Reddito di cittadinanza. Quanto mi costi…

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downloadNel 2022 sono stati spesi per il Reddito e la pensione di cittadinanza 7,99 miliardi.

È quanto emerge dagli Osservatori Inps sulla misura di contrasto alla povertà secondo i quali nell’anno hanno avuto accesso ad almeno una mensilità del sussidio 1.685.161 famiglie per 3.662.803 persone coinvolte e 551,11 euro medi di assegno.

Il Sud e le Isole hanno avuto il maggior numero di famiglie coinvolte con 1.040.957 famiglie con almeno una mensilità (il 61% del totale di quelle con il sussidio) , 2.399.875 persone coinvolte (il 65,5% del totale) e 583,27 euro medi per l’assegno.

Nel Nord hanno avuto nel corso del 2022 almeno una mensilità di Reddito o pensione di cittadinanza 372.317 famiglie per 728.507 persone coinvolte (480,28 euro l’assegno medio) mentre nel Centro hanno avuto almeno una mensilità di sussidio 271.887 famiglie per 534.421 persone coinvolte (512,18 euro l’assegno medio). La Regione con più famiglie con almeno una mensilità è la Campania con 353.795 famiglie, un numero vicino a quello dell’intero Nord, 877.115 persone coinvolte e un assegno medio più alto della media ( 617,16). Oltre 300mila famiglie hanno avuto almeno una mensilità anche in Sicilia (306.561). Nel 2021 il numero delle famiglie con almeno una mensilità del sussidio era stato comunque più alto anche a causa delle ricadute economiche della pandemia con 1.771.907 famiglie e 3.956.979 persone coinvolte.

A dicembre sono state 1.168.712 le famiglie che hanno ricevuto il Reddito o la pensione di cittadinanza per 549,46 euro medi. Le persone complessivamente coinvolte nel mese sono state 2.483.885. Si sono spesi nel mese 642,16 milioni di euro. Se si guarda all’intero 2022 le famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilità del sussidio sono state 1.685.161 per 3.662.803 persone coinvolte e un importo medio della prestazione di 551,11 euro. Nel complesso nell’anno sono stati spesi per la misura di contrasto alla povertà circa 7,99 miliardi.

A dicembre hanno ricevuto il Reddito o la pensione di cittadinanza 164.215 famiglie della provincia di Napoli per 422.715 persone coinvolte, un numero che supera il doppio di quelle della Lombardia che nello stesso mese sono state 81.115 per 151.433 persone coinvolte. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Osservatorio Inps sul Reddito e la pensione di cittadinanza. Nel mese le famiglie che hanno ricevuto il reddito nel complesso sono state 1.168.722 per 2.483.885 persone coinvolte. Il 65% delle famiglie con l’assegno contro la povertà è nel Sud e nelle Isole (759.767) mentre poco più del 20% risiede al Nord. nel Centro le famiglie coinvolte sono 174.425 pari a quasi il 15% del totale. Nel Mezzogiorno l’assegno medio a dicembre è stato superiore di oltre 100 euro rispetto al Nord con 580,80 euro medi a fronte dei 477,23 del Settentrione.

ansa




Italia: ma che freddo fa!

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065558272 9d74b2c5 76f2 4305 b19c aa8cf79eb23dL’ondata di maltempo che da alcuni giorni imperversa sull’Italia non ha esaurito i suoi effetti. La neve fa sentire la sua presenza in molte località. Nel Viterbese, dalla notte scorsa, intorno alle 3,30 nevica su parte dell’area settentrionale della provincia di Viterbo e sulla strada Cimina, che collega la città capoluogo al sud della provincia.

Sono stati attivati i mezzi spargisale, che dalle prime ore del mattino stanno operando assieme ai mezzi spazzaneve. Sulla strada Cimina un camion ha avuto difficoltà nella circolazione.

Vesuvio imbiancato anche oggi, regalando l’immagine insolita della cima del vulcano coperta di neve.

