Prima Giornata Nazionale del Made in Italy, Odoguardi (MAIE): “Non dimentichiamo gli italiani all’estero”
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha realizzato una campagna di comunicazione per promuovere la “Prima Giornata Nazionale del Made in Italy”. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla creatività e l’eccellenza italiana, sul valore e la qualità delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.
In particolare, intende:
riconoscere al Made in Italy il ruolo sociale e il contributo allo sviluppo economico e culturale del Paese, anche in relazione al suo patrimonio identitario;
responsabilizzare l’opinione pubblica per promuovere la tutela del valore e delle qualità peculiari delle opere e dei prodotti italiani;
sensibilizzare i giovani a scegliere le professioni artigianali e creative legate alle eccellenza delle nostre manifatture.
Vale la pena ricordare che gli italiani all’estero sono i più grandi ambasciatori del made in Italy nel mondo. Coinvolgerli nel modo giusto potrebbe dare ancora più forza all’export delle eccellenze italiane.
Bene dunque l’iniziativa del governo, che anche noi come MAIE abbiamo sostenuto nel modo giusto, ma ricordiamoci che quando si parla di made in Italy nel mondo e Sistema Italia oltre confine gli italiani all’estero rappresentano una risorsa fondamentale, un volano per le nostre eccellenze.
Anche se lontani dalla propria Patria, i nostri connazionali possono contribuire non poco alla crescita e allo sviluppo del marchio Italia nel mondo.
Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE
In Italia essere anziani è un incubo: siamo maglia nera d’Europa per i suicidi
L’Italia è uno dei Paesi occidentali in cui diventare vecchi presenta gli scenari peggiori, soprattutto rispetto ai Paesi anglosassoni, dove i tassi di suicidio in età avanzata sono la metà di quelli che avvengono in Italia. Lo dimostrano i dati relativi alla solitudine e ai suicidi, che nel 38% dei casi riguardano persone con più di 65 anni, sebbene queste ultime siano poco più del 20% della popolazione.
Solitudine e suicidi negli anziani saranno tra i temi al centro del 24esimo Congresso dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, che si tiene a Firenze dall’11 al 13 aprile. Il Congresso, intitolato ‘Integrazione e innovazione. Fondamenti del sapere psicogeriatrico’ raccoglie oltre 500 specialisti e ben 145 relatori, affrontando temi di stringente attualità. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale apporterà modificazioni nella cura degli anziani. La cura delle demenze sta offrendo scenari innovativi con il ruolo dei biomarcatori nell’approccio diagnostico. La recente approvazione della legge 33 sulla non-autosufficienza rappresenta un’altra opportunità di innovazione nell’assistenza, che si sposta dal sanitario al sociale aprendo nuove prospettive. Vi sono poi le novità farmacologiche riguardanti problematiche come il controllo di agitazione e delirium e quelle sui trapianti d’organo. Grande attenzione poi a fenomeni globali come i cambiamenti climatici, che hanno un notevole impatto proprio sulla salute dei più fragili, che possono subire maggiormente gli effetti della disidratazione, dei colpi di calore o semplicemente essere meno reattivi di fronte a calamità naturali per limiti sensoriali o per il basso livello di digitalizzazione, che in Italia nella popolazione anziana non raggiunge il 65% e talvolta implica solo la competenza di saper mandare una mail.
SOLITUDINE E AGEISMO, LE DUE GRANDI PIAGHE DEGLI ANZIANI
L’elevato tasso di suicidi tra gli anziani in Italia ha le sue ragioni nella solitudine in cui vengono ridotti gli anziani e nell’ageismo (cioè la svalutazione di una persona a causa della sua età) con cui vengono spesso discriminati, con diritti basilari che esistono solo sulla carta. Il tasso di solitudine è il doppio rispetto alla media dei Paesi europei, con coloro che non hanno nessuno a cui chiedere aiuto che sono il 14%, mentre coloro che non hanno nessuno a cui raccontare cose personali il 12%, a fronte di una media europea del 6,1% (dati Eurostat). La solitudine non è solo un problema sociale, ma anche clinico, essendo associata ad un aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza e malattie cardiovascolari. A mettere in stretta correlazione ageismo e solitudine sono diversi studi internazionali. Uno studio israeliano di giugno 2023 individua un legame tra il crescere dell’età e la maggiore solitudine, con l’associazione positiva tra i due fenomeni che diventa significativa nelle persone di età superiore ai 70 anni. Uno studio cileno dello stesso periodo mostra un’associazione diretta e indiretta dell’ageismo con gli esiti sulla salute mentale: l’ageismo è positivamente correlato alla solitudine e, di conseguenza, all’aumento dei sintomi depressivi e ansiosi. Analogamente, un documento di ottobre 2021 evidenzia due iniziative innovative dei Paesi Bassi, che dimostrano che i diritti degli anziani possono essere mantenuti in soluzioni abitative collettive.
