Tajani risponde sul rientro dei giovani talenti italiani

tajani al senato 696x492

tajani al senato 696x492Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto nell’Aula di Montecitorio all’interrogazione della deputata Federica Onori (Azione – ripartizione Europa) in cui si chiedeva quali iniziative “si intenda mettere in atto per rafforzare l’attrattività del Paese per i professionisti qualificati provenienti dall’estero e favorire contestualmente il rientro dei giovani talenti italiani, anche valorizzando il ruolo della rete diplomatica e consolare per la promozione di connessioni strategiche con il sistema economico, accademico, scientifico e culturale nazionale, nell’ottica di sostenere la crescita e la competitività internazionale dell’Italia”. Nell’illustrare l’interrogazione in Aula Onori ha segnalato come “nel 2024 siano aumentati del 4% gli italiani che si sono iscritti all’Anagrafe degli italiani all’estero: più 243.000. Sempre nel 2024, gli italiani rimpatriati sono scesi del 14% rispetto all’anno precedente. Sempre nel 2024, i permessi di studio per studenti non comunitari sono calati del 27%. Inoltre si stima , – ha aggiunto la deputata – che la popolazione in età lavorativa si ridurrà del 34% entro 35 anni, quattro volte più velocemente di quanto accade se guardiamo la media OCSE, senza contare il tasso di fecondità che è fermo a 1,2 figli per donna ed è tra i più bassi d’Europa”.  “Rafforzare l’attrattività internazionale dell’Italia – ha affermato nel suo intervento il Ministro Tajani – è una priorità strategica per il futuro del Paese, su cui il Governo è fortemente impegnato. L’attrazione del capitale umano è una delle componenti principali della diplomazia della crescita. L’obiettivo che abbiamo è quello di rafforzare ulteriormente il nostro tessuto economico e imprenditoriale e dare nuova linfa al sistema accademico, scientifico e culturale. Lo facciamo favorendo innanzitutto il rientro di talenti italiani: il Governo offre, infatti, da tempo diversi tipi di incentivi, a partire da una tassazione agevolata dei redditi da lavoro. Abbiamo, inoltre, stanziato, nel corso dell’anno, 50 milioni di euro per il rientro in Italia di scienziati e ricercatori e una parte significativa è destinata, ovviamente, alle regioni del Mezzogiorno. Un altro tassello fondamentale – ha proseguito Tajani – è l’attrazione di professionisti qualificati e ricercatori stranieri. Puntiamo a valorizzare le migliori intelligenze per poterle mettere al servizio dello sviluppo tecnologico e della crescita del nostro Paese. Con questo spirito lo scorso settembre ho riunito a Napoli la nostra rete degli addetti scientifici e spaziali nel mondo. Il loro lavoro è cruciale per individuare le eccellenze all’estero del mondo accademico, della tecnologia e dell’innovazione. Il Governo sta anche investendo in centri o infrastrutture di ricerca come mai fatto prima: con un investimento da 11 miliardi di euro abbiamo dato vita a cinque centri nazionali di eccellenze in settori strategici quali agritech, supercalcolo, mobilità sostenibile, biodiversità e terapie geniche. Con il Ministro Bernini – ha continuato il Ministro –  ho adottato una strategia finalizzata alla internazionalizzazione delle nostre università. In tale ambito rivestono un ruolo fondamentale le borse di studio che abbiamo significativamente aumentato negli ultimi anni. Si tratta di uno strumento importante per attrarre giovani talenti stranieri. Lo facciamo anche con programmi di alta formazione come Invest your talent in Italy, che unisce percorsi universitari e tirocini in imprese italiane. Li promuoviamo grazie anche alle nostre ambasciate, in coordinamento con i principali atenei internazionali”. “Ovunque io vada – ha poi rilevato Tajani – incontro menti brillanti, studiosi e giovani innovatori che guardano all’Italia con interesse, attratti dal nostro sapere e dalle opportunità che il Paese offre, come ad esempio in India dove, insieme al Ministro Bernini, abbiamo firmato un memorandum che rafforza la mobilità dei ricercatori in settori strategici e, da ultimo, durante la mia recente missione in Africa subsahariana. Il sistema dei visti è un ulteriore strumento per attrarre capitale umano di eccellenza; professionisti qualificati e investitori accademici possono avvalersi di specifiche categorie di visti a loro dedicati. Il Governo, comunque, – ha concluso il Ministro – continuerà a investire nel capitale umano per creare un ambiente favorevole all’attrazione e alla valorizzazione dei talenti. È anche così che si sostiene la competitività internazionale del nostro Paese. Naturalmente, continueremo a fare tutto ciò che è necessario anche per far rientrare i nostri migliori talenti”. In sede di replica la cofirmataria dell’interrogazione Giulia Pastorella (Azione) ha sottolineato la necessità di aumentare l’attrattività del nostro Paese lavorando sul miglioramento dei salari e della produttività. Auspicata inoltre, al fine di attrarre i talenti dal mondo, una procedura meno complessa e disomogenea per il riconoscimento dei titoli di studio esteri. (Inform)




