Per la sanità calabrese arriva Emergency

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224111867 33895ba9 dbd5 4ff9 8a8b b6c37f76f6c0Da una parte le mille polemiche sulla sanità, dall’altra le nuove elezioni regionali, in programma nei prossimi mesi, dopo la morte della governatrice Jole Santelli. In mezzo l’emergenza coronavirus che, dopo un periodo apparentemente tranquillo, fa registrare numeri preoccupanti, e che assieme ad un quadro ospedaliero abbastanza offuscato, disegna uno scenario davvero allarmante, da “zona rossa”.

È una Calabria senza pace quella che si appresta ad affrontare la chiusura del 2020, anno in questa ragione particolarmente “nero”. E la conferma arriva anche dall’analisi di Bankitalia, nel periodico rapporto sull’andamento congiunturale dell’economia: “Nella prima parte del 2020, l’economia calabrese è stata fortemente interessata dagli effetti della pandemia di Covid-19, con risultati negativi anche sul fronte dell’occupazione”.

La sanità è nel caos: dopo l’infelice intervista del commissario Saverio Cotticelli, le dimissioni e la nomina di Giuseppe Zuccatelli, con l’immediata comparsa sui social di dichiarazioni sull’inutilità della mascherina e la conseguente rinuncia, si registra oggi anche la rinuncia dell’ex rettore della ‘Sapienza’, Eugenio Gaudio. Le polemiche non si fermano, mentre si torna a parlare dell’ipotesi Gino Strada. Quattro nomi, tante discussioni e polemiche, ma ancora nessun commissario.

L’accordo con Emergency

Alla fine è stato raggiunto un accordo tra l’Ong che fa capo a Gino Strada, e la Protezione Civile per “contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria”. Secondo l’annuncio diffuso sui canali social di Emergency, il patto è stato siglato nel pomeriggio. “Inizieremo domani mattina (mercoledì, ndr) a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringraziamo il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno”, si legge nel post.

L’accordo, si legge in una nota della Protezione Civile, riguarda l’attività negli ospedali da campo e nei Covid Hotel e triage ospedalieri. “Considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica in atto si è ritenuto che l’Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione” si legge nel comunicato.

“Come la gestione di strutture ospedaliere campali o il supporto all’interno dei ‘Covid Hotel’, nonché nei punti di triage delle strutture ospedaliere”. Già a partire dalla giornata di mercoledì, ha confermato la Protezione Civile, l’associazione sarà attiva sul territorio.

La manifestazione dei sindaci

Giovedì 19 novembre i sindaci calabresi manifesteranno a Roma (e le adesioni sono in continuo aumento) per chiedere “lo stop ai commissari ed alle scelte dall’alto e una concreta attenzione ai problemi atavici della sanità calabrese”. Mentre il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha usato la diretta Facebook per chiedere la fine dei commissariamenti e anche le dimissioni di Speranza. “Deve finire il commissariamento – ha detto – e deve dimettersi Speranza, che in questo momento sta mostrando una imbarazzante incapacità di gestione. Tutti i calabresi devono dire basta”.

“Non è un pomeriggio di buone notizie – ha sottolineato Spirlì riferendosi alla rinuncia di Gaudio – si tratta di una grande delusione e un grande dolore. La giustificazione offende le nostre città. Si è creato un momento di imbarazzo. Siamo disponibili a una gestione unitaria condivisa col Governo, affinché la sanità sia amministrata dai calabresi. Noi non abbiamo attivo un piano attivo di emergenza Covid e chiarisco per l’ultima volta: siamo esclusi da 11 anni da questa gestione”.

Il ricordo della Santelli

Tutto questo mentre nei giorni scorsi il Consiglio regionale, nella sua ultima riunione della legislatura più breve della storia, con la presa d’atto della scomparsa della presidente Jole Santelli, morta a 51 anni per un malore dopo aver combattuto per anni con un tumore, si è fi fatto “congedato”.

La seduta si è conclusa anche con l’approvazione della proposta di intitolazione della “Cittadella regionale”, la sede della Giunta a Catanzaro, proprio alla Santelli, approvazione che è stata accompagnata da un applauso alla memoria della presidente.

Prima del “congedo”, infine, commosso omaggio alla governatrice Santelli da parte dei consiglieri regionali della maggioranza di centrodestra, gli unici rimasti in aula visto che, ad eccezione del consigliere Flora Sculco, l’opposizione di centrosinistra aveva lasciato l’assemblea dopo l’approvazione del primo punto contestando la legittimità della seduta.

Di fatto la presa d’atto della scomparsa di Santelli determina lo scioglimento del Consiglio regionale, che potrà tornare a riunirsi soltanto per approvare atti urgenti e indifferibili, e il ritorno della Calabria al voto per le elezioni regionali. Sulla data, in piena pandemia, si è sviluppata una nuova polemica tra maggioranza e opposizione, e poi ci ha pensato il Governo a rinviare tutto ad una finestra tra febbraio e aprile del prossimo anno.

