Vercelli, capitale del riso. Oggi prende il via Risò

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“Parteciperemo – annuncia afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – al convegno dal titolo ‘The future of Eu rice sector: a common strategy’, organizzato da Ministero dell’Agricoltura ed Ente Nazionale Risi, che vede, oltre al ministro Francesco Lollobrigida, la presenza dei massimi livelli istituzionali del settore agricolo dei Paesi europei produttori di riso: sul tavolo varie questioni che preoccupano la filiera risicola, alle quali cercheremo di dare soluzioni concrete, perché è questo che meritano i nostri imprenditori agricoli”,

“Gli agricoltori – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – sono chiamati ad affrontare temi complessi, a partire dal posizionamento nei nuovi mercati, gli accordi internazionali, i cambiamenti climatici, l’uso delle risorse idriche, e non ultimo, una burocrazia sempre più pressante. È necessaria una forte politica di promozione, accompagnata da innovazione, ricerca e coordinamento fra Regioni per mantenere salda la posizione acquisita dal comparto risicolo
italiano in Europa e nel mondo”.

“L’impostazione dell’Europa – ha commentato il presidente del Piemonte, Alberto Cirio – secondo cui ‘il contadino è nemico dell’ambiente’ è, per fortuna, in via di superamento. I primi difensori dell’ambiente sono loro. È nei contadini che risiede la nostra storia e il nostro futuro”. “Noi amiamo l’ambiente e siamo certi che va tutelato – ha aggiunto – ma se dobbiamo scegliere tra salvare la vita ad un batterio, e salvare un’azienda agricola, salvo la vita a chi ha investito sulla terra”.

rainews.it




Al via la seconda edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”

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il ministro tajani e il ministro abodi inaugurano domani a villa madama la seconda giornata dello sport italiano nel mondo immagine18 462x223Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, inaugurano oggi a Villa Madama la Seconda Edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”. Parteciperanno altresì il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, e il Presidente di ICE, Matteo Zoppas.

L’edizione di quest’anno sarà dedicata al tema “Montagna e Mare” e anticiperà i grandi eventi sportivi internazionali del 2026 in Italia: i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina e i Giochi del Mediterraneo a Taranto. Per rendere ancora più efficace il coordinamento del nostro Sistema Paese in vista di tali eventi sportivi sarà inoltre firmato un nuovo Protocollo d’intesa tra MAECI, Ministero per lo Sport, CONI e CIP per promuovere l’Italia all’estero, mettendo a sistema la rete diplomatico-consolare e quella dei delegati CONI.

L’istituzione della giornata dello sport, il Tavolo permanente sulla diplomazia sportiva, il Protocollo d’intesa con MAECI, Ministero dello Sport, CONI e CIP, sono fatti che consolidano un sistema dedicato alla valorizzazione di atleti, imprese e istituzioni in una strategia unitaria. “La lezione dello sport è chiara: si vince solo facendo squadra. L’Italia è una grande squadra che cresce, compete e dialoga nel mondo proprio come fa nello sport. Per questo fin dall’inizio del mio mandato ho voluto specificamente rafforzare l’azione di diplomazia dello sport, parte integrante della strategia di crescita che voglio imprimere sempre di più nel DNA della Farnesina. I grandi eventi che raccontiamo sono peraltro opportunità eccezionali sotto tutti i profili, economici, sociali e culturali” ha commentato il Ministro Tajani, che ha ricordato come lo sport generi in Italia 24,7 miliardi di valore aggiunto, occupando oltre 400.000 addetti e contribuendo per l’1,38% al PIL. L’export di beni sportivi, 4,7 miliardi, ci pone peraltro tra i primi 5 esportatori mondiali e i secondi in Europa. I Giochi di Milano-Cortina 2026 sono infatti un’occasione unica: 5,3 miliardi di impatto economico, eredità infrastrutturale stimata in 3 miliardi, un’Olimpiade diffusa che valorizzerà territori diversi e che sarà al centro di una campagna di promozione internazionale. I Giochi di Taranto rafforzeranno invece il ruolo dell’Italia come hub sportivo e culturale al centro del Mediterraneo. L’evento di domani radunerà tutto il mondo dello sport e vedrà la partecipazione di grandi campioni e leader imprenditoriali del settore. In sala saranno esposte non solo le fiaccole dei Giochi Milano-Cortina ma anche la riproduzione in vetroresina della Mascotte dei Giochi del Mediterraneo. Seguendo la precedente edizione, il Ministro nominerà inoltre nuovi “Ambasciatori della diplomazia dello sport”, campioni italiani di varie discipline che testimonieranno nel mondo la nostra eccellenza unendosi agli oltre 300 eventi che in questo senso sono già stati organizzati nel mondo dalla nostra rete di Ambasciate e consolati. (Inform)




