Il miracolo di San Gennaro: attesa e apprensione per la mancata liquefazione del sangue
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
MONSIGNOR DOMENICO BATTAGLIA ARCIVESCOVO DI NAPOLI DURANTE LA CELEBRAZIONE DELLA LIQUEFAZIONE DEL SANGUE DI SAN GENNARO IN DUOMO
Si rinnova l’attesa per uno degli eventi più iconici e sentiti della tradizione napoletana: il miracolo di San Gennaro. Tuttavia, la liquefazione del sangue del santo patrono, prevista per oggi, non si è ancora verificata, suscitando apprensione tra i fedeli e curiosità in tutta Italia.
TRE VOLTE ALL’ANNO
Il rito del miracolo di San Gennaro si ripete tre volte l’anno: il 19 settembre, data della festa del santo; il sabato che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle sue reliquie; e il 16 dicembre, in commemorazione dell’eruzione del Vesuvio del 1631, quando il sangue del santo fermò simbolicamente la lava, salvando la città.
TRA FEDE E SIMBOLISMO
Il fenomeno della liquefazione è considerato dai fedeli un segno di buon auspicio. Al contrario, la mancata liquefazione viene spesso interpretata come un presagio di sventure o difficoltà per la città di Napoli. Nel corso della storia, episodi di mancata liquefazione sono stati associati a eventi tragici, come guerre o calamita naturali, alimentando il carattere quasi profetico di questo rituale.
IL RITO DI OGGI
Questa mattina, presso la Cappella del Tesoro del Duomo di Napoli, l’abate Vincenzo De Gregorio ha guidato il consueto rito solenne alla presenza di centinaia di fedeli accorsi per assistere al miracolo. La teca è stata prelevata alle 9, prima dell’inizio della messa. Alle 10.03, il sangue era ancora solido.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Bufera sugli aumenti degli stipendi ai ministri non parlamentari: ecco chi sono e quanto guadagnerebbero
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Un fiume in piena di dichiarazioni, battute dalle agenzie di stampa in tutta la giornata di ieri.
Continua a far discutere l’emendamento alla manovra, presentato in Commissione Bilancio, che prevede un incremento degli stipendi per 17 membri del governo non eletti in Parlamento: otto ministri e undici tra viceministri e sottosegretari.
I capi di dicastero a beneficiarne sarebbero quindi Abodi, Calderone, Crosetto, Giuli, Locatelli, Piantedosi, Schillaci, Valditara.
Il ‘ritocco retributivo’ – circa 7.193 euro al mese, oltre a 1.200 euro annui per spese di viaggio – punta a equiparare le loro retribuzioni a quelle dei colleghi parlamentari.
Ma l’iniziativa, definita dall’opposizione come un “regalo di Natale” per pochi privilegiati, ha acceso le polemiche.
LE POSIZIONI DI CROSETTO E VALDITARA
Mentre diversi esponenti governativi restano in silenzio, alcuni ministri hanno deciso di commentare. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto in maniera diretta: “Mi è indifferente, ma quei parlamentari che criticano queste cifre mi fanno sorridere”. Crosetto ha aggiunto: “Chi rappresenta il popolo italiano deve essere tutelato anche economicamente, ma non sono stato io a chiedere questo emendamento”.
Di opinione diversa è il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha scelto di non usufruire dell’aumento: “Non intendo utilizzare questa opportunità”.
Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, (uno dei potenziali destinatari della misura) ha espresso una posizione personale, definendo il tema tutt’altro che indifferente, ma preferendo non alimentare ulteriormente la polemica.
DURE LE OPPOSIZIONI
Dal fronte delle opposizioni, le critiche sono durissime.
Tuona la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Mentre con una mano aumentano gli stipendi ai ministri, con l’altra bloccano il salario minimo. Che non si dica che questo Governo non sa scegliere le priorità…”. “Il presidente del Senato, Ignazio La Russa- ha proseguito Schelin- ha detto di ‘aver sentito’ che il salario minimo danneggerebbe 20 milioni di lavoratori. Ma sentito da chi? La Russa esca dalle chat di fake news di Trump e Musk”.
