Visita a Londra del Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri ed alla Cooperazione Internazionale, On. Giorgio Silli

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sottosegretario giorgio silli 300x202Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri ed alla Cooperazione Internazionale, On. Giorgio Silli, ha appena effettuato una missione a Londra il 13 e 14 marzo, per incontri istituzionali incentrati sulla tutela dei diritti dei circa 500.000 cittadini italiani residenti nel Regno Unito, una delle più grandi comunità italiane fuori dai confini nazionali.

Il Sottosegretario ha avuto un colloquio con il Sottosegretario dell’Home Office, Lord Murray of Blidworth, con cui ha sollevato i principali temi relativi alla situazione dei cittadini italiani dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, chiedendo il massimo impegno delle autorità britanniche nella corretta applicazione dell’Accordo di recesso e nella risoluzione dei problemi connessi all’EU Settlement Scheme. Di ciò il Sottosegretario Silli ha avuto modo di discutere anche con il Capo della Delegazione dell’Unione Europea a Londra, Amb. Pedro Serrano.
Da parte di Lord Murray, nel confermare l’intenzione di risolvere quanto prima la questione sotto il profilo gestionale, sono state fornite assicurazioni sull’attenzione con cui, da parte britannica, si guarda ai nodi da sciogliere che concernono i cittadini UE e in particolare quelli italiani.

Durante un incontro organizzato dal Capo Missione italiano a Londra, Ambasciatore Lambertini, il Sottosegretario si è confrontato con qualificati esponenti della comunità italiana e degli organi rappresentativi degli Italiani nel Regno Unito, per meglio individuare le priorità d’azione nell’assistenza ai connazionali nel Paese.

Il Sottosegretario ha inoltre visitato la sede del Consolato Generale d’Italia a Londra, il maggior ufficio consolare italiano al mondo per volume di servizi consolari erogati. Insieme all’Ambasciatore Lambertini e al Console Generale Domenico Bellantone, il Sottosegretario ha affrontato diversi temi riguardanti la comunità italiana residente. Incontrando la squadra del Consolato, ha elogiato i continui sforzi tesi al miglioramento dei servizi offerti al pubblico, anche alla luce degli eccellenti risultati raggiunti, grazie ad alcune iniziative lanciate negli ultimi mesi, quali ad esempio un accesso facilitato per il rilascio dei passaporti – tradizionalmente il servizio più richiesto dai connazionali residenti nella circoscrizione di Londra – per anziani, disabili, donne in stato di gravidanza e minori.
Il Sottosegretario ha rimarcato come le pratiche processate dal Consolato Generale mostrino un trend in costante crescita e l’impegno a fare sempre meglio, al servizio dei connazionali.

Il Sottosegretario si è infine recato a Westminster per colloqui con i parlamentari del Gruppo di amicizia italo-britannica e alcuni rappresentanti dei principali partiti politici, con i quali ha avuto l’occasione di passare in rassegna le più rilevanti sfide affrontate dai cittadini italiani nel Regno Unito e le prospettive di crescente collaborazione futura.




Mattarella in Kenia: “L’immigrazione va affrontata in ambito europeo”

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mattarella kenya quirinale.jpgPer affrontare il problema dell’immigrazione “cerchiamo un rapporto di collaborazione con i Paesi di origine e transito dei flussi, ma sappiamo che la dimensione epocale di questo fenomeno, crescente in ogni parte del mondo, non è affrontabile a livello bilaterale, è affrontabile soltanto con una congiunta, lucida, ben organizzata azione europea, che affronti in maniera sistemica questo grande problema epocale, che si presenta attraverso il Mediterraneo, ma non soltanto attraverso il Mediterraneo, anche attraverso la rotta balcanica”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con l’omologo kenyota William Ruto, primo appuntamento della sua Visita di Stato in Kenya in programma fino a giovedì prossimo.

“Si tratta di due aspetti che si intersecano -ha ribadito il Capo dello Stato- i buoni rapporti collaborativi bilaterali e un’azione consapevole, organica che l’Unione europea possa svolgere su tutti i tavoli, compreso quello delle migrazioni”.

