La Segretaria Generale Prodi chiude i lavori del Cgie: nel 2026 parleremo dei 40 anni della nascita dei Comites

cgie prodi immagine17 346x223

prodi cgie immagine16 301x223A chiusura dei lavori dell’Assemblea Plenaria la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi ha annunciato che si svolgerà una sessione telematica per fare in modo di diffondere le risultanze delle Commissioni tematiche che non sono state illustrate nei lavori dell’Assemblea per mancanza di tempo. Prodi, dopo aver sottolineato l’esigenza di portare avanti nel Cgie una logica collegiale, ha evidenziato l’importanza che il lavoro dell’Assemblea Plenaria venga preparato in anticipo nell’interesse di tutti. La Segretaria generale ha anche segnalato che dal prossimo anno saranno realizzati dei webinar, che potrebbero essere allargati anche ai Comites, per diffondere le attività del Cgie, coinvolgendo ad esempio gli esperti e la grande risorsa delle Consulte regionali. Lo scopo degli incontri sarà anche quello “ di approfondire e dilazionare la quantità di informazioni e di lavoro che si attribuisce a una Plenaria che è l’unica occasione in presenza e che chiaramente non può svolgere tutte le attività in proprio. Penso – ha aggiunto Prodi – che ciò che va fatto in presenza e ciò che va fatto da remoto sia una delle chiavi sulle quali potrà essere incentrato il secondo anno che mi appresto a coordinare di questo Consiglio”.  La Segretaria Generale ha poi evidenziato come la Commissione Lingua e Cultura stia lavorando sulle prospettive degli enti gestori e che nel 2026 verrà approfondita la questione dei quarant’anni della nascita dei Comites “perché la nostra rappresentanza – ha rilevato – ha bisogno di essere conosciuta per poter essere ancora più incisiva nel dibattito che comunque, ricordiamo, questa settimana ci ha posto a un livello di centralità rispetto alle istituzioni”. (L.M.- Inform)




Assemblea Plenaria del Cgie, dibattito sul tema degli incentivi ai rientri in Italia