Giuseppe Conte accusa la maggioranza di “gettare la maschera”, evidenziando l’apparente paradosso tra l’aumento degli stipendi per pochi e il rifiuto di misure più popolari, come l’aumento delle pensioni minime. “In che mondo vivono?” ha tuonato il leader dei Cinque Stelle.
Il Co-Portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli: “Il governo Meloni, con il favore delle tenebre, riscrive la manovra economica aumentando lo stipendio ai ministri e regalando alle società di distribuzione dell’energia elettrica la proroga della concessione per altri 40 anni: una vera beffa se si considera che le gare ci sarebbero dovute fare nel 2025”.
Bonelli prosegue: “Il governo dei privilegi per i più forti, ancora una volta non si smentisce, e regala soldi a banche, costruttori, lobby energetiche e spende 15 miliardi di euro di fondi pubblici per il ponte sullo stretto. Tutto questo accade mentre i salari reali in Italia mentre gli stipendi degli italiani sono scesi a livelli ante 1990, con la povertà assoluta che ha ormai raggiunto la cifra record di 5,7 milioni di persone e con 2,5 milioni di cittadini che rinunciano a curarsi a cosa delle loro condizioni economiche e per il dramma delle liste di attesa. Una vera vergogna”, conclude Bonelli.
LA POSIZIONE DI PALAZZO CHIGI
A complicare il quadro, l’assenza di una posizione ufficiale da parte di Palazzo Chigi, che avrebbe preferito evitare un simile clamore mediatico. Secondo fonti vicine al governo, l’emendamento non sarebbe stato ideato dalla Presidenza del Consiglio, ma frutto di una spinta parlamentare. Alcuni ministri avrebbero appreso della misura direttamente dai giornali, sottolineando come l’argomento non sia mai stato discusso in Consiglio dei Ministri.
Fonti del Ministero dell’Economia hanno confermato che il tema era in discussione da tempo, descrivendo la soluzione adottata come “la meno dispendiosa”.
Tuttavia, il clima di incertezza e la pressione mediatica potrebbero spingere il Governo a valutare un possibile ritiro o una revisione dell’emendamento.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Sondaggio: Meloni leader più “gradita”, ma cresce Schlein
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Giorgia Meloni e Antonio Tajani sono i leader politici più graditi agli italiani, con il consenso per la premier al 43,8%, in discesa di uno 0,1% rispetto a una settimana fa e di 0,3% al mese scorso, e quello per il leader di Fi al 37,7% che sale di 0,1% sulla settimana e dello 0,2% sul mese.
Elly Schlein è al 31,3%, sempre in terza posizione, con un +0,2% nell’ultima settimana e +0,9% sul mese. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 12 e il 13 dicembre 2024.
Troviamo poi Giuseppe Conte, forte di un 29,6% dei consensi con un -0,1% sulla settimana e un +0,2% sul mese. Alle sue spalle Matteo Salvini con il 26,5%, con un +0,1 sulla settimana e sul mese.
Emma Bonino è stabile al 20,4%, mentre Carlo Calenda è al 18,8% guadagnando lo 0,1% sulla settimana e perdendo lo 0,3% sul mese. Angelo Bonelli insegue con il 16,4%, registrando un -0,1% sulla settimana e un -0,2 sul mese. Nicola Fratoianni ha il 16,4% dei consensi, +0,1% sulla settimana e sul mese. Chiude Matteo Renzi che ha la fiducia del 14,2%, -0,1 sulla settimana e -0,3% sul mese.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Sorteggi qualificazioni Mondiali 2026, l’Italia affronterà la Slovacchia o la Norvegia. Tutti i gironi
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Se gli azzurri batteranno la Germania a marzo finiranno nel gruppo A con Slovacchia, Irlanda del Nord e Lussemburgo. In caso di sconfitta nel gruppo I con Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia.
L’Italia ha due binari pronti per andare ai Mondiali 2026. In caso di successo sulla Germania, a marzo in Nations League, gli Azzurri andrebbero nel gruppo A delle qualificazioni, con Slovacchia, Irlanda del Nord e Lussemburgo. In caso di sconfitta con i tedeschi invece finirebbero nel gruppo I da cinque squadre, con Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia.
