La Farnesina pubblica la nuova guida alle notifiche all’estero in materia civile e commerciale

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farnesinaÈ ora disponibile on line la nuova guida alle notifiche all’estero degli atti giudiziari ed extra-giudiziali in materia civile e commerciale, consultabile a questo link.
Il documento, pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, consentirà ai cittadini e ai loro legali di verificare rapidamente le modalità operative e le formalità richieste da ogni singolo Paese straniero per la notifica degli atti, con l’obiettivo di facilitare e velocizzare l’iter procedurale e migliorare la collaborazione tra Uffici giudiziari in Italia, Autorità straniere e Rappresentanze diplomatico-consolari nel mondo.
Grazie alla nuova guida, cittadini e addetti ai lavori potranno contare su un nuovo strumento versatile e dinamico, che sarà periodicamente aggiornato in stretta collaborazione con le Ambasciate italiane all’estero, per un suo puntuale e capillare utilizzo da parte di tutti gli interessati. (aise)




Referendum sulla cittadinanza, ius soli e ius sanguinis: cosa vuol dire e come si diventa oggi italiani

visita istituzionale del sottosegretario all'istruzione sasso alla scuola don bosco

visita istituzionale del sottosegretario all'istruzione sasso alla scuola don bosco

“Volete voi abrogare l’art. 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione”; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: “f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.”, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”?”.

(puoi leggere l’articolo 9 e il testo completo della legge più giù)

Messa in questi termini, può sembrare complicato. In realtà la domanda a cui, da ieri, le cittadine e i cittadini italiani sanno di dover dare risposta è molto più semplice.

Dalla giurisprudenza alla pratica, l’obiettivo del referendum che ha superato il quorum di 500mila firme è infatti ridurre i tempi di conferimento della cittadinanza italiana agli stranieri, riportando la soglia ai residenti sul territorio nazionale da almeno 5 anni.

Sarebbe un ritorno al passato, perché questo era quanto previsto dalla legislazione prima dell’entrata in vigore della legge n.91 del 5 febbraio 1992. Quando venne approvata, alla guida del Paese c’era il 7imo governo Andreotti, retto da un maggioranza in Parlamento composta da DC, Psi, PLi, Psdi.

LEGGI QUI Il testo della legge in vigore

COME FUNZIONA IL REFERENDUM ABROGATIVO

Gli italiani dovranno rispondere “Sì” per far entrare in vigore la modifica, “No” per lasciare invariata la normativa vigente.

Perché sia valido il referendum, deve essere raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto.

Secondo le ultime stime diffuse da Eurostat, in Italia sono 47,3 milioni di cittadini ad avere diritto di voto.

Per abrogare la normativa vigente, deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Nella descrizione del referendum promosso da diverse associazioni e dai partiti politici Più Europa, Possibile, Radicali Italiani, Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, è specificato che

“ai fini della concessione della cittadinanza, oltre alla residenza ininterrotta in Italia (che questo Referendum propone di ridurre a 5 anni) resterebbero invariati gli altri requisiti già stabiliti dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza, quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso di adeguate fonti economiche, l’idoneità professionale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica. In Italia le persone in possesso di questi requisiti che potrebbero beneficiare direttamente o indirettamente (figli minori conviventi) dell’intervento proposto sono circa 2,5 milioni”.

I TEMPI

La legge che regola le modalità di svolgimento dei referendum (25 marzo 1970, n.352), prevede che “il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo abbia ammesso. La data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il 50° ed il 70° giorno successivo alla emanazione del decreto di indizione, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo abbia ammesso”.

IUS SOLI E IUS SANGUINIS

Sul sito della Camera dei dei Deputati, è presente una dettagliata descrizione dei criteri di acquisizione della cittadinanza italiana.

Qui per leggere il regolamento completo

Ai sensi di tale legge, acquistano di diritto alla nascita la cittadinanza italiana coloro i cui genitori (anche soltanto il padre o la madre) siano cittadini italiani (L. 91/1992, articolo 1, co. 1, lett. a)): si tratta della così detta modalità di acquisizione della cittadinanza iure sanguinis.