prodi cgie immagine16 301x223

prodi cgie immagine16 301x223Nell’ultima giornata di lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale si è dibattuto, presso la sede del CNEL, sul tema degli incentivi per i possibili rientri in Italia di connazionali che hanno trovato occupazione fuori dai confini nazionali. La giornata di lavori si è aperta con i saluti del Segretario Generale del Cgie, Maria Chiara Prodi, che ha voluto ringraziare il CNEL per l’ospitalità e ha anticipato che l’accordo da siglare tra le due entità vedrà la costituzione, al più presto, di un gruppo di lavoro. “Ciò che abbiamo convenuto con il CNEL è la volontà di lavorare assieme sulle questioni che riguardano gli italiani all’estero”, ha spiegato Prodi ricordando che corpi intermedi come lo sono Cgie e Cnel contribuiscono a quella missione multi-livello già menzionata da Prodi durante i lavori di questa Assemblea Plenaria con molteplici interlocutori. Si è quindi entrati nel merito del tema del dibattito. Matteo Bracciali (Presidente della Commissione del Cgie nuove emigrazioni e generazioni nuove) ha illustrato la relazione sul tema, definendo gli incentivi al rientro come “una necessità strategica per l’Italia e per i suoi cittadini all’estero”. Bracciali ha introdotto la questione partendo dall’idea che una mobilità sostenibile non possa prescindere dalla sua “circolarità”, basandosi anche sull’analisi di un momento storico in cui l’Italia affronta contemporaneamente una crisi demografica, un impoverimento del tessuto produttivo in molte aree interne e una perdita continua di giovani e competenze verso l’estero. “Le politiche per il rientro degli emigrati italiani rappresentano non solo un’opzione, ma una vera e propria priorità strategica. Milioni di cittadini italiani vivono all’estero, molti dei quali nati in Italia o figli di italiani emigrati negli ultimi decenni. Una parte significativa di questa popolazione possiede competenze professionali, relazioni internazionali, spirito imprenditoriale e capitale umano che potrebbero contribuire in maniera sostanziale al rilancio del Paese”, si legge nella relazione illustrata da Bracciali nella quale si auspica però che queste politiche siano davvero efficaci e strutturali per andare oltre la logica del premio ai singoli talenti e abbracciare una visione più ampia, inclusiva e sostenibile. Per Bracciali occorre partire ad esempio dalle proposte del Gruppo Controesodo per il rientro di lavoratori qualificati. “La gran parte degli italiani all’estero non appartiene, però, a queste categorie. Nelle comunità italiane sparse nel mondo – soprattutto in Europa, in Sud America e in Nord America – vivono e lavorano artigiani, operai specializzati, lavoratori dei servizi, piccoli imprenditori, tecnici, spesso con una grande esperienza e un forte attaccamento all’Italia, ma senza i requisiti per accedere alle agevolazioni oggi previste per i cosiddetti cervelli”, si evidenzia nella relazione sottolineando la necessità di rendere disponibili tali incentivi anche a chi non ha un titolo accademico o non opera in settori ad alta specializzazione. “Esiste purtroppo ancora un’emigrazione italiana povera che viene sfruttata all’estero e della quale non si parla”, ha poi lamentato Bracciali durante il suo intervento. Allo stesso tempo la relazione ha invitato a riflettere sull’opportunità di creare un ecosistema integrato (casa-lavoro-formazione) per un rientro sostenibile. Rientrare in Italia non è tuttavia un gesto isolato, né una semplice scelta fiscale. “È piuttosto una decisione complessa che coinvolge intere famiglie; cambia progetti di vita, impone costi, implica sfide pratiche e culturali. Per questa ragione, le politiche di incentivo non possono basarsi su strumenti frammentari, ma devono essere coordinate in un sistema integrato che tenga insieme tre elementi fondamentali: l’abitazione, il lavoro e la formazione”, viene evidenziato aggiungendo che, sul fronte abitativo, servono misure che vadano oltre il contributo una tantum: mutui agevolati con garanzia pubblica, accesso a immobili a prezzo calmierato, bonus per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche. Parallelamente, secondo Bracciali, è essenziale offrire percorsi di reinserimento lavorativo che siano realistici e flessibili. Inoltre è fondamentale favorire il ripopolamento delle aree marginali, con misure su misura, valorizzando “l’opportunità storica che il rientro degli italiani dall’estero rappresenta per le aree interne del Paese, oggi colpite da un progressivo spopolamento, dalla desertificazione dei servizi e dal calo demografico”. Viene infine precisato che molti dei Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti – soprattutto in regioni come Calabria, Molise, Basilicata, Sicilia, Sardegna – rischiano di scomparire nel giro di pochi decenni. La relazione ha dunque posto sotto la lente di ingrandimento la centralità di “una visione politica a medio e lungo termine” dotata di un sistema organico per uscire dallo stallo in cui versa una parte consistente di Italia. A seguire è intervento di Michele Valentini (Gruppo Controesodo) che ha definito la questione dei rientri come un qualcosa che sta molto a cuore a questo gruppo di lavoro nato nel lontano 2010, la cui duplice missione è portare avanti le istanze dei lavoratori che rientrano e aiutare chi è al momento all’estero per avere informazioni affidabili sulle agevolazioni fiscali. “Già nel 2010 ci rendemmo conto che bisognava fare qualcosa per la gestione di questa emergenza, che colpisce sostanzialmente le risorse più giovani che scappano dal nostro Paese alla ricerca di altre