Dopo 52 anni l’ex bandito Vallanzasca lascia il carcere, andrà in una casa di cura

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha detto sì alla scarcerazione di Renato Vallanzasca, ex boss della malavita milanese detenuto da 52 anni. Era detenuto nel carcere di Bollate. Il boss della banda della Comasina, attiva tra gli ani ’70 e ’80, è stato condannato complessivamente a quattro ergastoli per omicidi, rapimenti, rapine e evasioni. È considerato uno dei più efferati criminali della storia dell’Italia. L’ex bandito ora passerà al regime di arresti domiciliari in una Rsa alla luce delle sue condizioni di salute: l’uomo, 74 anni, è affetto da demenza e la malattia si è fatta più evidente, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, con segnali di decadimento cognitivo. Le sue condizioni di oggi sarebbero “incompatibili” con il carcere.
L’istanza di differimento pena è stata presentata dagli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, col parere favorevole della procura generale. La difesa ha proposto di trasferire Vallanzasca, che oggi ha, in una struttura in provincia di Padova specializzata nella cura di persone affette da Alzheimer. I giudici hanno riconosciuto il decadimento cognitivo del detenuto, da qui la decisione di fargli lasciare il penitenziario di Bollate.
agenzia Dire – www.dire.it



È stato un venerdì indimenticabile per gli sportivi italiani. Dapprima gli azzurri di Spalletti, cui i bookmakers davano pochissime chance, si sono imposti alla Francia per 3 a 1, al Parco dei Principi, in una partita memorabile dove la nostra nazionale ha dato ai galletti d’oltralpe una vera lezione di calcio.
In occasione di un evento culturale svoltosi nei giorni scorsi a Forte dei Marmi, in Toscana, Vincenzo Odoguardi – vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – ha incontrato il Maestro Andrea Bocelli, indiscusso artista di fama mondiale.
Politica internazionale, sicurezza, sviluppo e intelligenza artificiale saranno alcuni dei principali temi al centro del G7 dei Parlamenti, a Verona da giovedì 5 a sabato 7 settembre, sotto la presidenza di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha incontrato questa mattina, 3 settembre, Douglass Benning, console generale degli Stati Uniti d’America a Milano. La visita del diplomatico statunitense ha offerto l’occasione al Governatore per rimarcare l’antico ruolo del Veneto nel legame tra gli Stati Uniti e l’Italia. Un legame storico e profondo, che ha trovato sviluppo anche nei settori economico, commerciale, turistico e culturale.
Su istruzioni del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, è stata convocata oggi alla Farnesina l’Incaricata d’affari dell’Ambasciata del Venezuela a Roma. Nell’incontro è stata confermata la forte preoccupazione con cui il Ministro, il Governo e le forze parlamentari italiane continuano a seguire la crisi scaturita dalle elezioni del 28 luglio, reiterando la richiesta di pubblicazione degli atti elettorali e la loro immediata verifica indipendente. L’Italia inoltre condanna con forza la notizia del mandato di arresto nei confronti di Edmundo Gonzalez Urrutia, candidato presidente dell’opposizione. Nel ribadire la richiesta di liberazione dei prigionieri politici, come ha sottolineato il Ministro Tajani anche questa mattina, particolare attenzione è stata dedicata nel colloquio ai detenuti di cittadinanza italiana, confermando la viva aspettativa di protezione e garanzia di accesso consolare. Tajani ha evidenziato l’assoluta necessità di rispettare il voto democratico. “Le autorità venezuelane – aggiunge il Ministro – devono rendere pubblici i risultati elettorali. Il popolo venezuelano ha il diritto di decidere liberamente il proprio destino”. Subito dopo le elezioni, il Ministro Tajani ha istituito presso la Farnesina una “task force” permanente per seguire gli sviluppi in Venezuela. “Sin dai primi momenti – ha ricordato – abbiamo denunciato le misure detentive adottate nei confronti di cittadini venezuelani, tra cui anche molti italo-venezuelani, e la forte preoccupazione per le limitazioni alla libertà di stampa in corso nel Paese, rivendicando il diritto all’informazione per la popolazione venezuelana e per i giornalisti locali, italiani ed internazionali attualmente nel Paese”. (Inform)
Il vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, si esprime sul tema della cittadinanza italiana agli immigrati.


Si accende il dibattito sulla cittadinanza agli stranieri, e torna in auge il progetto del cosiddetto Ius scholae che prevederebbe il riconoscimento della cittadinanza per i giovani con background migratorio nati in Italia o arrivati prima del compimento di una certa età, che abbiano frequentato regolarmente la scuola italiana per almeno un ciclo scolastico.