L’ordinamento italiano riconosce anche il criterio alternativo dello ius soli, pur prevedendolo soltanto in via residuale e per casi limitati a:

  • coloro che nascono nel territorio italiano e i cui genitori siano da considerarsi o ignoti (dal punto di vista giuridico) o apolidi (cioè privi di qualsiasi cittadinanza) (art. 1, co. 1, lett. b));
  • coloro che nascono nel territorio italiano e che non possono acquistare la cittadinanza dei genitori in quanto la legge dello Stato di origine dei genitori esclude che il figlio nato all’estero possa acquisire la loro cittadinanza (art. 1, co. 1, lett. b));
  • i figli di ignoti che vengono trovati (a seguito di abbandono) nel territorio italiano e per i quali non può essere dimostrato, da parte di qualunque soggetto interessato, il possesso di un’altra cittadinanza (art. 1, co. 2).

La cittadinanza italiana è acquisita anche per riconoscimento della filiazione (da parte del padre o della madre che siano cittadini italiani), oppure a seguito dell’accertamento giudiziale della sussistenza della filiazione. L’acquisto della cittadinanza nelle due ipotesi illustrate è automatico per i figli minorenni (art. 2, co. 1); i figli maggiorenni invece conservano la propria cittadinanza, ma possono eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione con un’apposita dichiarazione da rendere entro un anno dal riconoscimento, o dalla dichiarazione giudiziale di filiazione, o dalla dichiarazione di efficacia in Italia del provvedimento straniero nel caso in cui l’accertamento della filiazione sia avvenuto all’estero (art. 2, co. 2).

Sono previste modalità agevolate di acquisto della cittadinanza per gli stranieri di origine italiana: la cittadinanza italiana può essere acquistata dagli stranieri o apolidi, discendenti (fino al secondo grado) da un cittadino italiano per nascita, a condizione che facciano un’espressa dichiarazione di volontà e che siano in possesso di almeno uno di questi requisiti:

  • abbiano svolto effettivamente e integralmente il servizio militare nelle Forze armate italiane: in questo caso la volontà del soggetto interessato di acquisire la cittadinanza italiana deve essere espressa preventivamente (art. 4, co. 1, lett. a)).

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Sondaggio Dire Tecné, FdI continua a salire. Il partito di Giorgia Meloni è primo al 29,2%

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sondaggio dire tecne 1Continua la crescita di Fratelli d’Italia, che in una settimana guadagna il +0,2%, si porta al 29,2% e inizia a vedere da vicino il traguardo del 30%. Il Pd si mantiene stabile al 23,6, mentre sia Forza Italia che M5S guadagnano rispettivamente il +0,1 e il +0,2%, attestandosi all’11 e al 10,9%. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 19 e il 20 settembre su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia. La Lega è sempre quinta con l’8,2% dei consensi (-0,1%), mentre Alleanza Verdi e Sinistra è al sesto posto con un 6,5% (-0,2). Anche Azione è in discesa al 2,8% (-0,1). Italia viva invece recupera un +0,1 e raggiunge il 2%. In calo +Europa che, perdendo un -0,1, è all’1,7%. Gli altri partiti sommati fanno segnare un 4,1% dei consensi dopo un -0,1 rispetto a sette giorni fa.

sondaggio dire tecne 2Giorgia Meloni sempre al primo posto tra i leader nel gradimento degli italiani con un 43,2% dei consensi, raggiunto grazie a un +0,1% ottenuto negli ultimi sette giorni. Podio invariato: al secondo posto c’è Antonio Tajani, con il 36,7%, e al terzo Elly Schlein, con il 30,9%, entrambi invariati rispetto a una settimana fa. Al quarto posto resta Giuseppe Conte, con il 30% dei consensi dopo un +0,1% registrato rispetto a sette giorni fa. Segue Matteo Salvini, 26% e -0,1%. Dietro di lui Emma Bonino con il 20,5% e -0,2%; Carlo Calenda con il 20% e -0,1%; Angelo Bonelli con il 16,6% e +0,1%; Nicola Fratoianni con il 16,5% e +0,2%. Chiude la classifica Matteo Renzi con il 14,3% dei consensi dopo un -0,1%.

Oltre la metà degli italiani – 53% – non ha fiducia nel governo Meloni, ma il dato è in calo di un -0,3% rispetto a sette giorni fa. In compenso, la quota di chi invece ha fiducia nell’esecutivo a trazione Fratelli d’Italia risale al 39,5%, guadagnando un +0,2%. Quasi invariata la quota di chi ‘non sa’, è al 7,5% in aumento dello 0,1%.

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Agenzia DIRE – www.dire.it




Eredità Agnelli, sequestrati 74 milioni ai fratelli Elkann

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La Procura di Torino ha disposto un sequestro di beni preventivo per 74,8 milioni per frode fiscale nell’ambito dell’inchiesta che ruota intorno all’eredità di Gianni Agnelli. Il provvedimento riguarda i fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann, il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs Robert Von Gruenigen.

