CGIE, la Commissione continentale Europa e Africa del Nord al lavoro per il 2024

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223“Il 13 gennaio scorso si è svolta in videoconferenza la riunione della Commissione continentale Europa e Africa del Nord del CGIE – informa una nota del Consiglio Generale – per predisporre l’attività del 2024 sulla base dei macrotemi individuati dall’Assemblea plenaria del giugno scorso. La riunione segue una serie di incontri preparatori sulla base di un metodo di lavoro che vuole sollecitare il protagonismo di ciascun Consigliere sul proprio territorio, raccogliere documenti ed elementi utili al confronto collegiale, e strutturare l’azione futura.  Come da ordine del giorno, il dibattito si è incentrato principalmente sulle criticità riscontrate nel corso delle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in vista della consultazione del prossimo giugno, nonché sull’allarmante situazione degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana nel continente”. Per quanto riguarda il primo punto la discussione ha preso l’avvio dal documento elaborato nel 2019 dal Com.It.Es. di Bruxelles, presentato da Benedetta Dentamaro, attuale Vicepresidente di tale Comitato. Nel testo sono state evidenziate alcune carenze nello svolgimento della consultazione per quanto riguarda innanzitutto la mancata informazione ai connazionali, nonché le inefficienze nel recapito dei certificati elettorali. “Di qui – continua il comunicato – è emersa la necessità di confrontarsi con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale perché sia predisposta un’adeguata campagna informativa e si preveda altresì una più funzionale e articolata ripartizione dei seggi elettorali allo scopo di non penalizzare la partecipazione, come è avvenuto in passato. È stata anche evidenziata la necessità di un aggiornamento dei registri elettorali, nonché del superamento della loro divisione per genere”.

Si è anche parlato della corretta applicazione della normativa europea relativa alla possibilità per i residenti nell’UE di scegliere se votare le liste locali o quelle del Paese d’origine. Su questo punto “ la vicesegretaria generale Maria Chiara Prodi ha rilevato l’opportunità di focalizzare il dibattito sugli aspetti tecnico-pratici sui quali il Consiglio Generale può mobilitarsi in tempo per esercitare pressioni sul MAECI, rimandando alla riunione continentale in videoconferenza del 13 aprile prossimo l’approfondimento relativo alla questione più prettamente politica, sottolineata nel corso del dibattito dai Consiglieri della Germania. Nel merito, Marilena Rossi ha ricordato il documento informativo predisposto dall’InterComites della Germania nel 2013, relativo all’opportunità che i connazionali votino per le liste dei Paesi di residenza, in ossequio al principio di integrazione e di cittadinanza europea, fornendo così un contributo al rafforzamento del senso di comunità e di democrazia nei luoghi di accoglienza. Sull’argomento l’onorevole Toni Ricciardi ha informato di aver depositato una proposta di legge relativa alla possibilità di voto per i connazionali nel Regno Unito e in Svizzera. Infine, il segretario generale Michele Schiavone ha proposto la convocazione di un’Assemblea plenaria in videoconferenza, nel corso della quale definire la visione del CGIE in materia di cittadinanza europea, focalizzando obiettivi e formulando proposte”.