Groenlandia. Connazionale vittima di incidente aereo

110508738 2bc87802 6186 4491 a27d 50d53572e9cd

110508738 2bc87802 6186 4491 a27d 50d53572e9cdNella giornata di sabato 25 ottobre un cittadino italiano è rimasto vittima di un incidente aereo nei pressi di Nuuk, in Groenlandia, mentre era a bordo del proprio velivolo da turismo proveniente dal Canada.

Allertata dalle autorità locali, l’Ambasciata d’Italia a Copenaghen ha seguito il caso, in raccordo con il corrispondente consolare.

Le autorità locali hanno individuato il relitto nella giornata di ieri, insieme al corpo del connazionale.

L’Ambasciata d’Italia a Copenaghen è in contatto con i familiari della vittima.




4 novembre. Mattarella: celebriamo i cittadini in uniforme che combatterono per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera

93916

93916
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto nella ricorrenza della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Questa mattina, il Presidente Mattarella ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria. Accompagnato dal Ministro Crosetto, il Capo dello Stato ha passato in rassegna i reparti schierati in Piazza Venezia.
All’Altare della Patria erano presenti il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, i vertici di Forze armate e di Polizia. Cancellato il sorvolo delle Frecce Tricolori dopo l’incidente di ieri ai Fori Imperiali dove il crollo alla Torre dei Conti ha ucciso un operaio impegnato nei lavori di ristrutturazione.
“Il 4 novembre segna la data in cui l’armistizio di Villa Giusti pose termine alla Guerra mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia”, scrive il Capo dello Stato prima di sottolineare che “il contributo delle Forze Armate in oltre un secolo e mezzo è stato prezioso per l’affermazione del ruolo internazionale del nostro Paese. Con grande professionalità e umanità, negli ultimi decenni, sono intervenute, su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace”.
“Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio”, annota il Presidente. “Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. L’instancabile operato delle Forze Armate lungo tutto l’arco di crisi del Mediterraneo allargato, dove permangono situazioni di contrasto e fragili tregue, rimane fondamentale”.
“In questa giornata, – aggiunge Mattarella – un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. Con questi sentimenti, rivolgo l’augurio più intenso e partecipato di tutti gli italiani ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri e al personale civile della Difesa che con professionalità e dedizione lavorano ogni giorno per il più alto bene della Repubblica. Viva le Forze Armate, viva l’Italia”. (aise) 




Suv travolge e uccide un anziano in carrozzina: alla guida il secondo portiere dell’Inter

josep martinez 1024x576

josep martinez 1024x576Tragedia in provincia di Como, a Fenegrò un anziano in carrozzina elettrica è stato travolto e ucciso da un Suv, alla guida Josep Martinez, secondo portiere dell’Inter. È successo questa mattina, intorno alle 9,30, quando il calciatore 27enne si stava recando ad Appiano Gentile, poco distante dal luogo dell’incidente. L’impatto è stato fatale.
Martinez, nonostante lo stato di choc, ha prestato subito aiuto alla vittima, un 81 enne, e sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi: elisoccorso, ambulanza e carabinieri. Purtroppo, i tentativi di rianimazione, da parte dei sanitari, non sono serviti: le condizioni dell’anziano erano troppo gravi ed è deceduto poco dopo sul posto.