“L’Italia considera il Kenya un esempio virtuoso di democrazia e di modello di crescita sociale ed economica” e “un pilastro di stabilità in questa importante regione del Continente africano”, ha aggiunto Mattarella. Il Capo dello Stato ha ricordato “l’azione decisiva” svolta “per il raggiungimento dell’intesa in Etiopia per il superamento della contrapposizione drammaticamente grave tra il Governo centrale e il Tigray: gli accordi di Pretoria sono frutto di questo decisivo contributo che il Kenya ha recato per realizzare una condizione di pace e di serenità”.

“Noi siamo accanto al Kenya in questa azione di sviluppo di pace e di collaborazione perchè l’intera regione possa avviarsi in una strada di serenità e di sviluppo, che le tensioni e le contrapposizioni ostacolano in maniera molto grave. Vi è una grande una preoccupazione per le tensioni che vi sono anche nella regione dei Grandi Laghi così come nel Corno d’Africa e appoggiamo molto -ha ribadito Mattarella- le iniziative che il Kenya sta sviluppando per diffondere cultura di pace e di sviluppo sociale ed economico”.

adnkronos.it




In Ucraina c’è un “Villaggio della Pace” tutto italiano

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13peacevillageÈ stato inaugurato oggi, 13 marzo, alle ore 12.00, in Piazza della Libertà, nella città di Brovary, in Ucraina, il “Peace Village”, uno spazio multinazionale e rifugio climatico a servizio della popolazione civile. Il progetto è stato voluto e organizzato dall’architetto Mario Cuccinella e donato a Brovary dal Movimento Europeo Azione Nonviolenta (MEAN) insieme con un pool di imprese italiane.
Da parte ucraina, il progetto è stato curato dalla Fondazione di beneficenza internazionale di Serhii Malyk “Free Spirit of Ukraine” e Kyiv Municipal Motor Car Club con il sostegno dell’Amministrazione statale del distretto di Brovary della regione di Kiev e del Consiglio comunale di Brovary. All’evento di inaugurazione sono stati invitati Volodymyr Maibozhenko, capo della Brovary RDA della regione di Kiev, Ihor Sapozhko, sindaco di Brovary, e rappresentanti del MEAN e delle aziende italiane che hanno finanziato questo progetto.
50 attivisti del Movimento Europeo di Azione Non Violenta (MEAN), con l’intenzione di operare concretamente per la cultura della pace ed il sostegno umano e nonviolento alla popolazione aggredita, stanno tornando in Ucraina per un nuovo importante appuntamento: l’inaugurazione del “Villaggio della Pace” a Brovary.
“Peace Village” è un complesso di edifici progettati dall’architetto Mario Cuccinella e donato a Brovary dal Movimento Europeo Azione Nonviolenta insieme con il pool di imprese italiane (ScaffSystem di Ostuni e Mannigroup di Verona e anche altre) e il sostegno di tanti cittadini. L’area del complesso è di 300 mq. “Peace Village” è stato disegnato ricalcando il simbolo circolare del segno della pace, come monumento vivo “alla speranza”. Nelle casette calde e ben attrezzate, i bambini possono giocare e studiare, le persone possono incontrarsi, leggere, caricare le batterie di telefoni o tablet o semplicemente riscaldarsi o ricevere altro aiuto necessario. Questo piccolo “Villaggio della pace” è dotato di due stufe, un generatore donato da Base Italia e 16 mini generatori solari, per portare anche esempi chiari di transizione ecologica. La costruzione della Città della Pace è iniziata il 6 febbraio 2023.
“È stato sorprendente vedere quanta passione gruppi numerosi di uomini ucraini, sia operai specializzati del comune che tanti volontari, hanno messo nell’“issare” in fretta il loro segno di pace rivolto al mondo intero – hanno sottolineato in una dichiarazione i portavoce del MEAN, Marianella Sclavi, Riccardo Bonacina, Marco Bentivogli e Angelo Moretti -: giovani ed adulti impegnati attivamente nella resistenza sul fronte militare e nella ricostruzione del loro paese. Qui in Ucraina abbiamo visto la determinazione degli ucraini e la loro determinazione a vincere. Resistono e restano sulle loro terre perché vogliono vivere e si identificano come persone pacifiche che vogliono la libertà per i loro figli, anche a costo delle loro vite adulte”.
“Sono sinceramente grato ai nostri amici italiani per il loro aiuto all’Ucraina e la loro fiducia nella nostra Fondazione. Questa nostra lotta per la libertà ha unito tutte le persone preoccupate e coraggiose di tutto il mondo che credono nella libertà, nella democrazia e in un mondo libero. Ecco perché le chiamate notturne dall’Italia – “Non ci conoscete, ma vi abbiamo mandato quattro camion con materiali da costruzione” – non stupiscono più. Sai solo che da qualche parte nel mondo hai amici, anche se non ti conoscono ancora. Sono sicuro che la cooperazione tra la nostra Fondazione e il Movimento MEAN decollerà e insieme saremo in grado di portare molti benefici all’Ucraina”, ha aggiunto Serhii Malyk, Presidente della Fondazione di beneficenza internazionale di Serhiy Malik “Free Spirit of Ukraine” e del Kyiv Municipal Motor Car Club.
L’architetto Mario Cucinella che ha ideato il Peace Village, dal canto suo ha affermato: “è intenso il sentimento che accompagna un progetto come questo: nella sua semplicità esprime una forza credo unica. E l’impegno che lo ha accompagnato, l’entusiasmo per il suo completamento dimostrano, anche in questo caso, in una situazione così assurda, quanto le persone chiedano, più di ogni altra cosa, la possibilità di stare insieme, di avere un luogo nel quale potersi riunire. Ho pensato, per questa che è una piccola architettura a tre strutture, al simbolo universale della pace: perché l’architettura, che vuol dire costruire, insieme ad altri, qualche cosa che tutti potranno usare, qualche cosa intorno alla quale poi potrà nascere anche altro, è e deve poter essere un segno di pace”. (aise) 




