Mondiali. La finale sarà Argentina – Francia

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ee3447d5652173bb671f13fc67746b31La Francia si assicura la finale dei Mondiali in Qatar battendo un ottimo Marocco per 2 reti a 0.

Nell’ultimo atto dell’edizione 2022 del campionato del mondo sfiderà l’Argentina di Messi.

Finale per il terzo e quarto posto tra Marocco e Croazia.




Parla l’imprenditore Andrea Costantino. “Sepolto vivo in ambasciata ad Abu Dhabi”

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120937358 df57618a b0b3 4095 b0d2 b44a4caeca65Andrea Costantino racconta che nel carcere di Abu Dhabi era uno di quelli “con l’uniforme bardata di rosso per indicare che ero uno pericoloso”. Come tutti gli altri, “morso dai topi e coi piedi che affondavano negli escrementi”.

L’arresto e la scarcerazione “per supremi interessi di Stato”

“Chissà che bella la mia Milano a Natale. La prima della Scala, le feste…”. L’imprenditore milanese risponde all’AGI dalla sede dell’ambasciata italiana nella capitale degli Emirati Arabi Uniti  dove si trova “ai domiciliari sepolto vivo da sei mesi in un tugurio di 16 metri quadri” dopo essere stato detenuto dal marzo 2021 al maggio 2022 in seguito all’arresto “con l’accusa di avere venduto petrolio in Yemen a ‘Cannibale 22 , uno degli uomini più ricercati nella coalizione, per finanziare il terrorismo internazionale. I documenti da me portati però dimostrano che era una fornitura a scopo umanitario autorizzata dall’’Fbi’ locale”.

Scarcerato “per supremi interessi di Stato”, ha scritto il procuratore locale, dovrebbe pagare una sanzione di 250mila euro che non ha. E’ pronto a “uno sciopero della fame a oltranza se il governo non mi riporterà a casa” e ha voglia di narrare, in alcuni passaggi con fatica per l’emozione, la sua esperienza da recluso.

“Cercavo i topi nello sterco per ucciderli”

Ricorda con precisione le misure della sua prigionia nell’istituto di massima sicurezza Al Whatba. “In 33 metri quadri per un metro quadro di altezza di corridoio c’erano 127 persone ammassate con 5 latrine.  Potevi stare in corridoio o in cella, io sono stato prima in una cella 16 metri quadri con altre 13 persone e poi in una di 3 metri quadri per due metri di larghezza assieme ad altre due. Vi faccio immaginare dove affondavano i piedi in una cella senza bagni, i bisogni di notte li facevano nei sacchetti perché il bagno non c’era”.

Nella struttura, “venivano tenuti separati gli emiratini dagli stranieri, quasi tutti prigionieri politici, tra cui quelli dell’Isis, persone molto feroci”. Costantino parla di “torture”, dice che alcuni aspetti della carcerazione non li può raccontare per non mettere a rischio il suo rientro. Fa capire che il fatto di essere cattolico gli ha provocato dei grossi problemi: “Mi hanno buttato via un crocifisso che avevo costruito con dei semi di dattero”.  Tra i problemi in carcere, “la scabbia e i topi, ho le cicatrici dei loro morsi. Li cercavo nello sterco con un bastone per ammazzarli”.

“Mi portano i resti delle feste in ambasciata”

“Vengo da una famiglia di medici e lì ho cercato di aiutare i compagni di sventura, lottavo con le guardie per fare avere i medicinali a chi ne aveva bisogno. Le condizioni umane erano devastanti”. La vita in ambasciata è più tranquilla ma non meno difficile a livello psicologico.

Da un anno Andrea Costantino, 50 anni, non vede la moglie Stefania (“la sento almeno due volte al giorno, mi fa stare bene”) e i figli. L’unico che è riuscito a vedere è stato il padre, ad agosto: “Vivo in uno stato di abiezione. Sono un sepolto vivo. Per farmi portare la spesa uso la carta di credito che mi ha lasciato papà. Non posso uscire dall’ambasciata, rischierei un nuovo arresto. A volte mi portano i resti di cibo delle feste in ambasciata”.