La scelta, ancora al centro di un polemico dibattito,  sembra essere quella del 14 febbraio (si attende il decreto del presidente facente funzioni, Spirlì), festa degli innamorati. E proprio di amore, in fondo, avrebbe bisogno la Calabria. Oppure di un miracolo che, però, tarda ad arrivare. AGI




Sereni: “Mediterraneo priorità strategica”

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9sereni“Il Mediterraneo è sempre stato un luogo di contatti e scambi tra persone e culture diverse”. Così il Vice Ministro degli Esteri Marina Sereni intervenuta oggi in videoconferenza al 5th EU-Arab World Summit, promosso dal Delphi Economic Forum con il patrocinio del Governo greco.
“L’area mediterranea – ha spiegato Sereni – è oggi segnata da crisi regionali e conflitti civili, dalla Libia alla Siria, dalla piaga del terrorismo alle migrazioni e ai traffici illegali, che danno vita a linee di frattura sulle quali Europa e mondo arabo si incontrano e a volte si scontrano. Covid-19 ha ulteriormente esacerbato questa situazione. Nonostante ciò, il destino della regione è quello di un unico ecosistema politico, economico e culturale nel quale dobbiamo essere in grado di rafforzare il dialogo, disinnescare le tensioni e favorire la cooperazione. In questo senso, l’Italia è molto preoccupata per i recenti sviluppi nel Mediterraneo Orientale. La de-escalation, che è nell’interesse di tutti, rimane il nostro obiettivo”.
“Le politiche migratorie – ha detto ancora il Vice Ministro – offrono in questo senso un campo di cooperazione. Discutere le questioni migratorie con i Paesi più coinvolti è per l’Italia molto importante. Per questo crediamo che la dimensione esterna della politica europea debba essere il fulcro su cui costruire l’intero sistema del Nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo”.
“I recenti tragici eventi a Nizza e a Vienna – ha proseguito Sereni – ci ricordano tristemente che il terrorismo è lungi dall’essere sconfitto. Sebbene militarmente battuto, Daesh rappresenta ancora la principale minaccia, poiché conserva la capacità di ispirare attacchi ben oltre la sua area di origine. L’Italia ritiene che la sicurezza nella regione debba basarsi su un approccio che tenga in debita considerazione sviluppo economico, rafforzamento delle istituzioni, aiuti umanitari e ricostruzione civile. Minacce come il terrorismo e lo sfruttamento dei flussi migratori illeciti sono problemi che coinvolgono tutti, mettendo in questione l’identità culturale e la coesione politica e sociale. Per questo – ha concluso il Vice Ministro – il Mediterraneo deve diventare la nostra priorità strategica”.




Le misure anti Covid annunciate da Conte, dai centri commerciali alle mostre e i musei

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173619277 de35f4d1 5d26 4b50 a0ef 72887f0ce140Chiusura del centri commerciali nei fine settimana, limitazioni alla mobilità durante la sera, riduzione al 50% della capacità sul trasporti pubblico e chiusura di musei e mostre. Sono alcune delle “misure necessarie con la massima speditezza” alle quali il governo sta pensando e la cui adozione sarà rimessa al Parlamento.

Giuseppe Conte ha illustrato alla Camera  le iniziative che dovrà prendere il governo a causa di “un repentino” aumento del contagio. “Il Parlamento potrà esprimersi prima” dei provvedimenti del governo e do la mia disponibilità ad accogliere i rilievi che arriveranno, ha spiegato il premier.

Misure necessarie perché la situazione è peggiorata

“La curva corre in ogni Continente. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata” ha aggiunto, “Nelle ultime settimane l’incremento di casi è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti e anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento: la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi”.

“Non stiamo subendo una insostenibile pressione nei reparti di terapie intensiva”, ha specificato, ma “registriamo un preoccupante affollamento” in particolare “nelle terapie sub-intensive e nell’area medica in generale. Occorre alleggerire la pressione nei pronto soccorso e far crescere la possibilità di screening nella popolazione italiana”.

“L’evoluzione dell’epidemia risulta molto preoccupante”, si va verso uno scenario di tipo 4 e “c’è il rischio tenuta dei servizi sanitari in alcune regioni”, ha detto il premier. “Il quadro è grave su tutto il territorio nazionale” ma soprattutto in alcune regioni e province autonome, ha aggiunto. “Esiste una alta percentuale di possibilità che nel prossimo mese in 15 regioni l’indice Rt peggiori” e “questo quadro non tiene conto” degli effetti del nuovo Dpcm.  “L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni il dato è superiore. Esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese. A ieri risultano ricoverate in terapia intensiva 1.939 persone. I pazienti in terapia intensiva sono al momento poco più della metà dei posti letto attivati grazie alle forniture del governo con il commissario straordinario”.

