La maledizione dei Rancilio. Omicidio in centro a Milano: perizia per il figlio-killer

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downloadFiorenza Rancilio 73 anni, al vertice di un impero immobiliare, uccisa con un peso da palestra. Sorella di Augusto rapito nel 1978 e sparito.

Passeggiava nervosamente Guido Rancilio, 35anni, gridando “viva la libertà, quando i carabinieri irrompono nell’appartamento dove viveva con la madre Fiorenza Rancilio, 73anni. La donna è la vittima di un omicidio cruento. Assassinata probabilmente con un manubrio da palestra, trovato nell’appartamento, mentre veniva soffocata con una coperta. La donna era al vertice di un impero composta da circa 7mila immobili, tra cui Villa Arconati, distribuiti tra l’Italia e l’Europa.

Il figlio Guido Rancilio in arresto

Gli inquirenti hanno fermato in custodia cautelare, il figlio Guido che abitava con lei e trovato in stato confusionale, sotto l’effetto di psico farmaci. Non ci sono segni di effrazione. Infatti la domestica che, lo scorso 13 Dicembre, doveva entrare nell’attico di via Crocefisso, a pochi passi dal Duomo, ha trovato la porta bloccata dall’interno. La donna così ha contattato i famigliari, che si sono allarmati immediatamente. A quanto si è appreso, Fiorenza Rancilio aveva già segnalato, ad alcuni vicini, gli atteggiamenti piuttosto aggressivi del figlio.

Il killer della Rancilio incapace di controllarsi

Per questo, il gip Giulio Fanales ha disposto un fermo cautelare per il rampollo dei Rancilio, attualmente agli arresti presso l’ospedale Policlinico di Milano. Secondo Fanales l’uomo, accusato di omicidio volontario, non è in grado di intendere e di volere. Assume quantità eccessive di psicofarmaci e, sempre secondo il magistrato, appare persona del tutto incapace di governare i propri impulsi. Pertanto è stata disposta una perizia psichiatrica.

L’altra tragedia: il sequestro di Augusto Rancilio

L’omicidio di Fiorenza Rancilio, non è la prima tragedia di sangue che colpisce la famiglia di costruttori. Il 2 Ottobre 1978, Augusto Rancilio fratello di Fiorenza e figlio del capostipite Gervaso, venne rapito a Cesano Boscone nella cintura metropolitana milanese. Ben otto uomini mascherati e armati, scesi da un furgone Fiat T-900, gli tesero un agguato. Intorno alle sette del mattino, Augusto doveva accompagnare il padre, presso un cantiere della zona. Il padre venne tramortito, con il calcio di un arma. Mentre Augusto, ragazzo sportivo, si difese strenuamente e fu caricato a forza, su un Alfa 2000. Lo aveva raccontato dieci anni dopo, il pentito di ndrangheta Saverio Morabito. Disse che Augusto era stato rapito da un gruppo di calabresi di Buccinasco. In un primo momento, portato in un box del luogo e successivamente, in una cascina tra Nerviano e San Giorgio sul Legnano. Venne poi trasferito sull’Aspromonte, ma dopo la richiesta di riscatto se ne persero le tracce.

All’epoca Gervaso Rancilio, disse chiaramente che non avrebbe mai potuto pagare. Poichè tutti i cantieri erano finanziati dalle banche. Morabito raccontò che Agusto, venne ucciso durante un tentativo di fuga. Anche se non è improbabile che i sequestratori abbiano deciso di toglierlo di mezzo, dopo aver scoperto che non avrebbero preso una lira. Nel 1983 venne istituita una fondazione culturale dedicata al giovane Rancilio, di cui Fiorenza era la presidentessa.




Tajani agli Ambasciatori: “Rinforzare la macchina organizzativa del Maeci per far contare di più la nostra Italia nel mondo”

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3La sessione di chiusura della XVI Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo è stata caratterizzata dall’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha in primo luogo letto ai convenuti alcuni passi del messaggio inviato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, assente per motivi di salute: “Siete le bandiere dell’Italia, ci tengo a ribadirlo, perché rappresentate la comunità nazionale. Voi – si legge nel messaggio – non rappresentate solo la nostra patria nella sede che vi è stata affidata, ma portate sulle vostre spalle un’identità, una storia, un intero patrimonio sociale, culturale ed economico”. Tajani ha segnalato come nel messaggio del Premier siano affrontati tutti i temi dibattuti durante la conferenza: dal G7, alla situazione in Medio Oriente dove l’Italia sostiene il diritto di Israele alla propria esistenza e alla sicurezza, ma anche la necessità di proteggere la vita dei civili, sia israeliani che palestinesi. Il ministro ha poi letto la conclusione del messaggio: “Mi colpisce vedere quanto l’Italia sia geograficamente piccola rispetto ad altre grandi nazioni e continenti. Allo stesso tempo penso a quanto quella piccola penisola e quel popolo che la vive e la abita da millenni siano stati capaci di fare nel corso della sua storia. Di quanto abbiamo stupito, meravigliato e insegnato al mondo. Davanti a quell’immagine penso anche a quanto il nostro popolo sia ancora in grado di fare; alle straordinarie energie di cui dispone che dobbiamo solo saper liberare, con un pizzico di coraggio e anche di follia, per essere sempre più grandi, amati e apprezzati nel mondo”.