Sul secondo punto all’ordine del giorno, la situazione degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana, “il consigliere Tommaso Conte, componente del Comitato di Presidenza, ha illustrato la relazione da egli predisposta insieme al consigliere Roger Nesti e al Presidente del Com.It.Es. di Friburgo, Andrea Gatti, nella quale si evidenzia come le varie realtà territoriali presentino differenti problematiche e si manifesti il progressivo indebolimento dell’intervento dello Stato nel garantire il diritto all’insegnamento dell’italiano ai figli degli emigrati. Tale orientamento sta determinando notevoli difficoltà per gli enti gestori, i quali sono chiamati ad anticipare liquidità di cui non dispongono, trattandosi di organizzazioni senza scopo di lucro, e a causa di ciò rischiano di ridurre del 60 percento le proprie attività, se non addirittura cessarle”. Una situazione difficile che per la Commissione avrebbe bisogno di misure migliorative. Malgrado ciò, secondo la relazione , si registra una stabilità delle iscrizioni ai corsi e una domanda crescente. Alla luce di ciò il CGIE chiede un ripensamento del meccanismo dei finanziamenti agli enti gestori che si adatti alle diverse specificità, adeguando l’offerta alle mutate esigenze della diaspora italiana. Si auspica inoltre che competenze del settore siano riportate sotto l’egida della DGIT. “Nel corso del dibattito – si legge ancora nella nota – è stato altresì espresso l’auspicio che il metodo di lavoro adottato fornisca ai componenti della Commissione potenti strumenti in grado di rafforzare i legami con gli enti gestori e ripristinare il rapporto di fiducia fra essi e la rappresentanza. L’onorevole Toni Ricciardi ha infine assicurato la propria disponibilità a raccogliere richieste di micro interventi settoriali per tradurli in proposte normative nell’immediato e in un’ottica di medio periodo mantenendo l’impegno a far sì che si verifichi un’inversione di tendenza, per formare la base sulla quale elaborare una proposta di legge del CGIE su cui cercare di raccogliere il consenso trasversale dei Parlamentari eletti all’estero. Una traccia consensuale potrebbe comportare: modifiche alla Circolare ministeriale n. 4; uno spostamento delle competenze in seno alla DGIT; l’aumento dello stanziamento sul capitolo di spesa n. 3153; la modifica della legge che impone il regime di volontariato agli enti gestori”. “Per quanto riguarda la programmazione dei lavori la Commissione per l’anno in corso, – conclude la mota – preso atto che la dotazione di bilancio non consente di prevedere altre riunioni in presenza oltre quella a margine dell’Assemblea plenaria prevista per il prossimo mese di giugno, si è stabilito di incontrarsi ancora in videoconferenza il prossimo 13 aprile e all’inizio del mese di ottobre. Per quanto riguarda le comunità che non hanno eletto Consiglieri al CGIE, la vicesegretaria generale Maria Chiara Prodi, informando che la normativa vigente consente soltanto di formalizzare le candidature alla delega sui Paesi limitrofi a quello di residenza, rende infine noto che sono allo studio del Comitato di Presidenza anche deleghe di scopo, che a suo avviso potrebbero concretizzarsi nell’assistenza ai Presidenti dei Com.It.Es. locali per la predisposizione dei piani-Paese”.(Inform)




Cosa Nostra: 15 arresti in Sicilia

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105906350 a693ee8e 3c85 4698 83a8 a07c100ed442Colpo a Cosa nostra Spa. A infliggerlo l’operazione antimafia “Oleandro” terminata con l’arresto di 15 persone del gruppo di Picanello, storica branca della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano di Catania. Su delega della procura di Catania, i finanzieri del Comando provinciale, con la collaborazione del Servizio centrale investigazioni sulla criminalità organizzata (Scico), hanno eseguito nelle province di Catania, Caltanissetta, Arezzo, Napoli e Udine un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 26 indagati.

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© PixaBay

Tribunale di Catania, ingresso

Il gip ha disposto misure cautelari personali nei confronti di 15 persone (14 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso nonché delle condotte, aggravate dal metodo mafioso, di usura, estorsione, traffico organizzato e spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro nella forma del reimpiego dei proventi illeciti in attività economiche; il sequestro, finalizzato alla confisca, di 9 attività commerciali a Catania e operanti nel settore dell’edilizia, 81 tra fabbricati e terreni siti in provincia di Catania e Arezzo, 5 auto e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro.

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© Polizia di Stato

Arresti a Catania

L’indagine ha preso avvio da alcune risultanze investigative acquisite nell’ambito di altra operazione delle Fiamme gialle etnee denominata “Tuppetturu”. In una conversazione intercettata con alcune persone contigue al clan Cappello, articolazione Cintorino, discutevano delle dinamiche criminali in corso di evoluzione tra i nuovi referenti del gruppo di Picanello.

In una prima fase delle indagini sarebbe emersa la figura di Carmelo Salemi, 54 anni, noto come “u ciuraru” (il fioraio), in quanto titolare di un esercizio commerciale di rivendita di piante e fiori sito nel quartiere di Picanello. Insieme ai suoi uomini di fiducia, avrebbe avuto il compito di riorganizzare il gruppo mafioso, falcidiato a seguito di una serie di arresti operati nel tempo. Raggiunto Salemi nel 2020 da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, l’attenzione e’ stata rivolta ai suoi possibili successori e, in particolare, a Giuseppe Russo, 47 anni, detto “il giornalista” o “l’elegante”, che avrebbe assunto la reggenza.

