Fabriano. Dona il fegato a 97 anni. È la donatrice più anziana d’Italia

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immagine singola per sito 5All’ospedale ‘Profili’ di Fabriano è stato effettuato il prelievo di un fegato da una donna deceduta sabato scorso a 97 anni, 6 mesi e 29 giorni in seguito a emorragia cerebrale: si tratta della donatrice di organi più anziana mai registrata in Italia. Nel 2019 a Firenze, nel 2018 a Grosseto, nel 2008 a Ravenna e nel 2003 a Savona erano già stati prelevati organi a donatori con 97 anni compiuti ma nessuno longevo come la donatrice di Fabriano. Nel 2021 l’età media dei donatori utilizzati è stata di 60,4 anni, nel 2002 era di 52 anni. Complessivamente il 46,8% dei prelievi di organi dello scorso anno è stato effettuato su persone decedute oltre i 65 anni, e il 13,6% dei donatori aveva più di 80 anni.

“L’età media dei donatori sta salendo per via dell’aumento dell’aspettativa di vita ma soprattutto grazie a una sempre maggiore capacità della rete trapiantologica di utilizzare con successo organi anziani, mantenendo standard qualitativi e di sicurezza molto elevati anche in questo tipo di trapianti- commenta il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo- In particolare, il fegato può mantenere una funzionalità ottimale anche in età molto avanzata e questo consente prelievi anche da persone ultranovantenni. In questo caso il merito va al Centro regionale trapianti delle Marche e al coordinamento dell’ospedale di Fabriano per aver portato a termine la donazione, naturalmente grazie al consenso dei familiari della donatrice, che ringraziamo per la loro generosità”.

Purtroppo spesso le persone più anziane sono erroneamente convinte di non poter donare gli organi per ragioni anagrafiche e per questo, al momento del rinnovo della carta d’identità, si astengono o registrano un’opposizione al prelievo: nel 2021 il tasso di opposizione tra gli ultraottantenni si è attestato al 61,7% contro il 31,1% della popolazione generale. “Il caso di Fabriano- conclude Cardillo- è la testimonianza che tutti possono dare il consenso alla donazione degli organi, a prescindere dalla propria età: è importante informare correttamente le persone più anziane, perché anche il loro sì può consentire di salvare la vita di un paziente in attesa di trapianto”.

ag Dire – www.dire.it




Cosenza: la terra trema

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221304399 84ddbeec 2e4b 426e 8cd2 bbfdfaf10b0eUn terremoto di magnitudo  5.1 è stato è avvenuto lungo la costa calabrese nord occidentale, nella provincia di Cosenza. Lo riporta l’Ingv, Istituto di nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica dell’Ingv di Roma a una profondità di 286 km.

Al momento “nessuna richiesta di soccorso o segnalazione di danni” alle sale operative dei Vigili del fuoco per la scossa di magnitudo 5.1 avvertita al largo della costa calabra nord occidentale.

L’epicentro è stato localizzato in mare in prossimità di Arcella, Praia a Mare, Scalea e Tortora.

Il sisma è stato avvertito anche a Reggio Calabria, Cosenza e Vibo Valentia.

agi.it




Ecco gli 8 viceministri e i 31 sottosegretari (13 sono donne)

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165302513 cbab2769 9391 49a0 bcc7 f979240baed2Il Governo Meloni avrà 8 viceministri (2 donne) e 31 sottosegretari (11 donne). Il Governo Draghi aveva 6 viceministri (4 donne) e 35 sottosegretari (15 donne). I viceministri verranno nominati nel prossimo Consiglio dei Ministri di venerdì 4 novembre. Nello stesso Cdm verranno varati i decreti legge per le nuove deleghe ad alcuni discasteri (ad esempio Made in Italy e Istruzione-Merito).

Gli 8 viceministri sono:

  • Edmondo Cirielli (Esteri);
  • Francesco Paolo Sisto (Giustizia);
  • Maurizio Leo (Economia);
  • Valentino Valentini (Mise);
  • Vannia Gava (Mite);
  • Edoardo Rixi (Mims)
  • Galeazzo Bignami (Mims);
  • Maria Teresa Bellucci (Lavoro).

I 31 sottosegretari sono:

  • Esteri: Giorgio Silli e Maria Tripodi
  • Interno: Emanuele Prisco, Wanda Ferro e Nicola Molteni
  • Giustizia: Andrea Delmastro, Andrea Delle Vedove e Andrea Ostellari
  • Difesa: Isabella Rauti e Matteo Perego
  • Economia: Lucia Albano, Federico Freni e Sandra Savino
  • Mise: Fausta Bergamotto e Massimo Bitonci
  • Mite: Claudio Barbaro
  • Agricoltura: Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo
  • Infrastrutture e trasporti: Tullio Ferrante
  • Lavoro e politiche sociali: Claudio Durigon
  • Istruzione: Paola Frassinetti
  • Università e ricerca: Augusta Montaruli
  • Cultura: Gianmarco Mazzi, Lucia Borgonzoni e Vittorio Sgarbi
  • Salute: Marcello Gemmato.
  • Rapporti con il Parlamento: Giuseppina Castiello e Matilde Siracusano

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio:

  • Alessio Butti (Innovazione)
  • Giovanbattista Fazzolari (Attuazione del programma)
  • Alberto Barachini (Editoria)
  • Alessandro Morelli (Cipe)

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Governo: la corsa ai viceministeri

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193730203 bb656522 5cc2 40ff bd84 112beece5ef1La settimana scorsa la prima riunione del Consiglio dei ministri è servita per lanciare l’invito alla compattezza, lunedì in attesa dell’aggiornamento della Nadef e delle misure per ‘arginare’ il caro bollette e la speculazione – “è una priorità, non c’è tempo da perdere”, ribadisce il presidente del Consiglio, Meloni – servirà per distribuire le deleghe tra i ministri e completare la squadra.