Le azzurre della pallavolo sul tetto del mondo

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Dopo la vittoria, oggi sono loro le regine. Un gruppo di ragazze ha scritto una nuova pagina nella storia della pallavolo, anzi dello sport, mondiale: dopo la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi dell’11 agosto 2024, ieri, domenica 7 settembre, a Bangkok, l’ItalVolley femminile ha conquistato il titolo mondiale dopo 23 anni, è la seconda volta in tutta la sua storia. Questo perché, senza dubbio, le giocatrici più forti al mondo indossano la maglia azzurra.
Le Azzurre sono riuscite ad arrivare sul tetto del mondo lottando e continuando a vincere 36 volte di fila e a restare imbattute dal 2 giugno del 2024. Ecco chi sono le nostre ragazze che sono diventate dee nell’Olimpo della pallavolo.

(Myriam Sylla, Paola Egonu e Monica de Gennaro)

EGONU, L’OPPOSTO “SIMBOLO” DELLA NAZIONALE

Paola Egonu è l’implacabile opposto, il simbolo della Nazionale, il punto di riferimento dell’attacco, protagonista indiscussa della prestazione di squadra. Paola Ogechi Egonu, 26 anni, nasce a Cittadella, provincia di Padova, da genitori nigeriani. ha ottenuto la cittadinanza nel 2014 e nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore italiana, con cui nel 2018, giovanissima, vince la medaglia d’argento al campionato mondiale e viene eletta migliore opposto. Oggi milita nella Pro Victoria di Monza.

“MOKI” CHE HA SCONFITTO L’AVVERSARIO “IN FAMIGLIA”

Monica de Gennaro, detta Moki, 38 anni, di Piana di Sorrento, è il libero più forte al mondo e ieri ha realizzato due obiettivi. Chiudere la carriera in Nazionale con una grande vittoria e sconfiggere il marito, Daniele Santarelli, allenatore della Turchia, squadra avversaria. Attualmente milita in seria A nell’Imoco di Conegliano.

ORRO E IL “PALLEGGIO-BOMBA” AI MICROFONI

Alessia Orro, nata ad Oristano nel 1998, è tra le palleggiatrice più forti del mondo. La sua è stata la migliore prestazione in finale. Milita nel club turco del Fenerbahce. La sua ‘che bomba’ non politicamente corretta, in un’intervista post vittoria a Rainews.it, dettata dall’entusiasmo, è già diventata virale.

SYLLA IL “CEMENTO” DEL GRUPPO

Myriam Fatime Sylla, 29 anni, schiacciatrice è quella che ha unito il gruppo. Nata a Palermo da genitori ivoriani, si è trasferita da bambina in Lombardia a Valgreghentino dove ha mosso i primi passi sotto la rete. Oggi gioca nel Galatasaray Spor Kulübü di Istanbul.

IL MURO INVALICABILE DI FAHR E DANESI

Le centrali più forti al mondo sono Sara Fahr e Anna Danesi che hanno costruito il muro più solido e invalicabile del Mondiale. Sara è nata 23 anni fa in Germania a Kulmbach da genitori tedeschi, per motivi di lavoro del padre, si è trasferita poi con la famiglia in toscana, oggi milita in seria A nell’Imoco. Anna è nata a Brescia nel 1996, ha iniziato a mettere le ginocchiere a soli 5 anni. Oggi è centrale in seria A nella Pro Victoria.

(Anna Danesi e Sara Fahr)

LA “STELLA” PIÙ GIOVANE SUL TETTO DEL MONDO

Stella Nervini, classe 2003, è la più giovane delle Azzurre a salire sul tetto del mondo a soli 22 anni Nata a Milano, oggi è la schiacciatrice, in serie A1, del Chieri ’76.

L’UOMO SULLA PANCHINA

L’ultimo giocatore, non in campo, è infine Julio Velasco, arrivato a dirigere le Azzurre nel gennaio 2024. L’argentino è il commissario tecnico della “generazione di fenomeni” del volley maschile anni ’90 che ha portato per un decennio a diventare una delle Nazionali più forti di tutti i tempi, vincendo due mondiali e tre europei. Oggi ha condotto un’altra generazione di fenomeni al femminile sul tetto del mondo.

 

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Le Frecce Tricolori celebrano in Friuli il loro 65° anniversario

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unknown 16 777x437L’Aeronautica Militare celebra il 65° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale – Frecce Tricolori, una delle più prestigiose e longeve pattuglie acrobatiche al mondo.

