Orrore a Naro (Agrigento): massacrate due donne rumene

duplice omicidio naro 2 (1)

duplice omicidio naro 2 (1)I carabinieri del reparto operativo di Agrigento indagano sulla morte di due donne a Naro. I corpi delle due donne, di nazionalità rumena, sono state trovate in due abitazioni diverse.

Il primo cadavere è stato scoperto carbonizzato dai vigili del fuoco intervenuti in un incendio in vicolo Avenia, il secondo è stato trovato in un appartamento della vicina via Da Vinci in una pozza di sangue. Le due abitazioni distano pochi metri l’una dall’altra. L’ipotesi che circola è che si sia trattato di un duplice omicidio.

Le due donne morte si chiamavano Maria Russ e Delia Zarniscu. Entrambe vivevano a Naro da diverso tempo. Per tutta la mattinata sono andati avanti i rilievi sui luoghi di ritrovamento dei corpi. Sul posto anche il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Le indagini sono orientate sulla cerchia di amicizie delle due donne.

SINDACA DI NARO: “ATTONITI PER FEROCE MASSACRO DI 2 DONNE”

“Naro si sveglia attonita, ammutolita da tanta ferocia”. Così in un post Facebook la sindaca della cittadina in provincia di Agrigento, dove sono state trovate due donne morte. “Un duplice omicidio nel cuore del nostro centro storico ha spento due donne, entrambe romene ed entrambe naresi – aggiunge -. Non è il momento di frasi di circostanza. Come comunità diciamo ‘no’ a ogni forma di violenza e rimaniamo in rispettoso silenzio del lavoro delle forze dell’ordine e della Procura, che, sappiamo, riusciranno presto a fare chiarezza su quanto accaduto. Che gli autori di questo massacro siano individuati e assicurati alla giustizia – conclude Brandara – e vengano esclusi, se naresi, da una comunità sana e operosa”.

ag. Dire – www.dire.it




Mancata iscrizione all’AIRE. Fino a 5 mila euro di multa

captura

capturaL’iscrizione all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, è una annosa questione nel mondo dell’emigrazione. Meglio iscriversi o non iscriversi?, si chiedono tanti connazionali, ben sapendo che in ogni caso l’iscrizione AIRE se vivi all’estero è obbligatoria per legge.

Fino a oggi, tuttavia, non erano previste sanzioni importanti per la mancata iscrizione.

Con la nuova Legge di bilancio cambia tutto: già a partire da questo 2024 verranno notevolmente inasprite le sanzioni in caso di mancata iscrizione all’AIRE. Multe fino a mille euro per ogni anno di mancata iscrizione, fino a un massimo di cinque anni e dunque di 5mila euro.

Infatti, con la nuova legge – ricorda Il Mitte – sono state introdotte sanzioni molto più pesanti (dai 200 ai 1000 euro per ogni anno di mancata iscrizione) e sono stati inoltre previsti più incentivi alle pubbliche amministrazioni, nella direzione di un accertamento più solerte.

Vediamo dunque com’è cambiata la legge e quali potrebbero essere le conseguenze per quegli italiani nel mondo che decidano di non iscriversi all’AIRE.

L’accertamento della possibile violazione o l’irrogazione delle sanzioni possono essere notificate in qualunque momento, negli anni, oppure è prevista una decadenza?

L’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui risulti il non adempimento o l’omissione dell’obbligo anagrafico o della comunicazione di residenza.

Quanti anni sono sanzionabili per inadempimento dell’obbligo? C’è un limite?

Sì possono sanzionare al massimo cinque anni “irregolari”. Ad esempio, se sono arrivato in Germania nel 2015 e non mi sono ancora iscritto e vengo “scoperto” ora, cioè nel 2024, posso essere sanzionato solo per i 5 anni precedenti alla “scoperta”, quindi dal 2019.

Se si risulta già iscritti all’AIRE, ma l’iscrizione è stata fatta in ritardo rispetto all’effettivo trasferimento, si possono avere problemi relativamente agli anni rimasti “scoperti”?

La Legge di bilancio non ha valore retroattivo e questo significa che, sebbene teoricamente si risulti punibili anche in questi casi, non lo si è in base ai nuovi parametri introdotti dalla legge del 30 dicembre del 2023.

In caso di nuclei familiari, sono sanzionati tutti i non iscritti?

Sì e la sanzione include anche i minori, per cui sono ovviamente responsabili i genitori.

Cosa si può fare per mitigare le conseguenze di una situazione irregolare?

Senz’altro iscriversi all’AIRE.

Dunque, per tutti coloro che avessero ancora dubbi, la risposta è una sola: se davvero vivete oltre confine, correte a iscrivervi all’AIRE, se non lo avete già fatto. Altrimenti la mancata iscrizione potrebbe costarvi molto cara.

 

da italiachiamaitalia.it




Vercelli. Ma quante armi ha il deputato di FdI Emanuele Pozzolo?

