Temporali e temperature in picchiata, l’Italia nella morsa del maltempo

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maltempo 1024x573L’eccezionale ondata di calore che ha stretto l’Italia in una morsa rovente nelle ultime settimane sta per terminare definitivamente, ma il cambiamento porterà con sé anche instabilità atmosferica e condizioni di maltempo localmente intenso. Il rischio è di piogge abbondanti, grandinate e forti raffiche di vento che potrebbero causare criticità in diverse aree del Paese.

La prima perturbazione di luglio, proveniente dall’Atlantico, ha attraversato la penisola ieri e continua a portare instabilità residua sull’estremo Nord-Est e nelle zone interne del Centro-Sud. Ma il tempo resterà turbolento: già dal pomeriggio di oggi, lunedì 7 luglio, è atteso l’arrivo della seconda perturbazione del mese, che provocherà nuovi rovesci e temporali, soprattutto al Nord.

Questa seconda fase di maltempo lascerà un’atmosfera instabile anche per la giornata di martedì, con possibili fenomeni su Nord-Est e aree appenniniche.

TEMPERATURE IN CALO SU TUTTA LA PENISOLA

L’arrivo di correnti più fresche dietro ai fronti perturbati porrà fine all’ondata di calore. Il calo termico sarà evidente entro domani al Centro-Nord, mentre per le regioni meridionali la rinfrescata arriverà tra martedì sera e mercoledì, con temperature che torneranno su valori più in linea con le medie stagionali.

LE PREVISIONI PER OGGI

La giornata si aprirà con cieli sereni o poco nuvolosi su Sud e Isole Maggiori, mentre sul resto d’Italia si alterneranno sole e nubi, con la possibilità di brevi rovesci o temporali su Friuli Venezia Giulia, zone interne del Centro e coste toscane.

Nel pomeriggio si prevedono ancora condizioni di bel tempo in Calabria, Salento, Sicilia e Sardegna, mentre aumenteranno le nuvole su Alpi, regioni di Nord-Est, Appennino centrale e settentrionale e Campania, con rovesci e temporali sparsi. In serata i fenomeni temporaleschi si estenderanno anche al resto del Nord.

Le temperature massime subiranno un calo significativo al Nord-Est, gran parte del Centro e in Campania, Basilicata e nel nord della Puglia, segnando la fine dell’afa estrema che ha caratterizzato la prima parte dell’estate.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Esplode distributore di carburante, trema tutta Roma: 29 feriti

esplosione a roma in un distributore di benzina in via casilina

esplosione a roma in un distributore di benzina in via casilina

Un boato fortissimo. Erano circa le 8.20 quando un’esplosione ha fatto tremare i palazzi e i vetri delle finestre in gran parte di Roma. Pochi istanti dopo, da Roma est una colonna di fumo altissima si è alzata nel cielo, visibile da molte zone della città.

“Al momento risultano 9 feriti tra gli agenti appartenenti alle varie forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco e una ventina di civili di cui due ustionati e forse uno in condizioni più gravi”.

Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dopo il sopralluogo sul luogo dell’esplosione della pompa di benzina di via dei Gordiani.

“Non ci risulta che l’incendio sia partito dal vicino autodemolitore”, ha aggiunto il primo cittadino. “L’esplosione è stata terribile, ha fatto dei danni importanti e causato feriti ma per fortuna senza conseguenze drammatiche, vista la potenza. Sembrerebbe che durante le operazioni di carico di carburante da una cisterna ci sia stata una fuga di gas. A quel punto sono stati chiamati i Vigili del fuoco e la Polizia. Da questa fuga di gas sarebbe divampato un primo incendio. Le squadre sono arrivate subito, prima dell’esplosione e hanno avuto la prontezza di riflessi di far evacuare tutte le persone nelle vicinanze, a partire dal centro estivo. E poi c’è stata l’esplosione. Stiamo monitorando la situazione dopo questa terribile esplosione che fortunatamente non ha fatto vittime. Questo anche grazie allo sgombero immediato di tutte le persone nelle vicinanze a partire dal centro estivo di bambini che sono stati mandati via tra il primo incendio è l’esplosione”.

La violenza dello scoppio ha provocato danni agli edifici vicini, mentre le fiamme hanno raggiunto un deposito giudiziario situato alle spalle del distributore.

La fermata Teano della metro C è stata chiusa su disposizione delle forze dell’ordine. Una densa colonna di fumo si è alzata sopra la zona ed è stata visibile da gran parte della città. L’area è stata isolata per motivi di sicurezza e le operazioni di spegnimento e verifica delle strutture danneggiate sono ancora in corso.

“Esprimo la mia vicinanza a tutti i feriti – tra cui agenti delle Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e operatori sanitari – e rivolgo un sentito ringraziamento a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e messa in sicurezza”.

Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni in un post in cui fa sapere di seguire con attenzione le conseguenze dell’esplosione avvenuta in un distributore di benzina a Roma. Anche Papa Leone XIV ha espresso parole di vicinanza.

Elisabetta Accardo, portavoce Questura di Roma, a Rai News ricostruisce quanto accaduto: “Siamo intervenuti a seguito della segnalazione di un’esplosione in un distributore di benzina. Al momento – ma si tratta di un dato in continua evoluzione, poiché l’incendio non è stato ancora domato – risultano feriti otto agenti: sei appartenenti a tre equipaggi inviati dalla sala operativa e due del commissariato più vicino che si erano recati autonomamente sul posto. Hanno riportato ferite causate dall’esplosione, ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Sono stati trasportati all’Umberto I e all’ospedale San Giovanni.”

“In questo momento la polizia sta bonificando tutti gli edifici nella zona, a partire dall’area del cratere, allargando il raggio dei controlli per verificare che non ci siano persone bloccate all’interno delle abitazioni e sincerarsi delle loro condizioni di salute.”