opportunità e di stipendi più elevati”, ha spiegato Valentini ricordando che in tredici anni ha lasciato l’Italia oltre mezzo milione di giovani di età compresa tra 18 e 34 anni. Valentini ha anche menzionato la cifra importante di 134 miliardi di investimenti fatti dall’Italia sulla formazione di giovani che vanno poi ad arricchire altri Paesi nel mondo collocando a sua volta l’Italia agli ultimi posti quale polo attrattivo per giovani di altri Stati. Valentini ha poi precisato che nella maggior parte dei casi i rientri in Italia sono dettati da ragioni meramente familiari. “La famiglia è più importante di qualsiasi agevolazione fiscale”, ha commentato Valentini. Valentini ha anche invitato a riflettere sul pericolo che potrebbe derivare, come già accaduto, da un nuovo espatrio di persone rientrate qualora le misure attrattive siano troppo limitate temporalmente o comunque non strutturali. Nel suo intervento il deputato Toni Ricciardi (Pd -ripartizione Europa) ha auspicato sempre più agevolazioni per incentivare l’ingresso nella pubblica amministrazione di personale che all’estero abbia conseguito un’attestazione di un dottorato di ricerca o docenza ossia, secondo la nozione anglosassone di derivazione latina, un attestato PHD. Replicando a una richiesta della consigliera Eleonora Medda (Belgio) sui numeri dei rientri, Valentini ha precisato che prima del cosiddetto DL crescita del 2019 si stimavano in 27mila unità mentre nel periodo successivo a quella misura – pensata anche in funzione di situazioni critiche come la Brexit – i rientri sono aumentati a circa 40mila fino al 2023. Da gennaio 2024, in virtù della legge di bilancio, ci sarebbe stata però secondo il Gruppo Controesodo una riduzione dei rientri del 40%. Per quanto riguarda nello specifico i Paesi più significativi sul fronte dei rientri, Valentini ha citato Germania, Spagna., Francia e Svizzera – per l’Europa – mentre, a livello globale, si sono segnalati gli USA e alcuni Paesi asiatici. Il consigliere Alessandro Boccaletti (Lega) ha sottolineato che, in un sistema economico internazionale così competitivo anche sul fronte degli stipendi e sull’opportunità di crescita sociale, l’Italia avrebbe difficoltà ad attirare rientri se non cambia approccio. Valentini si è detto d’accordo sull’idea che un rientro non debba poggiare solo su fattori economici ma anche su prospettive sociali e di crescita. I consiglieri Francesco Papandrea (Australia) e Giuseppe Scigliano (Germania) hanno suggerito a loro volta come l’incentivo fiscale rischi di non essere sufficiente per un rientro. “L’agevolazione fiscale aiuta chi ha coraggio”, ha replicato Valentini. La consigliera Barbara Sorce (Svizzera) ha chiesto quanto influisca la meritocrazia nella scelta di andare all’estero. Valentini ha risposto sostenendo che in realtà più del 70% delle risposte nei sondaggi tra gli associati indichino la ragione economica come prioritaria: all’estero pagano di più la professionalità. Valentini ha anche auspicato che si possa fare affidamento sulla rete diplomatico-consolare per raggiungere, informare connazionali in Paesi più lontani dall’Europa sulla possibilità di rientro. Il consigliere Antonio Iachini (Venezuela) ha definito fondamentali le risorse italiane all’estero per la crescita dell’Italia, invitando a fare maggiormente sistema tra tutte le realtà. Piergiorgio Devalle (Presidente Comites Johannesburg) sottolineato come molti giovani italo-sudafricani vorrebbero rientrare in Italia, ma il problema è la mancanza di riconoscimento dei titoli di studio, come invece avviene nel Commonwealth. Valentini ha sostenuto che quello del riconoscimento dei titoli di studio all’estero è sempre stata  una questione molto sentita e rappresenta un limite forte alla possibilità di rientro. Valentini ha poi sollevato un altro elemento, su sollecitazione della sala, ossia la questione che ruota attorno al cosiddetto “obbligo del nesso” legato al trasferimento del contribuente avente già la promessa di un lavoro. Il consigliere Massimo Romagnoli ha sollevato la questione della meritocrazia, sottolineando come a volte nelle grandi società italiane valga di più una raccomandazione. Valentini ha concluso precisando che quello della meritocrazia è un tema culturale. Fra gli altri interventi segnaliamo quello del Vice Segretario di nomina governativa Gianluca Lodetti che ha messo in evidenza la pericolosità dello spopolamento delle aree interne del nostro paese, che rischia di diventare irreversibile. Lodetti ha anche rilevato come il fattore dell’incertezza, che non dà la possibilità di programmare la propria vita, impedisca il ritorno dei nostri connazionali   “La qualità della vita e dei servizi, – ha spiegato il Vice segretario – rappresentano un cerchio che si chiude, per ridare maggiore circolarità alla migrazione e attrattività al nostro Paese . Per quanto ci riguarda – ha poi sottolineato Lodetti – come rappresentanti degli italiani all’estero, noi dobbiamo inserire tutto questo in una politica generale dello Stato, che riguarda il mantenimento dei legami funzionali di chi espatria con il Paese, nonché di politiche di reinserimento e di ritorno. Perché per noi – ha aggiunto – è tutto legato, cioè quando parliamo di lingua e cultura non parliamo di insegnamento, ma di mantenimento dell’identità. Quando parliamo della necessità di rafforzare il discorso della rappresentanza, noi parliamo del mantenimento dei legami. Quando parliamo dell’insegnamento storia della dell’emigrazione vogliamo mantenere i legami tra le nuove generazioni ed i residenti in Italia, e le generazioni che stanno all’estero”.  (Inform)