163936062 3730b948 2607 465a b276 6726d514bfe7

163936062 3730b948 2607 465a b276 6726d514bfe7Non gli è stato revocato il porto d’armi, ma è stato disposto il “ritiro” (tecnicamente non è un sequestro) delle armi, sei in tutto, che il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, avrebbe custodito nella sua casa di Vercelli. La Prefettura di Biella, competente per territorio visto che il Pozzolo risiede a Campiglia Cervo, lo ha iscritto nel registro degli indagati per i fatti della notte di Capodanno quando un colpo partito da una sua pistola ha ferito una persona che stava partecipando a una festa di fine anno a Rosazza, in provincia di Biella.

Il Ris di Parma sta esaminando il minirevolver da cui è partito il colpo durante la festa di fine d’anno cui partecipava anche il  il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, e che ha ferito a una gamba il 31enne Luca Campana.

A questo punto il deputato può presentare le sue controdeduzioni contro il provvedimento del prefetto. Se non saranno accolte i Carabinieri manterranno in consegna fucili e pistole. L’iter giudiziario prevede che il deputato possa eventualmente presentare ricorsi al Tar e al Presidente della Repubblica.

 




Omicidio Nada Cella: bugie e silenzi in un condominio “per bene”

cella1p6169p53801

cella1p6169p53801Depositati gli atti , con la richiesta di rinvio a giudizio di Annalucia Cecere. Un’intercettazione aggrava la sua posizione. Ma 27 anni fa l’omertà degli inquilini ha depistato  le  indagini.

Sono stati depositati gli atti della Procura di Genova, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio di Annalucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella. Il pubblico ministero Gabriella Dotto, sottolinea le motivazioni della richiesta di rinvio a giudizio, indicando una conversazione tra Marisa Bacchioni e il figlio Marco Soracco, l’ex datore di lavoro di Nada Cella, a lungo sospettato dell’omicidio e successivamente scagionato.

Il colloquio, che si svolge presso la Questura di Genova, la mattina del 25 Maggio 2021, durante la riapertura delle indagini, è intercettato tramite delle “cimici” ambientali piazzate sotto le sedie. Durante la conversazione, la signora Bacchioni si rivolge al figlio dicendo “Ma guarda un po’ quanto danno ci ha fatto quella donna” Secondo il magistrato, questo evidenzia la consapevolezza da parte della donna di essere stata danneggiata dalla signora Cecere per aver trascinato nuovamente, lei e il figlio, in una vicenda giudiziaria.

Malgrado la conoscenza dell’indagata davanti ai magistrati, madre e figlio hanno sempre negato di avere avuto rapporti con la stessa Cecere. Tanto da indurre i magistrati ad accusare Soracco e la Bacchioni , di favoreggiamento e falsa testimonianza.

Chi è la ragazza che fugge con lo scooter ?

Annalucia Cecere è un ex insegnante, 55enne, accusata di avere assassinato Nada Cella, assistente del commercialista Marco Soracco, il 6 Maggio 1996. La ragazza, all’epoca 26enne, venne uccisa a colpi di fermacarte e pinzatrice, tra le 8.50 e le 9 mentre era sul posto di lavoro nello studio Soracco a Chiavari, nella centralissima via Marsala. Secondo i magistrati, l’indagata è stata spinta al delitto per prendere il posto di lavoro di Nada Cella e sposare il commercialista. La dottoressa Dotto, cita diverse intercettazioni telefoniche del 1996, in cui la Bacchioni afferma di conoscere bene l’insegnante accusata. Racconta ad un amica che il figlio era stanco di vedere la Cecere in studio. Una inquilina dello stabile, Liliana Cavagno , ora deceduta, indica alla madre di Soracco, Annalucia Cecere come la ragazza che fugge da via Marsala con uno scooter, poco dopo l’assassinio di Nada Cella. Particolare a conoscenza delle sorelle Bacchioni, tanto da essere annotato su alcuni diari sequestrati. Egle Sanguinetti, altra inquilina scomparsa, ha mentito sugli orari di arrivo del commercialista, il giorno del delitto. Inoltre sarebbe la stessa Bacchioni a confidare ad un sacerdote che l’ex insegnante, si era invaghita del figlio .

La presunta richiesta di essere assunta al posto di Nada Cella

Altro elemento considerato fondamentale dalla Procura è l’atteggiamento dell’indagata subito dopo l’omicidio di Nada Cella. Chiede all’ex fidanzato di dichiarare agli inquirenti, che la fine del loro rapporto è successivo al 1996 . Per i magistrati è un tentativo di depistaggio, per eliminare il movente passionale, dimostrando che all’epoca dei fatti la Cecere era ancora impegnata sentimentalmente. Ma l’uomo mantiene la sua versione, perché le date della loro relazione, coincidono con la fine del periodo d’insegnamento al Nautico di Chiavari e l’inizio della sua carriera come docente a Genova. Infine c’è l’ultima intercettazione di una telefonata tra Bacchioni e l’amica Tina , nel Maggio 2021, in cui la donna rivela che la Cecere ha chiamato un’amica del figlio, poche ore dopo l’annuncio in televisione del decesso di Nada Cella, chiedendo di intercedere per essere assunta al posto di Nada