Il ruolo di Salemi e Russo sarebbe confermato dal fatto che avrebbero anche organizzato anche summit in una stalla nel quartiere Picanello, intestata a un familiare di Alfio Sgroi, 53 anni, ritenuto braccio destro di Salemi. Del gruppo di Picanello avrebbero fatto parte anche Antonino Alecci, 62 anni, Andrea Caruso, 43 anni, Giuseppe Gambadoro, 41 anni, Fabrizio Giovanni Papa, 58 anni, e Alfio Sgroi, 53 anni, ciascuno con ruoli ben definiti. In particolare, Alecci avrebbe rivestito una funzione di primaria importanza nel clan, in quanto ritenuto uomo di fiducia del boss storico Giovanni Comis, reggente del gruppo di Picanello dal 2013 al gennaio 2017, quando è stato arrestato nell’ambito di altra indagine.

Sarebbe stato inoltre il gestore di attività di gioco d’azzardo illegale praticata nella zona di Picanello, i cui introiti sarebbero stati destinati al clan, nonché incaricato della raccolta dei soldi delle estorsioni, comprese quelle commesse a Natale e Pasqua, pur occupandosi personalmente e principalmente dell’attività inerente il traffico di sostanze stupefacenti per conto del clan. Caruso, Gambadoro e Sgroi avrebbero svolto compiti di esecuzione delle direttive di Salemi e Russo, sia nei rapporti interni al gruppo, sia nei rapporti con altre articolazioni della famiglia mafiosa Santapaola nel territorio di Catania.

Si sarebbero, a vario titolo, occupati delle attività estorsive e usurarie perpetrate in favore o in nome del clan di Picanello e del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Sgroi sarebbe peraltro risultato braccio destro di Salemi, fungendo anche da tramite tra quest’ultimo e gli altri affiliati o i semplici esecutori delle iniziative criminali del capo, quali ad esempio i pusher delle piazze di spaccio gestite dai clan.
Una delle attività più redditizie sarebbe stata l’erogazione di prestiti a tassi usurari, inseriti in un sistema più ampio di reinvestimento dei proventi rinvenienti dal traffico di sostanze stupefacenti, dalle estorsioni e dal gioco d’azzardo.

Gli indagati avrebbero inoltre utilizzato metodi mafiosi per minacciare le vittime e garantirsi il pagamento delle rate di capitale e interessi. Sarebbe emerso un meccanismo collaudato con finanziamenti di piccoli tagli, di norma da 500 a 2.500 euro, da rimborsare in rate settimanali o mensili con un tasso di interesse oscillante tra il 140% e il 350% su base annua.

Uno dei protagonisti di queste attività sarebbe risultato Nunzio Comis, 41 anni, figlio del boss Giovanni, arrestato dal Nucleo Pef della Guardia di finanza di Catania nel 2020 mentre riscuoteva una rata usuraria da parte di un imprenditore. Per svolgere le attività illecite, Comis avrebbe utilizzato un telefono aziendale intestato fittiziamente a un’altra persona, facendosi chiamare “Melo” durante le conversazioni per evitare di essere facilmente identificato. Inoltre, avrebbe fatto uso di un noto bar situato nel quartiere Picanello come punto di incontro per la riscossione delle rate da parte degli indebitati.

Gli importi sarebbero stati consegnati a “Lorenzo”, successivamente identificato nell’indagato Lorenzo Antonio Panebianco, 24 anni, dipendente del bar. Altri indagati attivi nell’usura sarebbero stati Giuseppe Gambadoro, Corrado Santonocito, 61 anni, e Biagio Santonocito, 33 anni.

Emersa l’esistenza di una cassa comune in cui far confluire i proventi delle attività illecite e da cui attingere per supportare economicamente gli affiliati detenuti o ex detenuti da poco usciti dal carcere e le relative famiglie, sostenendone pure le spese di viaggio in occasione delle trasferte per i colloqui, erogare gli stipendi, pagare gli onorari degli avvocati difensori degli affiliati stessi, reinvestire in altre attività criminali. Vi sarebbe stata anche una contabilità – chiamata “la carta” – composta da appunti scritti recanti i creditori e debitori del sodalizio nonché i guadagni e le spese sostenute.