LA CARROZZINA AVREBBE TAGLIATO LA STRADA AL SUV: AL VAGLIO L’IPOTESI DEL MALORE

Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente: al vaglio dei carabinieri l’ipotesi che l’uomo in carrozzina, forse per un malore, possa avere cambiato improvvisamente direzione, tagliando la strada al Suv Byd guidato dal calciatore. Inutile il tentativo di frenata: la sua scia di un centinaio di metri è rimasta visibile ad occhio nudo sull’asfalto.
In segno di lutto la società nerazzurra ha annullato la conferenza stampa dell’allenatore Cristian Chivu, che era in programma oggi alle ore 14: lo ha comunicato lo stesso club con una nota stampa.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Assalto al bus del Pistoia Basket, muore l’autista

foto singola sito6 1024x576

foto singola sito6 1024x576Un assalto finito in tragedia. È quanto è accaduto ieri sera al bus dei tifosi in trasferta del Pistoia Basket, che dopo aver assistito all’incontro di A2 con l’RSR Sebastiani Rieti al PalaSojourner, terminato con la vittoria della squadra pistoiese, stavano facendo ritorno in Toscana. Prima di lasciare il Lazio, all’altezza dello svincolo di Contigliano, lungo la superstrada Rieti-Terni, il mezzo è stato sorpreso dal lancio di sassi e mattoni. Dalle prime ricostruzioni, pare sia stato proprio un mattone a sfondare il parabrezza del bus e a centrare in pieno il secondo autista, che si trovava vicino il guidatore, uccidendolo. Il reato contenuto nel fascicolo di indagine aperto sulla vicenda è di omicidio volontario. La vittima si chiamava Raffaele Marianella, 65enne di Roma ma che adesso abitava a Firenze.

raffaele marianella

Il procuratore capo di Rieti Paolo Auriemma ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. I tifosi identificati per ora dalle forze dell’ordine sono 11, e sono tuttora sotto interrogatorio.

LA DINAMICA DELL’ASSALTO

Stando a quanto riporta Rai News “le volanti della polizia avevano appena finito di scortare il mezzo in autostrada, quando un gruppo di tifosi del Sebastiani ha bersagliato il pullmann con pietre e altri oggetti contundenti (…) durante la partita si erano già registrati scontri dalle due tifoserie sedati solo dall’intervento delle forze dell’ordine”. Sulla vicenda, è unanime la condanna delle istituzioni per quanto è successo.

Agenzia  DIRE – www.dire.it




L’Italia? Non è un Paese per giovani: in dieci anni 350mila cervelli in fuga

giovani imprenditori italiani 372091

giovani imprenditori italiani 372091Che l’Italia sia sempre meno un Paese per giovani – specie se donne e residenti al sud – lo certificano i dati sulla ‘fuga dei cervelli’ (oltre 350mila in dieci anni). Solo lo scorso anno più di 93mila under 34 hanno fatto le valigie in cerca di nuove opportunità oltre confine. Mentre i giovani espatriano le culle restano vuote: con un tasso di fecondità ai minimi storici dal 1995 (appena 1,18 figli per donna) nel 2024 sono mancati all’appello quasi 200mila nuovi nati rispetto al 2008. Numeri drammatici che danno il senso dell’urgenza. Per invertire la tendenza e arrestare il declino è necessario mettere in campo politiche lungimiranti che guardino alle nuove generazioni. Allo stesso tempo la società civile può e deve concorrere al cambiamento. Va in questa direzione il lancio del comitato giovani di Un Women Italy, un gruppo composto da ragazzi e ragazze tra i 19 e i 35 anni. Studenti, ricercatori, professionisti, giornalisti e attivisti con un obiettivo preciso: elaborare proposte concrete per rispondere alle sfide generazionali più urgenti, in testa la parità di genere, la violenza sulle donne e l’accesso al mondo del lavoro. Il taglio del nastro ufficiale è avvenuto a Roma.

