Il Papa ha la bronchite e va in ospedale

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papa francesco 1 1024x544Papa Francesco è arrivato al Policlinico Gemelli. Lo si apprende da fonti vaticane. Il motivo del ricovero, come ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede, è quello di sottoporsi ad “alcuni necessari accertamenti diagnostici”, per poi “proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tuttora in corso”.

Questa mattina il Santo Padre aveva svolto le udienze previste a Casa Santa Marta, come aveva fatto in questi giorni – fatta salva l’udienza generale di mercoledì – a causa proprio del persistere della bronchite.

GLI INCONTRI PRIMA DEL RICOVERO

Prima Papa Francesco ha tenuto diversi appuntamenti. Tra questi, l’udienza con il primo ministro della Repubblica Slovacca, Robert Fico, che ha poi incontrato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Miroslaw Wachowski, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati. Il colloquio privato tra il Pontefice e il primo ministro è durato circa mezz’ora. “Nel corso dei cordiali colloqui presso la Segreteria di Stato, è stato ribadito il reciproco apprezzamento per le solide relazioni bilaterali e il rinnovato impegno comune a favore della coesione sociale”, si legge in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Particolare attenzione è stata dedicata alle tematiche legate all’antropologia, alla famiglia e all’educazione. Durante l’incontro si è anche approfondito il quadro internazionale, con un focus sulla “persistente instabilità in Ucraina e le prospettive di pace, nonché sulla fragile tregua in Israele e Palestina e sulla grave emergenza umanitaria a Gaza”.

Al termine dell’udienza, c’è stato lo scambio di doni: il Papa ha offerto a Fico un’opera in terracotta dal titolo “Tenerezza e amore”, oltre ai volumi dei documenti papali, al Messaggio per la pace di quest’anno e al volume “Perseguitati per la verità, i greco-cattolici ucraini dietro la cortina di ferro”. Il primo ministro slovacco ha ricambiato donando un’opera in bronzo raffigurante i santi Cirillo e Metodio e una pittura su legno realizzata da un’artista slovacco, raffigurante un angelo custode.

Sempre stamani il Pontefice ha incontrato i membri della Fondazione Gaudium et Spes, ha inviato il messaggio “Essere strumenti dell’amore di Dio che vuole raggiungere tutti gli uomini, senza distinzione”.

“In questo Anno Santo- le parole di Francesco in spagnolo- desidero ringraziarvi perché siete motivo di speranza per tante persone che soffrono e sono scoraggiate, che attraverso le vostre opere sentono che Dio le accarezza e le consola in mezzo ai loro dolori. Desidero ringraziarvi per il lavoro che fate, specialmente per i più poveri, seguendo gli insegnamenti della Costituzione conciliare da cui avete preso il nome e che onorate con le vostre azioni”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Magnifica Federica Brignone, è oro nel gigante dei Mondiali: “La medaglia più bella”

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gjq5zctwsae0w29 1024x682Federica Brignone è medaglia d’oro nel gigante dei Mondiali di Saalbach, in Austria.

L’azzurra ha chiuso con un tempo totale di 2’22″71 dopo essersi piazzata in testa anche al termine della prima manche.

Sul podio la neozelandese Alice Robinson (+0.90) e la statunitense Paula Moltzan (+2.62). Fuori Sofia Goggia dopo essere scivolata nella prima run della gara iridata, così come Marta Bassino.

“UN ORO CHE SOGNAVO NELLA MIA CARRIERA“

“Sì, forse è la medaglia più bella, è qualcosa che sognavo da tutta la carriera. Sono soddisfatta, sono riuscita a stare tranquilla anche perché avevo un buon vantaggio dalla prima manche e avevo un buon feeling con la pista, ma poi il risultato non è mai scontato. Faccio ancora fatica a realizzare”.

