“Quest’anno abbiamo esagerato”. La festa del tennis italiano da Mattarella, senza Sinner

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Ma nessuno parli di sgarbo istituzionale: “Ci mancherebbe. Abbiamo un presidente di tale livello che ha capito benissimo quali sono i problemi di Sinner. Abbiamo organizzato questa data proprio perché pensavamo fosse l’unica finestra possibile, ciò nonostante il festeggiato numero uno non è potuto venire”.

Al Colle sono salite le Nazionali del tennis italiano, femminile e maschile. I vincitori della BJK Cup e della Coppa Davis. La parola chiave è “squadra”. “L’aspetto più importante è che non è necessariamente la vittoria quella che suscita entusiasmo ma il modo in cui ci si impegna. Lo spirito di squadra, l’armonia all’interno dei gruppi, la collaborazione piena tra atleti e atlete”, dice il Presidente della Repubblica.

Questa è “una stagione semplicemente eccezionale con i successi della Coppa Davis e della Bjk Cup ottenuti a distanza di pochi giorni: il merito è delle ragazze e dei ragazzi, formidabili primi attori, capitanati da Tathiana Garbin e Filippo Volandri. Ci hanno emozionato e hanno emozionato il Paese”.

“La coppa Davis vinta per il secondo anno consecutivo. Si attende la terza vittoria di Davis, ma non è indispensabile subito…”.

“Quest’anno la Davis è felicemente accompagnata dalla coppa femminile, un successo straordinario- ha aggiunto il Capo dello Stato- Ho seguito entrambi gli eventi in modo attento e costante, complimenti davvero. Sono due successi straordinari, ma non unici: le Olimpiadi sono state un momento eccezionale con l’oro di Sara Errani e Jasmine Paolini nel doppio e il bronzo di Lorenzo Musetti nel singolo. Siete stati eccezionali, avete posto il tennis italiano ai vertici mondiali e al maggiore livello di popolarità e pratica nel nostro Paese: questo fa ben sperare per il futuro e per le nuove leve. Mai avremmo sperato di arrivare a questi risultati: per questo voglio ringraziarvi singolarmente. Mi auguro che questa abitudine si ripeta nel tempo”.

BINAGHI: “NON CE L’ABBIAMO FATTA A NON STRAVINCERE”

“Abbiamo esagerato”, scherza Binaghi. “Non ce l’abbiamo fatta a non stravincere. Tra i successi di questa stagione ci sono la Davis e la Bjk Cup, in passato vinti da altre nazioni grazie a un campione solitario. Ma è ben altro il valore quando si raggiunge un obiettivo grazie al gioco di squadra. È importante perché consente di dare un messaggio alle nuove generazioni e ci consente di far vedere al mondo come sappiamo fare squadra noi italiani quando vogliamo raggiungere un grande obiettivo”, dice il presidente della Federtennis.

“Il tennis in Italia è molto più importante di prima, più popolare e seguito. Noi abbiamo le idee chiare: vogliamo far crescere il tennis e questo sarà il nostro contributo per rendere il Paese migliore. Lo faremo facendo tutto il possibile perché queste imprese possano essere viste in televisione da tutti e con una azione capillare nelle scuole del Paese, dove andremo a insegnare tennis e padel”.

“Ci manca un unico grande sogno: a maggio organizzeremo a Roma insieme a Sport e Salute una memorabile edizione degli Internazionali: sono 50 anni che non vince un giocatore italiano.
Sarebbe fantastico vivere questa emozione con lei”. Non c’è molto da fare: Sinner non può non sentirsi evocato.

Ma è appunto una festa, e le polemiche sono sono state invitate. Per cui anche Malagò, non proprio il primo alleato politico di Binaghi, riconosce alla federazione la sua fetta di onori: “Anche alla Federazione tennis e padel e ad Angelo Binaghi va il merito di questi straordinari risultati, il presidente deve essere orgoglioso perché il tennis è diventato uno sport molto popolare, con la condivisione di tutti gli italiani e dell’opinione pubblica. Siamo molto orgogliosi di questa Federazione e di questi atleti, più che mai i numeri uno al mondo, con risultati mai ottenuti dall’Italia. In più c’è lo straordinario trionfo di Sinner agli Australian Open che ha impreziosito questa celebrazione”.