Nei giorni scorsi ha fatto un appello alla premier Giorgia Meloni per aiutarlo a tornare in Italia. E’ sicuro di essere vittima di una vicenda diplomatica dopo la decisione italiana presa dall’allora ministro Di Maio di revocare la vendita dei missili e bombe all’Arabia Saudita e agli Emirati perché venivano utilizzate in Yemen.

Su iniziativa dei radicali è partito uno sciopero della fame a staffetta in solidarietà con lui. “Sta avendo un grande successo, sono sommerso di messaggi. Spero ancora di essere a casa per Natale”.

agi.it




Panzeri e la Kaili si sarebbero intascati un milione e mezzo di euro

in corso convalida arresto per moglie e figlia panzeri

in corso convalida arresto per moglie e figlia panzeri

Ammonta a oltre un milione e mezzo di euro il totale delle banconote trovate dalla polizia belga nel corso delle perquisizioni alle abitazioni di Antonio Panzeri e dell’ex vicepresidente dell’Eurocamera Eva Kaili, entrambi agli arresti per il Qatargate.

Nel domicilio di Kaili viveva anche Francesco Giorgi, anche lui agli arresti.

E’ quanto riportano i media belgi citando la polizia federale. Il computo comprende anche i contanti trovati nella valigia che il padre di Kaili aveva con sé mentre stava lasciando un albergo di Bruxelles.

L’ex vicepresidente dell’Eurocamera è stata trasportata nelle scorse ore nel carcere di Haren, alla periferia nord-orientale di Bruxelles, secondo quanto si apprende dalla procura federale belga.

Il carcere di Haren è stato completato nei mesi scorsi e tra i suoi ospiti annovera Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto del commando dei terroristi dell’attentato al Bataclan. La procura belga, interpellata a riguardo, non ha voluto confermare se anche gli altri tre agli arresti – Panzeri, Francesco Giorgi, Niccolò Figà-Talamanca – si trovino nella stessa struttura. Tutti e quattro domani sono attesi per la prima udienza preliminare sul Qatargate. La polizia federale belga, nel frattempo, ha diffuso una foto dei contanti ritrovati a casa di Panzeri, nell’abitazione di Kaili e nelle borse che aveva il padre dell’eurodeputata greca al momento dell’arresto. Nell’immagine si vedono pile di biglietti venti, cinquanta, cento e duecento euro poste su un tavolo. In totale, tra Panzeri e Kaili, la polizia belga ha trovato oltre un milione e mezzo di euro.

Il Parlamento europeo ha approvato la destituzione dalla carica di vicepresidente del Pe di Kaili proprio stamane. L’aula ha votato sì con la maggioranza di oltre due terzi (625 voti), come previsto dal Parlamento. Un solo contrario e due astenuti. Il voto si è svolto per appello nominale sotto richiesta dei gruppi S&d, The Left e Id, fanno sapere dagli uffici del Parlamento europeo. All’analisi dei voti risulta che a votare contro sia stato Mislav Kolakušić, croato dei non iscritti. Si sono invece astenuti l’olandese di Ecr, Dorien Rookmaker, e il tedesco di Id, Joachim Kuhs.

La conferenza dei presidenti del Pe, in mattinata aveva scelto di attivare l’articolo 21 del regolamento dell’Eurocamera per rimuoverla dalla carica. A comunicarlo era stato l’ufficio di presidenza dell’Eurocamera dopo una riunione che si è estesa ben oltre le aspettative rimandando il lavori della plenaria stessa.

Intanto gli uffici dell’assistente dell’eurodeputato Pietro Bartolo all’Eurocamera di Strasburgo sono stati posti sotto sigillo, come ha constatato l’ANSA.

In uno statement rilasciato dall’Ituc, Confederazione internazionale deri sindacati, il segretario generale Luca Visentini si è detto intanto “lieto” che l’interrogatorio si sia concluso e che, ha sostenuto, “io abbia potuto rispondere pienamente a tutte le domande. Se dovessero essere formulate ulteriori accuse, non vedo l’ora di avere l’opportunità di confutarle, poiché sono innocente di qualsiasi illecito. Qualsiasi forma di corruzione è assolutamente inaccettabile e sono assolutamente impegnato nella lotta alla corruzione”. L’Ituc respinge come “totalmente false” l’accuse di un’influenza del Qatar sul sindacato.

ansa.it




Scandalo corruzione al Parlamento europeo, quattro gli arresti confermati

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immagine a 3 per sito 1Lo scandalo di corruzione che ha colpito negli ultimi giorni il Parlamento europeo ha già un nome: ‘Qatar gate’. In tre giorni sono stati sequestrati 600mila euro in contanti e continua ad aumentare il numero delle persone coinvolte.

