Napoli. Terremoto ai Campi Flegrei, è imminente un’eruzione?

campi flegrei

campi flegreiDopo la forte scossa registrata ieri sera a Napoli e nei Campi Flegrei di magnitudo 4.4 lo sciame sismico sta proseguendo: dalle 19:51 di ieri sono state registrate 200 scosse e molte persone questa notte hanno preferito dormire nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile o in macchina. L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie per individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l’attuale fenomeno in corso. Le strutture dell’Ingv dedicate al monitoraggio dell’area della caldera dei Campi Flegrei “sono sempre operative h24 e nella giornata del 21 maggio saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera”. I Campi Flegrei, ricordano gli esperti, “sono un vulcano pericoloso e attivo”, ma altamente monitorato.

immagini 8 1024x576Tanti i dubbi riguardo ad un’imminente eruzione del vulcano della solfatara. A rispondere è Andrea Moccia, geologo e fondatore di GeoPop: “Per prima cosa diciamo che 4.4 è la magnitudo più alta mai registrata nell’area in epoca strumentale, cioè da quando noi registriamo i terremoti. Dal punto di vista tettonico-strutturale non è una magnitudo fortissima in termini assoluti, perché i terremoti legati al movimento delle faglie sono considerati ‘forti’ se superano la magnitudo 5.0 o 6.0″.

E prosegue: “Una magnitudo di 4.4 per questa tipologia di sismi quindi è molto forte e anche in archivio la massima registrata è pari a 4.12 nel 1996. Quindi quella di 4.4 è una scossa molto importante anche se questo non significa che ci sia un’eruzione imminente. Ci rendiamo conto che ci sia una certa situazione di ansia ma non è detto che stia succedendo qualcosa. Soprattutto in questi momenti è necessaria razionalità e ascoltare le istituzioni”.

Quando ci fu l’ultima eruzione dei Campi Flegrei e cosa bisogna aspettarsi? “Nel 1538 c’è stata l’ultima eruzione, non catastrofica ma di media-piccola entità- dice il geologo- A oggi quindi noi non abbiamo le informazioni per dire cosa succederà. Sicuramente quello che possiamo dire è che il territorio è monitorato con tecnologie e competenze – forse le migliori nel mondo – e bisogna seguire sempre i dati ufficiali. Quindi la prima cosa che si va a fare è vedere cosa dice l’INGV perché loro sono la fonte primaria dell’informazione, sono loro che registrano i terremoti”.

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Italia. In arrivo il decreto ‘Salva Casa’: ecco cosa si potrà sanare

alpinismo 19 1024x576

alpinismo 19 1024x576Verande, soppalchi, camerette, finestre, tramezzi in cartongesso mai dichiarati agli uffici comunali. Con il decreto ‘salva casa’ proposto da Matteo Salvini presto questi lavori potrebbero essere ‘condonati’. “La maggioranza delle case degli italiani ha piccoli problemi interni: il bagnetto, la finestra, la veranda, il soppalco. Milioni di case di italiani sono bloccate dalla burocrazia, il nostro obiettivo è sanare queste piccole irregolarità interne“, dice il ministro. Il decreto legge fortemente voluto dal titolare del Mit è pronto ad arrivare in Consiglio dei ministri questo mercoledì e servirà proprio per regolarizzare le piccole irregolarità interne alle abitazioni che molto spesso, in attesa di sanatoria, impediscono la vendita di un immobile.

Cosa si potrà sanare? Il piano dovrebbe riguardare le singole modifiche strutturali e non immobili interamente abusivi: “Se uno si è fatto la villa con piscina o con due piani in più la risposta è l’abbattimento, ma se uno ha otto metri quadri di cameretta fatta dal nonno 30 anni fa è giusto che possa andare in comune: paghi e torni proprietario serenamente dell’immobile“, dice il ministro.

“Il decreto ‘salva casa’ si muove su tre livelli crescenti di irregolarità”, si legge sul Sole 24 Ore:

1 – “Problemi formali: Per i lavori realizzati prima del 1977 non esisteva la possibilità di effettuare varianti in corso d’opera, quindi queste modifiche non venivano mai corrette. Due esempi: una finestra che era sul progetto e poi non è stata realizzata o un cornicione che era di 30 centimetri ma che nella realtà è di mezzo metro.