Anche i deputati sparano nella notte di Capodanno: indagato il FdI Pozzolo. Ferito un uomo a una gamba

pozzolo

pozzoloIl deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo è indagato per lesioni colpose, accensioni ed esplosioni pericolose e omessa custodia di armi per i fatti di Capodanno: nella notte del 31 dicembre, infatti, durante una festa privata nei locali della Pro Loco di Rosazza sarebbe stato esploso un colpo, da una pistola di proprietà di Pozzolo, che ha colpito e ferito un uomo a una gamba. Per soccorrere l’uomo ferito (in modo non grave) sarebbero intervenuti nell’immediato gli agenti della scorta del sottosegretario Andrea Delmastro (la sorella è sindaca di Rosazza), presente alla serata, che però non avrebbe assistito ai fatti. Pozzolo ha dichiarato di non essere stato lui a sparare. L’uomo ferito, genero di un agente della scorta di Delmastro, non avrebbe sporto querela.

La Procura di Biella ha aperto un fascicolo e ha iscritto Pozzolo nel registro degli indagati. L’arma, una pistola di piccole dimensioni, è stata sequestrata e il porto d’armi verrà sospeso. Quello che sta facendo scalpore in queste ore è, a quanto si apprende, il fatto che Pozzolo si sarebbe appellato al suo ruolo di parlamentare per non sottoporsi al test per rivelare se fosse stato lui a premere il grilletto (il test è quello del guanto di paraffina) e avrebbe quindi rifiutato di consegnare i vestiti che indossava alla festa. Dopo questa decisione sono arrivate molte critiche dal mondo politico. Molti parlamentari puntano il dito anche contro Giorgia Meloni, ‘colpevole’ di non pronunciarsi sulla cosa e accusata di ‘coprire’ i colleghi di partito.

SERRACCHIANI (PD): “FINO A QUANDO MELONI COPRIRÀ COLLEGHI FDI?”

“Un deputato di Fdi possiede una pistola che porta alla festa di capodanno a cui partecipano il sottosegretario alla Giustizia Delmastro di Fdi e la sua scorta. La pistola è carica e con il colpo in canna e ferisce un uomo. Non è una fiction di seconda serata. Il sottosegretario che fa dossieraggio contro l’opposizione affidando le notizie riservate al collega Donzelli, il senatore che presenta una proposta di legge che mette i fucili in mano ai sedicenni e il deputato che va in giro armato, non sono solo ‘sfortunati’ come dichiara Delmastro oggi in una pregevole intervista, ma racconta molto delle abitudini di chi oggi guida il paese. E, per inciso, non sono fatti di cronaca, sono fatti tutti politici. Fino a quando la presidente Meloni coprirà questi comportamenti del tutto incompatibili con i ruoli istituzionali rivestiti da questi ‘sfortunati’ colleghi di partito?”. Così la deputata democratica Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd.

PATUANELLI (M5S): “RIFIUTO TEST È AUTODICHIARARSI COLPEVOLE”

“Ci eravamo accorti che il Governo e la maggioranza vivono in un mondo parallelo, mai avremmo immaginato fosse il far west. Rifiutarsi di fare il test sulla polvere da sparo avvalendosi dell’immunità parlamentare è l’unico modo per auto dichiararsi colpevole. Ma è anche il modo migliore di dimostrare tutta l’arroganza e l’ignavia di questi assurdi personaggi che, speriamo il prima possibile, finiranno nel dimenticatoio”. Così in una nota il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli.

BONIFAZI (IV): “RIFIUTO POZZOLO TEST PER IMMUNITÀ È SCANDALO ASSOLUTO”

“Le prerogative parlamentari di cui all’articolo 68 della Costituzione non sono un privilegio ma servono a garantire la separazione dei poteri. Vedere però il collega pistolero meloniano che si rifiuta di fare il test sulla polvere da sparo in nome dell’immunità parlamentare è uno scandalo assoluto. Quindi uno prima spara, poi rifiuta il test? Ma siamo alla follia! L’arroganza dei Fratelli d’Italia ha superato ogni limite”.
Lo scrive su X il deputato di Italia Viva Francesco Bonifazi.

ALFIERI (PD): “ASPETTIAMO PAROLE CHIARE DA MELONI”

“Tra due giorni ci sarà la conferenza stampa della presidente del Consiglio. Sarà l’occasione, la migliore, per spiegare a noi e ai cittadini italiani cosa pensa del fatto che un parlamentare del suo partito vada a cenoni di fine anno armato e che sempre un senatore del suo partito abbia presentato una proposta di legge per il porto d’armi ai sedicenni. Ci auguriamo che Giorgia Meloni sappia usare parole chiare per prendere le distanze da comportamenti e scelte che non sono assolutamente compatibili con la funzione che questi esponenti di FDI ricoprono. Giustificazioni o velate coperture da parte della Presidente del Consiglio sarebbero inaccettabili”. Così il senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme e PNRR del Pd.