All’Assemblea Plenaria del Cgie gli esperti intervengono sulla messa in sicurezza del voto all’estero

cgie foto tua semza riccairdi immagine25 478x223

cgie foto tua semza riccairdi immagine25 478x223Nella seconda giornata di lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’estero si è svolto il dibattito sul tema della messa in sicurezza del voto all’estero. Nel suo intervento introduttivo la Segretaria Generale del Cgie , Maria Chiara Prodi ha sottolineato come questo tema sia fondamentale per i connazionali nel mondo perché, come ha anche ricordato il Presidente Mattarella, la partecipazione degli italiani all’estero ha un valore per l’Italia. Per Prodi però la sicurezza del voto deve andare di pari passo con una sempre maggiore informazione e consapevolezza del voto per i diretti interessati. La Segretaria Generale ha anche sottolineato come, in caso di possibili abusi o distorsioni del sistema, gli italiani all’estero dovrebbero essere in generale considerati come parte lesa. Di fatto è stato delineato come questo sistema possa funzionare nel modo migliore garantendo la procedura del voto dall’inizio alla fine. Prodi ha menzionato, a titolo di esempio, i problemi che si sono a volte verificati nella sede di Castelnuovo di Porto adibita per diverso tempo allo spoglio delle schede provenienti dalle circoscrizioni estere e oggetto di contesti confusi. Va ricordato che, ad oggi, il voto all’estero avviene per corrispondenza postale e che i plichi – contenenti le schede e il certificato elettorale – arrivano direttamente al domicilio estero del connazionale: plichi che poi, per il tramite dei Consolati, una volta espletato il voto e richiusi rientreranno in Italia. Nella sua relazione il Prof. Saverio D’Auria dell’Università Statale di Milano ha sottolineato alcune criticità del voto all’estero, sostenendo anzitutto come alcune tipologie di elezioni, come i referendum, per ovvie ragioni siano sostanzialmente poco interessate da eventuali brogli; possibili tentativi di brogli sono, invece, ipotizzabili nel sistema delle preferenze o lì dove ci siano interessi elettorali evidentemente più forti rispetto a quelli di un referendum. D’Auria ha anche evidenziato come naturalmente ci siano Consolati che ricevono pochi plichi ed altri che invece ne ricevono moltissimi: questo dipende ovviamente dal bacino di utenza di quella particolare circoscrizione consolare. Milano, Firenze, Bologna e Napoli sono gli uffici periferici in Italia adibiti dall’Ufficio Centrale di Roma allo scrutinio finale delle schede rientrate in Italia dall’estero. Un problema sollevato da D’Auria è il rischio che schede false vengano stampate in loco, oppure che schede vere sino sottratte dalle cassette postali. Dal punto di vista dell’espressione del voto per corrispondenza vero e proprio, vi potrebbe poi essere un problema relazionato al rischio che possa venir meno la segretezza del suffragio stesso o la possibilità che azioni dall’esterno possano influenzare la libera scelta dell’elettore non tutelato dalla segretezza della cabina elettorale. Per D’Auria uno dei modi per risalire a possibili brogli è l’analisi calligrafica delle preferenze, laddove risulti abbastanza palese la presenza sospetta di una medesima mano dietro più voti. Per quanto riguarda le eventuali soluzioni D’Auria ha sottolineato come il voto elettronico preveda una alfabetizzazione elettronica ancora non adeguatamente diffusa, mente il voto al seggio, che implica un suffragio segreto e libero, non appare applicabile per i Paesi di grande estensione territoriale. In questo caso sarebbe auspicabile per D’Auria, una scelta ibrida con l’uso del voto per corrispondenza in caso di grandi distanze, ma con l’utilizzo di schede stampate in Italia con sistemi di tutela contro eventuali contraffazioni. E’ stata poi la volta del Dott Stefano Quintarelli, accademico e imprenditore informatico. Nella sua relazione Quintarelli ha delineato, tra le principali difficoltà associate alla digitalizzazione del voto all’estero, quella relativa allo SPID a sua volta collegata all’ottenimento del codice fiscale. Quintarelli ha chiarito i tre aspetti che renderebbero il voto davvero sicuro: integrità del voto, libertà da condizionamenti esterni, segretezza. Sono tre aspetti che sono previsti dal voto in cabina e dovrebbero sussistere all’unisono, e che non sono presenti nel voto elettronico. Secondo Quintarelli si potrebbe garantire più sicurezza anche già nel voto tradizionale, cioè quello cartaceo, apponendo ad esempio una filigrana sulle schede che le renderebbero autentiche e quindi non facilmente duplicabili: un po’ quello che avviene con le banconote. Istituire dei seggi fisici presso le sedi diplomatico-consolari potrebbe poi aiutare a rendere più sicuro il voto, visto che la maggioranza degli elettori è concentrata nelle grandi città, lasciando il voto per corrispondenza nelle grandi aree. Si è anche parlato dell’uso nei seggi delle “Voting Machines”, sistema di voto utilizzato negli Stati Uniti che presenta dei vantaggi, ma anche dei costi. Rispondendo alle domande dei consiglieri il Prof D’Auria ha precisato come sia difficile esercitare una forma di controllo tecnico su un eventuale voto di tipo elettronico; cosa un po’ diversa sarebbe inserire ad esempio un QR code ai plichi elettorali. Si è anche parlato della possibilità effettuare lo spoglio delle schede direttamente nei Consolati e non in territorio italiano; in proposito D’Auria ha valutato la difficoltà logistica di quei seggi che si trovassero a diverse migliaia di chilometri dall’Italia. Si è anche evidenziato come vi sia comunque una quantità relativamente esigua di elettori che chiedono un duplicato sostitutivo delle schede. Rilanciata anche la questione dell’allineamento delle anagrafi consolare con i dati dell’AIRE per definire in maniera precisa gli aventi diritto al voto. Dal canto suo Quintarelli ha ribadito come il voto al seggio, pur non potendo coprire tutto l’elettorato, possa innalzare il livello della sicurezza. Auspicato anche un maggior controllo sui verbali elettorali. (Inform)