Ieri la procura federale belga ha confermato l’arresto di quattro persone (tre delle quali italiane): la vicepresidente greca dell’Eurocamera, Eva Kaili, l’ex europarlamentare del Pd e fondatore della ong Fight Impunity, Pier Antonio Panzeri, il suo ex assistente e compagno di Kaili Francesco Giorgi e il segretario generale di un’altra ong, No Peace Without Justice, Niccolò Figà-Talamanca. Fermati ma poi rilasciati il padre di Kaili e un quarto italiano, Luca Visentini, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc). Inoltre anche gli uffici degli assistenti di due eurodeputati belgi, i socialisti Marie Arena e Marc Tarabella, sono stati messi sotto sequestro.

Le accuse sono di reati per associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e corruzione da parte di uno Stato del Golfo che, secondo il quotidiano belga Le Soir, sarebbe il Qatar dove si stanno attualmente svolgendo i Mondiali di calcio. I vertici di Doha si sono però difesi. “Respingiamo categoricamente qualsiasi tentativo di associarci all’inchiesta”, ha dichiarato il ministero degli Esteri dell’emirato spiegando che i rapporti internazionali qatarini coinvolgono le istituzioni, non le singole persone, e sono improntati al rispetto delle leggi internazionali.

L’operazione, guidata dal procuratore belga Michel Claise, getta un’ombra sulla reputazione dell’Ue e del Parlamento europeo, in particolare sul gruppo dei Socialisti & democratici, di cui fa parte Kaili e faceva parte Panzeri.

La presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, è stata costretta a tornare in Belgio da Malta ieri per assistere alla perquisizione a casa di Tarabella in quanto la Costituzione belga prevede che un deputato possa essere perquisito solo alla presenza del presidente della Camera d’appartenenza. “Il Parlamento sta collaborando attivamente e pienamente con le autorità di giudiziarie”, ha sottolineato Metsola, “per favorire il corso della giustizia”. Tarabella in un’intervista a Le Soir si è difeso dicendo di non aver “mai ricevuto regali dal Qatar. Lo avrei denunciato”. Metsola che ha inoltre ritirato tutte le deleghe affidate a Kaili in quanto vicepresidente. Kaili è stata anche sospesa dal gruppo S&D e dal suo partito greco Pasok.

Raphael Glucksmann, eurodeputato socialista francese, potrebbe chiedere che la Commissione sulle interferenze straniere da lui presieduta affronti il caso nelle prossime ore. “E’ giunto il momento di dimostrare che la democrazia non è in vendita”, ha scritto il parlamentare su Twitter. E non si esclude che uno o più gruppi politici chiedano di inserire il tema nell’ordine dei lavori della sessione plenaria dell’Eurocamera, riunita a Strasburgo da oggi pomeriggio. Infine, il voto previsto questa settimana sulla liberalizzazione dei visti del Qatar verso l’Ue rischia di saltare.

“E’ un danno di reputazione molto serio. Il Parlamento europeo è sempre stato la punta di diamante per dei diritti. E’ una vicenda vergognosa e intollerabile” e “se sarà confermata potrebbe essere una delle più drammatiche storie di corruzione di questi anni”, è stato il commento del commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni.

ag DIRE – www.dire.it




La Cgil proclama scioperi in tutta Italia: “Fino al 16 dicembre”

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imagoeconomica 15723451 e1632048126358“Per cambiare una legge di Bilancio sbagliata e contro il lavoro, per rivendicare una legge di Bilancio più giusta per le persone e più utile per il Paese, la Cgil promuove dal 12 al 16 dicembre, insieme alla Uil, una serie di manifestazioni e scioperi organizzati a livello regionale.
Uno sciopero per chiedere: di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (cosiddetto recupero del drenaggio fiscale); di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai CCNL un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo; una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività; la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà; la rivalutazione delle pensioni; risorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia; di cancellare la legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e ‘povere’, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi“.

