Made in Italy, un marchio che conquista le Americhe

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auh e6j0q hr90qro9hcwjbckmbadezeghuqg5iyzei10vj2sqrwkdr5k1ssminnyny9ckbe2tjibhz8tvs2gpi473tgzmevnkq5dgnwzjwuk35ifrbp1mbsseszbjvxcsb3tfebvtftbehiolgpo n32kylrhrxfyemt4l hus4eafqehneqa53mkupi6lcDagli scaffali dei supermercati di New York ai ristoranti di Città del Messico, fino ai resort dei Caraibi come Punta Cana, il Made in Italy continua a essere sinonimo di qualità, stile e tradizione. Un patrimonio che, negli ultimi anni, ha rafforzato la sua presenza in tutto il continente americano, dal Nord al Centro fino ai Caraibi.

Se c’è un settore che traina il successo del Made in Italy, è senza dubbio quello agroalimentare. Pasta, olio d’oliva, formaggi e vini rappresentano una vera e propria “bandiera tricolore” nel mondo.

Negli Stati Uniti e in Canada, il consumo di prodotti italiani continua a crescere, sostenuto anche dalla diffusione della dieta mediterranea. In Messico e nei Paesi dell’America Centrale, invece, il mercato è in espansione, con una classe media sempre più interessata ai prodotti di qualità.

Nei Caraibi, infine, il Made in Italy trova spazio soprattutto nel turismo di alto livello, dove hotel e ristoranti puntano sull’eccellenza gastronomica italiana per attrarre clienti internazionali.

yznsfbvyb9mwtdcnymv0r rvvi9cs soixojuidtvm3a3zfb9qfabsq2vn6jbfpnhsp4lvjxczascz0q5wcufs9e2wqajm2byysbpjlmwuga5bq9wdi7r9dyhgwtpr1vuh y00btxfsfxxikbhaakupqdn19ijhhf4zszi r8yfdfkb fh0vpravqspgf8gqAccanto al cibo, la moda e il design rappresentano un altro pilastro fondamentale. I grandi marchi italiani continuano a dominare il segmento del lusso in città come New York, Miami e Toronto.

Ma non si tratta solo di alta moda: anche il design d’interni e l’arredamento italiano sono molto richiesti, soprattutto nei progetti immobiliari di fascia alta nei Caraibi e in America Centrale.

L’Italia esporta così non solo prodotti, ma un vero e proprio stile di vita.

iz2 b4g4r9ralk81 ixspqbkr1fj8itwkot0u6kspf2ko6ks9uigefz jukeekbww2ph zwjb yxf2yixt4adzhuclemlhyy8kgvdqguxykydn4oaezrlfcvdj ve2 xjqfhsoafhdhjucmtchfwxey k7ox2sca2ytxr1byh42nua4hdph lyo4b0djxUn ruolo fondamentale è svolto anche dalle comunità italiane all’estero. Negli Stati Uniti e in Canada, la presenza storica degli italiani continua a favorire la diffusione dei prodotti nazionali.

In America Centrale e nei Caraibi, invece, si registra una nuova ondata di imprenditori italiani che aprono ristoranti, enoteche e attività legate al turismo.

È il caso, ad esempio, della Repubblica Dominicana, dove il Made in Italy si intreccia con l’accoglienza e la ristorazione, diventando un punto di riferimento per residenti e visitatori.

Non mancano però le difficoltà. La concorrenza dei prodotti “Italian sounding”, le barriere doganali e le differenze normative rappresentano ostacoli concreti.

Tuttavia, la forza del Made in Italy resta nella sua autenticità. E in un mercato globale sempre più attento alla qualità e alla provenienza, questo rappresenta un vantaggio competitivo decisivo.

Il Made in Italy nelle Americhe non è solo un successo commerciale, ma anche culturale. Racconta un Paese, le sue tradizioni, la sua capacità di innovare senza perdere identità.

E mentre nuove generazioni di imprenditori italiani si affacciano su questi mercati, una cosa appare certa: il marchio Italia continuerà a parlare al mondo. E, soprattutto, continuerà a piacere.