Al centro della vicenda la presunta costruzione da parte dei nipoti di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, di una residenza fittizia in Svizzera della nonna. Questo per evitare che parte dell’eredità andasse alla loro madre Margherita e sottrarre l’ingente patrimonio di Caracciolo detenuto all’estero e i suoi redditi alle leggi successorie e fiscali italiane.

Secondo gli inquirenti la donna avrebbe però risieduto stabilmente in Italia almeno dal 2010 e, dal 2015 al 2019 (quando è deceduta), non sarebbero stati versati all’erario nazionale 42,8 milioni di Irpef e 32 milioni di tasse ereditarie su una massa di 800 milioni, tra immobili, quote di fondi di investimento, opere d’arte e gioielli.

Agenzia DIRE – www.dire.it




A Bagnacavallo si cercano ancora i 2 dispersi, ma “nessuna denuncia”

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screenshot 2024 09 20 102109Continuano le ricerche di due persone segnalate come disperse da un testimone a Traversara di Bagnacavallo, nel ravennate, durante l’esondazione violenta del fiume Lamone che ieri ha inghiottito in pochi minuti case, strade e tutto ciò che si trovava a tiro. I Vigili del fuoco comunque segnalano che nessun cittadino mancherebbe all’appello, né è stata fatta una denuncia di scomparsa.

Nelle ultime 48 ore proprio i pompieri sono stati in prima linea sul territorio italiano più colpito dal ciclone Boris. A seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito gran parte dell’Emilia-Romagna, generando “alluvioni, frane e danni d’acqua”, i Vigili del fuoco hanno svolto, in due giorni, oltre 1.000 interventi. Lo comunicano gli stessi pompieri, precisando che “tra squadre ordinarie con pompe idrovore, esperti in topografia, soccorritori fluviali, sommozzatori, dronisti ed elicotteristi sono più di 250 le unità al lavoro, il cui impegno è concentrato nel ravennate, dove permangono criticità tra Bagnacavallo e Lugo“.

Ag. Dire – www.dire.it




Alluvione in provincia di Bologna (VIDEO)

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“Questa è casa mia, o meglio quella che era casa mia. Questo è il balcone del pianoterra, e sotto ci sono tre metri d’acqua”. Comincia così il video di un residente di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, nella frazione di Idice, che dopo aver passato la notte “da sfollato” dopo le esondazioni dei fiumi a causa delle forti piogge degli ultimi due giorni, questa mattina è tornato nella sua abitazione, che si trova tra via del Fiume e via Ca’ Bassa, a poche decine di metri dalla via Emilia e a fianco dell’argine del fiume Idice. Nelle immagini, circolate su whatsapp all’interno dei gruppi cittadini, si vede la ripresa da un balcone da cui si vede sotto una distesa d’acqua.

“L’unica cosa confortevole è che siamo riusciti a salvare il pianoterra”, prosegue il residente nel video, che parla di “tristezza” e che, prosegue, nonostante i danni evidenti che hanno riguardato cantine e garage, “il problema non sono neanche i soldi, ma quando torneremo dentro”.

La situazione, racconta il residente, è degenerata nella notte all’improvviso in pochissimo tempo. Non c’erano le avvisaglie di un vero e proprio disastro, e invece… “Ho visto che la corrente del fiume era tre metri più bassa rispetto all’argine del nostro lato che è più alto di quello del lato opposto”. Argine tra l’altro “perfettamente intatto” in quel momento, per cui gli abitanti erano “relativamente tranquilli”. Poi di colpo, un rumore “forte di acqua che veniva lungo la strada e in tre quarti d’ora ce la siamo trovata alta tre metri”. La causa di questo cambiamento repentino, spiega, potrebbe venire dalla combinazione di come è conformato il terreno proprio dove sorgono le villette, una sorta di cunetta sotto il livello dell’acqua, e dal terreno di una cava poco distante che quando piove, si riempie d’acqua.

“Secondo noi il fiume ha tracimato, è entrato dentro la cava, ha fatto da ‘cassa di espansione’, e quando si è riempito ha inondato i campi attorno e quindi anche casa nostra”. L’anno scorso, invece, nel corso dell’alluvione di maggio, l’acqua nello stesso punto era salita “di soli 30 centimetri”. I garage e le taverne delle villette a ridosso dell’argine sono stati quindi completamente allagati. “I portoni metallici sono esplosi. Abbiamo tre macchine e alcuni scooteroni che non sono riusciti a uscire. E poi sotto ci sono caldaie, contatori, elettrodomestici: per questo abbiamo staccato la luce”. E ora i residenti hanno di fronte migliaia di metri cubi d’acqua, ancora lì.