Che cosa prevede il temuto ‘scenario 4’

L’Italia proiettata verso lo scenario 4, il più grave, secondo il piano ‘Prevenzione e risposta a COVID-19’ redatto dall’Istituto Superiore di Sanità, che prevede diversi scenari e le relative misure da mettere in campo in base all’andamento dell’epidemia. A certificarlo lo stesso premier Giuseppe Conte, nel suo intervento alla Camera. Lo scenario 4 si verifica in casi di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo.

Uno dei parametri tenuti in considerazione è l’indice di contagio Rt regione per regione. Si entra in allarme rosso quando viene superato 1,5, e sono 13 le regioni che nell’ultimo report dell’Iss risultano oltre la soglia: due di queste superano addirittura quota 2, sono Piemonte (2,16) e Lombardia (2,09). Le altre regioni attenzionate sono Calabria (1,66), Emilia Romagna (1,63), Friuli Venezia Giulia (1,5), Lazio (1,51), Liguria (1,54), Molise (1,86), Provincia di Bolzano (1,96), Provincia di Trento (1,5), Puglia (1,65), Umbria (1,67) e Valle d’Aosta (1,89).

Non ci saranno misure omogenee su tutto il territorio

“Non ci sarà un regime indistinto sul territorio” ha detto Conte “Il prossimo Dpcm individuerà tre aree corrispondenti a tre aree di rischio. Siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza” per attuare nuove misure e “per eseguire una strategia di contenimento del contagio. Questa strategia va modulata a seconda della situazione delle regioni. Per questo motivo adotteremo una decisione per interventi modulati sulla base di rischi elevati sul territorio sulla base di criteri scientifici. Introdurremo un regime differenziato basato su differenti scenari regionali”.

Un piano per proteggere l’economia

“Il governo non intende arretrare di un millimetro nella protezione economica” del tessuto sociale. “La priorità è la difesa della salute. Siamo consapevoli del senso di smarrimento e della rabbia dei cittadini. Non vi può essere alcun dilemma tra la protezione della difesa della salute e la difesa dell’economia”, ha detto il presidente del Consiglio.

L’appello all’unità

“Mi permetto di rivolgere un appello: restiamo uniti in questo drammatico momento. La proposta del governo” al centrodestra per un confronto “resta” e “non mira ad una confusione dei ruoli”. “Ho prospettato” ha detto “ai leader delle opposizioni un tavolo di confronto col governo. Al momento questa proposta è stata rifiutata, se ci fossero ripensamenti posso confermare che la proposta del governo permane immutata e non sottende una confusione di ruoli o sovrapposizione di responsabilità. Il governo è consapevole della piena responsabilità di ogni sua decisione”.  AGI




Una raccolta di fondi per ricordare l’emigrazione marchigiana

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20marchigianiIl Museo dell’Emigrazione Marchigiana di Recanati attiva una raccolta di materiale per mantenere viva la memoria dei circa 700.000 marchigiani che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, hanno lasciato la loro terra d’origine per dirigersi verso un luogo sconosciuto alla ricerca di fortuna, e anche di coloro che hanno deciso di compiere il medesimo passo in tempi più recenti. Tutti, marchigiani e non, possono collaborare attraverso donazioni o prestiti di fotografie, documenti, oggetti, memorie audio o contributi video. A darne notizia anche l’Associazione Marchigiani nel Mondo sul proprio sito.
Il progetto, promosso da Regione Marche e Comune di Recanati, e realizzato da Sistema Museo, si inserisce nel più ampio calendario di iniziative volte a costituire un Centro di documentazione all’interno del Museo dell’Emigrazione, ospitato dal 2013 a Villa Colloredo Mels. Nell’occasione il museo si è dotato di una postazione attrezzata per la ricezione, catalogazione e acquisizione digitale di documenti e immagini, e di una videocamera per la realizzazione di interviste.
Ulteriore azione di fondamentale importanza è la ricerca di nuovi materiali tramite il coinvolgimento attivo delle associazioni e Federazioni di Marchigiani all’estero, delle scuole e della cittadinanza tutta.
Sul sito dei marchigiani nel mondo anche una lista sulle cose che è possibile portare: materiali fotografici (in digitale o in originale); filmati (in digitale, o interviste da realizzare presso il Museo); documenti audio (in digitale); documenti cartacei (in digitale o in originale); oggetti.
Come contribuire: il materiale già digitalizzato (risoluzione minima di 300 dpi) può essere inviato via mail alla casella memarecanati@gmail.com, oppure consegnato/spedito (su supporto USB/CD/DVD) presso il Museo dell’Emigrazione Marchigiana, c/o Museo Civico Villa Colloredo Mels, Via Gregorio XII, 62019 Recanati (MC). Il materiale consegnato/spedito in originale (in prestito) presso il museo viene digitalizzato e poi restituito. Il materiale donato viene digitalizzato e conservato presso il Centro di Documentazione del Museo. È possibile concordare un appuntamento per la realizzazione di video interviste in museo o a distanza.
Tutti i materiali ricevuti, chiede l’associazione, dovranno essere comprensivi delle necessarie informazioni di supporto (es: data, luogo, eventuali soggetti raffigurati, tipologia di evento). Il prestatore/donatore dovrà inoltre essere titolare a norma di legge di qualsivoglia diritto o vincolo del materiale in oggetto e concedere liberamente e gratuitamente l’utilizzo dello stesso per le finalità istituzionali e culturali del museo.




