Secondo il sondaggio Dire/Tecné, la battaglia sulle accise non scalfisce la fiducia degli italiani in Meloni

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Nonostante la difficile partita delle accise resta stabile la fiducia degli italiani nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè con interviste realizzate il 12-13 gennaio su un campione di mille persone. Il 61,2% degli intervistati ha fiducia nella premier: sono lo +0,2% in più rispetto al 16 dicembre. Non ha fiducia il 34,4% degli italiani (+0,3 %), mentre non si esprime il 4,4% (- 0,5%).

DIRE-TECNÈ: FIDUCIA NEL GOVERNO AL 54,6% 

Continua a crescere la fiducia degli italiani nel Governo a guida Giorgia Meloni. Il 54,6% degli intervistati ha fiducia in questo Governo a guida Meloni: sono lo 0,2% in più rispetto al 16 dicembre. Non ha fiducia il 37,6% degli italiani (+0,9), mentre non si esprime il 7,8% (-1,1).

DIRE-TECNÈ: FDI SEMPRE PRIMO AL 31%, CONTINUA CALO DEL PD 

Ancora in lieve crescita Fratelli d’Italia che arriva al 31%, facendo registrare un +0,2. In ripresa, seppur leggermente, il Movimento 5 stelle che raggiunge il 17,6%, mentre il Pd continua a scendere di un ulteriore 0,5% toccando quota 15,2%. Recupera qualcosa la Lega e si porta al 9% (+0,2%), come anche il Terzo polo che registra una lieve flessione facendo registrare il 7,6% di consensi (+0,1%). Cresce anche Forza Italia al 7,6%, lieve crescita anche per l’Alleanza Verdi Sinistra che arriva al 3,5 (+0,1%). Chiudono +Europa al 2,5% e Italexit di Paragone all’1,8%.

ag. DIRE – www.dire.it




Tajani va in Turchia

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downloadIl Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, si è recato  ad Ankara, per incontrare il Ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu.
La missione, che consentirà di fare il punto sulle relazioni bilaterali, in particolare sulla solida cooperazione in ambito economico, e di confrontarsi sulle principali tematiche regionali e internazionali, si inserisce nella strategia più ampia del Governo italiano per rafforzare la cooperazione con i principali Paesi nel Mediterraneo allargato e per favorire una maggiore collaborazione nella gestione dei migranti.
“Il Governo è al lavoro per risolvere la questione migratoria – ha commentato il Vicepresidente Tajani -. È necessario un forte impegno da parte dei Paesi dell’area per contrastare le partenze irregolari dei migranti e favorire un maggior numero di rimpatri. Domani parlerò con il Ministro Çavuşoğlu non solo della rotta del Mediterraneo orientale, attraverso cui arrivano molti migranti in Europa via Balcani, ma anche di Libia che – insieme alla Tunisia – è l’altro grande bacino di partenza”.
Al termine dell’incontro è prevista una conferenza stampa congiunta. (aise)




Odoguardi (MAIE): “Bene il Governo. Noi pronti a fare la nostra parte”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“Giorgia Meloni, capo del Governo italiano, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri, stanno lavorando per trovare il modo di dare maggiore impulso all’export italiano e alla promozione delle eccellenze tricolori oltre confine. L’ha ribadito nelle scorse ore il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, in occasione dell’inaugurazione di Pitti Immagine a Firenze. Non solo moda, negli obiettivi del governo, ma anche enogastronomia, cucina, motori, cultura, robotica. Tutto ciò che rappresenta il made in Italy nel mondo. Condividiamo l’indirizzo politico dell’esecutivo e siamo felici che questa sia la direzione tracciata. Come Maie, infatti, da tempo ormai portiamo avanti battaglie a favore della vera ristorazione italiana all’estero, per esempio, e della promozione delle nostre eccellenze”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente Maie.

