La Meloni va dal Papa

++ papa e meloni a colloquio per 35 minuti ++

++ papa e meloni a colloquio per 35 minuti ++

La premier Giorgia Meloni in Vaticano con la famiglia, la figlia Ginevra e il compagno Andrea Giambruno, per l’incontro con Papa Francesco.

Il faccia a faccia tra il Pontefice e la presidente del Consiglio è durato 35 minuti.

Ad accogliere Giorgia Meloni nel Cortile di San Damaso, dove le guardie svizzere erano schierate nel picchetto d’onore, è stato il reggente della Casa pontificia, padre Leonardo Sapienza.Ad attenderla, prima del previsto incontro con il Papa, anche l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede Francesco Di Nitto.

I temi legati “alla lotta alla povertà, alla famiglia, al fenomeno demografico e all’educazione dei giovani” e tra quelli di carattere internazionale, Europa, Ucraina e migranti, sono stati al centro dei colloqui tra il premier Giorgia Meloni e la Segreteria di Stato vaticana, nell’ambito dell’udienza con Papa Francesco. Lo riferisce il Vaticano.

Meloni ha regalato al Papa una copia de “La Santa Messa spiegata ai bambini” di Maria Montessori, del 1955, un volumetto contenente “Il Cantico delle creature” e “I Fioretti” di San Francesco d’Assisi, del 1920 e un angelo dalla sua collezione privata. Il Pontefice ha donato invece a Meloni un’opera in bronzo dal titolo “Amore sociale”, raffigurante un bimbo che aiuta un altro a rialzarsi, con la scritta “Amare Aiutare”. Papa Francesco ha dato alla premier anche alcuni documenti: il Messaggio per la Pace di quest’anno, il Documento sulla Fratellanza Umana, il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020, il volume sull’Appartamento Pontificio e il libro “Un’Enciclica sulla pace in Ucraina”.

ansa.it




Africani usufruivano del reddito di cittadinanza senza avere vissuto in Italia

download

downloadIn 24 avevano denunciato di essere residenti in Italia da dieci anni per prendere il reddito di cittadinanza, ma in realtà erano solo passati da un centro di accoglienza e nonostante questo hanno truffato allo Stato più di duecentomila euro.

La rete di truffatori, tutti africani, è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, che indagavano sul conto di alcune persone residenti in diversi indirizzi riconducibili a centri di accoglienza per stranieri.

All’anagrafe risultavano residenti o domiciliati in un centro di accoglienza di via Tiburtina a Roma dismesso nel 2021 e tra il 2019 e il 2022 avevano dichiarato falsamente di risiedere nel territorio italiano da almeno 10 anni, producendo autocertificazioni fasulle. Una serie di falsi che avevano permesso loro di percepire 200.118 euro in redditi di cittadinanza senza averne il diritto.

Su 36 istanze presentate negli anni dalle persone denunciate, 5 non sono mai state erogate grazie agli accertamenti dell’Inps, ma altre 11 sono state erogate e interamente percepite per 18 mesi mentre 20 sono state revocate o sospese.

agi.it




Oggi festeggiamo il nostro Tricolore, simbolo dell’unità italiana

download

download“Era il 7 gennaio 1797 quando i rappresentanti di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia innalzarono il primo Tricolore.

Sotto questi colori, con questi sentimenti, i nostri avi, nei decenni successivi, si batterono per realizzare l’unità d’Italia.

Il Tricolore accompagnò la guerra di liberazione e, scelto dai Costituenti come vessillo della Repubblica, costituisce il simbolo della unità e indivisibilità del Paese e di quel patrimonio di valori e principi comuni solennemente sanciti dalla nostra Carta costituzionale”. E’ il messaggio del capo dello Stato, Sergio Mattarella per la Giornata nazionale della bandiera.