Questi i gironi sorteggiati finora:
Gruppo A: VINCENTE Germania-Italia, Slovacchia, Irlanda del Nord, Lussemburgo
Gruppo B: Svizzera, Svezia, Slovenia, Kosovo
Gruppo C: Perdente Portogallo-Danimarca, Grecia, Scozia, Bielorussia
Gruppo D: Vincente Francia-Croazia, Ucraina, Islanda, Azerbaigian
Gruppo E: Vincente Spagna-Olanda, Turchia, Georgia, Bulgaria
Gruppo F: Vincente Portogallo-Danimarca, Ungheria, Irlanda, Armenia
Gruppo G: Perdente Spagna-Olanda, Polonia, Finlandia, Lituania, Malta
Gruppo H: Austria, Romania, Bosnia, Cipro, San Marino
Gruppo I: PERDENTE Germania-Italia, Norvegia, Israele, Estonia, Moldavia
Gruppo J: Belgio, Galles, Macedonia del Nord, Kazakistan, Liechtenstein
Gruppo K: Inghilterra, Serbia, Albania, Lettonia, Andorra
Gruppo L: Perdente Francia-Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Far Oer, Gibilterra
Agenzia DIRE – www.dire.it
Piazza Fontana, quel 12 dicembre di 55 anni fa
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
“La strage che, 55 anni or sono, colpì Milano, a Piazza Fontana, fu espressione del tentativo eversivo di destabilizzare la nostra democrazia, imprimendo alle Istituzioni una torsione autoritaria. Una ferita nella vita e nella coscienza della nostra comunità, uno squarcio nella storia nazionale“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a 55 anni dall’attentato in cui persero la vita 17 persone.
“Il 12 dicembre 1969 fu una giornata in cui i terroristi intendevano produrre una rottura nella società italiana, con ordigni fatti esplodere anche a Roma, generando caos e generalizzazione della violenza. La Repubblica è vicina ai familiari delle vittime e sente il dovere della memoria”, aggiunge il capo dello Stato.
Dopo la strage di Piazza Fontana a Milano, avvenuta il 12 dicembre del 1969, “il popolo italiano superò una prova terribile. Fu anzitutto l’unità in difesa dei valori costituzionali a sconfiggere gli eversori e a consentire la ripresa del cammino di crescita civile e sociale. Milano fu baluardo e tutto il Paese seppe unirsi. Preziosa eredità e, al tempo stesso, lezione permanente giacché non era scontato”.
Alla strage di Piazza Fontana “seguirono tentativi di depistaggio e di offuscamento della realtà.
L’impronta neofascista della strage del ’69 è emersa con evidenza nel percorso giudiziario, anche se deviazioni e colpevoli ritardi hanno impedito che i responsabili venissero chiamati a rispondere dei loro misfatti”.
“La pressante domanda di verità da parte dei cittadini ha sostenuto l’impegno e la dedizione di uomini delle Istituzioni, consentendo di ricomporre il criminale disegno e le responsabilità”, sottolinea il capo dello Stato, secondo il quale “verità e democrazia hanno un legame etico inscindibile. Aver ricostruito la propria storia, anche laddove essa è più dolorosa, è stata condizione per trasmettere il testimone alle generazioni più giovani, a cui tocca ora proseguire il percorso di civiltà aperto dai nostri padri nella lotta di Liberazione e nella Costituzione”.
“Sono trascorsi 55 anni dall’attentato di Piazza Fontana a Milano quando una violenta esplosione devastò la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, provocando morte e distruzione. Il terrorismo stragista sacrificò vittime innocenti nel tentativo di minare le fondamenta della Repubblica e le sue libertà. Con un attacco vile e sanguinario al cuore della nostra democrazia ebbe inizio una lunga stagione terroristica a cui il nostro Paese, unito nei fondamentali valori costituzionali che lo ispirano, seppe reagire con decisione, difendendo cittadini e istituzioni dalla violenza eversiva che li minacciava”. Lo dichiara il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Oggi, come ogni giorno, abbiamo il dovere di farne memoria, di ricordare quanto accaduto, per consegnare al futuro l’impegno e la passione civile di tutti coloro che, in tempi bui, lottarono per custodire l’Italia libera e democratica. In questo giorno di raccoglimento e dolore rinnovo la mia solidarietà alle famiglie di chi perse la vita”, conclude il titolare del Viminale.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Censis 2024: “Per il 57% degli italiani gli stili di vita dei migranti sono una minaccia”.
