Caso Passeri. La famiglia: “Lo Stato lo faccia tornare in Italia”

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passeriÈ nel carcere Badr 2, a 70 chilometri dal Cairo da un anno, in condizioni difficili, senza poter parlare o vedere i suoi familiari. Oggi la notizia choc è arrivata in Italia alla famiglia: Luigi Giacomo Passeri, 31 anni di Pescara, è stato condannato a 25 anni di reclusione con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

“INGIUSTAMENTE TRATTENUTO IN EGITTO, LO STATO LO RIPORTI IN ITALIA”

Il giovane pescarese era stato fermato il 23 agosto scorso durante una viaggio in Egitto in possesso di una dose di marijuana. Di qui l’inizio del suo calvario. Dalla pagina Fb del fratello, Andrea Passeri, le parole postate alla vigilia dell’udienza: “Ci siamo, domani saranno 360 giorni che sei tenuto in ostaggio e non senti o non vedi nessuno dei tuoi cari. Speriamo che con l’udienza di domani sarai liberato e lasciato ritornare al tuo posto, tra i tuoi cari, a casa”. Poi la doccia fredda. Ora la famiglia lancia un appello: “Chiediamo allo Stato, alla politica italiana di farlo tornare in Italia, di interessarsi almeno al caso attraverso la documentazione ufficiale rilasciata dalle autorità egiziane in mio possesso. Giacomo è ingiustamente trattenuto lì, si faccia qualcosa per riportarlo al più presto a casa”.

LA FARNESINA: “RICHIESTA UNA VISITA CONSOLARE IN CARCERE”

La replica del ministero degli Esteri assicura che il caso di Passeri è seguito “con la massima attenzione” ed è stata richiesta l’autorizzazione a una visita consolare in carcere con la “massima urgenza” per prestare “ogni necessaria assistenza”. Lo scorso 19 agosto inoltre anche il capo della cancelleria consolare dell’ambasciata d’Italia, accompagnato da un interprete, fa sapere la Farnesina, ha assistito all’udienza del processo di primo grado in qualità di osservatore. Inoltre “in attesa della pubblicazione del dispositivo della sentenza, il legale di Passeri ha comunque già informato l’ambasciata dell’intenzione di presentare ricorso”

DA UN ANNO IN PRIGIONE SENZA POTER PARLARE CON LA FAMIGLIA

Giacomo Passeri dalle poche lettere che è riuscito a inviare alla famiglia in questi 12 mesi- l’unico canale di comunicazione concesso- sostiene la sua innocenza e denuncia precarie condizioni di detenzione e lungaggini processuali, tali da spingerlo ad iniziare uno sciopero della fame.

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45°Meeting per l’amicizia fra i popoli, Mattarella: “Essenziale rimettere al centro la persona”

mattarella preoccupato per le tensioni roma parigi va ristabilita fiducia con la francia

mattarella preoccupato per le tensioni roma parigi va ristabilita fiducia con la francia“Essenziale è rimettere al centro la persona. Il desiderio di vita e di pienezza, nella relazione con la comunità. Perché l’essenziale non sta nell’io separato, autosufficiente, ma nell’incontro con l’altro, nella scoperta delle verità di cui l’altro è portatore, e dunque nel camminare insieme, nel domani da pensare e costruire”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Bernhard Scholz in occasione della 45^ edizione del Meeting apertasi oggi a Rimini e che ha per tema “’Se non siamo alla ricerca dell’essenziale, allora cosa cerchiamo?”. “Il Meeting – scrive il Capo dello Stato – offre anche quest’anno il proprio contributo di cultura, dialogo e umanità. È una vicenda che ha saputo interrogarsi sulle ragioni fondanti della nostra società e che continua a rinnovarsi, coinvolgendo giovani e meno giovani, cercando di cogliere oltre le contingenze ciò che si muove più nel profondo. Rivolgo a quanti vi prenderanno parte il saluto più caloroso, nella certezza che le giornate di Rimini risulteranno per tutti un prezioso arricchimento, e agli organizzatori e ai volontari esprimo l’apprezzamento per l’impegno dispiegato. Il tema di questa edizione esprime le radici culturali del Meeting proponendo uno sguardo aperto alle straordinarie trasformazioni che stiamo vivendo. Si vuole ricercare l’essenziale proprio mentre i flussi globali delle informazioni diventano fiumi in piena, mentre le tecnoscienze ci mostrano soluzioni fino a ieri inimmaginabili, mentre le opportunità offerte ai singoli ripropongono la fallace lusinga dell’onnipotenza dell’uomo. Eppure, a fronte di tante nuove chances per l’umanità, tocchiamo con mano l’orrore, le atrocità e l’escalation delle guerre, le volontà di dominio, con un drammatico ritorno al passato. Sentimenti di paura, sfiducia, talvolta indifferenza, non di rado rancore e odio, si riaffacciano. Per questo essenziale è rimettere al centro la persona. Il desiderio di vita e di pienezza, nella relazione con la comunità. Perché l’essenziale non sta nell’io separato, autosufficiente, ma nell’incontro con l’altro, nella scoperta delle verità di cui l’altro è portatore, e dunque nel camminare insieme, nel domani da pensare e costruire. L’impegno educativo e culturale, di cui il Meeting si fa testimone, ha grande valore”, conclude il Presidente Mattarella. (Inform)