Il riciclaggio dei proventi illeciti sarebbe stato infine assicurato da Fabrizio Giovanni Papa, imprenditore attivo nel settore dell’edilizia, ritenuto particolarmente legato al gruppo di Picanello e a Salemi, al quale avrebbe messo a disposizione le proprie società per il riciclaggio di ingenti quantità di contanti provento delle attività criminali del clan. E difatti numerosi cantieri avviati dalle società di Papa sarebbero sorti mediante gli investimenti dei proventi illeciti dell’associazione mafiosa.

L’attività investigativa si inquadra, viene spiegato, “nel piu’ ampio quadro delle azioni svolte dalla procura della Repubblica di Catania e dalla guardia di finanza volte al contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso e della mafia imprenditrice, anche al fine di evitare i tentativi, sempre piu’ pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale e di partecipazione al capitale di imprese sane”.

agi.it




Tragedia di Rigopiano, sette anni dopo

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download“Ricorre oggi il settimo anniversario della tragedia del 18 gennaio 2017, quando una slavina si abbatté sull’Albergo Rigopiano – Gran Sasso Resort di Farindola (PE) causando la morte di 29 persone”, ha dichiarato il Vice Presidente del Consiglio Antonio Tajani.

“Voglio rivolgere un commosso pensiero e le mie preghiere alle famiglie delle vittime. Il loro ricordo deve spronarci a lavorare affinché tragedie simili non avvengano più” ha aggiunto il Vice Premier, ribadendo l’impegno del Governo in tal senso.

“Ricordo con gratitudine l’eroico lavoro svolto dai soccorritori, in particolare dalla Guardia di Finanza, il cui personale della Stazione del Soccorso alpino della Finanza de L’Aquila raggiunse per primo la struttura ancora isolata dalla neve, prestando soccorso alle persone intrappolate e contribuendo in modo decisivo a contenere il tragico bilancio della slavina”.

Il Ministro ha infine sottolineato che “lo spirito di servizio dei soccorritori che lavorarono in condizioni avverse per raggiungere il luogo dell’incidente, è stato encomiabile. Li incontrai nel 2017, in veste di Presidente del Parlamento Europeo, nel corso di una cerimonia di premiazione a L’Aquila, ringraziandoli per il loro eroico gesto. La loro generosità e abnegazione nel salvare vite umane ci è di esempio ogni giorno”.




Oggi è il “Giorno Mondiale della Pizza”

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03ab728b59115f640a51a65a57d00adcDire pizza è dire Italia, come il nome di un grande stilista, come il Colosseo. Ed è proprio all’ombra dell’Anfiteatro Flavio che la pizza sta vivendo una suggestiva rivoluzione: da piatto povero ed economico per eccellenza, antesignana dello street food dai vicoli di Napoli fino alle Avenues di New York City, oggi sta entrando di prepotenza nella grande ristorazione e nei menù degli alberghi di lusso: e la città eterna l’ha accolta con riguardo. Alcuni esempi sono hotel come il Six Senses, il W Rome, il Bulgari per citarne alcuni. Ma lo stesso sta accadendo a Dubai, negli Emirati, e in altre parti del mondo. I pizzaioli alla stregua di chef stellati e maestri pasticcieri. La pizza proposta in abbinamento a vini pregiati e bollicine. E sempre a Roma c’è Gabriele Bonci, l’eroe, un maestro fornaio che, grazie anche a tv e social media, ha dato la sua impronta per diffondere la conoscenza di nuove tecniche di panificazione e lievitazione elaborate dalla scienza dell’alimentazione, come nell’utilizzo di nuove farine e nella selezione, per i condimenti, di materie prime sostenibili e a chilometro zero. “Ma quando apre una sua pizzeria?” gli abbiamo chiesto. “Resto un fornaio, è il pane la mia sfida” ha risposto per poi dileguarsi. Ma dietro questa vera e propria rivoluzione i nomi sono diversi e proviamo a farne qualcuno: Francesco Arnesano, Stefano Callegari, Francesco Capece, Giancarlo Casa, Enzo Coccia, Salvatore Lionello, Salvatore Marcucci, Francesco Martucci, Jacopo Mercuro, Simone Padoan, Eduardo Papa, Luca Pezzetta, Angelo Rumolo, Ciro Salvo, Salvatore Salvo, Carlo Sammarco Pier Daniele Seu, Ivano Veccia e, non ultimo, Diego Vitagliano.

