Terremoto ai Campi Flegrei: scossa di magnitudo 4 avvertita anche a Napoli

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foto a 2 sito 2025 07 18t101024.235 1024x576Una scossa di terremoto dopo le 9 si è verificata nella zona dei Campi Flegrei. Il sisma è stato avvertito distintamente anche in diversi quartieri di Napoli.

E’ di magnitudo 4 la scossa registrata alle 9:14 dai sismografi dell’Ingv ad una profondità di circa 2,5 chilometri con epicentro lungo la costa di Bagnoli -Dazio.
Secondo quanto riferisce l’Osservatorio vesuviano, nella zona dei Campi flegrei è in corso uno sciame sismico.

Scrive Il Mattino: “La gente è scesa in strada a Napoli. È in corso uno sciame sismico, si stanno verificando altre scosse di assestamento di lieve entità. Solo tanta paura, poca accelerazione sugli edifici. Evacuata la sede della Federico II di ingegneria a Fuorigrotta, così come accaduto nelle precedenti forti scosse, l’università è stata sgomberata per ragioni di sicurezza”.

SCOSSA AVVERTITA MOLTO LIEVEMENTE IN 8 PROVINCE DI 3 REGIONI

Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Caserta, Avellino, Benevento e Salerno: le segnalazioni di cittadini che hanno, molto lievemente (indicando una intensità del valore di 1), avvertito la scossa delle 9:14 dei Campi Flegrei arrivano all’Ingv-Hai Sentito Il Terremoto, oltre che dall’area metropolitana di Napoli, da altre otto province di tre diverse regioni per un totale di 57 Comuni.

CIRCOLAZIONE DEI TRENI SOSPESA NEL NODO DI NAPOLI

La circolazione ferroviaria è attualmente sospesa nel nodo di Napoli per consentire accertamenti tecnici in seguito alla scossa. Treni Alta velocità, Intercity e Regionali fanno registrare ritardi dai 90 ai 20 minuti, in arrivo e in partenza.

FERME LINEE CUMANA E CIRCUMFLEGREA, VERIFICHE IN CORSO

Causa evento sismico e per consentire di effettuare le necessarie verifiche alle infrastrutture ferroviarie, la circolazione è temporaneamente interrotta sulle linee Cumana e Circumflegrea. È stato istituito un servizio bus sostitutivo sulle tratte interrotte. Lo comunica Eav in una nota.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Cittadinanza e decreto flussi: Borghese (Maie) interroga Tajani

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borghese22La nuova legge sulla cittadinanza consente “l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato allo straniero residente all’estero, discendente di cittadino italiano e in possesso della cittadinanza di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana, individuato con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con i Ministri dell’interno e del lavoro e delle politiche sociali”. Un decreto che, a due mesi dall’entrata in vigore della legge, ancora non è stato emanato. Per questo Mario Borghese, senatore del Maie eletto in Sud America, ha presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri Tajani per chiedere di “avviare le procedure necessarie all’approvazione del decreto”.
Nella premessa, il senatore ricorda che “nell’iter di conversione del decreto-legge n. 36 del 2025, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”, è stato presentato un emendamento, al fine di promuovere interventi per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana; tale emendamento inserisce un articolo che così recita: “1-octies. E’ consentito, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, con le procedure di cui all’articolo 22, l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato allo straniero residente all’estero, discendente di cittadino italiano e in possesso della cittadinanza di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana, individuato con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con i Ministri dell’interno e del lavoro e delle politiche sociali””.
Il testo approvato, precisa Borghese, “è il risultato di una riformulazione chiesta dal Ministero per gli affari esteri e della cooperazione internazionale”.
“Precisato che l’emendamento, così riformulato, ha avuto parere favorevole da parte del Governo e considerato che sono passati già due mesi dall’entrata in vigore della norma”, Borghese rileva che “numerosi possibili destinatari di questa norma sono in attesa di sapere le condizioni da individuarsi con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con i Ministri dell’interno e del lavoro e delle politiche sociali; l’assenza di questo decreto rende, di fatto, la norma approvata inutilizzabile e quindi impedisce la piena attuazione della legge parlamentare”.
A Tajani, il senatore chiede di sapere “quali siano le ragioni di tale ritardo nell’avviare le procedure necessarie all’approvazione del decreto indicato; in che modo e in quali tempi si intenda dare seguito alla disposizione richiamata” e, infine, “se vi siano, allo stato, già proposte o iniziative per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana”. (aise) 