“Sono temi – prosegue Odoguardi –  che fanno parte del Dna di un Movimento come il nostro, che nasce all’estero, tra gli italiani nel mondo, e che è fiero di contribuire, con il proprio impegno e con il proprio lavoro, alla promozione di tutto ciò che è italianità. Con l’inizio di questo nuovo anno, abbiamo già fissato in agenda appuntamenti importanti, che coinvolgeranno per esempio anche le Camere di commercio italiane nel mondo oltre che decine di commercialisti in Italia, con lo scopo di fare rete, tutti insieme, e di individuare strategie possibili tese all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane e all’ulteriore crescita del nostro export. Quando si tratta di diffondere e promuovere le eccellenze tricolori, il Maie c’è”, conclude Odoguardi .  (Inform)




Palermo. Muore Biagio Conte, il missionario dei poveri

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4148ea18eaÈ morto questa mattina a Palermo Biagio Conte, 59 anni, missionario laico protagonista di numerose battaglie in difesa dei poveri e degli indigenti a Palermo dove nel 1993 aveva fondato la Missione Speranza e Carità.

Da tempo era gravemente malato; attorno a lui si sono stretti fino all’ultimo i volontari e gli ospiti della comunità che aveva fondato.

Nella missione si sta recando anche il vescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Una vita spesa per gli ultimi quella di Biagio Conte, che ha creato a Palermo e in provincia nove comunità. Figlio di imprenditori edili, a tre anni viene portato in Svizzera in un collegio di suore, ritornando a Palermo a 9 anni per poi essere inserito nel collegio di San Martino delle Scale per quattro anni. A 16 anni abbandona la scuola e inizia precocemente a lavorare nell’impresa edile della sua famiglia, ma a causa di una profonda crisi spirituale decide di allontanarsi dalla famiglia nel 1983, andando a vivere a Firenze. Nel maggio 1990 la scelta di vivere come eremita, ritirandosi nelle montagne dell’entroterra siciliano e successivamente facendo un viaggio interamente a piedi verso la città di Assisi. Il viaggio è stato reso noto alle cronache per gli appelli della famiglia d’origine alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, dove Biagio risponde in diretta informando del suo cammino verso Assisi. Torna quindi a Palermo per salutare i familiari, con l’intenzione di trasferirsi in Africa come missionario, ma lo stato di miseria in cui ritrova la sua città lo porta a cambiare idea. In un primo momento è attivo nel portare conforto ai senzatetto della Stazione di Palermo Centrale, per i quali si batte attraverso diverse proteste ed un digiuno, grazie al quale ottiene l’utilizzo di alcuni locali in via Archirafi, all’interno dei quali fonda nel 1993 la “Missione di Speranza e Carità”, che oggi accoglie più di un centinaio di persone. Il 16 gennaio 2014 Biagio Conte, da anni costretto su una sedia a rotelle a causa di vertebre schiacciate a seguito delle spossanti fatiche cui si è sottoposto nella Missione, riprende a camminare dopo un’immersione nelle acque di Lourdes. Nel 2018, dopo la morte di alcuni senzatetto nelle strade di Palermo, in segno di protesta contro la povertà decide di dormire in strada, sotto i portici del Palazzo delle Poste centrali, iniziando uno sciopero della fame durato dieci giorni; in seguito la Regione ha finanziato l’ampliamento della struttura di via Decollati. E anche in questi ultimi giorni, pur gravemente malato, Frà Biagio era tornato a lanciare appelli alle istituzioni per aiutare la missione che aveva fondato nel pagamento delle bollette e delle spese necessarie per garantire l’assistenza agli indigenti. Sulla figura del missionario laico è stato girato anche un film intitolato “Biagio”, dal regista palermitano Pasquale Scimeca.

ansa.it




Roma. “Il sindaco ha pagato di tasca propria il suo viaggio natalizio a Cuba”

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immagine a due per sito 21Un viaggio a Cuba a Capodanno per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. In missione istituzionale o vacanza privata? E chi ha pagato? In queste ore il sindaco della Capitale è stato investito da una nuova polemica. A sollevarla un articolo de Il Foglio dove si legge: “Il 28 dicembre l’esponente del Pd ha incontrato il viceministro degli Esteri Gerardo Peñalvervice per perorare la candidatura di Roma all’Expo 2030. All’appuntamento hanno partecipato anche Giuseppe Scognamiglio, direttore generale dell’ente di promozione della Capitale,  e l’ambasciatore a Cuba Roberto Vellano. La notizia è uscita sull’agenzia Prensa Latina”.