“Per quanto riguarda i vigili del fuoco e i passanti, sappiamo che ci sono feriti anche tra loro, ma al momento non abbiamo il numero esatto delle persone coinvolte. Stiamo inoltre controllando se ci sono persone con difficoltà motorie rimaste bloccate negli appartamenti.”

“L’esplosione principale ha provocato altre deflagrazioni a catena, quindi stiamo cinturando tutta l’area. La priorità resta verificare lo stato di salute delle persone coinvolte.”

“Infine, una raccomandazione: chiunque si trovi in difficoltà e abbia con sé il telefono cellulare chiami subito il 112, numero unico per le emergenze, per chiedere aiuto. Per tutti gli altri, che non sono nell’area immediatamente coinvolta, l’invito è a mantenere la massima prudenza”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italia soffocata dal caldo e la gente muore

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caldo bologna fontana piazza nettuno2 1024x683Sono 18 le città in allerta rossa per il caldo nelle giornate di oggi e domani, mercoledì 2 e giovedì 3 luglio, secondo il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute. Un’ondata, quella che si sta vivendo da quasi una settimana in tutto lo Stivale e in diversi Paesi europei, che è la prima da temperature record di questa estate, con punte di 38-40°, ben oltre i livelli stagionali. Tutta colpa dell’anticiclone africano Pluto, per i meteorologi, e del riscaldamento globale sempre più violento nei suoi effetti sul Pianeta.

IL BOLLINO ROSSO, DOVE È E COSA COMPORTA

Le città da bollino rosso indicate del ministero della salute sono quindi le seguenti: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona, Viterbo e Campobasso. E venerdì all’elenco si aggiungono Pescara e Venezia, già bollino arancione. Il bollino rosso è il terzo e più alto livello di rischio rappresentato dalle condizioni meteorologiche per la salute della popolazione. Indica “condizioni di emergenza per ondata di calore, con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”

BLACK OUT E PRIME VITTIME DI “PLUTO”

Per la Capitale è il  sesto giorno consecutivo di bollino rosso, mentre da ieri sono iniziati blackout che spengono le città: da Firenze a Bergamo bassa e in molti comuni del Milanese. Gli effetti sulla popolazione sono tangibili nei pronto soccorso degli ospedali italiani, dove si registra un boom di accessi, in particolare di pazienti considerati fragili: malati cronici, anziani, senza tetto. Il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Alessandro Riccardi ha confermato il rialzo degli accessi nei Pronto soccorso italiani in questi giorni, stimando una crescita nell’ultima settimana fino al 20%.

Si contano i primi morti: una donna di 53 anni, cardiopatica, che a Bagheria, vicino Palermo, si è improvvisamente accasciata sul marciapiede per un malore a causa del caldo intenso: inutili i soccorsi. Mentre due operai in provincia di Vicenza sono stati colti da malore, mentre lavoravano all’interno di una buca a Tezze sul Brenta e uno dei due si trova in coma. Si ipotizza che il caldo intenso abbia determinato l’aumento di esalazioni e vapori di monossido di carbonio e anidride solforosa con il conseguente intossicamento dei due lavoratori.

IL MINISTERO DELLA SALUTE: POTENZIATA L’ASSISTENZA TERRITORIALE E IL MONITORAGGIO NEI PS

Il Ministero della Salute rinnova l’invito ai cittadini a seguire con attenzione le indicazioni di prevenzione e rassicura ricordando che è attivo il “Sistema nazionale per la prevenzione degli effetti negativi delle ondate di calore”, con un pacchetto coordinato di misure a tutela della salute pubblica, in particolare delle persone più fragili. Tra le principali azioni già in essere: bollettini meteo-sanitari giornalieri per 27 città italiane, con classificazione del rischio pubblicati sul sito del Ministero della Salute, il numero di pubblica utilità 1500 per fornire informazioni di prevenzione e assistenza. E ancora: avviata la campagna nazionale “Proteggiamoci dal caldo”, con le 10 regole fondamentali per difendersi dalle alte temperature”. Il ministero inoltre annuncia “ulteriori misure in fase di rafforzamento e implementazione”: estensione del monitoraggio degli accessi ai Pronto soccorso e attivazione di un tavolo interistituzionale di coordinamento con più attori, tra cui la Protezione civile. E ancora: potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’informazione alla popolazione, in collaborazione con Regioni, Federazioni sanitarie, Ordini professionali, farmacie e reti di prossimità, per favorire una presa in carico attiva delle persone più vulnerabili e una diffusione capillare delle informazioni di prevenzione.

GLI ESPERTI DEL CMCC: “IN FUTURO IL LIVELLO DEL MAR MEDITERRANEO A +80 CM”

Intanto a Lecce il supercomputer  della Fondazione Cmcc (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici) che processa ed elabora dati sul clima, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, lancia l’allarme: in futuro, con il riscaldamento globale, si prevede un innalzamento del livello del mar Mediterraneo dai 30 agli 80 centimetri, con le inevitabili conseguenze sull’erosione costiera e aggravando gli effetti delle alluvioni.

TIMORI PER IL RISCHIO “BOMBE D’ACQUA” NEL FINE SETTIMANA

L’altra faccia della medaglia dell’ondata di caldo sono i violenti temporali già arrivati al nord che alimentano colate di detriti dalle montagne. Dal nubifragio di Bardonecchia, alla frana che ieri ha interessato il massiccio del Sorapis nel Cadore, rendendo difficile l’accesso a Cortina. C’è infine apprensione per quello che potrebbe succedere nel fine settimana al centro nord e da lunedì al sud: il caldo estremo potrebbe concludersi infatti con piogge torrenziali e bombe d’acqua.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Cittadinanza. Odoguardi (MAIE): “Non ci arrendiamo, avanti con la battaglia a favore dello ius sanguinis”

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odoguardi maie loghiLa nuova legge sulla cittadinanza, con il tanto discusso decreto approvato da governo e Parlamento, è stata protagonista nell’ultima assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’estero.