“Ai Mondiali sapevo che sarebbe stato tutto o niente- ha aggiunto ai microfoni di Raisport- era l’occasione per andare giù con il gas…Oggi stavo bene ed ero focalizzata sugli sci, pensavo solo a sciare. Ho cercato di fare il massimo, non dico che ero tranquilla e rilassata ma a un certo punto mi stavo addormentando e ho iniziato a incitarmi, a dirmi che dovevo muovermi. Fisicamente ho avuto una conferma, ho il fiatone perché ho fatto mezza gara in apnea ma sto benissimo anche sulle gambe, ed è proprio bello arrivare a un evento come i Mondiali riuscendo a essere così focalizzata”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




In arrivo a Roma minori palestinesi evacuati da Gaza per essere curati in Italia

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imagesÈ in arrivo stasera a Ciampino un gruppo di bambini palestinesi malati oncologici che saranno curati in Italia, nell’ambito dei programmi di assistenza umanitaria del Governo italiano per la popolazione palestinese. Da Roma, Milano e Pisa con il coordinamento dell’Unità di Crisi, i bambini verranno poi trasferiti negli ospedali di assegnazione con autoambulanze messe a disposizione dalla Protezione Civile.

La richiesta di evacuazione da Gaza e l’auspicio di un’accoglienza dei minori malati in Italia erano stati formulati anche dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, in occasione della visita del Ministro Tajani in Israele lo scorso 6 febbraio.

Fondamentale è stata, inoltre, la collaborazione delle autorità israeliane per consentire l’evacuazione dei bambini e delle loro famiglie verso l’Egitto. In tal senso, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv, d’intesa con l’Unità di Crisi della Farnesina ed il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, ha tenuto costanti contatti con il COGAT (unità dell’esercito israeliano incaricata di coordinare le attività di governo nei Territori palestinesi) per consentire l’uscita dalla Striscia dei 14 piccoli pazienti e dei loro accompagnatori affinché potessero esser trasferiti per cure in Italia.

L’iniziativa rientra nel più vasto programma “Food for Gaza”, grazie al quale l’Italia è in prima linea con il suo impegno umanitario sin dalle prime fasi della crisi in Medio Oriente. In occasione dell’ultima riunione del Tavolo Food for Gaza presieduto alla Farnesina il 22 gennaio scorso dal Ministro Tajani, è stato deciso di allargare il perimetro dell’iniziativa prevedendo anche il coinvolgimento dei Policlinici universitari italiani, a partire dal settore sanitario. Specifica attenzione prioritaria è stata data inoltre al tema delle evacuazioni mediche dalla Striscia di bambini malati, insieme alle loro famiglie, per essere curati in Italia.

In occasione dell’ultima missione di Tajani in Israele del 6 febbraio per l’arrivo al porto di Ashdod dei 15 camion destinati alle operazioni di distribuzione a Gaza e di ulteriori 15 tonnellate di aiuti umanitari, il titolare della Farnesina era stato accompagnato dal Ministro Annamaria Bernini e da un team medico per esplorare sinergie nel campo sanitario.

L’Italia è impegnata ad ampliare il focus delle sue iniziative verso la ricostruzione di Gaza, a partire dal settore sanitario, e si stanno approfondendo ulteriori possibilità di collaborazione con alcuni importanti presidi medici nel nostro Paese.




Sanremo 2025, gli ascolti della prima serata. Conti supera Amadeus

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conti“Tutta l’Italia, tutta l’Italia” ha guardato la prima puntata dell’edizione 75 del Festival di Sanremo. Questa mattina è lecito richiamare il claim del brano di Gabry Ponte scelto per la kermesse guidata da Conti. All’indomani del debutto, in casa Rai questa mattina si festeggiano ascolti record. La serata del primo ascolto dei 29 brani ha registrato una media del 65,3% di share con 12 milioni e 600mila spettatori.

COS’È LA TOTAL AUDIENCE

I dati sono ricavati con il metodo Total Audience introdotto lo scorso dicembre. In questo nuovo calcolo, oltre alla tv tradizionale, vengono inclusi anche gli altri device collegati in diretta su RaiPlay: pc, tablet e smartphone. Superato il debutto dell’anno scorso di Amadeus che, con il calcolo tradizionale, si era fermato al 65,1% con una media di 10.561.000 telespettatori.

“Non ho fatto e continuerò a non fare paragoni con le edizioni passate”. Ha risposto così il direttore artistico, Carlo Conti, dopo l’illustrazione dei dati di ascolto della prima serata del Festival di Sanremo.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Mafia, maxioperazione a Palermo: più di 180 arresti

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mafiaDuro colpo alla mafia palermitana. Eseguiti nella notte a Palermo e provincia 183 provvedimenti restrittivi, tra ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip e fermi disposti dalla Procura, da parte dei carabinieri. Colpiti i mandamenti di Porta Nuova, Pagliarelli, Tommaso Natale-San Lorenzo, Santa Maria del Gesù e Bagheria.