Neve anche in provincia di Avellino, dove ieri si è raggiunto il metro di accumulo sull’altopiano del Laceno e sul monte Terminio. Fitta coltre biancha anche in molti comuni dell’Alta Irpinia, dove le scuole, per oggi, resteranno chiuse. Disagi per gli automobilisti, lungo il tratto autostradale dell’A16 tra le uscite di Baiano e Lacedonia.

I mezzi spargisale e spazzaneve di Autostrade per l’Italia sono entrati subito in azione, ma molti automobilisti si sono ritrovati in panne perché non erano attrezzati con catene o pneumatici da neve. Situazione simile, ieri nel primo pomeriggio, sulla strada che condute alla vetta del monte Terminio: automobilisti fuori strada e bloccati dalla neve sono stati soccorsi da passanti più attrezzati o dai mezzi spargisale e spazzaneve della Provincia di Avellino.

maltempo vento pioggia e neve su tutta la penisola
Spazzaneve in azione

Abbondanti nevicate anche in Basilicata. A Potenza il sindaco Mario Guarente ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado, lasciando però aperti asili nido e università.

Analogo provvedimento è stato adottato a L’Aquila. Dalla notte scorsa in Abruzzo, nel capoluogo di regione e nei Comuni limitrofi sta nevicando. In alcuni centri la colonnina del mercurio è scesa sotto il 15 gradi. Attualmente vige il divieto di ingresso per i mezzi pesanti sul tratto autostradale dell’A24, Teramo-Roma. Al momento non sono segnati importanti disagi nelle altre arterie stradali.

A Marradi, in Toscana, il Soccorso Alpino e Speleologico della Toscana sta intervenendo dal tardo pomeriggio di ieri per un gruppo di escursionisti in difficoltà bloccato nella zona del Monte Lavane a 1242 metri di altezza. Gli escursionisti, colti dal maltempo, sono riusciti a raggiungere la Capanna del Partigiano, un bivacco dove hanno trovato riparo per la notte. Le squadre hanno raggiunto il bivacco. Adesso stanno scendendo tutti insieme. Alle 8 avevano circa un’ora di cammino prima di arrivare al Passo. I tecnici dal Passo della Peschiera hanno impiegato più di quattro ore per raggiungere il bivacco a causa della bufera e del sentiero ricoperto da più di un metro di neve fresca.

La squadra del Soccorso Alpino ha dovuto infatti battere la traccia nella neve con le ciaspole per circa 6 km fino alla Capanna, che hanno raggiunto intorno alle 2.30 di stamani. Gli escursionisti, dovrebbero essere in quattro, stanno bene. Sul posto si sta dirigendo una seconda squadra di tecnici della Stazione Monte Falterona e una squadra del SAER (Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna) , in supporto per le operazioni di recupero. La brutta situazione meteo, che non accenna a migliorare, non permette l’intervento dell’elicottero. Inoltre le comunicazioni sono estremamente complicate dalla mancanza di copertura telefonica e radio.

agi.it




Meloni ad Algeri per parlare di energia

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312574902 668326334660913 4313581776860480655 nIndustria, innovazione, start-up e microimprese. Ma soprattutto energia. A distanza di sei mesi dalla visita di Mario Draghi ad aprile scorso, la premier Giorgia Meloni arriverà domani ad Algeri per la sua prima missione ufficiale nel paese nord africano. Meloni avrà una serie di colloqui istituzionali con il presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune, che aveva già incontrato a margine dei lavori della Cop27 in Egitto immediatamente dopo il suo insediamento, e con il primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane. Previsti anche incontri con imprenditori italiani che operano nel Paese.

