Dazi, Meloni: “Scelta Usa sbagliata, ma non alimentare allarmismo”

dazi trump firma fg ipa

dazi trump firma fg ipa“Penso che la scelta degli Stati Uniti” di introdurre i dazi “sia una scelta sbagliata”, che “non favorisce né l’economia europea né quella americana. Ma penso anche che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni intervistata dal Tg1.

“Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni. Noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti, significa che ovviamente abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere, ma non è la catastrofe che insomma alcuni stanno raccontando”, aggiunge la presidente del Consiglio.

MELONI: NON RISPONDERE CON ALTRI DAZI, DISCUSSIONE FRANCA CON USA

Per la premier “bisogna ovviamente condividere le nostre proposte con i partner europei”. In ambito Ue “ci sono scelte che possono essere diverse, ad esempio io non sono convinta che la scelta migliore sia quella di rispondere a dazi con altri dazi, perché l’impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini”. Per questo, aggiunge Meloni, “bisogna aprire una discussione franca nel merito con gli americani, con l’obiettivo dal mio punto di vista di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli”.

MELONI: NOI IMPREPARATI? DA OPPOSIZIONI NESSUNA PROPOSTA

“Le opposizioni fanno il loro lavoro, però da loro attualmente non è arrivata neanche una proposta”, spiega Meloni replicando alle accuse di impreparazione del governo nei confronti degli Usa sul tema dei dazi.

MELONI: UE RIMUOVA DAZI CHE SI È AUTOIMPOSTA

Secondo la premier “il ruolo dell’Italia” sul fronte dazi “è portare gli interessi italiani, particolarmente in Europa, perché mentre noi trattiamo con gli americani ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l’Unione Europea si è autoimposta. Cito ad esempio le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell’automotive, del Green Deal. E l’automotive oggi è colpito dai dazi. Cito l’energia che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio. Cito la semplificazione perché siamo soffocati dalle regole. Cito il patto di stabilità, forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria. Queste sono le proposte che l’Italia porterà in Europa ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner ma abbiamo il dovere di farlo”.

MELONI: ORA STUDIO IMPATTO, POI CONFRONTO CON CATEGORIE SU SOLUZIONI

Che cosa sta facendo il Governo sui dazi introdotti dagli Usa? “Noi stiamo facendo e dobbiamo fare uno studio sull’impatto reale che settore per settore ha questa scelta”. Poi “ci confronteremo la settimana prossima con i rappresentanti delle categorie produttive per confrontare anche con le stime che hanno loro e cercare le soluzioni migliori”, afferma Meloni.

Agenzia DIRE –  www.dire.it

FOTO ADNKRONOS.COM




“E’ un disastro”: i mercati crollano al risveglio nel nuovo mondo dei dazi universali

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borsa milano 1024x473E’ passata la notte (italiana), e hanno cominciato a parlare i mercati. Un tremore diffuso all’apertura delle principali Borse mondiali, come il boato del terremoto a venire. I dazi sono ormai sul tavolo, c’è solo da capire quanto le contrattazioni mondiali assorbiranno il colpo. Tanto per cominciare i futures S&P 500, che consentono agli investitori di negoziare l’indice al di fuori del normale orario di negoziazione, hanno immediatamente perso il 3,3% del valore. E così i mercati asiatici, con gli indici di riferimento in calo di oltre il 3% in Giappone e di quasi il 2% a Hong Kong e in Corea del Sud.

Il settore tecnologico è il più colpito, i dazi sono una freccia nel suo centro nevralgico: la produzione in Cina e Taiwan, dove i dazi porteranno la nuova imposta totale a un allarmante 54% sulle importazioni, “il livello più alto in oltre un secolo”, dice alla Reuters Ben Wiltshire, analista del trading sui tassi globali di Citi.

Nelle contrattazioni after-hours si sono volatilizzati circa 760 miliardi di dollari di valore di mercato dei Magnificent Seven, i leader tecnologici. Le azioni Apple sono scese di quasi il 7%. Se, come detto, i futures sull’S&P 500 sono scesi del 3,3%, i futures sul FTSE sono scesi dell’1,8%, mentre quelli europei di quasi il 2%.