Urbanistica a Milano, perquisito il Comune. Chiesto l’arresto dell’assessore Tancredi e del costruttore Catella

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torre generali milano 1024x768“Nell’ambito di complesse indagini riguardanti il settore dell’urbanistica a Milano”, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito oggi 24 perquisizioni personali, domiciliari e locali, “per i reati di corruzione, falso e induzione indebita a dare o promettere utilità, a carico di pubblici ufficiali”, appartenenti al Comune di Milano o componenti della Commissione per il Paesaggio, nonché progettisti e imprenditori.

Contestualmente, a sei tra gli indagati è stato notificato l’avviso, disposto dal gip del Tribunale di Milano, “a rendere interrogatorio preventivo finalizzato a valutare l’applicazione di altrettante misure cautelari personali (custodia in carcere o arresti domiciliari), richieste da questa Procura all’esito di nuove e rilevanti risultanze investigative”, fa sapere la Gdf con una nota.

I finanzieri, inoltre, stanno eseguendo, presso il Comune di Milano, un ordine di esibizione di documentazione inerente agli interventi edilizi al centro dell’indagine. “Il fenomeno indagato, legato ad alcuni profili di incontrollata espansione edilizia, ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo, tant’è che le indagini”, ricorda la Gdf, “hanno già portato nei mesi scorsi al sequestro preventivo di diversi cantieri e all’adozione di misure cautelari personali“.

L’inchiesta sull’urbanistica milanese vede coinvolti l’assessore comunale Giancarlo Tancredi, per cui sono stati chiesti gli arresti domiciliari, l’imprenditore Manfredi Catella (Coima), Andrea Bezziccheri (Bluestone) e altri esponenti della Commissione Paesaggio. Per la segreteria provinciale e il gruppo consiliare della Lega, “dopo lo scandalo Boeri e i problemi legati all’uso disinvolto della Scia, la richiesta di arresto per un assessore mette a rischio l’immagine della città e il suo sviluppo Milano non può permettersi un altro terremoto urbanistico”. Ecco perché, secondo il Carroccio, “il sindaco Sala deve fare scelte chiare”, in quanto “da mesi chiediamo di riportare regole e trasparenza nella gestione delle pratiche edilizie, ma da Palazzo Marino è arrivato solo silenzio.

Ora la misura è colma”. Sala per la Lega “non può continuare a comportarsi come se nulla stesse accadendo, o torna a fare il sindaco davvero, oppure- concludono i leghisti- lasci spazio a chi ha a cuore Milano e la sua economia”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Odoguardi (MAIE): “Promuoviamo e difendiamo il Made in Italy nel mondo”

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odoguardi madeCome Movimento Associativo Italiani all’Estero da sempre siamo consapevoli dell’importanza del Made in Italy nel mondo. Per questo, nel corso degli anni, abbiamo portato avanti innumerevoli iniziative a favore della promozione delle eccellenze italiane, dall’enogastronomia alla moda, fino ad arrivare all’auto motive e alla tecnologia.

È che il marchio Made in Italy è senza ombra di dubbio riconosciuto a livello mondiale come sinonimo di qualità. Un prodotto italiano è garanzia di valori profondi legati alla tradizione, all’artigianalità e all’innovazione.

Durante l’esperienza del MAIE nel governo italiano, sono stati individuati fondi extra da destinare alla rete delle Camere di Commercio italiane nel mondo, che oltre confine aiutano e sostengono le piccole e medie imprese italiane nel percorso di internazionalizzazione e di conquista di nuovi mercati.

Ogni oggetto Made in Italy racconta una storia, è il risultato di un equilibrio tra tecnica e creatività che pochi altri Paesi possono vantare. Ma non basta: è un vero e proprio motore per l’economia italiana.

L’export italiano, anno dopo anno, continua a crescere. Moda, arredamento, gastronomia, vino, meccanica di precisione: questi settori trainano l’immagine dell’Italia all’estero e creano milioni di posti di lavoro, diretti e indiretti.

