Dopo 52 anni l’ex bandito Vallanzasca lascia il carcere, andrà in una casa di cura

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vallanzasca 1024x576Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha detto sì alla scarcerazione di Renato Vallanzasca, ex boss della malavita milanese detenuto da 52 anni. Era detenuto nel carcere di Bollate. Il boss della banda della Comasina, attiva tra gli ani ’70 e ’80, è stato condannato complessivamente a quattro ergastoli per omicidi, rapimenti, rapine e evasioni. È considerato uno dei più efferati criminali della storia dell’Italia. L’ex bandito ora passerà al regime di arresti domiciliari in una Rsa alla luce delle sue condizioni di salute: l’uomo, 74 anni, è affetto da demenza e la malattia si è fatta più evidente, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, con segnali di decadimento cognitivo. Le sue condizioni di oggi sarebbero “incompatibili” con il carcere.

L’istanza di differimento pena è stata presentata dagli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, col parere favorevole della procura generale. La difesa ha proposto di trasferire Vallanzasca, che oggi ha, in una struttura in provincia di Padova specializzata nella cura di persone affette da Alzheimer. I giudici hanno riconosciuto il decadimento cognitivo del detenuto, da qui la decisione di fargli lasciare il penitenziario di Bollate.

agenzia Dire – www.dire.it




Stefania Battistini nella lista dei giornalisti ricercati in Russia, Tajani convoca l’ambasciatore

stefania battistini giornalista

stefania battistini giornalista
STEFANIA BATTISTINI – GIORNALISTA

Mosca ha dichiarato “persone ricercate” l’inviata della Rai Stefania Battistini e l’operatore Simone Traini: sono accusati di essere entrati in Russia, il mese scorso, in modo illegale: erano andati per documentare l’incursione ucraina nella regione russa di Kursk, iniziata dieci giorni prima. La contestazione sarebbe quella di avere “attraversato illegalmente il confine di Stato della Federazione Russa e avere filmato un video nel territorio del villaggio di Sudzha, nella regione di Kursk”. Un’accusa che si legherebbe all’articolo 322 del Codice penale della Federazione Russa sull’attraversamento illegale del confine dello Stato.

Nella lista dei ricercati figurano altri inviati stranieri, tra cui Nick Walsh della Cnn, Simon Connolly di Deutsche Welle e le giornaliste ucraine Natalia Nagornaya, Diana Butsko e Olesya Borovik.

TAJANI: “HO CONVOCATO PARAMONOV PER MANIFESTARE SORPRESA”

Alla luce della notizia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver convocato alla Farnesina l’ambasciatore russo in Italia: l’incontro con Alexey Paramonov si terrà domani pomeriggio.

“Ho fatto convocare alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione russa in Italia per manifestare la nostra sorpresa a causa della singolare decisione di Mosca di inserire la giornalista Battistini nella lista dei ricercati diramata dal ministero dell’Interno russo”, ha scritto Tajani su X.

USIGRAI: “GOVERNO ITALIANO GARANTISCA MASSIMA TUTELA A BATTISTINI E TRAINI”

“Il mandato di cattura diramato dal ministero dell’interno russo nei confronti di Stefania Battistini e Simone Traini è un atto inammissibile e un precedente pericoloso. Il giornalismo non è un reato e raccontare una guerra è anzi uno dei doveri fondamentali per ogni cronista specialmente del servizio pubblico. I due giornalisti, accusati di aver violato i confini russi, hanno semplicemente svolto il loro lavoro che è protetto dal diritto internazionale umanitario. L’Usigrai chiede al Governo italiano di proteggere al massimo livello Battistini, Traini e tutti i colleghi impegnati nella sede Rai di Mosca da qualunque tentativo di limitazione della libertà personale e professionale da parte di un governo antidemocratico come quello russo che reprime la stampa libera e utilizza il carcere per spegnere le voci critiche”. Così l’Usigrai in una nota.

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Sinner e gli azzurri: un venerdì di grand’Italia

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66dbd7d1c5870È stato un venerdì indimenticabile per gli sportivi italiani. Dapprima gli azzurri di Spalletti, cui i bookmakers davano pochissime chance, si sono imposti alla Francia per 3 a 1, al Parco dei Principi, in una partita memorabile dove la nostra nazionale ha dato ai galletti d’oltralpe una vera lezione di calcio.