Il Ministro Tajani ha poi avviato la sua riflessione ringraziando gli Ambasciatori presenti: “Grazie per essere qui, per l’aiuto che date a tutti quanti noi, sapendo bene che troverete aiuto ogni volta che, in missione per conto dell’Italia, andrete in giro per il mondo. Grazie a tutti quanti gli ospiti, che hanno partecipato a questa ‘tre giorni’ di lavoro, che ha voluto essere una riunione volta a ricevere stimoli e a scambiarsi idee, e non una passerella. Credo che sia utile poter interagire, ascoltare, anche quello che voi dite in un dibattito importante. Anche quest’anno – ha proseguito Tajani – abbiamo avuto tanti ospiti esterni, anche rappresentanti del Governo e ho cercato di far sì che ognuno di voi potesse avere delle informazioni utili, per poter raccontare quello che accade nel nostro Paese, quando lo rappresentate e vi chiedono, ad esempio, cosa intende fare l’Italia per riformare le istituzioni o quale sia la politica ambientale o per la crescita. Abbiamo quindi avuto la possibilità di confrontarci a lungo con la partecipazione di tanti ospiti che hanno arricchito il nostro bagaglio e sono serviti come stimolo”.

Il Ministro ha inoltre ricordato gli interventi che hanno arricchito la conferenza, come ad esempio quelli di Blinken, Cameron e del commissario Hoektra, rilevando come le relazioni dell’Italia con gli Stati Uniti e l’Unione Europea rappresentino la “nostra stella polare”. … Credo che siano state giornate utili ad arricchire il bagaglio di tutti quanti noi. Penso sia stato importante anche l’incontro con il Ministro Zangrillo per parlare delle questioni riguardanti l’aspetto lavorativo della Farnesina e della sua rete”.   Su quest’ultimo punto Tajani ha ribadito la volontà di “rinforzare tutta la macchina organizzativa del Ministero degli Esteri per far contare di più la nostra Italia nel mondo”. Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza della formazione del personale e la necessità di impegnarsi in vista della Presidenza italiana del G7, spiegando in giro per il mondo cosa facciamo e quali sono le nostre priorità.  Tajani ha poi ribadito l’apporto dato dai vari ospiti dell’incontro, esperti, militari politici, ad una visione comune dell’Italia all’estero. Il Ministro, dopo aver segnalato le nomine effettuate oggi dal Consiglio dei Ministri all’insegna del merito di nuovi direttori generali della Farnesina e capi missione all’estero ha aggiunto: “E’ importante che noi aiutiamo sempre i nostri connazionali che sono tantissimi. In proposito voglio ricordare che stiamo lavorando al progetto del Turismo delle Radici. Qui alla Farnesina vi sono stati centinaia di sindaci che sono chiamati a collaborare a questo progetto del Ministero degli Esteri. Essi, in quanto sindaci, hanno la possibilità di organizzare degli eventi per attirare e accogliere in Italia i nostri connazionali che decidono di conoscere le loro origini”.  “Voglio ringraziare – ha rilevato Tajani – la nostra Ambasciata in Nigeria, perché mi ha permesso anche di aiutare una mamma, vittima della tratta degli esseri umani, a rivedere la figlia che praticamente era di fatto abbandonata laggiù. Questa è una delle tante piccole cose, che sono anche grandi cose, che fanno le nostre ambasciate. Bisogna sempre ricordarlo e ringrazio tutti i responsabili per quello che è accaduto in Sudan, in Niger. Voglio ringraziare anche l’Unità di crisi che lavora indefessamente giorno e notte”.

In conclusione Tajani ha rilevato l’importanza di agire in rete “come in un mosaico fatto di tante tessere”, per rispondere alla aspettative dei nostri connazionali e degli interlocutori internazionali. (Alessio Mirtini- Inform)




La Meloni alla conferenza degli Ambasciatori

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2a37a14eb38202aaea7e6a9f398610e6Pubblichiamo il testo del messaggio che la premier Giorgia Meloni ha rivolto alla Conferenza 2023 degli Ambasciatori italiani.

“Buonasera a tutti,

ringrazio il Ministro Tajani e saluto i Ministri presenti, il Segretario Generale Guariglia e tutti voi Capi Missione, che avete l’onere e l’onore di guidare la rete diplomatica italiana all’estero. Desidero ringraziare ognuno di voi per il lavoro che fate ogni giorno, al servizio della Nazione e dell’interesse nazionale italiano.

Voi siete bandiere dell’Italia, ci tengo a ribadirlo, perché non rappresentate voi stessi ma un’intera comunità nazionale. Voi non rappresentate solo la nostra Patria nella sede che vi è stata affidata ma portate sulle vostre spalle un’identità, una storia, un intero patrimonio culturale, sociale, economico. Margaret Thatcher diceva che “un uomo può scalare l’Everest per sé stesso, ma al vertice pianterà la bandiera del suo Paese”.

