GreenMed, il cavo sottomarino che collegherà l’Italia con i Balcani e i Paesi del Mediterraneo centro-orientale

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downloadSparkle lancia un progetto per la realizzazione di GreenMed, un nuovo sistema di cavi sottomarini che attraverserà il Mare Adriatico collegando l’Italia alla Croazia, al Montenegro, all’Albania, alla Grecia e alla Turchia, per poi estendersi ulteriormente nel Mediterraneo.

GreenMed creerà un innovativo corridoio infrastrutturale in fibra ottica per collegare l’Europa centrale, i Balcani e i Paesi del Mediterraneo centro-orientale. Dalla costa adriatica italiana, il sistema si collegherà via terra al centro digitale di Milano e, da lì, agli altri principali nodi europei di Internet e del cloud.

Con il progetto si intende anche sostenere il forte sviluppo del mercato digitale balcanico offrendo una rotta sicura e diversificata in aggiunta alle dorsali terrestri già esistenti.

L’Italia si conferma snodo primario del Mediterraneo allargato, collegando con il sistema GreenMed anche l’isola di Creta in Grecia, diventata negli ultimi anni un rilevante gateway digitale per la regione e punto di approdo del cavo BlueMed di Sparkle che collega l’Italia con la Francia, la Grecia e vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo fino ad arrivare ad Aqaba in Giordania.




Italia. Capodanno, maltempo in arrivo

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imagoeconomica 1504352 1536x1022“Dopo dei giorni di Natale e Santo Stefano dominati ancora dall’alta pressione, con condizioni meteo stabili e un clima insolitamente caldo per il periodo, verso Capodanno dovremmo assistere al ritorno di uno scenario più invernale”. Così si legge su Meteo.it che annuncia “nella seconda parte della settimana una prima perturbazione che porterà un aumento delle nuvole, accompagnato tuttavia da poche precipitazioni. Tra il weekend di San Silvestro e il Capodanno, poi, stando agli ultimi aggiornamenti meteo sembra profilarsi una fase di maltempo più significativo”.

ag. Dire – www.dire.it




Santo Stefano in Italia: tra curiosità, tradizioni e luoghi magici

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Nato come tradizione religiosa e diventato festa nazionale per il popolo italiano nel 1947, il 26 dicembre è il giorno di Santo Stefano, un’ulteriore occasione di celebrare per gli italiani, credenti e no.

In questa data, in cui ancora si respira a pieno l’atmosfera natalizia, non esiste una giornata tipo per vivere le tradizioni di questa festa. C’è chi continua a stare a tavola con famiglia, amici e buona cucina; chi si concede una gita fuori porta e chi ne approfitta per riposarsi prima di riprendere i ritmi frenetici della quotidianità.

Perché si festeggia Santo Stefano in Italia?

Santo Stefano in Italia

Santo Stefano in Italia nasce come una celebrazione liturgica, fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale.

La scelta di tale data non è un caso: nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i cosiddetti “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio. Fu così che al 26 dicembre c’è Santo Stefano primo martire della cristianità.

Se la Chiesa ricorda Santo Stefano per il suo valore religioso nel mondo cattolico, è lo Stato italiano, nel 1947, a decidere di rendere festivo il giorno dopo Natale per allungare le festività natalizie e per solennizzare ancora di più la nascita del Salvatore come avviene, ad esempio, il Lunedì dell’Angelo, ossia la Pasquetta, che prolunga le festività pasquali.

Cosa si fa a Santo Stefano in Italia?

Cosa si fa a Santo Stefano in Italia?

Il Santo Stefano in Italia è il giorno di festa più rilassante e disteso del periodo natalizio in cui ci si gode il calore di casa, si approfitta della compagnia della propria famiglia o si va a far visita ad amici e parenti che non abbiamo avuto l’occasione di vedere in precedenza.

Le tradizioni italiane del giorno di Santo Stefano sono essenzialmente mangiare gli avanzi della Vigilia di Natale e del giorno di Natale e trascorrere del tempo con i cari. Tuttavia, a seconda delle età e delle passioni, si hanno delle abitudini leggermente diverse.

