Cittadinanza italiana: la Consulta conferma il decreto Tajani

La Corte Costituzionale italiana ha dato il via libera al cosiddetto decreto Tajani sulla #cittadinanza, respingendo le contestazioni di incostituzionalità presentate da alcuni tribunali. Con questa decisione, le nuove regole restano quindi in vigore.
Il caso era arrivato davanti alla Consulta dopo che il Tribunale di Torino aveva sollevato dubbi sulla legittimità della norma introdotta nel 2025, che ha modificato i criteri per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis). I giudici costituzionali hanno stabilito che le questioni sollevate sono in parte infondate e in parte inammissibili, confermando di fatto la validità della legge.
Il decreto, voluto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha introdotto criteri più restrittivi per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di italiani nati all’estero, nel tentativo di ridurre il numero crescente di richieste e alleggerire il lavoro dei consolati.
Cosa succede adesso
Dopo la decisione della Corte Costituzionale, la strada giudiziaria interna appare sostanzialmente chiusa. Chi contesta la riforma potrà tentare la via dei tribunali europei, ma si tratta di percorsi lunghi e incerti.
Per modificare le regole sulla cittadinanza, dunque, l’unica possibilità concreta resta l’intervento del Parlamento, che potrebbe cambiare o correggere la normativa con una nuova legge.
La decisione della Consulta rappresenta un passaggio importante in un dibattito molto sentito tra le comunità italiane nel mondo, soprattutto in America Latina e tra i milioni di discendenti di emigrati che negli ultimi anni hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a votare in un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia approvata dal Parlamento. Il voto servirà a confermare oppure respingere una modifica della Costituzione che cambia l’organizzazione della magistratura italiana.
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