Ecco, voi rappresentate l’Italia, tutti noi. È una grandissima responsabilità, che fa tremare i polsi ma che riempie di senso il vostro impegno quotidiano e traccia la direzione da seguire. Voi siete la voce dell’Italia nel mondo. Voi date voce all’Italia con dedizione, competenza, autorevolezza. Senza risparmiarvi mai, utilizzando sempre lo strumento del dialogo per costruire nuovi rapporti e rafforzare i più antichi. Dedizione che può arrivare a toccare l’estremo sacrificio com’è accaduto all’Ambasciatore Luca Attanasio, ucciso nel compimento dei suoi doveri insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci. Tra poche settimane si celebrerà il terzo anniversario del loro assassinio e ci tengo oggi a ricordarli e a rinnovare alle loro famiglie e ai loci cari la nostra vicinanza. L’Ambasciatore Attanasio ha prestato servizio nella Repubblica Democratica del Congo, uno degli Stati più grandi e popolosi del Continente africano. E lo ha fatto incarnando alcuni dei tratti distintivi della nostra diplomazia: il senso dello Stato, il dialogo e il rispetto per il proprio interlocutore, l’impegno per trovare opportunità e vantaggi reciproci. Un approccio scevro da logiche paternalistiche e predatorie, che da sempre rende l’Italia un interlocutore rispettato e apprezzato nei cinque continenti. Perché dalle Nazioni che ti ospitano non bisogna portare via qualcosa, ma lasciare qualcosa e costruire qualcosa insieme a loro. Questa è la nostra visione. Ed è anche per questo che nel mondo c’è grande domanda d’Italia e le porte sono più che aperte. È un’occasione di cui dobbiamo essere consapevoli e che non possiamo sprecare.

A partire proprio dall’Africa. Purtroppo, per troppi anni, in Europa e in Occidente si è commesso l’errore di guardare ai fenomeni che hanno interessato il Continente africano – una guerra, una rivolta, una carestia, l’instabilità di questo o quel governo – come a singoli eventi legati ad una emergenza circoscritta. È stato un errore strategico, che ci ha portati spesso ad analizzare quei fenomeni con gli occhi del momento e a dover gestire le inevitabili conseguenze sprovvisti di una progettualità più ampia. E invece l’Africa, per essere capita nel profondo, ha bisogno di uno sguardo d’insieme e di una regia ad ampio spettro.

Noi vogliamo offrire tutto questo con un grande Piano di cooperazione, sviluppo e partenariato paritario che porta il nome di un nostro grande connazionale, Enrico Mattei. La “formula Mattei” ha avuto successo in passato perché ha saputo coniugare l’esigenza di una Nazione come l’Italia di rendere sostenibile la sua crescita con quelle degli Stati partner di conoscere una stagione di sviluppo e progresso. Noi siamo ripartiti da quella formula per dire che noi, in Africa, non vogliamo fare la carità, ma vogliamo aiutarla a prosperare su ciò di cui dispone. E l’Africa non è un continente povero, ma ricchissimo, in particolare di risorse strategiche. Infatti, l’Africa ha la metà delle risorse minerarie del pianeta, tra cui abbondanti terre rare, e dispone del 65% di terreni stabili, che con adeguate tecnologie e adeguata formazione può garantire autosufficienza alimentare e crescita. E poi le grandi sfide legate all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica. L’Italia si candida a diventare un ponte tra l’Africa e il resto d’Europa, uno snodo di energia pulita, sviluppando le infrastrutture (un esempio su tutti il progetto di interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia) e la capacità di generazione necessarie, sia in Patria sia nel Mediterraneo.

Temi di cui abbiamo discusso anche nella recente COP28 a Dubai – come sapete in quel forum abbiamo posto l’Italia come primo contributore al Fondo Perdite e Danni con 100 milioni di euro e annunciato che il 70% del Fondo Italiano per il Clima sarà destinato all’Africa –, e che torneremo ad affrontare nella prossima Conferenza Italia-Africa, in agenda per il 28 e 29 gennaio a Roma. In quell’occasione presenteremo la cornice politica e le grandi direttrici di intervento del Piano Mattei: cultura e formazione; salute; agricoltura; energia; sviluppo economico e infrastrutturale; contrasto al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani. Il Piano sarà una piattaforma programmatica aperta, che intendiamo scrivere insieme ai protagonisti di questo processo: le Nazioni africane.

L’Africa sarà al centro anche della Presidenza italiana del G7, che inizierà tra meno di due settimane. Il rapporto con il Sud Globale sarà una dei temi cardine della nostra Presidenza. Penso, in particolare, all’area dell’Indo-Pacifico. Fin dal nostro insediamento abbiamo rilanciato la presenza dell’Italia in questo quadrante del mondo e il nostro obiettivo è quello di sfruttare le opportunità che derivano dalla nostra collocazione geografica. L’Italia è una piattaforma nel Mediterraneo e il Mediterraneo è diventato sempre di più il mare di mezzo tra i due grandi spazi marittimi del globo, l’Atlantico da una parte e l’Indo-Pacifico dall’altro. Ne è la prova il Progetto Blue Raman, che collegherà l’Indo-Pacifico al Mediterraneo e consentirà ai dati, l’energia delle nostre società digitali, di fluire dall’India all’Europa attraverso l’Italia e il Mediterraneo. E sono molto soddisfatta del fatto che i nostri rapporti con due protagonisti di quell’area, Nuova Dehli da una parte e Tokio dall’altra, siano più forti e solidi che mai. Inoltre, continueremo a coltivare il dialogo e la collaborazione con la Cina, che è un interlocutore di primaria importanza per affrontare i grandi scenari di crisi e le sfide globali, a partire dal cambiamento climatico.