Odoguardi (MAIE): “Servizi più semplici per gli italiani all’estero anche quando tornano in Italia”

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odoguardi maie2Una buona notizia per milioni di italiani nel mondo, e in particolare per quelli che vivono nel Nord America, Centro e Caraibi. Arriva infatti un importante passo avanti sul fronte dei servizi burocratici: sarà sempre più facile accedere ai documenti italiani anche quando si rientra temporaneamente in patria.

A sottolinearlo è Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), da anni impegnato nella tutela dei diritti dei connazionali fuori dai confini nazionali.

La novità riguarda in particolare la possibilità, per gli italiani iscritti all’AIRE, di ottenere documenti fondamentali come la Carta d’Identità Elettronica anche direttamente in Italia, senza dover affrontare lunghi passaggi consolari o tempi di attesa spesso complessi.

Un cambiamento concreto, che punta a ridurre le difficoltà burocratiche che da sempre accompagnano la vita degli italiani all’estero, soprattutto quando tornano nel proprio Paese per vacanza, lavoro o esigenze familiari.

Secondo Odoguardi, si tratta di un risultato importante, frutto di un lavoro politico portato avanti nel tempo proprio per avvicinare l’Italia ai suoi cittadini nel mondo.

Non è un mistero, infatti, che gli italiani all’estero abbiano spesso denunciato di sentirsi “cittadini di serie B”, tra difficoltà di accesso ai servizi, problemi con il voto e tempi lunghi per ottenere documenti.

Questa apertura rappresenta quindi un primo passo verso un sistema più equo e moderno.

Il messaggio politico è chiaro: l’Italia deve tornare a essere presente per i suoi cittadini ovunque si trovino.

E questo significa semplificare, digitalizzare e rendere più accessibili servizi che oggi risultano ancora troppo complessi.

La strada è ancora lunga, ma il segnale è significativo.

Per milioni di italiani all’estero si tratta di un passo nella giusta direzione: meno ostacoli burocratici, più diritti concreti.




Campi Flegrei, nuova scossa all’alba: tremori avvertiti anche a Napoli

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80a26ffba8efac26261d523f485dbbabLa terra torna a farsi sentire nell’area dei Campi Flegrei. Nelle prime ore di oggi, intorno alle 4:30, una scossa di terremoto è stata percepita distintamente dalla popolazione, raggiungendo anche diversi quartieri di Napoli.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha avuto una magnitudo di circa 3.3, con epicentro localizzato tra Pozzuoli e la zona flegrea, a una profondità ridotta.

Il movimento tellurico è stato preceduto e seguito da altre scosse di minore intensità, segno di uno sciame sismico in atto nell’area.

Molti residenti sono stati svegliati nel cuore della notte, alcuni riferendo anche di aver udito un forte boato. Le segnalazioni più numerose arrivano da Pozzuoli, Bacoli e dai quartieri occidentali del capoluogo campano, dove il fenomeno è stato avvertito con maggiore intensità.

Nonostante la paura, al momento non risultano danni a persone o strutture. Tuttavia, l’episodio si inserisce in un contesto di attività sismica persistente che da tempo interessa i Campi Flegrei, legata al fenomeno del bradisismo, cioè il lento sollevamento del suolo tipico di questa area vulcanica.

Le autorità continuano a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, mentre nei giorni scorsi altri eventi sismici, seppur più deboli, erano già stati registrati tra Pasqua e Pasquetta.




Pasquetta all’italiana: il rito delle gite fuori porta che sa di libertà

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C’è un giorno, in Italia, che profuma più di tutti di primavera, di libertà e di semplicità: è il Lunedì dell’Angelo, per tutti semplicemente Pasquetta.

Una festa che non ha bisogno di grandi cerimonie né di abiti eleganti. Basta una coperta, un cestino pieno e la voglia di uscire di casa. Perché Pasquetta, più che celebrarsi, si vive.

L’espressione è tutta italiana: gita fuori porta. Non significa necessariamente viaggiare lontano, ma uscire dalla città, anche solo di pochi chilometri, per respirare aria nuova.