2 – Le difformità interne: prima del 1977 quando si faceva il progetto di un edificio non si presentavano le planimetrie di tutto, ma bastava un ‘piano tipo’. In fase di realizzazione degli immobili, poi, alcuni elementi venivano modificati. Queste modifiche oggi sono altrettante difformità.

3 – Le difformità non sanabili: le difformità che potevano essere sanate al momento della realizzazione dell’intervento ma che adesso non sono più regolarizzabili per effetto del meccanismo della doppia conformità. In base al Testo unico edilizia, oggi possono essere sanati solo gli elementi conformi alle regole del momento di realizzazione degli elementi e del momento di richiesta della sanatoria. È un doppio paletto che il decreto Salvini intende eliminare. Facendo comunque salva la regolarità urbanistica: non si potranno cioè sanare immobili costruiti dove è vietato costruire”.

Una bozza del testo, però, ancora non è circolata ufficialmente, perché gli uffici del ministero la starebbero ‘limando’ in cerca di una quadra sugli aspetti più delicati. Qualche dubbio lo ha sollevato anche il Quirinale sconsigliando lo strumento del decreto legge “in quanto materia non urgente, invitando a fare un disegno di legge su tale materia”. Come decreto legge, infatti, il testo proposto in Cdm verrebbe varato dal governo per poi arrivare in Parlamento e i lavori dovrebbero durare qualche mese affinché venga trasformato in legge.

 Agenzia DIRE, www.dire.it




Al via l’esame della proposta di legge che destina agli uffici diplomatici e consolari quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero

camera dei deputati 1 dscn8662 scaled

camera dei deputati 1 dscn8662 scaledLa Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha avviato l’esame, volto ad esprimere un parere alla III Commissione, della proposta di legge c. 960 (Ricciardi) che si prefigge di destinare agli uffici diplomatici e consolari quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero.  Nel corso della seduta la relatrice del provvedimento Vanessa Cattoi (LEGA) ha segnalato  come la proposta di legge, di iniziativa parlamentare, rechi norme volte a lasciare direttamente a disposizione dei consolati una percentuale delle entrate riferibili a diritti e tasse consolari derivanti dalla loro attività di rilascio dei passaporti, destinata al rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani residenti o presenti all’estero, con priorità per i servizi maggiormente richiesti. Nel segnalare che la Commissione è chiamata ad esaminare il testo della proposta di legge, come risultante dalle proposte emendative approvate in sede referente dalla Commissione Affari Esteri e che il testo iniziale e gli emendamenti approvati non sono corredati di relazione tecnica, la relatrice ha precisato in primo luogo come la proposta di legge in esame sia volta ad assegnare alle rappresentanze diplomatico-consolari il 30 per cento delle entrate. Cattoi ha inoltre rilevato come la norma disponga che agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provveda mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione. In  proposito dalla relatrice è stato osservato: “ tenuto conto che la disposizione destina a finalità di spesa una quota di entrate riferite al rilascio dei passaporti elettronici e che, da un lato, queste ultime, come risulta dal bilancio di previsione 2024-2026, risultano complessivamente stimate in un importo pari a 70 milioni di euro per ciascun anno del triennio in corso, ivi comprese quelle derivanti dal rilascio dei passaporti da parte delle rappresentanze diplomatico-consolari, e dall’altro le medesime entrate risultano già destinate al ristoro di spese, posto che secondo l’articolo 7-vicies quater del decreto-legge n. 7 del 2005 l’importo corrisposto dai soggetti richiedenti è almeno pari alle spese necessarie per la loro produzione e spedizione, nonché per la manutenzione necessaria all’espletamento dei connessi servizi, ne consegue che l’utilizzo di tali risorse, poiché renderebbe sostanzialmente prive di copertura le spese sostenute per il rilascio dei documenti di cui trattasi, appare suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri”.  Oneri, che secondo, secondo la relatrice,  non vengono quantificati dal provvedimento, che si limita invece a provvedere ad essi, senza determinarne l’importo, mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili. Per queste ragioni dalla Cattoi, anche al fine di poter valutare la capienza del Fondo utilizzato con finalità di copertura finanziaria, è stata ravvisata la necessità di acquisire sul provvedimento in esame una relazione tecnica. Anche il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha sottolineato la necessità di acquisire una relazione tecnica sul provvedimento in discussione, al fine di procedere ad una compiuta verifica dei suoi profili finanziari. La Commissione Bilancio ha quindi deliberato di richiedere al Governo, ai sensi dell’articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009, la trasmissione di una relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame entro il termine ordinario di trenta giorni. (Inform)