Naufragio a Palermo, anche il presidente di Morgan Stanley tra i dispersi

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bloomer 1024x576Il numero uno della finanza internazionale, Jonathan Bloomer, presidente della nota banca d’affari Usa Morgan Stanley International è tra le persone disperse del naufragio del Bayesian, il veliero naufragato a Porticello. A confermare le notizie diffuse dai quotidiani britannici è il direttore della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina.

Tra le sei persone nell’elenco dei dispersi quindi, oltre a Mike Lynch, il tycoon britannico proprietario dell’imbarcazione, la figlia diciottenne Hannah, anche Bloomer e la moglie, e ancora Christopher Morvillo, avvocato di Lynch dello studio legale di Londra Clifford Chance, insieme alla moglie Nada Morvillo. Delle 22 persone a bordo del veliero naufragato al largo della costa palermitana sono invece quindici le persone tratte in salvo, tra cui la moglie di Lynch Angela Bacares e una bimba di pochi mesi. Nel bilancio provvisorio al momento figura un morto, Ricardo Thomas, canadese con passaporto dell’Antigua. Era il cuoco della barca, a riconoscerlo sono stati gli altri membri dell’equipaggio superstiti.

IL PUNTO SULLE RICERCHE DEI 6 DISPERSI

Nella tarda serata di ieri, lunedì 19 agosto, gli speleosub dei Vigili del fuoco giunti da Cagliari, Sassari e Roma avevano terminato con esito negativo a prima ispezione all’interno del relitto che si trova adagiato a 49 metri di profondità e a mezzo miglio dalla costa di Porticello. Le ricerche dei sei dispersi, che potrebbero essere rimasti intrappolati all’interno dell’imbarcazione, sono riprese questa mattina, martedì 20 agosto. La Procura di Termini Imerese ha intanto aperto un’inchiesta per accertare l’esatta dinamica del naufragio. Le indagini sono condotte dalla Guardia costiera di Porticello.

IL REGNO UNITO INVIA 4 COMMISSARI DELLA MARINA

Sono attesi a Palermo 4 ispettori della Marine Accident Investigation Branch del Regno Unito: il teAm britannico condurrà una “valutazione preliminare” sull’affondamento del veliero Bayesian al largo della costa di Palermo e parteciperà alla ricerche. Lo ha annunciato un portavoce del governo di Londra. Lo yacht affondato era registrato a Londra e batteva bandiera britannica, perciò le autorità inglesi saranno coinvolte. Senza contare che, tra i dispersi, ci sono nomi di spicco per il Paese.

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Sei anni fa il crollo del Ponte Morandi a Genova, Mattarella: “Le responsabilità devono essere definitivamente accertate”

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quirinale mattarella image 351x223“Desidero unirmi alla commemorazione delle vittime del crollo del Ponte Morandi, a Genova. Le immagini di quel drammatico evento appartengono alla memoria collettiva della Repubblica e richiamano alla responsabilità condivisa di assicurare libertà di circolazione e assenza di rischi a tutti gli utenti, tutelando il patrimonio infrastrutturale del Paese”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Sindaco di Genova Marco Bucci nel sesto anniversario della tragedia che fece 43 vittime . “Le responsabilità – scrive il Capo dello Stato – devono essere definitivamente accertate e auspico che il lavoro delle autorità preposte si svolga con l’efficacia e la prontezza necessarie a ogni sentimento di giustizia: il tempestivo processo di ricostruzione del collegamento tramite il Ponte Genova San Giorgio non costituisce, infatti, attenuante per quanto accaduto” . “In questa giornata di cordoglio e di memoria la Repubblica esprime vicinanza ai familiari delle 43 vittime, unitamente a un profondo sentimento di solidarietà alla Città”, conclude Mattarella. (Inform)