I numeri imponenti dell’inchiesta coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo riportano alla mente una delle operazioni antimafia entrante nella storia della lotta a Cosa nostra: il blitz di San Michele, scattato nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1984 dopo le rivelazioni del boss Tommaso Buscetta al giudice Giovanni Falcone. In quell’occasione l’allora Ufficio Istruzione di Palermo fece scattare 366 mandati di cattura.

Gli arrestati di oggi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsioni (consumate o tentate) aggravate dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico di droga, favoreggiamento personale, reati in materia di armi ma anche contro il patrimonio e la persona, esercizio abusivo del gioco d’azzardo.

Sono 1.200 i carabinieri impegnati. In azione militari di diversi comandi provinciali della Sicilia e del reparto Anticrimine del Ros di Palermo, con il supporto dei ‘baschi rossi’ dello squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia, del 12esimo Reggimento ‘Sicilia’ e del 14esimo Battaglione ‘Calabria’.

I TELEFONI CRIPTATI

Telefoni cellulari di ultima generazione con applicazioni in grado di evitare le intercettazioni per comunicare liberamente sono stati usati da alcuni degli arrestati nell’operazione antimafia scattata nella notte a Palermo. Il particolare emerge dalle indagini coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Marzia Sabella. Boss e gregari utilizzavano dei cellulari con installati dei sistemi di crittografia superiori a quelli normalmente presenti sul mercato.

Cosa nostra è “vitale e al passo coi tempi”: se infatti da un lato è “fortemente legata alle regole dei ‘padri fondatori’ e ai suoi antichi riti”, dall’altro emerge “la capacità degli affiliati di ricorrere ai mezzi moderni di comunicazione per cercare di sfuggire alla pressione investigativa”, sottolineano i carabinieri.

MELILLO: “IL SISTEMA CARCERARIO E’ DEBOLE”

“L’operazione antimafia di Palermo mostra una estrema debolezza del nostro circuito penitenziario deputato a lo contenimento della pericolosità dei mafiosi non sottoposti al regime del 41 bis”. Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, nella conferenza stampa convocata a Palermo per illustrare i dettagli dell’operazione che ha portato a 181 arresti. “Si tratta di una evidenza emersa anche in altre inchieste – ha aggiunto -. Il circuito di alta sicurezza è assoggettato al dominio delle organizzazioni criminali, con i mafiosi che godono di una intatta capacità di comunicazione”.

MELONI: “LA LOTTA ALLA MAFIA NON SI FERMA”

“Un’operazione straordinaria dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo ha portato oggi all’arresto di oltre 180 persone, tra cui diversi boss, infliggendo un colpo durissimo a Cosa Nostra. Un risultato che conferma l’impegno incessante dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Le intercettazioni lo dicono chiaramente- sottolinea-: ‘L’Italia per noi è diventata scomoda, io me ne devo andare’, ammetteva uno degli arrestati. Un segnale chiaro: la criminalità organizzata è alle strette, la lotta alla mafia non si ferma e non si fermerà. Grazie ai Carabinieri del Nucleo Investigativo e a tutte le Forze dell’Ordine che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza dei cittadini. La mafia va sconfitta con determinazione e senza alcun compromesso. Lo Stato c’è e non arretra”.

IL SINDACO: “UN COLPO STORICO ALLA MAFIA”

“Rivolgo il mio sentito apprezzamento al Comando provinciale dei carabinieri, alla Direzione distrettuale antimafia e alla Procura della Repubblica di Palermo per l’imponente blitz che ha dato oggi un colpo storico a quella mafia che cerca di riorganizzarsi nei diversi quartieri di Palermo e in provincia”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
“L’operazione di oggi svela una Cosa nostra che utilizza le nuove tecnologie e si arricchisce, soprattutto, grazie al traffico di stupefacenti e alle estorsioni – aggiunge Lagalla -. Per queste ragioni, il ringraziamento dell’amministrazione comunale va alle forze dell’ordine, alla magistratura e agli organi investigativi per l’instancabile impegno nella lotta alla criminalità organizzata”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Mattarella per la Giornata del Ricordo: “Un’occasione solenne che invita a riflettere su pagine buie del nostro passato”