Purtroppo tutto ciò che è italiano viene imitato nel mondo. Il caso più conosciuto è quello del Parmesan, imitazione del nostro unico e insuperabile Parmigiano Reggiano, ma si potrebbero fare tanti altri esempi. Proprio per aiutare i consumatori, soprattutto quelli stranieri, a distinguere un vero prodotto Made in Italy da un’imitazione, come Movimento Associativo abbiamo organizzato iniziative sul territorio e campagne informative attraverso i social, in modo tale da contrastare la contraffazione e spingere con ancora più forza i prodotti italiani.

A questo proposito, mi piace comunicare che, dopo una breve pausa estiva, già da settembre inaugureremo una nuova campagna informativa, tesa a promuovere l’eccellenza italiana in tutte le sue sfaccettature. Lo faremo insieme ai connazionali, ai nostri ristoratori e pizzaioli all’estero, alle associazioni italiane: perché proprio gli italiani residenti oltre confine restano i migliori ambasciatori del Made in Italy nel mondo.

Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE




Sinner scrive la storia. È il primo italiano a vincere Wimbledon

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410ce7c1 630d 4e07 b40e f127ac5193d3Prima vittoria sull’erba per Jannik Sinner, il nostro numero uno al mondo, che ha sconfitto ieri, domenica, lo spagnolo due volte campione in carica Carlos Alcaraz, conquistando il suo primo titolo a Wimbledon e ribaltando il risultato della loro epica finale al Roland Garros del mese scorso.

Una miriade di emozioni, dalla gioia incontenibile alla soddisfazione per il duro lavoro e per la perseveranza oltremodo ripagate. Le sensazioni possono includere euforia, orgoglio, liberazione e un senso di realizzazione personale, amplificate dalla componente della competizione e dall’adrenalina della partita e, soprattutto, con il risultato di essere stato capace di riscrivere la storia.

Esattamente poco più di cinque settimane dopo che i numeri 1 e 2 del mondo avevano giocato la seconda finale più lunga di un Major maschile sulla terra rossa del Roland Garros, è stato Sinner a dover recuperare, dopo aver perso il primo set, per aggiudicarsi il suo quarto Grande Slam in assoluto.

Il tennis è, notoriamente, prima di tutto una battaglia mentale. È considerato, non a torto, come uno degli sport più intensi e impegnativi dal punto di vista psicologico, in cui i giocatori affinano costantemente le proprie abilità mentali per riuscire a guadagnarsi ogni punto, palla dopo palla, con tecnica ma con assoluta concentrazione e convinzione.

E lui, Sinner, è il primo giocatore italiano a vincere un titolo singolare a Wimbledon. Le emozioni provate da tutti gli spettatori durante questa straordinaria vittoria sono intense e varie, spaziano dall’euforia e dalla gioia pura alla soddisfazione e al sollievo, fino all’ammirazione per il giocatore vincente.

Per lui parla la sua intensità all’ennesima potenza, l’esaltazione delle sue qualità tecniche fuori dall’ordinario, accompagnate da una solidità mentale che lascia tutti noi sbalorditi. Noi, comuni mortali e semplici spettatori, con le mani sudate davanti alla Tv, come testimoni partecipi di un sogno, il suo, ma da oggi anche il nostro.




Sinner re di Wimbledon!

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6873f6d0049ad.r d.459 255 10240Oggi è il giorno che cambia la storia. È il giorno in cui Wimbledon, il giardino dei Re si tinge di azzurro. Jannik Sinner è il primo italiano a vincere il torneo più desiderato, più ambito. Il torneo che cambia la vita di un tennista e lo mette in un’altra categoria.

Jannik Sinner supera finalmente Carlos Alcaraz e lo fa nel posto giusto, sul Centre Court che negli ultimi due anni aveva visto trionfare lo spagnolo.