Dov’è Sinner? C’è. Anche se non c’è.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Oggi la Giornata della Memoria

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dimensionitop 1Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani si unisce oggi alla commemorazione della Giornata della Memoria, sottolineando l’importanza di mantenere viva la consapevolezza del peso e della gravità di quanto accaduto soprattutto a favore delle future generazioni, fra i giovani e nelle scuole, in modo che simili crimini non si verifichino mai più nella storia dell’umanità.

Come affermato dal Ministro in un videomessaggio trasmesso a tutta la rete diplomatico-consolare italiana e alle scuole italiane all’estero in occasione della Giornata, “la lotta contro l’antisemitismo è una priorità assoluta mia personale, del Governo e di tutto il Paese, da sempre impegnato a promuovere una cultura del rispetto e della coesistenza pacifica attraverso l’educazione, la memoria e la ferma difesa dei diritti umani”.

“Dobbiamo iniziare dalle scuole primarie per insegnare ad ogni bambino che non esiste la possibilità di odiare un’altra persona per il suo credo religioso. Ricordare è un dovere, agire è una responsabilità” ha proseguito Tajani.

I valori che ispirano la Costituzione italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono il radicale rifiuto delle ideologie totalitarie e razziste che hanno condotto agli orrori della seconda guerra mondiale. In concomitanza ai tragici eventi del 7 ottobre 2023, vi sono segnali di una crescente recrudescenza dell’antisemitismo in Europa e nel mondo, che si manifestano anche attraverso insensate aggressioni, molestie e in generale discorsi d’odio contro le persone di fede od origine ebraica.

Di fronte a queste allarmanti tendenze, l’Italia è determinata a restare sempre vigile e ad intensificare gli sforzi tesi a preservare la Memoria della Shoah. Il Ministro Tajani ha riaffermato l’impegno del nostro Paese nella lotta contro l’antisemitismo in diverse recenti occasioni, da ultimo durante la sua visita in Israele a inizio gennaio.

L’Italia rimane in prima linea nella lotta contro ogni forma di antisemitismo, a livello nazionale e internazionale, ribadendone la totale incompatibilità con i nostri valori e principi e condannando fermamente tutte le forme di negazionismo, di discriminazione e violenza contro la comunità ebraica.




Sondaggio Dire-Tecnè: Fdi in calo, ma resta il primo partito. Meloni la leader più gradita

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2164622112 0Fratelli d’Italia con il 29,5% resta stabilmente il primo partito nei consensi degli italiani, ma perde lo 0,3 in una settimana. È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 23 e il 24 gennaio. A seguire il Pd con il 23% (-0,1) e Forza Italia: anche gli azzurri perdono uno 0,2 e si attestano all’11,3%. In leggera risalita il Movimento 5 Stelle: è al 10,6% (+0,1). La Lega all’8,5% perde uno 0,1; poi Avs al 6,1% (+0,1). Azione al 2,8% (+0,1); Italia Viva al 2,2% cresce di uno 0,1, come +Europa, che sale al 2% (+0,1).

MELONI LEADER PIÙ GRADITA, SALE SCHLEIN

Giorgia Meloni e Antonio Tajani sono i leader politici più graditi agli italiani, seppur entrambi registrino un calo nell’ultima settimana, mentre sale l’apprezzamento per Elly Schlein e Giuseppe Conte.

Meloni scende al 46,1% (-0,3) e Tajani al 38,9% (-0,1). Schlein sale al 31,5% (+0,2) e Conte al 29,5% (+0,1). Seguono Matteo Salvini al 26,8% (-0,1); Emma Bonino al 20,1% che perde lo 0,1; mentre Carlo Calenda al 19,2% guadagna lo 0,1. Angelo Bonelli è al 16,1% (+0,1), Nicola Fratoianni stabile al 16,3% (+0,1%). Matteo Renzi sale al 13,9%: +0,1 rispetto alla settimana scorsa.