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Per il rapporto il 38% teme il loro arrivo e il 57% ritiene che “l’italianità” si acquisisca solo dalla discendenza diretta dei propri antenati
Il velo integrale imposto alle donne o la separazione di uomini e donne negli spazi pubblici spaventano la maggioranza degli italiani: lo rivela il Rapporto Censis 2024 da cui emerge che l’arrivo di persone con culture molto diverse dalla propria rappresenti- ancora- un elemento destabilizzante per i cittadini di nazionalità italiana.
Infatti per il report “il 57,4% degli italiani si sente minacciato da chi vuole radicare nel nostro Paese regole e abitudini contrastanti con lo stile di vita italiano consolidato, come ad esempio la separazione di uomini e donne negli spazi pubblici o il velo integrale islamico”. Non solo: per il 38,3% degli italiani anche l’ingresso nel Paese dei migranti rappresenta una minaccia. E ancora: il 29,3% prova ostilità per chi è portatore di una concezione della famiglia divergente da quella tradizionale, il 21,8% vede il nemico in chi professa una religione diversa, il 21,5% in chi appartiene a una etnia diversa, il 14,5% in chi ha un diverso colore della pelle, l’11,9% in chi ha un orientamento sessuale diverso. “Se il ceto medio si sfibra, il Paese non è più immune al rischio delle trappole identitarie”: è la motivazione fornita al tenore delle risposte dal Censis.
“ITALIANITÀ? PER IL 57% SOLO CON DISCENDENZA DIRETTA”
Sulla stessa linea d’onda le risposte ai quesiti sulla cittadinanza. Mentre infatti il dibattito politico si arrovella sui criteri normativi da adottare per regolare la sua acquisizione, il 57,4% degli italiani ritiene che “l’italianitàsia cristallizzata e immutabile”, definita dalla discendenza diretta da progenitori italiani, per il 36,4% è connotata dalla fede cattolica, per il 13,7% è addirittura associata a determinati tratti somatici.
“L’ITALIA È IL PRIMO PAESE DELL’UE PER IL NUMERO DI CITTADINANZE CONCESSE”
In controtendenza, i numeri reali dell’integrazione. Negli ultimi dieci anni infatti sono stati integrati quasi 1,5 milioni di nuovi cittadini italiani, che prima erano stranieri. Così conferma il rapporto Censis, che continua: L’Italia si colloca al primo posto tra tutti i Paesi dell’Unione europea per numero di cittadinanze concesse (213.567 nel 2023). Con un numero molto più alto delle circa 181.000 in Spagna, 166.000 in Germania, 114.000 in Francia, 92.000 in Svezia, le acquisizioni della cittadinanza italiana nel 2022 ammontavano al 21,6% di tutte le acquisizioni registrate nell’Ue (circa un milione). E il nostro Paese è primo anche per il totale cumulato nell’ultimo decennio (+112,2% tra il 2013 e il 2022).
Agenzia DIRE – www.dire.it
Italia. Smantellata organizzazione neonazista
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
In queste ore la Polizia sta eseguendo in tutta Italia “12 misure cautelari in carcere, emesse dal gip di Bologna su richiesta della Procura del capoluogo emiliano, nei confronti di altrettanti membri del gruppo suprematista e neonazista ‘Werwolf Division’“. Lo fa sapere la Questura bolognese, precisando che “contestualmente sono in corso altre 13 perquisizioni domiciliari”.
I reati contestati sono “associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco”. L’operazione è coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione.
Sono in tutto 25 gli indagati, di età compresa tra i 19 e i 76 anni e alcuni dei quali già sottoposti a perquisizione dalle Digos di Bologna e di Napoli nel maggio del 2023.
25 perquisizioni a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena, Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste, Vercelli e Vicenza”. L’organizzazione, si legge in una nota diffusa dalla Questura bolognese, era attiva “anche in rete sulla piattaforma Telegram ‘Werwolf Division’”.