FRATOIANNI: “ORA DERUBRICANO SPARO A FATTERELLO DI CRONACA”

“Come al solito per la destra la colpa è sempre di qualcun altro: lo stesso copione vale anche per il deputato di FdI che va alla festa di Capodanno con la pistola, derubricato come un fatto minore di cronaca. E invece non è così”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra.
“Penso ad esempio a tutti quei funzionari di polizia e ai rappresentanti delle forze dell’ordine che nei giorni scorsi si sono affannati sulle tv e sui giornali a chiedere agli italiani senso di responsabilità- prosegue il leader di SI- per i festeggiamenti per il nuovo anno. Che segnale di irresponsabilità ha mandato agli italiani questo deputato di FdI? Una vicenda che non può finire a tarallucci e vino”.
“Ci auguriamo innanzitutto che il questore di Vercelli abbia già avviato le pratiche per il ritiro del porto d’armi. Perlomeno ci consola il fatto che le procedure di sicurezza gli impediranno, qualora gli venisse in mente- conclude Fratoianni- di entrare armato anche a Montecitorio”.

BOLDRINI: “GRAVE SOTTRARSI AL TEST DELLA POLVERE DA SPARO”

“È già gravissimo che un parlamentare vada a una festa con un’arma, per di più carica, dalla quale parte un colpo che ferisce una persona. Ma che quel parlamentare usi l’immunità per sottrarsi al test sulla presenza di polvere da sparo è un pessimo esempio che si dà al Paese. Come fa Giorgia Meloni, dopo avere applaudito il Presidente Mattarella che ha parlato chiaramente ‘contro il rischio di diffusione delle armi’, a tenersi nel partito deputati come Pozzolo?”.
Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

MALPEZZI (PD): “NULLA NORMALE, SOPRATTUTTO SILENZIO MELONI”

“Lo ripeto, nulla di questa storia è normale. Soprattutto il silenzio della presidente #GiorgiaMeloni”.
Così su X la senatrice del Pd Simona Malpezzi, commentando la notizia del rifiuto da parte sì Emanuele Pozzolo di sottoporsi al test Stub.

agenzia Dire – www.dire.it




Festeggiamenti di Capodanno, una donna morta ad Afragola. È boom di feriti: 274

fuochi dartificio 2

fuochi dartificio 2Una donna di 45 anni, nel comune di Afragola, in provincia di Napoli, è morta perchè colpita alla testa da un proiettile vagante sparato durante i festeggiamenti. La donna è stata colpita alla tempia e poi ricoverata d’urgenza all’Ospedale “Cardarelli” in prognosi riservata. Ma successivamente è morta. Il proiettile pare sia stato sparato da un parente. Oltre alla vittima, si è registrato un altissimo numero di feriti: 274, di cui 12 dovuto all’uso di armi da fuoco e 262 da fuochi d’artificio. I ricoverati di quest’anno sono stati 49. Lo scorso anno i feriti furono 180 feriti e i ricoveri 48.

Tra i minorenni, si registrano 64 feriti contro i 50 dello scorso anno. Da quanto emerge dai dati sui feriti gravi, si è registrato un aumento, in quanto ci sono stati due casi con prognosi superiore ai quaranta giorni, per ferita d’arma da fuoco, rispetto a un caso dell’anno precedente; mentre sono stati 25 i casi, con prognosi superiore ai quaranta giorni, dovuti ai fuochi d’artificio, rispetto ai 10 casi dell’anno precedente.

Infine, le proiezioni dei dati sui feriti lievi, hanno fatto registrare lo stesso dato dello scorso anno ovvero 10 casi con prognosi inferiore o uguale ai quaranta giorni, per ferita d’arma da fuoco, mentre dai 159 casi con prognosi inferiore o uguale ai quaranta giorni, dovuti ai fuochi d’artificio, si è passati agli attuali 232 casi. Ancora una volta gli episodi più gravi devono essere ricondotti all’uso scorretto di prodotti pirotecnici di sovente illegali.

GLI EPISODI PIU’ GRAVI

Questi sono gli episodi più gravi: a Napoli: una donna di 50 anni giungeva al pronto soccorso in quanto attinta da colpo di arma da fuoco al fianco mentre assisteva ai festeggiamenti del Capodanno sul balcone della propria abitazione. Risulta in prognosi riservata e in pericolo di vita;
ancora a Napoli: un cittadino di nazionalità algerina di anni 50, mentre camminava in strada, veniva raggiunto da un proiettile che lo attingeva alla spalla e raggiungeva il polmone. Il predetto risulta in prognosi riservata in attesa di intervento chirurgico.
A Foggia un uomo di anni 47 riportava lesioni con amputazioni multiple alle dita della mano sinistra e ustioni di secondo grado a seguito dell’esplosione di un petardo; sempre a Foggia: un ragazzo di 17 anni, a seguito dello scoppio di un petardo artigianale, ha riportato l’amputazione della mano sinistra con prognosi di 30 giorni.
A Grosseto l’esplosione di un petardo nel corso dei festeggiamenti occorsi all’aperto feriva 3 minorenni. Il più grave è un minore di 15 anni che riportava la quasi totale amputazione della mano sx ed escoriazioni al viso e al torace. Vista la gravità delle ferite veniva trasportato all’Ospedale Careggi di Firenze.
A Milano: un 18enne di nazionalità egiziana, a seguito dell’esplosione di un artificio pirotecnico, riportava la perdita delle dita di entrambe le mani; sempre a Milano: un uomo di 36 anni giungeva all’Ospedale di Legnano e veniva ricoverato in prognosi riservata con ustioni di III grado a mani e volto, per aver maneggiato polvere pirica nel tentativo di creare un manufatto artigianale;
ancora a Milano: una minorenne di nazionalità filippina, nel maneggiare un’arma ad aria compressa, riportava un trauma alla mano sx con prognosi di 30 giorni.