La lista dei viceministri e dei sottosegretari potrebbe creare fibrillazioni all’interno dei partiti della maggioranza dove in tanti hanno l’aspettativa di entrare al governo. L’ultimo caso è in Forza Italia: una buona parte del partito azzurro ‘difende’ la posizione del deputato Mangialavori che però potrebbe rimanere fuori dall’elenco, così come l’altro azzurro Cappellacci.

Dovrebbero essere tre i viceministri forzisti: Sisto alla Giustizia, Barelli agli Interni e Valentini al Mise. Per gli altri nomi spettanti a FI alla fine potrebbero spuntarla, oltre a Perego (alla Difesa) e Casasco (Mef), le azzurre Siracusano, Savino e Bergamini. Barachini dovrebbe avere la delega all’Editoria.

Anche nella Lega sono in tanti a essere ‘iscritti’ alla corsa: sicuri di un posto Rixi (viceministro alle Infrastrutture) e Molteni (agli Interni). In ballo per un ruolo Freni (Mef o Mise), Durigon (Lavoro), Gava (Transizione energetica), Ostellari o Morrone (Giustizia), Borgonzoni (Cultura). Possibili Sasso (Istruzione) e Bitonci.

Mentre per Fdi si fanno i nomi, tra gli altri, di Ferro (Mezzogiorno), Frassinetti (Istruzione), Delmastro (Giustizia), Gemmato (Salute), Bignami (Mise). Cirielli dovrebbe diventare vicemistro agli Esteri e Leo al Mef.

Ma lunedì il Cdm avrà all’ordine del giorno anche altri provvedimenti che segneranno una discontinuità con il precedente esecutivo, dal Covid alla giustizia. Inoltre il ministro dell’Interon Piantedosi porterà in Cdm, per un primo esame, una serie di misure normative per dare “nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e intervento” rispetto a casi come quello del rave party nel Modenese.

Discontinuità del governo rispetto all’esecutivo Draghi innanzitutto sulla gestione Covid: dovrebbe arrivare l’abolizione dell’obbligo della mascherina per chi entra nelle strutture sanitarie, ci sarà la reintegrazione per il personale no vax e il rinvio delle multe al 30 giugno.

Sul fronte della giustizia arriverà un decreto legge per mantenere il cosiddetto ‘ergastolo ostativo’, secondo il presidente del Consiglio (ne ha parlato anche durante l’intervento alle Camere) “uno strumento essenziale” nel contrasto alla criminalità organizzata.

Ci sarà una stretta sui benefici penitenziari per chi non collabora e il rinvio al 30 dicembre 2022 dell’entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma Cartabia. Le misure sono in preparazione, con uno sguardo in avanti.

Si punta soprattutto a reperire le risorse per varare le misure contro l’inflazione e il caro energia e per preparare la nuova legge di bilancio. Meloni in settimana sarà impegnata nel suo primo viaggio fuori dall’Italia: a Bruxelles incontrerà Metsola (“Per il momento sono arrivati segnali incoraggianti”, con il premier parleremo anche d’immigrazione, non deve tornare l’Europa della non solidarietà, ha detto il presidente del parlamento Europeo) Michel.

L’Europa attende la conferma dell’impegno dell’esecutivo nel sostegno all’Ucraina. L’opposizione ha attaccato Berlusconi che nel nuovo libro di Bruno Vespa è tornato a definire Putin come uomo di pace, sottolineando che Zelensky potrebbe sedersi al tavolo delle trattative qualora non arrivassero più armi a Kiev ma tanti miliardi per la ricostruzione.

Una posizione che ha alimentato gli affondi di Pd e Azione e irritato, riferiscono fonti parlamentari, di nuovo il governo e anche quella parte di FI che considera sbagliato differenziarsi, soprattutto ora che il nuovo ministro degli Esteri è un esponente forzista.

Tajani interverrà in tv per ribadire la linea dell’esecutivo. Berlusconi ha premesso che “in questa situazione noi non possiamo che essere con l’Occidente nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l’Ucraina”.

Il Cavaliere non ha nascosto la delusione per la mancata sponda del presidente del Consiglio Meloni su un nome di FI al dicastero della Giustizia ma ha assicurato il sostegno al premier, “è brava”. L’ex presidente della Camera e fondatore di An, Fini, in tv dalla Annunziata ha rimarcato come di sicuro ci saranno fibrillazioni, “Berlusconi ha perso lo scettro ma non è un irresponsabile”, mentre Salvini (che ha annunciato il vertice con i governatori Schifani e Occhiuto sul ponte dello Stretto) “è inquieto” perché “ha perso voti e ora alza le bandiere”. Da qui l’invito a Meloni affinchè “sia paziente” e tenga uniti gli alleati.