L’oro ha raggiunto un massimo storico di 3.160 dollari l’oncia, mentre il petrolio, indicatore della crescita globale, è crollato di oltre il 3%, portando i future sul Brent di riferimento a 72,56 dollari al barile.

Nelle prime contrattazioni a Tokyo, il Nikkei è sceso del 3,9%, al minimo degli ultimi otto mesi. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni sono crollati di 14 punti base, attestandosi al minimo degli ultimi cinque mesi. Il Kospi della Corea del Sud è sceso del 2%. L’ETF vietnamita di Van Eck è sceso di oltre l’8% nelle contrattazioni after-hours. Le azioni australiane sono scese del 2%. I mercati di Taiwan sono rimasti chiusi per festività.

All’apertura dei mercati europei il trend è lo stesso: l’indice paneuropeo Stoxx 600 è sceso dell’1,5% all’inizio delle contrattazioni, raggiungendo il livello più basso degli ultimi due mesi. L’indice tedesco DAX è sceso di quasi il 2,5% all’inizio della seduta a Francoforte, mentre a Parigi il CAC 40 è sceso del 2,2% e l’ IBEX spagnolo ha perso l’1,5%. A Londra l’indice FTSE 100 delle azioni blue chip è crollato di quasi l’1,5% all’inizio delle contrattazioni, in calo di 125 punti, attestandosi a 8.481 punti. Tra i maggiori cali figurano le società minerarie come Anglo American (-4,7%) e Antofagasta (-4,6%), insieme a banche come Barclays (-4,1%) e HSBC (-3,5%).

I prezzi dei buoni del Tesoro USA, dei titoli di Stato britannici, dei Bund tedeschi e di altri titoli di Stato della zona euro sono tutti in rialzo oggi. Ciò sta abbassando i rendimenti obbligazionari (il tasso di rendimento del debito). Non è una buona notizia, perché i prezzi delle obbligazioni stanno salendo e i rendimenti stanno scendendo: gli investitori temono che la guerra commerciale possa portare a una recessione globale, spingendo a tagliare i tassi di interesse.

Sebbene ampiamente annunciata (ma non nella sua sostanza) la mossa di Trump ha evidentemente sorpreso l’economia, e gli analisti stanno ancora cercando di raccapezzarsi nelle tabelle del Presidente americano, cercando di capire come siano state ricavate quelle cifre, su che basi.

“Penso che i numeri siano incredibilmente alti rispetto a quanto la gente si aspettasse e per molti versi è inspiegabile”, ha affermato Peter Tchir, responsabile della strategia macro della Academy Securities, al New York Times: “Penso che sia un disastro”.

“Trump sta andando in guerra con tutti”, ha detto Andrew Brenner, responsabile del reddito fisso internazionale presso National Alliance Securities: “È ridicolo. Non mostra alcuna comprensione di ciò che sta facendo agli altri paesi. E danneggerà gli Stati Uniti”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Odoguardi (MAIE): “Decreto Tajani, un colpo all’identità italiana nel mondo”

odoguardi navona

odoguardi navona“Il decreto proposto dal Ministro Tajani, e approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 28 marzo, non solo diventa un precedente molto pericoloso per le comunità italiane che vivono all’estero ma, soprattutto, non le tiene in minima considerazione.

Sono quasi otto milioni i nostri connazionali che vivono al di fuori della nostra Patria, o meglio, coloro che risultano iscritti all’AIRE.

Forse il Ministro Tajani non è a conoscenza dei numeri reali delle comunità italiane nel mondo, né del numero effettivo dei discendenti italiani all’estero.

Se consideriamo questi numeri, scopriamo che,nelmondo, esiste un’altra Italia, che rappresenta meno dell’1% della popolazione mondiale.

Essere Italiano significa sentirsi tale, non ha una incidenza territoriale come altre nazioni, L’identità italiana è molto più di una semplice identità culturale, è un profondo senso di appartenenza ed è importantissimo sentire i cittadini di origine italiana poter dire con orgoglio “Mi sento Italiano!”.

Noi non nasciamo semplicemente sotto una bandiera, ma bensì sotto culture differenti, credenze differenti, a volte sotto lingue differenti e il nostro tricolore, cosi come la lingua italiana, ci accomunano e ci rendono “ unici”.

