Maltempo al Sud Italia: piogge, mareggiate e nuove perturbazioni nel weekend

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090717924 670f57a0 dae9 4bed be4d a9ca0a29778bIl Sud Italia continua a fare i conti con una fase diffusa di maltempo che segue il passaggio del violento ciclone denominato Harry nel corso della scorsa settimana. La perturbazione ha lasciato sul territorio segnali di danni, forti piogge, venti intensi e mareggiate, con l’attenzione delle autorità ancora alta in molte province meridionali.

Nel corso degli ultimi giorni, Sicilia, Calabria e Sardegna sono state tra le regioni più colpite dal maltempo ciclonico che ha portato:

  • venti fortissimi e piogge torrenziali lungo le coste;

  • mareggiate con onde fino a 8–9 metri che hanno invaso strade e località costiere;

  • allagamenti diffusi e danni ad infrastrutture portuali, edifici e attività commerciali nelle aree costiere.

Le autorità locali avevano emesso allerte rosse in diverse aree, chiuso scuole e invitato la popolazione alla massima prudenza mentre i vigili del fuoco e la protezione civile hanno gestito migliaia di interventi per soccorrere cittadini e mettere in sicurezza strade e abitazioni.

Per oggi, sabato 24 gennaio, è stata confermata allerta meteo gialla su gran parte del Sud, in particolare in Campania, Sardegna e Sicilia, dove sono attesi temporali, piogge diffuse e possibili fenomeni a carattere intenso. Nelle zone interne si possono verificare anche dissesti idrogeologici localizzati come frane o caduta massi.

Il maltempo non lascerà la Penisola nemmeno nel weekend e nei prossimi giorni: una nuova perturbazione sta infatti attraversando l’Italia portando pioggia e temporali dal Nord verso il Centro e il Sud, con temperature ancora instabili e precipitazioni sparse.

Le mareggiate intense generate dal ciclone non si sono ancora completamente esaurite nelle zone litoranee di Sicilia e Calabria. In molte località si registrano ancora onde alte e rischio erosione costiera, mentre diverse infrastrutture portuali necessitano di riparazioni a seguito dei danni subiti nei giorni scorsi.

Secondo le previsioni meteo:

  • tra oggi e domani il maltempo si estenderà al Centro-Sud con piogge anche su Campania, Basilicata e Puglia;

  • vento intenso e mare mosso resteranno evidenti lungo le coste;

  • nelle zone montane potrebbero verificarsi nevicate a quote generalmente alte, con rovesci misti a neve in alcune località interne.

Le autorità continuano a raccomandare cautela negli spostamenti, soprattutto nelle aree più vulnerabili per rischio idrogeologico o in prossimità della costa, e a seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile.




Ciclone sulla Sicilia: piogge intense, vento e disagi

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photo 2024 10 19 21 15 17Un ciclone di origine mediterranea sta interessando la Sicilia, portando con sé una fase di marcato maltempo. In diverse zone dell’isola si registrano piogge intense, raffiche di vento e un sensibile peggioramento delle condizioni del mare, con mareggiate lungo le coste più esposte.

Le precipitazioni, in alcuni casi a carattere temporalesco, stanno creando disagi alla viabilità e problemi locali di allagamenti, soprattutto nei centri urbani e nelle aree già fragili dal punto di vista idrogeologico. Il vento forte ha causato difficoltà nei collegamenti marittimi e disagi alle attività portuali.

La Protezione civile mantiene alta l’attenzione e invita alla prudenza, in particolare negli spostamenti e nelle zone a rischio. L’evoluzione del ciclone sarà determinante per capire se il maltempo tenderà ad attenuarsi nelle prossime ore o se la perturbazione continuerà a influenzare l’isola anche nei prossimi giorni.