In occasione del 226/o anniversario della Giornata nazionale della bandiera, il presidente Mattarella ha aggiunto che i valori e principi comuni espressi nel Tricolore “rappresentano la risorsa ideale e morale a cui attingere per affrontare le difficoltà che ogni nazione si trova ad attraversare. Espressione della passione civile del popolo italiano, il Tricolore esprime la volontà di uno Stato democratico, aperto alla collaborazione internazionale e vicino ai cittadini, che persegue, in primo luogo a favore dei giovani, le migliori condizioni per la costruzione del futuro, in un clima di pace, giustizia, coesione sociale. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”.

“In un famoso quadro del 1920 Cafiero Filippelli dipinge una donna intenta a rammendare un Tricolore. Un’immagine straordinaria, metafora del nostro impegno quotidiano. Ricucire ciò che è strappato, riannodare i fili del nostro stare insieme, riscoprirsi comunità: è questa la strada che intendiamo seguire per liberare le energie migliori della nazione e rendere l’Italia ancor più protagonista in Europa e nel mondo”. E’ il messaggio della premier Giorgia Meloni in occasione della Giornata nazionale della bandiera.

“Oggi l’Italia celebra la Giornata nazionale della bandiera. La nazione festeggia il Tricolore, nato nel 1797 a Reggio Emilia, che in questi 226 anni ha accompagnato e ispirato il cammino del popolo italiano. Consacrata nella Costituzione, la bandiera è il simbolo dell’unità nazionale, racchiude i valori di libertà, solidarietà e uguaglianza sui quali si fonda la nostra patria e incarna quello straordinario patrimonio storico, culturale e identitario che universalmente viene riconosciuto all’Italia”. “Nel mondo il Tricolore rappresenta lo spirito di sacrificio e la capacità di donarsi al prossimo dei nostri militari impegnati nelle missioni di pace, è la bandiera che i nostri diplomatici tengono alta nella difesa dell’interesse nazionale, sono i colori che i nostri connazionali all’estero hanno nel cuore e che mettono in ogni cosa che fanno”.

ansa.it




Calcio in lutto. È morto Vialli

gianluca vialli 1024x649

gianluca vialli 1024x649È morto oggi a 58 anni Gianluca Vialli, da cinque anni lottava contro un tumore. Un “ospite indesiderato” che è arrivato nel 2017 e non è andato più via, nonostante a tratti fosse rimasto in silenzio acquattato in un angolo. Il tempo d’illudere. Gianluca Vialli all’inizio aveva provato a nascondere la malattia, indossava maglioni e felpe sotto la camicia per non far capire che stava dimagrendo, “perché non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene”.

Poi, è arrivato il tempo di dire a tutti che era malato. Un cancro al pancreas, non la più semplice delle diagnosi se per assurdo ci fosse una classifica di peggio e meno peggio del buio chiamato tumore. L’uomo ha vacillato e poi ha ripreso le energie per riprendere il cammino, fiaccato sì, ma con la voglia disperatissima di andare il più avanti possibile. “Voglio ispirare le persone. Voglio che qualcuno mi guardi e dica ‘grazie a te, non ho mollato’, ha scritto nel 2018 nel suo libro ‘Goals’. Una formula matematica dove gol sta un po’ meno al calcio e un po’ più al futuro. Meno reti da segnare, più ‘Obiettivi’.

Non a caso il sottotitolo è ’98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili’. Che obiettivo difficile deve essere stato pensare al ‘dopo’ cercando di restare lucidi e positivi. “Ho meno tempo per essere un esempio, adesso che so che non morirò di vecchiaia“, raccontò in una intervista tv pensando alle sue figlie che – confessò – sperava tanto di poter accompagnare all’altare. Davanti ad Alessandro Cattelan e a milioni di telespettatori tirò fuori la ricetta della felicità, quella che tutti cercano e pochi trovano. La regalò senza chiedere nulla in cambio, perché a un certo punto nella vita tutto prende un significato diverso. “La felicità dipende dalla prospettiva con cui guardi la vita, non ti devi dare delle arie, devi ascoltare di più e parlare di meno. Ridere spesso, aiutare gli altri. Questo è il segreto”.