Così la nota della Cgil, che aggiunge: “La prima regione a mobilitarsi sarà la Calabria con lo sciopero e la manifestazione in programma per lunedì 12 dicembre. Il giorno seguente, martedì 13 dicembre, sarà la volta della Sicilia e dell’Umbria. A Perugia, in piazza Italia, alle ore 11, interverrà il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. La Puglia sciopererà giovedì 14 dicembre, la manifestazione regionale che si terrà a Bari, in piazza Federico II di Svevia, alle ore 11.30, sarà conclusa da Maurizio Landini. Lo stesso giorno mobilitazioni anche in Trentino, Valle d’Aosta e Veneto. Giovedì 15 dicembre incroceranno le braccia le lavoratrici e i lavoratori di Abruzzo, Marche e Piemonte. Venerdì 16 dicembre scenderanno in piazza, contestualmente agli scioperi, tutte le altre regioni: Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Lazio. Maurizio Landini concluderà la manifestazione che si terrà a Roma, in piazza Madonna di Loreto, a partire dalle ore 10“.

ag DIRE – www.dire.it




Parlamento europeo: in arresto per corruzione la vicepresidente greca e quattro italiani

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214324911 24baf0d7 86b6 43e6 838b 4bd565ed9653Terremoto al Parlamento europeo: la vice presidente greca, la socialista Eva Kaili, in serata è stata fermata dalla polizia belga nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione legata al Qatar. Prima di lei nella mattinata erano stati fermati quattro italiani, tra cui l’ex eurodeputato di Articolo 1 (eletto con il Pd), Antonio Panzeri, e il segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati, Luca Visentini, già segretario generale dei sindacati europei.

Inoltre, nella lista dei fermati anche un assistente parlamentare che lavorava al servizio di Panzeri (ora nell’ufficio di un altro eurodeputato italiano di S&d) nonché compagno di Kaili. La quarta persona fermata è invece direttore di un’Ong che opera a Bruxelles.

I primi a dare la notizia dell’inchiesta che ha innescato la valanga che rischia di travolgere tutto il gruppo dei Socialisti e democratici sono stati i giornali belgi Le Soir e Knack. L’indagine, ora nelle mani del Gip Michel Claise che nelle prossime 48 ore dovrà decidere se convalidare i fermi, è per un presunto caso di corruzione, organizzazione criminale e riciclaggio di denaro.

Mezzo milione in contanti a casa di Panzeri

“Da diversi mesi gli investigatori della polizia giudiziaria sospettano che uno Stato del Golfo abbia cercato d’influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo”, ha confermato la procura federale di Bruxelles senza fornire tuttavia né il nome del Paese né tanto meno le identità delle persone coinvolte. La corruzione sarebbe avvenuta “versando ingenti somme di denaro e offrendo regali importanti a terzi con una posizione politica o strategica importante all’interno del Parlamento europeo”, ha spiegato la Procura.

Nell’ambito dell’operazione, condotta dalla Squadra anticorruzione della polizia giudiziaria, sono state perquisite sedici abitazioni (tra cui quella della vice presidente Kaili) e sono stati sequestrati circa 600 mila euro in contanti, di cui 500 mila trovati – sempre secondo i media citati – in casa di Panzeri, oggi presidente dell’associazione Fight Impunity, dedita alla lotta all’impunità per gravi violazioni dei diritti umani o crimini contro l’umanità.

I legami coi Mondiali

Secondo fonti informate, le indagini si focalizzano sul Qatar e in particolare sull’organizzazione dei Mondiali in corso. Nel frattempo si sono innescate le prime reazioni politiche. Il partito socialista greco ha espulso l’eurodeputata Kaili. Il Gruppo S&d al Parlamento europeo ha preso le distanze, richiamando alla “tolleranza zero nei confronti della corruzione” e promesso “la massima collaborazione con le autorità'”.