“Gli anziani spesso vengono estromessi da misure di salvaguardia sanitaria, come avvenuto durante la pandemia, quando i posti in terapia intensiva erano destinati ai più giovani- spiega il professor Diego De Leo, presidente AIP- Questa impostazione è stata introiettata dagli anziani stessi, convinti che non possano essere utili alla società né attivi: questo non è frutto di un impoverimento cognitivo, ma di un’impressione del loro patrimonio intellettuale come detta la società. Occorre pertanto ribaltare questo modello”.
I DEATH CLEANERS GIAPPONESI
Oltre all’ageismo, vi è una vera e propria epidemia di solitudine: “I Paesi occidentali contano il 30% degli anziani afflitti da solitudine cronica e il 10% da una solitudine molto severa, che porta alla depressione e poi in alcuni casi proprio al suicidio. L’altro Paese più vecchio al mondo insieme all’Italia, il Giappone, ha computato 45mila persone che ogni anno muoiono in completo isolamento, tanto che sono state create squadre di ‘death cleaners’ che si occupano di bonificare i luoghi in cui sono avvenute queste morti in solitudine”, conclude De Leo.
agenzia DIRE – www.dire.it
Esplosione Suviana, ritrovati corpi di due dispersi: morti salgono a 5
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Sono stati ritrovati i corpi di due dei 4 dispersi nell’esplosione, avvenuta nella centrale a Bargi, nei pressi del lago di Suviana nel bolognese. Salgono così a cinque le vittime dell’incidente. I Vigili del Fuoco hanno rinvenuto i corpi al nono piano sotto il livello dell’acqua.
Le operazioni di ricerca sono riprese oggi dopo che ieri erano state sospese perché l’acqua all’interno continuava a salire e non c’erano le condizioni di sicurezza per intervenire. In tarda serata la portata dell’acqua che scende dalla condotta a monte della centrale è diminuita ed è ripreso l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco nei piani -8, -9 e -10. In via di stabilizzazione l’afflusso d’acqua nei piani allagati della centrale, situazione che ha consentito la ripresa delle operazioni. La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta. A quanto si apprende, le ipotesi di reato sono disastro colposo e omicidio colposo.
Enel Green Power: nessuna catena di subappalti
Dal cant suo l’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei ha assicurato che “non c’è nessuna catena di subappalti. Le aziende hanno scelto in autonomia. Non meritiamo questo tipo di affermazioni”. “Non c’era nessun problema di sicurezza era un intervento programmato, era un aggiornamento tecnologico degli asset”, ha aggiunto nel corso del punto stampa sull’incidente, ribadendo che “in questa situazione non si possono fare verifiche, a tempo opportuno si faranno tutti gli accertamenti necessari. Adesso la priorità è cercare i dispersi”. Al momento, ha poi aggiunto, “stiamo collaborando con i vigili del fuoco, dandogli tutti gli elementi tecnici per poter accedere”.
Rabbia dei sindacati
Le segreterie nazionali di Fiom-Cgil e Uilm-Uil, a seguito dell’ennesima strage sul lavoro hanno deciso di dare copertura nazionale alle strutture territoriali e alle rappresentanze dei lavoratori in caso di estensione da 4 a 8 ore dello sciopero di oggi già proclamato da Cgil e Uil. Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle famiglie degli operai deceduti e dispersi, ai lavoratori feriti, auspicando che sia fatta piena luce sulla dinamica di questa tragedia.