Sarà celebrato domani e domenica, 6 e 7 settembre, nella storica base di Rivolto, in Friuli Venezia Giulia, che in questa occasione si trasformerà in un punto d’incontro per migliaia di spettatori, addetti ai lavori e appassionati di aviazione.
Il programma, infatti, prevede due giornate di grande intensità, con esibizioni aeree, sorvoli commemorativi, una mostra statica di velivoli militari e storici e momenti celebrativi istituzionali. Non mancheranno occasioni per approfondire la storia, la tecnica e i valori della Pattuglia attraverso attività culturali e divulgative.
“Il 65° anniversario delle Frecce Tricolori non sarà soltanto una celebrazione del passato, ma una proiezione verso il futuro dell’acrobazia aerea e del ruolo strategico che l’Aeronautica Militare continua a ricoprire nello scenario internazionale”, sottolinea l’Aeronautica. “Da oltre 60 anni i valori più autentici della Pattuglia Acrobatica Nazionale hanno volato sulle ali di quei velivoli che si sono succeduti ai comandi dei piloti delle Frecce, sintetizzati in quel tricolore che campeggia sulle loro livree. Mezzi diversi, linee differenti, ma lo stesso spirito ispiratore: trasmettere l’orgoglio e l’emozione della nostra bandiera. Una tradizione che si rinnova di volta in volta raccogliendo la sfida della storia, con la tradizione che sposa la modernità, le forme che fanno incontrare eleganza e velocità, per scrivere il futuro senza tradire il passato: alla vigilia del nostro 65° Anniversario una nuova livrea si appresta a rivestire le ali delle Frecce Tricolori, ancora una volta con l’ambizione di non essere solo un abito, ma un concentrato di stile ed armonia tipicamente italiani, un vero e proprio Rinascimento del tricolore”. (aise) 




Addio a Giorgio Armani. Il ‘Re’ della moda è morto a 91 anni

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foto singola sito 2025 09 04t154240.501 1024x576E’ morto, a 91 anni, Giorgio Armani. L’annuncio in una nota firmata dalla famiglia e dai dipendenti del marchio icona dello stile italiano. Lo stilista si è spento nella sua casa di Milano, dopo aver mancato la sfilata di giugno a causa di una malattia non resa nota. Soprannominato ‘Re Giorgio’, guidava la sua azienda da oltre mezzo secolo. A Milano la camera ardente e un funerale in forma privata.

“Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Il signor Armani- si legge- come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire. Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano“.

“La Giorgio Armani- continua il comunicato- è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori”.
“In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore” conclude la nota.

CHI ERA GIORGIO ARMANI

Giorgio Armani nasce a Piacenza l’11 luglio del 1934, ma è milanese d’adozione. Dopo il liceo e un breve percorso universitario in Medicina, inizia la carriera nella moda come alla Rinascente come commesso e vetrinista. L’ingresso nello staff di Nino Cerruti gli permette di sviluppare la sua idea di stile e nel 1975 fonda la Giorgio Armani S.p.A. Da Milano parte un successo che avrebbe presto varcato i confini italiani. Partendo da una giacca sfoderata, un semplice paio di pantaloni e una palette urbana, Armani ha introdotto lo stile prêt-à-porter italiano sulla mappa della moda internazionale alla fine degli anni ’70, creando una silhouette rilassata immediatamente riconoscibile. Il suo pubblico non sono donne che comprano vestiti di Alta Moda, ma da donne che si devono vestire per la vita di tutti i giorni.

La copertina del Time lo consacra come uomo dell’anno nel 1982. L’affermazione arriva con il cinema: Richard Gere indossò i suoi abiti in American Gigolo e grazie al film, gli abiti iconici di Giorgio Armani sono diventati il simbolo del glamour Made in Italy. Da allora il marchio si è espanso in tutto il mondo, con linee dedicate a uomo, donna, giovani e bambini, oltre a profumi, accessori, arredi e hotel di lusso. Armani ha sempre difeso l’indipendenza della sua azienda, rifiutando di cedere a grandi gruppi del settore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali, è stato protagonista di una retrospettiva al Guggenheim di New York e nel 2002 è stato nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell’ONU per i rifugiati.

Figura riservata e determinata, Armani ha guidato il suo impero fino all’ultimo, incarnando un modello di eleganza sobria e senza tempo.

