Temporali sulla Padania. Il Po respira

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154456878 0dd144d8 8721 4c81 8c45 ad14823cf3d6Non è una `resurrezione´ ma una temporanea rinascita che offre comunque sollievo e speranza al territorio prostrato dalle grandi sofferenze di questi mesi.

Nel giro di una notte, riferiscono all’AGI fonti dell’Autorità di bacino, la portata del fiume Po è cresciuta di circa 100 metri cubi, passando dai 226 mc/s di ieri ai 320 mc/s di oggi a Ponte Lagoscuro, la sezione di chiusura del bacino in provincia di Ferrara. ‘Merito’ dei forti temporali estesi su tutta la pianura Padana in queste ultime ore.

Uno di particolare intensità si è abbattuto nel Cremonese dove ha creato qualche disagio con l’intasamento dei tombini e qualche allagamento. I vigili del fuoco comunicano di essere dovuti intervenire una decina di volte. L’effetto aumento in questa zona è spiccato.

Il livello era di 195 mc/s il 13 agosto e oggi è di 355 mc/s. “Siamo comunque lontani dalla media di questo periodo nel Cremonese che dovrebbe essere di 751 mc/s – spiegano dall’Autorità -. Non è un temporale che può risolvere la crisi idrica, ci vorrebbero piogge con continuità. Sicuramente godiamo di un miglioramento».




Mariah Carey in vacanza in Italia e i ladri svaligiano la sua casa ad Atlanta

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084440684 6a0450cb 71c2 4230 b69b 7d420886510dI ladri si sono introdotti nella casa ad Atlanta della cantante americana Mariah Carey mentre la diva era in vacanza in Italia. La polizia ha confermato al giornale di intrattenimento Page Six la notizia del furto in casa, avvenuto a luglio, mentre la cantante si trovava a Capri con la sua famiglia.

Le forze dell’ordine non hanno specificato come sia avvenuto il furto né il valore della refurtiva, poiché “un’indagine sull’evento è ancora aperta e, inoltre, le informazioni potrebbero essere limitate”, ha affermato il giornale.

Un fondo che controlla molte altre proprietà e interessi commerciali di Carey aveva acquistato la villa per 5,65 milioni di dollari nel novembre 2021. La casa comprende nove camere da letto, tredici bagni e dispone anche di una piscina, un campo tennis e un parco giochi.

La cantante di “All I want for Christmas” ha trascorso parte del mese di luglio in Italia con il suo compagno, Bryan Tanaka, e i loro gemelli Monroe e Moroccan e Page Six ha pubblicato online diverse immagini del loro viaggio.

agi.it




Codacons: le vacanze, per gli italiani, saranno un vero salasso

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imagesProseguono i rincari sul fronte delle vacanze estive, e gli italiani che quest’anno si concederanno una villeggiatura dovranno fare i conti con aumenti astronomici di prezzi e tariffe in tutto il settore turistico. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato gli ultimi dati Istat sull’inflazione analizzando gli incrementi tariffari per il settore dei viaggi. Il salasso parte dai trasporti, spiega l’associazione. Nell’ultimo mese le tariffe dei biglietti aerei internazionali sono infatti salite del +160,2% su base annua, addirittura del +168,4% i voli europei (+26,9% quelli nazionali); i prezzi dei traghetti salgono del 9,1%, la benzina è aumentata del 10,5% e il gasolio del 20%. Proibitivo noleggiare un’automobile: le tariffe dei noleggi sono aumentate quasi del +25% rispetto al 2021. Per dormire in albergo si spende in media il 16,6% in più rispetto al 2021, mentre un pacchetto vacanza completo è rincarato in media del 5,7%.

SALGONO ANCHE I PREZZI DEGLI ALIMENTARI

Costosissimo mangiare: i prezzi degli alimentari sono saliti nell’ultimo mese del 10%, mentre bar e ristoranti hanno ritoccato i listini in media rispettivamente del +4,6% e +4,8%. Non si salvano nemmeno pizza e gelati: una cena in pizzeria costa il 5,4% in più, gelaterie e pasticcerie hanno alzato i prezzi del 5%. Anche la cultura è più cara: visitare musei, monumenti storici costa in media il 3,6% in più.

“Le vacanze estive 2022 saranno un salasso per gli italiani, e chi parte dovrà mettere mano al portafogli spendendo sensibilmente di più rispetto allo scorso anno- afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi- Basti pensare che in base alle stime del Codacons il costo di una vacanza di 10 giorni, tra spese per spostamenti, pernottamenti, cibi e servizi, passerà da una media di 996 euro a persona del 2021 ai circa 1.195 euro del 2022, con un incremento che potrebbe raggiungere i 199 euro procapite”.