CALA FIDUCIA IN GOVERNO

È in calo il consenso degli italiani verso il governo presieduto da Giorgia Meloni, mentre cresce la sfiducia. La quota di chi ha fiducia nell’esecutivo è del 41,8%, con un calo dello 0,2 rispetto a sette giorni fa. Resta però un +1,6% rispetto allo scorso 20 dicembre. Non ha fiducia nel governo il 50,8% degli intervistati, in aumento dello 0,4 e in calo dell’1,9 sul mese. Chi “non sa” è il 7,4% in calo dello 0,2.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Ospedali italiani accoglieranno i primi 21 bambini palestinesi malati oncologici

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155925303 b65ab375 eb7c 4657 a59b ca3746cb3a53Nella riunione di oggi di “Food for Gaza” convocata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato affrontato a fondo il tema dell’assistenza sanitaria immediata da offrire alla popolazione della Striscia. Il Ministro è rientrato lunedì dalla Palestina con la richiesta di accogliere in Italia un primo gruppo di 21 bambini malati oncologici. Su questo stanno già lavorando alcune Regioni e Policlinici universitari, già mobilitati in azioni di assistenza internazionale.

La riunione odierna ha aperto una nuova fase dell’aiuto alla popolazione in Medio Oriente per una vera ricostruzione del tessuto sociale della Striscia, all’indomani del cessate il fuoco tra Israele e Hamas e dell’annuncio, da parte del Ministro Tajani, di un nuovo stanziamento da 10 milioni di Euro per interventi di emergenza in occasione dell’ultima missione in Israele e Palestina.

Il Ministro Tajani sarà al porto di Ashdod nelle prossime settimane, all’arrivo della nave che porterà i 15 camion donati al Programma Alimentare Mondiale e 15 tonnellate di nuovi aiuti sanitari di emergenza.

Alla riunione ha partecipato la Ministra dell’Università Annamaria Bernini, innanzitutto per il coinvolgimento dei Policlinici universitari. Sono intervenuti il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio; il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, in rappresentanza dell’ANCI; il Delegato per la cooperazione internazionale della Regione Emilia-Romagna Luca Rizzo Nervo, anche in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; il Vice Direttore Generale della FAO Maurizio Martina; la Direttrice internazionale di Croce Rossa Italiana Roberta Fusacchia; il responsabile di dipartimento del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite Dominik Heinrich.

La Rettrice dell’Università di Roma La Sapienza Antonella Polimeni ha indicato un primo piano di azione nel settore sanitario, al quale lavoreranno i Policlinici universitari che saranno coinvolti.

Inizialmente gli Atenei italiani vorrebbero proporre un progetto che ha come obiettivo generale quello di fornire supporto alle necessità della popolazione materno-infantile di Gaza e che prevede:

  1. invio di personale medico-sanitario specializzato (igienisti/infettivologi, ginecologi-ostetrici, chirurghi, ortopedici, neurologi/psichiatri, gastroenterologi, psicologi, nutrizionisti, infermieri, mediatori culturali in ambito sanitario, ecc.) che, in equipe multidisciplinare, possa fronteggiare le esigenze della popolazione materno-infantile di Gaza;
  2. installazione in loco di sistemi informatici che consentano un contatto continuo (telemedicina, teleconsulto, ecc.) tra la popolazione di Gaza, gli operatori locali e gli specialisti di Sapienza allo scopo di sostenere l’assistenza e tracciare, momento per momento, le necessità della popolazione;
  3. promozione di campagne di raccolta fondi, farmaci, dispositivi medici da inviare al personale che opera a Gaza.