Il 17 gennaio è la loro festa, è la festa di questo mondo fatto di acqua e farina, un po’ di lievito e sale quanto basta, perché ricorre Sant’Antonio Abate, protettore di pizzaioli e fornai e nel mondo è diventata il World Pizza Day. Ma il red carpet di quella che molti chiamato ‘pizza contemporanea’ o ‘gourmet’, sta portando con sé un risvolto: un deciso rialzo dei costi per il consumatore finale. Oggi per una semplice pizza margherita, a Roma come a Milano non bastano dieci euro (e voliamo bassi), Napoli ancora prova a limitare i danni, ma la tendenza è in atto e non sembra arrestarsi. Tra gli stessi maestri pizzaioli, il dibattito è forte e c’è chi, come Gino Sorbillo, chiede un passo indietro. Con Franco Manna, imprenditore e oggi docente della Federico II di Napoli, sfioreremo anche temi finanziari come l’interesse da parete delle società di private equity internazionali per i brand italiani. Ma la pizza è soprattutto una storia, e abbiamo scelto di raccontare quella di Daniele Gagliotta, uno scugnizzo finito a 15 anni in carcere a Nisida e oggi alla conquista degli Stati Uniti con le sue mani sempre in pasta, ma stavolta per fare una pizza, e mai più per commettere un reato.

ansa.it




La Roma sceglie come allenatore la “bandiera” De Rossi

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de rossiDaniele De Rossi è il nuovo tecnico della Roma, fino al 30 giugno 2024. Lo fa sapere con una nota la società giallorossa, che poi si rivolge così al nuovo allenatore: “Bentornato a casa, Daniele”. De Rossi sostituisce l’esonerato Josè Mourinho.

La Roma “è lieta di annunciare che Daniele De Rossi è stato nominato nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra fino al 30 giugno 2024”, si legge nella nota. Dopo 18 anni da calciatore giallorosso, De Rossi ritornerà nel ruolo di allenatore e farà il suo esordio sulla nostra panchina nella sfida di campionato contro il Verona di sabato pomeriggio all’Olimpico. De Rossi ha giocato 616 partite alla Roma divenendone capitano e segnando 63 reti in tutte le competizioni. È il secondo giocatore con più presenze nella storia del Club. In giallorosso ha conquistato per due volte la Coppa Italia, nel 2007 e nel 2008, e una Supercoppa Italiana nel 2007.

Oltre allo straordinario cammino con la Roma, De Rossi ha avuto una grande carriera in Nazionale. È il quarto calciatore per presenze con la maglia dell’Italia, con 117 partite. Ha preso parte a otto grandi tornei internazionali, conquistando il Mondiale nel 2006 insieme ai compagni di squadra Francesco Totti e Simone Perrotta. Dopo il ritiro dal calcio giocato, De Rossi ha fatto parte dello staff tecnico dell’Italia nell’Europeo giocato nel 2021 e terminato con la vittoria degli Azzurri a Wembley dell’11 luglio, prima dell’esperienza come allenatore della Spal nella scorsa stagione. “Bentornato a casa, Daniele”.

ROMA, DE ROSSI: EMOZIONE INDESCRIVIBILE, DARÒ TUTTO

“Desidero ringraziare la famiglia Friedkin per avermi affidato la responsabilità della guida tecnica della Roma: da parte mia non conosco altra strada se non quella dell’applicazione, del sacrificio quotidiano e della necessità di dare tutto quello che ho dentro per affrontare le sfide che ci attendono da qui alla fine della stagione”. Queste le parole del nuovo tecnico della Roma, Daniele De Rossi, affidate al comunicato ufficiale della società giallorossa. “L’emozione di poter sedere sulla nostra panchina è indescrivibile, tutti sanno cosa sia la Roma per me, ma il lavoro che attende tutti noi ha già preso il sopravvento. Non abbiamo tempo, né scelta: essere competitivi, lottare per i nostri obiettivi e provare a raggiungerli sono le uniche priorità che il mio staff ed io ci siamo dati”, conclude De Rossi.