I RINCARI DELLE VACANZE 2022:
Voli europei +168,4%
Voli internazionali +160,2%
Voli nazionali +26,9%
Noleggio auto 24,4%
Alberghi e motel +16,6%
Traghetti +9,1%
Pacchetti vacanza +5,7%
Gasolio +20%
Benzina +10,5%
Alimentari +10%
Pizzerie 5,4%
Ristoranti +4,8%
Bar +4,6%
Gelaterie e pasticcerie +5%
Musei, monumenti storici +3,6%

ag.dire – www-dire.it




Enna. L’agenzia di viaggi non paga e i croceristi rimangono a terra

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downloadNon sono stati fatti imbarcare sulla nave da crociera con la quale avrebbero dovuto fare un tour nel Mediterraneo e sono stati lasciati sulla banchina perché, secondo la compagnia, non risulta versata la quota a saldo per la crociera che avevano prenotato e pagato diversi mesi fa.

È accaduto a 35 persone di Enna che hanno visto sfumare la vacanza e, soprattutto non capiscono cosa sia stato delle somme che avevano regolarmente versato all’agenzia di viaggi.

Secondo la compagnia di crociera a fronte della somma complessiva di 20 mila euro, l’agenzia avrebbe versato solo 9 mila euro, non saldando i rimanenti 11 mila euro entro la data stabilita, cioè il giorno antecedente alla partenza. I 35 croceristi ennesi, che hanno visto sfumare le attese ferie, si sono rivolti a un legale che presenterà una denuncia.

agi.it




Il Consulente Digitale delle Pensioni parte bene con 200 mila accessi

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17inpsOltre duecentomila accessi dal lancio, con una crescita di quasi il 10% delle domande di quattordicesima e di oltre il 20% sui supplementi di pensione: è un bilancio positivo quello che emerge dai numeri Inps in merito alla sperimentazione del Consulente Digitale delle Pensioni, il servizio innovativo – finanziato dal PNRR nella linea “Intelligenza Artificiale” – che consente all’Istituto di ampliare la platea dei beneficiari delle prestazioni, agevolando il riconoscimento di diritti inespressi.
Con il nuovo applicativo, l’Istituto individua i potenziali fruitori delle integrazioni, proponendo ai pensionati interessati un percorso semplice per la verifica dei requisiti necessari e per la presentazione dell’istanza.

Oltre a ridurre gli errori nella fase di trasmissione, l’Inps può così raggiungere proattivamente quanti avrebbero diritto a un’integrazione del proprio trattamento, estendendo l’area delle tutele.
Non solo innovazione digitale: per promuovere il servizio, Inps ha infatti avviato una campagna comunicativa multicanale, così da raggiungere la più vasta platea di utenti. Da un lato il portale dell’Istituto, dall’altro i social network – con post mirati, che hanno raggiunto oltre 500.000 persone – hanno offerto ai cittadini una panoramica sul servizio, sui meccanismi di funzionamento, sulle potenzialità e sui benefici collegati.
Il consulente è disponibile sul portale www.inps.it.
È raggiungibile digitando nel motore di ricerca del sito l’espressione “Consulente digitale” e selezionando tra i risultati il servizio “Consulente digitale delle pensioni”; in alternativa può essere utilizzato seguendo il percorso Prestazioni e Servizi – Servizi – sotto la lettera “C”; infine accedendo direttamente da questo link. (aise) 




È morto Piero Angela. Aveva 93 anni

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È morto a 93 anni Piero Angela, il patriarca della divulgazione italiana.

“Buon viaggio papà”, ha scritto Alberto Angela sui suoi profili social annunciando la scomparsa del padre.

Nato a Torino nel 1928, Piero Angela aveva iniziato la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato e conduttore del tg.

“Provo grande dolore per la morte di Piero Angela – così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella -, intellettuale raffinato, giornalista e scrittore che ha segnato in misura indimenticabile la storia della televisione in Italia, avvicinando fasce sempre più ampie di pubblico al mondo della cultura e della scienza, promuovendone la diffusione in modo autorevole e coinvolgente. Esprimo le mie condoglianze più sentite e la mia vicinanza alla sua famiglia, sottolineando che scompare un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente”.