Jannik vince 4-6 6-4 6-4 6- 4 in rimonta, dopo un primo set in cui tutto sembrava scritto. E invece è solo dei grandi la capacità di riscrivere la storia. E Jannik Sinner è sicuramente tra questi. Le braccia alzate, il sorriso, i colpi sull’erba. Le lacrime, è tutto vero.

da La Gazzetta dello Sport




Rivoluzione negli aeroporti italiani: addio al documento d’identità per i voli nazionali e Schengen

sciopero compagnie aeree low coast

sciopero compagnie aeree low coast
AEROPORTO CARAVAGGIO DI BERGAMO ORIO AL SERIO
SCIOPERO COMPAGNIE AEREE LOW COAST
VIAGGIATORI
SCHERMI CON INDICAZIONE VOLI CANCELLATI

È una piccola grande rivoluzione per chi vola in Italia e in Europa. Da oggi, per salire sui voli nazionali e su quelli diretti verso i Paesi dell’area Schengen, non sarà più necessario esibire un documento di identità al gate. Basterà la carta d’imbarco. Una semplificazione storica voluta da Enac, con il via libera del Ministero dell’Interno, già attiva in tutti gli scali italiani.

COSA CAMBIA

Finora, al momento dell’imbarco, il personale era tenuto a controllare la corrispondenza tra carta d’imbarco e documento di identità. Ora questo passaggio non servirà più: i controlli di sicurezza effettuati ai varchi (metal detector e scanner) saranno considerati sufficienti.

DOVE VALE

La novità si applica: su tutti i voli nazionali, su quelli diretti verso Paesi Schengen (quasi tutta l’UE più Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera). Restano invece obbligatori i controlli documentali per i voli verso Paesi extra-Schengen.

ATTENZIONE ALLE ECCEZIONI

Il Ministero dell’Interno ha previsto alcune ‘rotte sensibili‘, come quelle verso la Francia, dove i controlli al gate resteranno attivi per ragioni legate ai flussi migratori. Inoltre, chi effettua il check-in al banco dovrà comunque mostrare il documento d’identità.

Perché questa scelta non riduce la sicurezza

Enac ha spiegato che la verifica dell’identità al gate non è più necessaria perché i passeggeri, per accedere all’area imbarchi, hanno già superato controlli di sicurezza completi. “Una misura che snellisce le procedure e velocizza i flussi senza compromettere la sicurezza”, spiegano dall’Ente.

QUANTI VIAGGIATORI COINVOLGERÀ

Secondo le stime, oltre 50 milioni di passeggeri beneficeranno di questa semplificazione entro la fine del 2025. Un numero destinato a crescere fino a 92 milioni l’anno prossimo.

QUANDO PARTE

Il primo test è avvenuto in sordina il 6 luglio su un volo Ryanair da Bergamo a Minorca, quando ai passeggeri non è stato chiesto alcun documento al gate. Ora la misura è estesa a tutti gli aeroporti italiani.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Lodetti, Vicesegretario Generale del Cgie: la necessità di una strategia complessiva per i connazionali all’estero

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lodetti cgieSono passate alcune settimane dalla chiusura a Roma dell’Assemblea Plenaria del Cgie che ha visto al centro del dibattito temi di estrema attualità come la riforma della cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e gli incentivi di rientro per chi decide di tornare dall’estero nel nostro Paese. Tre aspetti che caratterizzano le politiche per gli italiani nel mondo di oggi e di domani, che abbiamo cercato di approfondire con il Vice Segretario Generale di Nomina governativa del Cgie Gianluca Lodetti.

A molti anni di distanza dal varo della norma del 1992 il Governo è intervenuto sulla legge per l’acquisto della cittadinanza introducendo importanti novità. Su questo tema si è espressa anche l’Assemblea Plenaria del Cgie. Cosa può dirci in proposito?  