In questi mesi ho riscontrato grande aspettativa per la Presidenza italiana del G7, e noi siamo pronti a non deludere le attese.

Negli ultimi anni, il G7 ha assunto un ruolo sempre più importante nella difesa dei valori democratici, nella tutela del sistema internazionale basato sulle regole e nella capacità di far fronte alle sfide del nostro tempo. Nessuno avrebbe mai immaginato che nel 2024 sarebbe tornato d’attualità il rispetto dell’ordine internazionale basato sulla forza del diritto e non sul diritto del più forte. Un sistema messo in discussione dalla scelta scellerata di un Membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Federazione Russa, di calpestare i principi base della Carta ONU: il no all’uso della forza nelle relazioni internazionali e l’inviolabilità dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica di un altro Stato. Noi siamo convinti che in Ucraina si stabilisca se il futuro sarà di pace o di guerra, se sarà basato sulle regole del diritto internazionale o sul caos. Purtroppo, abbiamo già cominciato a vedere le conseguenze nei diversi focolai di conflitto accesi in giro per il mondo. Dalla crescente instabilità nel Sahel fino all’America Latina, con l’annuncio del Venezuela di voler annettere unilateralmente il 70% della Guyana.

Senza dimenticare il conflitto in Medio Oriente, perché è più che ragionevole sostenere che sulla scelta di Hamas di sferrare l’orribile attacco del 7 ottobre contro Israele abbia influito il disordine mondiale innescato dall’invasione russa dell’Ucraina. Anche per questo, è necessario continuare ad opporci, con tutte le nostre forze, all’aggressione della Russia, perché dalla difesa della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina dipende la salvaguardia dell’ordine internazionale basato sulle regole.

Il conflitto in Medio Oriente rimane, ovviamente, in cima alla nostra agenda. Tutti noi sosteniamo il diritto di Israele alla propria esistenza e alla propria sicurezza, così come siamo concordi nel dire che è necessario proteggere la vita dei civili, sia israeliani che palestinesi. La popolazione civile di Gaza è vittima di Hamas e per questo è necessario intensificare l’impegno umanitario. L’Italia ha inviato due voli di aiuti e la nave militare Vulcano è attraccata nel porto egiziano di El Arish per la cura dei palestinesi feriti, in particolare minori. E stiamo inviando medici pediatri negli ospedali emiratini per curare i minori che continuano ad affluire da Gaza. Dobbiamo aumentare il sostegno all’Autorità Palestinese, che ha un ruolo cruciale per qualunque processo politico e per una soluzione di lungo periodo sul modello “due popoli e due Stati”. Crediamo che la comunità internazionale debba lavorare e dare ogni possibile supporto per aiutare Gaza nella fase post conflitto per costruire un futuro libero da Hamas e da altre organizzazioni integraliste che lucrano sul legittimo desiderio del popolo palestinese di autodeterminarsi.

Nell’agenda della Presidenza italiana del G7 troverà spazio anche la sicurezza delle catene di approvvigionamento, che abbiamo scoperto essere più fragili di quello che immaginavano, prima con la pandemia e poi con la guerra in Ucraina. Sulla scia della Presidenza giapponese, continueremo a lavorare per affrontare le diverse vulnerabilità.

L’Italia introdurrà per la prima volta nell’agenda del G7 le questioni migratorie. Priorità che questo governo ha posto in ogni sede e che con il Processo di Roma, avviato a luglio con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo coinvolgendo le Nazioni mediterranee, africane e del Golfo, si pone due obiettivi fondamentali: sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato, e affrontare le cause alla base della migrazione dall’altro, con l’obiettivo di garantire il primo dei diritti, che è il diritto a non dover emigrare, potendo trovare nella propria terra le condizioni necessarie a costruire la propria realizzazione.

Altro punto sarà l’intelligenza artificiale. Tecnologia che può generare grandi opportunità ma anche enormi rischi, oltre ad incidere sugli equilibri geopolitici attuali. È nostro compito sviluppare un sistema di governance globale e fare in modo che l’IA sia incentrata sull’uomo e controllata dall’uomo, dando applicazione concreta al concetto di algoretica. Non trascureremo, ovviamente, altre priorità, come il nesso clima-energia e la sicurezza alimentare. Il G7 ha la responsabilità e il dovere di cercare soluzioni innovative, lavorando con le Nazioni in via di sviluppo e le economie emergenti.

Quello che si sta per chiudere è stato, sul piano internazionale, un anno particolarmente complesso. E tutto fa presagire che il 2024 non sarà da meno. Anche per questo abbiamo sempre di più bisogno di un’Europa forte e protagonista. Un attore globale capace di evitare che qualsiasi vuoto strategico possa essere riempito da altri, proiettandosi come gigante geopolitico e non solo burocratico. Ciò non può prescindere dal decisivo tema dell’allargamento dell’Unione, che io amo definire riunificazione, visto che non siamo noi a stabilire chi è o non è europeo. Lo hanno deciso la geografia e la storia. Processo che avrà inevitabilmente un impatto sui meccanismi interni dell’UE e richiede una riflessione collettiva sulle riforme che saranno necessarie. Il percorso di allargamento non può prescindere dai Balcani, area che è nel cuore d’Europa e che da sempre ha un’importanza strategica per la nostra Nazione. Perché tutto quello che accade dall’altra parte dell’Adriatico ha inevitabilmente un riflesso immediato su di noi e l’Italia ha una grande responsabilità verso i Balcani. Per questo, stiamo fortemente investendo sul rilancio della presenza e dell’impegno dell’Italia in questa regione, dal punto di vista politico, culturale ed economico.