Piero Angela con il presidente Mattarella

“L’Italia è profondamente grata a Piero Angela – ha detto il premier Mario Draghi -. È stato maestro della divulgazione scientifica, capace di entrare nelle case di generazioni d’italiani con intelligenza, garbo, simpatia. Le sue trasmissioni e i suoi saggi hanno reso la scienza e il metodo scientifico chiari e fruibili da tutti. Il suo impegno civile contro le pseudoscienze è stato un presidio fondamentale per il bene comune, ha reso l’Italia un Paese migliore. Piero Angela è stato un grande italiano, capace di unire il Paese come pochi. Ai suoi cari, le condoglianze del Governo e mie personali”.

Nei giorni scorsi Piero Angela ha voluto lasciare al sito Internet del suo programma SuperQuark l’ultimo messaggio di saluto ai telespettatori. “Cari amici – ha scritto – mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia”. “È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”.

ANSA




L’aria del mare di Puglia venduta in barattolo

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6A Porto Cesareo, nel Salento, si vende aria di mare inbarattolo. La trovata è di uno studente universitario che, ripercorrendo le orme dei partenopei di Spaccanapoli qualche anno fa e lavorando d’immagine e packaging, ha pensato bene di creare un souvenir piccolo, differente, economico e originale. “L’idea – racconta all’AGI Antonio D’Elia, l’ideatore – è nata prendendo spunto da un business americano che qualche anno fa confezionava aria delle grandi città’ americane in barattoli di metallo. Loro ci mettevano davvero l’aria descrivendone la derivazione. Allo stesso modo l’idea l’ho reinterpretata in versione ovviamente ironica, da souvenir e territoriale. Volevo realizzare un piccolo souvenir diverso dal solito e che potesse strappare un sorriso”.

Una trovata che già a Spaccanapoli aveva riscosso un successo, tra curiosità, motteggi e opinioni spaccate per davvero, con l’aria di Napoli in bottiglia. Stavolta, però, la questione si arricchisce di particolarità ulteriori. Intanto il dialetto e poi la limited edition. Tre sono infatti le tipologie diaria in vendita a pochi euro. Quelle che corrispondono ad altrettante località simbolo della costa di Porto Cesareo (Le): “Nanzi la turre (ovvero “di fronte alla torre”, punto paesaggistico della torre di San Tommaso di Torre Lapillo), “La sapunara” (nome dell’insenatura storica di Torre Lapillo), “ientu ti tramuntana” (vento di tramontana, quello che rende lo Jonio calmo e cristallino).

I barattoli sono in vendita in alcuni bar della località balneare a pochi euro. I turisti li acquistano divertiti considerata la cifra modica, e anziché la vecchia cara cartolina portano a casa dalle vacanze un po’ di fantasia. Ma cosa c’è davvero all’interno? Non si vede nulla oltre il vetro e ci vuole davvero fantasia. Antonio sbotta in una risata: “Ogni barattolino, dopo essere stato confezionato, riceve la sua particolarità di profumo, metodo lasciato top secret come le grandi aziende”.

agi.it




Il mercato della Pignasecca, il cuore pulsante di Napoli (VIDEO)

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tturaQuando si nomina la Pignasecca, il mio pensiero va immediatamente ai caratteristici mercatini che sono un tutt’uno con la città di Napoli.

Tantissimi sono i mercati di frutta, verdura, pesce, fritti vari e dolci tipici che caratterizzano questo quartiere storico cittadino, con i suoi colori, profumi e suoni. Passeggiando in questa zona della città sarà possibile ammirare uno spaccato molto suggestivo e altrettanto folkloristico di una Napoli che sopravvive intatta nel tempo, nonostante i suoi continui cambiamenti. Anche se siete dei turisti, in questi vicoli a ridosso di via Toledo, la via dello shopping, vi sentirete dei veri napoletani, perché  sarete circondati dal calore e dall’ospitalità che solo i partenopei sanno come riservare. Attraversando la Pignasecca, inoltre, potrete sempre dire di aver conosciuto il più antico mercato a cielo aperto della città.

Se siete dei buongustai e amanti della buona cucina, il quartiere è noto per offrire una serie di trattorie e ristoranti dove poter gustare dell’ottima trippa e da queste parti anche uno dei più tipici cibi da strada partenopei, ‘o pere e ‘o musso, ‘o pere, ovvero il piede, è effettivamente del porco, mentre ‘o musso, ovvero il muso, proviene invece dal vitello, che vengono di solito depilati, bolliti, raffreddati e tagliati in piccoli pezzi e poi serviti freddi e conditi semplicemente con sale e limone.