Santelli. Il cordoglio del MIRE

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98cf9690 0de6 415d 8e42 1eeb43824b47Riceviamo e pubblichiamo.

Il M.I.R.E., Movimento Italiani residenti all’Estero, si unisce al cordoglio per la prematura scomparsa del Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, politico attivo di mera ed encomiabile preparazione, donna combattiva e primo presidente donna della Regione Calabria. Che la terra ti sia lieve!




Liberati in Mali due ostaggi italiani

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205727753 a8325d25 260c 481d 8b06 768ca175a71aIl governo maliano ha annunciato la liberazione di due cittadini italiani prigionieri dei jihadisti, padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio. I due connazionali sono stati liberati insieme ad altri due ostaggi, la cooperante francese Sophie Petronin e l’ex ministro delle Finanze maliano Soumalia Cissè. Maccalli e Chiacchio “sono liberi e stanno bene”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, salutando la “bella notizia”. “Erano stati rapiti da un gruppo jihadista”, spiega Di Maio, “grazie alla nostra intelligence, in particolare all’Aise, e a tutti coloro che hanno lavorato per portarli a casa”. Il premier Giuseppe Conte ha riferito su Twitter che i due stanno tornando in Italia.

I due saranno sentiti domani dai pm di Roma e dai carabinieri del Ros. Il pm Sergio Colaiocco, in particolare, aveva aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro con finalità di terrorismo.  AGI

Il 58enne Maccalli, appartenente alla Società delle missioni africane (Sma), era stato rapito in Niger il 18 settembre 2018 da presunti jihadisti attivi nella zona. Originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, padre Maccalli si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Nicola Chiacchio era sparito in Mali alcuni anni fa, mentre si trovava nella regione, probabilmente per turismo.

Dei due non si avevano notizie dallo scorso 6 aprile, quando una testata nigerina, Air Info Agadez, aveva pubblicato un breve video di 23 secondi, poi rilanciato da ‘Avvenire’, nel quale i due uomini apparivano prigionieri, con la barba lunga e vestiti con abiti tradizionali. “Mi chiamo Pier Luigi Maccalli, di nazionalità italiana, oggi è il 24 marzo”, diceva l’uno. “Mi chiamo Nicola Chiacchio”, diceva l’altro.

Maccalli era l’unico bianco a vivere in modo permanente nel villaggio dove era stato rapito, nella savana, a Gourmancé (sud-ovest del Niger). “Il fatto che abbiano deciso di rapire un bianco e cristiano è anche legato a motivi finanziari e alla volontà di avere una risonanza mediatica forte”, aveva spiegato due anni fa all’Agi il missionario Mauro Armanino, “ma il movente religioso è primario: è accaduto in una zona dove la presenza cristiana è sufficientemente considerevole. Si tratta di un messaggio inequivocabile per le comunità cristiane di qui: vogliono dirci che hanno assoluta capacità di intervenire e toccare quello che è più sacro e caro, quello che finora non e’ mai stato toccato”. La popolazione cristiana dell’area dove operava Maccalli è stato oggetto i mesi scorsi di numerosi attacchi jihadisti, nei quali hanno perso la vita numerosi fedeli. Lo scorso 28 maggio era stata divelta la croce simbolo della parrocchia di Maccalli, fissata nel terreno nel 1995.

Petronin, 75 anni, era stata rapita il Natale 2016 nella citta’ di Gao. Cisse’, 70 anni, ministro delle Finanze del Mali dal 1993 al 2000, era stato invece rapito lo scorso 26 marzo mentre era impegnato nella campagna elettorale per le elezioni parlamentari nel Niafounke, la sua regione natale. Voci sull’imminente liberazione di Petronin e Cisse’ erano state diffuse dai media nei giorni scorsi come possibile contropartita della liberazione, lo scorso weekend, di un centinaio di jihadisti detenuti dal governo maliano.