LA CAMERA ARDENTE E IL FUNERALE

Nei prossimi giorni a Milano è prevista una camera ardente, seguita da un funerale in forma privata. La camera ardente sarà aperta da sabato 6 settembre a domenica 7 settembre dalle 9 alle 18 in Via Bergognone, 59 presso il Teatro Armani. Secondo le ultime volontà dello stilista il funerale avverrà in forma privata.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




A Viterbo sventato attentato alla festa di Santa Rosa: pistole e mitra, arrestati due turchi

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festa santa rosa 1 1024x682Quarantamila persone in piazza, Nocs e unità cinofile antibomba tra la folla, cecchini appostati sui tetti e illuminazione accesa durante il tradizionale “Trasporto della Macchina di Santa Rosa”. No, non è stata una festa patronale come le altre, quella che ieri sera è andata in scena ieri sera, come ogni 3 settembre, a Viterbo. La nota celebrazione, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, poteva diventare la cornice di una vera e propria strage, senza contare che ad assistere c’erano anche molte autorità, tra cui i ministri Tajani e Giuli. La segnalazione del titolare di un B&B ha di fatto sventato un attentato della mafia turca, attentamente pianificato proprio in occasione della festa di Santa Rosa.

COSA È SUCCESSO

Ieri pomeriggio a Viterbo, nel pieno delle preparazioni per i festeggiamenti previsti in serata per il rito del “Trasporto”, due uomini di origine turca sono stati fermati dalla Squadra Mobile. L’operazione ha portato alla luce un piano che, da lì a poco, avrebbe potuto portare a una strage. Gli agenti hanno fatto irruzione in un B&B di via di Santa Rosa: nelle stanze in cui si ‘nascondevano’ i turchi sono state sequestrate una mitragliatrice e due pistole, cariche e pronte all’uso. Il comando sarebbe stato composto da tre persone: oltre alle due fermate nel B&b, c’è il dubbio che un terzo sarebbe riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. I due uomini sono stati subito trasferiti in stato di allerta nelle camere di sicurezza. Al Pm che li ha interrogati hanno opposto il silenzio. L’intervento della polizia è avvenuto a seguito della segnalazione dell’affittacamere, insospettito perché gli ospiti non avevano con loro dei bagagli.

FORSE UN TERZO UOMO SFUGGITO ALL’ARRESTO

Con un probabile terzo uomo a piede libero e 40 mila persone in città pronte ad assistere alla cerimonia, . è scattata l’allerta antiterrorismo a due ore dal “Trasporto” e si è attivato immediatamente il comitato di sicurezza. A Viterbo sono arrivati i Nocs, con cecchini e unità cinofile antibomba per rafforzare la vigilanza e garantire la sicurezza dei presenti alla manifestazione. Allertato il ministro Matteo Piantedosi che ha seguito la vicenda al Viminale con il capo della Polizia

IL ‘GIALLO’ DELLE LUCI ACCESE

Si spiega proprio per ragioni di sicurezza la disposizione di mantenere l’illuminazione pubblica accesa nel passaggio della Macchina della compatrona: decisione anomala che ha suscitato scontento tra la folla- ignara di quanto stesse succedendo, per non innescare il panico, dal momento che l’attentato era stato sventato- e diversi fischi. Il trasporto della Macchina di Santa Rosa era dedicato quest’anno al tema della pace, come ha sottolineato la sindaca Chiara Frontini, spiegando poi che “c’è stato un pericolo concreto, per questo ci siamo visti costretti a non spegnere le luci”. Si è trattata della “decisione più difficile presa finora- racconta la prima cittadina- Un’allerta antiterrorismo a due ore dal Trasporto e una valutazione necessaria da fare: scegliere tra il dolore della sospensione della festa e la sua conferma, in uno scenario complesso. Abbiamo optato per la seconda: fare il Trasporto, rafforzare le misure di sicurezza (luci accese e uomini e mezzi sul campo) e confidare che Rosina e la sua Macchina, sulle spalle dei Facchini, tornano sempre a casa. E così è stato anche stavolta. Mi dispiace per alcuni cittadini che hanno partecipato al Trasporto con le luci accese, ma era la condizione minima necessaria per garantire il Trasporto: le abbiamo spente quando il quadro sicurezza era completo”. Infatti il buio è tornato nella fase finale della processione.

MINISTRI E AUTORITÀ MESSI IN SICUREZZA

Tra gli spettatori del celebre rito del Trasporto erano presenti molte autorità: i ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Cultura Alessandro Giuli, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, Arianna Meloni e il deputato Mauro Rotelli. Tutti sono stati portati in sicurezza e hanno assistito al Trasporto da una delle finestre dei palazzi a piazza del Comune.

DIETRO AL BLITZ, UN PIANO DI EVASIONE DEL BOSS?