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Ponte sullo stretto, Salvini convoca i Governatori

salvini ponte stretto

salvini ponte strettoIl vicepremier e ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, ha contattato i governatori Roberto Occhiuto e Renato Schifani: si sono accordati per organizzare un incontro al dicastero di Porta Pia per fare il punto della situazione con particolare riferimento al progetto del Ponte sullo Stretto tra Calabria e Sicilia. Lo comunicano fonti vicine a Salvini.




Italia. È tornata l’ora solare

torna ora solare,notte tra sabato e domenica un'ora indietro

torna ora solare,notte tra sabato e domenica un'ora indietro

L’ora legale in sette mesi ha fatto risparmiare 190 milioni di euro alle bollette degli italiani.

Non solo: grazie al minor consumo di energia, si è evitata l’emissione di 200mila tonnellate di CO2.

Lo rivela Terna, la società pubblica della rete elettrica.

Domenica 30 alle tre di notte l’ora legale se n’è andata ed è tornata quella solare. Ma c’è già chi vuole che resti tutto l’anno: la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit hanno raccolto 256.000 firme per questo. Sostengono che, con questi prezzi dell’energia, nel 2023 si risparmierebbe due miliardi e mezzo di euro. Per questo chiedono alla premier Meloni di prolungare l’ora solare almeno per un mese, a titolo sperimentale.

Nei 7 mesi di ora legale, secondo Terna il sistema elettrico italiano ha risparmiato circa 190 milioni di euro perché dal 27 marzo ha beneficiato di minori consumi per 420 milioni di kwh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie. Questo ha consentito una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, pari a 200mila tonnellate. Dal 2004 al 2022, secondo Terna il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato un risparmio per i cittadini di circa 2 miliardi di euro.

Per questa ragione, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit in poche settimane hanno raccolto 265.000 firme a una petizione per il mantenimento dell’ora legale. “Siamo oramai a numeri da proposte di Referendum Popolare – spiegano il presidente Sima, Alessandro Miani, e il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – A questo punto non escludiamo di percorrere formalmente questa strada, dato che è stata appena varata la piattaforma digitale per la sottoscrizione dei Referendum abrogativi”.

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Governo concentrato sulla manovra e la nomina dei Sottosegretari

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215416671 a3eda6d7 50bf 47ab 88bc eb55ca3a4a5eIl governo stringe sulla partita dei viceministri e dei sottosegretari e inizia a preparare la legge di bilancio. L’input del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è fare presto. “Oggi inizia ufficialmente la nostra sfida per risollevare l’Italia, per ridare speranza e certezze a milioni di cittadini”, ha scritto sui social.

Sulla prima partita la novità è che Forza Italia potrebbe spuntarla ottenendo tre vicepremier (Barelli, Valentini e Sisto) ma la fumata bianca ancora non c’è; sulla seconda è stato avviato il lavoro che potrebbe mettere sul tavolo almeno 14-15 miliardi (ma si punta a 20) da reperire, oltre che dal ‘tesoretto’ lasciato in eredità dal governo e da altri margini nelle pieghe del bilancio, anche dalla riscrittura della norma sugli extra-profitti che potrebbe portare a dieci miliardi in più.

Altra novità il ‘compromesso’ sull’aumento del tetto ai contanti: potrebbe essere 5mila (ma ci sarebbe anche l’ipotesi 3mila) l”asticella’ da inserire. Il primo passo sarà la comparazione con gli altri Paesi europei.

È un tema che è sempre più oggetto del confronto interno alla maggioranza, con l’incontro tra FI e Fdi negli uffici della Camera. L’accordo non è stato ancora chiuso in vista del Consiglio dei ministri di lunedì. Il partito azzurro ha chiesto un maggior peso e deve trovare la quadra sui nomi da inserire nell’esecutivo.

Se n’è parlato anche mercoledì sera – Berlusconi e Tajani si sono visti per un lasso di tempo a parte – nella cena che c’è stata ieri a villa Grande, alla presenza dei ministri e di Gianni Letta. Quest’ultimo ha approvato il via libera “convinto” di FI sul governo, con il Cavaliere che su un bloc notes ha appuntato le priorità dalle quali l’esecutivo dovrebbe partire: riforma del fisco e della giustizia, lavoro a tempo indeterminato per i giovani. S

Sulle prime mosse da compiere il presidente del Consiglio Meloni è al lavoro con i suoi ministri. Oggi ha visto il responsabile del Mef Giorgetti che avrebbe fatto un resoconto sui conti pubblici, il futuro viceministro Leo e il ministro per gli Affari europei Fitto. In serata il ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani e il ministro per l’Agricoltura e la sovranità alimentare Lollobrigida.

Sul tavolo dunque la prossima legge di bilancio e i provvedimenti da portare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Le priorità sono il caro bollette e il tema dell’energia che potrebbe essere affrontato in un altro incontro in programma domani. L’obiettivo è stringere i tempi, anche riguardo alle modifiche del Pnrr. Arriverà un primo segnale con l’estensione della flat tax per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 85 mila euro di fatturato. Possibile che ci sia un intervento sulla pace fiscale e sulla burocrazia per far partire i lavori pubblici.

Si punta in ogni caso a dare un sostegno alle imprese. Aiuti che non dovrebbero essere a pioggia ma che potrebbero agevolare “chi ha intenzione di fare”, come ha spiegato il presidente del Consiglio ieri nel suo intervento al Senato. Le prime misure, tra cui quella sulla proroga sugli sconti sul carburante, entreranno nel dl aiuti Ter, con il rinvio pure delle multe Covid a giugno.