L’esplosione e i danni
Come ha spiegato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “la struttura viene considerata non in pericolo di crollo, ma molte delle stanze sono allagate e quindi bisogna capire dove i dispersi hanno trovato rifugio o sono eventualmente collocati” . Tutto, secondo la ricostruzione del sindaco, sarebbe avvenuto a “circa 70 metri profondità, dove c’è stato un incendio” alla turbina e “il crollo strutturale di un solaio, delle tubature che si sono aperte e hanno inondato le camere”
Enel Green Power fa intanto sapere che continuerà a dare ogni forma di collaborazione alle autorità preposte per accertare i fatti. L’amministratore delegato, Salvatore Bernabei, ieri si è recato immediatamente sul luogo per coordinare di persona le attività aziendali in raccordo con le autorità competenti. Nella centrale erano in corso lavori di efficientamento che Enel Green Power “aveva contrattualizzato con tre aziende primarie, Siemens, ABB e Voith”. Da quanto ricostruito, “il collaudo del primo gruppo di generazione era già terminato nei giorni scorsi e, al momento in cui è avvenuto l’incidente, era in corso il collaudo del secondo gruppo”.
adnkronos.com
Suviana, nessuna notizia dei dispersi. Abbassato il livello del lago per agevolare i soccorsi
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Continuano le ricerche dei quattro lavoratori ancora dispersi dopo il disastro avvenuto ieri nella centrale idroelettrica di Bargi sul lago di Suviana, nell’Appennino bolognese. Nelle ricerche, fanno sapere i Vigili del fuoco, sono impegnati 100 pompieri, di cui “61 inviati in rinforzo dalle regioni limitrofe”. Sul posto anche “team Usar (Urban search and rescue), sommozzatori, unità Speleo Alpino Fluviali, squadre ordinarie ed esperti topografi”.
Dalle operazioni di ricerca dei dispersi nella centrale di Bargi, “non ci attendiamo in giornata di avere risultati”, rende noto Luca Cari, portavoce dei Vigili del fuoco, in collegamento da Suviana con la trasmissione Diario del giorno su Rete 4.
SUVIANA, ABBASSATO LIVELLO LAGO PER AGEVOLARE SOCCORSI
Per aiutare il lavoro dei Vigili del fuoco è stato abbassato il livello del lago di Suviana. Per ora di circa un metro, ma nelle prossime ore la quota potrebbe abbassarsi ancora. A spiegarlo è la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, nel corso di un punto stampa nel tardo pomeriggio di oggi alla centrale elettrica sull’Appennino bolognese teatro dell’esplosione di ieri, in cui hanno perso la vita tre lavoratori. Non c’è comunque “nessuno svaso massivo del lago di Suviana- ci tiene a precisare Priolo- sono parametri di gestioni regolari quando si verificano delle emergenze”. Oltre a questo, sempre per agevolare i soccorsi dei pompieri, Enel ha incaricato una ditta specializzata per intervenire con delle “idrovore per togliere acqua dalla vasca in cui si stanno eseguendo le operazioni”, spiega ancora Priolo, sempre “per ulteriore sicurezza” a favore dei soccorritori. Nel frattempo sono stati fatti dei campionamenti delle acque del lago, sia interne che esterne alla struttura, i cui risultati dovrebbero essere disponibili domattina. Al momento, comunque, le analisi di Arpae e Hera “non rilevano” la presenza di inquinanti nelle acque. In ogni caso, “in via precauzionale” è stata installata una “barriera utile per assorbire gli idrocarburi”. Sempre attivo, infine, il servizio di supporto psicologico per i lavoratori e le famiglie messe a disposizione da Enel e dalla Regione, attraverso gli specialisti dell’Ausl di Bologna.
Per quanto riguarda le cause dell’incidente, “i tempi di accertamento presuppongono quantomeno il termine delle operazioni di soccorso. I nostri tempi sono proiettati sul ritrovamento dei quattro dispersi e malgrado 100 Vigili del fuoco al lavoro e tutto l’impegno- sottolinea Cari- sono tempi lunghi anche quelli di ricerca, non ci attendiamo in giornata di avere risultati. Se riusciamo nella notte a riprendere a pieno ritmo, speriamo di trovare condizioni più favorevoli per fare il nostro lavoro”.