“Sono venuti i Vigili del fuoco, molto cortesi e gentili, e con grande pazienza si sono prodigati- premettono i residenti- ma non c’erano mezzi a disposizione. Così ci siamo rivolti ai vigili urbani, che ci hanno ‘rimbalzato’ di nuovo ai Vigili del fuoco”. Addirittura, “ci hanno consigliato di chiamare una ditta di autospurghi a spese nostre, magari tenendo le ricevute” per eventuali rimborsi. Un residente con una sua idrovora si è messo all’opera da solo per pompare via l’acqua, “ma ci vogliono almeno una trentina di ore”. Oggi pomeriggio sono attesi i tecnici dell’Enel per sistemare i contatori. “Ma è inutile quando questi sono sommersi da tre metri d’acqua”. Per questo, denunciano, “è mancato un raccordo istituzionale. Io cittadino di San Lazzaro se ho bisogno di aiuto mi devo rivolgere a San Lazzaro”. Tra l’altro, ricordano, sull’argine del fiume “prima c’era una briglia che forma una cascatella per rallentare la velocità del fiume”, e che negli ultimi anni era in stato di “forte degrado e una parte semi-crollata”, motivo per cui “abbiamo fatto diffida a Comune, Regione e Protezione civile”, senza però ottenere risposta.

Agenzia DIRE – www.dire.it




È morto Totò Schillaci, eroe delle nostre “Notti Magiche”

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gxvvxeuxqaa6qjoSi è spento all’età di 59 anni Totò Schillaci. Il bomber di “Italia 90” era ricoverato nel reparto di Pneumologia dell’Ospedale Civico di Palermo dal 7 settembre. Nella giornata di ieri, c’era stato “un sensibile peggioramento” delle condizioni. La storia di Totò Schillaci ha acceso un riflettore sul tumore del colon di cui soffriva da tempo.

CAMERA ARDENTE ALLO STADIO RENZO BARBERA DI PALERMO

La camera ardente di Totò Schillaci sarà allestita all’interno dello stadio ‘Renzo Barbera’. Lo stadio di Palermo accoglierà chi volesse dare l’ultimo saluto all’eroe di Italia ’90 oggi e domani. Sarà allestita nella sala stampa dello stadio a partire dalle 16 di oggi e fino alle 22, e dalle 7 di domani fino alle 22. L’ingresso sarà consentito dal piazzale stadio, entrata lato spogliatoi.

IL PALERMO CALCIO: “SEI STATO E SARAI PER SEMPRE UNA BANDIERA DI QUESTA CITTÀ”

“Il Palermo FC, con il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia City Football Group, esprime il proprio grande cordoglio per la prematura scomparsa di Salvatore Schillaci e si stringe al dolore della famiglia di Francesco Di Mariano”, scrive la società siciliana su X. E su Instagram aggiunge: “Raro vederti con questi colori addosso, caro Totò. Eppure sei stato e sarai per sempre una bandiera di questa città. Per questo ti abbiamo voluto con noi quella sera con le vecchie glorie, nel 2019. E per questo rimarrai con noi, a ricordarci che dobbiamo essere sempre capaci di sognare“.

LA JUVENTUS: “CIAO TOTÒ”

Anche la Juventus – che lo ha avuto dal 1989 al 1992 – saluta il campione scrivendo sui social “Ciao Totò”.

schillaci 1SCHILLACI, SINDACO PALERMO: “FU SIMBOLO DI RISCATTO PER CITTÀ”

“Con la prematura scomparsa di Totò Schillaci, la città piange la perdita del calciatore palermitano più rappresentativo della storia a livello mondiale. Una popolarità che, però, non ha mai cambiato Schillaci, il quale ha sempre mantenuto un animo gentile, umile e disponibile“. Lo dice il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

“Per l’Italia gli occhi e i gol di Schillaci hanno rappresentato il simbolo delle notti magiche dei Mondiali del ’90, ma per Palermo hanno significato molto di più – aggiunge -, l’esempio di riscatto di un figlio di questa città che stava attraversando anni difficili. Per queste ragioni e di concerto con i familiari, l’amministrazione comunale, per rendere il giusto tributo a Schillaci, ha voluto mettere a disposizione lo Stadio Barbera per l’allestimento della camera ardente e ringrazio il Palermo Football Club per la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati. Ai familiari di Totò Schillaci rivolgo il mio cordoglio e la mia vicinanza in questo momento di profondo dolore”.