Il contesto attuale di Gaza è quello di una situazione “post-bellica”, caratterizzata da una larga distruzione fisica dei luoghi di servizio, associata ad instabilità delle forniture essenziali a beneficio di una popolazione sostanzialmente delocalizzata (Internally Displaced People). In tale contesto è essenziale mettere in atto interventi mirati alla prevenzione di epidemie (come malattie legate all’acqua, malattie infettive contagiose prevenibili con vaccinazione, malattie cutanee, ecc.).




Venezuela. Caso Trentini, il governo: “Massima attenzione, ma serve discrezione”

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foto singola sito 2025 01 15t080039.756 1024x576“Questa mattina si è svolta a Palazzo Chigi una riunione dedicata alla situazione del connazionale Alberto Trentini, operatore umanitario detenuto in Venezuela, insieme ad altri sette cittadini italo-venezuelani recentemente arrestati. All’incontro hanno preso parte il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, i vertici dell’Intelligence e il capo della Polizia, Vittorio Pisani. Il ministero degli Affari Esteri e l’ambasciata italiana a Caracas stanno seguendo il caso di Alberto Trentini con la massima attenzione fin dall’inizio, attivando tutti i canali possibili per garantire una soluzione positiva e tempestiva. Il governo ribadisce la necessità di mantenere la massima discrezione da parte della stampa al fine di favorire il buon esito della vicenda.

Nel corso della riunione, il ministro Tajani ha avuto una conversazione telefonica con la madre di Alberto Trentini per esprimere vicinanza e rassicurarla sull’impegno delle istituzioni.

L’OPPOSITRICE BETTY GROSSI: “E’ STATO SFORTUNATO”

“Credo che Alberto Trentini sia soltanto stato sfortunato, perché si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato; e poi è straniero, più facilmente sospettato e a rischio“. A parlare con l’agenzia Dire è Betty Grossi, oppositrice italo-venezuelana, per oltre due anni detenuta all’Helicoide, la sede del Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional (Sebin).

Secondo quanto riferito dai familiari di Trentini, che ha un passato da cooperante per lo sviluppo in America latina, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano, l’italiano era giunto a Caracas il 17 ottobre. Il 15 novembre era stato fermato a un posto di blocco mentre si stava recando in missione a Guasdalito, insieme con l’autista della ong per cui lavorava, Humanity & Inclusion, già Handicap International.

Del tutto differente la vicenda di Grossi, che è impegnata non in progetti di sviluppo ma in politica. L’oppositrice è stata scarcerata nel 2017 insieme con gli attivisti Andrea Gonzalez e Dany Abreu, il primo anche cittadino spagnolo, il secondo anche portoghese. La detenzione dei tre aveva seguito accuse a loro carico di aver pianificato un attentato contro la figlia di Diosdado Cabello, figura di spicco del governo del presidente Nicolas Maduro, al potere a Caracas dal 2013.

La tesi di Grossi è che Trentini, pur essendo innocente, sia stato vittima di un contesto politico segnato da “anni di repressione” in un periodo particolarmente delicato, tra le elezioni del luglio scorso e il nuovo giuramento del capo dello Stato del 10 gennaio: una fase segnata a più riprese da manifestazioni di piazza con anche proteste e disordini.

Ieri Tajani ha riferito di aver chiesto all’incaricato di affari che Caracas garantisca l’assistenza consolare al 45enne e che lo scarceri al più presto. “Ci sono anche altri otto detenuti italo-venezuelani nelle carceri in Venezuela” ha detto il ministro. “Abbiamo ribadito la richiesta della liberazione del nostro concittadino e degli altri prigionieri politici”.

Ad alimentare le tensioni bilaterali è il mancato riconoscimento della rielezione di Maduro da parte di Roma, nonostante l’esito del voto sia stato confermato a Caracas dalla Corte suprema di giustizia. L’Italia ha assunto la posizione degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, condivisa dal Parlamento Ue ma non da tutti i governi europei, secondo la quale il vero vincitore del voto del luglio scorso sarebbe stato Edmundo Gonzalez Urrutia.