Mattarella va in Kenia, dove la comunità italiana è seconda, dopo quella britannica

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093259668 97b0fd47 e9aa 45b4 9937 d1f894aaf35755 milioni di abitanti, 70 etnie una crescita al 5%. Il Kenya, dove Sergio Mattarella volerà in visita di Stato da lunedì, è considerato uno dei Paesi più avanzati e stabili dell’Africa sub-sahariana, con progetti all’avanguardia nei campi della tecnologia e della lotta ai cambiamenti climatici. La composizione della popolazione, come in molti paesi africani, è varia: le etnie sono appunto 70, le famiglie linguistiche quattro ma suddivise in 66 dialetti, i grandi gruppi religiosi sono 4 (presbiteriani e protestanti il 45%, cattolici e ortodossi 35%, musulmani 11%, religioni tradizionali 9%).

Una economia ‘vivace’

Il Kenya è considerato un Paese a medio reddito, è la terza economia nell’area sub-sahariana anche se la distribuzione è diseguale e solo il 2% della popolazione è in condizioni di benessere, mentre il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà come dimostrano gli slum di Nairobi. Il reddito pro-capite medio annuo è di 1.800 euro ma è in costante crescita da più di dieci anni.

La spina dorsale dell’economia keniana rimane il settore agricolo, che contribuisce al PIL per circa il 25%. Ma si vedono già avanzare numerose piccole e medie imprese, un comparto legato ai cambiamenti climatici in forte sviluppo e uno tecnologico in forte espansione tanto che si parla del Paese come di una ‘Silicon Savannah’ e solo Google prevede di investire un miliardo di dollari dal 2021 al 2026.

La crescita, prevista anche per i prossimi tre anni in oltre il 5%, è sostenuta dal consolidamento della classe media e dall’incremento dei consumi. Il Kenya, grazie all’accesso al mare e al buono sviluppo infrastrutturale, è diventato un hub per i Paesi dell’area, favorito sia dall’industria manifatturiera che da un sistema finanziario al quarto posto nell’ Africa sub-sahariana (la borsa di Nairobi è la prima nell’Africa Orientale).

Il Kenya ha un’ampia copertura internet ed è all’avanguardia nei mezzi di pagamento digitali grazie al servizio M-Pesa, una collaborazione Vodafone-Safaricom, di micropagamenti e microfinanza via telefono cellulare. Questo approccio va di pari passo con il tentativo delle autorita’ di favorire la crescita del libero mercato con privatizzazioni e liberalizzazioni.

