Meloni: adesso la fiducia delle Camere

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140915084 180ba2f3 717f 42dc a4c8 dcf492dd7a4cGiuramento fatto, passaggio delle consegne a Palazzo Chigi con la cerimonia della campanella tra il premier uscente Mario Draghi e la nuova presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avvenuto. Infine, prima riunione del Consiglio dei ministri. Il nuovo governo sta compiendo tutti i passi formali, istituzionali e procedurali richiesti. Ora mancano ancora solo alcune ultime tappe per tagliare il traguardo dell’avvio ordinario dell’attività dell’esecutivo, che è già nel pieno delle sue funzioni, e quindi del Parlamento. Una serie di passaggi che dovrebbero concludersi nei primi 10 giorni di novembre.

Il primo appuntamento da segnare in agenda è il voto di fiducia che Camera e Senato esprimeranno al premier e alla sua squadra. Le date non sono ancora ufficiali, ma dalle prime riunioni delle conferenze dei capigruppo dei due rami del Parlamento è emerso l’orientamento a svolgere le sedute nei giorni di martedì e mercoledì.

Si inizia dalla Camera: il discorso programmatico del premier Meloni dovrebbe svolgersi martedì 25, per poi procedere con il voto di fiducia. Domani, lunedì 24 ottobre, alle ore 15,30 è convocata l’Aula di Montecitorio con all’ordine del giorno ‘comunicazioni del presidente’. Mercoledì’ 26 dovrebbe essere invece la volta del Senato.

Incassata la fiducia del Parlamento, per il governo si apre la partita sui cosiddetti ‘sottoincarichi’. Meloni dovrà completare la squadra di governo con la nomina dei viceministri e sottosegretari. Figure e ruoli determinanti per la quotidiana attività del governo, soprattutto nei rapporti di collegamento con il Parlamento.

Sono in primis i sottosegretari, ma anche i viceministri, infatti, a occuparsi dei vari dossier di competenza nelle commissioni e in Aula e a fare appunto da raccordo tra palazzo Chigi e le Camere. Infine, la partita sui sottosegretari e viceministri, da sempre, svolge anche una funzione politica di ‘compensazione’ per chi attendeva un incarico di governo ma la cui aspirazione è rimasta disattesa, ma è utile anche come ultimo ‘bilanciamento’ degli equilibri interni alla maggioranza. Questo dossier dovrebbe essere ultimato i primi di novembre, anche se potrebbe protrarsi anche qualche giorno in più.

Non c’è ancora una data ufficiale per la prima convocazione delle commissioni parlamentari di garanzia, quelle permanenti e, a seguire, le bicamerali. In base ai regolamenti di Camera e Senato sta ai presidenti stabilire la prima convocazione, in occasione della quale ciascuna commissione procede alla costituzione attraverso l’elezione dell’ufficio di presidenza composto di un presidente, di due vicepresidenti e di due segretari.

Anche in questo caso entrano in gioco aspetti politici e numerici per la maggioranza di governo. Di norma si procede raggiungendo un’intesa anche con le opposizioni per la guida delle commissioni di garanzia che spetta alle forze di minoranza (Giunta per le immunità, Copasir e Vigilanza Rai).

Tra le prime ipotesi circolate, si parla del 7 novembre come data di prima convocazione. Ma anche in questo caso l’avvio potrebbe slittare di qualche giorno.

In attesa che si compiano tutti gli ultimi passaggi, è intanto stata istituita alla Camera la commissione Speciale che dovrà esaminare il decreto Aiuti ter, per poi mandarlo in Aula e quindi licenziarlo per il Senato. La prima seduta è convocata per lunedì 24 alle ore 17. La commissione è composta da 35 deputati designati dai gruppi in proporzione alla loro consistenza numerica. Cesserà nelle sue funzioni una volta terminato l’iter del provvedimento.




Meloni al primo Cdm: “Uniti per affrontare le emergenze”

first meeting of the new italian cabinet

first meeting of the new italian cabinet

“Dobbiamo essere uniti per affrontare le emergenze che il Paese ha davanti”, ha detto il premier Giorgia Meloni ai ministri nel corso della riunione del Cdm a quanto riferiscono alcuni presenti.