I 25 indagati sono accusati di “avere, a vario titolo, promosso, organizzato e preso parte all’associazione ‘Werwolf division’, successivamente rinominata ‘Divisione Nuova alba’”, che “seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella loro espressione più estrema dell’accelerazionismo, e basandosi anche sulla negazione e sull’apologia della Shoah, mirava a sovvertire l’attuale ordinamento per instaurare uno Stato etico ed autoritario incentrato sulla ‘razza ariana’, anche con il progetto di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni”. I provvedimenti eseguiti oggi giungono al termine di “una complessa attività investigativa svolta negli ultimi due anni”.
L’inchiesta nasce dagli “accertati contatti tra alcuni dei vertici dell’organizzazione con i leader di un’altra associazione sovversiva di stampo negazionista e suprematista denominata ‘Ordine di Hagal’, attiva sul territorio nazionale e disarticolata a fine 2022 dalla Digos di Napoli”. Il nome del sodalizio evoca le ‘Werwolf Division’ naziste, costituite negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale per compiere atti di sabotaggio e di guerriglia contro gli Alleati.
Inoltre, gli indagati odierni- incardinati in una struttura marcatamente verticistica- “si distinguevano per ruoli, dal ‘Comandante’ all”Editore’ e all’Istruttore’”.
Sulla base delle attività investigative delle Digos è stato ricostruito che “il gruppo ‘segreto, composto da pochi camerati validi e fedeli… pronti ad agire’, svolgeva la propria attività di propaganda e reclutamento di ‘Nuovi uomini e donne pronti alla rivoluzione’ sia attraverso i gruppi Telegram ‘Werwolf Division Discussioni’ e ‘Movimento Nuova Alba’- quest’ultimo ancora più ristretto e nato in un secondo momento per occultare i progetti più violenti e strumentale anche alla formazione di ‘guerrieri’- sia con incontri in ‘real life’, certificati dagli inquirenti, e volantinaggi svolti nel bolognese”.
A quest’ultimo riguardo, si legge, è risultato “particolarmente allarmante un volantino diffuso sul territorio emiliano nel 2022, rinvenuto dalla Digos e definito dai militanti ‘esplosivo’”. In questo volantino, raffigurante “l’immagine di un uomo con la cosiddetta skullmask e armato con accanto il simbolo nazista del sole nero”, era riportata “una citazione dell’estremista di destra francese Dominique Venner, che recita: ‘Nulla sarà compiuto finché i germi del regime [liberale] non saranno sradicati fino all’ultima radice. Per questo bisogna distruggere la sua organizzazione politica, abbattere i suoi idoli e i suoi dogmi, eliminare i suoi padroni noti e quelli occulti, mostrare al popolo come è stato tradito, sfruttato e insozzato. Infine, ricostruire…’”, il tutto “a firma ‘Werwolf Division’, con il link al canale”.
Tutti questi elementi investigativi hanno, quindi, “portato all’adozione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bologna nei confronti di 12 degli indagati, in relazione alla loro adesione ad una vera e propria ‘cellula organizzata’, già in fase operativa, in grado di realizzare attentati anche con le tecniche usate dai cosiddetti ‘lone wolves’ sia suprematisti che jihadisti”.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Merlo (MAIE) alla convenzione di Noi Moderati (VIDEO)
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Un palcoscenico di spessore politico nazionale, quello riservato a Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, che domenica 1 dicembre è intervenuto all’Assemblea Nazionale di Noi Moderati, il partito di Maurizio Lupi.
Subito dopo gli interventi di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, Merlo – in collegamento video da Buenos Aires – ha esordito presentando il MAIE come “un movimento nato nell’associazionismo di volontariato cattolico”, dunque “non un partito politico tradizionale”.
“In Italia, in questo momento, si stanno discutendo temi molto importanti per gli italiani all’estero”, ha proseguito l’ex Sottosegretario alla Farnesina, come quello che riguarda “la legge di cittadinanza. Pensate all’importanza per gli italiani all’estero… il senso di appartenenza che c’è soprattutto in alcuni posti del mondo come il Sudamerica, dove ci sono delle piccole città in cui uno va per strada e sente parlare dialetto. Conoscere quelle realtà ci rafforza veramente”.