Il cinema è sicuramente una delle tradizioni che accomuna gli italiani in questa giornata, nella quale se ne approfitta per vedere i classici del Natale o i, cosiddetti, “cinepanettoni”, i film di genere comico che vengono distribuiti in Italia nel periodo natalizio.

Infatti, se molti si organizzano per andare insieme al cinema e vedere gli ultimi film di Natale arrivati in sala, altri preferiscono organizzare un piccolo cineforum casalingo per rivedere le pellicole diventate ormai grandi classici del Natale.

Tombola napoletana

Santo Stefano è anche la giornata dei giochi di Natale.

Il 26 dicembre è, infatti, anche il giorno che riunisce piccoli e grandi attorno al tavolo per giocare ai classici giochi di società. Tra di essi, si ha il celebre Mercante in fiera, antico gioco di carte antico che risale al 1500. Pochi sanno, infatti, che fu un veneziano a inventarlo: per 20 soldi vendeva dei biglietti, che erano suddivisi fra vincenti e no; poi faceva un’estrazione e aggiudicava i biglietti al vincitore. Divenne poi conosciuto grazie a Mozart parlò del gioco in una lettera spedita alla famiglia, nel 1772, da Milano e da lì, negli anni, è diventato un classico natalizio con l’invenzione delle carte ad hoc.

Altro gioco di carte che riunisce gli italiani in questa data è Sette e mezzo ma, senza dubbio, il re dei giochi da tavola natalizi è la Tombola. Si tratta del gioco, nato nella città di Napoli nel XVIII secolo, e fondato sull’estrazione a sorte di una certa quantità di numeri, compresi tra l’1 e il 90. Nello specifico, ogni giocatore prende una o più cartelle che contengono 15 numeri casuali da 1 a 90 disposti su 3 righe, si sceglie chi deve estrarre i numeri dal sacchetto e, man mano che escono ogni partecipante segna i numeri usciti corrispondenti alla propria cartella. Durante l’estrazione, a seconda dei numeri presenti sulla stessa riga, ci sono varie possibilità di vincita: ambo (due numeri estratti sulla stessa riga di una cartella), terno (tre numeri), quaterna (quattro numeri), cinquina (cinque numeri) e tombola, ossia aver completato l’intera cartella per primi.

Cosa si mangia a Santo Stefano in Italia?

Cosa si mangia a Santo Stefano in Italia?

Il menu di Santo Stefano è, essenzialmente, una passeggiata per gli italiani. Dopo gli sfarzi della Vigilia di Natale e di Natale il 26 dicembre si è soliti mangiare gli avanzi o, nel caso, dedicarsi alla preparazione di alcuni piatti dalla facile preparazione.

Dal nord al sud, alcuni piatti della tradizione culinaria italiana sono i tortelli di zucca e il petto d’anatra (Emilia Romagna), la “stracciatella“, una minestrina calda con solo brodo, uova, parmigiano e noce moscata (Lazio), gli involtini di melanzane alla salentina con mortadella, pomodori e capperi (Puglia), e l’insalata di polpo, la minestra maritata, ovvero un misto di verdure di stagione in brodo di pollo, e pizza fritta con la ricotta e frittelle di cavolfiore (Campania).

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Pandoro con mascarpone

Se consideriamo invece i dessert, il 26 dicembre è tradizione mangiare i tipici dolci natalizi, tra quali Panettone e Pandoro, con un tocco di originalità. Con gli avanzi del pandoro si può cucinare, ad esempio, un ottimo tiramisù, tagliandolo a fette, immergendolo nel caffè e aggiungendo il mascarpone.

A questi classici, si aggiungono altri tradizionali dolci, quali il torrone, mostaccioli e rococò, una sorta di biscotti al cioccolato e no, più diffusi nella tradizione gastronomica del Sud Italia.

Dove andare a Santo Stefano se sei in Italia?

Dove andare a Santo Stefano se sei in Italia?