Ponte Morandi, a Genova le celebrazioni in ricordo delle vittime

ponte morandi

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A sei anni dal crollo del Ponte Morandi, Genova ricorda le vittime della tragedia avvenuta alle 11.36 del 14 agosto 2018. In quel momento esatto, la pila 9 si accartocciava su stessa e portava via 43 vite. Alle 9.30 l’arrivo alla radura della Memoria, dei partecipanti alla camminata in ricordo delle vittime organizzata dall’associazione Noi per Voi Valle Stura Masone con i sindaci di Masone, Rossiglione e Campoligure. Presenti 43 bambini, che hanno portato un pensiero ai parenti delle vittime. Dalle 10.45, la cerimonia in ricordo delle vittime del crollo del ponte Morandi alla presenza del sindaco di Genova e delle autorità locali. Presenti anche il prefetto Cinzia Torraco e il presidente ad interim di Regione Liguria Alessandro Piana. Poi, alle 11.36 il minuto di silenzio accompagnato dalle sirene delle navi in porto e dalle campane di tutta la Diocesi. All’ingresso della radura, vicino la piastra metallica con i nomi delle vittime, sono state posizionate le corone del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, della Presidenza del Senato, dei Ministri e dei parenti delle vittime.

MELONI: INDIVIDUARE RESPONSABILITÀ È DOVERE MORALE

“Memoria, rinascita, giustizia. Sono trascorsi sei anni dalla catastrofe del crollo del Ponte Morandi, che il 14 agosto 2018 ha sconvolto Genova, la Liguria e la Nazione intera. Oggi onoriamo le 43 vittime di quella tragedia e ci stringiamo, con la mente e con il cuore, ai loro famigliari e ai loro cari. Oggi ci sentiamo un po’ tutti genovesi, figli di una città fiera e orgogliosa che è stata moralmente piegata e fisicamente spezzata in due, ma che da allora ha saputo anche rialzarsi e andare avanti”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel sesto anniversario del crollo del Ponte Morandi. “Genova è rinata, più forte e più caparbia di prima. Il Ponte San Giorgio, la cui costruzione ha segnato un modello di efficienza, innovazione e capacità ingegneristica, è uno dei simboli più potenti di questo nuovo corso”, aggiunge. La tragedia del crollo del ponte Morandi “ricorda alla Nazione le tante, troppe, domande rimaste ancora senza risposta. Fare giustizia e individuare le responsabilità per ciò che è accaduto, accertando una volta per tutte colpe e omissioni, è un dovere morale, oltre che giudiziario”, ha detto Meloni. “Rinnoviamo l’auspicio che l’iter giudiziario possa concludersi nel più breve tempo possibile perché Genova, la Liguria e l’Italia aspettano di conoscere la verità processuale su ciò che è accaduto”, aggiunge.

SALVINI: CROLLO SI POTEVA EVITARE, ITALIA HA MEZZI PER RINASCERE

“Sei anni fa l’Italia si fermava davanti al crollo del Ponte Morandi a Genova. Una tragedia che contò 43 vittime (alle quali va il nostro pensiero), centinaia di sfollati e tanta rabbia per una situazione che poteva essere evitata. Grazie anche alla commovente capacità di reazione del popolo genovese, quel dramma riuscì però ad unire una città, una regione e un intero Paese che, superando ostacoli, burocrazia e lentezze, portò alla costruzione in tempi record di un nuovo Ponte, diventato un modello ingegneristico nel mondo”. Lo scrive il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sul suo profilo Instagram. “Questa straordinaria opera infrastrutturale dimostra ancora oggi che, se tutti sono disposti a fare la loro parte, l’Italia ha tutti i mezzi necessari per rinascere nel nome dello sviluppo, del lavoro e dei Sì: è l’impegno che stiamo portando avanti”, conclude Salvini

LA RUSSA: FERITE DISASTRO ANCORA APERTE, INVESTIRE IN SICUREZZA

“Nel sesto anniversario del crollo del Ponte Morandi rinnovo con profondo rispetto e partecipazione, il cordoglio, mio personale e del Senato della Repubblica, per le 43 vittime e le loro famiglie. Le ferite di quel disastro sono ancora aperte, così come saranno per sempre scolpite nella nostra memoria le immagini di una città, Genova, spezzata in due e quel senso di incredulità e rabbia che tutti abbiamo provato in quei drammatici momenti”. Lo scrive il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“Questo giorno in cui rinnoviamo il dolore per i caduti, rappresenta anche una importante occasione per riflettere sull’eccezionale esempio di resilienza e impegno che ha portato alla rapida ricostruzione del nuovo Ponte San Giorgio. Un significativo segnale di riscatto per l’intera comunità nazionale. Una realizzazione frutto della straordinaria coesione di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria, dell’impegno della società civile, delle imprese, delle maestranze e della straordinaria volontà di una terra che ha sempre dimostrato di saper superare difficoltà e avversità. La sinergia tra pubblico e privato ha offerto un modello di efficienza e determinazione. In memoria di questa dolorosa giornata, infine, rinnoviamo l’invito a mantenere alta l’attenzione sui rischi ambientali e infrastrutturali, investendo nella sicurezza e nella manutenzione per evitare future tragedie. Il ricordo di quel giorno ci guida nella nostra missione di costruire un futuro più sicuro e sostenibile per le prossime generazioni”, conclude.