Toccato anche il tema del premierato: “Per noi che viviamo in America, è normale e básico per la democrazia di un paese che i cittadini possano votare direttamente il potere esecutivo che lo governa”, ha evidenziato, prendendo chiaramente posizione a favore della riforma: “Con il premierato finirebbero tutti i giochini di palazzo che siamo stati abituati a vedere in tutti questi anni”.
Guardando già alle prossime sfide elettorali: “Pensate questo: a livello globale il MAIE è la terza forza politica all’estero (ma se parliamo di singoli partiti e non di liste o coalizioni, è la seconda dopo il PD). Su quattro senatori all’estero, nel 2022 tre sono stati eletti dal centrosinistra, il quarto è del MAIE. Il centrodestra ha eletto zero. Dopo questa alleanza politica MAIE-NOI MODERATI sicuramente alle prossime elezioni questa situazione assolutamente cambierà”.
Per Merlo, ancora oggi il parlamentare eletto all’estero più votato di sempre, è importante “continuare a lavorare insieme per tutti gli italiani e per gli italiani all’estero. Uniti ed organizzati possiamo veramente cambiare l’Italia”, ha concluso il presidente MAIE.
Saverio Romano, vicepresidente di Noi Moderati, salutando Ricardo Merlo ha ricordato che alle Politiche del 2027 Noi Moderati e MAIE si ritroveranno insieme, nelle liste del centrodestra. Un dato politico che potrebbe rivoluzionare la situazione attuale nella circoscrizione estero.
Il Presidente del MAIE, Ricardo Merlo, interverrà all’Assemblea Nazionale di Noi Moderati
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Si terrà questo fine settimana, sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre, l’Assemblea Nazionale di Noi Moderati, il partito presieduto da Maurizio Lupi. Titolo della convention: “Un nuovo inizio”.
Tra gli ospiti politici, daranno il proprio saluto in Assemblea anche il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, il ministro Matteo Salvini, leader della Lega, e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
Previsti interventi politici da parte delle forze alleate o vicine a Noi Moderati: prenderà dunque la parola Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, che recentemente – con una conferenza stampa alla Camera – ha ufficializzato l’alleanza politica con il partito di Lupi.
Merlo interverrà via Zoom – proprio come il premier Meloni – dalla sua Buenos Aires, dov’è rientrato dopo una settimana romana fitta di incontri politici e impegni istituzionali, come quello del Consiglio Generale degli italiani all’estero – CGIE.
Dopo il presidente Merlo, e prima delle conclusioni del presidente Lupi, interverranno anche Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.
Qui di seguito, il cronoprogramma completo dell’evento, che si terrà all’hotel Marriot di Roma.
ASSEMBLEA NAZIONALE NOI MODERATI, UN NUOVO INIZIO
Sabato, 30 novembre
Ore 9.30 — ACCREDITO PARTECIPANTI
Ore 10.00 – APERTURA LAVORI
Maria Chiara FAZIO – Vice Presidente Nazionale Noi Moderati
Ore 10.10 – SALUTI ISTITUZIONALI
Marco DI STEFANO – Coordinatore Noi Moderati Regione Lazio
Ignazio LA RUSSA – Presidente Senato
Manfred WEBER – Presidente PPE (video)
Ore 10.30 – “NOI MODERATI UN NUOVO INIZIO”
Maurizio LUPI – Presidente Noi Moderati
Ore 10.45 – “QUALE SPAZIO POLITICO PER NOI MODERATI”
Antonio NOTO – Sondaggista
Ore 11.15 – “LE SFIDE PER L’ITALIA DEL FUTURO”
Angelo CAMILLI
Vice Presidente Confindustria – delega al Credito Finanza e Fisco
Luigi SBARRA
Segretario Nazionale CISL
Alessandro CALTAGIRONE
Vice Presidente della FIASO Federazione Italiana delle Aziende Ospedaliere
(Imprenditore del Sud)
Giovanna IANNANTUONI – Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università
Italiane (da remoto)
Moderato da: Marco Valerio LO PRETE (TG1)
Ore 12.30 – INTERVENTI POLITICI
Parlamentari
Ore 13.30 – PRANZO A BUFFET
Aggiornato 27.11.2024 ore 10.30
Ore 14.30 – INSEDIAMENTO TAVOLI TEMATICI
Marco DI STEFANO – Responsabile Dipartimenti Nazionale
Agricoltura (coord. On. Carmelo PACE)
Ambiente e digitale: “Le due transizioni” (coord. On. Alessandro COLUCCI)
Comunicazione (coord. On. Ignazio MESSINA)
Enti locali (coord. On. Giuseppe BICCHIELLI)
Famiglia e terzo settore (coord. Dott.ssa Lucia TANTI)
Femminicidio e violenza di genere (coord. On. Martina SEMENZATO)
Giovani (coord. Dr. Desiderio BERDINI)
Giustizia (coord. Avv. Gaetano SCALISE)
Istruzione, Sport e Politiche di Inclusione (coord. Sen. Giusy VERSACE)
Lavoro, Impresa e Formazione (Coord. On. Ilaria CAVO)
Natalità (coord. On. Michela Vittoria BRAMBILLA)
Politica Estera ed Internazionalizzazione (coord. Sottosegr. Giorgio SILLI e Sottosegr.