L’arrivo ad Algeri

Poco dopo le 17 la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata all’aeroporto di Algeri. La premier è stata accolta dal primo ministro della Repubblica algerina, Aimen Benabderrahmane e dall’Ambasciatore d’Italia ad Algeri, Giovanni Pugliese. Sono stati eseguiti gli inni nazionali (italiano e algerino) e poi il passaggio in rassegna della Guardia repubblicana e delle tre forze armate algerine. Meloni andrà a deporre una corona di fiori al monumento dei martiri della capitale algerina e poi farà un saluto all’equipaggio della nave della Marina militare “Carabiniere” attraccata al porto di Algeri. In serata la cena ufficiale con il primo ministro algerino.

Meloni: “Il Mediterraneo ci unisce”

“Oggi primo giorno in visita in Algeria. Al centro dei colloqui l’energia e un rapporto bilaterale che si estende sempre di più in tutti i campi. Il Mediterraneo ci unisce. Ringrazio il Primo Ministro algerino per la calorosa accoglienza e il fruttuoso incontro”. Lo scrive in un post la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della cena con il primo ministro della Repubblica algerina, Aimen Benabderrahmane.

La partita del gas

“Le relazioni bilaterali fra Italia e Algeria sono solide, antiche e strategiche e attraversano una fase particolarmente positiva. L’Italia è al lavoro per rafforzarle, ampliarle e consolidarle ulteriormente come testimoniato dalle visite politiche al più alto livello che si sono susseguite negli ultimi mesi”, evidenzia palazzo Chigi.

Proprio a luglio del 2022, l’ex premier Draghi assieme a una folta delegazione di ministri, arrivò ad Algeri per siglare una serie di accordi e annunciando che “l’Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese”, fornendo all’Italia 4 miliardi di metri cubi di gas e “anticipando forniture ancora più cospicue nei prossimi anni”. Ad aprile Algeri aveva assicurato all’Italia una fornitura di 9 miliardi di metri cubi aggiuntivi fino al 2024, di cui 3 miliardi già per questo inverno.

Proprio a luglio, a ridosso della visita di Draghi, i vertici di Sonatrach, la società di Stato algerina che opera nel campo dell’energia, avevano anticipato l’invio di altri 4 miliardi di metri cubi aggiuntivi. Ad aprile invece, era stato firmato un memorandum d’intesa nel settore dell’energia ed un contratto tra Sonatrach ed Eni per l’aumento delle esportazioni di gas algerino verso l’Italia. Ad accompagnare Meloni nella missione algerina ci sarà il numero uno di Eni, Claudio Descalzi.

Obiettivo staccarsi da Mosca

L’Algeria ha le più grandi riserve di gas naturale di tutta l’Africa ed è il principale paese esportatore di gas naturale verso l’Italia: l’energia dunque si conferma il cuore della missione che inizia domani. L’Italia, il cui obiettivo è quello di rendersi sempre più indipendente dal gas russo, punta a “consolidare e rafforzare un partenariato con un Paese molto importante su diversi fronti a partire dall’energia (approvvigionamento e diversificazione energetica). Vi è la volontà di confermare la prospettiva dell’Italia quale hub energetico – di gas ma anche di idrogeno verde- del Mediterraneo, ponte fra Africa e Europa”, conferma il governo, che punta a consolidare gli accordi dei mesi scorsi.

Meloni farà inoltre visita ai militari di una nave della Marina Militare ancorata al porto di Algeri e renderà omaggio alla figura di Enrico Mattei con una tappa simbolica al Giardino intitolato all’imprenditore italiano e fondatore dell’Eni nel cuore della capitale algerina, inaugurato nel novembre 2021 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La visita nel Paese nordafricano rientra, infatti, nella cornice del cosiddetto ‘Piano Mattei’ per l’Africa annunciato da Meloni durante il suo discorso di insediamento di fine ottobre alla Camera dei deputati, evidenzia palazzo Chigi.

Oltre 7 miliardi di interscambio

Al centro della visita ci saranno anche altre questioni di grande interesse come l’industria, l’innovazione, le start-up e le microimprese. In occasione della missione saranno siglati diversi accordi, fra cui alcune nuove intese private.