GIORGIA MELONI: “CI LASCIA UN’ICONA DEL CALCIO”

“Ci lascia un’icona del calcio, un uomo entrato nel cuore degli italiani e degli amanti dello sport nel mondo. Salvatore Schillaci, per tutti Totò, il bomber delle notti magiche di Italia ’90 con la nostra Nazionale. Grazie per le emozioni che ci hai regalato, per averci fatto sognare, esultare, abbracciare e sventolare il nostro Tricolore. Buon viaggio, campione”, ha scritto su X la premier Giorgia Meloni. “Che triste notizia. Buon viaggio Totò Schillaci, eroe delle Notti Magiche italiane!”, ha aggiunto Matteo Salvini.

SCHIFANI: “ADDIO A UN TALENTO SIMBOLO DI RISCATTO”

“Con Totò Schillaci se ne va un campione che è diventato l’icona del calcio italiano nel mondo. I suoi occhi sgranati per una decisione arbitrale non condivisa sono l’immagine simbolo dei Mondiali del 1990, dei quali fu assoluto protagonista grazie ai suoi goal che regalarono agli italiani le notti magiche rimaste nella memoria di tutti“. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

“Schillaci è stato il simbolo della tenacia, della voglia di trovare un riscatto a una vita di sacrifici che è andata persino oltre al talento, consentendogli di costruire una grande carriera, partendo dal Messina fino ad arrivare a grandi club come Juventus e Inter e alla consacrazione in Nazionale – aggiunge il governatore siciliano -. Totò ha amato profondamente la sua città, Palermo, operando nel sociale in favore dei giovani. Nell’onorare il ricordo di questo grande uomo di sport, rivolgo ai suoi familiari il messaggio di vicinanza e cordoglio mio personale e a nome di tutti i siciliani”.

TAJANI: “LO RICORDEREMO SEMPRE PER I SUOI GOL E LA SUA UMANITÀ”

“Ci ha lasciati Totò Schillaci, beniamino di tutti i tifosi azzurri dopo i Mondiali di Italia 90. Lo ricorderemo sempre per i suoi gol e la sua umanità, nonostante le mille difficoltà che la vita gli ha riservato. Riposa in pace”, ha scritto sui social il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Agenzia DIRE – www.dire.it




L’Italia terra di vini, ma la Francia ci ha superato

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vino viniIl mercato vinicolo mondiale raggiungerà i 353,4 miliardi di dollari nel 2024, con un consumo totale di 25,3 miliardi di litri. Negli ultimi cinque anni, il settore è cresciuto mediamente del 5% annuo, con Francia, Italia e Stati Uniti che rappresentano circa il 60% del mercato globale. L’Italia ha perso il primato produttivo a favore della Francia, ma l’export del vino italiano supererà gli 8 miliardi di euro nei prossimi due anni: si impone una minore produzione a fronte, tuttavia, di scelte a favore di qualità.
Queste tra le conclusioni del report ‘L’Italia nel mercato vitivinicolo globale. Evoluzione e prospettive’ a cura di Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School. ‘La domanda si sta segmentando verso prodotti di eccellenza e vini naturali, aprendo nuove opportunità per il vino italiano in mercati emergenti come Cina, India e Polonia. Anche il mercato interno sta cambiando: diminuisce il consumo del bicchiere a pasto, ma il vino è sempre più apprezzato tra i giovani, più consumatori cercano informazioni sulla filiera e viaggiano alla riscoperta di antiche vigne, oltre a porre maggiore attenzione a packaging sostenibile e servizio al cliente’, afferma l’autore.

LA PRODUZIONE DI VINO ITALIANO: SECONDI DIETRO LA FRANCIA

Nel 2023, la superficie vitata globale è diminuita dello 0,5% rispetto al 2022, raggiungendo 7,2 milioni di ettari. La produzione mondiale di vino è infatti scesa a 237 milioni di ettolitri, il livello più basso dal 1961, segnando un calo del 10% rispetto al 2022, concausa anche condizioni climatiche estreme e malattie fungine.
Secondo L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv, 2023), l’Italia ha perso il primato produttivo a favore della Francia, con 38 milioni di ettolitri contro 48 milioni, segnando una diminuzione del 23% per l’Italia e un aumento del 9% per la Francia. Scende la produzione europea a 144 milioni di ettolitri (-9/10%), contro i 93 milioni di ettolitri del resto del mondo. Nel 2023, la Francia ha rappresentato il 18% della produzione mondiale, l’Italia il 15% e la Spagna l’11%, con i tre paesi che insieme coprono meno del 50% della produzione globale.