Nairobi dipende dall’estero per l’energia, ma sta sviluppando i settori solare, eolico e della geotermia. La bilancia dei pagamenti, anche se ancora negativa, sta migliorando grazie ai settori dell’estrazione mineraria, della fornitura di servizi per il commercio regionale, del turismo e delle rimesse dall’estero.

La situazione politica

Politicamente il Kenya è un paese stabile, rispetto agli standard regionali. Dopo due mandati del Presidente Uhuru Kenyatta, il 9 agosto 2022 si sono tenute nuove elezioni presidenziali che hanno sancito la vittoria dell’ex vicepresidente William Ruto, che ha sconfitto il delfino di Kenyatta Raila Odinga. Nonostante diverse contestazioni e un ricorso alla Corte suprema di Nairobi, il passaggio di consegne si è svolto in un clima teso ma senza rivolte popolari sanguinose come invece era successo nelle tornate precedenti.

Il Kenya è un punto di riferimento regionale, si propone spesso come mediatore in conflitti dell’area, da quello tra Etiopia e tigrini a quello ai confini est della Repubblica democratica del Congo. Piu’ complesso il rapporto con la Somalia, la cui instabilità ha a volte contagiato il Kenya, anche se resta aperto comunque un forte dialogo.

Nairobi sostiene i processi di integrazione regionale nell’ambito dell’East African Community (EAC) e continentale tramite l’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), ma lavora anche ad accordi di partenariato economico e commerciale con i maggiori partner extra-africani (UK, USA e UE). Il profilo di multilateralismo è simboleggiato dalla presenza a Nairobi del terzo Polo ONU piu’ grande del mondo. I Paesi con cui e’ aperto il maggior dialogo sono Stati Uniti, Israele, Cina, India e Sud Africa.

Nairobi intrattiene anche un buon rapporto con la UE grazie al Dialogo Strategico del gennaio 2022 che poggia sui tre pilastri di pace e sicurezza, sviluppo sostenibile, commercio e investimenti.

Il rapporto tra Nairobi e Roma

Nei rapporti bilaterali con l’Italia, il Kenya vanta una forte e positiva tradizione, tanto che quella italiana è la seconda comunità straniera dopo quella britannica. Se l’interscambio non è ancora a livelli elevati, resta comunque in attivo. L’Italia esporta soprattutto macchinari industriali, prodotti chimici, elettrodomestici e prodotti alimentari e importa prodotti agricoli, alimentari, tessili e minerari.

Molto forti sono gli investimenti italiani nel settore del turismo. Dopo un boom fino agli anni ’80 (grazie alla presenza di aziende del calibro di Agip, Alitalia, Fiat), la presenza italiana per oltre trent’anni si e’ assottigliata ma sta ora registrando un ritorno d’interesse da parte di alcuni grandi gruppi industriali italiani tra i quali Eni (in ambito di economia circolare, agribusiness, decarbonizzazione), Enel, Leonardo, Gruppo ICM. Un punto di forza dei rapporti tra Roma e Nairobi è la cooperazione scientifica, caratterizzata da accordi di scambio e collaborazione tra istituti universitari e simboleggiata dal Centro Spaziale Lugi Broglio di Malindi, dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Anche la cooperazione allo sviluppo vede un livello qualitativo di valore, grazie all’accordo di riconversione del credito, a interventi di formazione del capitale umano e di sostegno a incubatori di imprese.

agi.it




L’Italia ospiterà il 26 aprile una conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina

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downloadIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha annunciato oggi durante una videoconferenza dei Ministri degli Esteri del G7 che l’Italia ospiterà una conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina.
Un annuncio che è in linea con il forte sostegno politico, militare, finanziario e umanitario assicurato dall’Italia a Kiev sin dall’inizio del conflitto, cui si sono aggiunte anche l’accoglienza dei rifugiati ucraini in fuga dalla guerra e il contributo materiale per il recupero delle infrastrutture energetiche .
L’obiettivo della conferenza di aprile, che si svolgerà a Roma, è presentare alle Autorità di Kiev un quadro chiaro e articolato dell’offerta del Sistema Italia, anche alla luce dell’interesse manifestato dal nostro settore privato a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina.
L’Italia intende essere protagonista dello sforzo di ricostruzione del Paese, mettendo a disposizione l’esperienza e il saper fare delle sue imprese ed esplorando collaborazioni di mutuo interesse, in particolare in settori quali infrastrutture e trasporti, agribusiness, energia e digitale.