L’Italia con l’aria natalizia regala delle emozioni autentiche ed il 26 dicembre è il momento giusto per scoprire luoghi suggestivi.

Se si è in una città, se ne può approfittare per visitare piazze e vie che raramente si frequentano nei giorni lavorativi e scoprire posti poco esplorati.

Tuttavia, se si ama la tradizione natalizia, il giorno di Santo Stefano è la giornata perfetta per visitare i tipici mercatini di Natale, che riempiono le strade delle città e dei borghi italiani, dal Nord al Centro e Sud.

Il 26 dicembre in Italia è anche molto comune organizzare numerosi eventi per rappresentare la natività, stiamo parlando dei famosi presepi viventi.

Tra i più celebri, si hanno il presepe di San Biagio (Lombardia) e Dogliani (Piemonte) nel nord Italia; il presepe di Greccio (Lazio) nel centro Italia; il presepe di Tricase (Puglia), Matera (Basilicata) e Morcone (Campania); infine, nelle isole, il presepe di Custonaci (Sicilia) e Assolo (Sardegna).

Ma l’Italia nasconde anche numerose perle poco conosciute, e il giorno di Santo Stefano potrebbe essere l’occasione giusta per organizzare una gita fuori porta e scoprire i numerosi borghi che formano il bel paese, i quali, nel periodo natalizio, tra decorazioni e luci, regalano un’atmosfera magica.

Dove non andare a Santo Stefano se sei in Italia?

Dove non andare a Santo Stefano se sei in Italia?

È importante ricordare che Santo Stefano è un giorno festivo a tutti gli effetti, pertanto, molte attività non sono aperte in questa giornata.

In particolare, se sei in Italia, non puoi rimandare al 26 dicembre commissioni a uffici pubblici, quali posta o banche; ma puoi concederti una giornata ai centri commerciali, che, molto spesso, in questa giornata rimangono aperti per gli amanti dello shopping. Tuttavia, è consigliabile controllare l’effettiva apertura sui vari siti per evitare di fare un “viaggio a vuoto”.

Se, invece, ci si vuole concedere una giornata alla scoperta dei sapori italiani, si può considerare di pranzare e/o cenare fuori, in quanto ristoranti, agriturismi, pub sono, generalmente aperti in questi giorni. Anzi, è molto comune incontrarsi con gli amici e/o parenti per un aperitivo o per un tè, dopo gli sfarzi dei giorni precedenti.

da visititaly.eu




Buon Natale ai lettori di FATTI NOSTRI!

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Buon Natale a tutti i nostri lettori!

FATTI NOSTRI tornerà martedì, giorno di Santo Stefano.




Giallo a Torino: non era un incidente sul lavoro. C’è un fermo per omicidio

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capturaLa procura ha emesso un mandato di arresto per l’omicidio di Salvatore Coletta, un operaio edile caduto dalle scale di un cantiere, deceduto in ospedale per le gravi ferite riportate alla testa

I carabinieri del Nucleo Operativo di Torino Oltre Dora, hanno arrestato un operaio edile di trent’anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti di Salvatore Coletta, 44 anni. Quello che sembrava l’ennesimo si sta rivelando un giallo dagli aspetti inquietanti. Dalle prime ricostruzioni, la morte di Coletta sembrava l’ennesimo tragico incidente sul lavoro. Dopo gli interrogatori degli operai colleghi della vittima, presenti in cantiere, secondo i carabinieri le testimonianze erano discordanti. Qualcosa non quadrava. 