Meloni si è insediata a Palazzo Chigi e ha presieduto il primo Consiglio dei ministri, aprendo la riunione con un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La riunione, durata circa mezz’ora, doveva formalizzare la carica di vicepremier per Matteo Salvini e Antonio Tajani e nominare sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. I due vicepremier, nel corso del breve Cdm, avrebbero ringraziato la premier e avrebbero ribadito la loro volontà di tenere unita la coalizione, si apprende da fonti interne al governo. “È andato tutto bene”.’ Così il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini lasciando Palazzo Chigi.

L’ex ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani lavorerà a Palazzo Chigi come consigliere, si apprende da fonti di governo.

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Il Governo Meloni ha giurato

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a3e2a39fe3f3a5c757354181ede3c026Giorgia Meloni e i 24 ministri hanno giurato nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dopo il giuramento al Quirinale la premier Meloni e tutti i ministri si sono messi in posa per la foto di rito con il Capo dello Stato.

Successivamente un breve scambio di saluti con il presidente della Repubblica nella sala degli specchi. Meloni, dopo il giuramento del governo, ha passato in rassegna il picchetto d’onore nel cortile del Quirinale e poi è salita a bordo dell’auto del presidente del Consiglio per lasciare il palazzo.

“Ecco la squadra di Governo che, con orgoglio e senso di responsabilità, servirà l’Italia. Adesso subito al lavoro“, ha twittato la premier Meloni appena uscita dal Quirinale dopo il giuramento del suo governo.

La prima azione di Antonio Tajani come ministro degli Esteri sarà una telefonata al collega ucraino Dmytro Kuleba – ha annunciato lo stesso Tajani -, per esprimere “solidarietà e vicinanza a un Paese invaso dalla Russia che con il sostegno della Nato e dell’Ue sta difendendo la propria indipendenza”.

Per la nuova ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, “il momento che stiamo vivendo necessita di soluzioni frutto di un rinnovato dialogo sociale. In questo momento è importante favorire il confronto affinché si possano trovare soluzioni condivise a beneficio del mondo delle imprese, dei lavoratori dipendenti e autonomi e più in generale di un mondo del lavoro sempre più inclusivo, contrastando forme di disuguaglianza e povertà”.

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Ecco il nuovo Governo di Giorgia Meloni

giorgia meloni gets government mandate

giorgia meloni gets government mandate

Ventiquattro ministeri, uno in più del governo Draghi.

Ma cambiano alcune deleghe e i nomi di alcuni dicasteri: lo Sviluppo economico diventa il ministero delle Imprese e del Made in Italy, quello della Transizione ecologica si chiamerà Ambiente e sicurezza energetica, le Politiche agricole cambiano in Agricoltura e sovranità alimentare e al ministero dell’Istruzione viene aggiunta la dicitura “del merito”.

Le politiche europee tornano a essere un ministero e includeranno anche la Coesione territoriale e il Pnrr mentre il ministero del Sud sarà anche ministero del Mare e a quello della Famiglia si aggiunge la natalità.

È il nuovo schema di governo annunciato dal presidente del Consiglio incaricato Giorgia Meloni dopo avere accettato l’incarico al Quirinale.

Come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Meloni ha annunciato che indicherà Alfredo Mantovano.

Ecco la lista dei ministri:

Ministeri con portafoglio:

AFFARI ESTERI: Antonio Tajani che sarà anche vicepremier

INTERNO: Matteo Piantedosi

GIUSTIZIA: Carlo Nordio

DIFESA: Guido Crosetto

CONOMIA: Giancarlo Giorgetti

IMPRESE E MADE IN ITALY: Adolfo Urso

AGRICOLTURA E SOVRANITA’ ALIMENTARE Francesco Lollobrigida

AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA: Paolo Zangrillo

INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ SOSTENIBILI: Matteo Salvini che sarà anche vicepremier

LAVORO E POLITICHE SOCIALI: Marina Calderone

ISTRUZIONE E MERITO: Giuseppe Valditara

UNIVERSITA’ E RICERCA: Anna Maria Bernini

CULTURA: Gennaro Sangiugliano

SALUTE: Orazio Schillaci

TURISMO: Daniela Santanché

Ministeri senza portafoglio:

RAPPORTI CON IL PARLAMENTO: Luca Ciriani

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Gilberto Pichetto Fratin

AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE: Roberto Calderoli

SUD E MARE: Sebastiano Musumeci

SPORT E GIOVANI: Andrea Abodi

FAMIGLIA, NATALITA’ E PARI OPPORTUNITA’: Eugenia Roccella

DISABILITA’: Alessandra Locatelli

RIFORME: Elisabetta Casellati

AFFARI EUROPEI, COESIONE TERRITORIALE E PNRR: Raffaele Fitto

 

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La Meloni sale al Colle. Solo 11 minuti il suo colloquio con Mattarella

giorgia meloni mattarella

giorgia meloni mattarellaConsultazioni lampo per il centrodestra.