LA PARITÀ DI GENERE AI TEMPI DELL’AI

Il titolo dell’incontro è un manifesto e richiama la missione ambiziosa del comitato: Giovani leader per la pace. Creare un futuro equo nell’era dell’AI. L’appuntamento, ospitato nella sede romana di Deloitte, ha messo a confronto generazioni diverse provenienti dal mondo dell’accademia, delle istituzioni, del giornalismo e del terzo settore per esplorare sfide, strategie e opportunità: gli advocate ‘HeforShe’ di Un Women Italy Gino Cecchettin (Fondazione Giulia), Alessandro Rosina (Università Cattolica di Milano) e Luca Fratini (ministero degli Esteri) insieme a Giuseppina Muratore (Istat), Celeste Costantino (Una Nessuna Centomila) e le giornaliste Monica D’Ascenzo (Il Sole 24 Ore), Maria Latella (Rai) e Danda Santini (IO Donna). “I giovani possono essere i veri pionieri dell’uguaglianza di genere, ponendo le basi per un futuro davvero inclusivo. Tecnologia e intelligenza artificiale, se usati con consapevolezza, possono diventare strumenti di partecipazione e leadership giovanile. Possono contrastare la violenza digitale e contribuire a superare stereotipi di genere e modelli patriarcali. UN Women Italy ha scelto di puntare sui giovani. Con il comitato diamo spazio e voce alle istanze delle nuove generazioni, troppo spesso ignorate”, ha commentato la presidente di Un Women Italy Darya Majidi. L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato nel 2021 da Un Women con il lancio di Generation Equality, una delle principali campagne a livello mondiale per accelerare i progressi, e attrarre investimenti, verso la parità di genere.

GIOVANI CHE PARLANO AI GIOVANI

I giovani parleranno ai giovani utilizzando lo stesso linguaggio. Le piattaforme social saranno il luogo di incontro privilegiato. Numerosi i progetti in cantiere: dalla prevenzione della violenza, inclusa quella digitale, al superamento degli stereotipi di genere passando per l’uguaglianza di genere in famiglia, nelle scuole e nel mondo del lavoro. Senza dimenticare l’occupazione, l’università, la ricerca, i giovani cervelli espatriati e la partecipazione delle ragazze ai percorsi di studi Stem (scienza e innovazione). In un contesto simile la tecnologia e l’intelligenza artificiale – se depurate dal gender gap – diventano strumenti concreti e potenti per favorire l’inclusione, l’uguaglianza di genere e in ultima analisi la pace. Del resto che l’AI faccia parte ormai stabilmente della quotidianità di Millennial e Generazione Z in Italia lo certifica l’ultima ricerca condotta da Deloitte: l’intelligenza artificiale generativa è impiegata comunemente per la creazione di contenuti e l’analisi dei dati da un intervistato su due. Significativo d’altra parte che i conflitti siano entrati, al posto della disoccupazione, tra le questioni globali che più preoccupano i ragazzi e le ragazze, riflesso dell’instabilità geopolitica che minaccia la pace mondiale.