Tra i 4 dispersi della tragedia di Suviana c’è anche un dipendente Abb di Sesto San Giovanni. Lo sottolineano Uilm e Fiom di Milano e Brianza che hanno deciso di estendere, per i territori di Milano e Monza e Brianza, a 8 ore lo sciopero previsto per domani 11 aprile 2024. “Davanti a quanto accaduto- evidenzia Vittorio Sarti segretario UILM Milano- esprimiamo tutto il nostro cordoglio e ci stringiamo ai dolore dei familiari delle vittime con l’ansia e la speranza per i 4 lavoratori ancora dispersi, tra cui il dipendente di ABB di Sesto. Domani sciopereremo per la sicurezza e dopo quanto accaduto la nostra protesta deve essere sempre più forte. Non è più possibile assistere a queste stragi continue osservando dichiarazioni e passerelle da parte del governo che pensa di più ai condoni che non alla sicurezza dei lavoratori italiani“.
LA SITUAZIONE DEI FERITI
È in condizioni stabili, ma ancora in prognosi riservata, il 35enne rimasto ferito ieri nell’esplosione alla centrale elettrica di Suviana e ricoverato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Come riferisce stamattina Tommaso Tonetti, direttore della terapia intensiva polivalente dell’ospedale, l’uomo è arrivato ieri pomeriggio “per un problema di inalazione di fumi. È stato intubato sul posto, lo stiamo mantenendo intubato, è sedato e ventilato meccanicamente. In questo momento è in prognosi riservata e desta preoccupazione il quadro respiratorio“. Al momento, però, è “in condizioni di stabilità clinica. Sta rispondendo alle terapie, e stiamo mantenendo una stabilità sia respiratoria sia dei parametri vitali”. È comunque “ancora troppo presto”, sostiene Tonetti, per fare ulteriori previsioni. “Non siamo in grado di dire che sostanze abbia inalato- aggiunge il primario- ci sono segni di inalazione di fumi, ma non siamo in grado di dire in questa fase quali sostanze si tratta. Comunque non ha riportato ustioni a livello cutaneo”. Il paziente, aggiunge Tonetti, sarà valutato di ora in ora. Jonathan Andrisano, questo il suo nome, è della provincia di Bologna. I parenti sono stati informati e dovrebbero fargli visita nel pomeriggio.
Resta ricoverato al Centro grandi ustioni dell’ospedale Bufalini di Cesena in prognosi riservata uno dei feriti più gravi dell’incidente di ieri alla centrale idroelettrica di Suviana, in provincia di Bologna.
L’ultimo aggiornamento non ha fornito particolari novità sulle condizioni salute del 42enne.
È stato invece dimesso in giornata, con una prognosi di 30 giorni, il giovane del 1999. Il ragazzo è stato trasporto al Bufalini nel tardo pomeriggio di ieri e ricoverato nell’area Osservazione Breve Intensiva del Pronto soccorso prima di essere dimesso oggi.
BONACCINI: “C’È UN TEMA SULLE PARTECIPATE DI STATO”
La tragedia di Suviana “ci ha lasciato attoniti. È un fatto drammatico e anche abbastanza intollerabile. Credo ci sia anche un tema da porre sulle partecipate dello Stato, per cui se ne sta vedendo un po’ troppo spesso, prima le Ferrovie e oggi questo“. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, presente oggi al sit-in della Cisl davanti alla sede Enel di Bologna, e riferendosi al fatto che le tre vittime fossero dipendenti di aziende esterne. “Adesso è il tempo delle lacrime e del dolore, e anche di cercare di recuperare, se possibile, qualcun altro dei dispersi che sia vivo, anche se sappiamo che, come hanno detto i Vigili del fuoco, le cose si stanno mettendo in maniera complicata”, commenta Bonaccini. “Voglio mandare a nome di tutta la Regione la solidarietà, le condoglianze, l’affetto ai familiari delle vittime e dei feriti– prosegue il governatore- abbiamo mobilitato tutto quello che potevamo per mettere la Protezione civile a disposizione dei Vigili del fuoco, abbiamo mobilitato la sanità regionale e il 118. Adesso salgo di nuovo su alla centrale dove tra poco arriverà la ministra Calderone”. E cita lo scambio che ha avuto ieri sera con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ieri sera ha detto, e lo ringrazio della telefonata, come sempre vicino alle nostre comunità, qua bisogna che si capisca cosa è successo e dove stiano le responsabilità, perché noi nel 2024 non possiamo accettare che si muoia così sul lavoro”.