La questione della cittadinanza era nel programma della recente Assemblea Plenaria del Cgie , proprio perché c’era la consapevolezza all’interno del nostro organismo che una riforma andasse attuata. Il fatto che la legge del 1992 prevedesse la possibilità di poter risalire, per richiedere la cittadinanza, anche alla quinta o sesta generazione, generava delle problematiche molto difficili da gestire che riguardavano sia la consapevolezza di cosa significasse essere cittadini, sia le difficoltà dei comuni, dei tribunali e dei consolati a gestire l’alto numero di richieste. Quindi la necessità di andare ad affrontare il tema della cittadinanza c’era. Poi però per cambiare la norma è stato usato lo strumento del decreto legge che non ha permesso di avere, data la ristrettezza dei tempi, un approfondito confronto, anche con gli organi di rappresentanza, per arrivare ad una legge condivisa. Nell’ambito della legge di conversione è stata inoltre introdotta la preclusione alla trasmissibilità della cittadinanza per chi è in possesso della doppia cittadinanza, un istituto giuridico che in passato, è sempre stato considerato un valore aggiunto e non una penalizzazione. Una disparità di trattamento, quella tra chi è in possesso di doppia cittadinanza e coloro che invece ne hanno una sola, che andrebbe superata al più presto, attraverso modifiche normative.  Vi è poi il problema della retroattività e cioè il fatto che la legge vada ad incidere, ad esempio con il divieto di trasmissibilità della doppia cittadinanza, anche su coloro che sono nati prima dell’entrata in vigore della nuova norma, e quindi avevano già acquisito il diritto alla cittadinanza in base alla legge precedente. Lo ripeto: un limite generazionale andava previsto, ma per il Cgie è ed era altrettanto importante rendere effettivo il legame identitario con il nostro Paese e quindi la consapevolezza dei doveri e dei diritti di cittadinanza, nonché la conoscenza della lingua italiana. Dà qui il concetto della “cittadinanza consapevole” più volte evocata dal nostro Consiglio. Ci auguriamo, anche per dare nuovo slancio al legame con le comunità all’estero, che su questo tema si apra una stagione di dialogo fra il Governo, il Parlamento, le comunità e il Cgie per far sì che la cittadinanza sia, appunto, sempre più attiva e consapevole.

Un altro tema su cui il Cgie è intervenuto più volte e quello della messa in sicurezza del voto all’estero. Ora che la riforma appare sempre più probabile, quali indicazioni giungono dai lavori del Consiglio Generale?

Nell’ambito del Cgie si è parlato del voto all’estero per corrispondenza e del modo per renderlo più sicuro, trasparente e garantito. E’ stato approvato anche un Ordine del giorno in cui sono stati stabiliti vari punti, come ad esempio il fatto di stampare le schede elettorali per l’estero presso il Poligrafico dello Stato con apposito timbro ad acqua: l’invio dei plichi elettorali con raccomandata in caso di mancato funzionamento della posta o la tracciabilità della busta dell’elettore tramite codice a barre o QR code.  Sono stati inoltre approfonditi i possibili cambiamenti della modalità di esercizio di voto. Si è parlato di voto per corrispondenza, voto elettronico e voto presso il seggio. Su questi punti abbiamo avuto un’ampia discussione da cui sono emersi pregi e difetti dei vari sistemi: le difficoltà maggiori si evidenziano sul voto elettronico, uno strumento che al momento non dà le garanzie necessarie, come peraltro ribadito dalle relazioni degli esperti tenutesi in Plenaria. Il suffragio presso i seggi presenta invece maggiori garanzie, però ha delle complicazioni di tipo organizzativo. Vi è poi un sistema misto, voto per corrispondenza e voto presso i seggi, su cui si è creata una certa convergenza, anche all’interno della Commissione di nomina governativa. Nel documento del Cgie viene anche suggerito che possa essere previsto il voto per corrispondenza nei casi in cui l’elettore risieda a una distanza troppo elevata dal seggio elettorale. L’importante, per noi, è stato portare a termine quello che ci eravamo preposti, cioè promuovere delle proposte puntuali per mettere in sicurezza il voto secondo l’attuale normativa. Confidiamo ora che Governo e Parlamento ne tengano conto.

Altra questione complessa è quella degli incentivi di rientro che, insieme ad altri interventi, dovrebbero favorire il passaggio ad una mobilità circolare. Come sta lavorando il Cgie per contribuire a migliorare l’attrattività del nostro Paese?