“Da anni in Deloitte promuoviamo iniziative volte a favorire la parità di genere, contrastare ogni forma di violenza contro le donne e sostenere l’ingresso e la crescita delle professioniste nel mondo del lavoro – fuori e dentro al nostro network. Il nostro sostegno a Un Women Italy va esattamente in questa direzione: per costruire un’economia competitiva e una società inclusiva dobbiamo valorizzare il talento delle donne e dei giovani, molti dei quali continuano a lasciare l’Italia, portando con sé competenze critiche per il futuro del nostro Paese. In un contesto sempre più segnato dall’innovazione tecnologica, inoltre, vogliamo ribadire il nostro impegno per promuovere l’accesso delle ragazze alle competenze Stem: solo includendo tutte le energie e i talenti potremo orientare la trasformazione tecnologica in modo responsabile e sostenibile”, ha spiegato Silvana Perfetti, Chair di Deloitte Central Mediterranean (Italia, Grecia e Malta).

Agenzia DIRE –  www.dire.it

foto papertboysalerno.it




La Camera approva la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. Il provvedimento passa al Senato

aula panoramica gif w485 h1 485x223

aula panoramica gif w485 h1 485x223L’Assemblea di Montecitorio on 144 voti favorevoli e 87 contrari, ha approvato il disegno di legge sulle disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero (C. 2369-A). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Fra le novità del provvedimento il trasferimento alla Farnesina, a un ufficio di livello dirigenziale, la competenza, oggi attribuita ai consolati, in materia di riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana da parte delle persone maggiorenni residenti all’estero.

Previsto inoltre che i cittadini residenti nella circoscrizione consolare e iscritti all’AIRE possano presentare domanda di rilascio della carta d’identità elettronica presso i comuni, secondo modalità organizzative e tecniche definite dai Ministri dell’interno e dal Maeci. L’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE) diviene inoltre parte integrante dell’istituita Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. (Inform)




Esplosione in provincia di Verona: morti tre carabinieri

esplosione verona 1024x726

esplosione verona 1024x726Tre carabinieri sono morti a causa di un’esplosione di una bombola di gas avvenuta stanotte alle 3.05 in un casolare a Castel d’Azzano in provincia di Verona. Secondo quanto ha riferito il procuratore di Verona, in diretta a ‘Mattino Cinque’, gli agenti si trovavano sul posto per effettuare una perquisizione dell’abitazione. Dalle prime ricostruzioni, a causare lo scoppio, sarebbero stati gli stessi inquilini dell’immobile, Dino, Maria Luisa, e Franco Ramponi, tre fratelli di circa sessant’anni. Tutti e tre, fermati, sono stati successivamente arrestati: sono accusati di omicidio premeditato. Nell’esplosione sono rimaste ferite anche altre 15 persone tra carabinieri, vigili del fuoco e agenti di polizia.

“Io avevo ordinato una perquisizione” del casolare di Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove stanotte per una esplosione hanno perso la vita tre Carabinieri. Lo ha confermato, in diretta a Mattino 5, il procuratore di Verona, Raffaele Tito. Ha anche detto che è stato fermato anche il terzo dei tre abitanti nel casolare che sulle prime era riuscito ad allontanarsi. Le forze dell’ordine sono entrate per cercare molotov, ha specificato Tito parlando con i cronisti circa l’obiettivo dell’intervento. “Mi vengono quasi le lacrime agli occhi”, ha aggiunto

PIANTEDOSI: TRE PERSONE SONO STATE ARRESTATE

“Le tre persone che si sono rese colpevoli di questa tragedia sono state arrestate“. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ai microfoni di Rainews 24. “È stato arrestato anche il terzo, rintracciato dopo dai carabinieri. È stato rintracciato nella campagna di sua proprietà. Sembrerebbe che la causa di quello che è successo sia stato determinata dalla saturazione del gas volutamente posta in essere dalla donna che era presente nella casa e poi dall’innesco fatto volontariamente da questa donna. C’erano delle molotov, ma non so se siano state usate nella circostanza e quanto abbiano concorso nella deflagrazione”.

IN VENETO DECRETATI TRE GIORNI DI LUTTO REGIONALE

In seguito alla tragedia di Castel d’Azzano (Verona), il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha firmato il decreto che proclama il lutto regionale per tre giorni e per il giorno in cui saranno fissate le esequie dei Carabinieri caduti. In questi giorni su tutto il territorio veneto è previsto vengano esposte le bandiere a mezz’asta nelle sedi istituzionali. Il governatore ha dato comunicazione del decreto alla Prefettura di Venezia per la più ampia diffusione a tutte le Istituzioni.