Altrettanto decisiva per l’Europa è la sfida del governo dei flussi migratori. In questi mesi siamo riusciti a cambiare l’approccio a questa materia e ad affermare il principio che la priorità per l’Europa è difendere i suoi confini esterni e fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale di massa. È grazie alla spinta decisiva dell’Italia se è stato possibile costruire il Memorandum d’Intesa tra la UE e la Tunisia, un accordo che può costituire un modello per il complesso delle relazioni con la sponda sud del Mediterraneo. Siamo impegnati a sostenere gli sforzi della Commissione per dare applicazione concreta a questo accordo, ma anche ad avviarne di nuovi, come quello già annunciato con l’Egitto che vedrà l’Italia ugualmente protagonista. Il Protocollo Italia-Albania è un altro tassello della nostra strategia per combattere i trafficanti e permettere l’ingresso sul territorio europeo solamente a chi ha diritto alla protezione internazionale.

È un accordo dal grande spirito europeo, che consentirà di sperimentare un modello virtuoso di cooperazione operativa tra uno Stato Ue e uno extra-Ue, e che non a caso sta suscitando concreto interesse anche in altre Nazioni dell’Unione. Segnali importanti che smentiscono chi sosteneva che le cose, anche sul fronte delle politiche dell’immigrazione, non potessero cambiare e che non c’era spazio per soluzioni innovative e coraggiose. L’Italia è diventata un esempio per l’Europa, e vuole continuare ad esserlo.

Guidiamo una grande Nazione europea e apparteniamo orgogliosamente a quell’insieme di vicende umane e di pensieri profondi che definiamo civiltà occidentale. È ciò che ci contraddistingue nel mondo, e che ci dà anche la forza e la capacità di dialogare nei consessi internazionali con tutti, da pari a pari. Senza complessi di inferiorità, ma con l’orgoglio di ciò che è l’Italia e cosa è in grado di fare.

È una capacità che dobbiamo anche allo straordinario contributo di quella “seconda Italia” che vive fuori dai nostri confini e che cammina sulle gambe di sei milioni e mezzo di italiani all’estero, ai quali si aggiungono le decine di milioni di persone che discendono dai nostri connazionali emigrati all’estero e che condividono la nostra stessa cultura, le nostre stesse tradizioni e la nostra stessa lingua. Come accade ad esempio in America Latina, regione del mondo dove vivono fortissime comunità di origine italiana e con la quale condividiamo solide relazioni culturali, sociali ed economiche. E alla quale intendiamo prestare particolare attenzione, rilanciando i rapporti con un’intensità maggiore di quelle che abbiamo visto negli ultimi anni.

L’Italia è una superpotenza culturale. La nostra cultura è universale e riflette la nostra identità, che è fatta di storia, di arte, di lavoro, di realtà nazionali e locali. Per questo, la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero è un investimento strategico, al pari della promozione della nostra offerta economica ed industriale, perché consente di far crescere il numero di coloro che amano l’Italia e che guardano a noi. È uno strumento prezioso, che deve essere sempre di più un pilastro della politica estera italiana.

Ci sarebbero molti altri argomenti di cui discutere oggi insieme a voi, ma non voglio tediarvi oltre e mi accingo a chiudere. Voglio farlo, però, con un’ultimissima immagine, che è quella del planisfero. Moltissimi di voi ne hanno uno affisso in ufficio, nella propria sede. Per un diplomatico è un po’ come avere uno degli attrezzi del mestiere. Ecco, ogni volta che mi fermo davanti ad una di queste carte cerco sempre l’Italia. E ogni volta mi colpisce vedere quanto l’Italia sia geograficamente piccola, rispetto ad altre grandi Nazioni e continenti. Allo stesso tempo, però, penso a quanto quella piccola Penisola, e quel popolo che la vive e la abita da millenni, siano stati capaci di fare nel corso della sua storia. Di quanto abbiano stupito, meravigliato, insegnato al mondo. E davanti a quell’immagine penso anche a quanto il nostro popolo sia ancora in grado di fare, alle straordinarie energie di cui dispone e che dobbiamo solo saper liberare. Con un pizzico di coraggio, e anche di follia. Per essere sempre più grandi, amati e apprezzati nel mondo.

Grazie a tutti e buon Natale!”




Donna di 27 anni uccisa a Treviso: era incinta del secondo figlio. Fermato un 40enne

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vanessa ballan trevisoUn altro femminicidio in Italia: una donna veneta di 27 anni, Vanessa Ballan, è stata uccisa a coltellate in casa a Spiendo, vicino a Riese Pio X, in provincia di Treviso. Il delitto è avvenuto intorno a mezzogiorno. Per l’omicidio è stato fermato un 40enne kosovaro, B. F.: a darne notizia è Treviso Today. L’uomo, residente ad Altivole, avrebbe avuto in passato una relazione con la donna. Secondo quanto ricostruito dal Tg3, la donna lo aveva denunciato per stalking nell’ottobre scorso perchè era diventato molesto dopo la fine della loro storia. E aveva iniziato ad andare a cercarla sul posto di lavoro, il supermercato Eurospin di Riese dove la donna lavorava come commessa.