In Italia, nell’ultimo anno la produzione vitivinicola è diminuita del 13% rispetto al record del 2022, posizionandosi il sotto la media storica del decennio precedente. Per l’Istat (2023), le regioni più colpite sono state l’Abruzzo (-41%), la Campania (-42%) e le Marche (-40%). Al Nord, il Piemonte ha registrato un calo del 20%, mentre il Veneto, la principale regione vitivinicola italiana, ha prodotto 10,6 milioni di ettolitri, un 4% sopra la media decennale ma un 10% sotto il 2022. Nonostante questi dati negativi, Coldiretti sottolinea che la minore produzione riflette una scelta di qualità, con il 70% delle bottiglie italiane destinate a Docg, Doc e Igt, grazie alle 635 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto alla Francia.

COSA COMPRANO GLI ITALIANI?

Nel 2024, il consumo di vino in Italia è previsto stabilizzarsi con un consumo pro capite di 26,3 litri e un totale di circa 10.300 milioni di litri. Secondo (Osservatorio Uiv-Ismea, luglio 2024), le vendite nella Grande Distribuzione Organizzata hanno registrato un calo del 2,5% a volume nel primo semestre del 2024, con una contrazione del 3,4% per i vini fermi e frizzanti, soprattutto tra i rossi, mentre gli spumanti hanno segnato una crescita del 4,2%. A luglio 2024, il fatturato ha però registrato un incremento del 14%.
Per quanto riguarda le categorie di prodotti, i vini fermi sono rimasti stabili (-1%), mentre bollicine e champagne sono in calo. Gli spirits, invece, hanno visto una crescita significativa, con un aumento del 40% a valore, con il gin a +60%, gli amari a +84% e i liquori a +73%, mentre le grappe hanno mostrato una tendenza negativa con un calo del -9%. Nel 2023, le vendite di vino sono scese del 4,5% su tutti i canali, con un impatto significativo sui vini di fascia intermedia, le cui vendite sono diminuite del 10,1%. In contrasto, la fascia molto alta/premium è cresciuta del 12,7%, conquistando una quota di mercato del 18,6%. Anche i vini sostenibili hanno visto un incremento: i vini biologici hanno raggiunto una market share del 5,4% (+1,4%), i vini vegani al 2,7% (+9,6%) e i vini naturali all’1% (+1,8%). Le regioni leader nella produzione di vini DOP sono il Piemonte (94,6%) e la Toscana (39,3%). Le prospettive per il 2024 sono ottimistiche per l’Emilia-Romagna (+4,6%), la Puglia (+4,3%) e il Piemonte (+4,2%).

TENDENZE 2024

Nel primo quadrimestre 2024, le esportazioni di vino italiano hanno registrato una crescita del 7%, raggiungendo i 2,53 miliardi di euro (Istat). Le previsioni per il futuro restano ottimistiche: si stima che l’export continuerà a crescere a un ritmo medio del 2,9% annuo fino al 2026, superando gli 8,5 mld di euro (Sace, 2024).
Tutte le principali categorie di vino hanno registrato buoni risultati nei primi mesi del 2024. Gli spumanti hanno segnato un +7,3% in valore e un +10,7% in volume, i vini fermi imbottigliati sono cresciuti del 2,7% in valore e del 3,5% in volume, mentre i vini frizzanti hanno avuto un incremento ancora maggiore: +12,2% in valore e +16,8% in volume. Tuttavia, i prezzi medi sono in calo per molte categorie, segnalando una certa resistenza del mercato a pagare prezzi più elevati.
Il mercato estero è fondamentale per il vino italiano, con circa il 40% della produzione destinata all’export (Sace, 2024). L’Italia si conferma primo esportatore mondiale in quantità (21,4 milioni di ettolitri nel 2023) e secondo per valore (7,7 miliardi di euro), superata solo dalla Francia. Le esportazioni italiane di vino hanno generato un volume d’affari di circa 8 miliardi di euro nel 2023, con un incremento dell’80% nel decennio 2012-2022 (Ice, 2023). I principali mercati di destinazione sono Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Canada, con la Cina come mercato in espansione. Sorprendente è stato anche il risultato della Russia, dove le importazioni di vino italiano sono aumentate del 125,7%, passando da 45,5 milioni a 102,8 milioni di euro nel giro di un anno.