FRIEDKIN: CONVINTI CHE DE ROSSI SARÀ GUIDA PER GIOCATORI

“Siamo felici di poter consegnare la responsabilità tecnica dell’AS Roma a Daniele De Rossi, in quanto riteniamo che la leadership e l’ambizione che lo hanno da sempre contraddistinto possano risultare determinanti nella rincorsa agli obiettivi che la squadra ha davanti a sé fino al termine della stagione”. Così Dan e Ryan Friedkin nella nota ufficiale della società giallorossa. “Conoscevamo il legame indissolubile che unisce Daniele al Club, ma l’entusiasmo con cui ha immediatamente accettato questa sfida per i prossimi mesi ci ha ulteriormente convinto della sua capacità di essere una guida per i calciatori e un fiero rappresentante dei valori di questa società. Bentornato a casa, Daniele“, concludono i Friedkin.

ag Dire – www.dire.it




Spari di Capodanno: Pozzolo sospeso da FdI

pozzolo

pozzoloEmanuele Pozzolo è stato sospeso dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati.

L’onorevole era finito al centro delle cronache dopo che, la sera di Capodanno, aveva portato una pistola ad una festa a Rosazza, in Piemonte, provocando il ferimento di un uomo.

“L’ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera ha adottato in data odierna, in via d’urgenza, la misura cautelare della sospensione dal gruppo stesso dell’on. Emanuele Pozzolo“, è la nota del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti, con cui si annuncia la sospensione.

ag Dire – www.dire.it




Ecuador sotto coprifuoco. Nel Paese vivono più di 40 mila italiani

city of quito in ecuador

city of quito in ecuadorSarebbero più di 40 mila gli italiani che vivono in Ecuador, stato sudamericano recentemente al centro di una ondata di violenze. Di questi 40 mila circa una metà sono iscritti all’AIRE.

Finora i disordini non avrebbero provocato loro grossi problemi, ma la Farnesina sta cotantemente monitorando la situazione.

Le Forze armate ecuadoriane hanno ucciso cinque “terroristi”, ne hanno arrestati 329 e hanno liberato 41 ostaggi.

Sono però 139 le persone ancora in ostaggio in almeno cinque prigioni (a Cuenca, Azogues, Napo, Ambato e Latacunga) in Ecuador, comprese guardie e personale amministrativo, dove i reclusi si sono ribellati come misura di protesta contro la dura politica che il presidente Daniel Noboa vuole implementare nel sistema carcerario. Secondo il Servizio penitenziario (Snai), “non esiste alcun ostaggio che sia stato assassinato”.

Il gruppo  responsabile degli attacchi indiscriminati su tutto il territorio, ha chiesto intanto scusa alla popolazione puntando il dito contro il presidente Daniel Noboa per le violenze che hanno provocato almeno 13 morti e fa cenno a possibili negoziati con il governo su esempio della Colombia con le FARC.

Nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito degli episodi di violenza, legati a organizzazioni criminali, che stanno interessando il Paese. Ansa riporta che si stanno verificando rapimenti, esplosioni, fughe di detenuti. Il presidente Daniel Noboa ha parlato di ”conflitto armato interno”, ordinando “la mobilitazione e l’intervento delle forze armate e della polizia nazionale”.

Guayaquil, città portuale dell’Ecuador, è l’epicentro di quanto sta accadendo, con attacchi ad edifici, tra cui anche ospedali. Inoltre, il canale pubblico TC Television è stato assalito da un gruppo armato, poi arrestato, ma si sono verificati attacchi simultanei anche in altre città. Ieri il Parlamento è stato evacuato a seguito dei disordini.

Tra le diverse misure è stata disposta dal ministero della Salute, la sospensione a data da destinarsi di servizi ambulatoriali, ricoveri, interventi chirurgici programmati. Saranno garantiti solo i servizi di emergenza negli ospedali.