Mattarella riceve il CGIE

presidenza delkla repubblica mattarella incontra cgie immagine16

presidenza delkla repubblica mattarella incontra cgie immagine16“È con grande piacere che vi accolgo al Quirinale, in occasione di questa vostra quinta consiliatura. Vorrei anzitutto esprimervi il sentimento convinto di riconoscenza per il lavoro che svolgete al servizio delle nostre comunità nel mondo. Il vostro impegno quotidiano sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini del nostro Paese. Voi contribuite, con grande merito, a rappresentarli. Un’ampia popolazione, composta da collettività all’estero, che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Con queste parole di benvenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio di oggi al Quirinale la Segretaria Generale del CGIE Maria Chiara Prodi e i Consiglieri, a Roma per la 47ª Assemblea Plenaria che si aprirà domani. Erano presenti il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale con delega per gli italiani nel mondo Giorgio Silli e il Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia. “Davanti a lei Signor Presidente – ha esordito nel suo intervento la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi – ha 63 persone in rappresentanza del mondo intero. Un mondo in cui l’Italia è protagonista, è costruttrice di futuro, è immagine operosa di quella italicità che riconosce a chi ama l’Italia una capacità di apertura, uno stile nel creare le relazioni che è la nostra risorsa più importante e più invidiata”. “Noi, rappresentanti delle comunità italiane all’estero, – ha proseguito Prodi – siamo oggi nella trincea più importante di tutte. Quella della democrazia e della partecipazione. Gli italiani nel mondo possono essere l’antidoto naturale ai venti di guerra e di divisione che soffiano sul nostro presente”. “Noi – ha rilevato la Segretaria Generale – insieme a milioni di italiani e di italo discendenti siamo attraversati in questi giorni da due domande cruciali . Cosa fa di noi degli italiani? Cosa vuole l’Italia per il suo futuro. In tanti vogliono farci credere che la democrazia e la partecipazione siano ormai parole in via di estinzione , che dobbiamo rassegnarci ad un mondo individualista e condannato alla sterilità di differenze che non trovano forma di dialogo. Che la politica, intesa come arte di organizzare la speranza, sia morta. Ma qui davanti a Lei vi sono i consiglieri del Cgie impegnati in un percorso di lavoro collegiale , determinati a dimostrare che è possibile sentirsi parte di una comunità nazionale quale che sia il proprio indirizzo di residenza e il proprio orientamento politico”. “Nei prossimi giorni – ha continuato Prodi – offriremo al Paese la sintesi del lavoro delle comunità italiane nel mondo su tre temi che abbiamo identificato come prioritari : legge di cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero , gli incentivi di rientro in Italia. Sono grandi temi di attualità intorno ai quali si condensano tensioni ed attese e che gli italiani nel mondo vogliono affrontare da protagonisti”. “Gli italiani all’estero – ha aggiunto la Segretaria Generale – sono ormai più del 10% della popolazione nazionale. La nostra più ferrea determinazione deve poter contare sull’applicazione completa delle nostre leggi istitutive, Abbiamo bisogno dei mezzi operativi , strategici e programmatori perché la scommessa della partecipazione alla democrazia si possa vincere”. “Oggi – ha poi rilevato Prodi – la metà degli italiani che emigrano fondano famiglie con persone straniere . Le nostre comunità all’estero sono esempi formidabili di integrazione e di contributi alla comunità civile , produttiva e accademica locale, Con la nostra testimonianza in patria rendiamo prossime tutte le latitudini, rendiamo concreta e italofona questa comunità globale che crea ponti e non muri , che vede nella bellezza e nella storia del nostro Paese un’infinità di opportunità di incontro con il diverso da sé. Dare risalto alla comunità italiana fuori dall’Italia è quindi una scelta della pace”. “In questo scenario di sfide e di opportunità – ha evidenziato la Segretaria Generale – si è inserita la nuova legge sulla cittadinanza , le cui modalità radicali e repentine hanno interrotto il percorso condiviso di riflessione che stavamo portando avanti, sintetizzato nella espressione “cittadinanza consapevole”. Se la necessità di una riforma era risentita, lo spaesamento che oggi attraversa le comunità all’estero è grande. Sul piano generale esso riflette il bisogno di comprendere riguardo alla visone di insieme di questo provvedimento che tenta di superare un argomentario legato al contingente e ribalta la prospettiva sulle doppie cittadinanze storicamente vissute come un