Undici minuti in tutto dura il colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella, al termine prende la parola solo Giorgia Meloni: FdI, ovviamente, ma anche Lega, Forza Italia e i centristi di Noi Moderati l’hanno indicata come premier “all’unanimità”, dice.

“Attendiamo le determinazioni del Presidente della Repubblica e già da ora siamo pronti, vogliamo procedere nel minor tempo possibile”, assicura parlando al Quirinale. “Le urgenze sono moltissime a livello nazionale e internazionale”, aggiunge ringraziando Mattarella per il “suo magistero”.

Mattarella ha convocato per le ore 16,30, al Quirinale, l’onorevole Giorgia Meloni. La prassi, spiegano al Quirinale, prevede che il capo dello Stato si prenda una pausa di riflessione dopo l’incontro di questa mattina con la delegazione di centrodestra.

L’unica a prendere la parola, con una dichiarazione stringata, è infatti stata Meloni che poi si è intrattenuta qualche minuto con gli alleati nel cortile del Quirinale. Silvio Berlusconi è apparso sorridente: aiutato da Matteo Salvini a scendere gli scalini, ha stretto la mano alla futura premier. Qualche scambio di battute ancora e poi tutti nelle proprie macchine, Meloni diretta verso i suoi uffici di Montecitorio. “È andata bene. Le idee sono abbastanza chiare”, dichiara ai cronisti che la attendono.

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Consultazioni. La Russa e Fontana al Quirinale. Forse domani sera l’incarico

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consultazioni:il presidente della camera fontana al quirinale

Sono cominciate questa mattina le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il primo a essere ricevuto è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa.

A seguire il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Poi il Gruppo parlamentare Per le autonomie (SVP-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord) del Senato e il Gruppo Misto. Dalle 16:30 alle 19 sarà il turno di Verdi-Sinistra, Azione-Iv, M5s e Pd. Domani il centrodestra.

 

“Un colloquio cordiale ed emozionante”,  ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa al termine dell’incontro. “Vi ringrazio. Non c’è motivo di aggiungere nulla: il colloquio è stato molto cordiale e devo dire è sempre emozionante parlare con il presidente”, ha detto La Russa ai cronisti in attesa.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha lasciato senza dichiarazioni lo studio alla Vetrata dopo circa 15 minuti d’incontro con Mattarella.

LE CONSULTAZIONI DEL POMERIGGIO

Dalle 16:30 alle 19 sarà il turno di Verdi-Sinistra, Azione-Iv, M5s e Pd. Domattina il centrodestra, che al Colle salirà unito in una delegazione Fdi-Lega-Fi-Moderati.

Alle ore 10:30 di venerdì i gruppi del centrodestra saliranno assieme al Quirinale per le Consultazioni in vista della formazione del governo.

Saranno presenti, si legge nella nota del Quirinale, i gruppi di “Fratelli d’Italia”, “Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione”, “Forza Italia Berlusconi Presidente” il gruppo Parlamentare “Civici d’Italia – Noi Moderati (UDC – Coraggio Italia – Noi con l’Italia – Italia al Centro) – MAIE” del Senato della Repubblica.

Possibile l’incarico domani sera.

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Mattarella inizia le consultazioni per il nuovo Governo

images

downloadL’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica il calendario delle consultazioni per la formazione del governo:

Giovedì 20 ottobre

Il Presidente Emerito della Repubblica, Senatore Giorgio Napolitano, verrà sentito telefonicamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

ore 10:00 Presidente del Senato della Repubblica, Sen.

Ignazio LA RUSSA

ore 11:00 Presidente della Camera dei deputati, On.

Lorenzo FONTANA

ore 12:00 Gruppo Parlamentare “Per le autonomie (SVP-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord)” del Senato della Repubblica.

ore 12:30 Gruppo Misto del Senato della Repubblica.

ore 16:00 Gruppo Misto della Camera dei deputati.

ore 16:30 Rappresentanti della componente “Alleanza Verdi e Sinistra” del Gruppo Misto della Camera dei deputati.

ore 17:00 Gruppi Parlamentari “Azione-Italia Viva- R.E.” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

ore 18:00 Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

ore 19:00 Gruppi Parlamentari “Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

Venerdì 21 ottobre

ore 10:30 Gruppi Parlamentari “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Gruppo Parlamentare “Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione” del Senato della Repubblica e Gruppo Parlamentare “Lega – Salvini Premier” della Camera dei Deputati.