Quello di ieri è stato l’ultimo episodio, in ordine di tempo, che lega la città alla criminalità organizzata turca. Lo scorso anno la Mobile aveva smantellato una cellula importante della rete di Baris Boyun: il 41enne era stato arrestato il 22 maggio a Bagnaia, insieme a numerosi suoi sodali. Tuttavia, non tutti i membri del gruppo erano stati catturati, e la rete criminale ha continuato a operare in città. Solo poche settimane fa, il 25 agosto, la Mobile, in città è stato arrestato Ismail Atiz, altro turco coinvolto in attività criminali di vario genere, tra cui riciclaggio, estorsioni, minacce aggravate, danneggiamenti e l’utilizzo di armi da fuoco.

Anche se non si ha conferma- visto che i due fermati non hanno risposto a nessuna delle domande degli investigatori e del pm- si ipotizza che obiettivo del commando fosse proprio quello di far evadere il boss detenuto in carcere, magari approfittando della confusione in città nel corso della festa. La Procura della Repubblica di Viterbo infine ha aperto un fascicolo per traffico d’armi, mentre si escludono legami con il terrorismo.

TAJANI: “BENE L’ARRESTO DI DUE CITTADINI TURCHI ARMATI“

“Congratulazioni alle forze dell’ordine per l’arresto di due cittadini turchi armati, a poche ore dalla festa
di Santa Rosa. Bene il sindaco ed il Prefetto che hanno garantito, in sicurezza ed evitando il panico, il trasporto della macchina della Santa protettrice della città”, scrive su X il vicepremier Antonio Tajani.

MELONI: “CONGRATULAZIONI ALLE FORZE DELL’ORDINE PER L’ARRESTO”

“Congratulazioni alle Forze dell’Ordine e al Ministro dell’Interno Piantedosi per il pronto intervento che ha portato all’arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo, poche ore prima della festa della Macchina di Santa Rosa.
Un’operazione decisiva che ha permesso di celebrare in sicurezza un evento unico al mondo, che è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità e rappresenta una tradizione secolare profondamente sentita dai viterbesi e da tantissimi italiani”, scrive su X la premier Giorgia Meloni.

IL TRASPORTO DELLA MACCHINA DI SANTA ROSA, COSA È

Ogni 3 settembre la città dei Papi celebra la sua compatrona con il trasporto della Macchina a lei dedicata, e riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. La macchina però non ha motore: altro non è una torre luminosa portata a spalla dai facchini per le vie del centro. L’evento nasce da una tradizione secolare legata alla santa. Ogni cinque anni la Macchina di Santa Rosa cambia: l’attuale modello si chiama “Dies Natalis“, creato dall’architetto Raffaele Ascenzi ed è una spettacolare torre illuminata, alta 30 metri per 5 tonnellate di peso. A trasportarla sulle spalle sono oltre 100 “facchini” di Santa Rosa.. Il trasporto avviene sempre il 3 settembre, dopo le 21, quando le vie del centro storico della città si spengono e restano illuminate solo dalla Macchina.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il ponte sullo stretto è interamente finanziato con risorse dello Stato Italiano

ponte sullo stretto di messina

ponte sullo stretto di messina

“Il Ponte sullo Stretto è già interamente finanziato con risorse statali e non sono previsti fondi destinati alla Difesa. Al momento, l’eventuale utilizzo di risorse Nato non è all’ordine del giorno e – soprattutto – non è una necessità irrinunciabile. L’opera non è in discussione”.Così una nota del Mit.

Nelle ultime ore era arrivato il parere negativo degli Usa sul tema dell’inserimento dei costi relativi al progetto tra le spese militari Nato. Lo scrive Bloomberg, citando un’intervista all’ambasciatore Usa alla Nato Matthew Whitaker. Gli Stati Uniti non approvano qualsiasi forma di “contabilità creativa da parte degli alleati europei”. “Ho avuto conversazioni anche oggi con alcuni Paesi che stanno adottando una visione molto ampia della spesa per la difesa”, ha dichiarato Whitaker, sottolineando l’importanza del fatto che l’obiettivo del 5% (del Pil da investire) sia inerente alle spese per la difesa e a quelle correlate e che l’impegno di ognuno sia “assunto con fermezza”.

Agenzia DIRE – www.dire.it



È morto Emilio Fede, aveva 94 anni

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b8909831b542f79d124529cd34eff5b312ad5e74 89936293Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime ore. “Fino a ieri era ancora lucido”, aveva riferito in mattinata una persona vicina alla famiglia. Poi, nel tardo pomeriggio, l’annuncio della figlia Sveva, che lo assisteva con la sorella Simona: “Papà ci ha lasciato”.