In Piemonte ci sono 22 dispersi e un morto per il maltempo

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092859418 cd62adf2 82bf 4958 91da 438fb4923b77Si aggrava di ora in ora il bilancio del maltempo per la regione Piemonte. Salgono infatti a 22 i dispersi. Lo ha confermato il Governatore Alberto Cirio. “Noi abbiamo registrato purtroppo una vittima nel vercellese – ha detto Cirio – un ragazzo di 36 anni e abbiamo, secondo i dati ufficiali della prefettura”, i  dispersi, sono in particlare concentrati “tra le province di Cuneo, Vercelli e Biella”. “Questi sono i dati al momento – ha aggiunto il presidente del Piemonte – ma sono dati evidentemente in forte evoluzione”.

Mentre, sempre nel Vercellese, si registra un morto ritrovato a Borgosesia in frazione Bettole. Il corpo era sul greto ai margini del fiume Sesia. L’area in cui era stato visto sparire a bordo della sua auto. Un amico con lui nell’auto si è invece salvato.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, per testimoniare la sua vicinanza al territorio, duramente colpito dal maltempo delle scorse ore. Cirio ha informato il Capo dello Stato della situazione che, seppur più contenuta nell’estensione, mostra danni alle aree colpite maggiori e più gravi di quelli causati dalla terribile alluvione del 1994.

Il suo pensiero è stato per tutti i cittadini travolti da questa calamità, per i sindaci e le istituzioni che stanno affrontando la situazione, per le persone disperse e le squadre delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei volontari impegnate ininterrottamente da stanotte nella loro ricerca e nel portare soccorso al territorio”.

Anche in Lombardia e Liguria frane ed esondazioni hanno isolato alcuni abitati e devastato coltivazioni e aree boschive.

Massima l’attenzione da parte del Governo. “Siamo vicini a tutti i volontari e a tutte le forze in campo impegnate nelle difficili operazioni di soccorso”. Scrive sui social il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che aggiunge: “Sono in costante contatto con il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Stiamo assicurando – aggiunge il premier – un monitoraggio continuo, in pieno coordinamento con i territori, di questa emergenza, con particolare riguardo alla Valle D’Aosta, al Piemonte e alla Liguria. L’attenzione del Governo è massima”.

La gravità della situazione in Piemonte la rende bene il Governatore Cirio: “Abbiamo intere frazioni isolate, decine di famiglie sfollate, ponti distrutti dalla furia dell’acqua il fenomeno è dovuto all’intensissima pioggia del pomeriggio di ieri e della notte scorsa. In particolare, i danni più gravi li stiamo registrando lungo il Tanaro”.

“Abbiamo una situazione molto complicata – prosegue – il tempo ora sembra aiutarci, ma teniamo alta la guardia. Sono oltre 5 5mila le utenze elettriche che in questo momento sono in corso di recupero”. “Dobbiamo stare vicini ai nostri sindaci – conclude Cirio – in questo momento sono moltissimi i volontari che stanno lavorando per garantire la sicurezza”.

Nel bilancio anche un morto. Una persona è stata ritrovata, priva di vita, poco fa a Borgosesia in frazione Bettole. Il corpo era sul greto ai margini del fiume Sesia.

L’area in cui era stato visto sparire a bordo della sua auto. Un amico con lui nell’auto si è invece salvato.

E sempre nel Vercellese che la furia delle acque del Sesia ingrossate da ore di pioggia ha fatto crollare il ponte che collega Romagnano Sesia, in provincia di Novara, con Gattinara, nel vercellese.

La struttura era stata chiusa durante la notte per precauzione, poi intorno alle 12,30 era stata riaperta al traffico. Un’ora dopo, il crollo. Sono in corso verifiche per accertare che nessuna auto fosse in transito in quel momento.

Il Cuneese è sotto pressione da molte ore. “La situazione nel comune di Limone Piemonte è una catastrofe”.

Lo conferma il sindaco Massimo Riberi, che spiega: “abbiamo strade comunali interne che non esistono più”. In Valle d’Aosta, invece, un vigile del fuoco volontario è morto stanotte sulla strada statale nei presso di Arnad, in Valle d’Aosta, schiacciato da un albero caduto a causa del maltempo che si sta abbattendo su tutta la regione.

L’uomo era impegnato insieme ad altri colleghi a ripulire la strada dai detriti quando la pianta sradicata dal temporale lo ha travolto.

Il maltempo non ha risparmiato l’agricoltura: campi allagati in tutta la regione, imprese floricole della provincia di Verbania sott’acqua, le risaie, dove il riso è ancora da tagliare e che era già stato colpito dalla grandinata della scorsa settimana, ora sono allagate, api lungo i fiumi Sesia e Po da portare in salvo e, in alcune aree della provincia di Novara rimaste senza corrente, gli allevatori non riescono a mungere.

Ma il maltempo minaccia di fa sentire i suoi effetti anche in altre regioni.

In Provincia di Piacenza ha ceduto l’intera campata centrale del ponte Lenzino di Corte Brugnatella. La strada statale 45 ‘Di Val Trebbia’, è chiusa in località Corte Brugnatella. Non si registrano vittime o dispersi.