A Siena: un 15enne è stato trasportato con urgenza all’ospedale di Careggi di Firenze per le gravi lesioni riportate alla mano a seguito dello scoppio di un petardo avvenuto nel comune di Poggibonsi. La prognosi è riservata.
A Latina: tre minori di anni 15, 10 e 6 nel corso dei festeggiamenti nel giardino della propria abitazione situata a Terracina, nell’accendere una batteria di fuochi d’artificio riportavano feriti giudicate guaribili rispettivamente in giorni 30, 15 e 10 per ferite al volto e alle gambe.
A L’Aquila: nel comune di Pacentro, un giovane romano di anni 20, mentre si trovava in compagnia di 3 amici, rimaneva ferito alla mano dx per lo scoppio di un petardo. Trasportato all’Ospedale di Sulmona veniva sottoposto ad intervento chirurgico per la ricostruzione dell’arto. Prognosi superiore ai 40 giorni; a Varese: un minorenne di anni 17 riportava l’amputazione della mano dx e il ferimento dell’occhio sinistra a seguito dell’esplosione di un petardo; a Trento: un uomo di nazionalità marocchina di 54 anni riportava l’amputazione del III raggio dopo aver raccolto un petardo inesploso; sempre a Trento: un uomo di origine moldava di 23 anni perdeva la mano sx a seguito dell’esplosione di un petardo cosiddetto “cipolla”; a Lucca: un minorenne di anni 15 ha perso il pollice e l’indice della mano durante l’utilizzo di un petardo.

LE TIPOLOGIE DI FERITE

Dalle comunicazioni trasmesse dagli Uffici periferici (oltre ai singoli dati inseriti nel sistema di rilevazioni R.I.Se.C.) e dai dati desumibili dalle open sources relative agli incidenti con feriti provocati dallo scoppio di prodotti pirotecnici, si rileva che: le patologie tipiche prodotte dall’esplosione di prodotti pirotecnici ad “effetto scoppiante” si confermano essere i traumi alle mani e al volto. Frequenti sono le lesioni ai bulbi oculari e le fratture e/o amputazioni di dita e/o falangi.
Misure restrittive e sequestri: durante il periodo del rilevamento che ha interessato l’intero mese di dicembre 2023, sono state denunciate 304 persone in stato di libertà, con un dato in aumento rispetto a quello dello scorso anno quando ne vennero segnalate 273, e sono state arrestate 50 persone in aumento rispetto alle 35 del dicembre del 2022.
Di seguito si riportano i quantitativi complessivi dei materiali sequestrati nel mese di dicembre, anche se è possibile ipotizzare che nelle prossime ore i dati potranno subire degli incrementi in ragione di aggiornamenti tardivi del sistema, da parte degli Uffici territoriali:
n. 7012 strumenti lanciarazzi (583 lo scorso anno);
n. 7 armi comuni da sparo (8 lo scorso anno);
n. 23 munizioni (11.953 lo scorso anno);
kg. 836 di polvere da sparo (1.818 lo scorso anno);
kg. 12.490 di manufatti appartenenti alla IV e V categoria Tulps (37.108 lo scorso anno);
kg. 41.755 di manufatti recanti la marcatura “CE” (26.246 lo scorso anno);
kg. 3.475 di prodotti comunque non riconosciuti e cioè non ricompresi nelle categorie Tulps o “CE” perché illegali, non correttamente etichettati, non conformi alle norme CE, non rispondenti ai decreti di riconoscimento e classificazione, abusivi e/o altro (9.866 lo scorso anno);
n. 156.085 pezzi di articoli pirotecnici di varia natura che, per motivi operativi, sono stati indicati dagli Uffici in pezzi anziché in chili (1.785.815 lo scorso anno);
n. 186 detonatori (72 lo scorso anno);
n. 3.521 capsule innescanti (1.301 lo scorso anno).
Tra i motivi principali che hanno legittimato i provvedimenti di sequestro si segnalano: l’illecita detenzione da parte di chi non ne aveva titolo; la natura illegale degli stessi prodotti sequestrati, dovuta a mancanza di marcatura CE; l’eccedenza dei carichi detenuti dai titolari delle licenze.