Sulla retorica ormai sgonfiata e ammuffita del ‘guerriero che vince/perde la lotta al cancro’, disse la sua: “Non è vero che il cancro è questo grande nemico da sconfiggere, non è una lotta per uccidere lui. E’ una sfida per cambiare se stessi”. Né vincitori né vinti da annotare su una cartella clinica, solo trionfatori nella sublimazione della vita. Certo detta così pare facile. Non lo è. Ma se non si può scegliere di vincere una partita, si può sempre scegliere come giocarla. Anche la scelta di scrivere un libro faceva parte del progetto. Vialli si decise dopo mesi e mesi di cure difficili, quando confessava di sentirsi “molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale, ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita”.

Ma intanto si gioca. La chemio durissima, poi gli esami che accendono il semaforo verde: “Non ci sono segni di malattia”. Vialli si coccola la sensazione ovattata nella prudenza. La strada verso la completa guarigione è ancora lunga ma riparte dalle piccole – grandi – cose. “Normalità significa vedersi di nuovo bene allo specchio e osservare i peli che ricrescono. Non devo più disegnarmi le sopracciglia a matita”. Piano piano, senza quasi farsi accorgere, lo spazio per nuovi progetti si era già allargato, il richiamo della normalità si era fatto più forte e a un certo punto irresistibile. Il suo ‘gemello’ Roberto Mancini è il Ct azzurro, ci sono gli Europei di calcio, ecco la pazza idea: ‘Luca vieni pure tu’.

Nel novembre 2019 la Figc lo nomina capo delegazione della Nazionale e si parte per un altro viaggio. Come è finito quello, lo sappiamo tutti: la missione è compiuta e c’è una cartolina dal paradiso. La felicità sta tutta nell’abbraccio stretto di Wembley, dopo l’ultimo rigore che consegna il trofeo all’Italia. Mancini e Vialli che si avvolgono nella gioia, Gianluca che appoggia la testa sulla spalla di Roberto e piange. Roberto che mischia le lacrime a quelle dell’amico. “Penso che il fatto di stare insieme e di pensare al calcio, che è il nostro lavoro da sempre, lo abbia fatto stare bene”, la tesi di ‘Mancio’. Quell’immagine resta fortissima, mentre la magia a poco a poco sbiadisce. Un anno fa, dicembre 2021, “l’ospite” è uscito dall’angolo. “È ancora con me, a volte più presente, altre meno”, dice Vialli. “Spero mi possiate sopportare ancora per tanti anni, sono fiducioso e ottimista, chi mi circonda mi trasmette forza e coraggio”.

Nel marzo scorso pure la bacchetta magica del calcio si spezza, con l’Italia che non si qualifica ai Mondiali. Lo spazio “dell’altro”, di tutto quello che non è malattia, si riduce. L’ospite si siede sul divano e piazza i piedi sul tavolino, mettendosi a guardare in tv il film di cui è regista. Vialli capisce, e tutto quel che può fare è premere il tasto pausa, chissà per quanto. “Al termine di una lunga e difficoltosa ‘trattativa’ con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri”, scrive in un messaggio affidato alla Federcalcio il 14 dicembre scorso. Ventritrè giorni fa. Voleva tutte le energie per continuare a camminare, nonostante tutto. Perché, come aveva scritto ancora nel suo libro, “ai colpi della vita i perdenti rispondono ‘perché proprio io? I vincenti rispondono ‘mettimi alla prova’”.

ag DIRE – www.dire.it




Putin: “Stop alla guerra in Ucraina”. Kiev: “Ritiratevi!”

putin

putin Niente combattimenti per il Natale ortodosso: lo ha annunciato il presidente russo Vladimir Putin, dando ordine al ministro della Difesa Sergei Shoigu di attuare un ‘cessate il fuoco’ in Ucraina da mezzogiorno di domani, 6 gennaio, alle 24 del 7 gennaio. Lo riferisce il servizio stampa del Cremlino così come si apprende sulla testata Ria Novosti.