Gli italiani, sia in Italia che all’estero, hanno bisogno di crescere, di diffondere e tramandare la nostra cultura, di far conoscere al mondo il contributo che il nostro Paese ha dato e continua a dare.

L’Italia è sinonimo di unicità, bellezza, qualità, arte, moda, design, cucina, vini e molto altro. Non siamo solo una nazione sviluppata, siamo la culla dei valori che hanno ispirato lo sviluppo di altre nazioni.

Il decreto approvato nasconde un messaggio inquietante: affermare che servirà a limitare i casi di cittadinanza non approvabili, e quindi di indole fraudolenta, significa ammettere l’incapacità del Ministero di gestire le pratiche di cittadinanza. E le responsabilità di un Ministero non possono ricadere sull’intera comunità italiana all’estero. Chi dice “sono italiano” lo fa con rispetto, gioia e orgoglio, e noi non possiamo permetterci di privarli di questo sentimento.

L’Italia non sarà mai un paese da “ius soli”. Non è la nascita in Italia a rendere qualcuno italiano, ma il sentire l’Italia dentro di sé, il viverla quotidianamente. Le nostre comunità all’estero lo fanno tutti i giorni, imparando la lingua, ascoltando la nostra musica e acquistando i prodotti italiani.

L’economia italiana all’estero è sostenuta proprio da chi si sente italiano. Dobbiamo comprendere il valore del contributo delle comunità italiane all’economia del nostro Paese.

Questo decreto rappresenta un pericoloso precedente: è un vero “vaso di Pandora“: una volta aperto non ci sarà ritorno, indipendentemente dalle varie revisioni che saranno fatte.

Il problema di un sistema che non funziona a livello globale come il “Prenotami”, la carenza di personale nei consolati e i tagli del Ministero non si risolveranno con questo decreto, ma solo con la consapevolezza che gli italiani all’estero non sono solo gli otto milioni iscritti all’AIRE, ma oltre cinquanta milioni.

Chi porta avanti la Italianità fuori dai confini della nostra Patria sono proprio quelle comunità che oggi si vogliono penalizzare. La scarsa sensibilità dimostrata dal Ministro Tajani è offensiva per chi, con sacrifici, ha portato la propria famiglia all’estero, spesso gente umile che si preoccupava più di sopravvivere che non di registrare le discendenze. Ma anche per le nuove generazioni che vivono fuori dell’Italia. Sono professionisti, impresari, ricercatori che, con il loro lavoro, contribuiscono all’economia italiana e che hanno, con i primi, un minimo comun denominatore, “il nostro sangue”.

Ministro Tajani, permetta che le dica: “Chi ha sangue italiano è italiano”. L’Italia non è un paese da “ius soli”, l’Italia si sente dentro, diversamente non si è italiani.

Per tutto questo, ci aspettiamo, quindi, una revisione totale del lavoro che deve svolgere il Ministero all’estero, senza penalizzare le nostre comunità. Altrimenti, saremo testimoni dell’inizio del declino di quella che è la civiltà che ha fatto sviluppare buona parte del mondo moderno.

Vincenzo Odoguardi, Vice Presidente mondiale MAIE”




Il giallo del drone russo “a spasso” sul lago Maggiore: si indaga per spionaggio e terrorismo

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hera drone sito 1Si infittisce il mistero del drone russo avvistato almeno 5 volte a marzo nei cieli italiani dal centro di ricerca Ue sul Lago Maggiore. Ora a volerci vedere chiaro è la Procura di Milano che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di di reato di spionaggio politico o militare, aggravato dalla finalità di terrorismo per condotte che “possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione”.

IL FATTO

Il caso del drone probabilmente di origine russa che avrebbe sorvolato la sede del centro di ricerca comune della Commissione europea ad Ispra, sul lago Maggiore, in provincia di Varese è stato riportato come esclusiva sul Corriere della Sera. I sistemi antidrone del centro avrebbero rilevato cinque voli in un mese. ll Joint research centre è il terzo campus di ricerca più grande della Commissione europea, dopo quelli di Bruxelles e Lussemburgo, è attivo da 65 anni e vi lavorano ricercatori specializzati in diversi campi: nucleare, sicurezza, spazio, risorse sostenibili e trasporti. Secondo gli esperti la tipologia del drone non sarebbe tra quelli in grado di viaggiare per molti chilometri, quindi è esclusa l’ipotesi che sarebbe partito da una base lontana dall’area di sorvolo.