Il Senato inizia l’esame degli incentivi fiscali per il rientro dei pensionati residenti all’estero

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67924da37bf8dIntrodurre incentivi fiscali per i titolari di pensione italiana che vivono fuori dall’Unione europea da almeno cinque anni e che trasferiscono la loro residenza in Italia, in un comune che rientra nelle aree intermedie, periferiche o ultraperiferiche della SNAI (Strategia nazionale per le aree interne) con una popolazione non superiore a 3.000 abitanti. Questo l’obiettivo del ddl presentato dal senatore Domenico Matera (FdI) di cui questa settimana la Commissione Finanze del Senato avvierà la discussione in sede redigente.
Il beneficio previsto dal ddl consiste in un’aliquota IRPEF sostitutiva e forfettaria del 4% sui tutti i redditi non già assoggettati a tassazione in Italia, compresi quelli prodotti all’estero e quelli corrisposti da istituti di previdenza italiani, per 15 anni.
“Si vuole quindi incentivare i rientri in Italia, senza alcun maggiore onere per la finanza pubblica, indirizzandoli verso le aree che soffrono lo spopolamento e la riduzione dei servizi necessari alla vita delle persone come scuola, sanità e mobilità”, spiega Matera nella presentazione del testo.
L’Inps, ricorda il senatore, “paga pensioni all’estero in circa 160 Stati. Nel 2023 le pensioni pagate all’estero sono state oltre 310.000, per un importo complessivo di circa 1.600 milioni di euro, rappresentando il 2,3 per cento del totale delle pensioni erogate dall’Istituto. A queste si aggiungono pensioni in regime internazionale, liquidate totalizzando i periodi assicurativi maturati in Italia con quelli maturati in altri Stati, di cui il 36 per cento sono pagate all’estero, per un importo di circa 562 milioni di euro. Tali pensioni erogate all’estero sono imponibili in linea generale in Italia, salvo ove diversamente pattuito. Infatti, con molti Paesi l’Italia ha concluso convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali sul reddito. In tali casi, il pensionato italiano che risiede all’estero può chiedere all’INPS l’applicazione della normativa prevista dalla specifica convenzione. Il pensionato potrà quindi ottenere, in base a quanto stabilito dalla convenzione, per esempio, la detassazione totale della pensione italiana, in quanto tale reddito verrà assoggettato al regime fiscale del Paese di residenza, oppure l’applicazione di un trattamento fiscale più favorevole, come l’imposizione limitata alla parte eccedente determinate soglie o l’applicazione di aliquote diverse da quelle previste dal regime fiscale ordinario”.
Richiamato il concetto di residenza fiscale, Matera spiega che il suo ddl interviene sul Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (Tuir) introducendo l’articolo 24-quater.
Il TUIR, spiega Matera, “già prevede all’articolo 24-bis, a partire dal 2017, per le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia dopo aver vissuto all’estero per almeno nove anni, la possibilità di optare per un’imposta sostitutiva dell’IRPEF sui redditi prodotti all’estero, nella misura forfettaria di 200.000 euro l’anno. L’articolo 24-ter, invece, a partire dal 2019, prevede, per le persone fisiche titolari di pensione erogata da soggetti esteri, residenti all’estero da almeno cinque anni, la possibilità di optare per l’aliquota sostitutiva forfettaria del 7 per cento su tutti i redditi prodotti all’estero, a condizione che trasferiscano la propria residenza in Italia, in uno dei comuni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia), o in quelli interessati da eventi sismici nel 2009, 2016 e 2017, aventi comunque una popolazione non superiore a 20.000 abitanti”.
Il nuovo articolo 24-quater, evidenzia il senatore, “sarebbe quindi rivolto ai molti soggetti residenti all’estero, titolari di pensione erogata in Italia, che non possono rientrare né nell’ambito applicativo dell’articolo 24-bis perché non hanno convenienza a pagare 200.000 euro l’anno di tasse, né in quello dell’articolo 24-ter, perché percepiscono una pensione italiana e non estera. A queste persone, quindi, si vuole dare la possibilità di rientrare in Italia, beneficiando di un’aliquota IRPEF forfettaria del 4% su tutti i redditi percepiti, compresa la pensione italiana, per la parte non già oggetto di imposizione in Italia. In questo modo si assicura l’assenza di un minor gettito per la finanza pubblica, e anzi un sicuro introito per l’Erario”.
Il ddl consta di un solo articolo.
“Art. 1.
1. Al capo I del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è aggiunto, in fine, il seguente articolo:
“ Art. 24-quater.
(Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi delle persone fisiche titolari di redditi da pensione erogata da enti previdenziali italiani che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne)

1. Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 24-bis e 24-ter, le persone fisiche di cui al comma 2 del presente articolo possono optare per l’assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, anche prodotti all’estero e determinati secondo i criteri di cui all’articolo 165, comma 2, per la parte, totale o parziale, non già sottoposta a tassazione in Italia, a un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 4 per cento, per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione.
2. L’opzione di cui al comma 1 del presente articolo può essere esercitata dalle persone fisiche titolari dei redditi da pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), erogati da enti previdenziali italiani, pubblici o privati, che non siano state fiscalmente residenti in Italia ai sensi dell’articolo 2, comma 2, nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace ai sensi del comma 5 del presente articolo, e che trasferiscono la propria residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a uno dei comuni inclusi nelle aree intermedie, periferiche o ultraperiferiche della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), aventi popolazione non superiore a 3.000 abitanti, secondo l’ultimo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni precedente alla data di esercizio dell’opzione.
3. Le persone fisiche di cui al comma 2 indicano, nell’ambito dell’opzione, lo Stato o gli Stati in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima del trasferimento. L’Agenzia delle entrate comunica le informazioni relative al trasferimento di residenza fiscale alle autorità competenti degli Stati indicati, attraverso idonei strumenti di cooperazione amministrativa.
4. L’opzione di cui al comma 1 si applica per i primi quindici periodi d’imposta successivi a quello in cui diviene efficace ai sensi del comma 5.
5. L’opzione di cui al comma 1 è esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale in Italia ai sensi del comma 2 ed ha effetto a decorrere dallo stesso periodo d’imposta.
6. L’imposta sostitutiva è versata in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi. Per l’accertamento, la riscossione, il contenzioso e l’irrogazione delle sanzioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per le imposte sui redditi. L’imposta sostitutiva non è deducibile da alcuna imposta o contributo.
7. L’opzione di cui al comma 1 è revocabile dal contribuente. Nel caso di revoca restano salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti. Gli effetti dell’opzione cessano altresì in caso di accertata insussistenza o sopravvenuta perdita dei requisiti previsti dal presente articolo, salvo il sopravvenuto superamento della soglia di abitanti di cui al comma 2. Gli effetti cessano altresì in ogni caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva di cui al comma 1, nella misura e nei termini previsti, salvo che il versamento sia effettuato entro la data di scadenza del pagamento del saldo relativo al periodo d’imposta successivo a quello a cui l’omissione si riferisce. Resta ferma l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e degli interessi. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione per i cinque periodi d’imposta successivi.
8. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità attuative del presente articolo””. (aise) 




Addio a Valentino: morto a 93 anni il genio della moda italiana

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valentino 1024x694Il mondo della moda è in lutto. È morto oggi, all’età di 93 anni, #Valentino Garavani, lo stilista che più di ogni altro ha incarnato l’eleganza italiana nel mondo, trasformando il suo nome in un simbolo universale di stile, lusso e perfezione formale.

Con lui se ne va non solo un grande couturier, ma un’epoca intera della moda, fatta di atelier, silenzi operosi, stoffe preziose e di un’idea quasi sacrale dell’abito come opera d’arte.

Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Garavani si forma tra Milano e Parigi, respirando fin da giovanissimo l’alta sartoria francese. Il debutto ufficiale arriva a Roma alla fine degli anni Cinquanta, ma è negli anni Sessanta che il suo nome esplode a livello internazionale.

Il “rosso Valentino”, divenuto una firma riconoscibile ovunque, è solo uno dei segni distintivi di uno stile che ha saputo unire rigore, sensualità e armonia, senza mai inseguire le mode effimere.

Valentino ha vestito regine, first lady, attrici e icone dello spettacolo. I suoi abiti hanno attraversato Oscar, incoronazioni, matrimoni reali e tappeti rossi, imponendo un’idea di femminilità sofisticata, mai urlata, lontana dagli eccessi ma sempre memorabile.

Per decenni, la maison Valentino è stata sinonimo di alta moda pura, in un mondo che cambiava rapidamente e che spesso sacrificava la qualità sull’altare della velocità.

Nel 2008 Valentino si era ritirato ufficialmente dalle scene con una sfilata-evento che sembrava un commiato definitivo. Da allora aveva scelto una vita più riservata, osservando da lontano l’evoluzione di un settore che lui stesso aveva contribuito a costruire.

La sua assenza dalle passerelle non aveva però mai intaccato la sua presenza simbolica: Valentino era già leggenda in vita.