Sul sito di ViaggiareSicuri, l’aggiornamento di oggi riporta che “il presidente dell’Ecuador ha riformato lo stato di emergenza, emesso l’8 gennaio 2024, con un nuovo Decreto Esecutivo (n. 111 del 09.01.2024), che ribadisce il coprifuoco dalle h 23:00 fino alle h 05:00, per 60 giorni, e riconosce la presenza di un conflitto armato interno: la misura eccezionale è stata adottata nel quadro del contrasto alle bande locali legate al narcotraffico.

Nella capitale Quito risultano, al momento, chiusi tutti gli esercizi pubblici, dai negozi ai centri commerciali, ed è stata rafforzata la presenza di Forze Armate e di Polizia Nazionale, in tutto il territorio. Si raccomanda di evitare ogni spostamento e di tenersi aggiornati sulle indicazioni delle Autorità locali.

Sono previste delle eccezioni al coprifuoco, in particolare per assicurare i servizi essenziali ed i trasferimenti da e verso gli aeroporti, per coloro che abbiano un volo in partenza o in arrivo, nella fascia oraria del coprifuoco (23:00-05:00). Per informazioni aggiornate sullo stato dei propri voli, si prega di verificare direttamente con la compagnia aerea di riferimento.

L’Ambasciata d’Italia a Quito è raggiungibile, per emergenze, al numero+593999780861.
Si invitano i connazionali presenti nel Paese a scaricare la app “ViaggiareSicuri”, con geolocalizzazione attiva, e a registrare la propria presenza su Servizi UdC (dovesiamonelmondo.it).”.

A monitorare l’evolversi della situazione è anche la Farnesina. In un tweet è stato detto che “Il ministro Tajani sta seguendo gli sviluppi”. Per qualsiasi esigenza o segnalazione, si invita a contattare l’Unità di crisi della Farnesina al numero +39 06 36225 e a visitare il sito Viaggiare Sicuri.

Intanto, sempre su Ansa si legge che la Francia ha invitato i connazionali che intendono recarsi in Ecuador a ”rinviare il loro progetto” di viaggio, a quanto riporta il sito internet del ministero degli Esteri di Parigi.

In un tweet, l’ambasciata spagnola a Quito ha rivolto ai cittadini spagnoli presenti nel Paese un invito alla prudenza, chiedendo di stare attenti a “notizie e raccomandazioni di sicurezza”, provenienti dalle autorità.




Al via BasilicatE, ovvero la cultura lucana in mostra nel mondo

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43720e20 68ce 11e8 99fe 0242ac11000dSi chiama “BasilicatE” il progetto di respiro internazionale per raccontare la cultura lucana nel mondo. Il progetto è finanziato dalla Regione Basilicata con i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e realizzato dalla Federazione dei Lucani in Piemonte con il supporto scientifico del Centro dei Lucani nel Mondo “Nino Calice”.  Il progetto – spiegano dalla Regione – nasce in virtù dei protocolli d’Intesa stipulati dal Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice della Regione Basilicata e le istituzioni italiane ed estere: il MEI – Museo dell’Emigrazione Italiana di Genova, Ellis Island Foundation di New York, MUMI Muralla Abierta Intendencia de Montevideo, UNTREF Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires.

Cuore dell’iniziativa sarà la mostra multimediale itinerante dal titolo “BasilicatE”. Prima tappa di questo viaggio negli Stati Uniti, in Argentina e Uruguay dove sono state presentate le finalità alle comunità lucane sparse nel mondo.