Il marito della donna, Nicola Scapinello, non era in casa al momento del delitto ma è stato lui a trovare il cadavere: sotto choc, ha chiamato i soccorsi e i Carabinieri insieme ad un vicino di casa.

Vanessa Ballan era incinta al terzo mese, la conferma è arrivata anche da alcune colleghe della donna che hanno spiegato che era a casa dal lavoro per questo motivo. La donna è stata trovata morta all’ingresso dell’appartamento, all’interno di una villetta a schiera, e aveva molte ferite da taglio. La morte sarebbe arrivata dopo una decina di coltellate al torace. Le mani presentano numerose ferite, segno che la donna ha tentato disperatamente di difendersi. Sia Vanessa che il marito sono originari di Castelfranco Veneto, ma si erano trasferiti a vivere a Riese da diversi anni. La donna aveva un figlio di 4 anni ed era incinta del secondo figlio.

ag. Dire – www.dire.it




Gli italiani sono sempre meno: solo 59 milioni

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old 2742052 1280Nonostante il contributo degli stranieri, pari all’8,7%, l’Italia perde popolazione, invecchia e per la prima volta scende sotto i 59 milioni di residenti.

E’ la fotografia che restituisce l’Istat sulla base dei dati forniti dal censimento 2022 che vede l’età media degli italiani salire a 46,4 anni e segna un ulteriore record negativo per la natalità, con 393mila nati, 7mila in meno rispetto al 2021 (-1,7%) e ben 183mila in meno (-31,8%) rispetto al 2008.

Ma è soprattutto un’Italia che vede per ogni bambino con meno di sei anni la presenza di oltre 5 anziani (5,6), quando nel 1971 si contava un anziano per ogni bambino.

In cinquant’anni, sottolinea l’Istat, è sempre più sbilanciato il rapporto tra anziani, bambini e giovani e fa l’esempio che se nel 1971 si contavano 46 over 65 ogni 100 giovani under 15, oggi se ne contano 193.

Un paese, dove aumentano del 31% le unioni civili, crescono del 4,8% i matrimoni, con record del 22,7% per le seconde nozze e con un aumento del 21,3% dei matrimoni con uno sposo straniero. Al 31 dicembre 2022 la popolazione in Italia è di 58.997.201 residenti con una flessione rispetto al 2021 pari a -32.932 individui che ‘si mantiene contenuta – dice l’Istat – grazie alla dinamica positiva della popolazione straniera’. Gli stranieri censiti sono 5.141.341 (+2,2% rispetto al 2021), con un’incidenza sulla popolazione residente appunto dell’8,7%. Il decremento di popolazione interessa soprattutto i piccoli Comuni fino a 5mila abitanti, che rappresentano ben il 70% dei Comuni italiani, mentre tengono i grandi comuni.

Le donne rappresentano il 51,2% della popolazione residente e il peso della componente femminile è progressivamente maggiore man mano che cresce l’età. La Campania, con un’età media di 43,9 anni (era 43,6 nel 2021), continua a essere la Regione più giovane mentre la Liguria, con un’età media di 49,5 anni (era 49,4 nel 2021) si conferma quella più anziana. Orta di Atella, in provincia di Caserta, è invece il Comune con l’età media più bassa, 36,9 anni, mentre Ribordone, in provincia di Torino, un Comune con appena 50 abitanti, è quello con l’età media più alta, pari a 65,5 anni. Nel 2022 i decessi sono stati 715mila, 342mila mentre la speranza di vita è di 80,6 anni per gli uomini e di 84,8 anni per le donne. Rispetto al 2021 solo gli uomini presentano progressi, grazie a un incremento di circa 4 mesi di vita in più. Quanto alle nascite, i figli di genitori stranieri sono 53mila e costituiscono il 13,5% del totale. L’incidenza è più elevata nelle Regioni del Nord (19,3%) dove la presenza straniera è più radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (15,1%).

Nel 2022 il numero medio di figli per donna è pari a 1,24, valore in lieve calo rispetto all’anno precedente (1,25). L’età media al parto rimane stabile rispetto al 2021, pari a 32,4 anni. Sul fronte dei matrimoni, l’Istat sottolinea un lieve aumento nel 2022 rispetto all’anno precedente: 189.140, il 4,8% in più. Boom invece per le seconde (o successive) nozze, che rappresentano quasi un matrimonio su 4: sono state 42.918, il valore più alto mai registrato, per una quota pari al 22,7% del totale. L’aumento delle seconde nozze è del 12,9% rispetto al 2021. Sono state celebrate 29.574 nozze con almeno uno sposo straniero (il 15,6% del totale dei matrimoni), in aumento del 21,3% rispetto all’anno precedente. Nel 2022 il 56,4% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, che è più diffuso nelle seconde nozze (95,0%) e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero (90,3% contro il 50,1% dei matrimoni di sposi entrambi italiani).