Secondo i dati forniti dall’osservatorio economico del governo italiano, nel 2021 il valore dell’interscambio Italia-Algeria è stato pari a 7,33 miliardi di euro, di cui 5,57 miliardi le nostre importazioni e 1,76 miliardi le nostre esportazioni. Il gas costituisce la quasi totalità delle nostre importazioni, mentre l’Italia esporta principalmente macchinari, prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e siderurgici. L’Italia è il terzo partner commerciale dell’Algeria a livello globale (primo cliente e terzo fornitore). L’Algeria è il primo partner commerciale dell’Italia nel Continente africano. Nel primo semestre 2022 l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia.

agi.it




Export made in Italy/ Odoguardi (Maie): Coinvolgere gli italiani nel mondo

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odoguardi“L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale, toccando i 60 miliardi di euro. Vola, infatti, l’enogastronomia italiana oltre confine: sempre più richiesti sono prodotti come vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, che registrano una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi del 2022. Sono dati che ci rincuorano, dopo il brutto periodo passato a causa della pandemia, e che ci fanno ben sperare per il futuro”. Così in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE, secondo “è comunque necessario fare di più, rispetto al passato, per la promozione del made in Italy all’estero e il governo, in questo senso, sembra si stia muovendo nel modo giusto”.
“L’esecutivo, a nostro modo di vedere, potrebbe – dovrebbe? – puntare anche sui tanti italiani nel mondo e – sottolinea Odoguardi – coinvolgerli nella promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane nei propri Paesi di residenza. Del resto, ogni italiano nel mondo è ambasciatore dell’Italia all’estero: se l’export di prodotti enogastronomici made in Italy continua a crescere, senza alcun dubbio è anche grazie ai tanti connazionali che nel mondo comprano, consumano, propongono italiano, a casa propria e nelle proprie famiglie così come attraverso i loro ristoranti, le loro pizzerie, i supermercati italiani. Le comunità italiane all’estero – conclude il rappresentante del Maie – rappresentano anche in questo caso un’enorme opportunità per l’Italia e per la sua economia”. (aise)




Juve, 15 punti di penalizzazione. La stangata della Corte Federale d’Appello

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Il processo bis per le plusvalenze si riapre e a pagare è solo la Juventus. E con una stangata: – 15 punti in classifica e tutti i dirigenti condannati.

Dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio la Corte federale d’appello non solo ha accolto la richiesta di rimettere sul banco degli imputati il club bianconero, ma ha anche aumentato le pene che aveva chiesto il capo della procura Giuseppe Chinè.

È un vero e proprio tsunami sulla classifica (i bianconeri di Allegri scendono al momento del terzo al decimo posto) e sul futuro del club, ora atteso da un possibile secondo processo sportivo, derivato dai nuovi atti dell’inchiesta Prisma, oltre alle possibili sanzioni minacciate dall’Uefa per la violazione del financial fair play. La nuova Juve del dopo Agnelli si trova intanto a scontare sanzioni per i vecchi guai: ed è stato solo il primo dei giorni del ‘giudizio’, quello in cui la Corte federale d’appello appunto era chiamata a valutare la riapertura del processo sportivo che vedeva coinvolti oltre alla Juve altri otto club e che lo scorso maggio si era concluso con il proscioglimento.

“Ricorso inammissibile” le parole della difesa dei bianconeriin assenza di “fatti nuovi” rispetto al processo già celebrato mesi fa e che aveva assolto tutti. I legali bianconeri hanno fatto leva sul principio giuridico per cui “nessuno può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato”. La Procura della Figc, uscita sconfitta al primo round sulla vicenda plusvalenze, aveva voluto riaprire il procedimento alla luce dell’inchiesta penale Prisma della procura di Torino, quella infarcita di intercettazioni, documenti, e il ‘libro nero di FP’, con le operazioni di mercato dell’ex ds Paratici appunto.

“Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale” nell’ambito delle operazioni di mercato “dimostra l’esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell’odierno ricorso” ha sostenuto la difesa della Juve. Che con la Procura ha avuto più di un botta e risposta durante l’udienza sull’uso delle plusvalenze: Chinè ha sottolineato che secondo la sua accusa quelle contestate servivano a coprire le perdite; i difensori del club bianconero hanno ribattuto che le plusvalenze in oggetto, per 60 milioni, rappresentano solo il 3,6% dei ricavi. In particolare, hanno sottolineato, negli anni ai quali la procura fa riferimento la società ha chiamato 700 milioni di aumenti di capitale, su tre anni ha avuto ricavi di 1675 milioni e su un totale di 323 milioni di plusvalenze i 60 contestati da Chinè sono il 18% del totale e, appunto, il 3,6% dei ricavi. Per la Juve è una nuova Calciopoli: pagano anche i dirigenti anche se sono ormai ex: 24 mesi ad Agnelli e 30 a Paratici, 16 mesi a ds Cherubini, 8 mesi anche a Paolo Garimberti: più di quanto aveva chiesto Chinè. La Juve sprofonda in classifica e, tra processi pensali (c’è anche la vicenda del falso in bilancio) rischia anche in Europa.

ANSA




Odoguardi (MAIE): “Le comunità italiane all’estero: una grande opportunità per l’Italia e la sua economia”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale, toccando i 60 miliardi di euro. Vola, infatti, l’enogastronomia italiana oltre confine: sempre più richiesti sono prodotti come vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, che registrano una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi del 2022. Sono dati che ci rincuorano, dopo il brutto periodo passato a causa della pandemia, e che ci fanno ben sperare per il futuro. E’ comunque necessario fare di più, rispetto al passato, per la promozione del made in Italy all’estero e il governo, in questo senso, sembra si stia muovendo nel modo giusto. L’esecutivo, a nostro modo di vedere, potrebbe – dovrebbe? – puntare anche sui tanti italiani nel mondo e coinvolgerli nella promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane nei propri Paesi di residenza. Del resto, ogni italiano nel mondo è ambasciatore dell’Italia all’estero: se l’export di prodotti enogastronomici made in Italy continua a crescere, senza alcun dubbio è anche grazie ai tanti connazionali che nel mondo comprano, consumano, propongono italiano, a casa propria e nelle proprie famiglie così come attraverso i loro ristoranti, le loro pizzerie, i supermercati italiani. Le comunità italiane all’estero rappresentano anche in questo caso un’enorme opportunità per l’Italia e per la sua economia”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

da italiachiamaitalia.it




Riccardo Guariglia nominato nuovo Segretario Generale della Farnesina

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guarigliaL’ambasciatore Riccardo Guariglia sarà il nuovo segretario generale della Farnesina. La nomina è stata deliberata nella tarda serata di ieri, 19 gennaio, dal Consiglio dei Ministri riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni.
Guariglia succederà da marzo all’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, cui sono giunti i ringraziamenti del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, “per il servizio reso con grande senso dello Stato in questi anni”.
Diplomatico di grande esperienza, l’ambasciatore Guariglia è attualmente Capo della Missione diplomatica a Madrid.
Entrato in carriera diplomatica nel 1985, ha prestato servizio al Cairo, a Bruxelles in qualità di console, alla Rappresentanza Permanente presso la NATO come consigliere politico e a Brasilia come vice capo Missione. Direttore centrale per i Paesi europei dal 2008 al 2011, è stato nel 2011 nominato ambasciatore a Varsavia, per poi assumere nel 2014 le funzioni di capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. Dal 2018 al 2019 ha svolto le funzioni di capo di Gabinetto.
Nato a Chicago nel 1961, di famiglia napoletana, è laureato in economia e commercio presso l’Università di Roma. (aise)




Messina Denaro aveva un poster de “Il Padrino”

in primo covo messina denaro trovato poster de 'il padrino'

in primo covo messina denaro trovato poster de 'il padrino'

Nel primo covo di Matteo Messina Denaro perquisito dal Ros, a Campobello di Mazara, i carabinieri hanno trovato anche un poster con il volto de ‘Il padrino’, quello interpretato nell’omonimo film di Marlon Brando.