Non ha tardato ad additare il sindaco il consigliere comunale della Lista Raggi, Antonio De Santis che sui social scrive: “Ancorché opinabile, la scelta da parte di Gualtieri di voler trascorrere le vacanze di Natale lontano da Roma, ai Caraibi, è del tutto legittima; ciò che però stupisce è che il 28 dicembre scorso l’agenzia di stampa cubana ‘La Prensa Latina’ ha fornito il resoconto di un incontro di natura evidentemente istituzionale del quale, per motivi che ci sfuggono, non è stata mai data alcuna notizia da parte del Campidoglio. Il Sindaco non ha certamente il dovere di raccontarci dove e come trascorra le proprie ferie private, ma ha il preciso dovere di comunicare le tipologie d’incontri, peraltro resi pubblici all’estero, che coinvolgano la città e gli interessi a essa legati“. E chiosa: “Venire a conoscenza di tali circostanze a distanza di quindici giorni e per giunta dalla stampa latino americana piuttosto che da comunicazioni ufficiali del Campidoglio lascia profondamente perplessi“.

A chiarire almeno la questione economica del viaggio in terra caraibica è lo stesso Ufficio stampa del Campidoglio che in una nota afferma: “In merito alle affermazioni del consigliere della Lista Raggi De Sanctis, si precisa che il Sindaco ha effettuato un viaggio privato a Cuba, a proprie spese, nel corso del quale ha avuto incontri di cortesia con il vice ministro vicario degli esteri e il Governatore de l’Havana, per illustrare la candidatura di Roma all’Expo e parlare della cooperazione tra le due capitali”.

ag. DIRE – www.dire.it




Ci sarebbe un piano segreto per indurre papa Francesco alle dimissioni

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img 20230110 wa00841 650x400Un cardinale italiano afferma che i conservatori “sanno che in questo momento sono in minoranza, che avranno bisogno di tempo sia per ottenere consensi sia per indebolire” il pontefice.

Dopo la morte di Benedetto XVI, i conservatori del Vaticano stanno portando avanti un “piano segreto” per sottoporre papa Francesco a pressioni tali da portarlo alle dimissioni. A quanto pare, l’obiettivo del piano è quello di forzare la partenza del pontefice attraverso uno stress eccessivo, ha dichiarato la scorsa settimana un cardinale italiano al quotidiano La Stampa. “Il piano segreto sarà formulato su più assi e fasi, ma avrà un obiettivo: mettere il pontificato sotto una tale tensione che Francesco dovrà dimettersi”.

“Gli oppositori di Francesco sanno che in questo momento sono in minoranza, che avranno bisogno di tempo sia per ottenere consensi sia per indebolire Bergoglio”, ha detto il porporato.

A quanto pare, i funzionari più conservatori considerano il sommo pontefice troppo liberale in materia di omosessualità, aborto, comunione ai divorziati risposati e celibato dei sacerdoti. Tale è la derisione all’interno del Vaticano che alcuni definiscono il capo della Chiesa un “comunista”.

Secondo il cardinale, alcuni dei suoi nemici agiranno “nell’ombra”, mentre altri saranno più aperti nelle loro critiche. Tra questi ultimi c’è l’arcivescovo Georg Ganswein, che per 19 anni è stato segretario personale del papa emerito Benedetto XVI, e che in questi giorni è stato molto critico nei confronti di Francesco.

Tuttavia, nella Santa Sede c’è chi dice che non ci sono molte possibilità che Francesco getti la spugna a breve termine. “Si dimetterà se non sarà più in grado di affrontare le sfide del suo pontificato, ma per ora va avanti”, ha detto il cardinale tedesco Walter Kasper. “Al momento non è disposto a dimettersi. È ovvio che c’è uno scontro tra progressisti e conservatori, ma va mantenuto il dialogo tra i diversi punti di vista”, ha aggiunto.

tradotto da 7dias.com.do




Grande perdita per Cosenza: il Prof. Francesco Bruno si è spento nella sua Celico (CS) a 74 anni (VIDEO)

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img 2815Si è spento a Celico, il Professore Francesco Bruno, noto criminologo di fama internazionale oltre che docente alla Sapienza di Roma e all’Università della Calabria. Il Professore purtroppo era malato da tempo.

Era noto per aver legato la sua attività e il suo nome alle più  grandi vicende di cronaca italiana, dal “mostro” di Firenze al terrorismo e a molti casi di cronaca nera verificatasi negli ultimi decenni.

I funerali si svolgeranno a Celico, in provincia di Cosenza.

Lo studioso lascia la moglie, la Prof.sa Simonetta Costanzo, docente universitaria all’Università della Calabria e il figlio Alfredo.