Come MAIE pensiamo che quella legge, con le nuove norme, sia anticostituzionale: per questo, proprio per cercare di annullarla, ci rivolgeremo alla giustizia.

A livello politico, crediamo che ciò che è accaduto sia davvero paradossale. Abbiamo un governo che da una parte sottolinea l’importante ruolo che rivestono le comunità italiane all’estero, con i nostri connazionali che vengono considerati i migliori ambasciatori della cultura italiana e del made in Italy oltre confine; dall’altra, però, lo stesso governo porta avanti misure che contrastano con i concetti che vengono espressi a parole.

Non possiamo dimenticare che la presenza degli italiani nel mondo ha avuto, e continua ad avere, un’importanza significativa sotto molti punti di vista: storico, culturale, economico e sociale.

Quando, nel secolo passato, milioni di italiani emigrarono verso le Americhe (soprattutto Argentina, Brasile, Stati Uniti) e altri paesi europei in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, una volta inseriti nella società che li hanno ospitati, hanno contribuito con forza allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti, quindi alla costruzione di infrastrutture, industrie e servizi.

Hanno fondato quartieri italiani e “Little Italy” dovunque si siano recati, mantenendo in questo modo vive lingua, tradizioni e religione. Spesso senza il sostegno di nessuna istituzione, per il solo orgoglio di essere italiani, anche se lontani dalla Madre Patria.

La cultura italiana ha avuto un enorme impatto a livello globale, grazie anche alle comunità italiane all’estero. Potremmo dire lo stesso della nostra cucina, una delle più amate e diffuse al mondo. Pranzare o cenare in un ristorante italiano è sempre un piacere, simbolo di eccellenza, qualità e convivialità.

Per non parlare della lingua italiana o, persino, dei dialetti regionali: in certi Paesi dell’America Meridionale, per esempio, si mantiene un legame fortissimo con la nostra lingua. In alcune zone, si parla dialetto veneto, calabrese, siciliano.

La forte vocazione imprenditoriale dei nostri connazionali ha fatto in modo che nel mondo sorgessero importanti aziende, che hanno creato posti di lavoro, crescita e sviluppo, contribuendo così a rafforzare l’economia locale. Ancora oggi, professionisti e ricercatori italiani sono apprezzati in vari settori, dalla medicina alla tecnologia, dalla moda all’arte.

Il decreto del governo ha fortemente limitato la trasmissione di cittadinanza ius sanguinis, ma gli italo-discendenti spesso mantengono un equilibrio tra identità nazionale e radici italiane: sono fieri di avere sangue italiano nelle vene e tengono moltissimo alla propria italianità, alle proprie radici.

Sono proprio loro ad avere creato nel mondo associazioni culturali, regionali, scuole italiane, per tenere alta la bandiera italiana anche lontano dall’Italia, per aiutarsi reciprocamente, pensando soprattutto ai più fragili, per fare in modo che i loro figli e i loro nipoti non dimenticassero le proprie origini.

Ogni italiano all’estero e ogni discendente di italiano rappresenta un ponte culturale, sociale, economico e persino politico tra l’Italia e il resto del mondo. Questo non è solo un aspetto sentimentale e filosofico della questione, è qualcosa che incide fortemente nell’economia italiana e in quella di tutti quei Paesi dove è presenta una comunità italiana.

Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora, come Movimento Associativo Italiani all’Estero noi non ci arrenderemo fino ad aver raggiunto l’obiettivo: rimediare agli errori fatti dal governo per quanto riguarda lo ius sanguinis. Non sarà facile, ma è una battaglia che vale la pena combattere.

Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente Movimento Associativo Italiani all’Estero – MAIE




La Commissione Affari sociali della Camera favorevole al provvedimento in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire extra UE ed extra EFTA

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montecitorio2 e1579115306389 615x223La Commissione Affari Sociali della Camera ha deliberato di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento di modifica delle disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire extra UE ed extra EFTA. La Commissione ha altresì deliberato di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente. Nel corso del dibattito il Vice Presidente della Commissione Luciano Ciocchetti, in qualità di relatore, ha ricordato che la proposta di legge, nel testo risultante dagli emendamenti approvati, è stata inviata alle Commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione dei rispettivi pareri. Al riguardo, ha comunicato che sono pervenuti il parere favorevole con osservazione della I Commissione, il nulla osta della VI Commissione, i pareri favorevoli delle Commissioni III, VII e XI. La V Commissione ha espresso parere favorevole con due condizioni, volte a garantire il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione. La Commissione per le questioni regionali ha comunicato che non esprimerà il proprio parere. Alla luce di queste risultanze Ciocchetti ha quindi segnalato la presentazione degli emendamenti 2.100 e 4.100, volti a recepire le predette condizioni contenute nel parere della Commissione Bilancio, raccomandandone pertanto l’approvazione. Il deputato eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, Christian Di Sanzo (PD) ha annunciato il voto contrario sull’emendamento 2.100 del relatore. Il deputato ha infatti espresso, infatti, perplessità rispetto alla previsione di un meccanismo di adeguamento automatico all’inflazione per quanto concerne il contributo per l’accesso alle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale da parte dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Di Sanzo ha rilevato come tale previsione sia incongrua rispetto all’assenza di un analogo meccanismo con riferimento all’ammontare del Fondo sanitario nazionale. La Commissione, con distinte votazioni, ha approvato gli emendamenti 2.100 e 4.100 del relatore. Nello specifico l’emendamento 2.100 all’art. 2 recita quanto segue: “Con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, l’ammontare del contributo di cui al primo periodo può essere adeguato annualmente tenendo conto delle risultanze dell’attività di monitoraggio di cui all’art. 3 della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente. Per quanto riguarda l’emendamento 4.100, esso recita quanto segue: “Salvo quanto previsto dall’art. 2, le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione della presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. (Inform)




Scossa di 4.6 ai Campi Flegrei, è la più forte degli ultimi 40 anni: evacuati uffici e asili nido

campi flegrei

campi flegreiUna scossa di terremoto è stata avvertita alle 12:47 di oggi dai cittadini di Napoli e dei comuni dell’area flegrea. La magnitudo, come riportato dall’Ingv, è stata di 4.6. È la più alta degli ultimi 40 anni e sarebbe stata avvertita in buona parte della città di Napoli.