L’immagine è una stampato in con il primo piano del padrino, che indossa il papillon e una rosa rossa alla sua destra, molto simile alla locandina del film di Francis Ford Coppola in cui il protagonista – Marlon Brnado appunto – interpreta il personaggio di don Vito Corleone.

ansa.it




I covi di Messina Denaro: non c’è due… senza tre

matteo messina denaro trovato il secondo covo

matteo messina denaro trovato il secondo covo

La Polizia ha scoperto un terzo covo in cui ha vissuto il boss Messina Denaro.

Si tratta di un appartamento che si trova sempre a Campobello di Mazara, il paese cui sono stati individuati gli altri due rifugi del capomafia.

Il terzo covo è stato perquisito. Secondo quanto si apprende è vuoto. L’appartamento è in vendita. Gli inquirenti stanno accertando chi sia il proprietario.

Il boss Matteo Messina Denaro ha rinunciato a essere presente in videoconferenza dal carcere de L’Aquila, dove si trova detenuto, con l’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta dove si sta svolgendo il processo in cui è imputato come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Lo ha comunicato il presidente della Corte d’Assise d’appello. C’era attesa questa mattina all’interno dell’aula bunker dove si sta celebrando il processo d’appello al boss, accusato di essere mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Si sarebbe trattato della prima volta in un’aula giudiziaria del latitante, arrestato lunedì scorso a Palermo. Il collegamento video con il carcere de L’Aquila, dove Messina Denaro è detenuto, era stato attivato ma l’imputato ha rinunciato.

L’udienza è stata rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”. Lo ha deciso il presidente della Corte d’Assise di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo, dopo che il boss ha deciso di non assistere all’udienza in videoconferenza dal carcere de L”Aquila. Uno dei due difensori d’ufficio del boss, l’avvocato Salvatore Baglio, ha comunicato di avere ricevuto una delega orale dal difensore di fiducia nominato da Messina Denaro, la nipote Lorenza Guttadauro, ed ha chiesto i termini a difesa.

Lavorare nella ‘terra’ del boss sfidando la mafia

Intanto slitta la prima seduta di chemioterapia in carcere per Messina Denaro: era tutto pronto nella stanza dove sarà curato, proprio di fronte alla sua cella in modo da limitare potenziali contatti con altri detenuti, ma all’ultimo momento il boss avrebbe richiesto un ulteriore intervento del medico. In carcere è quindi tornato il professor Luciano Mutti, primario del reparto a gestione universitaria dell’ospedale de L’Aquila, che lo ha visto oggi per la seconda volta. Secondo quanto si è appreso, sono ancora in corso di approfondimento da parte dei medici del reparto di oncologia dell’ospedale dell’Aquila le valutazioni di documentazione medica in possesso del paziente, risultati di nuovi esami e ulteriori verifiche per stabilire, a questo punto, quando effettuare la somministrazione di chemioterapia.

Il procuratore generale Patti: “Speriamo tutti che Messina Denaro collabori”
“Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’assise d’appello a Caltanissetta. Il procedimento è stato rinviato al 9 marzo per consentire all’avvocato di fiducia dell’imputato, Lorenza Guttadauro, di essere presente.

Sequestrata la casa della madre di Andrea Bonafede, l’uomo sotto la cui identità si coprima il padrino in latitanza
E’ stata posta sotto sequestro la casa di proprietà della mamma di Andrea Bonafede, l’alias utilizzato dal boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. La casa si trova all’angolo tra la via Marsala e la via Cusmano a Campobello di Mazara. L’appartamento a pian terreno ha due ingressi. Da tempo però la casa è disabitata. La mamma di Bonafede vive nella casa di Tre Fontane insieme a una delle sue figlie.