valore”. In proposito Prodi ha segnalato come questo provvedimento, che è stato vissuto dalle comunità all’estero come “uno scollamento e una frattura” interroghi sul piano piano personale per valutare l’impatto di questo cambiamento sulla propria vita. La Segretaria Generale, dopo aver ricordato che su questo tema l’Assemblea Plenaria trasformerà l’amplia consultazione della base in pareri, ha infine sottolineato la necessità di riesaminare la riforma sulla cittadinanza in maniera aperta. “La partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali all’estero – espressione di ‘cittadinanza attiva’ – concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica e, al medesimo modo, vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli Italiani all’Estero e dello stesso CGIE, che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”, ha sottolineato il Capo dello Stato . Che ha ricordato come “la storia della migrazione italiana sia parte essenziale della nostra identità nazionale”. “Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra, generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo, anche con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso – ha detto Mattarella – Il loro apporto, da una prospettiva più ampia, si è anche tradotto nel dar vita a legami preziosi fra l’Italia e i Paesi di accoglienza, legami alimentati dal rispetto e dall’ammirazione per quanto essi hanno saputo realizzare. Inoltre, il loro apporto concorre a diffondere le molteplici espressioni della cultura del nostro Paese”. “Le collettività italiane – ha rimarcato il Presidente – hanno saputo rendere ‘prossima’ l’Italia a tutte le latitudini . Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di un elemento rilevante nella politica internazionale della nostra Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”. Il Capo dello Stato non ha mancato di porre l’accento sul “ruolo fondamentale” che “è stato svolto dalle donne”: “Sin dalle prime ondate migratorie, le nostre connazionali sono state le autentiche custodi della lingua, della cultura, delle tradizioni, trasmettendo valori alle successive generazioni e mantenendo vive le radici con l’Italia, finanche in contesti difficili. Perno della famiglia in ogni contesto. Educatrici, scienziate, imprenditrici, operatrici culturali: la loro presenza ha rappresentato la struttura portante delle nostre collettività all’estero, contribuendo in modo decisivo alla loro coesione e, al tempo stesso, all’integrazione nelle comunità d’accoglienza”. Mattarella si è poi soffermato sull’emigrazione dei nostri giovani verso altri Paesi: “Si è dibattuto a lungo sull’impoverimento avvenuto con il trasferimento all’estero di tante energie. Oggi, nel contesto multilaterale globale, sempre più spazio ha acquisito la cosiddetta ‘nuova mobilità’, composta da energie in movimento di ogni appartenenza sociale e di categoria professionale di ogni genere, fra cui naturalmente molti giovani. Tra di essi si contano circa mezzo milione di laureati che negli ultimi 15 anni sono partiti da ogni parte d’Italia verso mete quali Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Stati Uniti, per investire sul loro futuro, recando con sé talento, passione e tanta determinazione, contribuendo – una volta di più – allo sviluppo dei Paesi che li ospitano. È frutto di quella dimensione globale, di quella spinta all’unità, che deriva dalla consapevolezza del destino comune dell’umanità”. Il Presidente Mattarella ha continuato evidenziando che “per le più giovani generazioni – soprattutto quando non è una scelta resa necessaria da mancanza di prospettive adeguate nel nostro Paese – l’esperienza all’estero rappresenta sovente – parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”. Ed è “in questo percorso comune, fatto di lavoro tenace e di impegno ideale, che il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il contributo di tutti voi Consiglieri – tanto più meritevole perché svolto in una dimensione di puro servizio – assume un ruolo rilevante, consentendo di dare voce alla grande pluralità dei nostri concittadini all’estero e alle loro sensibilità”, ha detto Mattarella .Il Capo dello Stato ha fatto accenno anche al decreto legge di riforma sulla cittadinanza che “ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani”. “Sarà certamente utile – e da seguire con attenzione – la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti” ha affermato il Presidente della Repubblica, che ha espresso gli “auguri più calorosi di buon lavoro” per l’Assemblea Plenaria ai componenti del Consiglio Generale ringraziandoli “per la dedizione che rivolgete a realtà che concorrono concretamente a comporre l’Italia e la sua Repubblica”. (Inform)