Raffaele CATTANEO)
Politiche di sviluppo e di coesione (coord. On. Giuseppe GALATI)
Salute (coord. Dr. Andrea COSTA)
Ore 17.30 – PRESENTAZIONE ESITO LAVORO TAVOLI TEMATICI
Ore 18.30 – DIBATTITO
Ore 21.30 – CHIUSURA LAVORI
Domenica, 1 dicembre
Ore 09.30 – APERTURA LAVORI
Saverio ROMANO – Coordinatore Politico
Giovanni TOTI – Presidente del Consiglio Nazionale
Ore 10.00 – INTERVENTI OSPITI POLITICI
On. Giorgia MELONI Presidente del Consiglio dei Ministri
Interverranno naturalmente i coordinatori e i vari responsabili del partito; a chiudere i lavori, domenica, sarà il presidente Lupi.
Domani in Italia sará sciopero-day: scuole, tpl, voli, sanità; cosa aspettarsi
scritto da Fatti Nostri | 16 Dicembre 2024
Domani, venerdì 29 novembre, l’Italia anti-Manovra si ferma. Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per chiedere di cambiare la manovra di bilancio, aumentare salari e pensioni, finanziare sanità, istruzione, servizi pubblici e investire nelle politiche industriali. Una mobilitazione che si articolerà in 43 piazze su tutto il territorio nazionale, indetta per contrastare “le scelte ingiuste e sbagliate del Governo”, a detta dei sindacati. Cortei da Bologna a Napoli, da Pordenone a Palermo.
In mezzo, la precettazione firmata dal ministro dei Trasporti Salvini che “per evitare agli italiani l’ennesimo venerdì di caos” ha ridotto a 4 ore lo sciopero “indetto da alcuni sindacati”. Cosa c’è da aspettarsi quindi domani per chi si deve muovere per andare al lavoro, per i pendolari del fine settimana, per i turisti e per chi non sa se potrà mandare a scuola i propri figli?
CHI SI FERMA
Oltre Cgil e Uil, hanno deciso di indire lo sciopero e organizzare presidi e manifestazioni anche i sindacati di base: Adl Cobas, Cub, Usi Cit, Sial Cobas, Adl Varese, Sgb, Si Cobas.
Per domani stop previsto per tutti i settori, pubblici e privati. Sono esclusi solo i trasporti ferroviari (che si sono fermati lo scorso fine settimana). Lo sciopero riguarda anche il personale del ministero della Giustizia, il personale sanitario, del trasporto locale, aereo e marittimo.