A destare ancor più i sospetti è il fatto che sul centro e su altre aree nelle vicinanze è attiva una “no fly zone”: attorno al lago Maggiore ci sono infatti aviosuperfici e centri di addestramento al pilotaggio di droni. E a ciò si aggiunge che, dopo quegli avvistamenti, il velivolo telecomandato non abbia più sorvolato l’area.

FARI ACCESI DA COPASIR E GOVERNO

Sulla vicenda su cui indaga il pool antiterrorismo della procura di Milano, anche il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, e il governo e le forze parlamentari vogliono vederci chiaro. Il Copasir sarebbe orientato ad acquisire maggiori elementi prima di disporre ulteriori approfondimenti. Mentre diversi partiti a livello bipartisan – da Forza Italia a Italia Vive e Più Europa- hanno annunciato interrogazioni parlamentari e l’esecutivo si sarebbe già mosso per ottenere informazioni dettagliate sulla vicenda.
Le interrogazioni saranno presentate alla Commissione europea, ma non si esclude anche al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, essendo il Viminale competente per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche sul territorio nazionale. Fra le quali è inserito il complesso di Ispra, dove ora potrebbe essere ulteriormente innalzata la vigilanza. 

I “CENTRI STRATEGICI” NELLE VICINANZE

A rendere la vicenda ancora più delicata è la presenza nella stessa area degli stabilimenti di Leonardo Elicotteri, che si trovano sempre in provincia di Varese, tra Sesto Calende e Vergiate. Altri centri strategici sono a Somma Lombardo, a Samarate, a Venegono Superiore, con la sede della Aircraft division, nel raggio di 30 e 40 chilometri di distanza da Ispra. Su cui al momento non è stato chiarito se queste sedi siano state monitorate dai droni. E ancora: a Solbiate Olona, c’è la sede operativa di un comando Nato ed a Pavia un altro luogo di ricerca con un laboratorio di energia nucleare applicata. In definitiva, con le indagini si vuole accertare o fugare qualsiasi sospetto che alla base degli avvistamenti possano esserci stati tentativi di spionaggio di obiettivi sensibili coperti da vincoli di sicurezza nazionale ed europea, insomma si dovrà capire se la minaccia sia stata concreta.

(foto di repertorio)

Agenzia DIRE – www.dire.it




In Italia stanotte tornerà l’ora legale

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Il cambio dell’ora è in arrivo e, come ogni anno, porterà con sé qualche piccolo disagio ma anche più luce nelle ore serali. L’ora solare sta per lasciare il posto all’ora legale, e milioni di persone dovranno ricordarsi di spostare le lancette. Ma quando esattamente avverrà il cambio?

Il passaggio all’ora legale avverrà nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025. Alle 2:00 di notte, le lancette andranno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00. Questo significa che si dormirà un’ora in meno, ma in compenso le giornate sembreranno più lunghe grazie alla maggiore quantità di luce disponibile la sera.

GLI EFFETTI DEL CAMBIO D’ORA SUL CORPO

Il passaggio dall’ora solare a quella legale può avere effetti sul nostro organismo. Alcune persone avvertono stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e leggeri disturbi del sonno, poiché il nostro orologio biologico impiega qualche giorno ad adattarsi al nuovo ritmo.

Ad accusare maggiormente il cambio sono i cosiddetti “gufi”, ovvero chi è abituato a dormire e svegliarsi tardi. Anche bambini, anziani e animali domestici possono risentire della variazione, soprattutto per la modifica delle loro abitudini giornaliere.

PERCHÉ ESISTE L’ORA LEGALE?

L’idea di spostare le lancette per sfruttare meglio la luce naturale viene spesso attribuita a Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse un articolo satirico sul “Journal de Paris” riguardante il risparmio energetico. Tuttavia, il primo a proporre seriamente questa misura fu il biologo George Vernon Hudson nel 1895.