CASOLARE ERA AD ALTO RISCHIO E SANITÀ ERA PRE-ALLERTATA

Il sistema sanitario regionale del Veneto aveva previsto, fin dalle prime ore della notte, un presidio preventivo per un’operazione ritenuta “ad alto rischio e pianificata nei dettagli dalla Questura di Verona, in collaborazione con i Carabinieri”. Lo specifica il presidente del Veneto, Luca Zaia. La complessità dell’operazione ha richiesto, già dalle 2, l’attivazione di un presidio sanitario da parte del Suem 118 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, con la presenza in loco di un’automedica, un’ambulanza medicalizzata e una ‘base’, posizionate a distanza di sicurezza, ma operative a tutela del dispositivo. Alle 3.05 nel momento in cui le forze speciali sono entrate nell’edificio, si è verificata l’esplosione costata la vita a tre Carabinieri. Immediatamente è stato attivato il piano di emergenza, con il dispiegamento da parte della sanità di un ulteriore mezzo di coordinamento mobile, un’ulteriore automedica, quattro ambulanze aggiuntive e tre ambulanze medicalizzate. “Mezzi che hanno assicurato i primi soccorsi e l’ospedalizzazione dei feriti. Contestualmente è stato richiamato in servizio personale medico e infermieristico per garantire la piena operatività del sistema”, riferisce in un comunicato Zaia dopo un aggiornamento con le strutture sanitarie. I corpi dei tre Carabinieri sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco tra le macerie.

I feriti sono stati portati agli ospedali Borgo Roma (otto codici verdi) e Borgo Trento (due codici rossi, due gialli e cinque codici verdi) dell’Azienda Ospedaliera di Verona, e agli ospedali di Villafranca (cinque codici verdi e un giallo) e Negrar (un codice rosso e un verde). Si tratta di membri delle forze dell’ordine e di due degli occupanti dell’abitazione. Il terzo della casa sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dello scoppio. I feriti sono attualmente seguiti dalle equipe mediche della Regione, con diversi gradi di gravità. “La macchina sanitaria ha funzionato garantendo un’assistenza tempestiva, professionale e coordinata. Ai soccorritori va il mio ringraziamento per l’impegno dimostrato in un contesto difficile, con rischi rilevanti. Rinnovo il cordoglio e la più sentita vicinanza agli eroi in divisa che hanno pagato un prezzo altissimo per il loro servizio. Personalmente sono profondamente commosso per quanto accaduto e il mio pensiero va anche alle famiglie, duramente colpite da questa tragedia”, termina Zaia.

CHI ERANO LE VITTIME

Dei tre carabinieri rimasti uccisi, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, il primo era in servizio a Mestre e gli altri due a Padova. A farlo sapere è il Sim, che attraverso una nota ha espresso “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei tre colleghi dell’Arma dei Carabinieri Marco, Valerio e Davide (…)Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti – ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione – e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio. È un giorno di lutto e dolore profondo per tutta l’Arma e per chi, come noi, ne rappresenta ogni singolo appartenente. Di fronte a una simile tragedia, non è il momento delle polemiche né delle strumentalizzazioni, ma del silenzio, del rispetto e della vicinanza concreta. Nel ricordo rimangono tre Carabinieri valorosi, solari e sempre disponibili: due in servizio a Padova e uno a Mestre. Colleghi stimati e amati dai colleghi dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio”, riporta la nota.

IL MAGISTRATO: SE ESPLOSIONE VOLONTARIA SI TRATTA DI REATO DI STRAGE PLURIMO

“Se dovesse essere confermata la dinamica di una esplosione volontaria, qui siamo in presenza del reato di strage e omicidio plurimo. Che è punito con la pena dell’ergastolo. I due sottoposti a una misura precautelare nell’interrogatorio spiegheranno la dinamica e le singole responsabilità”, ha detto a ‘Uno Mattina News’ il magistrato Valerio de Gioia.