Poi Jannick Sinner ci ha fatto palpitare vincendo in tre set la semifinale degli US Open contro l’inglese Draper.

Ora la nostra nazioale di calcio, per la Nations League, affronterà la prossima settimana Israele che appartiene con i transalpini e il Belgio al notro gruppo di qualificazione.

Mentre Sinner sarà in finale dell’Open di Flushing Meadowscontro lo statunitense Fritz.

Appuntamento alle ore 20 italiane di domani, domenica 8 settembre,, quando a New York saranno le 2 del pomeriggio.

 




Musica e cultura italiana nel mondo: Odoguardi (MAIE) incontra Bocelli a Forte dei Marmi

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5maiebocelliIn occasione di un evento culturale svoltosi nei giorni scorsi a Forte dei Marmi, in Toscana, Vincenzo Odoguardi – vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – ha incontrato il Maestro Andrea Bocelli, indiscusso artista di fama mondiale.
Con lui, il vicepresidente MAIE ha avuto l’opportunità di scambiare qualche battuta sulla Repubblica Dominicana e in generale sulla regione dei Caraibi, dove Odoguardi opera da anni come imprenditore nel settore delle costruzioni. Ma durante il breve dialogo si è messo l’accento anche sulla numerosa comunità italiana presente in quella zona del mondo.
Con il Maestro Bocelli, inoltre, Odoguardi ha parlato di cultura italiana all’estero e di musica italiana nel mondo.
“È stato un onore per me – dichiara il vicepresidente MAIE – poter conoscere personalmente il Maestro Bocelli e confrontarmi con lui su argomenti legati al mondo della cultura, della musica e alla presenza di oltre sei milioni di italiani nel mondo. C’è tanta voglia di Italia all’estero: il brand Italia continua a crescere, anche grazie al fondamentale contributo di artisti come Bocelli, che si esibisce nei teatri più prestigiosi e viene da tutti riconosciuto come eccellenza rappresentativa delle nostre tradizioni musicali classiche e non solo. L’universalità della sua arte consente ai nostri connazionali sparsi nel mondo di condividere come comunità emozioni e ricordi e di mantenere sempre vivi i legami con la madrepatria, dovunque il destino li abbia portati”, conclude Odoguardi. (aise) 




Il G7 Parlamenti apre domani a Verona

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4veronaPolitica internazionale, sicurezza, sviluppo e intelligenza artificiale saranno alcuni dei principali temi al centro del G7 dei Parlamenti, a Verona da giovedì 5 a sabato 7 settembre, sotto la presidenza di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati.
Il summit inizierà con la cerimonia di apertura al Museo di Castelvecchio, alle 18.30 di domani, 5 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
I lavori entreranno nel vivo venerdì mattina con l’intervento del Presidente Fontana nella sala consiliare di palazzo del Podestà, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In avvio dei lavori sono inoltre previsti i saluti di Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, e Ruslan Stefancuk, Presidente della Verchovna Rada ucraina.
Seguiranno tre sessioni di lavoro a porte chiuse: la prima sarà dedicata al tema “Sicurezza e sviluppo, nuovi equilibri geopolitici e accesso alle risorse strategiche”, con relatori lo Speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson e Fukushiro Nukaga, Speaker della Camera dei Rappresentanti del Giappone. La seconda avrà come tema “Il G7 per l’Africa e il Mediterraneo, le sfide comuni della stabilità e della crescita”. Interverranno: Yaël Braun-Pivet, Presidente dell’Assemblea nazionale francese, Greg Fergus, Speaker della Camera dei Comuni del Canada, Tulia Ackson, Presidente dell’Assemblea nazionale della Tanzania e Presidente dell’Unione interparlamentare. Dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio ci sarà la terza sessione dedicata a “Intelligenza artificiale, Cyber-sicurezza e tutela degli interessi nazionali, il ruolo dei Parlamenti nella transizione digitale”. Ne parleranno: Bärbel Bas, Presidente del Bundestag tedesco; Lindsay Hoyle, Speaker della Camera dei Comuni del Regno Unito.
Al termine sarà adottata la dichiarazione finale e il Presidente Fontana, con un discorso conclusivo, procederà anche al passaggio di consegne della Presidenza del G7. In serata le delegazioni saranno all’Arena, per la partecipazione alla rappresentazione de “Il Barbiere di Siviglia”. (aise) 