In Trentino Alto Adige, fiumi ingrossati e neve allo Stelvio.

Il Passirio a Merano e il Sarca nella zona del lago di Garda, sono i due fiumi che in queste ore vengono costantemente monitorati. Il fiume Sarca è esondato a Dro allagando le vicine campagne della zona di Pietramurata. Nevica ai 2.757 metri del Passo dello Stelvio che per il momento è ancora percorribile con attrezzatura invernale. S

Sotto l’aspetto della viabilità in provincia di Bolzano sono in aumento le strade chiuse per alberi caduti o per motivi di sicurezza.

La statale 241 del Passo Costalunga è chiusa tra Nova Levante e Carezza, la statale 620 del Passo Lavazé è interrotta, la provinciale 65 del Passo Nigra non è percorribile da San Cipriano, la statale 44bis del Passo Rombo resta chiusa dopo l’incrocio per l’abitato di Stulles. Chiuse le provinciali della Val Martello e Val d’Ultimo. Sull’autostrada ‘A22 del Brennero’ tra Vipiteno e Bressanone si sono formati 2 chilometri di coda in entrambe le direzioni. Intanto nel bresciano e, in particolare in Valcamonica, preoccupa uno smottamento a Breno, con i sassi che sono finiti su un’auto in transito.

Altre frane sono state segnalate a Edolo e Malonno, dove un tratto della ciclabile è stato distrutto e tra Sellero e Cedegolo con l’Oglio che in alcuni tratti è esondato. A Brescia è stato scoperchiato il tendone della scuola calcio Pavoniana. In piazza Vittoria sono cadute alcune strutture montate per la fiera del libro Librixia.

Nella bergamasca quattro strade provinciali sono state chiuse per frana a Brembilla, Olmo, Cassiglio e la Mezzoldo-San Marco. A queste si aggiunge la strada comunale a Vilminore. Intanto da questa mattina a Camerata Cornello il vento e la pioggia hanno provocato un problema alla linea elettrica.

A Cusio invece una frana ha interessato una abitazione in località Monte Avaro: una famiglia è stata evacuata. Sempre per smottamenti è stata chiusa la strada a Olmo al Brembo, Cassiglio e tra la Madonna delle Nevi e il Passo San Marco. Sono isolati da questa mattina Ornica, Valtorta, Piazzolo, Piazzatorre e Mezzoldo, mentre la strada comunale tra Averara e la frazione Valmoresca è franata, sul posto vigili del fuoco e protezione civile che stanno anche monitorando la situazione del fiume Serio. Ma anche le regioni dell’Italia centrale sono nel mirino dell’ondata depressionaria.

In Toscana permane il codice di allerta per piogge e temporali. La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale ha emesso un nuovo codice giallo dalle 20 di stasera fino alle 8 di domani per la Lunigiana e la Versilia. Questi stessi fenomeni si estenderanno nella giornata di domani al resto della regione – ad esclusione delle aree Valdichiana, Fiora, medio Ombrone grossetano, costa grossetana e Valtiberina. AGI




Due senatori M5s positivi, il Senato ‘chiude’ per Covid

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111919907 b0feef26 f614 4f15 9fdd 33d3e17595a5Scatta l’allarme coronavirus a palazzo Madama. La notizia di due senatori del Movimento 5 stelle risultati positivi al Covid-19 fa bloccare in via precauzionale tutti i lavori e il Senato ‘chiude’ i battenti per un giorno, in attesa della sanificazione di alcune sale e di conoscere l’esito dei tamponi a cui si sono sottoposti altri senatori che sono entrati in contatto con i due risultati positivi.

Il senatore M5s: “mai stato così male”

Uno dei due senatori positivi al Covid-19 e’ Francesco Mollame, che su facebook ringrazia “quanti hanno espresso i loro auguri, quando si sta molto male ed isolato anche un semplice saluto da’ forza, non fa sentire soli”. Poi confessa di non essere “mai stato cosi’ male, questo virus e’ proprio una gran brutta bestia. Ma cio’ che non uccide fortifica…”. Ad annunciare sempre via social di essere risultato positivo e’ anche l’altro senatore M5s, Marco Croatti: “Il tampone che ho effettuato nella giornata di ieri ha dato esito positivo. Per correttezza informo che giovedi’ ho preso parte all’assemblea dei senatori del Movimento 5 stelle, munito di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale nei confronti dei presenti. Da lunedi’ pomeriggio sono in quarantena in casa: invito di nuovo tutti voi che mi seguite ad avere massima cautela e a prendere i vari accorgimenti del caso, perche’ solo rispettando tutti insieme le indicazioni che ci vengono date potremo avere la meglio su questo virus”. Intanto, si rincorrono le indiscrezioni e secondo voci di palazzo ci sarebbero anche tre senatori di altri gruppi contagiati, ma al momento non vi e’ conferma ufficiale. La notizia dei due senatori pentastellati positivi inizia a circolare a meta’ mattinata: subito scatta il protocollo contagio e tutti i senatori del gruppo M5s vengono sottoposti al tampone. Poco dopo, e’ lo stesso capogruppo 5 stelle, Gianluca Perilli, a confermare la positivita’ dei due colleghi: “Due senatori del gruppo Movimento 5 stelle sono risultati positivi al Covid 19 e subito dopo aver appreso l’esito del tampone si sono messi in isolamento domiciliare”, spiega. “I senatori M5s che sono entrati in stretto contatto con i due colleghi in queste ore si stanno sottoponendo al tampone e tutto il gruppo parlamentare sta adottando le necessarie misure previste dai protocolli, cosi’ come abbiamo sempre fatto fin dall’inizio della pandemia da coronavirus”, assicura.