Ritrovata in Ungheria la piccola Chantal Tonello, rapita dalla madre 13 anni fa

chantal

chantalRitrovata, 13 anni dopo, in Ungheria. Secondo i social del Tg1 ieri, a 150 km da Budapest, sarebbe stata ritrovata la piccola Chantal Tonello, sequestrata dalla madre in Italia il 30 novembre del 2012. Fonti diplomatiche riferiscono che la madre ungherese, Stallai Klaus Is illdolo, sarebbe in stato di fermo a seguito di un mandato di cattura internazionale.

Il caso ebbe grandissima eco all’epoca: il papà, Andrea, non aveva mai smesso di cercarla. Nel 2023 aveva lanciato un appello anche alla premier Giorgia Meloni.

L’indagine – sempre secondo i social del Tg1 – è stata seguita a lungo dalla polizia italiana, sotto il coordinamento della procura generale Di Venezia che si è conclusa nelle prime ore della mattinata nella localita di Mezotur con un blitz delle forze di polizia ungheresi insieme alla polizia italiana.




Medio Oriente, De Luca: “Un cittadino campano fermato in Israele e portato in un bunker”

videoframe 1367 1024x576

videoframe 1367 1024x576“In questo momento abbiamo un nostro concittadino, Antonello Sannino, che è stato fermato in Israele. Ci è appena arrivato un messaggio. Era con il corpo diplomatico, credo, lo stanno portando in un bunker che si trova quattro piani sottoterra“. A darne notizia è il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto a margine degli Stati generali della Cultura della Campania 2025, che si svolgono nel teatro Bellini. Antonello Sannino è il presidente di Antinoo Arcigay Napoli.

“C’è ovviamente una preoccupazione per i droni iraniani – prosegue De Luca – ma, intanto, è bloccato lì e non sa quando potrà tornare. Ne approfitto per fare un appello affinché sia consentito ai nostri concittadini, agli italiani e in particolare a Sannino di rientrare immediatamente in patria”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it




Da luglio lo Spid rischia di diventare a pagamento: cosa cambia

spid 1024x499

spid 1024x499Traballa il modello di gratuità sui cui si è sempre basato lo Spid. Da luglio molti fornitori potrebbero cominciare a fare pagare gli utenti. A scriverlo è La Repubblica che ricostruisce come alcune lungaggini che stanno bloccando i 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici. “Soldi previsti già in un decreto del 2023, sbloccati da ulteriore decreto solo a marzo 2025, ma ancora non arrivati ai fornitori di Spid”, scrive il quotidiano.

Già dal 28 luglio Infocert farà pagare 5,98 euro l’anno, dopo dieci anni di servizio gratuito. Aruba fa pagare dal secondo anno di abbonamento. A luglio scade, inoltre, la convenzione tra lo Stato e i fornitori di Spid che dovranno decidere se chiudere il servizio o appunto avviare gli abbonamenti a pagamento. Al Momento, PosteID – principale gestore di identità digitali per numero di profili attivi – non ha comunicato variazioni e quindi l’impatto potrebbe ancora rimanere limitato.

CODACONS: “SITUAZIONE GRAVEMENTE LESIVA DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI”

“La situazione che si sta delineando appare gravemente lesiva dei diritti dei consumatori, i quali negli ultimi anni sono stati incentivati a creare una identità digitale per accedere ad una moltitudine di servizi offerti dalla pubblica amministrazione e ora, per usufruire di questi stessi servizi, rischiano di ritrovarsi a pagare nuovi costi non preventivati – spiega il Codacons – Una scorrettezza che aprirebbe la strada ad azioni legali contro lo Stato Italiano da parte di tutti i soggetti coinvolti, in relazione alla inadempienza verso gli operatori che gestiscono il servizio di identità digitale”.

Per tale motivo, se la situazione non sarà risolta a breve e se saranno applicati costi ai cittadini per la fruizione dello Spid, il Codacons è pronto ad avviare una valanga di cause risarcitorie contro lo Stato e Agid (Agenzia Italia Digitale) da parte degli utenti interessati, finalizzate al riconoscimento del rimborso delle spese sostenute a causa dei ritardi della P.A.

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Referendum 2025: secondo giorno di voto, affluenza in lieve crescita ma il quorum resta lontano

referendum 2025 gente al voto

referendum 2025 gente al voto

Urne aperte anche oggi, lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, per la seconda e ultima giornata dedicata ai cinque referendum promossi dalla CGIL e da un ampio comitato di associazioni. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo spoglio.

Al centro della consultazione ci sono quattro quesiti relativi alla disciplina del lavoro e uno sulla cittadinanza per stranieri residenti.

Nonostante la portata dei temi, il traguardo del quorum – ovvero la partecipazione del 50% +1 degli aventi diritto – appare ancora distante.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, alla chiusura dei seggi di domenica 8 giugno alle ore 23, l’affluenza si è fermata al 22,7%. Un dato leggermente più alto rispetto al 2022, quando a fine prima giornata di voto nei referendum sulla giustizia si era registrata una partecipazione del 20,9%. Più alta anche l’affluenza registrata alle 12 di ieri (7,4%) rispetto al 6,4% del 2022, e alle 19 (16,2% contro il 14,8% del 2022), segnalando un coinvolgimento lievemente maggiore, ma ancora insufficiente per ipotizzare un raggiungimento del quorum.

I quattro quesiti referendari sul lavoro puntano a modificare alcune delle norme chiave introdotte dal Jobs Act e da riforme successive: reintegro in caso di licenziamento illegittimo, maggiore indennizzo per chi lavora in piccole imprese, reintroduzione dell’obbligo di causale nei contratti a termine sotto i 12 mesi e responsabilità solidale negli appalti per gli incidenti sul lavoro. Il quinto quesito riguarda invece la riduzione da 10 a 5 anni del requisito di residenza legale in Italia per gli stranieri extracomunitari maggiorenni che vogliono richiedere la cittadinanza.