Il terremoto – con epicentro nell’area dei Campi Flegrei 5 km a sud di Pozzuoli, a ridosso di Bacoli – è stato localizzato a una profondità di cinque chilometri. Alcuni uffici, in particolare al Centro direzionale, sono stati evacuati per precauzione. Stessa sorte per alcuni nidi privati.

ALLE 12.51 NUOVO SISMA 2.2

Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.6, un nuovo sisma di magnitudo 2.2 è stato registrato dalla sala operativa dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv nell’area dei Campi Flegrei, alle 12:51 a una profondità di 4 km.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Alla Commissione Esteri della Camera l’audizione della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi sul disegno di legge di revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero

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cgie prodi immagine17 346x223Proseguono alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati le audizioni informali sull’esame del disegno di legge recante Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. In questo ambito è stata ascoltata dalla Commissione la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “La settimana scorsa – ha ricordato nel suo intervento la Segretaria Generale – il Cgie si è riunito in Assemblea Plenaria ponendo al centro i punti che erano già stati focalizzati dalla fine del 2024: legge della cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero e incentivi di rientro. La Plenaria della settimana scorsa è stata particolarmente importante, perché abbiamo incontrato le più alte istituzioni, nella piena disponibilità di trasmettere un messaggio da parte dei connazionali all’estero. Nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, – ha continuato – abbiamo espresso i nostri sentimenti con il termine ‘spaesamento’, espressione che il Presidente ci ha fatto l’onore di riutilizzare. Questo descrive gli stati d’animo di chi da un giorno all’altro ha visto all’estero modificare in maniera decisiva e sostanziale la visione di cittadinanza del nostro Paese, con tutte le implicazioni della vita quotidiana”. Prodi dopo aver rilevato come negli incontri con il Ministro degli Esteri Tajani e soprattutto con il Capo dello Stato vi siano stati primi segnali di apertura per una possibile modifica della legge sulla cittadinanza, ha illustrato le proposte approvate dal Cgie per migliorare la legge: “Eliminare i limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all’estero che sono già in possesso della cittadinanza italiana; Eliminare le limitazioni alla trasmissione della cittadinanza italiana da parte dei connazionali in possesso anche di altra cittadinanza; Eliminare qualsiasi termine massimo per la presentazione delle richieste di riacquisto della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno perduta in virtù della normativa antecedente all’attuale legge; Riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana agli italo-discendenti che dimostrino un legame culturale e linguistico con l’Italia; Riconoscere il diritto alla presentazione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza a tutti che al 27 marzo 2025 erano già inserite nelle liste di attesa nelle nostre sedi consolari anche se a loro non sia stata ancora attribuita una data per la presentazione della domanda; Richiedere dati statistici sul riconoscimento della cittadinanza italiana, come per esempio i valori percepiti sul capitolo 7-bis della tabelle delle tariffe consolari di ogni sede consolare dal 2014 al 2025”. “Il dispositivo della legge precedente sulla cittadinanza – ha affermato la Segretaria Generale – era particolarmente generoso, e questo ha allargato a dismisura la platea degli aspirati cittadini. Su questo punto anche il Cgie non aveva nessuna difficoltà a riconoscere la necessità di una riforma. Una nuova legge che però fornisse al cittadino una vera visione, non esclusivamente di natura organizzativa e burocratica”. Una riforma fondata sul concetto di “cittadinanza consapevole” dove abbia centralità anche il legame linguistico e l’adesione ad una comunità civile. Prodi ha poi evidenziato come, per quanto riguarda le questioni anagrafiche degli italiani all’estero, da anni si assista ad una dicotomia di competenze tra il Ministero dell’Interno e il Maeci. Un aspetto di natura organizzativa non ancora risolto che, per la Segretaria Generale, andrebbe tenuto in considerazione nell’intraprendere iniziative burocratiche e organizzative di razionalizzazione del sistema. Prodi ha inoltre rilevato come la centralizzazione del servizio per la cittadinanza a Roma allontani “la relazione dello Stato con i cittadini all’estero intermediata dagli uffici consolari locali, e disperda il patrimonio informativo dei consolati e delle comunità locali in un contesto in cui gli aspetti bilaterali, per quanto riguarda le postille e le digitalizzazioni dei documenti, sono di natura diversa in ogni Paese. Richiamando i concetti di sussidiarietà e intermediazione previsti dalla legge la Segretaria Generale ha ricordato che “Le nostre organizzazioni di rappresentanza intermedia, come gli strumenti gestione dei servizi, che sono stati immaginati in questi anni dal nostro Paese, rappresentino una risposta concreta a questa necessità e chiedano di svolgere pienamente il loro ruolo”. Prodi ha infine espresso perplessità sull’invio in formato cartaceo della documentazione sulla cittadinanza e ha auspicato la rapida convocazione della Conferenza Stato – Regioni – Provincie Autonome – Cgie. Ha poi preso la parola il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi che ha parlato della possibilità che il Cgie elabori un documento, per quanto riguarda la dicotomia fra Ministero dell’Interno e Maeci , contenete proposte concrete per quanto riguarda la cittadinanza, il diritto di voto e i servizi anagrafici . Ricciardi ha anche auspicato la richiesta al Maeci da parte del Cgie di indicazioni sulle modalità di applicazione da parte dei consolati della nuova legge sulla cittadinanza. Dal canto suo il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, dopo aver ribadito l’effetto di disorientamento che ha avuto sulle collettività l’entrata in vigore della riforma sulla cittadinanza, ha domandato in tema di sussidiarietà “se i patronati e il terzo settore, che svolgono il lavoro di prossimità sui territori, possano rappresentare uno strumento capace di ammortizzare l’impatto del nuovo disegno di legge sulla cittadinanza”.