Il premier lavora anche all’agenda internazionale. Meloni ha sentito al telefono il segretario generale della Nato, Stoltenberg, sta preparando il dossier sul G7 e sul G20, potrebbe partecipare alla riunione della Cop27 in Egitto (ci saranno il Cancelliere Scholz, il presidente francese Macron e, anche se per poco tempo, il presidente americano Biden).  In definizione anche l’incontro con il presidente della Commissione Ue von der Leyen.

Ma prima di rendere operativo il prossimo esecutivo va chiuso il dossier sui viceministri e sui sottosegretari: viceministri per i forzisti dovrebbero essere Sisto alla Giustizia, Barelli all’Interno e Valentini al Mise. A Forza Italia toccheranno sei sottosegretari: Casasco (Mef), possibili l’ex vicepresidente della Camera Mandelli (alla Salute) e l’ex deputato Perego (alla Difesa).

Gli altri nomi in ballo sono Bergamini, Mangialavori, Siracusano, secondo i ‘desiderata’ del Cavaliere. Nella partita c’è anche l’azzurro Battistoni. In ogni caso non si escludono novità delle ultime ore. Per quanto riguarda il partito di via Bellerio il leghista Rixi sarà viceministro al ministero delle Infrastrutture. L’altro viceministro potrebbe essere Gava (Transizione ecologica).

Nella Lega in corsa anche Durigon (Lavoro) Bergonzoni (Cultura), Molteni (Interni), Morrone o Ostellari (Giustizia). In ballo nella partita anche gli ‘ex lumbard’ Bitonci, Centemero e Morelli. L’unico posto per Noi moderati se lo ‘giocano’ Colucci e l’ex sottosegretario alla Salute Costa.

Per Fdi, invece, oltre a Leo al dicastero di via XX settembre e Cirielli al dicastero degli Esteri, si fanno i nomi per un posto da sottosegretario di Delmastro (Giustizia) Frassinetti (Istruzione) e Gemmato (Salute).

I margini per la legge di bilancio, dunque, – sarebbe emerso anche durante gli incontri a palazzo Chigi – restano stretti. Il ministro Giorgetti avrebbe fatto un resoconto della situazione, cosi’ come il prossimo viceministro al Mef Leo per la parte legata al fisco.

Nelle successive riunioni si comincerà a stringere, con il presidente del Consiglio Meloni che ha chiesto di accelerare e di far sì che da ogni esponente dell’esecutivo arrivino contributi per le misure da mettere in campo. Con le risorse limitate – ha sottolineato ieri – “occorre scegliere”.

Del resto il Capo del governo proprio al Senato ha parlato di ‘operazione verità’. Intanto la squadra del governo stringe pure sul completamento di chi lavorerà ai vari ministeri. Il nuovo segretario generale di palazzo Chigi sarà Deodato. Il capo di gabinetto di Meloni dovrebbe essere Caputi. Quadri potrebbe arrivare al Dipartimento affari giuridici e legislativi.

Il rappresentante permanente alla Nato Talò sarà consigliere diplomatico. Varone potrebbe essere capo gabinetto al Mef, Eichberg al Mise, Panucci al ministero dell’Università, l’ex deputata azzurra Bartolozzi alla Giustizia, Alesse al ministero del Sud, Tucciarelli al dicastero degli Affari regionali, Fiorentino alla P.a, Scino al Mite, Panebianco allo Sport, il costituzionalista Celotto alle Riforme, Pinelli al ministero della Salute, Nori a quello del Lavoro.

Storto sarà il capo di gabinetto al dicastero delle Infrastrutture, con il vicepremier Salvini che potrebbe avvalersi dell’apporto anche di Nunziata. Al ministero di via XX settembre capo dell’ufficio legislativo dovrebbe essere Daria Perrotta.

agi.it




Governo Meloni: il Senato gli dà fiducia

++ meloni, taglio progressivo cuneo fiscale fino a 5 punti ++

++ meloni, taglio progressivo cuneo fiscale fino a 5 punti ++

Nel pomeriggio al termine del dibattito al via la replica del presidente del consiglio Giorgia Meloni.

“Ringrazio tutti i senatori che sono intervenuti per un dibattito franco, rispettoso e soprattutto composto”.

Lo ha detto il premier Giorgia Meloni in sede di replica al dibattito di fiducia in Senato.

Dagli interventi oggi al Senato sono anche emerse diverse criticità e “sono emerse le scarse risorse che disporremo” per affrontare le emergenze. “Emerge una realtà, gli interventi ci aiutano a fare una grande operazione di verità sulle condizioni dell’Italia che ereditiamo anche da chi ci accusa”. Lo ha detto Giorgia Meloni nella sua replica al Senato.

“Forse è un racconto più sincero di quanto è stato fatto in altri tempi in cui si sbandierava e si brindava per l’abolizione della povertà: è bene che gli italiani sappiano le condizioni che ereditiamo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in sede di replica al Senato. “A maggior ragione con risorse limitate devi scegliere una strada, dove vuoi andare e poi ragioni sui provvedimenti concreti “. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in replica dopo la discussione sulla fiducia al Senato. Per questo “io e Fdi abbiamo scelto di non fare mai parte di maggioranza arcobaleno, distoniche”. Prima, ha aggiunto, bisogna vedere “dove vogliamo andare, dare una visione e poi fare calare da quella visione i provvedimenti”.