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80325Una “occasione solenne, che invita a riflettere su pagine buie del nostro passato, per conservare e rinnovare la memoria delle sofferenze degli italiani d’Istria, di Fiume, della Dalmazia, in un periodo tragicamente tormentato della storia d’Europa”. Questo è il Giornata del Ricordo nelle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi ha ospitato al Quirinale la cerimonia del 10 febbraio alla presenza della Premier Meloni, rappresentanti politici e delle istituzioni oltre che delle associazioni degli esuli.
Durante la seconda guerra mondiale, “allo scontro tra eserciti di nazioni che si erano dichiarate nemiche, si sovrappose il virus micidiale delle ideologie totalitarie, della sopraffazione etnica, del nazionalismo aggressivo, del razzismo, che si accanì con crudeltà contro le popolazioni civili, specialmente contro i gruppi che venivano definiti minoranze. E, – ha ricordato il Presidente – nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone. Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro. Nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna”.
“Di fronte al proposito del nuovo regime jugoslavo di sovranità sui territori giuliani, l’essere italiano diveniva un ostacolo, se non una colpa. Ben presto, sotto minaccia e dopo una seconda ondata di violenze, i nostri concittadini di Istria, Dalmazia, Fiume, furono messi di fronte al drammatico dilemma: assimilarsi, disconoscendo le proprie radici, la lingua, i costumi, la religione, la cultura. Oppure andare via, perdendo beni, casa, lavoro, le terre in cui erano nati. In grande maggioranza – ha sottolineato Mattarella – scelsero di non rinunciare alla loro italianità e, di fatto, alle libertà, di pensiero, di culto, di parola. In trecentomila – uomini, donne, anziani, bambini – radunate poche cose, presero la triste via dell’esodo”.
“Stenti, sistemazioni precarie, povertà, ma soprattutto diffusa indifferenza, diffidenza. Financo ostilità da parte di forze e partiti che si richiamavano, in Italia, alla stessa ideologia comunista di Tito. Non mancarono, nelle vicende tristi degli esuli, atti di forte solidarietà, di amicizia, di accoglienza da parte di molti italiani. Ma, in generale, la loro tragedia, di cui portavano intimamente le cicatrici, fu sottovalutata e, talvolta, persino, disconosciuta. Il mancato riconoscimento fu, per molti, una pena inattesa e dolorosa” ecco perché “l’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso”.
“La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati”, ha sottolineato ancora Mattarella. “Troppo a lungo “foiba” e “infoibare” furono sinonimi di occultamento della storia. La memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori”.
“Ogni popolo, ogni nazione, porta con sé un carico di sofferenze e di ingiustizie subite. Apprezziamo gli sforzi, fatti dagli storici dell’una e dell’altra parte, per avvicinarsi a una memoria condivisa. Ma, ove questo non fosse facilmente conseguibile, e talvolta non lo è, – ha rimarcato il Presidente – dobbiamo avere la capacità di compiere gesti di attenzione, dialogo, rispetto. Dobbiamo ascoltare le storie degli altri, mettere in comune le sofferenze, e lavorare insieme per guarire le ferite del passato. Se ci si pone dalla parte delle vittime, dei defraudati, dei perseguitati, la prospettiva cambia, i rancori lasciano il posto alla condivisione, e si rende valore al percorso di reciproca comprensione”.
È in questo spirito, ha aggiunto, “che, nel 2020, il Presidente Pahor e io ci siamo recati, insieme, prima alla Foiba di Basovizza, simbolo del calvario di tanti italiani, e poi al monumento dei giovani sloveni fucilati dal fascismo. Non per dimenticare, né per rivendicare. Ma per trarre dagli errori e dalle sofferenze del passato l’ulteriore spinta per un cammino comune. Perché le diversità non dividono, ma diventano ricchezze se si collabora e si pensa, insieme, nell’ottica di futuro comune. È questo lo spirito in cui si muovono gli appartenenti all’Associazione degli esuli, che ringrazio per il loro impegno che coniuga, insieme, ansia di verità e volontà di concordia. È lo spirito che anima la preziosa attività delle associazioni delle minoranze linguistiche che, negli ultimi anni, hanno promosso in Italia, in Slovenia, in Croazia, dialoghi e incontri per riscoprire la ricchezza della storia comune. È lo spirito che abbiamo respirato, sabato scorso, all’inaugurazione dell’anno da capitale della cultura europea, alla quale – con un gesto di grande generosità e lungimiranza – Nova Gorica – ha voluto associare Gorizia: due città simbolo, solo pochi decenni fa, di dolorose divisioni e di innaturali separazioni”.
“Oggi, nel nostro Continente, Stati e popoli che nel passato si sono combattuti sono insieme nell’Unione Europea, condividendo valori, identità, principi, prospettive. Il progressivo allargamento della famiglia europea ha conseguito risultati giudicati fino a qualche decennio fa impensabili”, ha osservato il Capo dello Stato. “Si è trattato di un percorso che, in Europa, ha visto il ribaltamento della pretesa di dominazione, di secoli di guerre fratricide e rovinose. Un percorso che ha ricomposto lacerazioni profonde, grazie alla cooperazione e al multilateralismo, offrendo oltre settant’anni di pace, sicurezza, benessere e stabilità al nostro continente e consentendo l’affermazione dei valori della libertà, dell’uguaglianza, della democrazia, del rispetto dello Stato di diritto. La pace dei settant’anni! Nell’auspicio che prosegua costantemente, sempre più a lungo. Un cammino non sempre agevole, costellato da aperture e da ostacoli, ma che oggi più che mai va proseguito con coraggio, ostinazione e saggezza, sia all’interno dell’Unione sia alle sue frontiere, impegnandosi anche per favorire l’ingresso di nuovi membri – Paesi dei Balcani Occidentali che ne sono ancora esclusi, Ucraina, Moldova – e diffondendo nel continente lo spirito europeo, che esprime e persegue pace, dialogo, integrazione, collaborazione e sviluppo”.
“Le nuove generazioni – ha detto ancora Mattarella – hanno ben compreso la sfida del tempo. Collaborano, lavorano, studiano e vivono insieme, trasformando le differenze in opportunità, e attuando, nei fatti, lo spirito dell’Unione Europea. Abbiamo il dovere di non deluderli e di continuare a operare con coraggio. A sperare, a non rassegnarci. Soltanto così potremo trasmettere ai giovani, idealmente, in questa Giornata del Ricordo – insieme all’orgoglio di una conseguita identità europea, tanto propria alle culture dei popoli del confine orientale – il testimone della speranza, incoraggiandoli a mantenere viva la memoria storica delle sofferenze patite da loro connazionali, adoperandosi perché vengano evitati errori e colpe del passato, promuovendo, ovunque rispetto e collaborazione”.
“Anche quest’anno la Giornata del Ricordo ci ha offerto e ci offre un’opportunità da raccogliere con impegno per riflettere sulle lezioni del passato. La Repubblica – ha concluso– guarda alle vicende drammatiche vissute dagli italiani di Istria, Dalmazia, Fiume con rispetto e con solidarietà, e lavoriamo, nell’Unione Europea, insieme alla Slovenia, alla Croazia e agli altri Paesi amici per costruire, ogni giorno, nuovi percorsi di integrazione, amicizia e fratellanza tra i popoli e gli Stati”. (aise) 