Con la sua morte si chiude uno degli ultimi capitoli della grande moda italiana del Novecento. Resta un’eredità immensa: archivi, abiti, immagini, ma soprattutto una lezione di stile e disciplina che continuerà a ispirare stilisti, artigiani e creativi.

Per l’Italia, per gli italiani all’estero e per chiunque creda che l’eleganza sia una forma di cultura, Valentino Garavani non è stato solo uno stilista: è stato un ambasciatore silenzioso del bello italiano nel mondo.




È morto il presidente della Fiorentina Rocco Commisso

rocco commisso incontra eugenio giani

rocco commisso incontra eugenio giani

Commisso aveva 76 anni. Era nato a Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, ma era poi emigrato in America, in Pennsylvnia, con la madre e due sorelle nel 1961, dove viveva già il padre. Laureato in ingegneria alla Columbia University, aveva avviato varie esperienze nel mondo della finanza, e nel 1995 aveva fondato Mediacom, una delle più importanti aziende statunitensi che gestiscono la rete della tv via cavo. Nel 2017 aveva acquistato le quote di maggioranza dei New York Cosmos, due anni dopo aveva poi acquisito la Fiorentina. Era malato da tempo.

Bologna-Fiorentina, in programma domenica alle 15, non sarà rinviata. Ma su tutti i campi della Serie A sarà osservato un minuto di silenzio in segno di lutto.

Sul sito ufficiale della Fiorentina l’ultimo saluto al presidente: Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa. Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. ‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini.


Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia.

La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre.

“CHIAMATEMI ROCCO”: CHI ERA COMMISSO

“Commisso è stato uno degli imprenditori immigrati italiani di maggior successo nella storia degli Stati Uniti – si legge nel profilo che ne fa in una nota Mediacom Communications – Membro della prestigiosa classifica Forbes 400, la sua straordinaria carriera nel settore della televisione via cavo si è estesa per quasi 50 anni. Commisso ha fondato Mediacom nel 1995 con l’obiettivo di acquisire e rilanciare sistemi via cavo nelle comunità più piccole e meno servite del Paese. Nel 2000 ha guidato con successo la quotazione in borsa di Mediacom, aprendo la strada alla crescita straordinaria dell’azienda fino a diventare il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti, offrendo servizi di dati ad alta velocità, video, telefonia e mobile a oltre 3 milioni di famiglie e imprese in 22 Stati. Nel 2011 ha riportato l’azienda in ambito privato e oggi Mediacom è interamente di proprietà della famiglia Commisso.

Commisso ha iniziato la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, ha trascorso un decennio nel settore finanziario, inizialmente presso Chase Manhattan Bank (oggi J.P. Morgan Chase) e successivamente presso la Royal Bank of Canada, dove ha guidato le attività di finanziamento negli Stati Uniti per aziende dei settori media e comunicazioni. Dal 1986 al 1995 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e consigliere di amministrazione di Cablevision Industries Corporation. Durante il suo mandato, Cablevision Industries, allora società privata, è passata dal 25° all’8° posto tra le più grandi aziende via cavo del Paese, servendo 1,3 milioni di clienti al momento della fusione con Time Warner.

In precedenza, Commisso ha fatto parte dei consigli di amministrazione della National Cable & Telecommunications Association, di C-SPAN, di CableLabs, di Cyndx LLC e della National Italian American Foundation. Nel corso della sua illustre carriera imprenditoriale, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, il Life Achievement Award della National Italian American Foundation, la Ellis Island Medal of Honor e il Vanguard Award for Distinguished Leadership, il più alto riconoscimento dell’industria della televisione via cavo. È stato inoltre inserito in prestigiose istituzioni come la Broadcasting & Cable Hall of Fame, la Cable Center Hall of Fame e la Columbia University Athletics Hall of Fame. Sotto la sua guida, Mediacom è stata nominata U.S. Best Managed Company da Deloitte Private e dal Wall Street Journal dal 2021 al 2025. Nel 2023, la straordinaria storia della sua vita è stata raccontata da 60 Minutes in un servizio intitolato “Only in America”.

Nato in Calabria, in Italia, Commisso è emigrato negli Stati Uniti all’età di 12 anni. Si è diplomato alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967. Ha frequentato la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, conseguendo una laurea in ingegneria industriale e un MBA
presso la Graduate Business School. Durante il periodo alla Business School è stato eletto presidente del corpo studentesco e ha ricevuto il prestigioso Business School Service Award.