“Tutto quello che si può fare contro la speculazione siamo pronti a farlo“. Lo dice la premier Giorgia Meloni in replica al Senato in occasione della fiducia al governo parlando della crisi energetica. “Servono misure che nel medio-termine liberino l’Italia da una dipendenza energetica inaccettabile. penso all’estrazione di gas naturale, Penso che le risorse nazionali vadano utilizzate come chiede l’Europa. Poi estraggono altre nazioni e non è che il gas estero inquina di meno”. Lo ha detto Giorgia Meloni nella sua replica al Senato.”Non possiamo pensare di demolire filiere di eccellenza produttiva nazionale per assecondare obiettivi stabiliti prima della guerra e in un contesto diverso da quello di oggi. Non ci renderemo mai disponibili a passare dalla dipendenza dal gas russo alla dipendenza dalle materie prime cinesi, non mi sembra una strategia intelligentissima” ha detto la presidente del Consiglio.

“Non possiamo pensare di demolire filiere di eccellenza produttiva nazionale per assecondare obiettivi stabiliti prima della guerra e in un contesto diverso da quello di oggi. Non ci renderemo mai disponibili a passare dalla dipendenza dal gas russo alla dipendenza dalle materie prime cinesi, non mi sembra una strategia intelligentissima”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in sede di replica al Senato.

“Se non partiamo dal taglio del cuneo fiscale i salari saranno bassi comunque e voi questo taglio non lo avete fatto. E stata fatta una scelta diversa che ha impattato meno. Impegno arrivare progressivamente a un taglio fiscale di cinque punti. Due terzi ai lavoratori, un terzo alle aziende. Naturalmente ha un costo rilevante ed è un impegno di medio-termine”. Lo ha detto Giorgia Meloni nella sua replica al Senato. “Il contrasto al lavoro povero è per tutti noi una priorità, ma capiamoci su come combatterlo. Io penso che il salario minimo legale rischi di non essere una soluzione ma uno specchietto per le allodole perché sappiamo tutti che gran parte dei contratti di lavoro dei dipendenti è coperto dai Contratti nazionali che già prevedono salari minimi. Allora il problema per me è estendere la contrattazione collettiva. Ma perché in Italia i salari sono così bassi? Perchè la tassazione è al 46%. Per questo serve un taglio (di 5 punti, ndr) del cuneo fiscale”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni in sede di replica al dibattito di fiducia.

“Vado random da un tema all’altro ma cerco dare risposte. Tetto al contante. In questi anni abbiamo assistito a una discussione ideologica, collegandolo al tema dell’evasione fiscale. Lo dirò con chiarezza, non c’è correlazione fra l’intensità del limite al contante e la diffusione dell’economia sommersa. Ci sono paesi in cui il limite non c’è e l’evasione è bassissima, sono parole di Piercarlo Padoan. Ministro dei governi Renzi e Gentiloni, governi del Pd” dice Meloni. “Confermo che metteremo mano al tetto al contante” che tra l’altro, “penalizza i più poveri”, come emerge anche dai richiami “alla sinistra da parte della Bce”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in replica dopo la discussione sulla fiducia al Senato, sottolineando anche che da un lato “rischia di non favorire la nostra competitività” visto che paesi come Austria o Germania non ce l’hanno.

“Il cronoprogramma delle spese del Pnrr prevedeva al 31 dicembre di quest’anno avremmo speso 42 mld. Nel Def di aprile scorso il dato è stato aggiornato a 33,7 mld. Nella nota di aggiornamento del Def, prevede per il 2022 21 miliardi, meno della metà. E’ andato tutto bene? Forse no. Per questo ci carichiamo la responsabilità di dare anche velocità all’attuazione del Pnrr”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni in sede di replica al dibattito di fiducia in Senato. “Se potete mostrarmi quando mai io abbia detto che volevo stravolgere il Pnrr vi sarò grata. Abbiamo detto una cosa chiara, non abbiamo mai detto che lo volevamo riscrivere ma che in base all’articolo 21 del Next generationEU sono consentiti aggiustamenti sulla base di scenari che dovessero cambiare”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in replica al Senato in occasione della fiducia al governo. E quando è stato scritto il Pnrr, ribadisce Meloni, “non c’era ancora la guerra, i prezzi delle materie prime non erano così alti. E’ lecito ragionare se tutte le rirose e su quali siano gli interventi più efficaci in questo tempo o no?”. Il rischio è che le “gare vadano deserte e così le risorse non siano messe a terra”, conclude.

“L’unica possibilità, da che mondo è mondo, per favorire i negoziati nei conflitti è che ci sia un equilibro. A meno che mi vogliate dire che la pace si ottiene con la resa, la pace si ottiene proseguendo con il sostegno all’Ucraina, consentendole di difendersi”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in replica al Senato in occasione della fiducia al governo. “Ho grande stima della nazione che vado a governare, però pensate che la posizione che l’Italia decide di tenere sulla situazione in Ucraina, se l’Italia si voltasse dall’altra parte – e io non lo farò mai – barattando la sua posizione per la propria tranquillità, cosa farebbe l’occidente? La stessa cosa! Non cambierebbe dunque l’esito per l’Ucraina, ma l’approccio che altri avranno su di noi, sulla nostra credibilità, affidabilità anche sul piano commerciale”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni in sede di replica al Senato ricordando che “il nostro volume di esportazione con la Russia è più o meno dell’1% mentre con il resto dell’occidente più o meno dell’80%. Ciò che decidiamo sull’Ucraina – ha concluso – decidiamo del destino dell’Italia”.