La Pignasecca risale al 1500 quando i vari orti furono spianati per costruire Via Toledo e rimase solo un pino, in napoletano pigna, dove erano solite nidificare delle gazze che vi nascondevano i preziosi sottratti dalle abitazioni vicine degli abitanti del quartiere che, in seguito, ebbero modo di scacciarle via. Successivamente l’albero seccò, dando così il nome alla zona, Pignasecca, il cuore pulsante e verace della napoletanità, il mercato che rappresenta l’essenza e l’anima della gente partenopea, attraverso i suoi mille colori, la sua vivacità, i suoi suoni e la sua energia autenticamente genuina, il vociare continuo e imperturbabile dei diversi venditori e l’avvolgente caos che circonda tutto il contesto e tutte le persone che vi passano.

caturaAnche questo è Napoli ma, non appena alzate lo sguardo, trovate immediatamente testimonianze di un passato glorioso, chiese, palazzi, antichi ospedali,  monumenti e questo mercato nato molti secoli fa. Di questo luogo hanno composto versi, canzoni e filmati, Matilde Serao, Pino Daniele, Raffaele Viviani ed Edoardo Bennato e, ancora oggi, il suo fascino resiste al passare del tempo.

E, improvvisamente, al suono di un rullo di tamburo seguito da colpi di grancassa e piatti, può capitare d’imbattersi nel ‘’pazzariello’’, una maschera partenopea, un’autentica creazione della Pignasecca che, sopperendo alla mancanza di lavoro e dando spazio alla fantasia e all’arte di arrangiarsi del popolo napoletano, si prodigava, da artista da strada stravagante e burlone, a divertire abitanti e passanti e la cui immagine venne resa famosa dal grande Totò nel film ‘’L’Oro di Napoli’’, dove appunto interpretava un simpatico e colorito pazzariello.

Pino Daniele compose, nell’album Terra mia, Fortunato (‘’Furtunat ten ‘a rrobba bella’’), rivolto proprio al tarallaro di questa zona.

Alla presenza di familiari, amici, artisti e abitanti del quartiere, recentemente, è stato intitolato a Nunzio Gallo, vincitore di un Festival di Sanremo in coppia con Claudio Villa e interprete di tante canzoni di successo oltre che conosciutissimo attore di diversi film e fictions nel corso degli anni, il largo in cui viveva, appunto, nella Pignasecca.




L’acquafrescaio napoletano, detto anche acquaiolo o ‘a banca ‘e ll’acqua (VIDEO)

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cattura2“Acquaiò, l’acqua è fresca?”, da una canzone di James Senese del 1992 del gruppo Napoli Centrale ma anche una domanda che riecheggia nei vicoli di Napoli dai tempi antichi, da quando la fonte del Monte Echia dava alle necessità  cittadine la sua acqua. La risposta era immediata, ‘’manc‘a nev!’’, cioè nemmeno la neve è fresca come la mia acqua. Quello dell’acquaiolo è un antico mestiere, si può dire, senza dubbio, più che centenario, il cui scopo era quello di rinfrescare il popolo nella calura estiva e sono diversi i chioschi disseminati in tutta la città, che vendono bevande e refrigeri vari.

L’acquaiolo era anche un venditore ambulante di acqua che, anticamente, giravano per la città con appresso delle grandi anfore di creta sigillate da tappi di sughero. Questi recipienti, chiamati ‘’mummare’’, riuscivano a tenere l’acqua in fresco per diverse ore. Col passare del tempo l’acquaiolo è diventato acquafrescaio, con il sorgere di tanti piccoli chioschetti in città, ogni quartiere ne aveva almeno uno e lo si riconosceva con facilità, generalmente tutto ornato da foglie e agrumi freschi e con le mummare  in bella vista. I chioschi di acquafrescaio presero il nome di ‘’banca ‘e ll’acqua’’, banca che non dispensava denaro ma frescura. La grande intuizione fu quella di aggiungere all’acqua, chiamata ferrata, del limone e del bicarbonato per aiutare la digestione dopo i consueti pasti partenopei di luculliana memoria.

Le acque che tradizionalmente si potevano bere erano diverse. C’era l’acqua annevata, raffreddata col ghiaccio, l’acqua di mare, l’acqua di fiume, l’acqua addirosa, aromatizzata al vino, l’acqua appannata per le polpette, l’acqua di rose per fare la pastiera, l’acqua suffregna, sulfurea, detta anche ferrata e l’acqua ‘e Serino, la leggera e dissetante acqua del Serino che per anni ha alimentato l’acquedotto cittadino, insaporita con l’anice, ‘’acqua e ànnese, fetè vuó vevere?!’’, che aumentava il potere dissetante dell’acqua.