Fede si trovava in questa residenza da pochi giorni, dopo una permanenza più lunga in un’altra struttura.

“Ogni mattina leggo i necrologi. Se non c’è il mio nome, vado a farmi la barba”, scherzava qualche tempo fa Emilio Fede, esorcizzando con l’ironia la paura della fine. L’ex direttore del Tg1 e del Tg4, è stato protagonista di una lunga carriera tra Rai e Mediaset: dall’esperienza da inviato di guerra all’annuncio dell’avvio dell’operazione Desert Storm, dagli aneddoti memorabili al clamoroso divorzio da Cologno Monzese, ma anche di una parabola giudiziaria che lo ha portato tra l’altro nel 2019 alla condanna definitiva nell’ambito del processo Ruby Bis, per aver favorito la prostituzione di alcune ragazze spinte a partecipare alle cene del “bunga bunga” nelle residenze di Silvio Berlusconi, una pena scontata prima agli arresti domiciliari e poi ai servizi sociali. Tra le sue ultime apparizioni in pubblico, quella del 14 giugno 2023 ad Arcore, per i funerali di Silvio Berlusconi: “è stato la mia vita”.

Caparbio, determinato, criticato e osannato, personalissimo nella conduzione tra notizie e commenti, tra polemiche, sanzioni dell’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e satira, Fede nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1931.

Trasferitosi con la famiglia a Roma dopo la guerra, comincia l’attività da giornalista nella carta stampata, collaborando con “Il Momento – Mattino di Roma” e poi con “La Gazzetta del Popolo” a Torino. Nel 1954 inizia la sua esperienza nella Rai dove verrà assunto nel 1961. Inviato speciale in Africa per otto anni, documenta il periodo della decolonizzazione e dell’inizio delle guerre civili. Negli annali finisce la sua inchiesta sull’uso di un farmaco per gonfiare la carne, la famosa bistecca agli estrogeni.

Nel 1964 sposa Diana De Feo, figlia dell’allora vicepresidente della Rai, dalla quale avrà due figlie, Simona e Sveva. Lavora con Sergio Zavoli a Tv7, approda alla conduzione del Tg1 e poi, nel 1981, ne diventa direttore pro tempore, fino al 1983: è sotto la sua guida che il tg della rete ammiraglia seguirà in diretta i fatti di Vermicino e gli inutili tentativi di salvare la vita al piccolo Alfredino scivolato nel pozzo artesiano, una tragedia che in qualche modo segnerà la nascita della tv del dolore.

Coinvolto in una vicenda di gioco d’azzardo – finita poi con l’assoluzione – nel 1987 lascia la Rai, per approdare a TvA e poi, nel 1989, alla Fininvest, alla corte di Silvio Berlusconi al quale farà sempre professione di assoluta fedeltà.

E’ responsabile di “Videonews”, poi “Studio Aperto”: è il 16 gennaio 1991 quando Fede dà la notizia in diretta, per primo, dell’attacco americano a Baghdad. Lui stesso crea la scenografia, qualche minuto prima di andare in onda: lo sfondo del deserto, una maschera antigas e alcuni soldati. Qualche giorno dopo un altro annuncio scoop, la cattura dei piloti italiani Bellini e Cocciolone.

“La prima indicazione che diedi ai miei collaboratori fu ‘mi raccomando, non copiate i tg della Rai’ – avrebbe ricordato -. Volevo qualcosa di diverso, innovativo, più diretto, rispetto ai telegiornali paludati della Rai”. Di qui la conduzione in piedi, lo stop al gobbo, lo spazio all’informazione regionale, le “meteorine”. Nel 1992 passa alla guida del Tg4: l’anno di Mani Pulite lo vede protagonista, con Paolo Brosio collegato dal Palazzo di Giustizia di Milano, protagobista di esilaranti collegamenti-gag che in altri tempi avrebbero fatto impazzire i social. Celebri anche – grazie a “Striscia la Notizia” – i suoi fuori onda con le sfuriate contro giornalisti e tecnici del tg.

Dopo una prima cacciata nel 2010, rientrata per intercessione del Cavaliere, Fede lascia definitivamente Mediaset nel 2012, dopo l’esplosione di un nuovo scandalo con l’accusa di aver esportati capitali in Svizzera, e viene sostituito alla guida del Tg4 da Giovanni Toti. Su uno degli strascichi giudiziari di quella vicenda ha messo la parola fine nel 2021 la Cassazione italiana, confermando a carico di Fede la condanna per tentata estorsione nell’ambito del processo per il fotoricatto nei confronti di Mauro Crippa, il direttore generale dell’informazione di Mediaset, da lui individuato come principale responsabile del suo licenziamento da Cologno Monzese.