Chico Forti in Italia dopo 24 anni in prigione in Florida

meloni 1024x816

meloni 1024x816Chico Forti è atterrato in Italia. Ad accoglierlo all’aeroporto di Pratica Di Mare, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Chico Forti è tornato in Italia. Fiera del lavoro del Governo italiano. Ci tengo a ringraziare nuovamente la diplomazia italiana e le autorità degli Stati Uniti per la loro collaborazione”, ha detto la premier. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, dove rimarrà un paio di giorni, prima del trasferimento nel carcere di Montorio, a Verona. Il legale di Foti ha annunciato che chiederà un permesso umanitario per incontrare la madre che ha 96 anni.

FONTI PALAZZO CHIGI: “TEMPI RECORD GRAZIE AD AUTOREVOLEZZA GOVERNO”

“Enrico Forti, l’imprenditore trentino da tempo detenuto in Florida, è rientrato in Italia. È atterrato questa mattina con volo dell’Aeronautica Militare all’aeroporto militare di Pratica di Mare, dove ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che lo scorso marzo in occasione della sua missione negli Stati Uniti aveva ottenuto il consenso al trasferimento del connazionale, ai sensi della Convenzione di Strasburgo. Da qui è partito l’iter che si è concluso in tempi record mercoledì 15 maggio quando si è svolta l’udienza nella quale Forti ha firmato l’accordo con il giudice federale statunitense per scontare il resto della pena in Italia sulla base del diritto italiano”. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi.

24 ANNI DI CARCERE IN FLORIDA

L’uomo, 65enne di Trento, lascia gli Stati Uniti dopo 24 anni di detenzione in un carcere della Florida, a seguito della condanna all’ergastolo per un omicidio nel 1998. Forti è stato riportato in Italia con un Falcon 2000 del 31esimo Stormo dell’Aeronautica italiana.

ag. DIRE – www.dire.it




Maltempo in Veneto: chiesto lo stato di emergenza

ajani 1024x575

ajani 1024x575Sono state 48 ore “devastanti e importanti“, dal pomeriggio di ieri sera alle due e mezza di notte in Veneto “abbiamo avuto di tutto”. A Radio 24 Luca Zaia, presidente del Veneto, parla della ‘botta’ del maltempo sulla regione su cui ora si attende una schiarita, anche se la guardia resta altissima. Lo scenario “è da stato di emergenza e spero che il Governo lo dichiari velocemente“.

Il maltempo ha messo in difficoltà “centinaia di famiglie, ieri 200, oggi molte di più: non ci sono sfollati, ma famiglie con l’acqua in casa”, racconta Zaia. Un paio di ospedali in difficoltà, come quello di Camposampiero (qui acqua nei sotterranei), “ma non gravemente”; idem, un paio di case di riposo (per una è stata disposta una evacuazione). La rottura arginale a Camposampiero si è riverberata su padovano e veneziano, “ma alle 4 di questa mattina c’erano già gli escavatori per cercare di tamponare la falla”. Poi sono esondati i canali nell’asolano (Asolo è sott’acqua nella sua parte bassa).

Zaia però ribadisce che senza i bacini di laminazione Vicenza sarebbe finita allagata e senza bacini “non ho idea della dimensione del disastro che ci sarebbe” ora. Vero è anche che i bacini sono dimensionati per “eventi straordinari, ma non a questi livelli”. In altre parole, il cambiamento climatico “ci impone di rivedere il modello perchè abbiamo capito che le bombe d’acqua sono il vero problema”: ora si deve fare i conti con “acquazzoni equatoriali a cui non siamo abituati”.