Ad averne dato l’annuncio è stato il sindaco di Celico, Matteo Lettieri, che ha ricordato i tanti meriti del compianto Professore partecipando doverosamente al lutto che ha colpito la famiglia.

Personaggio di notorietà nazionale, molto presente nei vari talk show nazionali. Dal 1979 al 1987 funzionario e poi direttore di sezione presso la presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ha collaborato con diversi ministeri per lo studio e la lotta alla droga e contro la criminalità mafiosa e nel 1987 è diventato professore di Criminologia e medicina forense alla Sapienza di Roma.

Come già detto, molto assidua la sua presenza in tv, di lui si ricordano moltissime collaborazioni a vari programmi televisivi dedicati a serial killers, tra cui ricordiamo Delitti (LA7), Porta a Porta (Rai 1) e Maurizio Costanzo Show (Canale 5).

Ci associamo al cordoglio per il lutto che ha colpito la sua famiglia e l’intera comunità.

 




Parigi-Dakar tragica: muore un turista italiano

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181553066 c83c7d2d 04d4 4ed9 beca f6c03ddf0334Un turista italiano è morto dopo essere stato travolto durante la nona tappa del rally della Dakar 2023 tra Riad e Harad, in Arabia Saudita. Lo hanno riferito gli organizzatori.

“Uno spettatore di origine italiana che si trovava dietro una duna è rimasto ferito sulla pista del rally”, ha dichiarato Amaury Sport Organization in un comunicato stampa.

L’italiano, trasportato in elicottero dai soccorritori, è morto durante il suo trasferimento.

agi.it




Muore Ratzinger e il Vaticano riapre il caso di Emanuela Orlandi

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160207484 d8a3eb16 4676 4c99 b9a7 4859581b14b7Proprio adesso, come mai? La domanda, in realtà, pare persino oziosa: ogni giorno dell’anno si presta al dubbio, quando si riapre un’indagine vecchia di quarant’anni. Eppure anche questa volta uno non può che chiederselo: proprio oggi, come mai. Soprattutto perché il caso che va a riaprirsi è quello di Emanuela Orlandi, che uscì da una lezione di musica in territorio vaticano, fu vista alla fermata dell’autobus per tornare a casa in territorio vaticano, e invece sparì e non se ne seppe più nulla. Oppure se ne seppe troppo, ma non se ne seppe il vero.

Dalle parti della Santa Sede si riferisce che “il promotore di Giustizia Alessandro Diddi ha confermato questa decisione, anche sulla base delle richieste fatte dalla famiglia in varie sedi”, e come sempre in questi casi l’analisi del testo è utile. La decisione viene messa in carico al pubblico ministero d’Oltretevere, innanzitutto, e poi c’è una parola in più, un “anche” riferito alla famiglia. La richiesta di riprendere le indagini, riaprire l’inchiesta, scorrere centinaia di metri lineari di documenti già visti e forse anche di sviste è quindi del Promotore, su impulso della famiglia. Anche.

Come dire: non sono state solo le instancabili iniziative del fratello, ad avere scosso l’albero, ché il Vaticano è quercia millenaria e non basta nemmeno l’ascia. Qualcuno di più alto vuole, e vuole ora. Ora (la successione cronologica degli eventi aiuta quanto l’esame dei testi, da quelle parti) che Joseph Ratzinger giace nella tomba che fu di Giovanni Paolo II. Benedetto e Wojtyla: i due papi che più da vicino sono stati toccati dalla vicenda.

Le rivelazioni di padre Georg

Nelle polemiche molto vere e poco presunte che si sono scatenate, dal 31 dicembre in cui l’Emerito è tornato al Signore, il caso Orlandi è stato un elemento quasi spurio, e se si pone la domanda l’interlocutore ti guarda di tralice. Sì, ma è pur sempre emerso, anche se emerso solo di sguincio. Comunque monsignor Georg Gaenswein ha ammesso che ai tempi di Vatileaks, episodio numero uno, Gabriele il servitore infedele dal suo comodino prese i documenti; pertanto lui stesso, Georg il fedelissimo, mise la testa sul ceppo e, confessando l’ingenuità, invitò Ratzinger a calare la mannaia. Ratzinger però preferì ricorrere alla Grazia, da lui ben conosciuta per studi decennali. Resta a ogni modo il fatto che secondo alcuni esisteva anche, accanto a quelle carte, un Fascicolo Orlandi; mentre invece Gaenswein nega la circostanza.