L’ANSA: “Trentini sta bene”

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albertotrentiniArrivano le prime notizie sullo stato di salute del cooperante veneziano Alberto Trentini, recluso in carcere in Venezuela da oltre due mesi.

Una “prova certa” sulle buone condizioni è giunta attraverso un canale che tiene aperto un dialogo con le autorità venezuelane.

Un’informazione accolta con un sospiro di sollievo dai familiari che nelle scorse settimane avevano fatto appello al governo di interessarsi al suo caso, come avvenuto per la giornalista Cecilia Sala, e di impegnarsi per farlo tornare a casa. “Siamo pieni di speranza. La voglia di vederlo e di sentirlo è grande” ha commentato Armanda, la mamma del cooperante arrivato in Venezuela il 17 ottobre scorso per una missione con le ong Humanity e Inclusion e arrestato a un posto di blocco il 15 novembre mentre viaggiava da Caracas a Guasdalito. I genitori del quarantacinquenne da tempo sono mobilitati, con appelli ed altre iniziative, per accendere i riflettori sulla vicenda.

“Nessuna notizia ufficiale è mai stata comunicata da nessuna autorità Venezuelana né Italiana e di fatto, da quasi due mesi, nulla sappiamo sulle sorti di Alberto, tenuto anche conto che soffre di problemi di salute e non ha con sé le medicine né alcun genere di prima necessità”, avevano detto nelle scorse settimane spiegando che dal giorno del suo arresto nessuno era riuscito a vederlo o a parlare con lui.