Veneto-USA: Zaia riceve il Console americano

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3zaiaIl presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha incontrato questa mattina, 3 settembre, Douglass Benning, console generale degli Stati Uniti d’America a Milano. La visita del diplomatico statunitense ha offerto l’occasione al Governatore per rimarcare l’antico ruolo del Veneto nel legame tra gli Stati Uniti e l’Italia. Un legame storico e profondo, che ha trovato sviluppo anche nei settori economico, commerciale, turistico e culturale.
“Il Veneto, come l’Italia in generale, è una delle destinazioni preferite dagli americani, attratti non solo dalle nostre località, ma anche da ciò che ha reso il nostro Paese famoso nel mondo: gastronomia, moda, design e motori – ha sottolineato il presidente Zaia nel saluto -. Nella nostra Regione abbiamo anche investimenti statunitensi grazie alla presenza di numerosi distretti industriali, un tessuto di piccole e medie imprese altamente internazionalizzate. Credo sia importante potenziare la collaborazione in questa direzione così da rafforzare il partenariato economico e industriale in settori strategici, quali la microelettronica, l’aerospace, la robotica e altri ambiti ad alto valore aggiunto”.
Il presidente Zaia ha concluso il benvenuto con un riferimento ai prossimi giochi olimpici invernali che saranno ospitati nel Veneto: “Un’opportunità unica. Il Veneto si prepara ad accogliere atleti e spettatori da ogni parte del mondo, condividendo con loro non solo lo spirito della competizione, ma anche il calore della nostra comunità. Il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti è forte e radicato, e i Giochi Olimpici rappresentano un ulteriore punto di amicizia tra le nostre nazioni. Dopo Milano-Cortina, La torcia olimpica arriverà proprio negli Stati Uniti, a Los Angeles, nel 2028. Siamo fiduciosi che la collaborazione tra i nostri Paesi continuerà a rafforzarsi”. (aise) 




Tajani convoca l’Incaricata d’affari dell’Ambasciata del Venezuela

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farnesina bis scaled e1616497357647 615x223Su istruzioni del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, è stata convocata oggi alla Farnesina l’Incaricata d’affari dell’Ambasciata del Venezuela a Roma. Nell’incontro è stata confermata la forte preoccupazione con cui il Ministro, il Governo e le forze parlamentari italiane continuano a seguire la crisi scaturita dalle elezioni del 28 luglio, reiterando la richiesta di pubblicazione degli atti elettorali e la loro immediata verifica indipendente. L’Italia inoltre condanna con forza la notizia del mandato di arresto nei confronti di Edmundo Gonzalez Urrutia, candidato presidente dell’opposizione. Nel ribadire la richiesta di liberazione dei prigionieri politici, come ha sottolineato il Ministro Tajani anche questa mattina, particolare attenzione è stata dedicata nel colloquio ai detenuti di cittadinanza italiana, confermando la viva aspettativa di protezione e garanzia di accesso consolare. Tajani ha evidenziato l’assoluta necessità di rispettare il voto democratico. “Le autorità venezuelane – aggiunge il Ministro – devono rendere pubblici i risultati elettorali. Il popolo venezuelano ha il diritto di decidere liberamente il proprio destino”. Subito dopo le elezioni, il Ministro Tajani ha istituito presso la Farnesina una “task force” permanente per seguire gli sviluppi in Venezuela. “Sin dai primi momenti – ha ricordato – abbiamo denunciato le misure detentive adottate nei confronti di cittadini venezuelani, tra cui anche molti italo-venezuelani, e la forte preoccupazione per le limitazioni alla libertà di stampa in corso nel Paese, rivendicando il diritto all’informazione per la popolazione venezuelana e per i giornalisti locali, italiani ed internazionali attualmente nel Paese”. (Inform)




Odoguardi (MAIE): “Cittadinanza agli immigrati? Prima gli italiani all’estero”

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odoguardi italiaIl vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, si esprime sul tema della cittadinanza italiana agli immigrati.