In conclusione, dunque, anche quest’anno i dati riferibili alle numerose attività info investigative operate sul territorio, quali i controlli amministrativi, gli arresti e i sequestri, testimoniano come l’impegno prodotto dalle Forze di Polizia, abbia consentito di prevenire l’illecita immissione in commercio di grandi quantitativi di prodotti pirotecnici illegalmente detenuti e il conseguente contenimento degli eventi dannosi.

ag. dire – www,dire.it




Buon 2024 ai lettori di Fatti Nostri!

new years day 8431887 1280

new years day 8431887 1280Buon Anno a tutti i nostri lettori.

Torneremo con gli aggiornamenti martedì 2 gennaio.




La Camera ha approvato la Legge di bilancio

download

downloadDisco verde in Aula alla Camera alla Legge di bilancio, con 200 sì, 112 no e 3 astenuti. Il provvedimento, che esce dalla seconda lettura senza essere stata modificata – e senza voto di fiducia – dopo l’ok al Senato, è ora legge.

La manovra vale circa 24 miliardi, che salgono a 28 con l’aggiunta dei primi decreti attuativi della delega fiscale, viene finanziata con un extra deficit da 15,7 miliardi combinato con il rincaro delle accese sui tabacchi e una spending review sui ministeri e sui trasferimenti agli enti locali.

Per i prossimi anni il testo delinea anche lo scenario di una possibile razionalizzazione delle partecipazioni statali da cui incassare fino a 20 miliardi. Il provvedimento più importante è la proroga per il 2024 del taglio del cuneo fiscale e contributivo per i redditi fino a 35.000 euro.

Ai lavoratori dipendenti 100 euro in più in busta paga

Per contrastare la corsa dell’inflazione, legata alla congiuntura internazionale tra la guerra in Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas, il governo ha scelto la strada di alleggerire temporaneamente il carico fiscale dei lavoratori dipendenti con redditi medio bassi a cui lasciare circa 100 euro in più al mese in busta paga. Contemporaneamente l’avvio della riforma fiscale ha ridotto a tre gli scaglioni Irpef. Bankitalia stima un beneficio in media di 600 euro a famiglia.

Tra i provvedimenti più rilevanti della manovra spiccano lo stanziamento di 3 miliardi di euro per avviare i rinnovi dei contratti del pubblico impiego, con priorità per i comparti salute e sicurezza, e lo stanziamento di oltre 3 miliardi aggiuntivi per il fondo sanitario. Gli emendamenti dei relatori hanno introdotto anche fondi aggiuntivi per le integrazioni salariali delle forze armate e delle forze dell’ordine. Ha generato dibattito la scelta di innalzare la cedolare secca per gli affitti brevi dal 21 al 26% a eccezione di una casa a scelta del titolare per coloro che detengono più immobili.

Sostegno alla natalità e all’impiego delle donne

Diversi anche i provvedimenti a sostegno delle famiglie numerose e della natalità tra agevolazioni sul credito per l’acquisto della casa e sgravi fiscali per le assunzioni delle donne con diversi figli. Il canone Rai invece viene ridotto da 90 a 70 euro per il 2024. Stanziati 15 milioni per il territorio di Caivano e 100 per contrastare il disagio abitativo.

Ad accendere la disputa tra maggioranza e opposizioni sulla legge di bilancio sono stati soprattutto i provvedimenti in materia di pensioni e Ponte sullo Stretto. Dopo una lunga mediazione, il governo ha deciso di non toccare le pensioni di anzianità di medici, funzionari degli enti locali, maestri e ufficiali giudiziari. Niente tagli anche per coloro che decideranno di andare in pensione entro il 31 dicembre di quest’anno. Le decurtazioni degli assegni scatteranno invece per i prepensionamenti.

11,6 miliardi per il Ponte sullo Stretto

Per un riordino complessivo del settore bisognerà aspettare i prossimi mesi, il tema resta sul tavolo del governo visto l’invecchiamento progressivo del Paese a fronte di una natalità ai minimi termini, in attesa di una riforma complessiva del sistema previdenziale. Per il collegamento tra Messina e Villa San Giovanni la manovra prevede un investimento da 11,6 miliardi spalmato tra il 2024 e il 2032 con erogazione a salire nel corso degli anni.

Durante l’iter parlamentare la composizione del budget è stata rimodulata: 9,3 miliardi saranno a carico del bilancio dello Stato – nelle more dell’individuazione di fonti di finanziamento diverse da quelle statali – mentre il resto delle risorse arriveranno dal fondo di coesione e dalle Regioni Sicilia e Calabria.

Con il ‘tesoretto’ da 100 milioni a disposizione dei parlamentari la maggioranza ha incrementato di 5 milioni di euro il fondo per l’Alzheimer e le demenze, previsto nuove colonnine Sos da posizionare in luoghi affollati come stazioni, parchi, impianti sportivi. Istituito anche il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea, la città selezionata verrà finanziata ogni anno con 1 milione di euro per interventi di riqualificazione.