Ipotesi IVA a zero, ma occorre lavorarci

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downloadL’ipotesi dell’Iva azzerata per alcuni beni di prima necessità “è una delle ipotesi perché la normativa europea prevede anche l’aliquota zero, ma si deve lavorare”.

Lo ha detto il viceministro dell’economia Maurizio Leo a margine della presentazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate alla Camera.

Leo ha quindi confermato che la riforma sarà “ambiziosa e si ispira a quella degli anni Settanta” e dovrebbe arrivare in cdm la prossima settimana. Il ddl “consentirà di avviare un graduale processo di riduzione del carico fiscale e rendere più appetibile e attrattivo l’investimento nel territorio nazionale”, ha aggiunto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

 La parte più significativa della riforma, ha detto Leo che ne ha illustrato le linee, “è legata ai procedimenti”: in particolare si punta a spingere ancora di più sul “meccanismo della dichiarazione: vogliamo dare un po’ di quiete al contribuente in periodi particolari, come i mesi di agosto e dicembre”, in cui non far arrivare le lettere di compliance. C’è inoltre la volontà di “cambiare verso all’accertamento”, puntando sulla tregua fiscale. E la necessità di “lavorare sulla riscossione”, che presenta “numeri spaventosi: 1.150 miliardi di magazzino cartelle”.
Dà frutti intanto la rottamazione introdotta con la legge di bilancio: “fino ad oggi abbiamo ricevuto online 600mila domande di rottamazione”, ha detto il viceministro.
Il 2022 intanto è stato un anno record per l’Agenzia delle Entrate. “Il recupero dell’evasione nel 2022 è stato di 20,2 miliardi di euro. Si tratta del dato piu’ alto di sempre”, ha detto il direttore Ernesto Maria Ruffini, presentando i risultati dell’Agenzia. “Questo risultato – ha aggiunto – è il risultato della complessa attività dell’Agenzia delle Entrate e di Agenzia delle Entrate e Ricossione”. Risultati “rassicuranti”, li ha definiti il ministro Giorgetti, evidenziando che “da una parte, il patto sociale ha retto anche in momenti molto difficili, con consistenti quote di cittadini e imprese che ha continuato ad adempiere agli obblighi fiscali anche nel pieno dell’emergenza; e dall’altra la macchina amministrativa non si è fermata ma si è riorganizzata”. (ANSA).




Italian Design: la qualità che illumina

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italiandMercoledì 8 marzo si è tenuto alla Farnesina l’evento di presentazione della VII edizione dell’Italian Design Day (IDD), dal titolo “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”. Moderato dalla giornalista di Interni Patrizia Catalano, è stato aperto dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e vi hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Direttore Generale per la Creatività Contemporanea del MIC, Onofrio Cutaia.

Sono intervenuti anche qualificati interlocutori della filiera produttiva italiana del comparto “design”, tra i quali la designer Patricia Urquiola, il Presidente di Triennale Stefano Boeri, il Presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale Luciano Galimberti, la Presidente del Salone del Mobile di Milano Maria Porro e il Presidente di ICE Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Con l’occasione, è stata allestita alla Farnesina una versione ridotta della mostra “Light on Made in Italy”, che verrà esposta dalla rete estera in occasione della Giornata del Design, sul saper fare italiano attraverso le storie di un’antologia di aziende e di progettisti che hanno saputo infondere talento e innovazione nella creazione di prodotti originali e di grande qualità.

Come indicato dal Vice Presidente Tajani, “l’Italian Design Day è una rassegna di promozione integrata che racconta e valorizza in tutto il mondo la qualità del disegno industriale italiano, costituendo una vetrina su un’Italia che innova, crea e inventa, depositaria di un patrimonio di conoscenze secolari e, allo stesso tempo, fonte di innovazione e progresso. Grazie a uno sforzo coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e che coinvolge istituzioni, comparto produttivo e società civile, con l’Italian Design Day promuoviamo il Made in Italy nel mondo, sosteniamo le esportazioni e l’internazionalizzazione delle imprese di questo comparto, favoriamo la conoscenza e lo scambio a livello internazionale delle capacità tecniche e creative dei nostri operatori e stimoliamo i flussi turistici in entrata, grazie alla forza catalizzatrice di manifestazioni di punta del settore organizzate in Italia come il Salone del Mobile e la Triennale di Milano”.