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La Meloni al Senato. Il voto dalle 19

governo: al via in senato seduta per fiducia

governo: al via in senato seduta per fiducia

Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Madama per le comunicazioni del presidente del Consiglio e il successivo dibattito sulla fiducia al governo.

Un applauso partito dai banchi del centrodestra verso Giorgia Meloni e i suoi ministri, ha avviato la seduta del Senato per la fiducia.

Il presidente Ignazio La Russa ha aperto la discussione generale che durerà circa 3 ore e 33 minuti, la replica del presidente del consiglio è prevista alle 16.30, le successive dichiarazioni di voto saranno trasmesse in diretta televisiva, la chiama per il voto di fiducia inizierà intorno alle 19.

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La Meloni alla Camera: “Stravolgerò tutti i pronostici”

italian prime minister giorgia meloni

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera per le dichiarazioni programmatiche del Governo.

“Io sono intervenuta molte volte da deputata, da vicepresidente della Camera, da ministra.

Eppure la solennità è tale da non essere mai riuscita a intervenire senza sentimenti di emozione e profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi che, come premier, sono qui per chiedervi di esprimervi sulla fiducia a un governo da me guidato. Sarà una grande responsabilità”.

“Sono la prima donna incaricata come premier – ha detto concludendo il suo intervento -, provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti. Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l’underdog. Lo sfavorito, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici, con l’aiuto di una valida squadra di ministri, con la fiducia e il lavoro di chi voterà favorevolmente, e con gli spunti che arriveranno dalle critiche di coloro che voteranno contro”.

IL DISCORSO DELLA PREMIER

LE DICHIARAZIONI

“Un ringraziamento sincero va al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel dare seguito all’indicazione degli italiani non mi ha fatto mancare i suoi preziosi consigli”, ha detto Meloni intervenendo alla Camera. ‘La situazione dell’Italia non consente di perdere tempo’. “E’ una grande responsabilità” per il governo e “per chi quella fiducia deve concederla o negarla. E’ un momento fondamentale della nostra democrazia a cui non dobbiamo assuefarci. Grazie a chi vorrà esprimersi, qualunque sia la scelta che farà”.

“Voglio ringraziare anche il mio predecessore, il presidente Mario Draghi che, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale ha in queste settimane offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno. Anche se il nuovo governo, per ironia della sorte, è guidato dall’unico partito all’opposizione del suo governo. Si è molto ricamato su questo ma non c’è nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, così dovrebbe essere nelle grandi democrazie”.

“Il mio ringraziamento, il più sentito, va al popolo italiano, a chi ha deciso di non mancare l’appuntamento elettorale e ha espresso il proprio voto” nel “processo democratico che vuole nel popolo e solo nel popolo la sovranità”, ha detto ancora Meloni nel suo discorso.

“Un ringraziamento va ai partiti della coalizione di governo, ai miei Fratelli d’Italia, alla Lega a Forza Italia, a Noi moderati ai loro leader, a quel centrodestra che” dopo avere vinto le elezioni ha dato “vita al governo in uno dei lassi di tempo più brevi della storia”.

“Tra i tanti pesi che oggi sento gravare sulle mie spalle oggi” c’è quello di essere “la prima donna capo del governo di questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto” sento “la responsabilità che ho nei confronti che di tutte quelle donne che attraversano difficoltà per affermare il loro talento”, ha detto ancora la premier. Meloni ha ricordato anche quelle donne che “hanno costruito quella scala che oggi permette a me di rompere il tetto di cristallo”.

Meloni: ‘Sulle mie spalle il peso di essere la prima donna premier’

“Gli elettori hanno scelto il centrodestra” con il suo programma, “manterremo quegli impegni. So bene che ad alcuni osservatori e all’opposizione non piaceranno molte” delle nostre “proposte, ma non assecondo quella deriva per cui la democrazia” è più per qualcuno e meno per qualcun altro.

“Diamo vita a un governo pienamente politico, assumendoci tutte le responsabilità: anteporremo l’interesse nazionale a quello di parte e di partito, vogliamo liberare le migliori energie di questo paese e garantire un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere. Se per farlo dovremo scomodare potentati o fare scelte che non possono essere condivise da subito da alcuni cittadini non ci tireremo indietro perché il coraggio non ci difetta. Manterremo gli impegni presi con i cittadini”.

LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE
“A chi vuole vigilare sul nostro governo direi che può spendere meglio il tempo: in quest’aula ci sono valide battagliere forze dell’opposizione che possono farsi sentire senza aver bisogno di soccorso esterno. Spero che chi dall’estero dice di voler vigilare sull’Italia non manca di rispetto a me ma al popolo italiano che non ha lezioni da prendere”.

“L’Italia è a pieno titolo parte dell’Occidente e del suo sistema di alleanze: è stato fondatore Ue, dell’alleanza altantica, parte del G7 e culla insieme alla Grecia della civiltà occidentale e del suo sistema di valori, libertà uguaglianza e democrazia” e alle sue radici “classiche e giudaico-cristiane”.