Infine sono quasi 6 milioni i cittadini italiani residenti all’estero (5 milioni e 940mila), più della metà concentrata in Europa (54,7%) e un altro 40,1% in America.

ansa.it




Mattarella alla Farnesina parla del “lavoro prezioso” della diplomazia italiana

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18mattafranesina“Apprezzamento” per il lavoro che “la rete diplomatico – consolare svolge al servizio esclusivo dell’interesse generale del nostro Paese, con il carattere insopprimibile di neutralità politica proprio di chi è chiamato a rappresentare la Repubblica” e “riconoscenza per la collaborazione, sempre eccellente, che ricevo nello svolgere mia funzione”. Questi i sentimenti espressi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa mattina ha aperto alla Farnesina i lavori della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo. Accolto dal Ministro Antonio Tajani, il Presidente ha riconosciuto l’impegno dei diplomatici ad operare “con la responsabilità di manifestare in modo concreto la vocazione dell’Italia ad agire per una comunità internazionale in pace, stabile e prospera”.
“Il vostro è un impegno prezioso e vi esprimo la riconoscenza della Repubblica”, ha aggiunto il Presidente prima di soffermarsi sui diversi scenari internazionali.
“Affermare che stiamo vivendo tempi ordinari sarebbe negare l’evidenza”, ha osservato. “Né può recare conforto la circostanza che, nella dimensione internazionale, periodi di pace e periodi di tensione e contrasto si sono frequentemente succeduti. Perché non siamo in presenza della sola presunzione di determinare nuovi equilibri, indotti dall’affacciarsi, con determinazione, di protagonisti sino a ieri concentrati prevalentemente sulla rispettiva scena interna”.
Di fronte alle “sfide” del mondo – il presidente cita l’emergenza climatica, parla dei conflitti in corso, delle globalizzazione – diviene importante ricordare che “l’esercizio diplomatico corrisponde a una funzione alta, di strumento di manifestazione autentica dei valori più profondi di una comunità”.
Mattarella si è quindi soffermato sulla “costruzione delle regole della comunità internazionale”.
Il “quadro multilaterale” nato dopo la fine della seconda guerra mondiale “ha, purtroppo, mostrato, in questi decenni, limiti strutturali presenti dalla sua nascita”; “da questa considerazione – ha annotato il Presidente – rileva il carattere globale dell’invasione da parte russa del territorio di un’altra nazione, a partire dalla Crimea e dai territori georgiani. L’intento appare quello di riportare di nuovo l’Europa frantumata, in pezzi, impotente. Di congelare i rapporti fra Paesi, impedendo il libero esercizio della loro sovranità, così come era già accaduto, ad esempio, ai tempi della “Cortina di ferro”, con l’applicazione della teoria della “sovranità limitata”. La pretesa del riemergere, nel terzo millennio, della logica “imperiale” è inaccettabile. A suffragarla non soccorre neppure più l’alibi ideologico, di confronto/competizione tra sistemi basati sui progetti di vita contrapposti. Rimane soltanto la logica della prepotenza”.
“Ecco la ragione elementare – ha sottolineato Mattarella – per puntare sul multilateralismo per quei Paesi – come l’Italia – che rifiutano intenti imperialisti e non hanno l’ambizione di essere “satelliti” di alcuno bensì di cooperare, da pari, con tutti gli Stati e i popoli di buona volontà, anche per governare la globalizzazione, facendone crescere la coincidenza con il perimetro della libertà e del benessere. Affermando, inoltre, il principio della sovranità democratica rispetto alla sovranità di fatto, talvolta pretesa da imprese “over the top”, convinte di essere titolari del diritto di dettare regole”.
Se nel passato “i maggiori protagonisti della vita internazionale hanno saputo assumersi le proprie responsabilità, contribuendo alla stabilità e alla coesistenza pacifica, oggi, palesemente, non è più così”.
In Medio Oriente, “il movimento terroristico Hamas ha innescato spirali di violenza di immani proporzioni, riuscendo anche nell’intento di sabotare, congelandolo nel breve periodo, ogni tentativo di dialogo. Il barbaro assassinio di centinaia di cittadini israeliani inermi ha riavviato una guerra atipica fra lo Stato di Israele e una formazione terroristica che controlla di fatto un territorio, con i civili, siano essi israeliani o palestinesi, chiamati a pagare tragicamente il prezzo più alto. Il terrorismo – ha ricordato Mattarella – avanza laddove la proposta politica perde terreno, o l’impegno di paziente tessitura di soluzioni diplomatiche rimane frustrato, nonostante il trascorrere dei decenni. Il conflitto israelo-palestinese è innegabilmente il risultato della prolungata incapacità di costruire tali percorsi di dialogo e di convivenza, e di perseguire l’unica strada ragionevole: la soluzione dei due Stati”.
Questa crisi “ha fatto riemergere dal suo fiume carsico anche il fenomeno dell’antisemitismo, che, oggi come ieri, si nutre di luoghi comuni e di una visione distorta della Storia”, ha detto ancora Mattarella. “Si tratta di messaggi che debbono incontrare la più netta condanna, senza ambiguità, senza interpretazioni di comodo”.