C’è chi sceglie il mare, chi la campagna, chi la montagna. E poi ci sono i parchi cittadini, presi d’assalto da famiglie, gruppi di amici e coppie che trasformano ogni angolo verde in una piccola festa improvvisata.

È una tradizione che affonda le sue radici nel dopoguerra, quando la Pasquetta diventò il simbolo della ritrovata leggerezza. E ancora oggi conserva quello spirito: semplice, spontaneo, autentico.

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Il vero protagonista della giornata è il cibo. Ma non serve nulla di complicato.

Nel cestino di Pasquetta trovano posto piatti pratici e gustosi:

  • torte salate e rustici
  • panini imbottiti
  • salumi e formaggi
  • uova sode, simbolo di rinascita
  • immancabile colomba pasquale

E poi vino, bibite, e tutto ciò che può essere condiviso. Perché Pasquetta è soprattutto questo: condividere.

Per molti, Pasquetta significa grigliata. Si accendono barbecue nei giardini, nei parchi attrezzati o nelle case di campagna.

Ma anche quando i programmi saltano — per il meteo incerto, grande protagonista di questa giornata — non importa. Gli italiani hanno un talento speciale: trasformare qualsiasi imprevisto in un’occasione.

Piove? Si mangia in macchina o sotto una tettoia.
C’è vento? Si ride e si tiene fermo il tavolo.
L’importante è stare insieme.

Per gli italiani che vivono lontano, la Pasquetta è una nostalgia dolce.

Non sempre è possibile ricreare l’atmosfera delle campagne italiane o delle coste affollate di amici. Ma lo spirito sì: basta una tavola condivisa, un parco, o anche un semplice balcone.

Perché, in fondo, Pasquetta non è un luogo. È un modo di stare insieme.




Pasqua in Italia: tradizione, fede e voglia di partire

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9450351 01201453 onecms 15sahwvpr82ough0g87Tra riti religiosi e tavole imbandite, cresce anche la voglia di viaggiare: il ponte di Pasqua segna la prima grande partenza dell’anno.

ROMA – La Pasqua in Italia resta una delle feste più sentite, tra fede, tradizione e convivialità. Ma negli ultimi anni si è affermata anche come uno dei momenti preferiti per partire, approfittando del ponte che unisce la domenica di Pasqua al lunedì di Pasquetta.

Dopo i riti della Settimana Santa, sempre più italiani scelgono di dividere il tempo tra famiglia e brevi viaggi, trasformando il weekend pasquale nella prima vera “prova generale” dell’estate.

La Pasqua tra chiesa e tavola

La domenica resta legata alla tradizione: messa, pranzo in famiglia e piatti tipici come agnello, lasagne e la classica colomba.

È il giorno degli affetti e delle radici, spesso trascorso a casa o con parenti, in un clima più raccolto rispetto ad altre festività.

Pasquetta: il giorno della fuga

È soprattutto il lunedì di Pasquetta a segnare il cambiamento.

Se il tempo lo permette, milioni di italiani si mettono in viaggio per una gita fuori porta:

  • parchi e campagne
  • laghi e colline
  • città d’arte
  • prime giornate al mare

Località come Roma, Firenze e Napoli registrano un forte afflusso turistico, così come le zone costiere e i borghi più suggestivi.

Il grande esodo

Il ponte di Pasqua è ormai uno dei periodi con maggiore traffico sulle strade italiane.

Autostrade e stazioni si riempiono già dal venerdì, con un vero e proprio esodo verso le principali mete turistiche.

Chi può, prolunga il soggiorno di qualche giorno, approfittando delle prime temperature miti della primavera.

Tra incertezza e voglia di ripartenza

Non tutti, però, scelgono di partire.

Il caro prezzi e l’incertezza economica spingono molte famiglie a restare a casa o a optare per soluzioni più economiche, come gite brevi o visite a parenti.

Ma il desiderio di uscire, muoversi e respirare aria di vacanza resta forte, soprattutto dopo i mesi invernali.