“Ringrazio i tanti (leader internazionali, ndr) che mi hanno augurato buon lavoro. Non mi sfugge la curiosità per la postura che avrà l’Italia nell’Europa, dentro le istituzioni, perché quello è il luogo in cui farà sentire forte la sua voce”. Poco prima la presidente del Consiglio ha detto di sentirsi “eredi di San Benedetto, patrono dell’intera Europa” ringraziando i vertici istituzioni europee dal presidente Michel, alla presidente von der Leyen a Metsola.

L’obiettivo del governo “non è frenare o sabotare l’integrazione europea ma contribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia in risposta alle crisi“, ha spiegato ancora Giorgia Meloni.

“L’Italia negli anni ha saputo dimostrare” affidabilità “a partire dalle tante missioni internazionali delle quali siamo stati protagonisti. E voglio per questo ringraziare le donne e gli uomini delle nostre Forze Armate per aver tenuto alto il prestigio dell’Italia nei contesti più difficili, anche a costo della propria vita: la Patria vi sarà sempre riconoscente”.

“Soltanto un’Italia che rispetta gli impegni può avere l’autorevolezza per chiedere a livello europeo e occidentale, ad esempio, che gli oneri della crisi internazionale siano suddivisi in modo più equilibrato. È quello che intendiamo fare, a partire dalla questione energetica”.

“Sbaglia chi crede che sia possibile barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra libertà. Cedere al ricatto di Putin non risolverebbe il problema”.

L’ECONOMIA
Si dovrà anche a livello nazionale “rafforzare le misure a sostegno di famiglie e imprese”, su bollette e carburanti,
 un “sostegno imponente” per creare un “argine al caro energia” che “ci costringerà a rinviare alcuni provvedimenti” in programma.

Contro l’inflazione “è indispensabile intervenire con misure volte ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, partendo dalla riduzione delle imposte sui premi di produttività, dall’innalzamento ulteriore della soglia di esenzione dei cosiddetti fringe benefit e dal potenziamento del welfare aziendale. Allo stesso tempo dobbiamo riuscire ad allargare la platea dei beni primari che godono dell’IVA ridotta al 5%. Misure concrete, che dettaglieremo nella prossima legge di bilancio, sulla quale siamo già al lavoro”.

La decisione che ha assunto “la Bce, al pari di altre banche centrali, per la prima volta dopo 11 anni, a rialzare i tassi di interesse” è “da molti reputata scelta azzardata e che rischia di ripercuotersi sul credito bancario a famiglie e imprese, e che si somma a quella già assunta dalla stessa Banca centrale di porre fine, a partire dal 1° luglio 2022, al programma di acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato aperto, creando una difficoltà aggiuntiva a quegli Stati membri che hanno un elevato debito pubblico”.

“Mi sento di dire che se questo Governo riuscirà a fare ciò che ha in mente – ha spiegato Meloni -, scommettere sull’Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l’orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, quello che ci interessa è come sarà l’Italia tra dieci anni”.

“Il PNRR è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l’Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria. Basti pensare che la Nota di aggiornamento al Def 2022 ha ridotto la spesa pubblica attivata dal PNRR a 15 miliardi rispetto ai 29,4 miliardi previsti nel Def dell’aprile scorso”.

“Spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all’Italia dal Next Generation EU. Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico”.

“E la nostra Nazione, in particolare il Mezzogiorno, è il paradiso delle rinnovabili, con il suo sole, il vento, il calore della terra, le maree e i fiumi. Un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili. Insomma, sono convinta che l’Italia, con un po’ di coraggio e di spirito pratico, possa uscire da questa crisi più forte e autonoma di prima”.

“Sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa, perfino non essere rieletta, per rendere il destino di questa nazione più agevole“.

“La strada per ridurre debito non è la cieca austerità o avventurismi creativi”. L’unica strada è la “crescita strutturale”. Per questo “siamo aperti agli investimenti esteri, ma senza “logiche predatorie”.

“Siamo nel pieno di una tempesta – ha detto ancora Meloni -, con un’imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata”.

IL NUOVO PATTO FISCALE
“Da questa rivoluzione copernicana dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri. Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità: riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato”.

“Il secondo” punto del patto fiscale sarà “una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese (in particolare alle PMI) in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco”.

“Il terzo” punto del patto fiscale sarà “una serrata lotta all’evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva)” che deve essere “vera lotta all”evasione non caccia al gettito”, e sarà “accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora”.

LA RIFORMA DEL PRESIDENZIALISMO
“Siamo fermamente convinti del fatto che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare. Una riforma che consenta all’Italia di passare da una “democrazia interloquente” ad una “democrazia decidente”. Sulla riforma del presidenzialismo “vogliamo confrontarci su questo con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per giungere alla riforma migliore e più condivisa possibile. Ma sia chiaro che non rinunceremo a riformare l’Italia di fronte ad opposizioni pregiudiziali. In quel caso ci muoveremo secondo il mandato che ci è stato conferito su questo tema dagli italiani: dare all’Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che è riuscito a fare”.

“Vogliamo partire dall’ipotesi di semipresidenzialismo sul modello francese, che in passato aveva ottenuto un ampio gradimento anche da parte del centrosinistra, ma rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni”, ha aggiunto Meloni.

IL SUD
“Sono convinta che questa svolta sia anche l’occasione migliore per tornare a porre al centro dell’agenda Italia la questione meridionale. Il Sud non più visto come un problema ma come un’occasione di sviluppo per tutta la nazione. Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali”.