Così nello sviluppo delle indagini, si appura che l’uomo in stato di fermo, nel pomeriggio del 15 Dicembre scorso, avrebbe spinto Salvatore Coletta, da una rampa di scale del cantiere in Corso Ferrara 50, nella zona nord di Torino. Dopo aver battuto la nuca, rimane esanime e viene soccorso dagli stessi colleghi presenti sul posto. Coletta morirà dopo una notte di agonia, all’ospedale Le Molinette

Non avrebbe dovuto essere in cantiere

Una delle anomalie, che hanno spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini, è il fatto che Salvatore Coletta aveva chiamato in azienda, la mattina stessa, per avvisare che era indisposto. Per cui non avrebbe dovuto essere in cantiere quel pomeriggio. Secondo la procura torinese, l’uomo doveva incontrarsi con il collega attualmente in stato di fermo. Non si conoscono i motivi di questo appuntamento, così importante da spingere Salvatore Coletta a recarsi sul luogo di lavoro.

Spogliato e lavato prima di chiamare i soccorsi

Alcune indiscrezioni pubblicate da Mundraon , blog del comune di Mondragone, di cui Salvatore Coletta era originario e riportate da Casertace.net, le indagini hanno avuto una svolta dopo il sequestro dei cellulari ai dipendenti presenti sul cantiere. Quello di Salvatore era stato fatto sparire. Si è scoperto inoltre che la vittima è stata spogliata e lavata, probabilmente per eliminare eventuali tracce genetiche. Il referto autoptico, parla di numerosi colpi inferti alla nuca. Un effetto della caduta dalle scale o la vittima è stata colpita con un oggetto contundente ? In questo caso si potrebbe arrivare all’apertura di un fascicolo per omicidio volontario e forse premeditato, se Salvatore Coletta è stato attirato, con qualche pretesto, a recarsi presso il cantiere.

L’ultimo saluto dei concittadini a Coletta

Sul post di Mundraon si legge l’ultimo saluto al concittadino : “Di incidenti sul lavoro potremmo anche farcene una ragione, ma di un omicidio no. Auguro a queste persone una lunga permanenza in carcere. Salvatore era un ragazzo buono e davvero simpatico. Conosciuto da molti in città. Queste notizie di cronaca spezzano il cuore poiché non si poteva non volere bene a Salvatore. Era un caro amico”




Manovra: ecco le novità dal Senato

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aula senato 1536x1024Dalle pensioni del personale sanitario al ponte sullo Stretto, fino al rischio terza rata dell’Imu in 200 piccoli comuni. Ecco le novità inserite nella manovra passata al Senato con 109 favorevoli, 72 contrari e 2 astenuti. La legge di bilancio passa all’esame della Camera.

PENSIONI MEDICI: Quattro categorie di statali (medici e infermieri; insegnanti d’asilo, dipendenti degli enti locali e degli uffici giudiziari) subiranno un taglio della pensione nella quota retributiva. L’assegno sarà salvo solo se gli interressati usciranno con il trattamento di vecchiaia a 67 anni. Per il personale sanitario l’esecutivo prevede una tutela in più: un decalage che riduce la sforbiciata mentre ci si avvicina all’uscita di vecchiaia. Sempre per il personale sanitario sarà garantito, su base volontaria, la possibilità di restare al lavoro fino a 70.

AUMENTI PER AGENTI E MILITARI: Nuove risorse al comparto sicurezza e difesa per pagare gli aumenti per la polizia, le forze armate e i vigili del fuoco. L’intervento vale circa 100 milioni.

PONTE: Sul totale previsto di 11,6 miliardi fino al 2032, i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina vengono rimodulati con una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi. Le risorse vengono recuperate dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e 1,6 miliardi dalla quota destinata alla Calabria e alla Sicilia.

AFFITTI: La cedolare secca sugli affitti brevi, quelli inferiori a 30 giorni, sale dal 21% al 26% per i proprietari che hanno più immobili in locazione. Il proprietario può mantenere l’imposta al 21% su una unità immobiliare.

IMU: Più tempo ai comuni ritardatari per fissare le aliquote Imu. Si tratta di 211 amministrazioni locali che avranno la possibilità di pubblicare le delibere fino al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza positiva, i contribuenti dovranno pagare una terza rata entro il 29 febbraio 2024.

VIOLENZA DONNE: Un emendamento unitario delle opposizioni prevede 40 milioni per finanziare il reddito di libertà, i centri antiviolenza, la prevenzione e la formazione degli operatori.