L’autista del boss in clinica: “Non sapevo fosse Messina Denaro”
“Non sapevo che fosse Matteo Messina Denaro, solo un pazzo avrebbe potuto accompagnarlo sapendo che si trattava del boss”. Si è difeso così Giovanni Luppino, l’autista del super latitante arrestato lunedì scorso a Palermo mentre lo accompagnava alla clinica la Maddalena. Lo ha detto il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Ferro, al termine dell’udienza di convalida davanti al Gip che si è svolta nel carcere Pagliarelli. Luppino, 59 anni, commerciante di olive, ha sostenuto di non conoscere Messina Denaro, che gli era stato presentato come cognato di Andrea Bonafede,e di averlo accompagnato perchè doveva sottoporsi alla chemioterapia. Luppino, assistito dal suo legale Giuseppe Ferro, davanti al Gip si è difeso sostenendo di non sapere che l’uomo che stava accompagnando fosse Matteo Messina Denaro. Il commerciante di olive ha spiegato di averlo conosciuto qualche mese fa e che gli era stato presentato, con il nome di “Francesco”, come il cognato di Andrea Bonafede, il geometra al quale era intestata la falsa carta d’identità utilizzata dal super latitante. Luppino ha aggiunto di averlo accompagnato lunedì scorso per la prima volta a Palermo, dove il boss doveva sottoporsi a un ciclo di chemioterapia, perchè gli era stata chiesta questa cortesia proprio a causa delle sue condizioni di salute. Il Gip Fabio Pilato ha convalidato l’arresto in flagranza di Giovanni Luppinoe si è riservato di decidere sulla richiesta di custodia cautelare in carcere. Luppino risponde di procurata inosservanza della pena e favoreggiamento aggravati dal metodo mafioso.

Legale medico: chiarirà quando sarà interrogato
“Il mio assistito è fiducioso nella magistratura e nelle forze dell’ordine affinché si accerti la verità. L’atteggiamento del dottor Tumbarello non credo possa essere diverso da chi intende dare chiarimenti che può e che è in condizioni di dare”. È quanto dice l’avvocato Giuseppe Pantaleo, nominato difensore di fiducia da parte di Alfonso Tumbarello. Il medico di Campobello di Mazara ha prescritto ricette mediche al suo assistito Andrea Bonafede, nome però utilizzato (tramite carta d’identità e tessera sanitaria) dal boss Matteo Messina Denaro per curarsi ed effettuare visite ed esami nelle strutture sanitarie.

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Console USA a Napoli in visita alla Regione Basilicata

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19basilicata usaSi è tenuto questa mattina, 19 gennaio, un incontro tra il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il Console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Tracy Roberts-Pounds.
Il Presidente Bardi ha ringraziato l’illustre ospite per la cortesia della visita istituzionale presso la Regione Basilicata, evidenziando la volontà di proseguire con la proficua collaborazione tra il consolato americano di Napoli e la Regione Basilicata, sia per quanto riguarda gli scambi culturali che quelli commerciali, ribadendo la storica amicizia tra Basilicata e USA e il legame speciale di tanti lucani con gli Stati Uniti, “terra promessa per migliaia di nostri concittadini da oltre un secolo”, ha ricordato Bardi.
Il Console Roberts-Pounds, dal canto suo ha sottolineato che “il rapporto storico che gli Stati Uniti hanno con questa regione ha creato nel tempo numerose opportunità economiche e collaborazioni in ambito scientifico e culturale con un’attenzione particolare ai giovani. La Basilicata è infatti una tra le sette regioni italiane che quest’anno tornano a ospitare giovani laureati americani nell’ambito del Programma Fulbright English Teaching Assistants, un programma dedicato all’approfondimento della lingua e della cultura americana nelle scuole medie superiori”. (aise)