecnico, che certamente hanno la priorità. La Lombardia presenta una notevole geodiversità e conseguentemente sistemi acquiferi molto diversi tra loro. La situazione idrogeologica regionale o comunque del nord Italia presenta peculiarità differenti in virtù del fatto se ci troviamo in ambito montano, collinare o di pianura. Se la conoscenza degli acquiferi di pianura si può ritenere ad un buon livello, anche dettato dalla presenza di numerosi pozzi per molteplici scopi, non si può dire altrettanto per la collina e la montagna”.

“In questi due ambiti morfologici, l’assetto idrogeologico è certamente molto più complesso e il ruolo del geologo è proprio quello di fornire utili indicazioni sulle caratteristiche e produttività potenziale di questi acquiferi. Questo è possibile solo attraverso studi e approfondite ricerche idrogeologiche di dettaglio”.

“Ma iniziamo a ragionare sull’esistente – insiste Perotti – In collina e montagna è più facile avere realtà di approvvigionamento idrico, anche di grossi centri abitati mediante sorgenti. Siamo però certi di conoscere i reali quantitativi (la portata) che sono in grado di dare? Sono monitorate in continuo per valutare quale sia il loro tempo di esaurimento? Siamo certi di captare tutta l’acqua potenziale, o una parte la si perde e non lo sappiamo? Domande queste alle quali un geologo sarebbe in grado di dare le adeguate risposte e magari proporre nuovi impianti di captazione, ma solamente a seguito di specifici studi”.

“Un altro intervento strutturale altrettanto importante è la verifica delle reti e di eventuali perdite. Vista la difficoltà e complessità di collegamenti in ambito soprattutto montano e vista la fragilità legata anche a dissesti, spesso si perdono ingenti quantitativi di acqua semplicemente lungo le reti di distribuzione. Laddove sono invece presenti pozzi dobbiamo invece pensare se sono realmente efficienti così come quando sono stati realizzati. Per fare questo occorre effettuare opportune prove di portata per verificare se è mutato qualcosa.

Ad esempio, che non si siamo intasati i tratti filtranti piuttosto che ammalorata la parte impiantistica. Dobbiamo ancora una volta ragionare e pensare a interventi programmati a lungo termine e non solo all’occorrenza. Dobbiamo pensare che soprattutto il settore idrogeologico è un settore di studio estremamente complesso e che necessita di studi accurati.

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Settima Edizione dell’Italian Design Day a Palazzo Borromeo

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settima edizione dellitalian design day a palazzo borromeoSi è tenuto il 13 marzo a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, un evento, dal titolo “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”, organizzato per celebrare la VII edizione dell’Italian Design Day (IDD).

Il dibattito – aperto dai saluti dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto – è stato moderato da Elisa Anzaldo, Caporedattore Centrale del TG1 RAI, e ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura. Sono inoltre intervenuti Paolo Conversi, esperto di ecologia integrale della Segreteria di Stato della Santa Sede; l’architetto Renata Cristina Mazzantini, curatrice della mostra “Contemporanei a Palazzo Borromeo. Arte e design nell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede”; Davide Groppi, Amministratore Delegato di Davide Groppi s.r.l.; Franco Caimi, Amministratore Delegato di Caimi Brevetti S.P.A.; Carlo e Giovanna Castiglioni, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Fondazione Achille Castiglioni; Margherita Pellino, Responsabile della Fondazione Vico Magistretti; Giampaolo Grassi, giornalista ANSA e autore di un libro dedicato a Francesco Binfaré, tra i maggiori designer italiani.

L’evento ha inteso celebrare la VII edizione della Giornata del Design Italiano, in concomitanza con analoghe iniziative svoltesi in 112 Paesi del mondo. Da tempo, infatti, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è attivo nella promozione delle eccellenze culturali italiane all’estero; anche il Ministero della Cultura è impegnato nel sostegno al design come caratteristica peculiare del Made in Italy e come vettore di diffusione della cultura e dell’artigianalità italiane, anche nella prospettiva dell’integrazione dei linguaggi dell’arte contemporanea.

Nel corso dell’evento, l’arch. Mazzantini ha illustrato i contenuti e le finalità della mostra “Contemporanei a Palazzo Borromeo. Arte e design nell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede”, promossa dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e realizzata con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Banca del Fucino, a testimonianza del dialogo e del nesso indissolubile tra design e arte come espressioni dello spirito creativo della cultura italiana.

Dalla tavola rotonda è emersa una visione d’insieme sulla storia e sulle prospettive del design italiano, simbolo di qualità e di eccellenza, in grado di coniugare il senso artistico del bello con le esigenze della funzionalità degli oggetti e del loro uso quotidiano. È stata più volte sottolineata, altresì, l’importanza peculiare del rapporto tra cultura artigianale, capacità tecnica e ricerca nello sviluppo dell’idea creativa nei processi produttivi in serie: una caratteristica fondamentale dell’industria italiana del settore, erede di un’artigianalità plurisecolare, apprezzata ed emulata in tutto il mondo. Ancora, è stata messa in luce la rilevanza della qualità come fattore di sviluppo sostenibile, entro una prospettiva di responsabilità sociale nell’impiego delle risorse materiali, nella tutela del lavoro e nell’autentico rispetto dell’ambiente. Si è reso evidente, così, il nesso con il Magistero di Papa Francesco sull’ecologia integrale, come nuovo paradigma inclusivo, necessario per dare spazio ad una “cultura della cura”, alternativa alla sottocultura “dello scarto”. Interdipendenza delle responsabilità, responsabilità della sostenibilità e sostenibilità della bellezza sono, quindi, i tre pilastri di un’azione eticamente orientata, per realizzare un futuro condiviso all’insegna della protezione della “casa comune”, della coesione sociale e della promozione della cultura.