“Visto l’appello di Sua Santità il Patriarca Kirill, incarico il Ministro della Difesa della Federazione Russa di introdurre un regime di ‘cessate il fuoco’ lungo l’intera linea di contatto tra le parti in Ucraina dalle 12 del 6 gennaio alle 24 del 7 gennaio”, ha affermato il presidente russo.

Nella giornata di oggi, come conferma l’agenzia Tass, Kirill ha esortato il Cremlino a interrompere i combattimenti e gli attacchi – in corso in Ucraina dal 24 febbraio scorso – per dare l’opportunità agli ortodossi di “assistere alle funzioni della vigilia di Natale e della Natività di Cristo”.
Putin ha così motivato il suo annuncio accogliendo la proposta del capo della Chiesa ortodossa, riconoscendo “un gran numero di cittadini che professano l’Ortodossia e vivono nelle aree in cui ci sono gli scontri”.

PUTIN: “ANCHE KIEV METTA IN ATTO LA TREGUA DI NATALE”

Dopo aver annunciato un cessate il fuoco per il Natale ortodosso, Vladimir Putin ha dichiarato: “Chiediamo alla controparte ucraina di fare lo stesso e di permettere alla cittadinanza di partecipare alle funzioni religiose”. Così si apprende da fonti di stampa russe.

LA REPLICA DELL’UCRAINA: “TREGUA DOPO IL RITIRO DELLE TRUPPE”

Kiev non accetta l’Invito a sospendere i combattimenti. “La Russia deve ritirarsi dai territori occupati, solo allora avrà una ‘tregua temporanea’. Tenetevi la vostra ipocrisia”, dice il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak commentando l’annuncio di stop ai bombardamenti fatto Vladimir Putin in occasione della festivitò del Natale ortodosso. “L’Ucraina non attacca territori stranieri e non uccide civili. Come fa la Federazione russa. L’Ucraina distrugge solo appartenenti alle forze di occupazione sul proprio territorio”, ha aggiunto.

ag DIRE – www.dire.it




Attese 100 mila persone per l’addio a papa Radzinger

100130133 82d124a3 4ac1 4c66 9eb4 57d463f61845

100130133 82d124a3 4ac1 4c66 9eb4 57d463f61845Una Città del Vaticano blindata si prepara ad accogliere fedeli, religiosi, capi di Stato e di governo per il funerale di Joseph Ratzinger.

Attese 100mila persone oggi a San Pietro. Intanto si è chiusa mercoledì la veglia per l’ultimo saluto al Papa emerito. Una grande dimostrazione di affetto con l’abbraccio collettivo di 200mila fedeli in tre giorni.  Le bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici d’Italia per ricordare dalle Alpi al mare la giornata delle esequie.

San Pietro blindata

Come deciso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Roma Bruno Frattasi, è prevista un’area di massima sicurezza dove sarà necessario sottoporsi ai controlli al metal detector.    Inoltre, sarà rafforzata l’interdizione dello spazio aereo sulla piazza. Disposta anche la presenza di elicotteri, tiratori scelti, reparti speciali interforze tra cui quelli dell’antiterrorismo, vigili del fuoco, 118 e polizia locale. Saranno oltre mille gli agenti delle forze dell’ordine impiegati. Vietata infine la vendita e il trasporto contenitori in vetro fino alle 14.

La messa presieduta da Papa Francesco

E’ tutto pronto per la celebrazione eucaristica per le esequie di Benedetto XVI questa mattina dalle 9.30 sul sagrato della Basilica di San Pietro. La messa, presieduta da Papa Francesco (sull’Altare, il decano del Collegio Cardinalizio Giovanni Battista Re), concelebreranno oltre 120 cardinali, più di 400 vescovi e 3.700 i sacerdoti. Più di mille i giornalisti accreditati, da oltre 30 Paesi, tra cui anche Asia, Africa, Sud America. La cerimonia sarà trasmessa in mondovisione.