PRESIDIO CISL A ENEL: “TRAVALICATO IL LIMITE”
“Quando in un settore come questo, che era da sempre impregnato di sicurezza, cominciano ad avvenire cose di questo genere, è ovvio che tutti poi si preoccupano ancora di più. Si è travalicato il limite”. Il giorno dopo la strage alla centrale elettrica di Suviana, la Cisl chiama a raccolta delegati e dipendenti del settore elettrico, con sciopero e sit-in davanti alla sede Enel di Bologna, in via Darwin. Un presidio che ha visto la presenza anche del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, dell’assessore comunale ai Rapporti sindacali Massimo Bugani e del delegato metropolitano al Lavoro Sergio Lo Giudice. La strage alla centrale elettrica di Suviana è “un fulmine a ciel sereno per quanto riguarda l’impianto, ma ovviamente non per quel che riguarda le morti sul lavoro che purtroppo si ripetono”, commenta Roberto Petri, segretario regionale della Flaei-Cisl.
Infatti, l’incidente alla centrale è stato “abbastanza inaspettato, in un impianto collaudatissimo da tanti anni in funzione, che ha anche un’importanza strategica per la nostra regione”. Sulla dinamica, “nessuno sa in realtà cosa è accaduto. Le notizie che ci arrivano sono di un problema tecnico avvenuto su una macchina che stavano collaudando, ma che normalmente sta in servizio con i suoi tempi. Quindi teoricamente non doveva succedere. Anche i tecnici che normalmente operano su quelle macchine si stanno chiedendo se è vero che è successo quello e come mai”. C’è poi il tema del subappalto, dato che i tre lavoratori deceduti ieri erano appunto dipendenti di aziende esterne a Enel. “Quante sono? È quasi impossibile dirlo– ammette Petri- nel senso che molte attività sono sono state esternalizzate, alcune solo in alcuni casi e quindi non è dato saperlo”. Per questo “da sempre la lotta del sindacato è mantenere le competenze all’interno, anche perché mantenendola all’interno si mantiene quella professionalità e quell’attenzione che normalmente, durante la catena del subappalto vanno perse banalmente per questioni economiche, motivo per cui siamo in vertenza con Enel”, ricorda il sindacalista. “Ci sono in atto ulteriori tentativi di esternalizzazione, anche di situazioni piuttosto complesse, manovre su parte dell’impianto piuttosto pericolose. Noi riteniamo che esternalizzare quell’attività significa incrementare ancor di più la possibilità di infortuni anche gravi”.
Adesso però, “stiamo cercando ancora le persone, quindi non è il momento di fare analisi su cosa è successo. Dobbiamo curarci delle persone e un minuto dopo credo che le indagini andranno fatte anche in profondità per cercare se ci sono delle responsabilità e provare soprattutto a togliere tutti i motivi che possono indurre il ripetersi di una tragedia come quella che è stata”. Tra i lavoratori si respira “un’aria pesante: tre persone, tre padri di famiglia, hanno perso la vita sul luogo di lavoro, come purtroppo spesso accade e siamo ancora in trepidante attesa di sapere dei dispersi e di come stanno gli altri feriti gravi. Per questo siamo qui per esprimere vicinanza alle famiglie di queste persone, in questo momento di grave cordoglio e anche di grande emozione”, sottolinea Andrea Cuccello, della segreteria nazionale Cisl.
Il problema della sicurezza sul lavoro, però, “non è un fatto emozionale, è un fatto che deve avere un passo lungo, che non deve bruciarsi con una dichiarazione, ma attraverso un presidio serio e costante sui luoghi di lavoro”. Per questo Cuccello ricorda che questo sabato avrà luogo al Pala Tiziano a Roma la riunione di tutti i nostri responsabili della sicurezza a livello nazionale del sindacato, “proprio per fare il punto della situazione, capire che aria si respira nei luoghi di lavoro, ma anche per condividere quello che in queste settimane il confronto col governo siamo riusciti ad ottenere”, riferisce ancora Cuccello. Infatti, “siamo convinti che c’è da fare sempre di più, perché è un fatto soprattutto culturale che all’interno dei luoghi di lavoro le persone debbano essere costantemente formate ed informate. È una battaglia che non può bruciarsi con una giornata di emozione, ma è un passo lungo”.