Ufficialmente il Parlamento europeo “non si esprime su un’indagine in corso” ma politicamente l’opposizione è già all’attacco: Ppe e Lega chiedono di fare chiarezza; il M5s vuole le dimissioni da vice presidente di Kaili: a questo punto passo scontato.

agi.it




Manovra. Si tratta sugli emendamenti

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193053967 bb05580f 2c25 45ef a86d 26e130d2fc95Ampliare le misure fiscali a vantaggio del Sud. Elevare le pensioni minime fino a 600 euro per gli anziani. Ampliare la decontribuzione per l’assunzione dei giovani fino ad 8mila euro. Rivedere ‘Opzione donna’ sul pensionamento anticipato per aumentarne il bacino di utenza. Estendere il mese aggiuntivo del congedo di maternità anche alla paternità. Sarebbero alcuni dei temi principali, riferiscono fonti parlamentari, degli emendamenti alla manovra economica depositati ieri dalle forze politiche che sostengono il governo di Giorgia Meloni.

La maggioranza sta discutendo per cercare un accordo sugli emendamenti prioritari alla legge di bilancio da segnalare entro domenica 11 dicembre alle ore 15. Su 3.104 testi consegnati FdI, Lega, FI e Noi Moderati ne hanno prodotti 617, il resto provengono dalle opposizioni, alle quali andrebbero 250 segnalazioni sulle 450 totali.

Su alcune misure nella maggioranza ci sarebbero ancora punti di vista differenti, a partire da quelle sulle pensioni, fonti parlamentari però spiegano che c’è fiducia entro domenica verrà trovata un’intesa sui punti prioritari.

Sabato intanto la Commissione Bilancio della Camera procederà a dichiarare quelli eventualmente inammissibili. Il margine di movimento è stretto, sui 35 miliardi messi in campo dalla manovra ben 21 sono stati assegnati alle misure di mitigazione dell’aumento del costo dell’energia.

Le risorse sono contenute. Per gli emendamenti sarebbero a disposizione poco più di 400 milioni di euro. Il tempo stringe, con la manovra da approvare in Parlamento entro fine anno per non incorrere nell’esercizio provvisiorio. Inoltre, la premier e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nei giorni scorsi sono stati netti nell’interlocuzione con i partiti di governo nel lanciare il messaggio che l’impianto della manovra resta definito.

E che non si tornerebbe indietro su alcune misure criticate da più parti – da Bankitalia fino a Confindustria – come quelle sul contante, con il tetto per i pagamenti spostato da mille a cinquemila euro e l’obbligo di uso per Pos per gli esercenti alzato a 60 euro.

In attesa della valutazione di Bruxelles sulla legge di bilancio, prevista per la prossima settimana, oggi la maggioranza ha accolto con favore la decisione del Consiglio dell’Ue, che nel nuovo pacchetto antiriciclaggio prevede, tra l’altro, il limite massimo di 10 mila euro per i pagamenti in contanti con la possibilità per gli Stati membri di imporre un tetto inferiore. “Anche l’Europa conferma la libertà di usare il proprio denaro come si vuole, raddoppiando addirittura il tetto all’uso del contante previsto dal governo italiano da 5 a 10mila euro”, commenta il vicepremier Matteo Salvini.

Attualmente la maggioranza starebbe discutendo sulla possibilità di innalzare via emendamento le pensioni minime a 600 euro, con Forza Italia che spinge su questo punto, per la fascia di età dai 75/80 anni. La Lega, però, avrebbe espresso dubbi sulle coperture. In materia di pensioni si starebbe lavorando anche per una revisione in senso meno restrittivo di ‘Opzione donna’ per il prepensionamento, che attualmente la manovra prevede limitata a 60 anni (58 in caso di due figli) per caregiver e persone con una invalidità grave riconosciuta.

Gli azzurri premerebbero per la detassazione fino ad 8 mila euro per le assunzioni dei giovani. Sul ci sarebbe tavolo anche la revisione del taglio del cuneo fiscale, che alcune forze politiche vorrebbero innalzato al 3%, ma non sarebbero ancora state rinvenute le coperture adeguate. La Lega inoltre spingerebbe per il taglio dell’Iva sui pellet per il riscaldamento. Mentre i centristi starebbero perorando la causa dell’estensione della retribuzione nel mese aggiuntivo di congedo maternità anche alla paternità.