In sede di replica Prodi ha ricordato come il Cgie si sia espresso molte volte sulla necessità di migliorare l’erogazione dei servizi anagrafici ai connazionali, in proposito ha evidenziato l’importanza di poter richiedere la carta d’identità elettronica anche in Italia, in vista della scadenza della validità dei documenti cartacei nell’agosto 2026. In proposito la Segretaria Generale ha ricordato un’altra proposta, cioè quella di non procedere più al rinnovo dei documenti oltre i 70 anni di età. Diposizioni già esistenti in altri paesi che sarebbero molto utili per snellire la gestione dei documenti. Dopo aver auspicato dati più precisi sull’aggiornamento dell’AIRE, Prodi ha rilevato come una visione ideale e chiara del senso di cittadinanza consenta di ridurre lo sforzo interpretativo della norma che crea differenze di applicazione da un consolato all’altro. “Si – ha precisato Prodi – ci sono delle interpretazioni diverse a seconda dei territori, ed assolutamente no, non abbiamo ancora ricevuto circolari né espresso pareri in proposito”. “I patronati – ha continuato la Segretaria Generale rispondendo alla domanda del deputato Porta – sono uno strumento di sussidiarietà. L’ho detto durante l’incontro con il Presidente della Repubblica, penso che la sussidiarietà sia un tema fondamentale, perché ci rende protagonisti della nostra vita civile, permette ad ogni cittadino di sentirsi parte non solo di un sistema di bisogni, ma anche di risposte”. “Noi – ha proseguito Prodi – abbiamo estrema fiducia, non solo nel corpo diplomatico consolare, che in tutto il mondo cerca di dare delle risposte ai nostri connazionali, ma anche nella capacità degli italiani all’estero di organizzarsi in strutture per poter accompagnare le comunità sia per i bisogni concreti amministrativi, sia per quelli legati all’insegnamento della lingua e della cultura italiana tramite gli Enti gestori. Penso – ha aggiunto – che ci sia un cambio di prospettive da fare, cioè passare da una visione dell’emigrazione italiana legata solo a tutto ciò che è stato costruito negli anni passati, a una visione che ci viene richiesta dai numeri, dalla quantità, dalla qualità delle nuove migrazioni. Se la popolazione italiana all’estero è raddoppiata, allora dobbiamo chiederci come le infrastrutture che la raggiungono, basate sulla sussidiarietà e la relazione diretta tra cittadino e Stato, debbano trasformarsi per rispondere a questo cambiamento. Il Consiglio Generale – ha concluso Prodi – è pronto per questo cambio di passo e speriamo che attraverso un ragionamento più stretto con le istituzioni in Italia sia possibile raggiungere questi risultati insieme e in maniera armoniosa”. (Lorenzo Morgia – Inform)