Il progetto “BasilicatE ” racconterà la lingua, i gesti, le forme del rito nello spazio pubblico e gli ambienti domestici dei lucani all’estero oggi, mettendo in evidenza il modo in cui la cultura lucana si è fusa con quella dei paesi ospitanti diventando parte di essa in un rapporto continuo di reciproche influenze.  La mostra sarà composta da documenti, azioni, riflessioni prodotti direttamente dalle comunità dei lucani nelle città di New York, Buenos Aires e Montevideo, girerà il mondo con BasilicatE anche la celebrazione di San Rocco di Tolve con un video girato durante l’edizione 2023.  Mimì Coviello, coordinatrice del Centro dei Lucani nel Mondo “Nino Calice” nel  podcast racconta il progetto, gli appuntamenti in programma e gli obiettivi per creare un ponte di dialogo culturale ( Ascolta il podcast ).  A febbraio nelle tre città coinvolte, le comunità dei lucani saranno protagoniste di laboratori di cucina che restituiranno attraverso le ricette lucane i sapori e gli ingredienti del paese che li ha accolti una delle forme di dialogo tra le culture; ad aprile nel Castello di Lagopesole, il Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice ospiterà l’evento internazionale di presentazione del progetto in Italia, mentre il 21 agosto con l’inaugurazione al MEI di Genova la mostra inizierà il giro del mondo.  Sarà inaugurata il 27 agosto a New York, il 29 a Buenos Aires nel Museo de la Inmograciòn e il 31 a Montevideo nel MuMi- Muralla Abierta. Alla fine del 2024 tornerà in Basilicata diventando parte integrante del percorso espositivo del Museo dell’Emigrazione Lucana ospitato dal Centro dei Lucani nel Mondo, nel Castello di Lagopesole. (Inform)




INPS: parte la campagna di accertamento in vita 2024/2025

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logo inps farnesina pensioni inps campagna di accertamento di esistenza in vita anni 2024 e 2025 immagine1L’INPS  ha comunicato le modalità di svolgimento e la tempistica relativa al processo di verifica dell’esistenza in vita, con riferimento agli anni 2024 e 2025, che interesserà tutti i beneficiari di prestazioni pensionistiche riscosse all’estero, informa il comunicato VDG MAECI/DC Politiche Migratorie e Mobilità Internazionale pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Berna . Nel messaggio INPS n. 4071 del 16/11/2023 è descritta in modo dettagliato tutta la procedura di accertamento.

Nel comunicato si precisa che la campagna di verifica si svolgerà in due distinte fasi: la prima fase, riferita all’anno 2024, si svolgerà da marzo 2024 a luglio 2024 e riguarderà i pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi; la seconda fase della verifica, che si svolgerà da settembre 2024 a gennaio 2025, riguarderà i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania.

Citibank N.A. avvierà la verifica dell’esistenza in vita con la spedizione della lettera esplicativa e del modulo standard di attestazione ai pensionati residenti in Paesi compresi nella prima fase della verifica 2024-2025. Si consiglia di leggere attentamente l’intera comunicazione e in particolare il paragrafo 4). Nel caso in cui il pensionato si trovi in stato di infermità fisica o mentale, o si tratti di pensionati che risiedono in istituti di riposo o sanitari, pubblici o privati, o di pensionati affetti da patologie che ne impediscano gli spostamenti o di soggetti incapaci o reclusi in istituti di detenzione, è necessario contattare il Servizio di supporto di Citi, che renderà disponibile il modulo alternativo di certificazione di esistenza in vita. Al riguardo, si consiglia di leggere attentamente l’intera comunicazione e in particolare il paragrafo A.2).

Gli uffici consolari – si legge infine – potranno utilizzare un servizio di videochiamata, modalità supplementare e non sostitutiva, per completare il processo di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati. (Inform)




Italia. Dopo il caldo in arrivo un inverno gelido

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gelo neve maltempo 1Il brusco abbassamento delle temperature con freddo e gelo notturno danneggiano le coltivazioni di verdure e ortaggi all’aperto in un inverno fino ad ora bollente ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti per l’arrivo del ciclone d’aria gelida con neve, piogge e vento che ha fatto scattare l’allerta maltempo arancione in Toscana e gialla in altre dodici regioni, da Nord a Sud.

“L’arrivo del maltempo con il freddo artico interessa dunque praticamente l’intero Paese dopo un 2023 che- sottolinea la Coldiretti- ha fatto registrare un dicembre bollente con la temperatura che è stata di 1,05 gradi superiore la media storica nei primi undici mesi dell’anno secondo Isac Cnr che lo classifica al secondo posto tra i più caldi dal 1800”.

“L’arrivo del grande freddo- sottolinea la Coldiretti- colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta. La discesa della colonnina di mercurio con il gelo rischia peraltro di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che il caldo anomalo di dicembre lungo tutta la Penisola ha favorito in alcuni territori come la Toscana il risveglio anticipato delle varietà più precoci di pesche e susine. Il cambiamento climatico si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2023 i 6 miliardi di euro”.

ag. Dire – www.dire.it