“Solidarietà e sussidiarietà sono i principi che muovono l’azione del Governo presieduto da Giorgia Meloni e che animano i provvedimenti assunti finora, a cominciare dalla legge di bilancio”, ripete il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Ma le opposizioni restano critiche, mentre i sindacati viaggiano divisi sulla valutazione del documento di programmazione economica. Uno sciopero contro la manovra “è legittimo ma in questa fase secondo noi è sbagliato”, argomenta il segretario della Cisl Luigi Sbarra, perche “scarica sacrifici sui lavoratori e trasferisce tensioni su aziende già in difficoltà che non hanno alcuna responsabilità”.

Il Pd chiede correttivi a favore del Sud e misure a sostegno dell’occupazione giovanile. “Diciamo che io sono astemio e per me questa manovra è un po’ come bere un amaro per una persona astemia”, commenta il senatore dem ed economista Carlo Cottarelli. Mentre il vice capogruppo di Avs, Marco Grimaldi, aggiunge: “Abbiamo presentato emendamenti per destinare 5 miliardi di euro all’istituzione del congedo parentale, fino al dodicesimo anno di vita del figlio, per ciascun genitore lavoratore di cinque mesi, non trasferibili, al 100 % della retribuzione e, per ulteriori tre mesi, all’80%”.

La sinistra domanda anche uno stop alla riattivazione della società che si occupa del Ponte sullo Stretto, in liquidazione dal 2013. Il M5s invece, oltre alla revisione del taglio del reddito di cittadinanza, chiede di rivedere il provvedimento sui livelli essenziali di prestazione legato all’autonomia.

Il senatore del Pd Antonio Misiani, più caustico, su Twitter commenta un articolo del Corsera sulla Manovra. “Per la serie ‘priorità a famiglie e fragili’ (cit. #Meloni), nella #LeggediBilancio spunta un maxi sconto sui redditi da capitale, con aliquota ribassata dal 26% al 14%. Complimenti (si fa per dire)! Un graditissimo favore per i più ricchi, un bel ciaone a chi sta peggio”.

agi.it




Perugia. Smantellata cellula terrorista tedesca. Un italiano tra gli arrestati

25 arrested on suspicion of plotting to overthrow government in police raids across germany

25 arrested on suspicion of plotting to overthrow government in police raids across germany

La Polizia di Stato di Perugia ha arrestato questa mattina un cittadino tedesco e un italiano, al termine di una complessa attività investigativa che ha portato all’arresto di 25 esponenti di un gruppo terroristico tedesco di estrema destra

Gli arresti fa parte di una complessa operazione della polizia tedesca volta a smantellare una radicata rete terroristica chiamata “Reichsbürger” e ispirata al “Terzo Reich” (che conta più di 20.000 militanti).

La polizia tedesca ha effettuato anche un raid in tutta la Germania in cui ha arrestato 25 membri di un “gruppo terroristico” di estrema destra sospettati di pianificare un attacco al parlamento.

I membri del movimento “Cittadini del Reich” (Reichsbuerger) “sono sospettati di aver fatto preparativi concreti per entrare con la forza nel parlamento tedesco con un piccolo gruppo armato”, hanno detto i pubblici ministeri.

Gli altri arrestati sono stati intercettati nelle regioni tedesche del Baden-Württemberg, Baviera, Berlino, Assia, Bassa Sassonia, Sassonia e Turingia. (ANSA).




Durigon, innalzare le pensioni minime? Ora non possiamo, ma lo faremo

raiuno porta a porta

raiuno porta a porta

“Non subito, ma lo faremo durante la legislatura”: così il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega) risponde a chi gli chiede se ci siano le risorse per innalzare le pensioni minime a 600 euro come chiesto da Forza Italia.

“Con questa legge di bilancio si aumentano le pensioni minime a 574 euro e possibilmente arriveremo a 600 euro come chiede Silvio Berlusconi”.

Lo afferma il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, intervenendo ad Agorà su Rai 3.

“E’ la manovra che aiuta gli ultimi perché stanzia 500 milioni per il bonus sociale in favore delle famiglie meno abbienti, aiuta i nuclei familiari con disabili rendendo stabile il contributo a prescindere dall’età”.