1L’acqua ferrata era sicuramente la più consumata, di origine vulcanica, sgorgava dal vicino Monte Echia ed aveva un forte sapore ferruginoso ma conteneva molti sali minerali e soleva essere distribuita alla popolazione con appunto le mummare. Anche per questo venne  poi ribattezzata “acqua di mummare’’. Era l’acqua più preziosa e diventava, con l’aggiunta di limone e bicarbonato, la gassosa, una bibita napoletana dal potere digestivo straordinario.

Oggi l’acqua è stata sostituita con semplice acqua minerale in bottiglia ed è ancora molto popolare per le vie del centro. Questa gassosa tradizionalmente viene chiamata “limonata a cosce aperte” poiché la reazione chimica tra limone e bicarbonato fa letteralmente eruttare la bevanda e il riflesso incondizionato che ne consegue è quello di spostarsi immediatamente all’indietro, aprendo le gambe per non bagnarsi piedi.

Il chiosco di Carolina Guerra e suo fratello Antonio (detto Popò) si trova in Piazza Trieste e Trento al n.4, a due passi del San Carlo e poco prima di Piazza Plebiscito. I Guerra rilevarono l’attività ben 50 anni fa ma il chioschetto nacque molto prima, nel 1836, vantando di essere a tutti gli effetti il più antico di Napoli. Carolina è un personaggio, potremmo dire, eduardiano e fermarsi da lei col solo intento di bere una gassosa è oltremodo riduttivo: “Addu’ Popò” si respira la vera aria della napoletanità antica e l’esperienza ti permette d’immergerti nell’atmosfera partenopea.

image (2)Con l’ausilio del fidato spremiagrumi, ormai vecchio di oltre settant’anni, il chiosco oggi offre spremute d’arancia fresca, granite al limone, tutto preparato con agrumi biologici di Sorrento ma la bevanda più richiesta resta sempre la “limonata a cosce aperte”. Oltre a Carolina consiglio di andare da Pasquale a Porta Capuana, oppure dal mitico Aurelio alla Riviera di Chiaia, oppure ancora da Lello’’parfum’’ al Corso Garibaldi, dalla Signora Giulia a Via Tribunali, accanto alla Pizzeria Sorbillo o all’Oasi Chiaia accanto al Teatro Sannazaro o ancora all’Antico Chiosco di Via Luca Giordano al Vomero. Quindi, se si è esagerato, a pranzo o a cena, ci si può affidare ai poteri digestivi della gassosa napoletana, la migliore bibita ‘’esplosiva’’ per digerire o post sbornia che si possa immaginare.

 




Sotto l’ombrellone torna di moda il pic nic

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La crescita dell’inflazione non risparmia, infatti, i servizi di ristorazione con i menu al ristorante rincarati in media di quasi il 5% a luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre per le pizzerie si sale al +5,4%, i self service al +5% e i bar al 4,6%, per una media generale del 4,8%, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. In testa alle preferenze per l’ora di pranzo in spiaggia c’è così – sottolinea la Coldiretti – l’insalata di riso o pollo o mare portata da casa e scelta dal 33% dei vacanzieri, seguita dalla semplice macedonia con il 20% e dalla caprese a base di mozzarella e pomodoro che è un must per il 13%.

Ma tra i piatti preferiti – continua la Coldiretti – resistono anche le ricette più radicate della tradizione popolare dalla frittata di verdure o pasta (6%) alla parmigiana (5%) fino alle polpette (4%). Oltre che dal caro prezzi, la scelta degli alimenti da consumare in spiaggia è legata anche dalla svolta salutista di una considerevole percentuale di italiani – precisa la Coldiretti – alla ricerca della forma fisica oltre che la praticità.

Il cibo resta comunque un ingrediente importante della vacanza in Italia dove circa 1/3 della spesa turistica – stima la Coldiretti – viene proprio destinata alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche. Non a caso il cibo rappresenta addirittura per il 17% degli italiani la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 4% dichiara di non prenderlo per niente in esame.

Una tendenza sostenuta dal fatto che l’Italia – ricorda Coldiretti – puo’ contare sul maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.450 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. “L’Italia è il solo Paese al mondo che puo’ vantare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole nazionali e un motore trainante della vacanza Made in Italy”.

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