Le opposizioni invece hanno scelto di concentrare 40 milioni di euro su emendamenti comuni, appoggiati anche dalla maggioranza, per iniziative contro la violenza sulle donne: dal reddito di libertà ai centri antiviolenza. Niente spazio in manovra invece per una mini proroga del Superbonus 110%, arrivata invece con un decreto ad hoc. Il provvedimento, varato ieri dal cdm, tutela i lavori asseverati entro il 31 dicembre di quest’anno e salvaguarda le famiglie meno abbienti.

Rifinanziata la carta per i beni di prima necessità

Tra i sostegni alle fasce economiche meno abbienti la manovra prevede il rifinanziamento per il 2024 con 600 milioni di euro della carta ‘Dedicata a te’ per l’acquisto di beni di prima necessità. Resta in vigore per i primi tre mesi del prossimo anno il bonus sociale elettrico. Per supportare l’acquisto della casa di abitazione da parte di famiglie di numerose vengono introdotte priorità nell’accesso al credito per i nuclei con tre figli di età inferiore a 21 anni e Isee non superiore a 40.000 euro annui, per quelli con quattro figli di età inferiore a 21 anni e un Isee non superiore a 45.000, per quelli con cinque o più figli e un ISEE non superiore a 50.000.

Prorogate nel 2024 le garanzie sui mutui degli under 36 per favorire più giovani nell’acquisto della prima casa. Le imprese entro la fine del prossimo anno dovranno stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni da calamita’ naturali ed eventi catastrofali. Sul versante del welfare viene confermata la detassazione dei premi produttività al 5% e la soglia fino a 2 mila euro dei fringe benefit per i lavoratori con figli a carico, fino a 1.000 euro per tutti gli altri.

Previsti anche per il 2024 incentivi per le assunzioni di donne disoccupate. Arriva anche la detassazione per i lavoratori del settore del turismo notturno e festivo. Alle imprese e attività produttive che ritornano a investire in Italia sarà riconosciuta una tassazione agevolata: riduzione del 50% delle imposte sui redditi. L’agevolazione si applica nel periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento e per i 5 anni successivi. Per la pianificazione e la realizzazione delle opere funzionali al Giubileo del 2025 invece vengono stanziati poco meno di 400 milioni spalmati tra 2024 e 2026.

agi.it




Camera, dalla Commissione Esteri parere favorevole alla relazione sul bilancio di previsione 2024 e sul bilancio pluriennale 2024- 2026

aula1 175

aula1 175In Commissione Esteri alla Camera è stato discusso, con l’approvazione di una relazione favorevole, il bilancio di previsione 2024 insieme al bilancio pluriennale 2024-2026, già approvati in Senato. Nel suo intervento il relatore Andrea Orsini (FI) ha illustrato il provvedimento e le novità introdotte durante l’esame presso il Senato. Si autorizza ad esempio la spesa di 2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2014, per l’adeguamento delle retribuzioni del personale a contratto assunto presso le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari e gli istituti italiani di cultura. Ulteriori 2 milioni di euro annui sono stanziati per analogo adeguamento del personale locale impiegato presso gli uffici della rete estera dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Sono state inoltre incrementate di 5 milioni di euro annui, a partire dal 2024, le risorse da destinare a borse di studio a favore di studenti provenienti da Paesi africani: i fondi disponibili passano da 7,4 a 12,4 milioni annui, con un incremento di circa il 67%. Vengono invece ridotte le dotazioni di competenza dei Ministeri, ai fini del concorso delle amministrazioni centrali dello Stato al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2023. Orsini evidenzia che il taglio complessivo ammonta a 821,7 milioni di euro per il 2024; a 877,2 milioni di euro per il 2025 e a 898,1 milioni di euro a decorrere dal 2026. Per quanto riguarda nello specifico il Ministero degli Esteri, il taglio ammonta a 54,6 milioni di euro per il 2024; a 55,7 milioni per il 2025 e a 56,9 milioni per il 2026. Si tratta in questo caso di riduzioni che insistono prevalentemente sul programma “Cooperazione allo sviluppo”, ricompreso nella missione “L’Italia in Europa e nel Mondo”.

Dal relatore è stato anche rilevato come, in materia di lavoratori frontalieri che prestano attività e soggiornano in Svizzera, si preveda l’obbligo per questi di un contributo quale quota di compartecipazione da versare al Servizio sanitario nazionale, prevedendo altresì alcune modifiche alle sanzioni previste nei casi di mancato rispetto di alcuni obblighi anagrafici. Per quanto riguarda il Ministero degli Esteri, si provvede ad autorizzarne operazioni in valuta estera per le disponibilità esistenti nei conti costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, per l’effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento, mantenimento ed acquisto delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all’estero.