TPL
Il trasporto pubblico locale, dopo la precettazione, prevede il fermo a 4 ore della mattina. A Milano l’agitazione del personale delle linee di superficie e delle metropolitane sarà possibile dalle 9 alle 13 di domani. Anche a Roma Atac informa sulla possibile interruzione del servizio di trasporto pubblico tra le ore 9 e le ore 13. Regolare, invece, fino alle 9 e dalle 13 a fine servizio. Non garantite anche le linee diurne che hanno corse programmate oltre le ore 24; le corse notturne delle linee 38, 44, 61, 86, 170, 246, 301, 451, 664, 881, 916 e 980 e delle linee 314, 404 e 444 di Autoservizi Troiani/Sap
In Emilia-Romagna l’azienda di trasporti Tper comunica che “per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) lo sciopero si svolgerà, nel rispetto delle fasce di garanzia, dalle 9 alle 13”. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti, mentre al al call-center telefonico 051290290 sarà garantita la presenza di un operatore. “Lo sciopero riguarderà anche il personale dedicato al Marconi Express, il cui servizio- avverte l’azienda- potrebbe non essere garantito, per effetto dell’astensione dei lavoratori”, sempre dalle 9 alle 13.
TRENI
I sindacati hanno comunicato che il settore ferroviario è stato escluso dallo sciopero del 29 novembre. I macchinisti quindi lavoreranno, anche se lo sciopero potrà interessare il personale del gestore delle infrastrutture.
In Lombardia, anche se il personale di Trenord non è coinvolto, l’agitazione sindacale potrà comunque causare ritardi e soppressioni sulle linee che transitano su rete Ferrovienord. In particolare, potranno essere interessate le linee regionali e suburbane che raggiungono Milano Bovisa e Milano Cadorna– da e per Saronno (S3), Seveso/Camnago (S4), Canzo/Asso, Novara Nord, Como Lago, Varese Nord/Laveno– e la Brescia-Iseo-Edolo. Saranno possibili variazioni anche sul servizio delle linee “miste” che transitano su entrambe le reti, Ferrovienord e Rfi: S1 Saronno-Milano Passante-Lodi, S2 Mariano Comense-Milano Passante-Milano Rogoredo, S9 Saronno-Seregno-Albairate, S12 Cormano Cusano-Milano Passante-Melegnano, S13 Garbagnate-Milano Passante-Pavia. Saranno coinvolti anche i servizi aeroportuali Malpensa Express su Milano Cadorna e Milano Centrale e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona. Per il collegamento con l’Aeroporto di Malpensa, saranno previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, per eventuali corse non effettuate tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto T1 (da via Paleocapa, 1) e tra Busto FS e Malpensa Aeroporto T1. Sarà regolare il servizio delle linee che effettuano l’intero tragitto su rete RFI.
VOLI
La protesta coinvolgerà tutte le altre tipologie di trasporti, da quello locale a quello aereo e marittimo. Ita Airways a causa dello sciopero ha cancellato già 41 voli nazionali, di cui 39 previsti il giorno dello sciopero e due quello seguente. “I passeggeri che hanno acquistato un biglietto ITA Airways per viaggiare il 29 novembre– informa la compagnia aerea sul proprio sito- in caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo se il volo è stato cancellato o ha subito un ritardo pari o maggiore di 5 ore) entro e non oltre il 4 dicembre chiamando il numero +39 06 85960020 dall’Italia e dall’estero, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto”», si legge sul sito della compagnia aerea.”
SCUOLA
Previsti anche possibili disagi per l’eventuale chiusura o orario e servizi ridotti nelle scuole di ogni ordine e grado: tutto dipenderà dalle adesioni allo sciopero da parte di docenti, personali delle mense e amministrativi, collaboratori scolastici. La Flc Cgil che ha annunciato l’astensione dal lavoro per l’intera giornata anche di tutto il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.
MEDICI, INFERMIERI E OPERATORI DELLA SANITÀ
Dopo lo sciopero recente del 20 novembre scors, i professionisti sanitari si fermano ancora domani. I medici che aderiscono a Fp Cgil e Uil hanno fatto sapere che parteciperanno allo sciopero generale del 29 novembre “contro la peggiore legge di bilancio degli ultimi 30 anni, che taglia risorse a personale e servizi per lasciare il campo libero al profitto ed al privato”, hanno dichiarano Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil Medici, Veterinari e Dirigenti Ssn e Roberto Bonfili, coordinatore nazionale Uil Medici e Veterinari. Coinvolti quindi infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi, gli operatori della dirigenza medica e veterinaria e sanitaria della dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.