Gruppo Parlamentare “Forza Italia Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e Gruppo Parlamentare “Forza Italia Berlusconi Presidente – P.P.E.” della Camera dei deputati.

Gruppo Parlamentare “Civici d’Italia – Noi Moderati (UDC – Coraggio Italia – Noi con l’Italia – Italia al Centro) – MAIE” del Senato della Repubblica.

Componente “Noi Moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro) – MAIE” del Gruppo Misto della Camera dei deputati.

 




Antonio De Poli guiderà al Senato il nuovo gruppo Maie – Civici d’Italia e Noi Moderati

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160542473 8084cf5f f127 41d0 9f3c 1804a643eee8Ecco la lista dei nuovi capigruppo al Senato e alla Camera.

Fratelli d’Italia: Luca Ciriani al Senato e Francesco Lollobrigida alla Camera

Lega:  Massimiliano Romeo al Senato e Riccardo Molinari alla Camera

Forza Italia: al Senato Licia Ronzulli, alla Camera Alessandro Cattaneo.

Civici d’Italia – Noi Moderati – Maie è un nuovo gruppo al Senato e ha eletto presidente il senatore Udc Antonio De Poli.

Pd: al Senato Simona Malpezzi e Debora Serracchiani  alla Camera

Movimento 5 stelle: Francesco Silvestri a Montecitorio, Barbara Floridia al Senato.

Iv-Azione: Raffaella Paita  al Senato, Matteo Richetti alla Camera

Autonomie in Senato,  Julia Unterberger.

Il gruppo Misto ha eletto al Senato Peppe De Cristofaro; Manfred Schullian alla Camera.




Incontro MAIE-Fratelli d’Italia: gli italiani all’estero al centro dell’agenda politica del nuovo governo

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merlo borghese lollo 2 768x510Il MAIE nell’inizio di questa legislatura sarà parte attiva della maggioranza di governo. Nasce al Senato, infatti, il gruppo denominato NOI MODERATI-MAIE che di fatto sarà la quarta gamba della maggioranza a palazzo Madama.

L’accordo è stato siglato durante un incontro tra il Presidente del MAIE On. Ricardo Merlo, il Sen. Mario Borghese, e l’On. Francesco Lollobrigida, esponente di punta di Fratelli d’Italia, braccio destro della premier in pectore Giorgia Meloni, colui che sta portando avanti – insieme alla leader Fdi – tutte le trattative politiche in vista della formazione del nuovo governo.

“Durante la riunione – riferisce il Sen. Borghese – abbiamo parlato soprattutto di italiani all’estero, ovvero dell’importanza di dare il giusto valore alle comunità italiane nel mondo, mettendo in campo una vera politica per i nostri connazionali residenti oltre confine. Lollobrigida ha ascoltato e condiviso le nostre idee”, conclude Borghese.

Ricardo Merlo, presidente MAIE, colui che ha dato la ‘benedizione’ alla costituzione del gruppo, da parte sua dichiara: “Come Movimento Associativo Italiani all’Estero continuiamo a essere protagonisti a Roma, mettendo sempre gli italiani nel mondo al centro di ogni tipo di discussione e di negoziazione. Siamo nati per difendere i diritti dei nostri connazionali, proseguiremo su questo percorso, senza mai smettere di dialogare con le altre forze politiche presenti in Parlamento. Tutto questo – conclude Merlo – con l’obiettivo di trovare risposte per i nostri connazionali, con azioni politiche che portino a risultati concreti, migliorando così la qualità di vita dei nostri fratelli italiani nel mondo. L’On. Lollobrigida ci ha trasmesso l’interesse della futura Premier Giorgia Meloni di portare avanti una vera politica per gli italiani all’estero. E questo per noi è fondamentale. Dopo il governo Draghi, pessimo per quanto riguarda le politiche verso i nostri connazionali, abbiamo accettato questa offerta di partecipazione in questa nuova maggioranza”.