Per quanto riguarda a ciò che interessa di più ai consumatori, si trovano vini biologici e sostenibili, si conferma la popolarità dei vini Doc e Docg, si esplorano nuovi mercati emergenti e sono in aumento le vendite online. La forza trainante del settore è il Prosecco Dop, che presenta una crescita del +11,2% e un valore di 519 milioni di euro, circa un quinto delle importazioni globali di vino italiano.
Tra le tendenze emergenti, il vino sta diventando un asset di investimento, soprattutto i ‘fine wines’, e i vini naturali stanno guadagnando popolarità, con oltre il 30% dei consumatori italiani interessati ai vini biologici. C’è anche un’attenzione crescente alla sostenibilità del packaging e all’automazione dei processi di stoccaggio e magazzinaggio. Vale sottolineare anche la blockchain, con le sue caratteristiche di immutabilità, trasparenza e sicurezza crittografica, sta emergendo nel settore vitivinicolo come strumento fondamentale per migliorare la tracciabilità e l’autenticità delle informazioni.

IL CONSUMO DEL VINO IN ITALIA: LO BEVE IL 55% DELLA POPOLAZIONE

‘Diversi fattori influenzano il consumo di vino in Italia, tra cui l’instabilità economica, i cambiamenti culturali, la concorrenza da parte di altre bevande e l’impatto del marketing’, afferma Mancini. Nonostante queste variabili, sempre secondo dati Istat, nel 2023 il numero di consumatori di vino in Italia è rimasto stabile a 29,4 milioni, pari al 55% della popolazione. Il totale del vino consumato in Italia nel 2023 è stimato in 23 milioni di ettolitri.
In Italia, il consumo di bevande alcoliche in generale è diventato più diffuso ma meno frequente, con solo il 29% degli italiani che beve ogni giorno, mentre il restante 71% lo fa sporadicamente. In particolare, il 55,1% della popolazione sopra gli 11 anni consuma vino, un leggero aumento rispetto al 54,9% dell’anno precedente, con una penetrazione del 45% tra le donne e del 65% tra gli uomini.
A livello regionale, l’Emilia-Romagna registra la più alta quota di consumatori (61,3%), seguita da Valle d’Aosta (60,5%), Toscana (60,4%) e Veneto (59,8%). È la provincia di Trento l’area che registra la maggior crescita di consumatori (+11%) e la Basilicata la maggior contrazione (-9%).
Per quanto riguarda le fasce d’età, nel 2023 la maggiore penetrazione del consumo di vino si è registrata tra i 35 e i 44 anni, un cambiamento rispetto agli anni precedenti quando il picco si trovava intorno ai 60 anni. Tuttavia, in questa fascia d’età, il consumo abituale è inferiore rispetto ai sessantenni. In più, il consumo tra i giovani è in crescita: il 50% dei 20-24enni beve vino nel 2023, rispetto al 42% di dieci anni prima. Il consumo tra i 25-34enni è passato dal 55,5% nel 2007 al 62,2% nel 2023, con un aumento del 7% in 15 anni.
‘Il settore vinicolo italiano nel 2024 si trova in una fase di transizione, caratterizzata da sfide economiche e ambientali, ma anche da opportunità per coloro che sapranno innovare e adattarsi alle nuove tendenze. L’adozione di pratiche sostenibili, l’innovazione tecnologica e l’attenzione alle esigenze dei consumatori saranno determinanti per il successo futuro delle aziende vinicole italiane in un mercato globale sempre più competitivo’, conclude Mancini.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Tajani e gli italiani in Venezuela