L’ora legale venne poi introdotta in Europa nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per risparmiare energia. In Italia fu adottata per la prima volta nello stesso anno, poi abolita e ripristinata più volte fino al 1966, quando divenne stabile. Dal 2001, tutti i Paesi dell’Unione Europea seguono la stessa regola: l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

VERRÀ ABOLITA?

Da anni si discute sulla possibilità di eliminare il cambio dell’ora, lasciando in vigore solo l’ora solare o l’ora legale per tutto l’anno. Sebbene alcuni Paesi abbiano sollevato il dibattito, l’Unione Europea non ha ancora preso una decisione definitiva. Per il momento, dunque, continueremo a spostare le lancette due volte all’anno.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Mattarella: “Dazi inaccettabili, le guerre commerciali innescano contrapposizioni più pericolose”

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“Speriamo che il buon senso prevalga”. Risponde così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a un giovane allo stand Coldiretti che si rivolge al capo dello dello Stato esprimendo preoccupazione per i dazi del presidente Usa Donald Trump. Mattarella è stato ospite alla cerimonia di inaugurazione del villaggio “Agricoltura è” in occasione dell’anniversario delle firma dei Trattati di Roma. Ad accoglierlo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

“I dazi creano ostacolo ai mercati, ostacolano la libertà di commercio, alterano il mercato, penalizzano i prodotti di qualità perchè tutelano quelli di minor qualità e questo per noi è una cosa davvero inaccettabile ma dovrebbe essere inaccettabile per tutti i Paesi del mondo”.

“Mercati contrapposti mettono in pericolo la fiducia tra i Paesi, la collaborazione internazionale. Mercati aperti, commerci comuni e scambiati, ricreano rapporti di fiducia, riconoscenza, creano appunto questa tessitura di collaborazione che garantisce la pace. Per questo la nostra posizione è chiarissima: per la pace nel mondo e per il vantaggio delle popolazioni occorre avere mercati aperti ed è questa la regola di civiltà, che fa tanto tempo è stata affermata“.

“Il nostro apparato produttivo è strettamente interconnesso, integrato, con gli apparati produttivi di altri grandi Paesi d’Europa. Questo fa dell’Europa un soggetto forte, autorevole sul piano economico. La scelta è interloquire con autorevolezza, con calma ma anche con determinazione perchè si mantenga l’apertura dei mercati che è anche una garanzia di buona vita internazionale”.

“Quando si parla di guerre commerciali spesso si mette l’accento sull’aggettivo ‘commerciali’, bisognerebbe invece metterlo sul sostantivo ‘guerre’ perchè sono guerre anche queste, di contrapposizione, che inducono poi a contrapposizioni sempre più dure e più pericolose“.

“Bisogna essere sereni senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché l’Ue, di cui facciamo saldamente parte, ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole con calma ma con determinazione per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione di dazi così immotivati e così generali”.

“Si è dato vita in questi decenni passati alla Organizzazione mondiale del commercio che deve indurre tutti i Paesi del mondo a commerciare in maniera leale con regole rispettate. Non sempre vi si è riusciti naturalmente, però quell’organismo è riuscito a far si’ che crescesse in maniera più corretta il mercato mondiale, ha fatto crescere molti paesi, li ha fatti migliorare. Ora questo sistema, questa volontà di collaborazione su regole reali è indispensabile. Alle volte viene violata, lo sappiamo. Ci sono Paesi che hanno un sovrappiu’ di produzione che riversano sui mercati esteri ma questo non ha come risposta i dazi, come risposta ha le regole da far rispettare e da migliorare con efficace”.

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Avviato l’esame della risoluzione sul potenziamento degli Istituti Italiani di Cultura all’estero