“Stiamo facendo una legge di bilancio – continua Mulè – che va incontro alle esigenze di chi sta in difficoltà e lo sta facendo in modo determinante Forza Italia”. “La riduzione delle tasse in favore dei lavoratori autonomi che stiamo portando avanti serve ad avvicinare il loro carico fiscale a quello dei dipendenti, mentre sul fronte del lavoro la decontribuzione per chi ha fino a 35 anni insieme al ritorno dei voucher vanno incontro alla nostra visione di società che facilita e agevola chi fa impresa e chi cerca un impiego”, conclude.

Venerdì intanto convocata una cabina di regia sul Pnrr coordinata dal ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto.

ansa.it




Il bilancio assegna meno risorse agli italiani all’estero

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downloadI fondi a disposizione del programma “Italiani nel mondo e politiche migratorie” della Farnesina passeranno da 125,87 milioni a 75,64 milioni di euro. È quanto prevede la Legge di Bilancio che, alla Tabella 6, contiene le misure che riguardano le missioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
A esaminare il testo è stata la Commissione Affari Esteri della Camera che ieri ha approvato una relazione favorevole con due osservazioni in merito al personale e alla cooperazione.
Relatore del provvedimento in Commissione il deputato Alessandro Battilocchio (Fi) che ha illustrato il testo ai colleghi alla presenza del sottosegretario Giorgio Silli.
Ricordato che nel bilancio della Farnesina più del 50% delle spese sono “incomprimibili”, Battilocchio ha spiegato che il ddl Bilancio 2023-2025 autorizza, per lo stato di previsione del MAECI, spese finali, in termini di competenza, pari a 3.282,62 milioni di euro nel 2023, a 3.251 milioni di euro per il 2024 e 3.091 milioni di euro per il 2025.
Rispetto alla legge dell’anno scorso, ha proseguito il relatore, c’è un “lieve decremento, pari a 22,94 milioni, imputabile ad una riduzione delle spese in conto capitale (-48,5 milioni) a fronte di un aumento delle spese correnti (+26,45 milioni)”.
Gli stanziamenti della Farnesina rappresentano lo 0,482% della spesa finale del bilancio statale.
Lo stato di previsione del Ministero “espone, a legislazione vigente, una dotazione complessiva di competenza per l’anno 2023 di 3.304,66 milioni di euro” con una diminuzione delle spese finali che, complessivamente, ammonta a 28,7 milioni di euro.
Esso è diviso in tre missioni e quattordici programmi: tra questi il programma Rappresentanza all’estero e servizi ai cittadini e alle imprese, con stanziamenti per 703,2 milioni (rispetto ai 647,12 milioni dell’esercizio 2022); Diplomazia pubblica e culturale, con stanziamenti per 178,93 milioni di euro; Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari (con stanziamenti per 109,82 milioni, con un decremento rispetto ai 145,15 milioni del bilancio 2022) e Italiani nel mondo e politiche migratorie, i cui fondo si riducono, passando da 125,87 milioni a 75,64 milioni.
Su quest’ultimo punto, Battilocchio ha confermato che “nel disegno di bilancio integrato lo stanziamento per il 2023 ammonta a 75,64 milioni di euro – pari al 2,3 per cento delle spese totali del MAECI, a fronte dei 125,87 milioni delle previsioni assestate 2022”.
Nel suo breve intervento, il sottosegretario Silli ha sottolineato che “le risorse stanziate dalla legge di bilancio per il MAECI rappresentano un investimento a lungo termine, in grado di produrre ampi benefìci per tutto il Paese a livello economico, commerciale e culturale. Gran parte delle voci di spesa hanno natura incomprimibile e, pertanto, non possono essere oggetto di una spending review al pari di altri Dicasteri: peraltro, – ha concluso – sarebbe del tutto illogico operare dei tagli al nostro corpo diplomatico, che rappresenta una eccellenza italiana nel mondo”.
Nel dibattito seguito alla illustrazione del testo, Fabio Porta, eletto all’estero con il Pd, ha preannunciato il voto contrario del Partito democratico, sostenendo che la legge è “del tutto inadeguata ad affrontare le emergenze del Paese” e “rischia di minare gravemente il ruolo internazionale dell’Italia”.