Per la prima volta, è stato introdotto il voto fuori sede per chi si trova lontano dal comune di residenza per studio, lavoro o motivi di salute, a condizione che fosse stata fatta richiesta entro le scadenze previste. Anche gli iscritti all’AIRE e gli italiani temporaneamente all’estero per almeno tre mesi hanno potuto partecipare, sempre previa richiesta.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Se l’Italia ti respinge, fonda la tua

cop amazon

cop amazonHanno perso un diritto, ma non la memoria. E con quella, hanno costruito una nazione.

Novitalia è un romanzo sorprendente, fuori da ogni schema. Non è solo la storia di una famiglia, né soltanto il sogno utopico di una nazione nata dal nulla. È un inno testardo e commovente all’identità italiana, raccontato con la leggerezza dell’ironia e la profondità delle radici.

Ennio Marchetti ci conduce, con mano sicura e affettuosamente dissacrante, tra le generazioni dei Ferraris: piemontesi emigrati in una remota isola del Pacifico, che pur vivendo lontano migliaia di chilometri, hanno conservato – e reinventato – un’Italia tutta loro. Un’Italia fatta di dialetti, canzoni, ricette tramandate a voce, racconti mitici di antenati e cartoline scolorite di un paese mai visto, ma mai dimenticato.

C’è in Novitalia il respiro epico dei romanzi sudamericani, ma anche il sapore casalingo delle saghe famigliari più sincere. La lingua si fa viva, teatrale, vivace.

I personaggi escono dalla pagina con una forza rara: Giovanni, Rosa, Battista, Dino, Luciano, e infine Giuliano, che nel 2025, di fronte alla negazione della cittadinanza italiana, prende la decisione che segna il destino delle isole. Fondare uno stato. Uno stato vero. Uno stato italiano nell’anima, anche se ignorato dalle mappe.

controcopQuesto romanzo parla a chiunque abbia sentito di appartenere a un luogo senza mai esserci stato. A chi ha perso il diritto a un passaporto, ma non quello a un’identità. A chi crede che l’eredità più importante non siano i documenti, ma le storie che ci raccontiamo attorno a un tavolo, mentre cuoce la pasta.

Novitalia è tante cose insieme: satira, epopea, memoria, utopia. Ma soprattutto, è un grande atto d’amore. Per l’Italia che c’era, per quella che ci sarebbe dovuta essere, e per quella che – almeno in questo libro – esiste ancora.

Novitalia lo trovi a questo link:

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/novitalia/paperback/product-m2yynm5.html?q=NOVITALIA+Ennio+Marchetti&page=1&pageSize=4




“Passaportopoli” e diplomazia: Tirelli (Maie) interroga Tajani e Piantedosi

358107416 650805490400495 560109199095637172 n

358107416 650805490400495 560109199095637172 nPassaporti comprati grazie al coinvolgimento di funzionari diplomatici corrotti: quanto pubblicato sulla stampa nazionale fa da premessa all’interrogazione che il deputato del Maie Franco Tirelli ha rivolto ai Ministri degli esteri e dell’interno, Tajani e Piantedosi, per sapere “se vi siano, allo stato, funzionari o diplomatici sospesi o nei confronti dei quali siano stati disposti o avviati provvedimenti disciplinari”.
“Come emerge dalla stampa nazionale – scrive Tirelli nella premessa – sarebbe in corso uno scandalo, giornalisticamente nominato “Passaportopoli”; ove fosse accertato, si tratterebbe di un imponente fenomeno delittuoso, peraltro associativo, attraverso il quale presunti malavitosi, anche grazie a ipotesi di corruzione, permettevano la compravendita della cittadinanza in cambio di somme di denaro fino a 4 mila euro a pratica; in questa attività criminosa sarebbero coinvolti, stando alle ricostruzioni anche di un parlamentare di maggioranza sulla stampa, funzionari diplomatici”.
“Il contrasto a tali fenomeni delittuosi – sottolinea il deputato eletto in Sud America – rappresenta un’importante azione anche per la sicurezza del Paese e, dunque, occorre incentivarla”.
Il deputato chiede quindi “se vi siano indagini amministrative interne disposte dai Ministri interrogati esiti quali esiti abbiano sin ora portato” e “se vi siano, allo stato, funzionari o diplomatici sospesi o nei confronti dei quali siano stati disposti o avviati provvedimenti disciplinari per i casi su citati e se, sulla base di tali elementi, i Ministri interrogati abbiano trasmesso atti o relazioni alle procure della Repubblica per i seguiti di loro competenza”. (aise)