istituto italiano cultura madrid

istituto italiano cultura madridLe Commissioni riunite Esteri e Cultura della Camera hanno avviato l’esame della risoluzione Tremonti sul potenziamento degli Istituti Italiani di Cultura all’estero e sulle misure per favorire la frequenza in via telematica delle Università italiane da parte degli studenti esteri. Il Presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone (FdI) ha illustrato, in qualità di cofirmatario, i contenuti della risoluzione, a prima firma del presidente Tremonti, che si prefigge in primo luogo di sollecitare il Governo a una riflessione sull’importanza del ruolo degli istituti italiani di cultura nel mondo. Dopo una breve ricostruzione del contesto giuridico-normativo relativo al ruolo e alle funzioni degli istituti italiani di cultura, a partire dalla legge 22 dicembre 1990, n. 401, Mollicone ha evidenziato come la risoluzione si soffermi sull’importanza di ogni strumento volto a promuovere la diffusione all’estero della cultura italiana nelle diverse manifestazioni in cui essa si estrinseca. Il Presidente ha anche ricordato come agli IIC siano oggi attribuite funzioni fondamentali per la diplomazia culturale e per la promozione di iniziative e manifestazioni culturali volte allo sviluppo culturale delle comunità italiane all’estero anche nel quadro delle nuove opportunità di scambio offerte dal Piano Mattei e dal Piano Olivetti per la cultura. Mollicone ha anche auspicato il raggiungimento, nel corso della discussione parlamentare, di un’alta condivisione da parte di tutti i gruppi parlamentari, ritenendo che l’attuale fase storica richieda il contributo di tutti al fine di dare agli istituti italiani di cultura e ai loro direttori il massimo sostegno possibile nel contribuire a diffondere e a promuovere all’estero tutta la ricchezza del formidabile patrimonio culturale italiano. Da Mollicone è stato poi precisato che la prima parte dell’atto di indirizzo prevede un impegno del Governo ad adottare iniziative, anche normative, per migliorare la dotazione finanziaria e di personale degli istituti italiani di cultura. La seconda parte invece impegna il Governo affinché intervenga, anche sul piano normativo, per consentire che l’accertamento dell’identità degli studenti stranieri iscritti alle università italiane possa essere effettuato anche dai consolati italiani, ovvero dalle società concessionarie del servizio visti. Il Presidente della VII Commissione, dopo aver ribadito il ruolo cruciale della diplomazia culturale, ha infine ricordato la prossima partecipazione dell’Italia in qualità di ospite d’onore, alla Fiera del libro di Guadalajara, in Messico, la seconda più importante manifestazione del mondo dell’editoria, in ambito internazionale, dopo quella di Francoforte. Una partecipazione che ha anche con il sostegno dell’Istituto italiano di cultura di Città del Messico. Ha poi preso la parola il Presidente della III Commissione Giulio Tremonti che, in qualità di primo firmatario della risoluzione, ha sottolineato come, nonostante le tensioni attuali, il mondo mantenga una dimensione globale, caratterizzata da solide connessioni commerciali e digitali. Tremonti ha anche spiegato come, dal momento che la rete esercita un ruolo primario nello sviluppo delle relazioni transnazionali, l’atto di indirizzo miri, tra le altre cose, a promuovere, a beneficio degli studenti stranieri, l’accesso per via telematica ai corsi di laurea delle università italiane. (Inform)




Farnesina: da Gaza un altro gruppo di bambini palestinesi malati arriva in Italia

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farnesina tris 615x223Negli ultimi giorni altri gruppi di bambini palestinesi malati sono stati trasferiti da Gaza in Italia, evacuati da strutture sanitarie di Gaza non più in grado di assisterli. Le operazioni si sono concluse il 19 e 20 marzo. Il primo trasferimento, organizzato, in coordinamento con le autorità israeliane nell’ambito della collaborazione con l’OMS, ha riguardato l’evacuazione di 10 pazienti e dei loro familiari, per un totale di 27 persone. L’uscita da Gaza è stata realizzata ieri 19 marzo attraverso il valico di Kerem Shalom, con successivo trasferimento a Ramon (Eilat) gestito dall’OMS e dalle autorità israeliane. Da lì un Boeing KC-767 dell’Aeronautica Militare ha prelevato i pazienti per l’arrivo in Italia. La seconda operazione, realizzata oggi, ha previsto la partenza dal Cairo di 8 pazienti e familiari, per un totale di 20 persone. I pazienti, evacuati nei giorni scorsi da Gaza con il sostegno dell’OMS, erano ricoverati presso l’Ospedale Italiano Umberto I in Egitto. Il trasferimento in Italia è avvenuto con un volo messo a disposizione dalla Guardia di Finanza. Entrambe le evacuazioni sono state coordinate dalla Protezione Civile (che si occupa anche della successiva assegnazione dei pazienti agli ospedali italiani) con l’Unità di Crisi della Farnesina, in collaborazione con il Comando Operativo di Vertice Interforze del Ministero della Difesa. Con queste due operazioni umanitarie, l’Italia si conferma il quarto Paese al mondo e il primo a livello occidentale ad aver organizzato l’evacuazione e il trasferimento in ospedali specializzati di bambini palestinesi dalla Striscia di Gaza. Ad oggi, 107 minori e relative famiglie (per un totale di 286 persone) sono stati trattati in strutture italiane.(Inform)