TOTI: OGGI RIVIVIAMO DOLORE PER 43 VITTIME INNOCENTI

“Per la sesta volta ricordiamo commossi il momento più difficile della Liguria. Il 14 agosto del 2018 crollava il Ponte Morandi e le sue macerie seppellivano ogni certezza. Oggi riviviamo il dolore per le 43 vittime innocenti e ricordiamo con orgoglio la capacità di reazione di una comunità che ha saputo ricostruire il ponte e riprendere il cammino verso il futuro. Oggi che tutto sembra un po’ grigio, non dimentichiamo cosa siamo stati capaci di fare insieme”. Così scrive Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

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Sant’Anna di Stazzema, il presidente Mattarella: “La Repubblica riconosce qui le sue radici”

il presidente mattarella alla cerimonia di consegna del "ventaglio"

il presidente mattarella alla cerimonia di consegna del "ventaglio"

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’80mo anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Per la Repubblica- ha detto il presidente- oggi è giorno di memoria, di raccoglimento, di testimonianza. Il 12 agosto di ottant’anni or sono reparti delle SS naziste, con la complicità fascista, compirono nelle frazioni di Stazzema uno degli eccidi più spietati della Seconda Guerra Mondiale, uccidendo senza pietà donne, anziani, bambini, sfollati che pensavano di aver trovato un rifugio sottraendosi ai combattimenti”.

“Fu la guerra portata alle popolazioni civili- ha continuato- lo sterminio di comunità locali incolpevoli. Fu la tragedia che si abbattè sui villaggi della linea Gotica, a Padule di Fucecchio, a Marzabotto, fra le altre. Il baratro nel quale allora sprofondò l’umanità ha reso questi luoghi un sacrario europeo del dolore, e un simbolo di riscatto di quella rinascita umana e civile che ha saputo opporsi alla barbarie, generando democrazia, libertà, pace, laddove si voleva cancellare ogni speranza”.

“Ai discendenti e alle genti di Stazzema, che rinnovano oggi il dolore della propria comunità per lo sterminio dei propri cari- ha detto- va il sentimento commosso dell’intera Nazione. Una grande eredità morale è stata lasciata dai sopravvissuti”.

“La Repubblica- ha concluso- può qui riconoscere le sue radici. Quelle che, anche oggi, ci spingono a respingere le ragioni della guerra come strumento di risoluzione delle controversie. Il testimone della memoria e dell’impegno continuerà, come a Sant’Anna di Stazzema, a passare di mano in mano, per ricordarci che si tratta di crimini imprescrittibili, per accompagnarci sulla strada della civiltà e della pace, sconfiggendo chi fa crescere l’odio”.

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68° anniversario della tragedia di Marcinelle. Tajani: “l’8 agosto diventi anche Giornata europea della memoria”

incidenti minerari belgio marcinelle

incidenti minerari belgio marcinelleQuesto il messaggio del Ministro degli Esteri Tajani in occasione del 68 anniversario della tragedia di Marcinelle.