Una festa che cambia

La Pasqua italiana continua così a evolversi:

  • tradizione nella domenica
  • movimento e socialità a Pasquetta

Un equilibrio tra passato e presente che racconta un Paese sempre più dinamico, ma ancora profondamente legato alle proprie radici.




Maltempo in Italia: allerta valanghe dopo la nevicata record di primavera

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neve prati di tivo 2 4 2026 1024x750Dopo giorni di neve intensa sull’Appennino centrale, cresce il rischio valanghe: appello alla massima prudenza

Dopo una nevicata fuori stagione particolarmente intensa, nel Centro Italia scatta l’allarme per il rischio valanghe, soprattutto sui rilievi dell’Appennino. Le autorità invitano alla massima prudenza, mentre si registrano già i primi distacchi significativi.

Nelle ultime ore si sono verificate almeno tre valanghe di grandi dimensioni, in particolare tra Gran Sasso e Maiella, in Abruzzo. In un caso, la massa di neve ha raggiunto una zona abitata e la viabilità, causando danni a edifici e infrastrutture.

Situazioni che confermano quanto la fase attuale sia delicata, soprattutto dopo le eccezionali precipitazioni nevose dei giorni scorsi.

Secondo il servizio Meteomont dei Carabinieri, il livello di pericolo ha raggiunto il grado “Forte 4” in diverse aree montane del Centro Italia, con possibilità di valanghe spontanee anche di grandi dimensioni.

Le condizioni più critiche riguardano:

  • le zone del Gran Sasso e della Maiella
  • le aree sopra i 1.300 metri di altitudine
  • i versanti più esposti ai venti freddi provenienti da nord-est

Il problema principale è rappresentato dall’accumulo di neve fresca in quota e dalla neve più umida a basse altitudini, una combinazione che aumenta l’instabilità del manto nevoso.

Le forti raffiche di vento hanno contribuito a distribuire la neve anche in aree solitamente meno esposte, creando accumuli irregolari e potenzialmente pericolosi.

A complicare la situazione è anche il previsto aumento delle temperature: se da un lato può favorire l’assestamento della neve, dall’altro può rendere il manto ancora più instabile, aumentando il rischio di nuovi distacchi.

Nonostante il miglioramento del tempo previsto nel fine settimana, le autorità raccomandano di evitare qualsiasi attività fuori dalle piste controllate.

L’invito è chiaro:

  • evitare escursioni in zone non battute
  • informarsi sulle condizioni prima di salire in quota
  • adottare comportamenti prudenti

In alcune località sono già state adottate misure drastiche, come la chiusura di strade e l’evacuazione preventiva di edifici situati nelle aree più esposte al rischio.

L’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia dimostra come la stagione primaverile possa ancora riservare condizioni tipicamente invernali, soprattutto in montagna.

E proprio in queste fasi di transizione, tra neve abbondante e rialzi termici, il rischio valanghe può diventare particolarmente elevato.

foto dire.it




Italia, finisce l’era Gattuso: risoluzione consensuale con la FIGC

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gattuso da x nazionale 1024x576Si chiude l’esperienza di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana. Il tecnico ha raggiunto un accordo con la Federazione per la rescissione consensuale del contratto, ponendo fine al suo incarico con qualche mese di anticipo.

La decisione arriva al termine di giorni turbolenti per il calcio italiano, segnati anche dalle dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon, in un clima di forte delusione dopo i recenti risultati.

Gattuso ha deciso di fare un passo indietro riconoscendo il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati. Una scelta sofferta, maturata con senso di responsabilità verso la Nazionale e con l’intenzione di facilitare un nuovo percorso tecnico.

Nel suo messaggio di addio, l’ex commissario tecnico ha voluto sottolineare l’onore di aver guidato gli Azzurri, ringraziando la Federazione, lo staff e soprattutto i tifosi per il sostegno ricevuto durante il suo mandato.

Arrivato sulla panchina dell’Italia nel 2025, Gattuso ha cercato di dare nuova energia al gruppo in un momento delicato. Nonostante alcuni segnali positivi iniziali, il percorso si è interrotto bruscamente dopo la mancata qualificazione al Mondiale, evento che ha pesato in modo decisivo sulle scelte della Federazione.