REGIONI STATUTO SPECIALE: Arrivano 105 milioni di euro per Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e per le Province autonome come compensazione della riforma dell’Irpef.

UCRAINA: L’emergenza che consente l’accoglienza degli ucraini in Italia è prorogata al fino al 31 dicembre 2024.

FONDO VITTIME AMIANTO: Rifinanziamento di 20 milioni l’anno per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2025 del Fondo a favore delle vittime dell’amianto (o dei loro familiari).

FONDO ALZHEIMER: Aggiunti 5 milioni nel 2024, 15 milioni nel 2025 e altrettanti nel 2026.

MUTUI: E’ stato approvato un emendamento che consente alle famiglie numerose di accedere alla garanzia pubblica sui mutui per la prima casa. I nuclei con almeno tre figli vengono inseriti tra le categorie (insieme a giovani e famiglie monogenitoriali) che hanno diritto ad ottenere un mutuo del 50% per un finanziamento fino a 250 mila euro, garanzia che può essere estesa fino al 90%.

PELLET: Prorogata anche per gennaio e febbraio 2024 l’Iva al 10% per i pellet.

ag. Dire – www.dire.it




Kenia. Turista italiana muore in un incidente della strada

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market 280135 1280Antonietta Bigliotto, 79 anni, residente a Milano, si era recata in Kenia per una vacanza nella popolare località di Malindi.

Sbarcata all’aeroporto di Mombasa, l’auto su cui viaggiava, in compagnia del marito, guidata da un autista keniano, lungo la strada che collega Kilifi a Malindi ha tamponato violentemente un camion che precedeva.

Nel tremendo impatto la donna è morta mentre il marito ha riportato solo contusioni.

 

 




Buon Natale a tutti (anche a chi non è Cristiano)

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capturaPensare che il Natale sia una festa Cristiana in crisi d’identità, una ricorrenza senza più alcuna sacralità o una fiaba laica devota al consumismo, sono punti di vista non del tutto corretti.

Il Natale, complice l’impasse spirituale che ormai da tempo attanaglia un po’ tutto il globo terracqueo, sta solo tornando alle proprie origini, ovvero a quando in epoca precristiana era una festa pagana istituita per celebrare il solstizio d’inverno auspice di un anno pronto a rinnovarsi nell’Eterno Ritorno.

Accadde poi che i popoli germanici si convertirono al Cristianesimo e che molti dei loro riti assunsero nuovi significati; fu così che la festa per il solstizio d’inverno (chiamata Yule) divenne il Natale che noi tutti conosciamo oggi.

Gli abeti addobbati, lo scambio di doni e i ricchi banchetti con cui i pagani celebravano la nascita di un nuovo Dio Sole pronto a iniziare la propria ascesa, con l’avvento del Cristianesimo divennero i simboli della festa (rivista e corretta) pensata per commemorare la venuta di un Gesù bambino destinato a crescere, morire, risorgere e salvarci.

Da questo bambino dal forte significato simbolico, però, non abbiamo imparato molto e così, neanche tanto lentamente, stiamo tornando alle nostre origini laiche.

Il Natale contemporaneo, ormai spogliato del suo significato religioso, non è dunque un invito allo spreco bensì una riscoperta e moderna festa di Yule.

Per questo i prossimi giorni possono e devono essere momenti di festa e di riflessione per tutti, anche per chi non è Cristiano, non è credente o non è praticante.

Buon Natale e buon solstizio d’inverno a tutti.