Contrario anche il Movimento 5 Stelle come confermato da Federica Onori, eletta in Europa, secondo cui la legge contrasta con le dichiarazioni del Governo: “il “lieve decremento” illustrato dal collega Battilocchio rispetto alla legge di bilancio 2022 – pari al 22,94 milioni – non è solo una evidenza numerica, ma rappresenta una scelta, frutto di una visione che non si può in alcuno modo condividere”. “Miopi”, ha aggiunto la parlamentare, i tagli alla cooperazione, così come al programma sugli italiani nel mondo, “un errore strategico che il Paesi inevitabilmente pagherà”.
La Commissione ha quindi approvato la relazione proposta dal relatore.
Ne riportiamo il testo di seguito.
“La III Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025;
osservato, in generale, che:
la proiezione internazionale del nostro Paese deve misurarsi con uno scenario globale reso complesso e fragile dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia in Ucraina e dalle crescenti tensioni che caratterizzano ampie aree del Pianeta;
l’azione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è cruciale in questa fase, anche allo scopo di ricostruire un tessuto di cooperazione multilaterale capace di indirizzare e governare i processi in atto, evitando il ricorso a strumenti militari e di deterrenza;
le risorse destinate alla politica estera e alla Amministrazione del Ministero degli affari esteri continuano a rappresentare una quota ridotta del bilancio dello Stato, specie a confronto con gli altri maggiori partner europei;
la consolidata vocazione dell’Italia sui temi dell’aiuto pubblico allo sviluppo rappresenta un asset per il nostro Paese nonché uno strumento di politica estera e di politica industriale;
in questi ambiti è necessario rafforzare il versante bilaterale, in particolare nei confronti di partner dei Paesi mediterranei e africani, anche allo scopo di prevenire incontrollati flussi migratori;
a tal fine è essenziale operare per accrescere il ruolo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e per rafforzare il Corpo diplomatico, in maniera che sia adeguato nella sua consistenza agli obiettivi di politica estera e di promozione del sistema Paese;
richiamato l’impegno profuso dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a sostegno delle comunità di connazionali all’estero;
richiamata altresì l’ampia azione dispiegata dalla Farnesina – anche tramite ICE-Agenzia – per favorire la crescita delle esportazioni italiane e il rilancio del Made in Italy, in un contesto segnato dagli effetti generati, su molti settori produttivi nazionali, dalla crisi pandemica e dalla guerra in Ucraina;
preso atto degli stanziamenti previsti nei capitoli di spesa nello stato di previsione del MAECI, di cui alla Tabella 6, che prevede un lieve decremento rispetto alla legge di bilancio 2022;
considerata la particolare rigidità del bilancio del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che è composto per quasi il 90 per cento di voci di spesa di natura incomprimibile e trasferimenti finalizzati per legge;
considerata la necessità, nella presente fase, di mantenere un approccio prudente e realista che tenga conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale, e risulti sostenibile per la finanza pubblica;
considerata la generale riduzione del personale di ruolo in servizio alla Farnesina e sulla rete estera (gli organici delle aree funzionali sono, in particolare, diminuiti di circa il 40 per cento negli ultimi anni, mettendo a rischio la funzionalità degli uffici nel fornire servizi a cittadini e imprese);
nell’auspicio che possa essere invertita, nel medio termine, la tendenza consolidata che vede progressivamente ridurre le risorse nello stato di previsione del MAECI, tendenza che rischia di compromettere gli obiettivi di politica estera del nostro Paese, anche con riferimento agli impegni assunti in sede internazionale, con particolare riferimento alla cooperazione allo sviluppo,
delibera di
RIFERIRE IN SENSO FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
valuti la Commissione di merito l’opportunità di:
disporre il potenziamento delle risorse umane del MAECI, anche con specifiche disposizioni relative al personale a contratto;
in relazione alle attività di cooperazione allo sviluppo, proseguire negli sforzi per allineare gli stanziamenti agli impegni assunti dal nostro Paese a livello europeo e internazionale, incrementando l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n. 125”. (aise)