Dalla Federazione sono arrivati parole di stima per il lavoro svolto dall’allenatore, riconosciuto come figura capace di riportare entusiasmo e senso di appartenenza attorno alla maglia azzurra, almeno nella fase iniziale del suo incarico.

Con l’uscita di scena di Gattuso si apre ora una fase di ricostruzione per il calcio italiano. Dopo le dimissioni ai vertici e il cambio in panchina, la FIGC dovrà individuare una nuova guida tecnica capace di rilanciare una Nazionale chiamata a ritrovare risultati e credibilità.

Un passaggio delicato, che segna la fine di un ciclo breve ma carico di aspettative non pienamente realizzate.




CGIE, italiani all’estero al centro: più voto sicuro e servizi migliori

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palazzo della farnesinaRafforzare il legame tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo, rendendo gli italiani all’estero sempre più protagonisti. È questo il messaggio principale emerso dalla recente riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), svoltasi alla Farnesina a fine marzo.

L’incontro rappresenta un passaggio preparatorio importante in vista dell’Assemblea plenaria prevista a maggio, dove le priorità discusse dovranno tradursi in azioni concrete.

Tra i temi centrali c’è quello della partecipazione democratica. Il CGIE punta a rendere il voto degli italiani all’estero più sicuro e trasparente, soprattutto dopo le criticità emerse nelle recenti consultazioni.

Il contesto internazionale, sempre più instabile, rende infatti più complessa l’organizzazione del voto per corrispondenza. Per questo si lavora a soluzioni che possano aumentare la fiducia dei cittadini e incentivare una maggiore partecipazione.

In vista delle elezioni dei Com.It.Es. previste entro il 2026, l’obiettivo è anche quello di semplificare le procedure, migliorare l’informazione e contrastare l’astensionismo.

Un altro punto chiave riguarda il miglioramento dei servizi consolari, spesso al centro delle critiche delle comunità italiane all’estero.

Si punta in particolare a rendere più efficiente la piattaforma digitale Fast-It, ormai fondamentale per la gestione delle pratiche, e a ridurre i ritardi burocratici, come quelli legati alla trascrizione degli atti di stato civile in Italia.

L’obiettivo è chiaro: offrire servizi più rapidi, moderni e vicini alle esigenze reali dei cittadini.

Nel corso dei lavori è stato dato spazio anche ai temi della cittadinanza e della promozione della lingua e cultura italiana nel mondo.

In particolare, la diffusione dell’italiano all’estero viene vista come uno strumento strategico per mantenere vivo il legame con le nuove generazioni di italiani e oriundi.

Il CGIE ha ribadito con forza un concetto ormai sempre più evidente: gli italiani all’estero non sono una realtà marginale, ma una componente fondamentale del sistema Paese.

Per questo si rafforza anche la collaborazione con istituzioni ed enti per studiare e valorizzare il contributo economico e sociale delle comunità italiane nel mondo, con l’obiettivo di orientare meglio le politiche future.

La riunione alla Farnesina segna quindi una tappa importante: dalle discussioni si passerà presto alle proposte operative.

La sfida è ambiziosa ma chiara: costruire un sistema più efficiente, partecipato e moderno, in cui gli italiani all’estero possano avere un ruolo sempre più attivo e riconosciuto.




Mondiale di calcio: siamo fuori. Anche stavolta!

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69ccbba220865C’è un’Italia che vince, entusiasma, fa sognare. Ma non è quella del calcio.

Mentre la Nazionale resta ancora una volta fuori dal Mondiale, incapace da oltre dodici anni di ritrovare dignità e identità, altri sport — spesso definiti “minori” — raccontano una storia completamente diversa. Una storia fatta di talento, sacrificio e risultati.

Nel tennis, gli italiani dominano la scena internazionale, vincendo tornei e conquistando classifiche. In Formula 1 torniamo a competere ad altissimo livello, nello sci continuiamo a produrre campioni, e perfino nel baseball — disciplina certo non centrale nella nostra tradizione — siamo arrivati quarti al Mondiale.