Dolore e cordoglio lo esprimono i pensionati della Cisl dell’Emilia-Romagna: “Questo ennesimo gravissimo incidente, in cui lavoratori hanno perso la vita, risultano dispersi, sono gravemente feriti ci lascia sgomenti, perché è inaccettabile che una tale tragedia accada nello svolgimento del proprio lavoro”, dice Roberto Pezzani, responsabile Fnp-Cisl dell’Emilia-Romagna al presidio odierno davanti alla sede Enel di Bologna. “La sicurezza sul lavoro- ribadisce- deve essere prioritaria e garantita a tutti i lavoratori”.
SUVIANA, MOGLIE SUPERSTITE: HA VISTO FIAMMATA, POI FUMO E SCOPPIO
“Lui era fuori con altri due suoi colleghi. Hanno visto questa fiammata e poi il fumo, ha sentito uno scoppio. Era un po’ sotto choc: si conoscono tutti qua…”. È il racconto di un superstite dell’incidente al lago di Suviana, Pierfrancesco Firenze, un dipendente di Enel che lavora alla centrale. Al momento dell’incidente non era all’interno dell’impianto, ma ha visto tutto e lo ha riportato alla moglie, Emilia Ferdighini, che da dove abita, La Spezia, si è recata sul posto.
agenzia Dire – www.dire.it
Suviana. Esplosione nella centrale idroelettrica: 4 dispersi
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Continuano le ricerche dei quattro lavoratori ancora dispersi dopo il disastro avvenuto ieri nella centrale idroelettrica di Bargi sul lago di Suviana, nell’Appennino bolognese. Nelle ricerche, fanno sapere i Vigili del fuoco, sono impegnati 100 pompieri, di cui “61 inviati in rinforzo dalle regioni limitrofe”. Sul posto anche “team Usar (Urban search and rescue), sommozzatori, unità Speleo Alpino Fluviali, squadre ordinarie ed esperti topografi”.
Tra i 4 dispersi della tragedia di Suviana c’è anche un dipendente Abb di Sesto San Giovanni. Lo sottolineano Uilm e Fiom di Milano e Brianza che hanno deciso di estendere, per i territori di Milano e Monza e Brianza, a 8 ore lo sciopero previsto per domani 11 aprile 2024. “Davanti a quanto accaduto- evidenzia Vittorio Sarti segretario UILM Milano- esprimiamo tutto il nostro cordoglio e ci stringiamo ai dolore dei familiari delle vittime con l’ansia e la speranza per i 4 lavoratori ancora dispersi, tra cui il dipendente di ABB di Sesto. Domani sciopereremo per la sicurezza e dopo quanto accaduto la nostra protesta deve essere sempre più forte. Non è più possibile assistere a queste stragi continue osservando dichiarazioni e passerelle da parte del governo che pensa di più ai condoni che non alla sicurezza dei lavoratori italiani“.
LA SITUAZIONE DEI FERITI
È in condizioni stabili, ma ancora in prognosi riservata, il 35enne rimasto ferito ieri nell’esplosione alla centrale elettrica di Suviana e ricoverato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Come riferisce stamattina Tommaso Tonetti, direttore della terapia intensiva polivalente dell’ospedale, l’uomo è arrivato ieri pomeriggio “per un problema di inalazione di fumi. È stato intubato sul posto, lo stiamo mantenendo intubato, è sedato e ventilato meccanicamente. In questo momento è in prognosi riservata e desta preoccupazione il quadro respiratorio“. Al momento, però, è “in condizioni di stabilità clinica. Sta rispondendo alle terapie, e stiamo mantenendo una stabilità sia respiratoria sia dei parametri vitali”. È comunque “ancora troppo presto”, sostiene Tonetti, per fare ulteriori previsioni. “Non siamo in grado di dire che sostanze abbia inalato- aggiunge il primario- ci sono segni di inalazione di fumi, ma non siamo in grado di dire in questa fase quali sostanze si tratta. Comunque non ha riportato ustioni a livello cutaneo”. Il paziente, aggiunge Tonetti, sarà valutato di ora in ora. Jonathan Andrisano, questo il suo nome, è della provincia di Bologna. I parenti sono stati informati e dovrebbero fargli visita nel pomeriggio.
ag Dire – www.dire.it
L’Amerigo Vespucci doppia Capo Horn
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Nella mattina del 5 Aprile 2024, verso le 07:00 ora italiana, la leggendaria nave scuola Amerigo Vespucci ha compiuto un gesto epico: ha doppiato Capo Horn, l’eremo più meridionale del continente americano. Questo exploit, parte del suo tour mondiale, rappresenta un momento storico per la navigazione.