A guidare la delegazione italiana ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Intanto sul sagrato di San Pietro è stata montata la grande struttura coperta che ospita l’altare per la celebrazione eucaristica e sulla facciata della Basilica è stato apposto un grande arazzo, sotto la balconata centrale, raffigurante un Gesù Cristo risorto.

ratzinger funerali san pietro blindata 

Delegazioni da tutto il mondo

Sono diverse le delegazioni che a titolo personale (le ufficiali sono quelle della Germania e dell’Italia) saranno questa mattina alle esequie del Papa emerito Benedetto XVI.

La Germania sarà rappresentata da Frank-Walter Steinmeier, presidente Federale; l’Italia dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo quanto si apprende saranno presenti dal Belgio il Re Filippo e la Regina Mathilde; dalla Spagna la Regina Sofia; dalla Lituania, il presidente della Repubblica Gitanas Nauseda.

Dalla Polonia il presidente della Repubblica Andrzej Duda, e seguito; dal Portogallo il presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa; da San Marino i Capitani Reggenti Maria Luisa Berti e Manuel Ciavatta; dalla Slovenia, la presidente della Repubblica Natasa Pirc Musar; dal Togo il presidente della Repubblica Faure Essozinma Gnassingbe; dall’Ungheria la presidente della Repubblica Katalin Novak; dalla Repubblica Ceca, il primo ministro Petr Fiala; dal Gabon il primo ministro Rose Christiane Ossouka Raponda; dalla  Slovacchia il primo ministro Eduard Heger.

L’Ordine di Malta sarà rappresentato da Frà John T. Dunlap, Luogotenente di Gran Maestro; da Cipro, il ministro degli Esteri loannis Kasoulides; dalla Colombia il ministro degli Esteri Alvaro Leyva Duran; dalla Croazia il ministro per gli Affari europei Gordan Grlic Radman; dalla Francia il ministro dell’Interno Gerald Darmanin; dalla Gran Bretagna il Segretario di Stato per l’Educazione Gillian Keegan.

agi.it




Turismo di ritorno, Ricardo Merlo (Maie): “Bene ministro Tajani, noi pronti a contribuire”

merlo germania e1607088631276 343x223

merlo germania e1607088631276 343x223“Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha parlato più volte di turismo di ritorno nelle ultime settimane. In occasione dell’Assemblea dell’Anci, per esempio, ha ricordato che oltre confine ‘ci sono sei milioni di cittadini italiani e decine e decine di milioni di persone che parlano italiano o sono di origine italiana nel mondo e proprio il Pnrr, con un progetto voluto dalla Farnesina, permetterà di rafforzare le relazioni tra i nostri connazionali e le amministrazioni con il turismo di ritorno, il turismo delle radici’.

Tajani ha inoltre spiegato di avere già preso contatti in questo senso con il ministero del Turismo, in modo tale che entrambi i dicasteri possano lavorare insieme”.

Lo segnala Ricardo Merlo, presidente del Maie-Movimento Associativo Italiani all’Estero, già sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo e già parlamentare della circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale. “Rivolgiamo un plauso al ministro Tajani – dichiara Merlo- ribadendo che l’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Farnesina ma anche dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Siamo pronti, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, a collaborare con il Ministero degli Esteri e con quello del Turismo per fare in modo che i nostri italiani nel mondo, e i loro discendenti, possano visitare i luoghi delle loro origini, contribuendo in questo modo a far girare l’economia dei piccoli borghi e più in generale quella italiana. Siamo convinti – conclude Merlo – che con il nostro network, con le associazioni italiane a cui siamo collegati, con la nostra presenza nei Comites e nel Cgie, possiamo dare un importante contributo alla riuscita di questo ambizioso progetto. Quando si parla d’italiani nel mondo, il Maie c’è”. (Inform)




La liturgia funebre di Ratzinger ricalca quella dei Papi in carica

180128056 b6ddf99f 6f45 43d3 b4ee ea494cecdb15

180128056 b6ddf99f 6f45 43d3 b4ee ea494cecdb15La celebrazione eucaristica per le esequie del Papa emerito Benedetto XVI, prevista giovedì 5 gennaio alle 9:30 sul sagrato della Basilica di San Pietro, “grosso modo ricalca quella riservata a un sommo Pontefice”. Con, ovviamente, alcune modifiche e adattamenti. A precisarlo è il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. “La base è quella – ha sottolineato – con alcuni elementi originali, adattamenti dovuti alla particolarità della situazione, e altri mancanti, propri del Pontefice regnante”. Tra questi la supplica finale della diocesi di Roma e delle Chiese Orientali previste nei riti che chiudono i funerali dell’Ultima Commendatio (Ultima raccomandazione) e della Valedictio (Commiato).