Rispetto al caso di Trentini, Grossi dice di far riferimento alla propria esperienza. “Essendo innocente”, sottolinea, “lo terranno segregato senza che possa comunicare o dare notizie ancora per un po’”. Preoccupazione, nella consapevolezza della necessità della massima cautela, è condivisa con l’agenzia Dire da più operatori impegnati nel mondo della cooperazione.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Musk è intervenuto per liberare Cecilia Sala, dice il New York Times

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foto singola sito 2025 01 09t082638.101 1024x576Quando Cecilia Sala “è stata arrestata in Iran a dicembre, il suo fidanzato a casa temeva che potesse restare in prigione per anni. Così, mentre si vociferava che Iran e Italia stessero negoziando uno scambio di prigionieri che coinvolgeva gli Stati Uniti ha deciso di provare a far arrivare un messaggio a qualcuno che avrebbe potuto essere in grado di aiutarla. Il suo nome era Elon Musk“. Lo scrive il New York Times, che ricostruisce una parte della trattativa che ha portato alla liberazione della giornalista italiana. L’innesco, scrive l’autorevole quotidiano americano, sarebbe appunto Daniele Raineri, anche lui esperto inviato di guerra che adesso lavora per Il Post.

Alla conferenza stampa di inizio-fine anno, Giorgia Meloni ha detto di non conoscere l’eventuale ruolo di Musk nel rilascio di Sala: “Se ha avuto un ruolo, non ne sono a conoscenza”. Ma secondo il New York Times Musk “un mese prima dell’arresto della giornalista aveva avuto un incontro segreto con l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite”.

Musk, continua il Nyt, “ha contribuito a garantire il rilascio di Sala contattando l’ambasciatore iraniano presso l’ONU, Amir Saeid Iravani, secondo due funzionari iraniani, uno dei quali è un diplomatico senior del Ministero degli Esteri, entrambi a conoscenza dei termini dello scambio di prigionieri”.

“Come il signor Musk, un attore sempre più attivo, seppur non accreditato, sulla scena mondiale dopo la vittoria di Trump, sia arrivato a sposare la causa del giornalista resta poco chiaro. È vicino al primo ministro italiano, Giorgia Meloni, che si è recata a Mar-a-Lago , la tenuta di Trump in Florida dove il signor Musk è un cliente abituale, e ha incontrato il presidente eletto il 4 gennaio”.

Meloni ha detto in una conferenza stampa la scorsa settimana che il rilascio della Sig.ra Sala è stato il risultato di un “complesso lavoro di triangolazione diplomatica con l’Iran, e ovviamente anche con gli Stati Uniti d’America”. Il suo ufficio e il Ministero degli Esteri italiano hanno rifiutato di commentare l’articolo del New York Times.

Un alto funzionario dell’amministrazione Biden conferma che il governo americano non è stato consultato sui negoziati, non ha ricevuto alcuna informazione in anticipo sui rilasci e ha disapprovato l’accordo. John Kirby, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, ha affermato che l’accordo è stato “una decisione italiana dalla A alla Z”.

“L’ambiguità – continua il Nyt – evidenzia il ruolo insolito che Musk ha svolto mentre sedeva al fianco del signor Trump, sostenendo i partiti di estrema destra in Europa, mentre continuava a promuovere i suoi interessi commerciali all’estero. L’Italia, ad esempio, sta attualmente esplorando un potenziale accordo con SpaceX. E Meloni è stata una delle alleate europee sempre presenti di Musk, ospitandolo alla conferenza del suo partito nel 2023 e partecipando a un gala con lui lo scorso ottobre”.

“Al momento del viaggio di Meloni a Mar-a-Lago, il compagno di Sala, Daniele Raineri, aveva già cercato l’aiuto di Musk tramite un intermediario, ha detto. In un’intervista Raineri ha detto di aver pensato a lui perché aveva letto che c’era “un canale tra Musk e i diplomatici iraniani, e che Musk lavora anche a stretto contatto con Trump”.