Capo Horn, noto come Cabo de Hornos, è il punto in cui Oceano Pacifico e Atlantico si incontrano, creando condizioni meteorologiche uniche. Le perturbazioni dall’Antartide, che spingono enormi masse d’acqua verso lo Stretto di Drake, rendono questo passaggio una delle sfide più temibili per i navigatori.
Il successo nel doppiare Capo Horn è stato possibile grazie a una scrupolosa pianificazione della navigazione e alla valutazione accurata delle condizioni meteo-marine. Questo traguardo segna un nuovo capitolo nell’arte della navigazione e rappresenta un obiettivo raggiunto nella lunga storia della nave Amerigo Vespucci.
Il veliero prosegue ora il suo viaggio nell’oceano Pacifico, dirigendosi verso il porto di Valparaiso, in Cile, dove è previsto l’arrivo il prossimo 28 aprile. Questo evento è un’ulteriore testimonianza del prestigio e della maestria della marineria italiana nel panorama mondiale.
agrpress.it
Italia. Smantellata una vesta rete che ha truffato 600 milioni di euro alla UE
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
La Guardia di Finanza indica che, nell’ambito di u vasto dispiegamento iniziato giovedì scorso, sono già stato arrestate 23 persone coinvolte in tali operazioni mentre le indagini continuano.
All’operazione hanno partecipato le forze di polizia slovacca, rumena e austriaca, perché in quei paesi è localizzato parte del complesso meccanismo della truffa, rileva il rapporto, aggiungendo che otto dei detenuti sono stati portati in prigione, mentre gli altri sono trattenuti agli arresti domiciliari.
In Italia gli arresti sono avvenuti nelle regioni settentrionali di Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, nonché nelle regioni centrali di Toscana e Lazio, nonché nelle regioni meridionali di Campania e Puglia.
Dalle indagini è emerso come questa organizzazione criminale, attraverso società di comodo, si dedicasse alla creazione di crediti inesistenti nel settore edile, per un importo complessivo di circa 600 milioni di euro, che sono stati sequestrati.
Questo gruppo criminale, con l’aiuto di prestanome, ha richiesto sussidi non rimborsabili tra il 2021 e il 2023 per aumentare la digitalizzazione e la competitività delle piccole e medie imprese al fine di espandere presumibilmente le loro attività sui mercati esteri.
Falsificavano i conti per dimostrare che si trattava di società redditizie e operative, quando erano fittizie, e inviavano i fondi su conti bancari in Romania, Austria e Slovacchia, attraverso una complessa e articolata rete di società false.
Marco Stella, portavoce della Guardia di Finanza, ha affermato che è stata individuata una grande sofisticazione nell’uso di tecnologie avanzate e di intelligenza artificiale, poiché i criminali hanno messo a punto un sistema per riciclare denaro, protetto da tecnologie all’avanguardia, con reti e server VPN su cloud. .
A seguito delle incursioni effettuate, sono state sequestrate diverse proprietà, tra cui ville signorili, depositi d’oro e automobili di lusso, tra gli altri beni di alto valore.
tratto da Prensa Latina
L’Italia smantella rete del traffico di cocaina dal Sud America
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Il sistema giudiziario italiano ha annunciato lo smantellamento di una rete che trafficava droga da diversi paesi dell’America Latina, attraverso il porto di Genova o gli aeroporti di Parigi e Amsterdam, per poi rivenderla in Italia.
A capo di questo gruppo c’è un italiano, arrestato nel 2015 per traffico di droga insieme al figlio di un “padrino” della ‘ndrangheta, la mafia calabrese, che operava dal suo cellulare grazie a “telefoni criptati”, sottolinea la Procura di Genova.
Stabilito da anni in Colombia, quest’uomo aveva “una rete di contatti con narcotrafficanti sudamericani”, aggiunge la procura, precisando che l’indagine è stata condotta in collaborazione con Europol, l’Agenzia europea per la cooperazione di polizia ed Eurojust, la sua controparte in materia di giustizia.