“A noi, uniti nell’impegno, il compito di onorarne la memoria e di lavorare perché queste tragedie non accadano mai più. Per una Europa del lavoro e della crescita, con la persona sempre al centro”. Si chiude con queste parole il messaggio del Vice presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani per il 68° anniversario del disastro di Marcinelle. “Voglio partire da qui, da questa ferita ancora presente nella memoria collettiva del nostro continente – scrive Tajani – per creare consenso in sede di Parlamento Europeo, anche grazie al lavoro della delegazione parlamentare italiana, perché questa data diventi anche una ‘Giornata europea’ della memoria. A Marcinelle, uniti nella tragedia, perirono 262 minatori di 12 Paesi diversi”. 136 erano italiani. “La ricorrenza della tragedia del Bois du Cazier, avvenuta l’8 agosto 1956, costituisce – sottolinea Tajani – un momento chiave nella vita delle comunità italiane nel mondo, quale simbolo del loro straordinario contributo al benessere dei Paesi di accoglienza e del loro sforzo di integrazione attraverso il lavoro”. “E’ così – per Marcinelle, è così per tutte le altre tragedie dell’emigrazione italiana, come quella della miniera statunitense di Monongah, che già nel 1907 era costata la vita a centinaia di nostri connazionali” , rammenta il Ministro . Che aggiunge: “Il ricordo vivo di queste catastrofi ci sprona a perseguire con sempre maggiore impegno, a livello nazionale e sovranazionale, un percorso comune di costruzione di un quadro normativo e di controlli chiaro e inflessibile, per porre fine alla piaga degli incidenti sul lavoro”. “Ho – prosegue – visitato molte volte e sempre con grande emozione il sito di Marcinelle, da Vice Presidente della Commissione Europea e da Presidente del Parlamento Europeo. Non ho voluto mancare di farlo, lo scorso anno, anche da Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. In tutte queste occasioni è sempre stato un onore per me portare l’omaggio del Paese alla memoria delle vittime ed il conforto dell’Italia intera al dolore dei familiari. Il Governo italiano istituì nel 2001, nel giorno di questa triste ricorrenza, la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, per rendere omaggio ai tanti Italiani che con dedizione e coraggio hanno tenuto alto il nome dell’Italia all’estero, spesso a prezzo di grandi sacrifici personali e familiari”. “Un impegno del quale – rimarca Tajani – i nostri connazionali – dalle comunità più antiche ai protagonisti della nuova mobilità – sono ancora oggi interpreti ovunque nel mondo, dove portano la maestria del saper fare italiano insieme all’orgoglio delle proprie radici”. “Ma con il suo alto tributo di vittime anche belghe, polacche, greche, tedesche, francesi, ungheresi, inglesi, russe, ucraine e algerine, Marcinelle – accaduta pochi mesi prima della firma dei Trattati di Roma – è soprattutto una tragedia europea” . Di qui l’impegno affinché l’8 agosto diventi anche “Giornata europea” della memoria. (Inform)




Addio a Mario Paglieri, custode della ricetta segreta di Felce Azzurra…e dei nostri ricordi d’infanzia

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bagnodoccia felce azzurra 650 ml 8d57dbf1ff2cdbd 1024x560Leggete queste due parole: Felce Azzurra. Adesso chiudete gli occhi, affondate le narici nei ricordi d’infanzia. Impossibile non riconoscerla: una fragranza unica, inconfondibile. Un odore che è storia, nostra personale e del nostro Paese. Una storia che racconta la vita di Mario Paglieri: il custode della ricetta, protettore del talco magico, è morto a 91 anni.

Il padre dei nostri bagnetti e, per i nostalgici e gli irriducibili, anche delle nostre docce quotidiane e dei nostri bucati, si è spento portando con sé il segreto di quella combinazione di sostanze che ha reso il marchio stampato sulla confezione celeste, un’icona italiana. L’invenzione era di suo nonno, Ludovico, ed era stata trascritta in un quaderno da suo padre, Luigi. Poi chiusa nella cassaforte di famiglia. Nei pc dei dipendenti, infatti, non ve n’è traccia.

Per Mario, figlio e nipote, tra i tutti i sensi dell’esistenza ha vinto l’olfatto: il naso era il suo strumento di lavoro. Ha guidato l’azienda per 60 anni, attraversando le generazioni, affrontando la globalizzazione, portando Felce Azzurra Paglieri a diventare un colosso internazionale da 200 milioni di fatturato.

E non solo: è diventato un modello di welfare, ha introdotto un asilo nido direttamente nello stabilimento, per favorire il lavoro femminile. Un marchio che racconta anche un pezzo di storia della televisione italiana, in particolare della pubblicità: fu tra i protagonisti di Carosello, mandando in onda sul piccolo schermo spot a cui hanno prestato il volto personaggi del calibro di Ornella Vanoni, Mina e il Quartetto Cetra.

Felce Azzurra Paglieri fu fondata nel 1876, ha più di 100 anni e dagli anni ’50 del 900 al 2020 è stata guidata dal naso di Mario Paglieri. La ‘Nutella’ dei profumi, di quelle cose belle che vorresti non finissero mai.

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Il Ministro Tajani presiede riunione dei Ministri degli Esteri del G7 sulla situazione in Medio Oriente

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tajanimessicovertIl Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha presieduto oggi una riunione in videoconferenza dei Ministri degli Esteri del G7 sulla situazione in Medio Oriente, organizzata nell’ambito della Presidenza italiana del G7.

“Insieme ai nostri partner, abbiamo espresso forte preoccupazione per i recenti avvenimenti che minacciano di determinare una regionalizzazione della crisi, a partire dal Libano”, ha dichiarato Tajani.

“Invitiamo le parti interessate a desistere da qualsiasi iniziativa che possa ostacolare il percorso del dialogo e della moderazione e favorire una nuova escalation”.