IL CORDOGLIO PER LE VITTIME NELLE MARCHE
Servono investimenti strutturali per affrontare l’emergenza climatica, le sfide ambientali, il rischio idrogeologico e l’erosione costiera, e per accelerare i processi di ricostruzione dei territori colpiti in questi anni dai terremoti e da calamità naturali, come la drammatica alluvione che nella notte tra il 15 e il 16 settembre ha sconvolto la Regione Marche. Consentitemi, insieme a tutti voi, di rinnovare qui il cordoglio per le vittime e la vicinanza a tutta la comunità: siamo al vostro fianco e non vi abbandoneremo, contate su di noi.

TRANSIZIONE DIGITALE
“Intendiamo tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà pubblica delle reti, sulle quali le aziende potranno offrire servizi in regime di libera concorrenza, a partire da quella delle comunicazioni. La transizione digitale, fortemente sostenuta dal Pnrr, deve accompagnarsi alla sovranità tecnologica, al cloud nazionale e alla cyber-security”.

“Perché tutti gli obiettivi di crescita possano essere raggiunti, serve una rivoluzione culturale nel rapporto tra Stato e sistema produttivo, che deve essere paritetico e di reciproca fiducia. Chi oggi ha la forza e la volontà di fare impresa in Italia va sostenuto e agevolato, non vessato e guardato con sospetto. Perché la ricchezza la creano le imprese con i loro lavoratori, non lo Stato tramite editto o decreto. E allora il nostro motto sarà ‘non disturbare chi vuole fare'”.

IL LAVORO  E LA SCUOLA
“C’è un tema di povertà dilagante” da non “ignorare. Sua Santità Papa Francesco, a cui rivolgo un affettuoso saluto, ha di recente ribadito un concetto importante: ‘La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro'”. “Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare”, ma “per gli altri”, “la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro“. “Per come è stato pensato il rdc ha rappresentato una sconfitta”, aggiunge.

“La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo”, ha detto Meloni, nel suo discorso per la fiducia alla Camera, aggiungendo che è “una bomba sociale che continuiamo a ignorare ma che investirà in futuro milioni di attuali lavoratori, che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli già inadeguati che si percepiscono attualmente”.

“Si è polemizzato sulla nostra scelta di rilanciare la correlazione tra istruzione e merito. Rimango sinceramente colpita. Diversi studi dimostrano come, oggi, chi vive in una famiglia agiata abbia una chance in più per recuperare le lacune di un sistema scolastico appiattito al ribasso, mentre gli studenti dotati di minori risorse vengono danneggiati da un insegnamento che non dovesse premia il merito, perché quelle lacune non le colmerà nessun altro”.

LA FAMIGLIA
“C’è un’altra istituzione formativa importante, forse la più importante. Ed è la famiglia. Intendiamo sostenerla e tutelarla; e con questa sostenere la natalità”. Per uscire dalla glaciazione demografica”, serve “un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società. Un nostro impegno” è “di aumentare gli importi dell’assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l’introduzione del quoziente famigliare”.

“Visto che i progetti familiari vanno di pari passo con il lavoro, vogliamo incentivare in ogni modo l’occupazione femminile, premiando quelle aziende che adottano politiche che offrono soluzioni efficaci per conciliare i tempi casa-lavoro e sostenendo i Comuni per garantire asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici. L’Italia ha bisogno di una nuova alleanza intergenerazionale”.

‘MAI PROVATO SIMPATIE PER I REGIMI, FASCISMO COMPRESO’
“Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso“: così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel discorso per la fiducia alla Camera.

“Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del ‘900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei”. “E l’orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini. Nell’abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta”.

LA LOTTA ALLA MAFIA
“La legalità sarà la stella polare dell’azione di governo. Ho iniziato a fare politica a 15 anni, il giorno dopo la strage di Via D’Amelio, nella quale la mafia uccise Paolo Borsellino, spinta dall’idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l’indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall’esempio di quell’eroe”. “Affronteremo il cancro mafioso a testa alta”, in “prima linea”, come ci hanno insegnato i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l’esempio”. “I criminali avranno disprezzo e inflessibilità”.

COVID
“L’Italia ha adottato le misure più restrittive dell’intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa, decisamente, non ha funzionato e dunque voglio dire fin d’ora che non replicheremo in nessun caso quel modello”.

L’IMMIGRAZIONE
“Forse la più importante” cosa da fare sul fronte delle migrazioni è “rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali, la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa. Il prossimo 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei, un grande italiano”. “Ecco, credo che l’Italia debba farsi promotrice di un “piano Mattei” per l’Africa, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Ue e nazioni africane”.

“Perché non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni. Tutto quello che vogliamo fare in rapporto a tema immigrazione è impedire che la selezione di ingresso in Italia la facciano gli scafisti”.

I DIRITTI
“Diceva Montesquieu che “La libertà è quel bene che fa godere di ogni altro bene”. La libertà è il fondamento di una vera società delle opportunità; è la libertà che deve guidare il nostro agire; libertà di essere, di fare, di produrre. Un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni”.

DALLA CAMERA

Incaricato d’affari Usa assiste al dibattito sulla fiducia
L’incaricato d’Affari ad interim dell’ambasciata Usa, Shawn Crowly, assiste al discorso della presidente del Consiglio. Il capo missione dell’ambasciata Usa, confermano fonti diplomatiche, ascolta dalla tribuna riservata agli ospiti le dichiarazioni programmatiche sulle quali il Governo porrà la questione di fiducia.

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