In totale sono stati emessi 22 mandati di arresto, sette dei quali riferiti ad albanesi, due a colombiani e uno a un cittadino della Repubblica Dominicana.
Sono accusati di aver importato cocaina dalla Colombia, dalla Repubblica Dominicana e da Panama tra il 2014 e il 2022, per un totale di circa 670 kg con un valore commerciale di 26,9 milioni di dollari.
AFP – Agence France Presse
Mattarella è in Ghana dove incontra la nostra comunità
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
Terminata la Visita nella Repubblica della Costa d’Avorio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto in Ghana dove è in Visita di Stato fino a domani, 6 aprile.
Al suo arrivo ad Accra, Mattarella ha incontrato una rappresentanza della collettività italiana e il personale dell’Ambasciata.
Questa mattina, il Capo dello Stato è stato ricevuto, alla Jubilee House, dal Presidente della Repubblica del Ghana, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo.
A seguire il Presidente Mattarella deporrà una corona al Memoriale di Kwame Nkrumah, ex-Presidente della Repubblica del Ghana. In serata, il Pranzo di Stato alla Jubilee House.
Domani, il Presidente Mattarella visiterà il Centro di Formazione Don Bosco di Ashaiman e la Nave Bettica al Porto di Tema. (aise)
75 anni fa nasceva la NATO. Mattarella: “Una svolta per rendere sicura la pace”
scritto da Fatti Nostri | 12 Aprile 2024
“Settantacinque anni fa, un gruppo di Paesi reduci – a vario titolo – dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale conclusero il Trattato dell’Atlantico del Nord. Fu un’autentica svolta, dettata dalla determinazione a rendere sicura la pace, a creare uno spazio di collaborazione e di mutua assistenza tra le due sponde dell’Atlantico settentrionale, a tutelare l’insopprimibile diritto all’autodifesa individuale e collettiva. Oggi, con il ritorno della guerra nel continente europeo, e di fronte a una diffusa instabilità nelle regioni a noi più prossime, si comprende appieno la lungimiranza di quella scelta. La recente adesione di Finlandia e Svezia alla NATO conferma che permane intatto l’anelito alla libertà, all’indipendenza, alla pace e alla sicurezza”. È quanto detto questa mattina dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75esimo anniversario della fondazione della NATO.
“Per settantacinque anni l’Alleanza ha consentito ai suoi membri di prosperare e crescere nella concordia, consolidandosi quale pilastro essenziale dell’architettura di sicurezza europea – ha spiegato ancora il Capo dello Stato -. Essa si è dimostrata all’altezza delle sfide che ha dovuto affrontare; ha mostrato capacità di adattamento al mutare dei tempi e delle minacce; ha saputo ampliare il ventaglio delle collaborazioni con un numero crescente di Paesi e di Organizzazioni multilaterali; ha svolto un ruolo di stabilità nelle relazioni internazionali”.
“Dopo le sciagure della dittatura fascista e della guerra, l’adesione al Patto Atlantico costituì per l’Italia una tappa essenziale nel processo di ricongiungimento alla Comunità internazionale – ha sottolineato ancora Mattarella -. Questa fu, e resta ancor oggi, una scelta rispondente alle prioritarie preoccupazioni dei nostri concittadini. Nei settantacinque anni trascorsi da allora la Repubblica, in piena fedeltà al dettato costituzionale, non ha cessato di partecipare con serietà e dedizione alla vita dell’Alleanza. Orgogliosa fondatrice di questo patto tra Stati liberi e sovrani, essa vi contribuisce in spirito di generosa e solidale collaborazione, assicurando che le sfide provenienti da ogni area geografica ricevano adeguata attenzione, senza alcun atteggiamento di aggressività, rimasta sempre estranea all’Alleanza. Lo testimoniano quotidianamente le donne e gli uomini dei contingenti della NATO impegnati nei diversi quadranti di crisi. A tutti loro desidero manifestare la nostra viva riconoscenza”.
Anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha parlato in occasione dell’anniversario, assicurando che “la NATO è più grande, più forte e più unita che mai”. “Mai un singolo documento con così poche parole ha significato così tanto per così tante persone – ha aggiunto -. Così tanta sicurezza, così tanta prosperità e tanta pace. Tutto grazie alla sua solenne promessa: che resteremo uniti e ci proteggeremo a vicenda, come abbiamo fatto per 75 anni”. (aise)