Raineri ha dichiarato di aver inviato un messaggio il 29 dicembre a un esperto informatico italiano e socio del signor Musk per chiedergli se poteva portare il caso Sala all’attenzione del miliardario e chiedere il suo aiuto. L’informatico, Andrea Stroppa, ha dichiarato in un’intervista che Musk accolto la richiesta, ma che non sa se fosse stato coinvolto nel caso.

“A novembre, poche settimane prima dell’arresto di Sala, Musk aveva per più di un’ora l’ambasciatore iraniano nella sua residenza a Manhattan, per discutere di come allentare le tensioni tra Teheran e Washington”.

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È morto Oliviero Toscani. Il fotografo aveva 82 anni

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Addio a Oliviero Toscani. A dare l’annuncio della morte del fotografo è stata la sua famiglia con una nota su Instagram: “Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia”.

Toscani, 82 anni, era ricoverato da venerdì mattina in rianimazione all’ospedale di Cecina. Il fotografo di fama internazionale, era affetto da due anni da una malattia rara e incurabile, l’amiloidosi: era stato lo stesso Toscani, in agosto, a rendere pubblica la notizia.

UNA VITA STRAORDINARIA

Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Oliviero Toscani è stata una figura iconica della fotografia e della comunicazione visiva. Figlio del fotoreporter Fedele Toscani, ha mostrato sin da giovanissimo un talento naturale per l’obiettivo. Dopo essersi diplomato in fotografia all’Università delle Arti di Zurigo nel 1965, Toscani ha lavorato per alcune delle più prestigiose riviste di moda, tra cui Vogue , Elle e Harper’s Bazaar .

Toscani ha lasciato un segno indelebile nel mondo della pubblicità, soprattutto grazie alla sua collaborazione con il marchio Benetton, iniziata negli anni Ottanta. Le sue campagne, spesso provocatorie, hanno affrontato temi di grande rilevanza sociale, come l’uguaglianza razziale, la lotta all’AIDS e la pena di morte, suscitando al contemporaneo ammirazione e controversie.

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Meloni: da Maduro inaccettabile repressione

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File source: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Palazzo_Chigi_-_Roma_(2010).jpg

“Le notizie che arrivano dal Venezuela rappresentano un altro inaccettabile atto della repressione del regime di Maduro, di cui non riconosciamo la proclamata vittoria elettorale”. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel giorno in cui è previsto l’insediamento di Maduro.
“Intendiamo continuare a lavorare per una transizione democratica e pacifica. Le legittime aspirazioni di libertà e democrazia del popolo venezuelano devono finalmente trovare realizzazione”, conclude la Premier.
Le ultime notizie che arrivano dal Paese hanno registrato ieri l’arresto – lampo della leader dell’opposizione María Corina Machado, che, dopo 133 giorni di clandestinità, si è presentata ad una protesta a Caracas. Arrestata, è stata liberata poco dopo.
Da questa mattina, inoltre, il Venezuela ha chiuso i suoi confini con la Colombia: il governatore regionale di Tachira, Freddy Bernal, ha spiegato che la decisione è stata presa da Maduro in seguito a “informazioni su un complotto internazionale per disturbare la pace dei venezuelani” in occasione delle cerimonie di insediamento. La chiusura dei confini durerà tre giorni. (aise) 




Cecilia Sala racconta la sua prigionia: “Temevo di non reggere più”

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foto singola sito 2025 01 09t082638.101 1024x576Dopo più di 20 giorni di prigionia in Iran Cecilia Sala è a casa. Da ieri la giornalista è finalmente in Italia da cittadina libera dopo aver trascorso giorni terribili nella prigione di massima sicurezza di Evin, a Teheran. Ai Carabinieri del Ros, ieri sera, ha raccontato tutti quei giorni di prigionia e le condizioni di detenzione.