Del gruppo, tra gli altri, fanno parte, oltre Borghese, i senatori Antonio Guidi, Mario De Poli e Michaela Biancofiore.

da italiachiamaitalia.it




Meloni – Berlusconi: pace fatta e si parla dei Ministeri

++ meloni berlusconi, c.destra andrà unito alle consultazioni ++

++ meloni berlusconi, c.destra andrà unito alle consultazioni ++

Cinque ministeri, tanti quanti la Lega che però conta anche il +1, cioè Giancarlo Giorgetti all’Economia, da qualcuno considerato come tecnico.

Nel giorno in cui il centrodestra ricompone lo scontro dell’ultima settimana, inizia a prendere forma anche la squadra di governo, che tutti vogliono “forte” e “coesa”.

E soprattutto, pronta non appena Sergio Mattarella dovesse conferire l’incarico per il nuovo governo a Giorgia Meloni. La leader di Fdi concede all’alleato di Forza Italia quella “pari dignità” invocata fin dall’esito delle urne, dove gli azzurri sono usciti penalizzati nonostante la percentuale elettorale vicinissima a quella leghista, per via della suddivisione dei collegi. Ma Silvio Berlusconi, almeno per ora, non ottiene il bottino più ambito: il ministero della Giustizia, tiene il punto la premier in pectore, andrà a Carlo Nordio, magistrato in pensione e neoeletto deputato di Fratelli d’Italia.

Per Elisabetta Casellati, la favorita di Fi per il ruolo di Guardasigilli, potrebbero invece aprirsi le porte di un nuovo ministero delle Riforme (non c’è questa delega nel governo Draghi).

Anche Università e ricerca e P.a. dovrebbero rientrare nel portafoglio azzurro: nel primo caso la casella potrebbe essere occupata da Annamaria Bernini mentre per il dopo-Brunetta si parla di Alessandro Cattaneo o anche di Sestino Giacomoni, entrambi potrebbero anche andare a presidiare il Mef come sottosegretari.

Niente da fare nemmeno per il Mise mentre, nello schema delineato a via della Scrofa, Fi conquisterebbe il ministero della Transizione ecologica. Al posto di Roberto Cingolani andrebbe Gilberto Pichetto ma l’energia potrebbe tornare a via Veneto, con lo Sviluppo economico che in questo caso andrebbe a Guido Crosetto.

“Sono all’estero, non so niente” twitta il cofondatore di Fdi, nome ricorrente nel totoministri, ipotizzato in vari ruoli, compreso quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

A Forza Italia spetterebbe la Farnesina con Antonio Tajani che, nella richiesta del Cavaliere, dovrebbe ricoprire anche il ruolo di vicepremier. Su questo una riflessione sarebbe ancora aperta ma anche in casa Lega si dà per scontato il doppio ruolo per Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture.

Gli altri 4 ministeri per il partito di via Bellerio (oltre al Mef, fuori quota) sarebbero l’Agricoltura, dove resta in pole l’attuale sottosegretario Gian Marco Centinaio, gli Affari regionali e l’autonomia destinato a Roberto Calderoli dopo il passo indietro rispetto alla presidenza del Senato, il ministero dell’Interno dove il nome più forte rimane quello del prefetto Matteo Piantedosi, che ha già ricoperto il ruolo di capo di gabinetto quando al Viminale c’era Salvini.

Il quarto ministero potrebbe essere l’istruzione o la famiglia – per cui circola il nome di Simona Baldassare – o ancora la disabilità, cui in un primo momento sembrava potesse rimanere l’attuale ministro Erika Stefani, anche se le sue quotazioni sarebbero in calo.

Al Lavoro sembra mettere tutti d’accordo al momento Marina Calderone, che guida il consiglio dell’ordine dei consulenti del lavoro.

A Palazzo Chigi, come sottosegretario alla presidenza, Meloni dovrebbe portare con sé il fidatissimo Giovanbattista Fazzolari ma nei giorni scorsi si era ipotizzato, nel caso Fazzolari avesse assunto le deleghe all’attuazione del programma, anche a una figura tecnica. Un nome era quello di Giuseppe Chiné, attuale capo di gabinetto di Daniele Franco. Ma si racconta che Giorgetti abbia chiesto di tenerlo al Mef, se davvero toccherà a lui sedere alla scrivania di Quintino Sella.

Ancora scoperta la casella della salute ancora contesa tra Fi ed Fdi ( con i nomi di Bertolaso e Rocca).nergia”, scrive sui social il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi pubblicando anche una foto con la leader di FdI, entrambi sorridenti.

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