 Agenzia DIRE – www.dire.it



Maltempo, in Veneto si alza l’allerta. Zaia: “Non fate foto ai fiumi in piena, evitate di uscire”

default

default
default

Dopo Milano, ora l’allarme maltempo è per il Veneto, dove sono previste perturbazioni per il pomeriggio e fino a questa sera. L’allerta diramata, di grado più alto quindi rossa, vale fino alle 14 di domani, venerdì 17 maggio. Il presidente Luca Zaia ha parlato della situazione di grande “difficoltà” che Vigili del fuoco e operatori stanno gestendo, a partire da ieri, e ha spiegato che “grazie ai bacini di laminazione abbiamo evitato un disastro“.

PRESIDENTE ZAIA: “MOMENTO DI OGGETTIVA DIFFICOLTÀ“

Pioggia fino a 229 millimetri in sei ore, con picchi di 70 in mezz’ora, e 148 in pianura… “Rovesci impressionanti” con l’effetto di “danni importanti, tre sfondamenti arginali” (Castelnuovo, Isola Vicentina e Valverla), un paio di ponti “andati” a Malo, “frane e casini vari…”. Insomma, “un momento di oggettiva difficoltà” che in Veneto dura da ieri e che il presidente Luca Zaia riassume così: “una alluvione a metà maggio non ce la aspettavamo. E’ stato un fatto inusuale”, che è andato peggiorando da ieri di ora in ora fino a dover richiedere l’attivazione dell’unità di crisi e a dichiarare lo stato di emergenza. Una fase che “ci sta mettendo in difficoltà” tanto da diventare l’”unica volta che abbiamo aperto tutti i bacini di laminazione”, ma la “notizia è che grazie ai bacini di laminazione abbiamo evitato un disastro…”.
A Vicenza, il Ponte degli Angeli vedeva l’acqua ai massimi, poco di più “e oggi a Vicenza i Vigili del fuoco andavano in giro con il gommone”. Ci sono stati allagamenti diffusi nella bassa padovana, ha sofferto il vicentino, ci sono tanti scantinati allagati… Ma grazie alle opere idrauliche (i sei bacini di laminazione sono parzialmente pieni), che il Veneto rivendica come vanto e modello, le bombe d’acqua hanno sì colpito ma il territorio ha ‘retto’. Zaia comunque invita i veneti a documentare i danni con le foto per poi avviare le pratiche per i ristori.
Vero è che ancora una volta si tocca con mano l’impatto dei cambiamenti climatici. Fenomeni come quello a cui si è assistito “a maggio non risultano”, evidenzia l’assessore alla Protezione civile Giampaolo Bottacin. I picchi di 70 millimetri d’acqua in mezz’ora sono “quantità enormi e non abbiamo memoria di precipitazioni così copiose in 30 anni“.

“NON FATE FOTO AI FIUMI IN PIENA, SIATE PRUDENTI”

E visto che previsioni sono ancora critiche, Zaia fa una “preghiera ai cittadini perché siano prudenti“, chiede di “evitare di uscire e di fare lunghi percorso” di spostamento, di non trovarsi n mezzo ad un acquazzone o in una strada che si allaga almeno fino a domani. Fate movimenti per lo stretto necessario”, dice, ma “senza diffondere allarmismo” e ribadendo che non si devono andare a fare foto lungo gli argini ai fiumi in piena. Le previsioni delle prossime ore, dice il presidente del Veneto, “ci impongono di dire di fare molta attenzione, non fate foto ai fiumi in piena, c’è sempre il rischio di uno sfondamento arginale” e in generale “avremo battaglia” dal punto di vista meteo, “fino a domani e poi vedremo come si mette”. Tra i temi toccati da Zaia anche il problema di tassi e nutrie responsabili dell’indebolimento degli argini che hanno vacillato. “Non faccio una crociata contro le nutrie, ma la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima…“, dice. Altri disagi e problemi poi derivano dal fatto che la rete di scarico delle acque meteoriche in molti punti risale agli anni ’50 e dunque non è in grado di assorbire i quantitativi di pioggia che cadono ora.