Gli italiani espatriati nel biennio 2023-24 sono 270 mila

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imagesRecord di espatri – ma anche di immigrazione straniera – nel biennio 2023-24. In base ai dati diffusi questa settimana dall’Istat, gli espatri dei cittadini italiani sono stati complessivamente 270mila, il +39,3% in più rispetto al biennio precedente. Quanto alle immigrazioni dei cittadini stranieri, nello stesso periodo sono state 760mila (+31,1%). In entrambi i casi, sottolinea l’Istituto nazionale di statistica, si tratta di valori mai osservati negli ultimi 10 anni.
Il rapporto segnala anche i trasferimenti di residenza tra Comuni italiani (che hanno interessato un milione 424mila individui in media annua, in calo dell’1,6% rispetto al 2021-22) evidenziando come i trasferimenti dal Mezzogiorno al Centro-Nord nel biennio 2023-24 siano stati 241mila (quelli sulla rotta inversa 125mila), determinando una perdita di 116mila residenti nel Mezzogiorno.
I DATI
UN PAESE ATTRATTIVO E CON FORTE MOBILITÀ IN INGRESSO E IN USCITA
Nel biennio appena trascorso sono stati complessivamente registrati poco più di 2 milioni 847mila trasferimenti tra Comuni (1 milione 434mila nel 2023 e 1 milione 413mila nel 2024), con una media annua lievemente in calo (-1,6%) rispetto ai valori osservati nel biennio precedente, a sua volta contraddistinto dalla vivace ripresa della mobilità interna successiva alla contrazione del periodo pandemico.
Quattro trasferimenti interni su cinque hanno riguardato cittadini italiani. Tuttavia, in termini relativi, i tassi di mobilità interna mostrano una propensione dei cittadini stranieri a spostarsi significativamente maggiore rispetto a quella dei cittadini italiani: nel 2023-24 il tasso di mobilità interna medio è pari al 21,7 per mille per i cittadini italiani, oltre il doppio per gli stranieri (49,0 per mille).
Le iscrizioni dall’estero (immigrazioni) negli ultimi due anni aumentano sensibilmente: sono in media 437mila l’anno (440mila nel 2023 e 435mila nel 2024), mediamente il 6,4% in più rispetto al 2022 quando ammontarono a 411mila. Tale crescita si deve esclusivamente all’aumento dell’immigrazione straniera (+13% nel biennio rispetto al 2022), mentre le immigrazioni dei cittadini italiani (rimpatri) risultano in calo (-23,6%).
Il consistente aumento dei flussi di immigrazione straniera degli ultimi anni è anche il risultato di crisi e conflitti internazionali che hanno condizionato gli equilibri geopolitici provocando crisi umanitarie su larga scala. È il caso dell’eccezionale incremento dei flussi dall’Ucraina causato del conflitto in corso dal 2022, che l’ha resa il principale Paese di provenienza. Rientrano nel novero anche altre situazioni di conflitto e instabilità, specialmente in Medio Oriente e in Africa, che hanno contribuito a intensificare il numero di rifugiati e richiedenti asilo e ad aumentare la pressione migratoria.
In deciso aumento le cancellazioni per l’estero (emigrazioni) che si attestano mediamente a 175mila l’anno nel corso del biennio 2023-2024 (158mila nel 2023 e 191mila nel 2024), registrando un aumento del 16,3% rispetto al 2022, quando ammontarono a 150mila. L’aumento delle emigrazioni è trainato esclusivamente dai flussi in uscita dei cittadini italiani (espatri) che ammontano a 114mila nel 2023 e 156mila nel 2024 (contro 99mila espatri nel 2022). Al contrario, le emigrazioni dei cittadini stranieri rimangono stabili e contenute e si attestano a poco meno di 40mila l’anno nel biennio considerato.
IL NORD POLO ATTRATTIVO PER LE ALTRE AREE DEL PAESE
Il Nord continua a essere l’area del Paese più attrattiva e dinamica in riferimento ai movimenti interni, con un numero di arrivi dalle altre aree geografiche che supera quello delle partenze.
Nel biennio 2023-24 il tasso migratorio interno medio annuo è pari a +2,0 per mille residenti nel Nord-est e a +1,8 per mille nel Nord-ovest. Il Centro, pur registrando un tasso positivo (+0,5 per mille), risulta meno attrattivo del Nord. A livello regionale, il tasso migratorio interno più elevato si registra in Emilia-Romagna (+2,9 per mille), a livello provinciale a Pavia (+10,9 per mille).
Il Mezzogiorno continua a registrare una dinamica migratoria interna negativa, con partenze verso le altre aree del Paese non compensate da altrettanti arrivi. I tassi medi annui, nel biennio 2023-24, sono negativi e pari a -3,2 per mille nel Sud e -2,4 per mille nelle Isole. I tassi più bassi si registrano in Basilicata (-5,6 per mille) e in Calabria (-5,0 per mille), mentre a livello provinciale il tasso più basso si rileva a Vibo Valentia (-12,7 per mille).
Nel biennio 2023-24, in linea con quanto osservato negli anni precedenti, quasi il 60% dei movimenti interni sono avvenuti tra Comuni appartenenti alla stessa provincia, oltre il 15% tra province diverse ma all’interno della stessa regione, circa il 25% dei movimenti sono stati invece interregionali. Tra questi, rimangono stabili i movimenti che dal Mezzogiorno si dirigono verso il Centro-Nord (oltre un terzo).
In particolare, i movimenti interni dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono stati nel complesso 241mila nel biennio considerato (121mila in media annua), mentre i trasferimenti di residenza che hanno riguardato la traiettoria opposta sono stati invece pari a 125mila (63mila unità all’anno in media). Il Mezzogiorno continua quindi a perdere residenti a vantaggio del Centro-Nord, registrando nel biennio 2023-24 un saldo migratorio interno complessivo di ben -116mila unità.
Dei movimenti del Mezzogiorno che hanno come destinazione il Centro-Nord, quasi tre su 10 confluiscono in Lombardia, che rimane meta preferita dei flussi in partenza da molte regioni meridionali, con l’eccezione delle regioni Abruzzo e Molise dove oltre il 25% delle emigrazioni interne ha come destinazione il Lazio (Figura 1). Il 28,5% dei movimenti verso il Centro-Nord origina dalla Campania, il 24,1% proviene dalla Sicilia e il 18,0% dalla Puglia.
In termini relativi, la Calabria registra il tasso di emigratorietà più alto: quasi nove individui per mille residenti in questa regione si sono diretti verso il Centro-Nord, nel biennio considerato. Seguono Basilicata e Molise, con tassi di emigratorietà pari a 7,8 e 7,3 per mille, rispettivamente. A livello provinciale, il tasso di emigratorietà più elevato si registra a Crotone, da cui partono verso il Centro-Nord in media quasi 11 individui per mille residenti.
Viceversa, le regioni del Centro-Nord con il tasso di immigratorietà più elevato sono l’Emilia-Romagna, con oltre 4 movimenti in entrata dal Mezzogiorno per ogni mille residenti, la Lombardia e il Lazio, entrambe con un tasso pari al 3,3 per mille. (aise) 




Gli italiani all’estero al centro del confronto istituzionale: la sintesi della plenaria del CGIE