“Riaffermando il nostro sostegno al Piano Biden, abbiamo ribadito il carattere prioritario di una favorevole conclusione dei negoziati sul cessate il fuoco a Gaza e sulla liberazione degli ostaggi, e confermato il nostro impegno per intensificare l’assistenza umanitaria alle popolazioni della Striscia anche nell’ ambito di Food for Gaza” ha continuato Tajani.

Il Ministro Tajani ha ricordato con i suoi colleghi l’importanza del rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu per la gestione della presenza militare ai confini fra Libano e Israele.

I Ministri degli Esteri hanno condiviso informazioni sul Libano e concordato su necessità mantenere un raccordo operativo costante nella regione, oltre a un coordinamento politico.




44 anni fa la Strage di Bologna. Oggi la commemorazione

g7 bologna

g7 bolognaBologna celebra il 44esimo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Oggi la commemorazione per ricordare le 85 vittime dell’attentato è iniziata questa mattina nel cortile di Palazzo D’Accursio.

“A Bologna si consumò uno degli eventi più tragici della nostra storia repubblicana. Una ferita insanabile, monito permanente da consegnare alle giovani generazioni unitamente ai valori della risposta democratica della nostra Patria, che hanno consentito il riscatto e, nell’unità della nostra comunità, la salvaguardia del bene comune”. Dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

MATTARELLA: “SEGNO INDELEBILE NELLA COSCIENZA DEL POPOLO“

“I morti, le immagini della Stazione di Bologna devastata, l’attacco feroce alla convivenza degli italiani- continua il presidente- hanno impresso un segno indelebile, il 2 agosto 1980, nella identità della Repubblica e nella coscienza del popolo italiano. La memoria non è soltanto un dovere ma è l’espressione consapevole di quella cittadinanza espressa nei valori costituzionali che la violenza terroristica voleva colpire e abbattere”.

MATTARELLA: “STRATEGIA NEOFASCISTA NUTRITA DI COMPLICITÀ”

“Con profondi sentimenti di solidarietà- aggiunge-, quarantaquattro anni dopo l’attentato, ci uniamo ai familiari delle vittime e alla Città di Bologna, teatro di una spietata strategia eversiva neofascista nutrita di complicità annidate in consorterie sovversive che hanno tentato di aggredire la libertà conquistata dagli italiani”.

PIANTEDOSI: “GOVERNO C’È, PER MEMORIA E VERITÀ“

“Il Governo c’è. Come c’è l’Italia, intera e unita, al fianco di Bologna per tenere viva la memoria e condividerne senza riserve la verità”. Sono le parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, pronunciate questa mattina nel cortile di Palazzo D’Accursio.

“Una strage neofascista– dice chiaro e tondo Piantedosi- espressione di un disegno eversivo che mirava a colpire lo Stato nella sua componente più sensibile, vale a dire le persone comuni”. Il ministro lo definisce “un atto barbarico e vile”, che ha mietuto vittime in una “guerra alla nostra democrazia, in cui siamo tutti dalla stessa parte”. Tenere viva la memoria, e condividere la verità sulla strage, aggiunge Piantedosi, “serve a guardarsi con reciproca fiducia, a rinsaldare un’alleanza democratica, a fare meglio e di più per risolvere i conti col passato. E non basta non dimenticare, bisogna agire. E dobbiamo farlo tutti, Governo e cittadini”.

Il ministro plaude poi all’associazione dei familiari delle vittime, il cui “dolore, forza e dignità sono per tutti un esempio. Avere trasformato la vostra sofferenza in un impegno costante per la verità e la giustizia”. Piantedosi quindi aggiunge: “Viviamo in un momento nel mondo in cui sembra delinearsi una minaccia ai valori di pace e democrazia. La strage di Bologna ci insegna che pace, sicurezza e democrazia non sono conquiste scontate, ma valori che vanno difesi e promossi ogni giorno. Per farlo dobbiamo essere uniti contro ogni forma di odio e intolleranza e ribadire e con forza il nostro rifiuto al fascismo”, afferma Piantedosi.

PIANTEDOSI: “RISARCIMENTI? CI STIAMO LAVORANDO”

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, tende la mano ai familiari delle vittime della strage di Bologna sui risarcimenti. E lo fa intervenendo questa mattina alla commemorazione nel cortile del Comune. “Confermo la rassicurazione al presidente dell’associazione, Paolo Bolognesi- dice il ministro- porsi il problema delle coperture finanziarie significa avere a cuore concretamente e seriamente i diritti delle vittime del terrorismo. Diversamente si rischierebbe di fare promesse che non troverebbero concreta realizzazione.

E noi ci stiamo lavorando”. Sul disegno di legge in discussione in Parlamento, sottolinea il ministro, “si registra l’ampia condivisione di tutte le forze politiche e il massimo sostegno del Governo. Per rendere più efficace e rapido questo percorso stiamo fornendo ogni possibile contributo perché siano soddisfatte tutte le legittime aspettative dei familiari delle vittime“.