Nel frattempo anche l’esperienza dell’arresto, a giugno 2020 su via Partenope, il lungomare di Napoli, mentre cena con la moglie Diana (morta un anno dopo) per festeggiare l’89esimo compleanno, dopo aver evaso i domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari (gip) rileverà poi che il giornalista era autorizzato a lasciare il proprio domicilio per motivi di salute – a Napoli era in cura da un ortopedico per i postumi di una caduta e da un cardiologo – sottolineando che l’età e la ricorrenza del compleanno “affievolivano notevolmente il fuoco del dolo dell’evasione”.

Accanto all’esperienza politica – dalle candidature negli anni ’80 nelle file del Partito socialdemocratico italiano (Psdi) alla fondazione dei movimenti Vogliamo vivere e Le ali della libertà – non si può non citare il Fede scrittore: tra i suoi libri, “Finché c’è Fede”, “Privé. La vita è un gioco”, “L’invidiato speciale”, “La foglia di fico”, “Samba dei ruffiani”, “La cena dei cretini” fino all’emblematico “Se tornassi ad Arcore. Bilancio di una vita da direttore” e ad “Africa. Storie di un inviato speciale”.

Al cinema recita in un cameo nel ruolo di se stesso in “Paparazzi” di Neri Parenti (1998), oltre ad apparire in filmati di repertorio in diversi film, da “Aprile” di Nanni Moretti a “Buongiorno, Notte” di Marco Bellocchio.

Molte, intanto, le reazioni dei giornalisti italiani che avevano lavorato con Fede: da Enrico Mentana a Bruno Vespa, passando per Paolo Brosio, che commosso ha ricordato l’ex direttore del Tg4.

da swissinfo.ch




Tajani presenta la nuova Farnesina (VIDEO)

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Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, presenta la riforma della Farnesina a margine della seduta del Consiglio dei Ministri.

 




Tajani: “Avremo una Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie”