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17mattarellacgieIl Consiglio Generale degli italiani all’estero, dopo aver portato a termine venerdì scorso l’Assemblea Plenaria a Roma, ha tracciato un bilancio dell’ultimo anno di lavoro definito “intenso”. Ad illustrarlo è stata la Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, che durante l’assemblea si è confrontata “apertamente” sulla propria governance e ha rilanciato il rapporto con le istituzioni con cui “ha rivendicato la propria centralità di massimo organismo di rappresentanza delle collettività all’estero”. Una centralità che passa anche dal “richiedere i pareri obbligatori, nel rispetto della legge istitutiva”.
Nel suo bilancio, il CGIE ha anche espresso l’auspicio che “venga riconvocata la Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE”, la cui ultima riunione si è tenuta nel dicembre 2021.
“In un momento storico per le collettività all’estero, abbiamo convocato la politica al confronto con la vita vera delle persone sui temi caldi al centro del dibattito: cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero, incentivi al rientro” ha spiegato ancora il CGIE. Che al riguardo ha voluto ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “il riconoscimento dell’impegno quotidiano che sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini nazionali e che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Un ringraziamento al Capo dello Stato che si è esteso anche per aver ribadito come “la partecipazione al voto dei connazionali all’estero sia un’espressione di cittadinanza attiva e concorra alla formazione dell’energia che fa vivere la nostra società democratica, e che i Com.It.Es. e il CGIE sono dunque organismi che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”.
E non poteva mancare il ringraziamento a Mattarella riguardo l’apertura a una revisione della normativa sulla cittadinanza. Mattarella ha infatti spiegato come sia “utile seguire con attenzione la riflessione aperta nel Consiglio Generale sulla riforma della cittadinanza per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti”.
E al riguardo, il CGIE ha espresso anche il suo ringraziamento al Ministro degli Affari esteri, nonché Presidente del CGIE, Antonio Tajani, “per l’ascolto e l’apertura dimostrati nei confronti di interventi migliorativi della riforma che, seppur necessaria come sempre sostenuto dal CGIE, ha generato spaesamento nelle comunità all’estero restringendo drasticamente la trasmissione della cittadinanza e generando disparità di trattamento tra i connazionali, in particolar modo se in possesso di altra cittadinanza”.
Sul tema, l’Assemblea plenaria ha tenuto un ampio dibattito per poi arrivare a una sintesi che ha portato all’approvazione di un ordine del giorno con sei proposte migliorative. Il dibattito, oltre ai consiglieri, ha visto protagonisti anche gli eletti all’estero Fabio Porta, Andrea Di Giuseppe, Christian Di Sanzo, Andrea Crisanti, Francesco Giacobbe e Roberto Menia, oltre ai Presidenti dei Com.It.Es. di Bogotà e Johannesburg, Antonello Caponera e Piergiorgio Devalle. Presenti al dibattito anche il direttore generale della DGIT del MAECI, Luigi Maria Vignali, e il sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, che il giorno seguente ha poi illustrato la Relazione di Governo dalla quale è emersa apertura: “le proposte – ha assicurato – verranno valutate dopo aver illustrato la Relazione di Governo”.
“L’Assemblea plenaria ha inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno contenente proposte per rendere più sicuro l’attuale sistema di voto all’estero per le elezioni politiche e referendarie, e per riaffermare l’assoluta centralità del diritto di voto per i cittadini italiani residenti all’estero, nonché garantirne i principi costituzionali di personalità, libertà, uguaglianza e segretezza – ha spiegato ancora il CGIE -. Il documento, che si chiede venga sottoposto all’immediata attenzione di Deputati e Senatori, e delle Commissioni parlamentari preposte, è stato presentato dal presidente della III Commissione tematica, Filippo Ciavaglia, e approvato a seguito di un dibattito cui hanno fornito il proprio contributo Saverio D’Auria, docente di fisica sperimentale all’Università di Milano e volontario ai seggi della circoscrizione estero da molti anni, e Stefano Quintarelli, padre dello SPID e autore di uno studio sulla geolocalizzazione degli italiani all’estero e le opportunità di voto, i parlamentari Andrea Di Giuseppe, Fabio Porta, Toni Ricciardi e Francesco Giacobbe”.
“Il passaggio in plenaria – ha spiegato ancora il CGIE – ha significato anche l’attivazione della fase operativa del protocollo d’intesa recentemente firmato tra il CGIE e il Commissario straordinario Guido Castelli, intervenuto ai lavori, per ripopolare, attraverso la flat tax al 7% per i detentori di pensione estera, le aree del centro Italia colpite dal terremoto, rispetto a cui il CGIE farà la sua parte coinvolgendo i Com.It.Es. e le componenti del Sistema Italia nel mondo”.
Durante l’ultima giornata di lavori, il CGIE ha spiegato di aver impostato “una logica di sistema per gli incentivi al rientro”, con la presentazione del documento sugli “Incentivi al rientro: una necessità strategica per l’Italia e per i suoi cittadini all’estero” da parte del presidente della VII Commissione tematica, Matteo Bracciali. Nel documento, si propone di estenderne l’accesso anche ai lavoratori non qualificati, creare un ecosistema integrato per un rientro sostenibile e favorire il ripopolamento delle aree marginali con misure ad hoc.
Hanno fornito inoltre il loro contributo Michele Valentini, del Gruppo Controesodo, che rappresenta i circa 40mila lavoratori rientrati dall’estero nel corso degli ultimi 15 anni, Gabriele Marzano, che ha illustrato l’esperienza della Regione Emilia-Romagna con la sua legge sull’attrazione dei talenti, e Paolo Masini, Presidente della Fondazione Museo nazionale dell’emigrazione italiana.
L’Assemblea plenaria, sempre nell’ultimo giorno, ha approvato anche numerosi ordini del giorno relativi al potenziamento dei servizi consolari, alla trasmissione della lingua e della cultura e agli enti gestori, ai lavoratori frontalieri e per il finanziamento di bandi con borse di studio per docenti. È stato inoltre approvato un ordine del giorno che, avendo ricevuto notizie di alcune irregolarità riscontrate dal Com.It.Es. di Santo Domingo in occasione della recente tornata referendaria, ha ribadito “la necessità di un’azione forte nella direzione della piena trasparenza e partecipazione dei connazionali al voto”.
Infine, il CGIE ha istituito un premio annuale in memoria di Michele Schiavone, compianto Segretario generale del CGIE, con l’intento di “ricordarne l’impegno, la dedizione e il servizio reso alle collettività italiane con l’obiettivo di dare visibilità a quanti, nel mondo, lavorano per gli italiani all’estero”. (aise) 




Sessione conclusiva dell’Assemblea Plenaria del Cgie: l’intervento del Presidente della Fondazione del Museo dell’Emigrazione Italiana