Secondo Piantedosi occorre dunque “proseguire il nostro impegno affinché ai familiari delle vittime del terrorismo sia assicurato il giusto riconoscimento per il tributo di dolore e sofferenza che hanno pagato. Il Parlamento su questo ha impresso un’importante accelerazione sui progetti di legge che puntano a estendere la platea dei beneficiari delle provvidenze economiche per le vittime del terrorismo, ma anche per semplificare le procedure per la concessione dei benefici”, ribadisce il ministro.

GRIDO VERSO PIANTEDOSI: “BASTA CON LE PASSERELLE”

Piccola contestazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi questa mattina a Bologna, in occasione della commemorazione della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Al termine dell’intervento di Piantedosi, nel cortile del Comune, un uomo lo apostrofa a voce alta a pochi passi dalla zona dei relatori: “Ministro! Ci dica del ruolo della Nato nella strage del 2 agosto e anche nella strage di Ustica. Si impegni a desecretare tutti gli atti delle stragi. È inutile che venga qui a fare la passerella”. Detto questo, l’uomo si è allontanato.

LEPORE: “SIA UNA GRANDE QUESTIONE NAZIONALE”

Bologna celebra il 44esimo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980, in un anno particolare perché sono arrivati “importanti aggiornamenti dalle sentenze dei Tribunali e questo per noi insieme ai familiari è fondamentale e importante”, dichiara il sindaco Matteo Lepore aprendo le celebrazioni nel cortile del Comune.

“Desidero ringraziare tutte le staffette podistiche, le associazioni, le scuole, i volontari della memoria e i tanti gruppi che si sono impegnati per raccontare cosa è stato e il valore della memoria- continua Lepore- e per portare ovunque nel territorio la consapevolezza di cosa significa vivere in questa città e lottare ogni giorno per la verità e la giustizia“.

Il sindaco ringrazia anche “tutta la stampa locale, nazionale e anche qualche ospite internazionale, perché abbiamo bisogno che la storia del 2 agosto non sia solamente una questione del nostro territorio ma davvero una grande questione nazionale”. Conclude Lepore: “Abbiamo bisogno della libertà di stampa e che la vostra professione sia tutelata, perché la verità e la giustizia possano essere portate avanti”.

BOLOGNESI: “CHI È AL GOVERNO NON HA CAPITO VERITÀ PROCESSUALI”

“Chi è al governo non ha compreso bene le verità processuali, lacuna notevole per la nostra democrazia”. Dalla cerimonia di commemorazione della strage di Bologna, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, punge il governo. “Il nostro manifesto quest’anno è sintetico: ‘conosciamo la verità e abbiamo le prove’. Non abbiamo esagerato. Gli ultimi processi hanno certificato che la strage fu organizzata e finanziata dai vertici della loggia P2, protetta da servizi segreti deviati ed eseguita da terroristi fascisti. Diventa la lettura della strategia della tensione. Un passo fondamentale per conoscere la storia del Paese”, esordisce Bolognesi.

Per questo, dice, siamo “sgomenti nel vedere pochi anni dopo quel 1980 un presidente del Consiglio che era stato membro della P2 e a cui hanno addirittura intitolato un aeroporto”, spiega, facendo riferimento a Silvio Berlusconi. Dunque, “chi è al governo non ha compreso bene le verità processuali, lacuna notevole per la nostra democrazia”.

BOLOGNESI: “GARANZIE DA GOVERNO SU RISARCIMENTI”

Sulla proposta di legge che integra la legge 206 sui risarcimenti alle vittime del terrorismo “ho parlato con il ministro Piantedosi. Ho avuto garanzie e credo che possa essere un altro dei punti, assieme al riconoscimento della matrice fascista della strage, uno dei punti focali della manifestazione”. Ha detto il presidente dell’associazione.

SCHLEIN IN CORTEO: “AVANTI, SEMPRE NELLE STESSA DIREZIONE”

Anche la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, partecipa al corteo per il 44esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Schlein percorre un primo pezzo di manifestazione colloquiando con Michele De Pascale, sindaco di Ravenna e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, prima di raggiungere il primo cittadino bolognese Matteo Lepore.

Nel mezzo, il passaggio attraverso lo spezzone che raccoglie i familiari delle vittime, riconoscibili dal tradizionale fiore bianco. Molti dei parenti fermano la segretaria dem per una stretta di mano o un selfie. “Andiamo avanti”, le dice uno di loro. “Sempre nella stessa direzione”, la risposta di Schlein.