Bologna. Vigilessa uccisa dall’ex comandante, spunta un ‘contratto’ sessuale: lui padrone, lei schiava

sofia stefani 2

sofia stefani 2 Non era soltanto amanti, ma tra loro c’era una sorta di ‘contratto’ sessuale, che stabiliva come dovessero andare le cose tra loro: il 18 maggio 2023, un anno esatto prima del delitto, Giampiero Gualandi e Sofia Stefani avrebbero condiviso un “‘contratto’ di sottomissione sessuale, dai contenuti degradanti”. Il dettaglio è emerso questa mattina nel corso del processo che è in corso a Bologna: a citare il contratto, nell’aula della Corte d’Assise, è stata la procuratrice aggiunta Lucia Russo, che rappresenta la pubblica accusa nel processo a carico di Gualandi, 63enne ex comandante della polizia locale di Anzola dell’Emilia (in provincia di Bologna) accusato dell’omicidio volontario, aggravato dal legame affettivo con la vittima e dai futili motivi, della ex collega Sofia Stefani, con cui aveva una relazione extraconiugale. La donna, 33 anni, fu uccisa il 16 maggio 2024 da un colpo al volto partito dalla pistola di ordinanza di Gualandi, colpo sparato nell’ufficio dell’uomo nella sede del Comando dei vigili di Anzola.

LA PROCURA ESCLUDE IL COLPO ACCIDENTALE

L’imputato (presente in aula e difeso dagli avvocati Claudio Benenati e Lorenzo Valgimigli) ha sempre sostenuto che il colpo partì per caso durante una colluttazione, mentre per la Procura di Bologna si tratta, appunto, di omicidio volontario. Questo perché tra le altre cose, sottolinea Russo, sull’arma del delitto “non sono state trovate tracce né biologiche né dattiloscopiche della vittima, ma solo dell’imputato”

IL PRESUNTO CONTRATTO SESSUALE: LUI “PADRONE”, LEI “SCHIAVA”

Nel ‘contratto’, prosegue Russo, Gualandi “si autodefiniva padrone, colui che può tutto sulla sua schiava”. Di questo ‘contratto’ parla anche l’avvocato dei familiari della vittima Andrea Speranzoni, che ne richiama un passaggio in cui si legge: “Io signore e padrone mi impegno a dominare l’anima della mia sottomessa“.

L’AVVOCATO DI LUI: “ERA UN GIOCO COME IN 50 SFUMATURE DI GRIGIO”

Per Claudio Benenati, legale difensore di Gualandi insieme a , il ‘contratto’ in questione è stato preso dal libro ’50 sfumature di grigio’ ed “era un gioco”.

“UN CASTELLO DI MENZOGNE”

Nei “concitati giorni” che portarono all’omicidio di Sofia Stefani, Giampiero Gualandi “si trovava prigioniero di un castello di menzogne da lui costruito”, ha detto ancora durante l’udienza la procuratrice aggiunta Lucia Russo, che rappresenta la pubblica accusa nel processo a carico di Gualandi. Nel suo intervento, Russo ricostruisce la “tormentata relazione” tra Gualandi e Stefani, iniziata nel 2023 e “fortemente squilibrata per la riferita vulnerabilità della vittima”. La relazione, caratterizzata da una “ciclica altalenanza” di momenti di quiete e di tensione, “fu interrotta per pochi giorni” alla fine di aprile del 2024, dopo che fu scoperta casualmente dalla moglie di Gualandi. A lei, afferma Russo, l’imputato, “invece di assumersi le proprie responsabilità, disse che era finita da tempo e che Stefani lo tormentava perché non accettava che fosse finita”.