Sparatoria di Praga. Attivata la nostra Unità di Crisi

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a2fcc8281eb87870b4eb0241f320db7bUno studente ceco di 24 anni ha fatto fuoco oggi pomeriggio contro suoi coetanei all’Università di Praga uccidendone 10 e ferendone altri 30. Drammatico il bilancio della sparatoria avvenuta sparatoria nella Facoltà di Lettere dell’Università Carlo della capitale ceca.
Attivata l’Unità di Crisi della Farnesina che, insieme all’Ambasciata italiana a Praga, sta monitorando l’evoluzione degli eventi in raccordo con autorità locali. Subito informato, anche il Ministro Tajani – scrive il Ministero su X – sta seguendo gli sviluppi.
Lo studente, David Kozak, è stato ucciso dalla polizia.
Tra i feriti, 9 sarebbero in gravi condizioni, secondo quanto detto dalla polizia ceca.
Informata dell’accaduto, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un messaggio al Primo Ministro della Repubblica Ceca, Petr Fiala, in cui esprime “il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime della sparatoria avvenuta a Praga, la vicinanza ai feriti e a tutta la popolazione della Repubblica Ceca”. Nel messaggio, Meloni ribadisce “la più ferma condanna di ogni forma di violenza, fanatismo e terrorismo, evidenziando che l’Europa ha il dovere di reagire e rafforzare ogni strumento utile a garantire la massima sicurezza dei cittadini”. (aise) 




Vacanze di Natale: in Italia oltre 16 milioni di presenze

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flag 2056425 640Cresce il turismo in Italia per le vacanze di Natale con 16,2 milioni di presenze (+0,5% rispetto al 2022) tra il 23 dicembre e il 6 gennaio nelle strutture ricettive. Due i protagonisti assoluti: i turisti stranieri (+2,7%) e le città d’arte (+3,9%).
È quanto emerge dal monitoraggio periodico realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.279 imprenditori delle ricettività.
Il mercato sarà composto per il 59% da connazionali e per il restante 41% da turisti stranieri. Questi ultimi sono stimati in crescita del +2,7% e dovrebbero registrare oltre 6,5 milioni di presenze. In flessione del -1%, invece, il flusso degli italiani e le presenze stimate si attesterebbero a più di 9,6 milioni.
Saranno le città, i borghi e i centri d’arte gli “attrattori” assoluti delle vacanze natalizie: le stime riportano un aumento del +3,9% per complessive 6,4 milioni di presenze (quasi 40% del totale), con una domanda straniera in crescita del +5,2%. Qui la quota estera raggiunge il 49,2% del totale: sostanzialmente uno straniero su due che sceglie l’Italia per le vacanze di Natale viaggia nelle città d’arte del Belpaese.
Buoni risultati sono attesi anche per la montagna (+0,1%) e le località dei laghi (-0,5%), dove le presenze si attesteranno sui livelli dello scorso anno. Per le località rurali e di collina, marine e del termale si stima un calo rispettivamente del -1,9%, -5,7% e -6,4%.
Dall’indagine emerge inoltre un andamento non uniforme tra le diverse aree del Paese. Indicazioni positive sono giunte dalle imprese del Centro (+1,5%) e del Nord Est (+1%). Risultati di stabilità, con un trend di miglioramento, sono attesi dagli imprenditori del Nord Ovest (-0,1%), mentre i numeri sono negativi per le regioni del Sud e delle Isole (-3,1%).
Tra i mercati stranieri prevarranno ancora quelli tradizionali europei e le segnalazioni di crescita più frequenti sono state raccolte per i turisti svizzeri, spagnoli, statunitensi, francesi, polacchi e britannici. I mercati tendenzialmente stabili o in leggero aumento sono i tedeschi, gli austriaci, scandinavi, olandesi, belgi. Tra i mercati extraeuropei le segnalazioni di aumento più significative sono state registrate per le provenienze dalla Corea del Sud e Brasile.
“Nonostante gli effetti negativi dell’inflazione e le conseguenze della difficile situazione internazionale – ha precisato Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – il turismo in Italia continua a far segnare una crescita dei valori assoluti, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento ai cambiamenti della domanda. Le città e i centri d’arte saranno i veri protagonisti di queste vacanze di Natale, soprattutto per i turisti stranieri, merito anche di una buona campagna di promozione all’estero. Le presenze nelle strutture ricettive italiane sono in linea con quelle dello scorso anno anche se le prenotazioni last minute potrebbero portare ad un miglioramento delle percentuali di crescita”. (aise)