E’ importante che l’Assemblea Plenaria del Cgie abbia incardinato nel proprio dibattito la questione degli incentivi di rientro dopo un lavoro durato sei mesi, anche perché, come detto tante volte anche dalla Commissione di Nomina governativa, il Paese si trova in difficoltà su vari fronti. I dati ci parlano infatti di un’emorragia di giovani e meno giovani che vanno all’estero, quindi la nuova emigrazione è ancora molto forte. Vi è poi la difficile situazione demografica in cui versa il Paese, con lo spopolamento delle aree interne, la mancanza di figure professionali in agricoltura, l’emigrazione non qualificata e la fuga delle alte professionalità anche in campo universitario. Vi è quindi la necessità di incrementare l’attrattività dell’Italia in alcuni campi e per alcuni territori in particolare e di rendere circolare la mobilità, ampliando lo spettro degli incentivi e creando le condizioni sul territorio per un’accoglienza che dia valore alle persone. All’interno della Commissione si è parlato anche del possibile progetto, “Lavoro delle Radici” per riqualificare la vocazione di determinati territori dove si attestino necessità di manodopera in campo agricolo o artigianale tradizionale.  Sul tema dei rientri il Cgie, tramite la VII^ Commissione, con l’apporto della II^, della VI^ e della VIII^ Commissione, ha predisposto un documento in cui viene mappato il fenomeno e vengono avanzate proposte che rappresentano un buon punto di partenza. Il tema degli incentivi di rientro sarà oggetto di un lavoro specifico sia nell’ambito dell’accordo stipulato ad aprile dal CGIE con il Commissario Guido Castelli per la ricostruzione dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici, sia nel quadro del protocollo che sarà firmato prossimamente con il CNEL che ha già provveduto a istituire al proprio interno un gruppo di lavoro congiunto CNEL-CGIE  per implementare le tante tematiche relative agli italiani nel mondo previste dal protocollo stesso. E’ chiaro a tutti che gli incentivi di rientro, per avere piena efficacia, debbano essere accompagnate da politiche più ampie, volte alla creazione di infrastrutture, trasporti, servizi, un aumento generalizzato dei salari, azioni concrete sul mercato del lavoro che rendano più moderno e performante il nostro Paese, ma è lavorando su entrambi i binari che si produrranno maggiori risultati. Un argomento importante quando si parla di rientri, è inoltre quello dell’accompagnamento, citato anche nel documento della VII^ Commissione. Come ci ostiniamo a ripetere da diversi anni, credo sia necessario accompagnare il cittadino, nella fase di partenza, di permanenza all’estero e di rientro del nostro Paese, attraverso la creazione di una rete dei servizi da parte dell’amministrazione, con la collaborazione di associazioni e patronati, che dia risposte differenziate a seconda dei bisogni: si pensi al problema abitativo, alla formazione, al lavoro o alla previdenza, alla sanità, al fisco.  Si tratterebbe anche di un modo per far sentire il cittadino che va all’estero sempre in connessione con il Paese, non abbandonato a se stesso. Un obiettivo, questo, che riguarda la coesione sociale tra l’Italia e la nostra diaspora.

L’ultima plenaria del Cgie è stata caratterizzata anche da importanti incontri con le massime cariche istituzionali italiane, come ad esempio quello con il Presidente Mattarella. Cosa pensa di questo importante riconoscimento?  

Siamo molto soddisfatti del riconoscimento che è stato dato al CGIE sia dal Ministero degli Affari Esteri che dal Presidente della Repubblica. Siamo orgogliosi perché il Consiglio è composto da persone che agiscono su base volontaria e cercano di fare il possibile per promuovere proposte ed esprimere pareri, ma soprattutto per delineare le potenzialità del rapporto che intercorre tra il nostro Paese e le comunità all’estero. Quando il mondo della politica e il mondo istituzionale, al massimo livello, riconoscono il nostro ruolo, ciò equivale a riconoscere l’importanza delle nostre comunità oltreconfine e la loro capacità di dare un contributo profondo alla vita sociale, economica e democratica del nostro Paese. Da questa consapevolezza, deve scaturire una nuova strategia globale per le comunità all’estero non più differibile che definisca nei fatti, una volta per tutte, la volontà di investire su questa parte imprescindibile della nostra comunità nazionale. Le parole del Presidente Mattarella, in particolare, la sua riconoscenza per il lavoro quotidiano nel difficile compito della rappresentanza, ci hanno regalato una grandissima energia ed un rinnovato desiderio di proseguire su questa strada. Gli organismi di rappresentanza come il CGIE, sono pronti a dare il proprio contributo per delineare tale strategia, come i risultati di questa Assemblea Plenaria testimoniano ampiamente. (Lorenzo Morgia- Inform)




Ponte sullo Stretto, “cantieri aperti entro l’estate”. Salvini in Giappone per studiare il ‘gemello’ di Messina

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foto a 2 sito 2025 07 08t120255.435 1024x576L’obiettivo del governo è quello di “aprire i cantieri entro l’estate”. Lo ribadisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini al Padiglione Italia dell’Expo di Osaka, parlando del Ponte sullo stretto di Messina. Il vicepremier è volato per tre giorni in missione istituzionale in Giappone.