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tajanimessicovertIl Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riposto nell’Aula della Camera all’interrogazione Lupi (Noi Moderati) sulle iniziative volte a garantire l’incolumità dei cittadini italiani in Venezuela e a favorire il rispetto dei diritti umani, civili e politici nel Paese. Il deputato Pino Bicchielli (Noi Moderati) ha illustrato l’interrogazione di Lupi ed altri di cui è cofirmatario. “Noi ci preoccupiamo, anche, degli italiani che sono in Venezuela. Ci sono, in quel Paese, attualmente, quasi 110.000 italiani e sappiamo che lei sta facendo, con i suoi uffici, molto. Per noi è importante conoscere quali ulteriori iniziative lei voglia mettere in atto per garantire l’incolumità dei nostri connazionali e per garantire la civiltà e la democrazia anche in quel Paese”. “Fin dall’inizio della crisi, – ha risposto il Ministro Tajani – la tutela degli oltre 160.000 connazionali residenti in Venezuela è sempre stata la nostra priorità. Ricordo che si tratta della terza comunità italiana più grande nel mondo, che dalle elezioni di fine luglio vive in un clima di crescente repressione e intimidazione. Su mia indicazione, alla Farnesina è stata costituita, da inizio agosto, una task force permanente per seguire gli sviluppi del Paese. In questo contesto, vengono affrontati i temi legati all’emergenza e vagliate le iniziative a tutela dei cittadini italiani”, ha spiegato Tajani ricordando che Ambasciata, Consolato Generale a Caracas e Consolato di Maracaibo continuano a lavorare senza sosta per informare e assistere i connazionali residenti nel Paese. “Sulla base delle richieste di assistenza pervenute dai familiari dall’inizio della crisi, risultano attualmente detenuti in Venezuela otto doppi cittadini italo-venezuelani. A questi si aggiunge una cittadina italiana sottoposta alla misura cautelare del divieto di espatrio: dopo essere stata tratta in arresto, è stata tempestivamente rilasciata in attesa di giudizio, anche a seguito della pronta attivazione dell’ambasciata nei confronti delle autorità locali. La nostra costante attività di sensibilizzazione ha consentito, inoltre, di effettuare sei visite consolari a una cittadina italo-venezuelana attualmente detenuta dalla Forza di Polizia nella città di Maracay. Per tutti continuiamo a sollecitare l’accesso agli strumenti di protezione consolare. Abbiamo condannato fin da subito e con fermezza – ha continuato il Ministro – le misure detentive adottate nei confronti dei nostri concittadini ed espresso forte preoccupazione per l’inaccettabile compressione dei loro diritti di difesa. Abbiamo inoltre sollecitato l’incaricata d’affari venezuelana, appositamente convocata alla Farnesina, a garantire una maggiore attenzione da parte di Caracas su questi temi e sulle richieste di visite consolari ai connazionali detenuti”. “La nostra ambasciata si è, da ultimo, associata al passo promosso dalla delegazione dell’Unione europea in Venezuela, per invocare la scarcerazione di tutti i detenuti politici con cittadinanza europea”, ha aggiunto Tajani sottolineando che si continuerà a monitorare il tutto con la massima attenzione. “Il popolo venezuelano, così legato all’Italia da vincoli storici e di sangue, merita un futuro di democrazia e di libertà. Continuiamo a lavorare per raggiungere quest’obiettivo”, ha concluso Tajani al quale ha di nuovo replicato Bicchielli ringraziando il Ministro ed evidenziando come “il tema dei nostri connazionali in Venezuela tocchi il cuore di ognuno di noi e debba toccare il cuore di ogni rappresentante delle istituzioni italiane”. (Inform)




Odoguardi (MAIE): “Sport italiano per promuovere il brand Italia nel mondo”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1 2“In questi giorni si celebra lo sport italiano nel mondo nelle diverse sedi diplomatiche italiane all’estero. Venerdì 13 settembre si è tenuto a Villa Madama, a Roma, l’evento di lancio della Prima Edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”, nuova rassegna tematica che da quest’anno arricchirà il calendario degli appuntamenti annuali di promozione integrata delle Sedi del MAECI all’estero”. Così il vicepresidente del Maie, Vincenzo Odoguardi. “A sottolineare l’importanza dell’appuntamento e la forte volontà di questo governo di investire nello sport italiano oltre confine, sono intervenuti il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro dello Sport, Andrea Abodi. Noi che all’estero ci viviamo, noi che oltre confine lavoriamo e produciamo, sappiamo molto bene quanto sia importante promuovere lo sport tra le nostre comunità: lo facciamo attraverso le nostre associazioni, i nostri club, persino attraverso le nostre imprese, anche sponsorizzando squadre di calcio e calcetto formate da italiani, che si sfidano a vicenda in occasione di piccoli o grandi tornei locali. In occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dello Sport Italiano nel Mondo, durante i diversi eventi organizzati, i protagonisti saranno proprio i nostri atleti, uomini e donne che hanno raggiunto l’eccellenza e che hanno portato il tricolore ai massimi livelli. Il brand Italia all’estero – come ben ha spiegato il ministro Tajani – cresce anche così, grazie ai nostri campioni. Tutti loro ci rendono fieri di essere italiani. Come Movimento Associativo Italiani all’Estero stiamo studiando delle possibili iniziative da mettere in campo nei diversi Paesi del Nord e Centro America per continuare a promuovere, con ancora più grinta, le diverse attività sportive e i protagonisti dello sport italiano d’eccellenza”, conclude Odoguardi. (Inform)