Una situazione di totale black-out che aveva portato i parenti del cooperante veneto a chiedere l’intervento del Governo per “porre in essere tutti gli sforzi diplomatici possibili e necessari, aprendo un dialogo costruttivo con le istituzioni Venezuelane, per ripotare a casa Alberto e garantirne l’incolumità”.

Un appello per la sua liberazione è arrivato anche dai genitori di Giulio Regeni durante la trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’. “Chiediamo che il governo si dia una mossa perché è passato troppo tempo, non si sa dove sia. Vogliamo che torni a casa sano e salvo” ha detto Paola Deffendi, la mamma del ricercatore italiano ucciso in Egitto.
E nei giorni scorsi nella sua Venezia è stato organizzato un flash mob sul molo di piazzetta San Marco in cui è stato esposto uno striscione con la foto del giovane cooperante e l’hashtag #freealberto.

ansa.it




Il giallo di Piacenza. Aurora è stata spinta dal balcone ?

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imageLa ragazza 13enne, caduta dal terrazzo di casa lo scorso 25 Ottobre a Piacenza, non si sarebbe suicidata. Le ombre sul fidanzatino.

Per la morte di Aurora, la 13enne precipitata a Piacenza dal terrazzo del palazzo dove abitava con la madre, si delineano i foschi contorni di un omicidio.

Le lesioni sarebbero incompatibili con il suicido , ipotesi avanzata dal dottor Giovanni Cecchetto -medico legale dell’Università di Pavia- che ha eseguito gli esami autoptici sul corpo della ragazzina.

Le lesioni nella parte posteriore del cranio fanno pensare ad una caduta all’indietro, quindi una dinamica di spinta. Non come si era ipotizzato precedentemente, ad un gesto estremo di Aurora che in questo caso avrebbe dovuto gettarsi in avanti.

La ragazza presentava numerose fratture, compatibili con la caduta. Ma quelle letali, sono quelle alla testa che hanno provocato una morte immediata.

Le ombre di un omicidio volontario si palesano anche grazie ad alcune testimonianze di almeno tre persone che avrebbero assistito in lontananza, ad una discussione tra Aurora ed il fidanzato 15enne ora è in stato di custodia cautelare, disposto dal TRibunale per i minorenni di Bologna,  accusato di omicido volontario

Le ricostruzioni parlano di Aurora vista appesa alla ringhiera, mentre il ragazzo batteva con i pugni sulle sue mani, per farla cadere. Dettaglio fondamentale, poichè durante l’autopsia , sono state riscontrate delle lesioni proprio sulle nocche della povera Aurora

 




Gli italiani ufficialmente residenti all’estero sono sei milioni e mezzo

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italaini allesttero disegno di gabrela morzilli immagine7 e1676897152955 615x223Al 31 dicembre 2024 i cittadini italiani residenti all’estero erano 6.412.752, così ripartiti: in Europa 3.452.108; in America meridionale 2.073.614; in America settentrionale e centrale 558.467; in Africa, Asia, Oceania e Antartide: 328.563.

Questi dati emergono dalla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio in cui è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Interno che, di concerto con la il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministro della Giustizia, pubblica annualmente il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, basato sui dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente. (Inform)




Il Made in Italy va in crociera

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31federitalyFederitaly ha annunciato il lancio di un evento unico ed esclusivo che porterà le eccellenze del Made in Italy su una delle navi da crociera più prestigiose al mondo: MSC Grandiosa. Dal 5 al 12 ottobre 2025, infatti, la crociera attraverserà il Mediterraneo, facendo tappa nei porti di Italia, Spagna e Francia. Federitaly potrà così offrire il palcoscenico alle aziende italiane selezionate che presenteranno i propri prodotti e servizi a un pubblico internazionale di oltre 6000 passeggeri.
L’iniziativa è realizzata da Federitaly in collaborazione con MSC Crociere.
Le aziende selezionate potranno anche partecipare a eventi di networking con operatori e stakeholder di livello globale e promuovere così il Made in Italy in un’esperienza immersiva e coinvolgente.
“Con questo evento vogliamo portare il Made in Italy oltre i confini tradizionali, creando un’esperienza unica che unisce business, turismo e cultura – ha dichiarato Carlo Verdone, Presidente di Federitaly -. Federitaly continua la sua missione di valorizzazione delle eccellenze italiane con un’iniziativa che segnerà un nuovo capitolo nella promozione internazionale delle nostre imprese”. (aise)