L’ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE

La Protezione civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità idrogeologica ed idraulica di aggiornamento, valido dalle 12 di oggi alle 14 di domani, che aumenta lo stato di allertamento fino al livello di allarme in gran parte del territorio regionale. Le previsioni meteo indicano per il pomeriggio di oggi, giovedì 16 maggio, una nuova fase instabile-perturbata con precipitazioni diffuse a prevalente carattere di rovescio e temporale in spostamento da sud-ovest verso nord-est; probabili fenomeni localmente intensi tra pianura e Prealpi (forti rovesci, locali grandinate e forti raffiche di vento) con quantitativi di precipitazione anche abbondanti in occasione dei sistemi convettivi più organizzati e insistenti. Generale diradamento e attenuazione dei fenomeni in tarda serata.

LE ZONE PIÙ A RISCHIO

Per la criticità idraulica è stato decretato lo stato di allarme (rosso) nei bacini dell’Alto Brenta-acchiglione-Alpone e Basso Brenta–Bacchiglione, e stato di preallarme (arancione) nel bacino del Livenza, Lemene e Tagliamento, attenzione sul resto dei bacini eccetto sull’alto Piave (verde). Per quanto riguarda la criticità idrogeologica: stato di allarme (rosso) nei bacini del Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige; del Basso Brenta-Bacchiglione; del Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna; stato di preallarme (arancione) in tutto il resto dei bacini regionali. L’allerta idrogeologica per temporali in tutti i bacini idrografici del Veneto è massima ad eccezione dell’alto Piave bellunese. In considerazione delle precipitazioni occorse e previste, la Protezione Civile raccomanda di vigilare particolarmente le aste idrauliche afferenti ai Bacini dei fiumi Brenta, Bacchiglione, Retrone, Alpone, Chiampo, Fratta-Gorzone nonché il fiume Adige, e quelli del Veneto Orientale (Monticano, Meschio, Livenza Tagliamento).

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Finale di Coppa Italia e Al Bano “rivisita” l’Inno di Mameli

screenshot 2024 05 15 222209

screenshot 2024 05 15 222209Al Bano Carrisi si è esibito ieri sera allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, nel rituale inno di Mameli. Qualche evidente sbavatura ha lasciato un po’ perplessi calciatori e squadra arbitrale, mentre i tifosi sugli spalti – non particolarmente interessati – hanno continuato a intonare cori. Probabilmente non è stata la sua migliore performance e la rete non perdona: sui social è subito trend.

Al Bano Carrisi si è esibito questa sera allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, nel rituale inno di Mameli. Qualche evidente sbavatura ha lasciato un po’ perplessi calciatori e squadra arbitrale, mentre i tifosi sugli spalti – non particolarmente interessati – hanno continuato a intonare cori. Probabilmente non è stata la sua migliore performance e la rete non perdona: sui social è subito trend.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it

 




In dieci anni l’Italia ha perso il 4,5% di potere d’acquisto. In Germania sono a +5,7%

xr:d:dafltwnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613

xr:d:dafltwnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613
xr:d:DAFltWnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613

L’Italia conserva una quota molto elevata di occupati in condizioni di vulnerabilità economica. Tra il 2013 e il 2023 il potere d’acquisto delle retribuzioni lorde in Italia è diminuito del 4,5% mentre nelle altre maggiori economie dell’Ue27 è cresciuto a tassi compresi tra l’1,1% della Francia e il 5,7 della Germania. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat.

I giovani sono i principali protagonisti del calo demografico in atto nella società italiana. Nel 2023 in Italia si contano poco più di 10 milioni 330 mila giovani in età 18-34 anni, con una perdita di oltre 3 milioni dal 2002 (-23,9 per cento). Rispetto al picco del 1994, il calo è di circa 5 milioni (-32,3 per cento). Lo segnala l’Istat nel suo rapporto annuale.