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italian foreign minister antonio tajani arrives at the 2024 news photo 1721903674Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, ha presentato la riforma della Farnesina a margine della seduta del Consiglio dei Ministri. “Il Consiglio Dei Ministri – ha spiegato Tajani – ha approvato in maniera definitiva la riforma del Ministero degli Esteri. È stato un iter molto lungo, si è passati dal Consiglio di Stato, per il Parlamento, per poi tornare qui. Ricordo che il Ministero degli Esteri  ha avuto anche la competenza del commercio internazionale, e per quello che sta accadendo al commercio internazionale, e visto che poi il commercio internazionale rappresenta più del 30% del  nostro Prodotto Interno Lordo, e visto che c’è una strategia di governo per potenziare il nostro export  nel mondo, per arrivare fino a 700 miliardi di euro entro il 2027, serviva riorganizzare la Farnesina. Tutto ciò – ha proseguito il Ministro- anche alla luce del fatto che le nostre rappresentanze diplomatiche, saranno sempre più orientate a sostenere le nostre imprese, in modo da non lasciare sola nessuna azienda italiana in giro per il mondo. Quindi abbiamo deciso di cambiare la Farnesina , che sarà un Ministero bicapite, con una testa politica ed una testa economica. Vi sarà il Ministro, – ha spiegato Tajani entrando nel merito della riforma – il Segretario Generale, che è il funzionario più alto in grado, che coordina tutto il lavoro, che sarà affiancato da un Segretario Generale aggiunto, che avrà il coordinamento di tutti gli aspetti politici, questa è una novità, perché prima c’era un Direttore Generale politico, mentre ora vi è un Segretario Generale. Ci sarà poi un altro Segretario Generale aggiunto, che si occuperà di tutta la parte economica del Ministero. Vi sarà poi una Direzione Generale per la Crescita, questa è un’altra  novità, che sarà un punto di riferimento per tutte le imprese, perché sarà suddivisa in vari settori, tra cui quello dello sport, a cui daremo una visiona anche economica dello sport. E’ poi prevista – ha continuato il Ministro – anche una Direzione Generale, che si occuperà della sicurezza e della intelligenza artificiale, che sarà divisa in una parte politica e una parte tecnologica. Per quanto riguarda la sicurezza cibernetica, ci occuperemo delle istituzioni e delle ambasciate italiane, per garantire la sicurezza delle informazioni sensibili che ci sono nel nostro Ministero”. Il Ministro ha anche annunciato la creazione di un’unità semplificativa amministrativa interna del Ministero, per ridurre i passaggi burocratici e rendere i servizi ai cittadini più efficienti. Tajani ha anche parlato del potenziamento sia dei servizi delle reti consolari e delle scuole italiane all’estero per i sette milioni dei cittadini italiani all’estero, sia dei  servizi dei portali di “viaggiare sicuri” e “dove siamo nel mondo”, per garantire una loro maggiore fruibilità agli italiani che viaggiano nel mondo. “Avremo una Direzione Generale – ha proseguito il Ministro – per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie, per rafforzare l’efficienza e l’operatività dei servizi per gli italiani nel mondo”.  Tajani ha poi segnalato che la riforma, volta a potenziare la trazione economica del Ministero, sarà a costo zero, e che, per quanto riguarda la sicurezza cibernetica, verrà presto inaugurata una sala cyber. “Ripeto sarà una Direzione generale sulla sicurezza – ha aggiunto Tajani – avrà una parte politica, quindi la parte riguardante la sicurezza, l’intelligenza artificiale, ed una parte tecnica , dove cercheremo di avere il maggior numero di esperti, ed abbiamo già chiesto all’amministrazione della Difesa se possono contribuire a dare risposte concrete ed evitare gli attacchi cibernetici che ci sono stati”. “Per ampliare il numero di diplomatici – ha poi rilevato il Ministro – abbiamo deciso di aprire il concorso diplomatico a tutte le facoltà universitarie, perché oggi si può diventare diplomatici, solo se si è laureati in giurisprudenza, scienze politiche ed economia e commercio, stiamo inoltre lavorando per far sì che ci siano più specializzazioni all’interno della carriera diplomatica,  ci sarà un esame di base per varrà per tutti e poi vi saranno degli esami specialistici. Noi vogliamo far crescere la qualità, perché più laureati possono partecipare al concorso più si ha possibilità di avere persone qualificate”.  “Noi – ha aggiunto Tajani – non guardiamo soltanto la carriera diplomatica, ma anche a quella non diplomatica. Nel 2025 abbiamo assunto quasi 1000 funzionari ed assistenti con competenze informatiche in campo commerciale e ne assumeremo presto altri. Vi saranno concorsi per persone che sono specializzate in sicurezza cibernetica, commercio internazionale, ma anche architetti ed ingegneri”. In seguito il Ministro ha mostrato i dati riguardanti l’attività svolta dalla Sala operativa della Farnesina nell’estate 2025.  Sono stati gestiti 12.393 contatti, vi sono stati 2,6 milioni di visualizzazione al sito “Viaggiare Sicuri”, 160mila download dell’applicazione “Viaggiare Sicuri”, e 440mila registrazioni a “Dove siamo nel mondo”.  Tajani ha poi presentato i dati della Task Force Dazi che ha effettuato riunioni con 59 associazioni di categoria, 25 imprese, 9 istituzioni del sistema Italia e ha fornito 107 risposte ed interventi di assistenza. Per quanto riguarda invece l’Unità per l’export, il cui l’obiettivo è quello di raggiungere i 700 miliardi di euro,  ci sono state 6mila richieste di assistenza da parte delle  imprese, 50 eventi di promozioni e di partenariato economico internazionale organizzati nel 2025. Il Ministro ha poi annunciato la nomina di nuovi Ambasciatori. L’attuale Ambasciatore a Mosca Cecilia Piccioni, avrà l’incarico di Direttore politico, quindi sarà il nuovo Segretario Generale aggiunto della Farnesina.  Il nuovo rappresentante presso le Nazioni Unite, sarà l’attuale Ambasciatore in Turchia Giorgio Marrapodi. E’ stato inoltre nominato per la sede di Mosca l’Ambasciatore Stefano Beltrame, che è attualmente consigliere diplomatico del Ministro Giorgetti. La riforma sarà formalmente operativa dal 1 gennaio 2026, ma, come ha spiegato Tajani, “I motori di queste riorganizzazione della Farnesina sono già operativi da tempo. Adesso – ha spiegato il Ministro rispondendo alla domanda di una giornalista sulla operatività della Farnesina in questo momento di cambiamento- stiamo ristrutturando tutto quanto, perché finché non la riforma non era stata approvata definitivamente non si potevano spostare le persone e riorganizzare in modo efficiente le direzioni generali. Diciamo che siamo in una fase di trasformazione, non è che ci fermiamo e poi ricominciamo, va tutto in continuità razionalizziamo il lavoro, ma ci vuole del tempo fisico. Non cambia assolutamente nulla per quanto riguarda il lavoro e l’attenzione in favore delle imprese”, ha concluso Tajani. (Lorenzo Morgia – Inform)

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