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cgie masini ordini del giono immagine6 301x223Durante l’ultimo giorno dell’Assemblea Plenaria del Cgie, svoltasi presso la sede del CNEL, ha preso la parola il Presidente della Fondazione del Museo dell’Emigrazione Italiana Paolo Masini che ha in primo luogo rilevato l’importanza del ruolo delle donne all’interno delle istituzioni. “La firma con il Cgie – ha ricordato Masini – è stato il primo protocollo d’intesa che abbiamo realizzato, non era ancora aperto il museo, non era ancora scoppiato il covid, pertanto parliamo di un’altra epoca. Poi il museo ha finalmente ha aperto, ha fatto un grande lavoro e oggi sono più di 100 i protocolli d’intesa realizzati”. Masini ha poi sottolineato la necessità che il museo non guardi solo al passato, ma anche al futuro, in questo contesto si colloca l’intesa stipulata con Rai Italia in cui sì dà ampio spazio all’attualità. Il Presidente si è poi soffermato sul progetto realizzato dal Mei con la cooperativa sociale Transiti volto a formare i ragazzi che con l’Erasmus vanno all’estero, tentando di tenerli in qualche maniera anche collegati tra di loro. “Stiamo cercando di rispettare – ha continuato Masini – i grandi appuntamenti, per il centocinquantesimo dell’emigrazione italiana in Brasile. Abbiamo realizzato una crociera delle radici con Costa Crociera, dove all’interno si tenevano momenti di approfondimento sull’emigrazione italiana in Brasile. Vi sono 5 mostre che adesso stanno girando, ad esempio in Brasile, ma che faranno ancora altre tappe. Questa crociera delle Radici – ha aggiunto – è un format, che abbiamo depositato e che pensiamo di ripetere, perché davvero è andato molto bene”. Masini ha poi segnalato il convegno delle diaspore dove sono intervenuti, oltre al Direttore Generale Vignali, più di 120 direttori e storici dei musei dell’emigrazione di tutto il mondo, da Ellis Island a quelli italiani, che si stanno mettendo in rete anche grazie al progetto del Maeci. “Abbiamo lanciato di recente – ha continuato il Presidente – anche l’iniziativa Civico delle radici. Noi mettiamo fuori dalle case di emigranti che hanno fatto qualcosa di importante una targa con un QR code, che cliccando, permette di acquisire la storia del nostro connazionale. Lo abbiamo lanciato con la storia di Cecilio Perruzza, che è stato il primo a realizzare un albero di Natale al Rockefeller center, una tradizione che oggi continua in maniera molto più pomposa e ricca di quella che nacque nel 1931, come ringraziamento degli italiani a Rockefeller per il lavoro che avevano creato dopo la grande la grande crisi”.

Nella sessione conclusiva l’Assemblea del Cgie ha poi approvato numerosi Ordini del giorno. Fra questi segnaliamo quello di Luigi Billè (Regno Unito) volto a chiedere l’assegnazione di risorse aggiuntive e il potenziamento di organico per il Consolato di Manchester. Approvato anche l’Ordine del Giorno di Paolo Dussich (Repubblica Dominicana) con la richiesta di una revisione urgente, organica e strutturale del sistema di voto all’estero al fine di garantirne la trasparenza. Da ricordare anche l’Odg, presentato da Giovanni D’Angelo (Regno Unito), per la creazione di uno stabile sportello consolare a Leeds nel Regno Unito, in quanto la comunità nella regione dello yorkshire è in espansione. Dello stesso tenore l’altro Ordine del Giorno approvato di Aldo La Morte (Uruguay) volto a chiedere l’apertura di un Consolato Generale a Montevideo. Vari gli Odg proposti da Lidia Campanale (Austria) ed approvati. In uno su chiede che il Cgie faccia parte integrante del Segretariato della comunità della italofonia. Un altro Odg auspica una revisione della circolare 4 del 2022 sugli Enti Gestori e l’istituzione di un gruppo tecnico Cgie – Maeci per formulare proposte condivise di aggiornamento della circolare. Chiesto inoltre in un terzo Odg la creazione criteri che garantiscano maggiore continuità didattica alle scuole italiane all’estero, nonché una revisione dei meccanismi di riassegnazione dei docenti con particolare attenzione alla tutela della stabilità dei percorsi educativi. In un altro Ordine del Giorno Campanale sollecita l’attivazione di bandi per il finanziamento di borse di studio per giovani laureandi e neolaureati in lingua italiana. Da rilevare anche gli Odg del consigliere Pancrazio Raimondo (CGIL – CISL – UIL – Frontalieri ) che chiede di procedere l’applicazione dell’articolo 7 della legge per riconoscere ai frontalieri licenziati in Svizzera l’indennità di disoccupazione prevista. Un secondo Odg del consigliere sollecita il Governo italiano a procedere con urgenza ad aprire i negoziati con la Slovenia e la Croazia e di regolamentare la posizione specifica dei lavoratori frontalieri in una condizione bilaterale. Un terzo Ordine del Giorno, tutti e tre sono stati approvati, riguarda l’assistenza sanitari per i frontalieri in Svizzera. Sì del Cgie anche gli Odg dei consiglieri Eleonora Medda (Belgio) e Massimo Romagnoli (Belgio) che chiedono di valutare sia l’apertura di un Consolato onorario a Genk, sia un incremento del personale presso il Consolato Generale di Bruxelles. Segnaliamo infine tre Ordini del Giorno dei consiglieri della Svizzera Carmelo Vaccaro, Toni Ricciardi, Barbara Sorce, Roger Nesti, Giangi Cretti e Giuseppe Rauseo che chiedono rispettivamente un miglioramento delle condizioni di attrattività dei consolati in Svizzera; un coordinamento tra il Maeci ed il Ministero dell’Interno in vista delle prossime elezioni per garantire un allineamento puntuale tra l’anagrafe consolare e l’elenco elettorale e una collaborazione; la creazione di un dialogo con il sindaco di Losanna per individuare in tempi rapidi una sede stabile per lo sportello consolare. Tutti e tre gli Odg sono stati approvati. (Lorenzo Morgia – Inform)