La riduzione dei giovani dal 2002 al 2023 è stata del 28,6% nel Mezzogiorno, a causa della denatalità e della ripresa dei flussi migratori, contro il 19,3 nel Centro-Nord, dove il fenomeno è attenuato da saldi migratori positivi e dalla maggiore fecondità dei genitori stranieri. Per l’operare di fenomeni similari, la riduzione è stata più ampia nelle Aree interne (-25,7 per cento) rispetto ai Centri (-19,9), e nelle Zone rurali (-26,9 per cento) rispetto alle Città (-19,2 per cento); nel Mezzogiorno, il calo è più ampio in ciascuna di queste tipologie.

ag.Dire – www.dire.it




La festa della mamma nel mondo? In Thailandia è in agosto, in Corea in novembre

festa mamme 1024x538

festa mamme 1024x538Se le mamme d’Italia quest’anno saranno festeggiate domenica 12 maggio, nel mondo la festa della mamma cade in tanti mesi diversi. In diversi paesi arabi, ad esempio, come l’Egitto o l’Iraq, la mamma si celebra in marzo. In Thailandia la giornata dedicata alle mamme è in pieno agosto, mentre la Corea del Nord le festeggia a metà novembre. Paese che vai, mamme che trovi.

LE MAMME NELL’ANTICA GRECIA E ALL’EPOCA ROMANA

C’è da dire che la decisione di ‘dedicare’ una giornata alle mamme è veramente antica, tanto che già nell’antica Grecia si dedicava alla figura della madre un giorno dell’anno: la festa coincideva con i festeggiamenti per la dea Rea, la madre di tutti gli Dei. Tradizionalmente, cadeva alle idi di marzo, che nel calendario romano corrispondeva al 15 marzo. Nell’antica Roma, invece, alla fine di marzo veniva festeggiata per una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri. L’1 marzo, invece, si celebravano le Matronalia, nei fatti una festività dedicata alle matrone, ossia le mogli e le madri.

LA PRIMA FESTA DELLA MAMMA

In epoca modena, la prima la prima celebrazione vera e propria risale al 1908 negli Usa, quando Anna Marie Jarvis dedicò una cerimonia commemorativa in onore di sua madre. Sei anni dopo, il Congresso degli Stati Uniti approvò una legge che designava la seconda domenica di maggio come data nazionale del ‘Mother’s Day’, come riconoscimento di amore e gratitudine per le madri. Con l’andare del tempo questa festività si è evoluta in una festa commerciale, il cui volume di affari è superato solo dalle festività natalizie.

IN EUROPA

La festa venne introdotta nel 1917 in Svizzera, nel 1918 in Finlandia, nel 1919 in Norvegia e in Svezia, nel 1923 in Germania e nel 1924 in Austria. Successivamente molti altri Paesi introdussero anch’essi la ricorrenza.

IN ITALIA

In Italia inizialmente la Festa della mamma fu celebrata l’8 maggio a partire da metà degli Anni 50, in concomitanza con la commemorazione cattolica della Madonna del Rosario di Pompei. Qualche anno, fu scelto di cambiare giorno, celebrando la Festa della mamma ogni seconda domenica di maggio.

QUANDO SI CELEBRA LA FESTA DELLA MAMMA NEL MONDO

Le date per la ricorrenza della festa della mamma sono le più diverse, da una parte all’altra del mondo. La Norvegia ha scelto febbraio (seconda domenica del mese), mentre in marzo la festeggiano moltissimi paesi. In alcuni paesi come Albania, Bulgaria, Romania, Afghanistan o Vietnam, in realtà la festa della mamma viene fatta coincidere con la festa della donna dell’8 marzo. Molti altri paesi, soprattutto in Africa e Asia, celebrano le mamme il 21 marzo, in coincidenza con l’equinozio di primavera. Succede in Egitto, negli Emirati arabi uniti, in Iraq, Kuwait, Giordania, Libano, Palestina, Qatar, Siria, Sudan e Yemen. Mamme festeggiate in marzo anche in Gran Bretagna, dove la Festa della mamma cade nella quarta domenica di quaresima.