Il disegno di legge di bilancio 2023-2025 autorizza, per lo stato di previsione del MAECI, spese finali in termini di competenza pari a 3.533 milioni di euro nel 2024; a 3.427 milioni di euro per il 2025 e a 3.563 milioni di euro per il 2026. Si fa riferimento all’adeguamento delle strutture informatiche (per un totale di 45 milioni di euro nel triennio 2024-2026) e all’acquisto di sedi estere (per un totale di 35 milioni di euro nel periodo 2024-2025). Il relatore ricorda che lo stato di previsione del MAECI si articola in tre missioni e quattordici programmi, rilevando che la missione principale è “L’Italia in Europa e nel mondo”: essa rappresenta oltre l’81% del valore della spesa finale complessiva del Ministero medesimo ed è pari a 2.892 milioni di euro. Si rileva che la Cooperazione allo sviluppo – dotato di 986,5 milioni di euro ai sensi del progetto legge di bilancio a legislazione vigente – passa a 941,05 milioni nel progetto di bilancio integrato, registrando un decremento pari a 45,48 milioni di euro. Seguono gli altri programmi: Rappresentanza all’estero e servizi ai cittadini e alle imprese (con stanziamenti per 776 milioni di euro); Promozione della pace e della sicurezza internazionale (con 693 milioni di euro); Diplomazia pubblica e culturale (con stanziamenti per 181,6 milioni di euro); Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari (con stanziamenti per 124,5 milioni); Italiani nel mondo e politiche migratorie (i cui fondi si riducono, passando da 75,8 milioni della legge di bilancio dello scorso anno a 70,4 milioni); Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy (con uno stanziamento di 496 milioni di euro, corrispondenti a circa il 14% delle spese finali del MAECI). Nella missione “Difesa e sicurezza del territorio” si colloca invece il Fondo per la partecipazione italiana alle missioni internazionali, sul quale sono appostati per il 2024 risorse pari a 1.569,2 milioni di euro (in aumento rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio 2023). Per quanto riguarda l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, le risorse totali ammontano a 646 milioni. In via generale, il Governo precisa che l’incremento delle risorse finanziarie per interventi di cooperazione ha subito consistenti riduzioni strutturali (49,2 milioni di euro per il 2023, 76 milioni di euro per il 2024 e 94,9 milioni per il 2025) in applicazione degli obiettivi di risparmio della spesa stabiliti dalla legge di bilancio dello scorso anno. Il complesso delle risorse del MAECI afferenti all’aiuto pubblico allo sviluppo ricompresi nello stato di previsione 2024 ammonta a circa 941 milioni di euro. La Commissione Esteri ha poi approvato una relazione favorevole sul provvedimento. (Inform)




Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE: “In Commissione bilancio 4 milioni per le attività consolari”

odoguardi

odoguardi“Ancora una volta la presenza del MAIE nelle sedi istituzionali che contano è servita a garantire risorse agli italiani nel mondo. Infatti, grazie all’impegno e alla forte volontà politica del Sen. Mario Borghese – sostenuto dal Sen. Lotito – in commissione Bilancio sono stati trovati quattro milioni di euro destinati alle attività consolari e all’adeguamento degli stipendi dei contrattisti. È l’ennesima prova del fatto che il Movimento Associativo, con i propri rappresentanti a Roma, è in grado di fare la differenza quando si tratta di italiani all’estero, facendo leva sul proprio peso politico ma anche sulle relazioni che mantiene con le altre forze presenti nel Parlamento”. È quanto dichiarato in una nota da Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.
“Dunque, in vista della manovra economica – il voto definitivo alla Camera è previsto per il 29 dicembre – il MAIE è riuscito a garantire risorse importanti per la nostra rete consolare – ha aggiunto Odoguardi -. Certo, avremmo tutti voluto ottenere molto di più; sappiamo, tuttavia, che la coperta è corta e che è necessario stabilire bene le priorità di spesa. In questo senso – prosegue Odoguardi -, l’impegno di tutto il nostro Movimento è quello di continuare a lavorare con l’obiettivo di riuscire ad assicurare le risorse necessarie a tutto il Sistema Italia all’estero, dunque non solo rete consolare, ma anche Istituti italiani di cultura, enti gestori, Camere di commercio italiane nel mondo. Senza dimenticare i progetti messi in campo insieme alla Farnesina, come quello che riguarda il turismo delle radici, iniziativa che ha già raccolto tanti riscontri positivi e che metterà il turbo nel 2024”.
“Con il nuovo anno, come MAIE raddoppieremo il nostro impegno: sono in programma iniziative tese ad unire ancora di più le comunità italiane residenti nel Nord e Centro America e a farle sentire meno lontane dall’Italia. Lavoro parlamentare e cura del territorio devono sempre andare a braccetto: se l’attività istituzionale è fondamentale per ottenere risultati concreti a favore dei connazionali, la presenza sul territorio è di enorme importanza nel rapporto con i nostri fratelli italiani all’estero. Noi del MAIE lo sappiamo bene, per questo continueremo ad operare così, uniti e organizzati, con lo stesso obiettivo di sempre: difendere in ogni occasione i diritti degli italiani nel mondo”, ha concluso il vicepresidente del MAIE. (aise)