“Buongiorno da Tokyo. Questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Giappone ho incontrato il collega ministro Hiromasa Nakano, per la firma del Memorandum di Collaborazione sulla costruzione, gestione e manutenzione di ponti a campata unica”, scrive sui social Salvini.

“Un utile confronto- aggiunge-, una condivisione di esperienze e sfide comuni sul fronte delle infrastrutture, alla vigilia della visita che farò domani al Ponte dello stretto di Akashi, ‘gemello’ di quello progettato per lo stretto di Messina e il secondo ponte sospeso più lungo al mondo. Italia e Giappone, due Paesi e due popoli amici, che collaborano insieme per garantire crescita, sviluppo, lavoro”.

Intanto con l’approvazione di un emendamento al decreto legge Infrastrutture, avvenuta durante l’esame congiunto delle commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera, “un ulteriore passo verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è stato compiuto. Questa misura mira ad accelerare un’opera prioritaria e di preminente interesse nazionale”, rileva una nota del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

L’emendamento prevede che la società Stretto di Messina S.p.A. sia inserita di diritto nell’elenco delle stazioni appaltanti qualificate. “Questa decisione segue quanto già stabilito per realtà come la Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A. e Giubileo 2025 S.p.A., garantendo un iter più rapido”, segnalano dal MIT.
“La semplificazione introdotta dall’emendamento consente alla società di operare quale stazione appaltante nella fase di progettazione, affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici funzionali all’espletamento delle attività e dei compiti alla stessa assegnati e di procedere con maggiore celerità allo svolgimento delle attività necessarie per la realizzazione del Ponte”, conclude la nota del MIT.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Temporali e temperature in picchiata, l’Italia nella morsa del maltempo

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maltempo 1024x573L’eccezionale ondata di calore che ha stretto l’Italia in una morsa rovente nelle ultime settimane sta per terminare definitivamente, ma il cambiamento porterà con sé anche instabilità atmosferica e condizioni di maltempo localmente intenso. Il rischio è di piogge abbondanti, grandinate e forti raffiche di vento che potrebbero causare criticità in diverse aree del Paese.

La prima perturbazione di luglio, proveniente dall’Atlantico, ha attraversato la penisola ieri e continua a portare instabilità residua sull’estremo Nord-Est e nelle zone interne del Centro-Sud. Ma il tempo resterà turbolento: già dal pomeriggio di oggi, lunedì 7 luglio, è atteso l’arrivo della seconda perturbazione del mese, che provocherà nuovi rovesci e temporali, soprattutto al Nord.

Questa seconda fase di maltempo lascerà un’atmosfera instabile anche per la giornata di martedì, con possibili fenomeni su Nord-Est e aree appenniniche.

TEMPERATURE IN CALO SU TUTTA LA PENISOLA

L’arrivo di correnti più fresche dietro ai fronti perturbati porrà fine all’ondata di calore. Il calo termico sarà evidente entro domani al Centro-Nord, mentre per le regioni meridionali la rinfrescata arriverà tra martedì sera e mercoledì, con temperature che torneranno su valori più in linea con le medie stagionali.

LE PREVISIONI PER OGGI

La giornata si aprirà con cieli sereni o poco nuvolosi su Sud e Isole Maggiori, mentre sul resto d’Italia si alterneranno sole e nubi, con la possibilità di brevi rovesci o temporali su Friuli Venezia Giulia, zone interne del Centro e coste toscane.

Nel pomeriggio si prevedono ancora condizioni di bel tempo in Calabria, Salento, Sicilia e Sardegna, mentre aumenteranno le nuvole su Alpi, regioni di Nord-Est, Appennino centrale e settentrionale e Campania, con rovesci e temporali sparsi. In serata i fenomeni temporaleschi si estenderanno anche al resto del Nord.

Le temperature massime subiranno un calo significativo al Nord-Est, gran parte del Centro e in Campania, Basilicata e nel nord della Puglia, segnando la fine dell’afa estrema che ha caratterizzato la prima parte dell’estate.

Agenzia DIRE – www.dire.it