Possibile che, in un Vaticano che siamo ormai usi a vedere come campo di scontro tra fazioni incattivite, qualcuno pensi di usare il Fascicolo magari per zittire l’altra parte? L’interlocutore di nuovo ti guarda di tralice. Sembrano poi minimaliste, o soddisfacenti solo in parte minimale, le spiegazioni che vogliono dietro la riapertura una enorme manovra diversiva, vuoi per coprire imbarazzanti vicende come quella del gesuita Rupnik, vuoi per annullare mediaticamente il risorgere di una fronda antibergogliana.

No, la risposta potrebbe ben essere altra: più facile, quindi più complessa.

La verità nei tempi

Emanuela, che aveva quindici anni e tutto il diritto di vivere, scomparve nel nulla e non stiamo qui a ripetere tutte le teorie sulla sua sorte, se non altro perché ogni volta che se ne parla è come girare nuovamente il coltello nelle ferite della famiglia. Di sicuro c’è solo che non se ne seppe più nulla, e che una spiegazione va data. Quella vera. Francesco in quel lontano 22 giugno 1983 non era a Roma, semmai a Rosario. Della faccenda probabilmente seppe poco o nulla per lo meno fino alla sua nomina cardinalizia, ed in più il suo stile e il taglio del suo pontificato prediligono un approccio più da pastore che non da principe della Chiesa. Alle corte: è ancor più difficile per uno come lui fare orecchie da mercante a chi chiede di sapere cosa sia successo a sua sorella. Sì, ma perché ora e non prima? Il quesito resta, sulle prime, irrisolto.

La verità va cercata probabilmente nei tempi. Il 31 dicembre muore Ratzinger, il 4 gennaio iniziano le polemiche, il 5 ci sono i funerali, il 6 il Pontefice chiede di non dare credito alle notizie false.  Il 9 si annuncia l’operazione verità su Emanuela. Si aggiunga, a questa successione, un elemento: Papa Bergoglio, con la scomparsa di Benedetto, è oggettivamente più solo e più libero. Soprattutto – a causa dell’età avanzante – la sua Chiesa è meno somigliante a quella che trovò, nominato vescovo di Buenos Aires e poi Vescovo di Roma.

Insomma, un’era si è chiusa: quella dei due papati senza soluzione di continuità. Che non sono però il suo e quello di Benedetto, ma quello di Benedetto e quello di Giovanni Paolo. Due tempi diversi dello stesso momento, in cui uno degli elementi di persistenza era proprio il caso Orlandi.

Riaprirlo andando  – si consideri il particolare – non tanto a cercare gole profonde dalla voce ormai flebile quanto piuttosto a esaminare con criterio filologico le carte, non solo vuol dire dare una chance alla famiglia di sapere la verità (sono molti i cold case risolti in questo modo), ma soprattutto dare alla Chiesa la possibilità, finalmente, di chiudere il capitolo. E aprire una nuova fase. Proprio adesso. Ecco perché.

agi.it




Merlo (MAIE): “Siamo vicini alla comunità italiana in Brasile”

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merlo peggy2 e1582117065583 537x223“Ripudio assoluto nei confronti di coloro che hanno attaccato le istituzioni democratiche della Repubblica del Brasile e totale solidarietà al popolo brasiliano e al suo presidente democraticamente eletto Luiz Inácio Lula da Silva”.

Lo dichiara il presidente del Maie Ricardo Merlo su Twitter. Allo stesso tempo, in una nota, Merlo sottolinea: “Siamo vicini alla numerosissima comunità italiana residente in Brasile e ai discendenti dei nostri connazionali, nonché – naturalmente – al popolo brasiliano tutto. A Brasilia, in particolare, abbiamo già attivato il nostro coordinamento, per fare in modo di essere pronti, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, a dare assistenza, di qualsiasi tipo, a quegli italiani che ne avessero bisogno. A questo proposito, ringrazio la nostra coordinatrice nazionale in terra brasiliana, Luciana Laspro, per essersi messa fin da subito a disposizione. L’augurio – conclude Merlo – è che scene come quelle che abbiamo visto in televisione e sui social non si debbano ripetere più”. (Inform)