A fare un primo resoconto, così come riporta Repubblica, è la stessa Sala in uno dei suoi popolari podcast: “Temevo davvero di non reggere più“, confessa. Nella prigione “avevo perso il senso del tempo, non sapevo più quando era giorno e quando era notte“. La 29enne è stata, infatti, chiusa in una cella di isolamento dove non veniva mai spenta la luce, una cella “stretta e alta, senza letto, con una lampada sempre accesa e una piccola finestrella sul soffitto da cui passava l’aria ma che neanche riuscivo a vedere. Il pranzo e la cena “manciate di datteri e poco altro, che una mano mi passava dalla feritoia della porta“.

“Ho chiesto una Bibbia– racconta- presumevo che potesse essere un libro che ad Evin avevano in inglese. E perché comunque la Bibbia è un libro molto lungo…”. Un libro che comunque non le è mai arrivato, così come i suoi occhiali e i beni di prima necessità che non le sono mai stati consegnati.

Due giorni fa “mi hanno spostato in una cella più grande e mi hanno portato gli occhiali.
Ero insieme a una donna iraniana che non parlava una parola di inglese, quindi indicavamo gli oggetti nella stanza, lei ne diceva il nome in farsi e io in inglese”. E poi la consegna di un libro, ‘Kafka sulla spiaggia’ di Haruki Murakami, e la possibilità di chiamare a casa: “Daniele (Raineri, il compagno, ndr), compralo anche te, nella stessa edizione, così lo possiamo leggere insieme, seppure a distanza”.

Nella mattina di ieri la notizia della sua liberazione e le sue prime parole in un messaggio vocale indirizzato ai suoi colleghi di Chora News: “Ciao, sono tornata”. E poi, l’abbraccio al collega e compagno Daniele Raineri, alla madre Elisabetta Vernoni e al padre Renato Sala. Cecilia è a casa.

 

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Cecilia Sala: l’atterraggio, gli abbracci, le sue parole

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cecilia sala abbracci 1024x576“Cecilia Sala è da poco atterrata all’aeroporto di Ciampino. Scesa dall’aereo è corsa ad abbracciare il suo compagno, Daniele Raineri“: Choramedia ‘ruba’ le immagini del primo abbraccio della giornalista tornata oggi in Italia dopo la detenzione in Iran e annuncia il racconto delle ultime 24 ore di Cecilia Sala nell’ultima puntata del suo podcast, Stories. Dopo il primo abbraccio, è seguito quello commosso con i genitori. Le prime parole di Cecilia Sala al padre, Renato Sala, come riferite da lui stesso ai giornalisti sono state: “Papà ti voglio bene, finalmente questa parentesi si è chiusa”.

Quindi l’incontro commosso con Giorgia Meloni, che ha accolto la giornalista a Ciampino. “Adesso devi solo stare serena, non dire niente. Sono qui per ringraziarti e per dirti che sei stata forte”, queste le parole riferite della Premier. “Grazie”, le ha risposto la giornalista, anche unendo le mani in segno di ringraziamento più volte. La presidente del Consiglio le ha risposto, sorridendo: “E figuriamoci”.

“La giornalista era stata arrestata a Teheran lo scorso 19 dicembre- scrive in un post Chorma Media che ricostruisce brevemente la vicenda- e da allora detenuta in isolamento nella prigione di Evin, in Iran, nota per essere il carcere destinato ai dissidenti politici. Cecilia Sala era partita il 12 dicembre da Roma per l’Iran con un regolare visto giornalistico e le tutele previste per una giornalista in trasferta. Durante il suo soggiorno aveva condotto una serie di interviste e realizzato tre puntate del podcast Stories di Chora News. Da quel momento è iniziata l’attività delle autorità italiane, che si è conclusa questa mattina con la sua liberazione”.

MELONI: “BENTORNATA CECILIA!”

“Bentornata Cecilia!”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, postando la foto in cui è ritratta mentre stringe la mano a Cecilia Sala pochi minuti dopo il rientro della giornalista in Italia da Teheran.

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