Diverse saranno poi le letture, non quindi quelle previste dal Lezionario per le messe rituali. La Prima lettura sarà “Dal libro del Profeta Isaia 29, 16-19”, la Seconda Lettura “Dalla prima lettera di San Pietro apostolo 1, 3-9”.

Papa Benedetto XVI nel 2013 ha scritto una pagina indelebile nella storia millenaria della Chiesa. Lasciò per via della “età avanzante”. Criticato anche aspramente, pose una questione importante: un pontefice vecchio anziano stanco e malato, quanto può svolgere in piena libertà le sue funzioni pastorali e non solo?

Per il Vangelo si è scelto quello di Luca 23, 39-46, quello del “Buon ladrone” previsto nel Lezionario. “E uno dei testi più amati nelle liturgie funebri – ha sottolineato Bruni – perchè offre consolazione a chi perde una persona cara”.

Una curiosità dall’effetto simbolico: il personaggio del Buon Ladrone (negli Atti di Pilato lo si chiama Disma) è il primo Santo cristiano, l’unico canonizzato direttamente da Gesù. Tutta la preparazione della celebrazione eucaristica è stata comunque frutto di un lavoro di squadra dei cerimonieri pontifici che hanno tenuto conto del pensiero di Papa Francesco. Bergoglio presiederà la messa (pronuncerà l’omelia) ma sull’altare, a celebrare, ci sarà il decano del Collegio cardinalizio, il cardinale Giovan Battista Re.

Prosegue la ‘processione’ per visitare la salma del Papa emerito esposta a San Pietro. Intenso per il secondo giorno consecutivo l’afflusso di persone nella Basilica dove ieri hanno sfilato in 65mila. Papa Francesco presiederà giovedì prossimo i funerali di Benedetto XVI. Attesi molti vescovi tedeschi

Domani pomeriggio sul tardi la bara, in legno di cipresso, di Benedetto XVI sarà chiusa. Al suo interno verranno messe la medaglia e le monete coniate durante il Pontificato, il pallio o i palli del vescovo e il rogito, ossia un testo in cui è descritto brevemente il Pontificato. In particolare il rogito viene inserito in un tubo di metallo. Giovedì 5, giorno delle esequie – alle quali sono stati accreditati oltre 600 giornalisti da tutto il mondo -, la bara uscirà dalla Basilica vaticana alle 8:50 per permettere il Rosario dei fedeli.

Dopo la messa il feretro verrà portato nelle Grotte vaticane per la sepoltura, nella tomba che fu di Giovanni Paolo II. Qui, ha spiegato Bruni, verranno messi una fettuccia intorno alla bara, dei sigilli della Camera apostolica, della Casa pontificia e delle Celebrazioni liturgiche. Il feretro verrà poi posta in una bara di zinco e sigillato. La bara di zinco verrà collocata in un’altra bara di legno e poi sepolta. La tumulazione avverrà in forma privata.

agi live



Il Presepe vivente ‘’I Due Re’’ del Borgo Mottese (2 VIDEO)

cid b8012c0e 20a3 470d 8f45 afcff525ae78

cid b8012c0e 20a3 470d 8f45 afcff525ae78Con l’arrivo dei primi freddi e delle festività natalizie, arriva anche quel momento dell’anno in cui si rispolverano le vecchie tradizioni, quelle che nel nostro Paese si tramandano da intere generazioni e che sopravvivono allo scorrere del tempo. Una tra queste è quella del Presepe vivente, la cui prima rappresentazione in assoluto venne realizzata da San Francesco d’Assisi nel 1223.