Ha giocato a calcio con i Columbia Lions tra il 1967 e il 1970. Ha fatto parte di una squadra di matricole che concluse la stagione da imbattuta ed è stato co-capitano della squadra del 1970, che portò Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff NCAA. Per le sue prestazioni sul campo, Commisso è stato insignito per tre volte del riconoscimento All-Ivy League ed è stato invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972.

Nel corso di oltre 50 anni come sostenitore e alumni del calcio di Columbia, il programma maschile è diventato uno dei più vincenti della Ivy League e di tutti gli sport principali dell’università. A metà degli anni Settanta ha co-fondato Friends of Columbia Soccer e ne è stato presidente dal 1978 al 1986. In quel periodo, Columbia ha vinto otto titoli Ivy consecutivi ed è diventata l’unica università della Ivy League ad aver disputato la finale del campionato NCAA.

Nel 2004, in occasione del 250° anniversario della fondazione di Columbia, il quotidiano universitario Daily Spectator ha inserito Commisso tra i 250 più grandi alumni undergraduate di tutti i tempi. Da molti anni, Columbia assegna un premio annuale di calcio maschile che porta il suo nome. Nel 2013, l’università ha riconosciuto il suo contributo intitolandogli lo stadio di calcio del Baker Athletics Complex: il Rocco B. Commisso Soccer Stadium.

Nel corso della sua vita, Commisso ha destinato ingenti risorse personali e aziendali al sostegno delle opportunità educative per i giovani. Attraverso il programma World Class Scholars di Mediacom, il September 11th Memorial Scholarship Fund, l’Entrepreneur of Tomorrow Award e altre iniziative, ha offerto borse di studio a 4.000 studenti in tutti gli Stati Uniti. Nel 2014 ha istituito il Rocco B. Commisso American Dream Fund presso la sua scuola superiore nel Bronx, la Mount Saint Michael Academy, per garantire che l’istituto possa continuare a formare giovani meritevoli per le generazioni future. Nel 2022, insieme alla moglie Catherine, ha istituito la Rocco and Catherine Commisso Scholarship presso la Fu Foundation School of Engineering and Applied Science della Columbia University, destinata a sostenere ogni anno, in perpetuo, fino a 20 studenti.

Nel gennaio 2017, Commisso ha acquisito una quota di maggioranza dei New York Cosmos, diventandone presidente. I Cosmos sono il marchio calcistico americano più riconosciuto al mondo. Dopo aver iniziato a giocare allo Yankee Stadium nel 1971, lo storico club ha vinto un record di otto titoli professionistici e ha portato negli Stati Uniti alcune delle più grandi stelle del calcio internazionale, tra cui Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia, Carlos Alberto e, più recentemente, Raúl e Marcos Senna. Nel luglio 2025, i New York Cosmos sono stati acquisiti da North Jersey Pro Soccer, con sede a Paterson, New Jersey. La famiglia Commisso mantiene una quota di minoranza nel club.

Nel giugno 2019, Commisso ha acquisito la storica ACF Fiorentina, diventando presidente del prestigioso club calcistico italiano. Fondata nel 1926, la Fiorentina ha sede nella splendida Firenze, città conosciuta in tutto il mondo come simbolo dell’eccellenza culturale italiana. Comunemente chiamata “La Viola” per i suoi caratteristici colori, la Fiorentina compete in Serie A, la massima divisione del calcio italiano. Il suo lascito più duraturo al club è il Rocco B. Commisso Viola Park, il centro sportivo all’avanguardia inaugurato nel 2023, che rappresenta la casa permanente di tutte le squadre di ACF Fiorentina, comprese quelle maschili, femminili e del settore giovanile”.

ag Dire – www.dire.it




Viaggio alle radici: il “Portale Antenati” apre gli archivi digitali a tutti gli italiani

antenati 20211114 logo

antenati 20211114 logoIl Ministero della Cultura ha reso disponibile una risorsa preziosa per chiunque voglia esplorare la propria storia familiare: il Portale Antenati. Si tratta di una piattaforma digitale che mette a disposizione gratuitamente quasi 155 milioni di documenti custoditi dagli Archivi di Stato, trasformando la memoria storica del Paese in un bene accessibile con un semplice click.