“Torna di prepotenza nel dibattito politico italiano il tema della cittadinanza agli immigrati. In attesa di poter visionare le proposte di legge sull’argomento, che già sono state annunciate, ci si interroga su quale sia la via migliore tra ius soli, ius soli temperato e ius scholae. Un dibattito, insomma, completamente incentrato sulla cittadinanza agli stranieri in Italia. E gli italiani all’estero? E i loro discendenti? – si chiede Odoguardi – Esiste un numero impressionante di persone, nel mondo, a cui la cittadinanza spetta di diritto. Eppure quel diritto resta il più delle volte un miraggio. Sono pochissimi, oltre confine, quelli che davvero riescono ad ottenere la cittadinanza italiana. Questo anche a causa di procedure burocratiche farraginose e servizi consolari inefficienti.

Non solo: prima di pensare di dare la cittadinanza a chi non ha sangue italiano, sarebbe opportuno riaprire i termini per il riacquisto della cittadinanza in modo tale che i connazionali che l’hanno persa possano richiederla, senza essere costretti a tornare a vivere in Italia.

Come si vede, forse sarebbe meglio pensare prima a chi è già italiano ma ha solo bisogno di un pezzo di carta per dimostrarlo, piuttosto che agli immigrati e ai loro figli, che peraltro – a certe condizioni – possono chiedere di ottenere la cittadinanza italiana al 18esimo anno di età.

Come MAIE faremo la nostra parte affinché in un’eventuale discussione parlamentare non ci si dimentichi dei tanti italiani nel mondo e dei loro sacrosanti diritti.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE”




Ius Scholae, Tajani: “Essere italiano non è legato alle generazioni. Contano i valori”

meeting di rimini 2024

meeting di rimini 2024
ANTONIO TAJANI MINISTRO ESTERI

“Essere italiano, europeo o patriota non è legato a sette generazioni prima. Preferisco uno che ha i genitori stranieri e canta l’inno di Mameli a uno che è italiano da sette generazioni e non canta l’inno. Chi è più patriota dei due?”. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Meeting di Rimini.

E aggiunge: “Sei italiano ed europeo non perché hai la pelle bianca, gialla, rossa o verde, ma perché dentro di te hai quelle convinzioni e quell’anima europea”.

“Il mondo è cambiato- spiega ancora il ministro- parlo dello Ius Scholae non perché sono un pericoloso lassista che vuole aprire le porte a cani e porci ma perché la realtà è questa“. E in materia di Ius Scholae conclude: “Non voglio parlare degli africani che possono diventare cittadini italiani se no poi qualcuno si arrabbia…”.

UE. TAJANI: “NEL SUO DNA C’È LA PACE MA SPESSO È TROPPO DEBOLE”

“L’Europa dovrebbe avere una voce unica per portare un messaggio di pace, nel dna della Unione europea c’è la pace ma è spesso troppo debole perché non ha strumenti efficaci“, dice ancora Tajani.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Lo “Ius Scholae” per diventare cittadini italiani