L’Associazione Borgo Mottese organizza nelle giornate del 6 e 7 gennaio, dalle ore 17:00 alle ore 21:00, l’incantesimo del suggestivo presepe recitato “I Due Re”, realizzato nella suggestiva e millenaria cornice del borgo di Motta di Rovito, in provincia di Cosenza, così bello che non c’è bisogno di tante scenografie perché è esso stesso un presepe, un palcoscenico naturale per una rappresentazione speciale.

Una regia con attori di vita quotidiana di altri tempi vi riporterà a 2022 anni addietro, un evento che riesce a coinvolgere tra personaggi, organizzatori e staff molte decine di persone.

Nei giorni scorsi l’associazione ha ideato e organizzato l’evento “Gran Galà del Regal Borgo”  per supportare e finanziare la prima edizione del presepe vivente, con lo scopo di far ripartire tutte le attività delle varie associazioni, nello specifico quella del Borgo Mottese,  che con amore dedica tempo e lavoro affinché la comunità in senso lato possa ritornare a vivere momenti di serenità e di socialità dopo il lungo periodo buio della pandemia.




Medici cubani in Calabria: lezioni di italiano per i primi 50

download

downloadSono arrivati lunedì scorso, 2 gennaio, all’Università della Calabria i primi 50 medici provenienti da Cuba che verranno impegnati in supporto alla sanità pubblica della Regione. In questi primi giorni di gennaio li attende un corso intensivo di lingua italiana, coordinato dalla professoressa Carmen Argondizzo all’università di Rende.
Al momento, all’Unical sono iscritti anche altri quattro medici cubani e un medico dominicano, studenti di Scienze della nutrizione. I cinque studenti, immatricolati tra il 2019 e il 2021, hanno potuto iscriversi all’ateneo grazie ad una borsa di studio sul progetto Pac Unicaribe, finanziato dalla Regione Calabria, di cui è responsabile scientifico il professor Lorenzo Caputi, delegato del Rettore per le relazioni con la Repubblica di Cuba, la Repubblica Dominicana e la Repubblica di Costa Rica. E anche gli stessi medici in arrivo da Cuba potranno beneficiare di una borsa di studio nell’ambito dello stesso progetto.
La relazione tra ateneo calabrese e Cuba è consolidata grazie ad una stretta relazione con l’Università di Santiago de Cuba, attraverso la quale nel 2017 sono stati immatricolati nel campus italiano i primi 6 studenti cubani. Negli anni, il numero di iscritti è aumentato notevolmente e, attualmente, conta un totale di 240 studenti provenienti dall’isola caraibica che – evidenzia l’ateneo – si sono contraddistinti per l’elevato profitto negli studi.
Non è un caso che è stata proprio una studentessa cubana a parlare a nome degli studenti nella cerimonia di apertura dell’attuale anno accademico.
I medici cubani frequenteranno lezioni di formazione finalizzate al consolidamento delle competenze linguistiche italiane, organizzate dal Centro linguistico di ateneo, con un corso intensivo di 60 ore più 20 facoltative.
L’esigenza di concentrare i tempi nasce dalla considerazione che il personale medico verrà impiegato, nell’arco di poche settimane, all’interno delle strutture ospedaliere. Di conseguenza, spiega l’UniCal, sarà necessario un supporto linguistico che, nell’immediatezza, possa dare ai medici cubani la possibilità di immergersi nel contesto sociale regionale e riesca, con linguaggio semplice ma accurato, a comunicare per socializzare e per espletare le mansioni professionali.
In particolare, l’erogazione di corsi consentirà al personale medico cubano di apprendere la lingua italiana per raggiungere obiettivi di tipo professionale (come ad esempio: interagire con i propri colleghi, socializzare con i pazienti e capire le loro esigenze, partecipare a riunioni professionali, comprendere testi di carattere medico-specialistico) e facilitare le relazioni interpersonali nell’ambito della comunità professionale e all’interno del contesto territoriale. Terminati i corsi, i professionisti saranno assegnati dalla Regione, secondo le diverse esigenze e specializzazioni, nelle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. (aise)