Lanciato nel 2011 e in costante aggiornamento (solo nel 2025 sono state caricate oltre 7 milioni di nuove immagini), il progetto mira a digitalizzare i registri dello Stato Civile. Questo strumento è diventato un punto di riferimento non solo per studiosi e ricercatori, ma soprattutto per i tantissimi italiani residenti all’estero che desiderano ricostruire il proprio legame con l’Italia senza dover viaggiare fisicamente tra i vari archivi locali.

Cosa si può trovare sul portale?

Il sito permette di consultare certificati di nascita, matrimonio e morte a partire dall’inizio dell’Ottocento (e in certi casi anche dal Settecento). Ecco i punti di forza della piattaforma:

  • Ricerca facilitata: È possibile filtrare i documenti per nome, luogo o periodo storico.

  • Supporto all’utente: Sono presenti guide per orientarsi tra i contesti amministrativi del passato.

  • Storie vissute: La sezione “Storie di famiglia” raccoglie testimonianze reali di chi ha già completato con successo la propria ricerca genealogica.

Con oltre 1,8 milioni di accessi registrati nell’ultimo anno, il Portale Antenati conferma quanto la digitalizzazione sia fondamentale per proteggere l’identità collettiva e rafforzare il legame tra i cittadini e il patrimonio culturale nazionale.




Addio a Tony Dallara, la voce che cambiò per sempre la canzone italiana

tony dallara

tony dallaraSi è spento all’età di 89 anni Tony Dallara, uno dei protagonisti assoluti della musica leggera italiana del Novecento. Con la sua scomparsa se ne va non solo un cantante di enorme successo, ma un vero innovatore, un artista capace di segnare una svolta storica nel modo di cantare e di emozionare il pubblico.

Nato Antonio Lardera il 30 giugno 1936 a Campobasso, Tony Dallara crebbe a Milano, città che avrebbe fatto da sfondo ai suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. Fin da giovane mostrò una voce fuori dal comune: potente, intensa, capace di salire di tono con una forza espressiva allora inedita. Una vocalità che lo avrebbe reso celebre come uno dei primi “urlatori” della canzone italiana, aprendo una strada nuova rispetto alla tradizione melodica più composta e classica.

Il successo arrivò rapidamente alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1957 Dallara esplose con “Come prima”, un brano destinato a entrare nella storia della musica italiana. La canzone non fu soltanto un trionfo di vendite, ma rappresentò un vero cambio di paradigma: un modo diverso di cantare l’amore, più viscerale, più diretto, più moderno. Come prima fece il giro del mondo, venne tradotta in più lingue e interpretata da artisti internazionali, consacrando Tony Dallara anche oltre i confini italiani.

tony dallara un libro e una mostra la musica evoca i colori oryshr4Da quel momento la sua carriera fu un susseguirsi di successi. Brani come “Ti dirò”, “Bambina, bambina”, “Ghiaccio bollente” e “Romantica” divennero colonna sonora di un’Italia che cambiava, che usciva dal dopoguerra e scopriva nuovi sogni, nuovi entusiasmi, una nuova giovinezza. Dallara parlava direttamente al cuore del pubblico, soprattutto dei giovani, che si riconoscevano in quella voce passionale e in quell’interpretazione senza filtri.

Il punto più alto della sua carriera arrivò nel 1960, quando vinse il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel proprio con “Romantica”. Una vittoria che sancì definitivamente il suo ruolo centrale nella scena musicale nazionale e lo consacrò come uno degli artisti più amati e influenti dell’epoca.

Ma Tony Dallara non fu soltanto un cantante di successo. Fu un apripista, un uomo che seppe osare, rompere gli schemi, accettare le critiche pur di seguire una propria idea artistica. Il suo stile influenzò profondamente le generazioni successive, contribuendo a rendere la canzone italiana più dinamica, più aperta alle contaminazioni e più vicina alle emozioni autentiche del pubblico.

Negli anni successivi, pur affrontando momenti di difficoltà e problemi di salute, Dallara non abbandonò mai completamente la scena. Continuò a esibirsi, a partecipare a programmi televisivi, a raccontare la sua storia con grande lucidità e ironia. Il pubblico non smise mai di volergli bene, riconoscendo in lui non solo un artista, ma un pezzo di memoria collettiva.