BAGNO DI FOLLA PER ELLY SCHLEIN IN CORTEO

Strette di mano, baci, abbracci e gli immancabili selfie, quindi. La segretaria nazionale del Pd si unisce al corteo in via Indipendenza, poco dopo la partenza da piazza del Nettuno. E subito va a salutare il sindaco Matteo Lepore, il ministro Matteo Piantedosi e il presidente dell’associazione familiari vittime, Paolo Bolognesi.

Sorrisi e strette di mano anche col sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, con la presidente facente funzione Irene Priolo e con la segretaria del Pd di Bologna, Federica Mazzoni.

Per un lungo tratto, poi, Schlein cammina sotto braccio con l’assessore Vincenzo Colla, a cui è stato affidato il compito di coordinare la Fabbrica del Programma e con cui la leader dem parla fitto fitto. Dopodiché la leader Pd si sgancia e ‘scortata’ dal fedelissimo Igor Taruffi risale verso la coda del corteo. E così inizia un lungo rituale di strette di mano con la gente.

“Posso salutarti Elly?”, è la domanda più ricorrente. “Brava Elly”, “Grazie Elly”, sono le altre frasi più gettonate. C’è anche una signora che azzarda: “Elly, mi raccomando. Non riprendere mica Renzi…”. Lei a sua volta ringrazia tutti, anche per “essere qui oggi al corteo” per il 2 agosto.

Tra i capannelli che si formano intorno a Schlein c’è anche quello targato M5s. Il coordinatore regionale Marco Croatti, la consigliera regionale Silvia Piccinini e la delegata metropolitana a Bologna Giulia Sarti si fermano a scambiare quattro chiacchiere con la segretaria dem, tra abbracci e sorrisi. Un piccolo ‘vertice’ di campo largo, dall’atmosfera rilassata.

Schlein si ferma poi a salutare anche Yassine Lafram, presidente Ucoii, anche lui in corteo dietro lo striscione della comunità islamica di Bologna. Quindi la segretaria Pd torna verso la testa del corteo, e sono ancora strette di mano e pacche sulle spalle. “Forza Elly”, le dicono in tanti.

ALESSANDRO GASSMANN: “2 AGOSTO 1980, IO NON DIMENTICO”

“Bologna, 2 agosto 1980. Io non dimentico”. Lo scrive su X l’attore Alessandro Gassmann.

TAJANI:” EVERSIONE NON PUÒ SOVVERTIRE LIBERTÀ E DEMOCRAZIA“

“Ricordare quanto accaduto a Bologna 44 anni fa è un dovere dello Stato. Per onorare la memoria di 85 vittime innocenti, per la verità che i loro familiari ancora cercano. Perché l’eversione e lo stragismo, di qualsiasi matrice, non possano mai sovvertire la democrazia e la libertà”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

PICHETTO: “RESTA UNA FERITA APERTA PER IL PAESE“

“La strage di Bologna resta una ferita aperta per il Paese: oggi, a 44 anni da quella pagina dolorosa della nostra storia democratica, ricordiamo il sacrificio degli innocenti e ci stringiamo ancora una volta alle loro famiglie. La memoria porta con sé un insegnamento: i valori costituzionali, quelli che gli attentatori volevano scardinare, hanno bisogno di essere continuamente affermati e difesi”. Lo dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto.

BOLOGNESI CITA SCURATI: “NON RISCIVERETE STORIA BOMBA“

La destra, compresa una parte di quella oggi al Governo, non riscriverà la storia della strage di Bologna, cancellandone la matrice fascista. Lo scandisce dal palco allestito come ogni anno nel piazzale della stazione di Bologna il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime dell’attentato alla stazione del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi. “Noi vogliamo dire una cosa forte e chiara: il tentativo di riscrivere la storia repubblicana cancellando le responsabilità del mondo neofascista nello stragismo non passerà, troverà la nostra ferma opposizione”, assicura Bolognesi. “Contro la strategia della censura vogliamo leggere un breve estratto dal monologo che lo scrittore Antonio Scurati avrebbe dovuto pronunciare alla Rai in occasione del 25 aprile scorso, ma gli è stato impedito: ‘Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neofascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via’”, è la citazione in piazza di Bolognesi.

LOCATELLI: HA COLPITO AL CUORE LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO PAESE

“Bologna, 2 agosto 1980: oggi la commemorazione di una strage che ha colpito al cuore la democrazia del nostro Paese. Muoiono 85 persone innocenti in un attentato sanguinario, devastante e che sconvolge per sempre la vita di tante famiglie che, da allora, si battono per la verità e la giustizia. Una preghiera per ognuna delle persone coinvolte e una preghiera perché fatti del genere non si ripetano mai più”. Lo scrive su facebook il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

Agenzia DIRE – www.dire.it