E poi c’è il calcio. Il nostro sport nazionale. Quello che dovrebbe rappresentare il cuore pulsante del Paese. Quello dei quattro titoli mondiali, della tradizione, della passione popolare.

Oggi, invece, è diventato il simbolo di un fallimento.

Una Nazionale senza anima, senza gioco, senza orgoglio. Un gruppo di giocatori strapagati, incapaci di reggere il peso della storia che indossano. Mentre altri Paesi crescono, si rinnovano, investono nei giovani e nella formazione, l’Italia resta ferma, prigioniera di un sistema vecchio, autoreferenziale, incapace di autocritica.

Leggo sulla stampa alcune frasi che mi hanno colpito e che vi partecipo: “Un tempo in Italia i bambini crescevano con gli idoli, con le notti d’estate, con le partite viste insieme alla famiglia, agli amici, allo sconosciuto che abbracciavi per strada dopo una vittoria. I ragazzi di oggi non hanno vissuto il silenzio irreale di Pasadena dopo quel rigore sbagliato di Roberto Baggio, né le lacrime di Franco Baresi. Non sanno cosa significa trattenere il respiro mentre Fabio Grosso scrive la storia. E non hanno mai sentito, sulla pelle, quel brivido della voce del telecronista che urla: “Il cielo è azzurro sopra Berlino. Oggi invece cresce una generazione che il Mondiale lo guarda senza l’Italia”.

E così, mentre altrove si costruiscono vittorie, noi collezioniamo delusioni. Mentre altri sport esaltano il tricolore, il calcio lo trascina nel fango.

La verità è amara ma necessaria: il problema non è solo tecnico, è culturale. È un sistema che premia la mediocrità, che si accontenta, che ha perso fame e identità.

E fa ancora più male pensare che parliamo della stessa Italia che è stata quattro volte Campione del Mondo. Una storia gloriosa che oggi sembra lontana anni luce.

Forse è arrivato il momento di smettere di vivere di ricordi. Di smettere di proteggere privilegi e fallimenti. Di ricostruire davvero, dalle fondamenta.

Perché un Paese che vince ovunque non può accettare di essere umiliato proprio nel suo sport più amato.




Stanotte in Italia tornerà l’ora legale: lancette avanti di un’ora

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foto singola sito20 1024x576Più ore di sole e quel senso di ‘vivere più a lungo’ la giornata. Dopo il buio dei mesi invernali ecco finalmente tornare l’ora legale. Questa notte alle 2:00 le lancette andranno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00. Questa operazione, che avviene solitamente in maniera automatica sui dispositivi elettronici, permetterà di guadagnare un’ora in più di luce solare e di diminuire il consumo di energia elettrica.

GLI EFFETTI DEL CAMBIO D’ORA SUL CORPO

Il passaggio dall’ora solare a quella legale può avere effetti sul nostro organismo. Alcune persone avvertono stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e leggeri disturbi del sonno, poiché il nostro orologio biologico impiega qualche giorno ad adattarsi al nuovo ritmo.

Ad accusare maggiormente il cambio sono i cosiddetti “gufi”, ovvero chi è abituato a dormire e svegliarsi tardi. Anche bambini, anziani e animali domestici possono risentire della variazione, soprattutto per la modifica delle loro abitudini giornaliere.

PERCHÉ ESISTE L’ORA LEGALE?

L’idea di spostare le lancette per sfruttare meglio la luce naturale viene spesso attribuita a Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse un articolo satirico sul “Journal de Paris” riguardante il risparmio energetico. Tuttavia, il primo a proporre seriamente questa misura fu il biologo George Vernon Hudson nel 1895.

L’ora legale venne poi introdotta in Europa nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per risparmiare energia. In Italia fu adottata per la prima volta nello stesso anno, poi abolita e ripristinata più volte fino al 1966, quando divenne stabile. Dal 2001, tutti i Paesi dell’Unione Europea seguono la stessa regola: l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

ag Dire – www.dire.it