La morte di Tony Dallara segna la fine di un’epoca irripetibile della musica italiana. Con lui se ne va una voce che ha saputo gridare l’amore, il dolore e la speranza, lasciando un’impronta indelebile nella storia dello spettacolo.

Resteranno le sue canzoni, ancora oggi capaci di emozionare. Resterà il ricordo di un artista coraggioso, che non ebbe paura di essere diverso.
Addio Tony Dallara: l’Italia non dimenticherà mai la tua voce.




Referendum sulla giustizia: per cosa voteremo il 22 e 23 marzo

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20260112 1981Gli italiani torneranno alle urne il 22 e il 23 marzo 2026 per un importante referendum costituzionale sulla giustizia. Non si tratta di un voto su una legge qualunque, ma di una scelta chiamata a decidere il futuro dell’ordinamento giudiziario del nostro Paese.

Il referendum è stato indetto perché la riforma costituzionale sulla giustizia, pur approvata dal Parlamento sotto la guida del Governo guidato da Giorgia Meloni, non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi richiesta dalla Costituzione per entrare in vigore senza consultare i cittadini. Per questo motivo è necessario chiedere al popolo italiano di confermarla o respingerla.

Si tratta di un referendum costituzionale confermativo: il voto serve a confermare o respingere una riforma costituzionale già approvata in Parlamento ma senza la maggioranza qualificata. A differenza di altri referendum, qui non è previsto il quorum: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza alle urne.

Gli elettori saranno chiamati a rispondere SÌ o NO alla seguente domanda:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento?

In pratica, si va alle urne per decidere se confermare (con il SÌ) o respingere (con il NO) la riforma costituzionale così come è stata approvata.

Al centro della riforma ci sono modifiche strutturali e istituzionali del sistema giudiziario, con questi punti chiave:

Separazione delle carriere

Viene stabilita una distinzione definitiva tra i magistrati giudicanti (che emettono sentenze) e i magistrati requirenti (i pubblici ministeri, che indagano e perseguono i reati).

Chi sceglie una carriera non potrà più passare automaticamente all’altra.

Due Consigli Superiori della Magistratura (CSM)

Al posto di un unico CSM per tutti i magistrati, ne vengono istituiti due distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.

I membri di ciascun organo saranno selezionati in parte con sorteggio e in parte tramite procedure definite.

Istituzione dell’Alta Corte Disciplinare

Nasce un nuovo organo indipendente, l’Alta Corte Disciplinare, che si occupa delle questioni disciplinari nei confronti dei magistrati.

Queste modifiche mirano, secondo i proponenti, a rendere più chiaro e trasparente il sistema giudiziario, evitando intrecci tra chi indaga e chi giudica, e rafforzando la fiducia dei cittadini.

Le principali posizioni in campo

Chi sostiene il SÌ

I sostenitori del SÌ, tra cui il Governo e buona parte del centro-destra, sostengono che la riforma:

aumenti la trasparenza e la credibilità della giustizia;

eviti conflitti di interesse tra magistrati che indagano e magistrati che giudicano;

renda più chiara la distinzione di ruoli e responsabilità all’interno della magistratura. (Reuters)

Chi sostiene il NO

I comitati per il NO e molte forze del centro-sinistra criticano la riforma perché, a loro avviso:

non affronta i veri problemi della giustizia (come lentezza dei processi e carenza di personale);

potrebbe indebolire l’indipendenza dei pubblici ministeri, favorendo interferenze politiche. (

Questo referendum non riguarda solo tecnicismi giudiziari, ma la struttura fondamentale dello Stato e dell’equilibrio dei poteri. Perché, in un sistema democratico, è la Costituzione stessa a stabilire chi fa che cosa e in che modo. Il voto del 22-23 marzo è quindi un momento in cui gli italiani saranno chiamati a dire la loro su come deve funzionare la giustizia nel Paese.

 




Terremoto in Romagna, due forti scosse a Faenza e Russi

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screenshot 2026 01 13 094316La terra ha tremato due volte e ha fatto paura in Romagna, questa mattina, poco prima dele 9.30. I dati diffusi da Invg riportano che sono state due le scosse nel ravennate, la prima con epicentro a 7 chilometri da Russi, per una magnitudo 4,3 a una profondità di 23 km; la seconda a due minuti di distanza, alle 9,29, a 8 chilometri da Faenza, per una magnitudo 4,1 e 22 km di profondità.