Viene quindi sconvocata la commissione Bilancio di palazzo Madama, al lavoro sul decreto Agosto. Ma il rischio della diffusione del virus e’ alto e in via precauzionale vengono sconvocate tutte le sedute delle commisisoni previste in giornata. Scorrono i minuti e arriva la decisione di mettere in lockdown l’intero palazzo, sempre in via precauzionale, anche per procedere, viene spiegato, alla sanificazione di alcune aule. Il provvedimento, si apprende a Palazzo Madama, vale per oggi, mentre per la giornata di domani verra’ fatta una valutazione in base all’esito dei tamponi cui si stanno sottoponendo i senatori.

Si riapre il dibattito sul voto a distanza in Parlamento

La notizia della positivita’ di due senatori riaccende il dibattito, esploso durante il lockdown, sulla necessita’ di valutare i lavori a distanza del Parlamento, in particolar modo la possibilita’ del ricorso al voto a distanza, da remoto. Il primo a sollecitare la ripresa della riflessione e’ il costituzionalista del Pd, Stefano Ceccanti: “Speriamo che il Senato non si blocchi a causa Covid, ma sarebbe il caso di riprendere il dibattito sul lavoro a distanza del Parlamento, preparando decisioni opportune nel segno della prudenza e del dovere di funzionamento degli organi costituzionali. Prudenza e responsabilita’”, scrive l’esponente dem. Anche il pentastellato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, torna a spingere sul tema: “Senato, lavori bloccati per due casi covid. Mi dispiace per i colleghi ai quali auguro pronta guarigione. Ma trovo inaccettabile che la democrazia debba fermarsi. L’avevo detto che il voto da remoto poteva tornare utile”, osserva. Gia’ lo scorso marzo, in pieno lockdown, Brescia auspicava una discussione sul voto a distanza nella Giunta per il regolamento. AGI




Covid, letalità in calo in Italia: virus corre al Sud

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oronavirus tampone auto FgSi è ridotta la letalità di Covid-19 in Italia: è passata dal 14,5% dei contagiati della prima ondata (fino al 16 giugno) all’11,5% attuale (dati al 24 settembre). Ma i contagi sono in forte crescita specie in alcune regioni ‘osservate speciali’: Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia sono le regioni che stanno sperimentando un andamento preoccupante dei contagi, come dimostrano gli incrementi del numero dei positivi dal 16 giugno al 24 settembre, più elevati rispetto al resto delle regioni italiane, +154,2% (positivi passati da 1.365 a 3.471 nel periodo considerato), +140,7% (positivi passati da 4.613 a 11.102 ), +90,8% (da 7.967 a 15.205) e +83,8% (da 3.460 a 6.359) rispettivamente.

E’ quanto emerge dall’aggiornamento al 24 settembre dei dati relativi all’emergenza Covid-19 dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica – campus di Roma, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio

Il numero dei contagi medi giornalieri in Campania era pari a 67 casi nei primi 60 giorni della pandemia (dal 24 febbraio al 23 aprile), mentre negli ultimi 60 giorni (dal 27 luglio al 24 settembre) è salito a 102; in Sardegna nei medesimi periodi si è passati da 21 a 35 casi medi giornalieri, nel Lazio da 101 a 110 e in Sicilia da 49 a 53. In queste regioni si riscontra anche un numero mediamente più basso di persone sottoposte a test: 11,7 per 100 abitanti nel Lazio, 9,3 in Sardegna, 6,7 in Sicilia e 6,1 in Campania (Italia 10,8 per 100 abitanti). Fortunatamente la letalità continua a restare tra le più basse: 4,1 decessi ogni 100 contagiati in Campania, 4,3 in Sicilia, 4,6 in Sardegna e 5,9 nel Lazio (Italia 11,8).

Quanto a Lombardia e Piemonte, le 2 regioni che nella prima fase della pandemia sono state colpite più violentemente dai contagi, nella seconda fase presentano “un incremento mediamente più limitato dei nuovi contagi, rispettivamente del 14,6% e 11,5%. Il numero medio di contagi giornalieri dal 24 febbraio al 23 aprile era pari a 1.169 in Lombardia e 386 in Piemonte”, mentre “dal 27 luglio al 24 settembre sono scesi mediamente a 159 e 51 contagi, rispettivamente”, rileva il report.