CROSETTO: IMMENSO DOLORE

“Con immenso dolore ho appreso stamattina della tragica scomparsa di tre Carabinieri, caduti in servizio questa mattina a Castel d’Azzano (VR), travolti da un’esplosione durante un’operazione di sgombero. Desidero rendere onore alla memoria del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del Carabiniere Scelto Davide Bernardello e del Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del Paese”, ha scritto il ministro Crosetto su X. “In questo momento di profonda tristezza, a nome mio personale, come Ministro della Difesa, come padre e come cittadino, e a nome di ogni donna e uomo della Difesa, esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie delle vittime, ai loro cari e a tutta l’Arma dei Carabinieri. Ho manifestato la mia vicinanza al Comandante Generale dell’Arma, Generale Salvatore Luongo, assicurando la piena e concreta vicinanza della Difesa in questo momento così doloroso. La grande famiglia della Difesa si stringe con affetto e rispetto intorno ai familiari dei militari caduti. Esprimo inoltre la mia più sentita vicinanza e il mio pieno sostegno ai Carabinieri, agli agenti delle forze dell’ordine e ai Vigili del Fuoco rimasti feriti nell’esplosione. A loro va il nostro pensiero, la nostra gratitudine e l’augurio di una pronta guarigione. Il loro coraggio, la loro dedizione e il loro spirito di servizio rappresentano un esempio straordinario di amore per il Paese e per i valori che lo tengono unito”, ha concluso.

MELONI: PROFONDO DOLORE PER SACRIFICIO DI CHI SERVE LO STATO

“Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa di tre Carabinieri e il ferimento di altri 13 tra militari dell’Arma, Vigili del fuoco e Polizia, a seguito di una esplosione mentre era in corso un’operazione di sgombero nel Veronese. Il mio profondo cordoglio e quello del Governo vanno ai familiari delle vittime, insieme alla vicinanza commossa all’Arma, che ho espresso in una telefonata al Comandante generale, gen. Salvatore Luongo”. Lo dice la premier Giorgia Meloni. “Desidero rivolgere un sincero augurio di pronta guarigione ai feriti appartenenti alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco- aggiunge-, e ringraziare il personale sanitario e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Seguo con partecipazione e dolore gli sviluppi di questa drammatica vicenda, che ci richiama ancora una volta al valore e al sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato e i suoi cittadini”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




San Francesco è festa nazionale, Mattarella promulga la legge ma avvisa: “Nel testo aspetti critici”

quirinale, scioglimento delle camere

quirinale, scioglimento delle camere
SERGIO MATTARELLA FIRMA IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato oggi la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi“, approvata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1 ottobre scorso.
E ha inviato al Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa e al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, la seguente lettera: “Mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge recante ‘Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi’, approvata dalla Camera dei deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1° ottobre scorso. Ho provveduto alla promulgazione della legge – pur se il suo testo presenta alcuni aspetti critici che avverto il dovere di segnalare – in considerazione del significato del provvedimento e della circostanza che i rilievi non riguardano profili di natura costituzionale”.

GLI ASPETTI CRITICI, QUALI SONO

E prosegue: “L’articolo 1 della legge, al primo comma – al fine di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà – istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno. Conseguentemente, il secondo comma inserisce il 4 ottobre, quale ‘festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia’, nell’elenco dei giorni considerati festivi a livello nazionale dai quali derivano gli effetti dell’osservanza del completo orario festivo nei luoghi di lavoro e del divieto di compiere determinati atti giuridici. Il terzo comma dello stesso articolo 1 modifica la legge 4 marzo 1958 n. 132, ‘Ricorrenza festiva del 4 ottobre in onore dei Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena’, limitandosi a espungere dalla legge e dal suo titolo ogni riferimento a San Francesco. Di conseguenza la legge n. 132 del 1958 adesso prevede che ‘Il 4 ottobre è considerato solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore della Santa Patrona d’Italia Santa Caterina da Siena’.