Festa nella prima domenica di maggio in Portogallo, Spagna Ungheria. Ma anche in Angola, Capo Vertde, Lituania. La seconda domenica di maggio, che è la ricorrenza anche italiana, è quella che mette d’accordo il maggior numero di paesi nel mondo. L’elenco è veramente lunghisismo: si va dall’Australia all’Austria, dagli Stati Uniti alle Isole Cayman, dal Brasile al Canada, passando per Nuova Zelanda, Malta, Venezuela, Uganda, Filippine, Kenya, Sudafrica, Tanzania, Germania, Cina, Giappone, Grecia, Colombia, India, Islanda, Turchia. E ancora Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Perù Congo. E l’elenco è ancora lungo.

La Francia e la Svezia festeggiano le mamme alla fine di maggio, nell’ultima domenica. E così fanno Marocco, Algeria, Tunisia, Senegal, Mauritius, Madagascar e Haiti. In Mongolia la festa della mamma è l’1 giugno, in Lussemburgo nella seconda domenica di giugno e in Kenya il 26 giugno.

La festa della mamma cade il 12 agosto in Thailandia, il 15 agosto in Costa Rica. Si passa a ottobre per Bielorussia (14 ottobre) e Malawi (15 ottobre). Fine ottobre per l’Argentina (terza domenica del mese), 16 novembre in Corea del Nord e fine novembre per la Russia (ultima domenica del mese). Scelgono dicembre per festeggiare le mamme lo stato di Panama (8 dicembre) e l’Indonesia, che celebra le mamma tre giorni prima di Natale, il 22 dicembre.

agenzia DIRE – www.dire.it




L’aurora boreale ha colorato i cieli di mezzo mondo

aurora boreale 10mag24 1024x538

aurora boreale ipa fgL’aurora boreale di questa notte ha colorato i cieli di mezzo mondo. Dagli Stati Uniti alla Spagna, dalla Svizzera all’Italia sono migliaia gli scatti sui social con le foto del cielo tinto di rosso e di viola.

Nel nostro Paese è stata avvistata in molte parti, soprattutto al Nord. Ma parecchie immagini sono arrivate anche da Roma. Dalle 22 circa, sui social, sono cominciate a girare sui social immagini che mostravano il cielo rosa e la meraviglia dell’aurora boreale anche nei cieli italiani. Le aurore boreali avvistate in queste ore sono legate alla tempesta geomagnetica che sta colpendo la terra in queste ore (gli esperti e appassionati la aspettavano da tempo).

aurora boreale 10mag24 1024x538AVVISTAMENTI IN TUTTA ITALIA

Sono comparse foto dal Trentino, dalla Valle d’Asta, dal lago di Garda, da Vigevano, dalla Toscana (anche dall’isola di Pianosa), dall’Emilia-Romagna, dalle Marche, dall’Umbria e anche dal Lazio. Ce ne sono anche alcune fatte dalla città di Roma. E una spettacolare che arriva da Rocca Calascio. Non solo. Utenti hanno mandato foto anche dalla provincia di Caserta e Benevento. Alcuni gruppi Facebook di astronomi e appassionati ne stanno raccogliendo centinaia.

LA TEMPESTA GEOMAGNETICA

La tempesta solare (e geomagnetica) che sta investendo la terra è molto forte: il Centro di previsione meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), nei giorni scorsi, ha previsto il livello G4, “severo”, il secondo più alto sulla scala, per la quantità di radiazioni che potrebbero investire la terra.
Oltre alle meravigliose aurore boreale che potrebbero essere avvistate nei cieli per ore anche a basse latitudini, infatti, ci possono essere conseguenze meno affascinanti come impatti sulla rete elettrica, sui sistemi di navigazione satellitare come il Gps e problemi a satelliti e veicoli spaziali. Gli effetti più intensi sono previsti per la giornata di sabato. Un evento di questo tipo è molto raro e non succedeva dal 2005. L’allarme è scattato nella giornata dell’8 maggio dopo una serie di brillamenti solari ha messo in mostra diverse grandi espulsioni di plasma dal Sole.