Le scosse sono state sentite chiaramente in tutta la Romagna, in provincia di Pesaro e Urbino e nel Ferraresi.
Dalle prime verifiche effettuate dalla Dipartimento della Protezione civile, non risulterebbero nell’immediato danni a persone o cose. Intanto nei gruppi social “locali” i residenti di Russi e paesi limitrofi raccontano che la prima scossa ha fatto molto paura, molte persone sono scese in strada.

LA REGIONE: “SPAVENTO IN ROMAGNA, MA NESSUN DANNO”, FUORI I RAGAZZI DALLE SCUOLE; IL SINDACO DI RAVENNA: “TUTTO OK”

Molto spavento nella popolazione, ma al momento nessun danno a persone e edifici, anche se le verifiche sulle segnalazioni arrivate sono ancora in corso. La Regione Emilia-Romagna rasserena gli animi dopo le due scosse di terremoto, una di magnitudo 4.3, l’altra 4.1, registrate questa mattina dopo le 9 nella provincia di Ravenna e avvertite molto chiaramente anche in quella di Forlì-Cesena e neo territori vicini.
Come sottolineano da Viale Aldo moro è “immediatamente scattata” la procedura per eventi sismici: a Bologna è attiva la Centrale operativa regionale nella sede dell’Agenzia di sicurezza territoriale e protezione civile, coordinata dal direttore Massimo Camprini, i cui operatori formati sono già nel territorio per le prime verifiche, già avviate anche dai Vigili del fuoco. Anche i Comuni hanno attivato le procedure previste, in primo luogo facendo uscire gli alunni dalle scuole e aprendo i Centri operativi comunali nelle aree interessate. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, sta seguendo la situazione. Mentre il suo successore a Ravenna come sindaco, Alessandro Barattoni, precisa che la centrale operativa della Polizia locale non ha ricevuto segnalazioni di danni a persone o cose. Gli uffici tecnici stanno comunque effettuando visite ispettive per accertamenti prudenziali, partendo dai plessi scolastici.

I SINDACI DI FAENZA, RUSSI E IMOLA TRANQUILLIZZANO: “NESSUN DANNO”

Nessun danno anche a Faenza, epicentro della seconda scossa, fa sapere il sindaco Massimo Isola: “Al momento non si registrano danni a persone né segnalazioni di criticità rilevanti sul territorio”.
Intanto dalle 9.40 le linee ferroviarie Bologna-Ancona, Rimini-Ferrara. Bologna-Ravenna, Faenza-Ravenna, Firenze-Faenza sono state sospese in via precauzionale per verifiche tecniche. Trenitalia informa comunque che al momento la circolazione è regolare su tutta la rete nazionale.

La sindaca di Russi (Comune epicentro della prima scossa) e presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli conferma che “non ci sono stati danni sul territorio” e le evacuazioni sono state svolte “con ordine”. Al momento, conclude, “stiamo valutando l’evolversi della situazione. In questo momento, compreso lo spavento, è essenziale mantenere la calma”.

L’allarme è rimbalzato in presa diretta sui social, con tanti cittadini spaventati dalle forti scosse, avvertite anche a diversi chilometri di distanza. Il sindaco di Imola Marco Panieri sottolinea dal suo profilo facebook che sentiti i Vigili del fuoco “al momento non si registrano danni a persone o cose, né sono pervenute segnalazioni di criticità sul territorio comunale”.

agenzia Dire – www.dire.it




La terra trema a Reggio Calabria, forte scossa di terremoto di magnitudo 5.1

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reggio calabria 1024x446Una forte scossa di #terremoto di magnitudo 5.1, è stata avvertita questa mattina alle 5:53 sulla Costa Calabra Sud Orientale nella provincia di #Reggio Calabria.

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’epicentro è stato individuato in mare a circa 20 km dalla costa, a 64,8 km di profondità. Al momento, stando a quanto riferito dai Vigili del fuoco su X, non si registrano “richieste di soccorso né segnalazioni di danni”. Anche il Dipartimento della Protezione Civile conferma che attualmente “non risulterebbero danni a persone o cose”.

 

ag. Dire – www.dire.it