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scuolaelementarealunnigenericaSi accende il dibattito sulla cittadinanza agli stranieri, e torna in auge il progetto del cosiddetto Ius scholae che prevederebbe il riconoscimento della cittadinanza per i giovani con background migratorio nati in Italia o arrivati prima del compimento di una certa età, che abbiano frequentato regolarmente la scuola italiana per almeno un ciclo scolastico.
Ma quanti sarebbero i potenziali destinatari? E come sono distribuiti sul territorio? Tuttoscuola – organismo accreditato presso il Ministero dell’Istruzione – ha analizzato i dati e ha fatto una proiezione di quanti potrebbero essere gli alunni coinvolti nell’arco di un quinquennio.
La stima varia nell’ipotesi che sia considerato sufficiente un ciclo di 5 anni (coincidente di fatto con la scuola primaria) o se lo Ius scholae venga riconosciuto a chi ha frequentato l’intero primo ciclo del sistema di istruzione italiano, fino alla terza media.
Gli studiosi hanno considerato prudenzialmente questa seconda ipotesi.
Utilizzando gli ultimi dati disponibili pubblicati sul portale Unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito, relativi all’anno scolastico 2022-23 e riferiti agli alunni delle scuole statali e paritarie, è possibile definire una stima attendibile del numero di alunni stranieri che potrebbero beneficiare della proposta nel primo anno di applicazione e poi nei successivi quattro, per coprire il primo quinquennio di eventuale applicazione. I dati sono stati approfonditi per area geografica, in quanto l’impatto sarebbe molto differente da regione a regione.
Il calcolo dei potenziali beneficiari dello Ius scholae
Gli studenti che potrebbero avvalersi dello Ius scholae per il primo anno sarebbero quelli iscritti in terza media (ultimo anno del primo ciclo) delle statali e delle paritarie, più quelli iscritti alle superiori (che avrebbero alle spalle già il primo ciclo e beneficerebbero “a ritroso” della ipotizzata nuova norma), e infine gli iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) gestiti dalle Regioni.
Vediamo il calcolo per ciascuno dei tre gruppi.
In base ai dati dell’anno scolastico 2022-23, su circa 550mila alunni iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di I grado, cioè al termine del primo ciclo di istruzione (che comprende la scuola primaria e la media), gli alunni stranieri erano quasi 55mila. Si può stimare, quindi, che per questo primo gruppo sia questo il numero di stranieri che raggiungerebbero i requisiti per beneficiare dello Ius scholae per il conseguimento della cittadinanza italiana.
Ma nel primo anno di entrata in vigore della ipotizzata norma sullo Ius scholae anche gli studenti stranieri della secondaria di II grado potrebbero vantare il possesso del requisito di frequenza dei due cicli scolastici (scuola primaria e media) conseguito negli anni precedenti. Sono 217.614 studenti di istituti statali e 4.533 di istituti paritari in quella condizione, per un totale complessivo di 222.147 studenti stranieri che vanno ad aggiungersi ai 54.919 del terzo anno di scuola secondaria di I grado.
Dal riepilogo complessivo (iscritti alla terza media e alle superiori) per aree territoriali dei dati relativi a tutti gli studenti stranieri che al 2022-23 avevano alle spalle due cicli scolastici si ricava che circa 5 nuovi concittadini italiani su 6 vivrebbero al centro e al nord (e meno del 15% nel meridione).
Vanno infine considerati anche i corsi IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) gestiti dalle Regioni, che accolgono gli alunni dopo la scuola media, e registrano molti iscritti di nazionalità straniera. Si può stimare che complessivamente accolgano circa 35mila giovani stranieri, che si aggiungerebbero quindi a quelli iscritti a scuola.
Pertanto se il Parlamento approverà una legge che prevede per gli alunni stranieri l’acquisizione della cittadinanza italiana, secondo lo Ius scholae per l’intero primo ciclo di istruzione (primaria e secondaria di primo grado), ne beneficerebbero nel primo anno di applicazione circa 310 mila ragazzi.
Una proiezione per il prossimo quinquennio
È interessante valutare l’impatto delle norma in discussione in questi giorni su un arco di tempo più lungo. Nel dettaglio è stato considerato un quinquennio. Vanno quindi considerate ulteriori quattro annualità, che coinvolgerebbero gli studenti iscritti nell’anno scolastico preso a riferimento rispettivamente in seconda media (otterrebbero la cittadinanza nel secondo anno di applicazione della legge), in prima media (terzo anno di applicazione, in quinta primaria (quarto anno di applicazione) e in quarta primaria (quinto anno di applicazione).
Dei 262 mila iscritti tra quarta primaria e seconda media si può stimare che una piccola parte (abbiamo ipotizzato il 5%) non raggiunga per vari motivi la terza media. Si arriva così a 249 mila alunni che raggiungerebbero in questo arco di tempo il traguardo della licenza media e quindi della cittadinanza italiana grazie nello scenario ipotizzato.
Nel quadriennio successivo acquisirebbero quindi i requisiti per ottenere la cittadinanza in base allo Ius scholae altri 250 mila alunni stranieri circa, che si aggiungerebbero ai 310 mila circa del primo anno di applicazione. In totale nel quinquennio i “nuovi italiani” grazie all’ipotizzata misura sarebbero circa 560 mila, secondo la stima di Tuttoscuola: un po’ meno dell’1% della popolazione attualmente residente in Italia, circa l’1,2% degli aventi diritto di voto e circa il 7% della popolazione scolastica complessiva.
Dal momento che gli alunni stranieri in totale sono oggi 935 mila, sei su dieci raggiungerebbero la cittadinanza italiana grazie allo Ius scholae nei primi cinque anni di applicazione.
Forse si respirerebbe una nuova atmosfera nelle aule scolastiche. (aise)