GLI SMS INCROCIATI

Dopo pochi giorni, prosegue la procuratrice aggiunta, la relazione riprese, e proprio in quei giorni, immediatamente precedenti l’omicidio, Gualandi sarebbe stato “prigioniero del castello di menzogne” che aveva costruito, perché a Stefani continuava a “scrivere messaggi che confermavano il rapporto affettivo, mentre alla moglie, negli stessi minuti, scriveva che Stefani continuava a tormentarlo”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Allerta rossa in Toscana

allerta meteo vigili del fuoco fileminimizer

allerta meteo vigili del fuoco fileminimizerÈ in miglioramento la situazione meteo in Toscana, dove da 24 ore più di 500 vigili del fuoco sono al lavoro per fronteggiare i danni causati dal maltempo: 430 gli interventi svolti finora nelle province di Firenze, Prato, Pisa e Livorno per operazioni di soccorso, allagamenti, frane, dissesti statici e la messa in sicurezza di alberi pericolanti. Il dispositivo di soccorso, potenziato con il trattenimento di personale libero dal servizio, ma anche con squadre specializzate nel contrasto al rischio acquatico e con sommozzatori provenienti dalla Liguria e dal Veneto, è tuttora in azione soprattutto in provincia di Firenze, in particolare nei territori di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Vicchio, Fucecchio, Empoli, Rufina, Signa, Borgo San Lorenzo.

“Il livello dell’Arno è di 3.87m, in lenta discesa. Tutti gli altri affluenti sono scesi sotto i livelli di guardia e rientrati a livelli normali. Per la mattinata sono possibili eventi di pioggia non a carattere di temporale con cumulati massimi di 30mm. Si invita sempre alla massima attenzione”, ha detto la sindaca Sara Funaro.

Cauto ottimismo anche dal presidente della Regione, Giani, che ha fatto sapere che è “transitato l’importante colmo di piena dell’Arno lungo tutta l’asta senza criticità. Già transitato nelle ore precedenti a Firenze, Ponte a Signa, Montelupo, Empoli, Fucecchio, Pontedera, San Giovanni alla Vena e Pisa. Determinanti sono stati lo Scolmatore della Regione Toscana e le casse di espansione del bacino di Roffia”. In tutta la Regione, permane l’allerta rossa fino alle 14.

IN TOSCANA PROBLEMI MAGGIORI NEL MUGELLO, EMPOLESE E A SESTO

È passato il colmo di piena dell’Arno e la portata è in lieve calo, “ma resta naturalmente alta l’attenzione sulla situazione del fiume, soprattutto nell’area pisana”, spiega la Regione Toscana dopo che stamani, nella sala operativa unificata della Protezione civile regionale, in collegamento con il Dipartimento nazionale, è stato fatto il punto sulle criticità in atto legate all’emergenza maltempo. “Rimane chiuso il ponte tra Lastra a Signa e Signa, mentre sono stati riaperti quelli nell’area empolese”, mentre i “problemi maggiori si registrano in provincia di Firenze, in particolare in Mugello, nell’Empolese e a Sesto Fiorentino, dove, in accordo con gli uffici regionali del ministero della Cultura, è stato attivato il modulo beni culturali per intervenire sulla biblioteca dell’istituto De Martino”. In Mugello stanno intervenendo colonne mobili della protezione civile di Umbria, Marche e Liguria e anche nell’Empolese saranno attive unità della Protezione civile nazionale, come era stato richiesto ieri dal presidente Eugenio Giani al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci.

Tecnici e volontari sono al lavoro per verificare gli effetti degli allagamenti e nel monitoraggio di eventi franosi. Al momento non risultano cittadini isolati, dopo che è stata risolta la criticità di Vaglia (Firenze). In provincia di Prato si segnalano una frana sulla strada regionale 325, sopra Vernio, e allagamenti nel comune di Carmignano, dove il sindaco ha richiesto l’intervento di volontari.Segnalati movimenti franosi anche in provincia di Pistoia, mentre nell’area pisana, sono in corso interventi per allagamenti a Montopoli, Vicopisano e Palaia. A Livorno è stata chiusa, in entrambe le direzioni di marcia, l’uscita Vicarello della Fi-Pi-Li. Nelle altre province, risolto l’isolamento di Bagni di Lucca, non sono segnalate al momento particolari criticità.

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