Questa celebrazione annuale prevede che, nel corso della medesima giornata, siano organizzati, da parte della rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e uffici ICE, iniziative promozionali specificamente calibrate in base alle caratteristiche locali di ogni sede. Dalla sua nascita nel 2017 ad oggi, la rassegna ha già visto oltre mille iniziative realizzate in tale contesto dalla rete estera del Ministero in tutto il mondo, con il coinvolgimento di oltre 470 tra designer, architetti, imprenditori, accademici e giornalisti specializzati.




8 Marzo. Tajani: “Italia in prima linea per valorizzare il ruolo delle donne”

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downloadIn occasione della Giornata internazionale della donna, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani riafferma il convinto impegno internazionale dell’Italia per la tutela e la promozione dei diritti delle donne, dell’uguaglianza di genere e contro ogni forma di discriminazione e violenza sulle donne.

Secondo Tajani, “l’Italia è in prima linea nella promozione di iniziative internazionali volte a valorizzare il ruolo delle donne nella prevenzione e nella soluzione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella ricostruzione post-conflitto, in linea con l’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” delle Nazioni Unite. In questa giornata, desidero esprimere la mia particolare vicinanza alle donne e ragazze ucraine, che vivono ogni giorno il dramma di una guerra che non risparmia loro sofferenze e abusi; alle donne e ragazze afghane, nell’auspicio che i progressi raggiunti negli ultimi venti anni relativi al diritto all’istruzione, alla libertà di movimento e alla partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale del loro Paese non vadano persi; alle donne e alle ragazze iraniane, che hanno chiesto con coraggio il pieno rispetto dei loro diritti, affrontando una brutale repressione, condannata con fermezza dal Governo italiano. Ci preoccupa anche la recente vicenda degli avvelenamenti da gas tossici che ha coinvolto oltre un migliaio di studentesse iraniane”.

Attraverso le attività di cooperazione, l’Italia promuove e sostiene azioni per favorire una significativa partecipazione politica e istituzionale delle donne e per incentivare il loro ruolo nell’economia e nella lotta alle disuguaglianze sociali, in linea anche con l’Agenda ONU 2030. L’Italia sta partecipando attivamente in questi giorni ai lavori della 67ma sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW67) a New York, dedicata quest’anno all’innovazione e al cambiamento tecnologico nell’era digitale, per raggiungere l’uguaglianza di genere .

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Presidente Tajani avrà incontri dedicati con due giovani nigeriane, cristiane e vittime della ferocia di Boko Haram, giunte in Italia dalla Nigeria grazie all’associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, con un gruppo di costituzionaliste firmatarie di una lettera, sottoscritta da oltre 400 docenti universitari, che denuncia le gravi violazioni dei diritti umani subite dalle donne in Afghanistan e in Iran e con l’associazione delle Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti (DID).




8 Marzo. La Meloni: “Vicino il giorno in cui una donna sarà Presidente della Repubblica”

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Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua foto.

“La sfida è quando avremo il primo Ad di una società partecipata statale donna, è uno degli obiettivi che mi do. Lo dico alla vigilia di una scelta importante per il governo. Il vero tetto di cristallo non si rompe arrivandoci ma dimostrando che si può fare molto bene, non dico meglio, dico molto bene”. 

“Ricordo gli sguardi quasi divertiti di molti colleghi la prima volta in cui sedetti sullo scranno più alto” della Camera come vicepresidente, “quell’aria che dice ‘adesso ci divertiamo’. Pensavo che a questo fosse dovuto la sorpresa della prima volta in cui presiedendo risposi a tono a un collega. Quell’idea che forse non ce l’avrei fatta era figlia della mia inesperienza nel ruolo o forse no. Per quei ruoli non esiste un corso di formazione: chiunque si ritrova a ricoprire ruoli di questo tipo lo fa con l’esperienza che si ricopre sul campo” ha detto Meloni . “Ho incontrato gli stessi sguardi quando sono diventata il primo presidente donna di un’organizzazione giovanile a destra – ha raccontato -, quando sono diventata il ministro più giovane della storia d’Italia, quando ho fondato un partito e persino quando qualche mese fa, con 30 anni di esperienza alle spalle sono diventata presidente del Consiglio”.