LO STESSO GIORNO SI FESTAGGIANO 2 SANTI, “STESSI VALORI MA DIVERSO REGIME”

Ancora: “Il quadro normativo risultante dalla legge approvata, pertanto, è il seguente: la medesima giornata del 4 ottobre è qualificata sia festività nazionale, in onore di San Francesco d’Assisi, sia solennità civile, in onore di Santa Caterina da Siena. Con due diverse disposizioni normative si prevede che, con riferimento ai due Santi, vengano celebrati sostanzialmente i medesimi valori, nello stesso giorno ma con un diverso regime.
In entrambi i casi è previsto, in particolare, che, nella medesima giornata del 4 ottobre, le scuole possano promuovere iniziative dedicate ai valori universali di cui ciascuno dei due Santi è ritenuto espressione. Iniziative peraltro che non potranno più svolgersi il 4 ottobre in quanto giornata ormai festiva. Per quanto riguarda San Francesco, la possibilità di assumere simili iniziative viene estesa alle amministrazioni pubbliche, agli enti del terzo settore e alle ‘istituzioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale’.

LE CORREZIONI DA FARE

Appare evidente come la normativa che disciplina le due ricorrenze richieda interventi correttivi volti a coordinare tra loro i due testi normativi. In primo luogo devo far presente che la medesima giornata – il 4 ottobre – non può essere qualificata, al contempo, sia festività nazionale sia solennità civile, anche perché, tra l’altro, da tali qualificazioni il nostro ordinamento fa discendere effetti diversi. Va operata, quindi, una scelta in tal senso – verosimilmente abrogando la previsione di solennità civile, meno rilevante – e, necessariamente, chiarendo se fare riferimento per la giornata festiva del 4 ottobre esclusivamente a San Francesco ovvero anche a Santa Caterina, fino ad oggi considerati congiuntamente”.

LA LEZIONE AL PARLAMENTO: “LE LEGGI ABBIANO CONTENUTI CHIARI E INEQUIVOCI”

Inoltre, continua il capo dello stato, “un migliore coordinamento merita l’indicazione delle iniziative che le istituzioni potranno assumere e dei loro contenuti, questo in special modo nel caso in cui si intendesse stabilire date diverse per le due ricorrenze. Fermo restando che, per quanto riguarda le scuole e gli uffici pubblici, bisognerà tenere conto del carattere ormai festivo della giornata del 4 ottobre.
Invito pertanto il Parlamento ad apportare al provvedimento i correttivi necessari. Non posso, infine, non sottolineare l’esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il 4 ottobre sarà Festa nazionale di San Francesco Patrono d’Italia

815e5725d0ea36901a4efa079402abb53ebbc1de full

815e5725d0ea36901a4efa079402abb53ebbc1de fullCon “gioia e soddisfazione” è stata accolta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni la notizia dell’approvazione in via definitiva in Senato della proposta di legge parlamentare che reintroduce dopo 50 anni come festa nazionale il 4 ottobre, giorno in cui si celebra San Francesco Patrono d’Italia.

“Il Governo ha appoggiato convintamente l’iter della proposta, che ha raccolto e fatto suo l’appello lanciato un anno fa da Davide Rondoni, poeta e Presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Poverello d’Assisi”, ha detto Meloni sottolineando che “il sostegno bipartisan e pressoché unanime alla proposta è un segnale importante dell’unità che si ritrova in politica attorno ad una delle figure più rappresentative e distintive dell’identità nazionale”.

San Francesco è “un Santo amato da tutto il popolo italiano e in cui tutto il popolo italiano si riconosce” e “la Festa nazionale sarà l’occasione per celebrare un uomo straordinario e ricordarci, ogni anno, chi siamo e cosa ci unisce nel profondo” , ha concluso Meloni. (Inform)