In Lombardia “persiste la percentuale di letalità più elevata, 16,1 decessi per 100 contagiati”. Anche il Piemonte presenta una letalità elevata, pari al 12% dei contagiati. La pandemia da coronavirus, sottolineano gli esperti è entrata in una fase nuova: la diminuzione del numero dei contagi giornalieri osservati fino all’inizio dell’estate si è arrestata ed è iniziata una lenta, ma significativa risalita dell’incidenza di Covid-19. Non è possibile stabilire con esattezza il riferimento temporale delle due fasi, ma per convenzione gli esperti propongono di porre l’attenzione sul periodo che va dal 24 febbraio al 16 giugno e su quello che dal 17 giugno arriva al 24 settembre, data ultima dei dati presentati.

Ebbene, al 16 giugno i casi totali di persone positive erano 237.500 (pari allo 0,4% della popolazione), a fronte di 4.695.707 tamponi effettuati, corrispondenti a 2.891.846 persone (pari al 4,8% della popolazione). Il numero di decessi era pari a 34.405 (5,7 ogni 10.000 abitanti) e la letalità al 14,5% dei contagiati. Dal 16 giugno al 24 settembre i casi totali sono aumentati a 304.323 (circa il 28% in più), i test effettuati 10.787.694, corrispondenti a 6.520.661 persone (circa il 126% in più). I decessi 35.781 (il 4% in più), mentre la letalità scende all’11,8%. ADNKRONOS




Trombe d’aria e nubifragi sull’Italia, 4 feriti nel livornese. Prima neve sulle Dolomiti

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083217184 165a97ad 7a66 46d4 a23d c4f8ab240ee4Sono più di mille gli interventi di soccorso effettuati dai vigili del fuoco per il maltempo che da ieri sta interessando in particolare il Nord Italia e il versante tirrenico. Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Campania le regioni più coinvolte. Nelle province di Varese e Como proseguono gli interventi per alberi abbattuti e dissesti statici: 200 i soccorsi fatti.

In Emilia Romagna 120 interventi tra Parma e Reggio Emilia. Per il forte vento nella zona di Perugia gli interventi sono stati 150. Nella tarda serata di ieri una tromba d’aria ha colpito la zona di Cecina e Rosignano (Livorno) provocando quattro feriti e danni ai tetti di diverse abitazioni.

Anche a Roma per le forti raffiche di vento sono stati necessari 140 interventi per alberi abbattuti e dissesti statici. In Campania, colpite soprattutto Salerno e Napoli: 230 gli interventi complessivi, con Salerno colpita da una tromba d’aria che ha interessato soprattutto la zona orientale.

Un’ondata di maltempo sta investendo anche il territorio calabrese, con forti raffiche di vento e pioggia. Gioia Tauro è stata investita nella tarda serata di ieri da una tromba d’aria che ha ribaltato i containers depositati sulle banchine del porto. Il vento ha anche danneggiato tetti, sradicato alberi e staccato insegne pubblicitarie. Secondo quanto detto all’AGI dal sindaco Aldo Alessio, che sta compiendo una ricognizione in città, non ci sono danni a persone.

In Sardegna, la strada provinciale 19 che collega Cuglieri con la borgata montana di San Leonardo, nel territorio di Santu Lussurgiu, è chiusa al traffico da questa notte in seguito alla caduta di un grosso albero sulla carreggiata, a causa del forte vento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cuglieri che hanno verificato il rischio di caduta di diversi alberi e fatto scattare la chiusura. La strada collega i due versanti del Montiferru e attraversa una zona boscata con alberi di alto fusto.

La caduta di alberi e di pali, sempre a causa del forte vento, è stata segnalata anche a Oristano e in diversi altri centri tra i quali Arborea, Mogoro, Torre Grande e Solanas. I danni sono in fase di quantificazione, ma fortunatamente non si registra il coinvolgimento di persone. I vigili del fuoco del comando provinciale di Oristano sono stati impegnati tutta la notte per evadere le numerose richieste di intervento.

È arrivata, intanto, la prima neve sulle Dolomiti, con i fiocchi caduti nella notte dal fondovalle a Cortina fin sopra i 1.400 metri. Gli allevatori, spiega Coldiretti, hanno provveduto in tempo alla transumanza del bestiame liberando le malghe e rientrando nelle aziende agricole. Sull’Altopiano di Asiago, in particolare nel comune di Enego, si è invece abbattuta una copiosa grandinata che ha creato disagi agli agricoltori proprio durante i preparativi per l’organizzazione dei mercati di Campagna Amica e iniziative promozionali in programma nel fine settimana. AGI