“Non ci saranno più ruoli preclusi alle donne. Oggi rimuoviamo uno specchio e lo sostituiamo con una foto. Ma c’è un altro specchio che possiamo rimuovere, quel momento non è lontano come può sembrare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua fotografia, al posto dello specchio collocato in attesa della prima donna presidente del Consiglio. L’altro specchio rimasto, è quello dove ognuna si può rispecchiare immaginando di diventare la prima presidente della Repubblica.

“L’8 marzo non deve essere una giornata di rivendicazioni di ciò che gli altri devono concedere alle donne, ma deve essere una giornata di orgoglio e consapevolezza di quello che noi possiamo fare, piaccia o no agli altri. Ed è esattamente il messaggio con cui mi sento di spronare tante donne che magari pensano di non poter andare oltre un determinato obiettivo. Invece devono ricordare, e faremo il possibile affinché abbiano gli strumenti, che con la volontà e la consapevolezza possono raggiungere qualunque tipo di obiettivo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua foto. “Il mio impegno – ha spiegato la presidente del Consiglio – è per le donne italiane ogni giorno costrette ad affrontare difficoltà molto grandi per vedere affermato il proprio talento, vedere riconosciuti i loro sacrifici, così come è un mio impegno quotidiano trovare soluzioni perché le donne di questa nazione possano affermarsi pienamente, senza per questo fare rinunce di ogni genere, perché non è giusto”.

La Sala delle Donne inaugurata nel 2016, nel corso della XVII legislatura, ospita i ritratti delle 21 deputate elette all’Assemblea costituente, delle prime 11 sindache elette tra la primavera e l’autunno del 1946 e delle donne che per prime hanno ricoperto le più alte cariche delle Istituzioni della Repubblica italiana. Nella sala si trovano poi i busti in terracotta di Annamaria Mozzoni, instancabile paladina dei diritti delle donne e pioniera della battaglia per il riconoscimento del suffragio femminile per il quale aveva presentato due mozioni in Parlamento nel 1877 e poi nel 1906, e di Salvatore Morelli, patriota mazziniano e deputato nelle legislature X e XIII del Regno d’Italia. Presentò anche la prima proposta di legge per l’abolizione della schiavitù domestica.

ansa.it




Riforma Irpef: solo 3 aliquote

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pil: istat, in secondo trimestre +0,4%, +1,1% anno

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, conferma la scadenza di metà marzo per l’approdo in consiglio dei ministri della legge delega sulla riforma del fisco.

“Penso di sì, siamo alle battute finali”, ha risposto Leo a chi chiedeva se la settimana prossima sarebbe stata quella buona per la sua approvazione.

“Riusciremo entro metà marzo a portarla in Consiglio dei ministri, poi ci saranno i tempi parlamentari”, ha promesso a margine di un convegno dell’Ordine dei commercialisti di Milano.

Interpellato poi sulla richiesta della Ue all’Italia di recuperare dalla Chiesa l’Ici per le annualità 2006-2011, Leo ha risposto che “quando ci sono delle regole comunitarie bisogna uniformarsi, però anche lì bisogna vedere i limiti perché ci sono delle situazioni in cui non c’è la commercialità, allora in quei casi bisogna vedere come rendere coerente quelle che sono le indicazioni della Ue con la peculiarità di certe strutture della Chiesa Cattolica”.

Leo conferma l’intenzione del governo di ridurre a tre le aliquote dell’Irpef, facendo anche leva su una revisione delle tax expenditures, cioè le detrazioni e le deduzioni fiscali. “Penso che ci siano le condizioni per ridurre il numero delle aliquote: si può arrivare a un sistema a 3, ci stiamo lavorando con la Ragioneria”, ha detto Leo. “Abbiamo circa 600 tax expenditure che cubano 156 miliardi. Là si può intervenire. Se si fa una revisione attenta si possono trovare le risorse per calibrare meglio le aliquote”, ha aggiunto.