Quanto all’aggressione russa all’Ucraina, “una ferita aperta nel cuore del nostro continente”, anche qui “sono le vittime civili a pagare un prezzo alto”. Kiev come Gaza confermano la necessità “di rendere stringenti le regole, anche in guerra, di quel diritto internazionale umanitario la cui urgenza emerse addirittura – come sappiamo – già con la Convenzione di Ginevra nel 1864. È inammissibile che, in conflitti armati di questo secolo, vengano esercitati attacchi e rappresaglie che colpiscono la inerme popolazione civile. Tocca alla comunità internazionale impedire nuove avventure a questa politica di sopraffazione che trova emuli in diverse situazioni e in più continenti”.
“In una realtà segnata da spinte destabilizzanti e dal rafforzarsi di grandi attori globali, lo spazio politico per l’esercizio di una effettiva sovranità in cui trovano posto i valori e gli interessi della Repubblica Italiana è, condivisa, nell’Unione Europea”, ha ribadito ancora una volta Mattarella. “All’Unione si appartiene, anzitutto, per una scelta di valori: pace, libertà, coesione sociale, democrazia, Stato di diritto. Contrapporvi un’affermazione di esclusivo esercizio di sovranità solitaria – che sarebbe sempre più soltanto apparente – risulta illusorio e sterile. Appare del tutto incoerente vedere – nel dibattito europeo – per chi ha scelto liberamente di appartenere all’Unione, agitare una inconsistente contrapposizione tra Europa degli Stati ed Europa sempre più integrata”.
“Dalla coscienza dell’Europa, anche dopo il recente vertice, si leva il fermo impegno a rilanciare l’orizzonte di un multilateralismo sempre più rispettoso del futuro dell’umanità”, ha aggiunto il Presidente. L’Ue, “per la sua stessa natura deve evolvere per non arretrare, e oggi più che mai abbiamo il dovere di rilanciare il processo di integrazione, rafforzandone i meccanismi di governance”. L’Unione “non è perfetta: è un cantiere permanente, da puntellare quotidianamente con il lavoro di tutti, unendo, insieme, resilienza, ferma chiarezza e pazienza, come è necessario per la conclusione dei negoziati in atto per il Patto di stabilità e crescita”. È, soprattutto, “un cantiere da completare nella sua architettura, non potendo troppo a lungo reggere una costruzione parziale. Non possiamo che guardare con impazienza ai passi ancora necessari per la costruzione di una vera politica estera e di difesa europea”, procedendo anche sulla strada dell’allargamento, ricordando che esso e “l’approfondimento dei meccanismi di integrazione economica e politica sono due aspetti strettamente connessi”.
Ma anche le Nazioni Unite devono stare al passo dei nuovi tempi: una certa crisi di fiducia “si manifesta sovente nella contrapposizione, per molti versi pregiudiziale nella sua artificiosità, fra Occidente e resto del mondo e che tende ad aggregare, in questa denominazione, condizioni anche con molte differenze – di volta in volta economiche, sociali, di assetti istituzionali, di rispetto dei diritti umani – cercando di accantonare, nell’immagine, incompatibilità e interessi discordanti”.
Ma, ha evidenziato Mattarella, “il patrimonio di valori che si intende definire come occidentali corrisponde, in realtà, a molti dei documenti fatti propri dagli Stati nell’ambito delle Nazioni Unite: Stato di diritto, diritti umani, diritti dei popoli nella accezione più ampia. Sul piano dell’architettura di governo multilaterale – miglior baluardo alle spinte destabilizzanti che stiamo sperimentando – occorre restituire slancio a una riforma che renda più efficaci i meccanismi spesso tuttora cristallizzati a immagine del secondo dopoguerra, come pocanzi cercavo di ricordare”.
Si tratta “di un processo evolutivo, che richiederà tempo e realismo e che attiene, in primo luogo, ad una revisione di quegli strumenti di governo economico mondiale, che oggi rappresenta una priorità per i Paesi del Sud globale. L’Europa ha il dovere e l’interesse strategico di lavorare con quei Paesi che condividono i principi democratici e che sollecitano, tuttavia, maggiore attenzione alle loro istanze. Uno sviluppo equilibrato delle regioni del mondo è nell’interesse di tutti”.
L’Italia “si trova in una condizione privilegiata per contribuire a questa azione. Con l’assunzione della Presidenza G7, – ha rimarcato il Presidente – avremo la possibilità di dare ulteriore impulso a molte sfide globali, tra le quali trovano posto quella dei flussi migratori e quella della sicurezza alimentare. Tematiche fra loro strettamente connesse, soprattutto nel continente africano”.
“Al centro della Presidenza italiana – ha ricordato – vi sarà anche il tema dell’Intelligenza Artificiale: un avanzamento scientifico che apre all’umanità opportunità di affrontare e risolvere problemi che credevamo al di là delle nostre possibilità, ma che espone al tempo stesso al rischio di pericolosi condizionamenti nell’informazione, di intrusioni nella sfera privata dell’individuo, di mutamenti radicali degli assetti produttivi, di potenziale crescita del già rilevante divario fra ricchi e poveri, fra forti e deboli. In ultima analisi a un rischio di tenuta per i sistemi democratici. Si tratta di una prospettiva di grande valore che andrà adeguatamente e sollecitamente governata per trarne tutta la portata positiva”.
La Conferenza – che vede la partecipazione di oltre 130 titolari delle Sedi diplomatiche italiane all’estero – proseguirà fino a domani. Le sessioni di lavoro vertono sui principali argomenti dell’attualità internazionale: intelligenza artificiale, Piano Mattei, diplomazia della crescita, gestione degli scenari di crisi, sostenibilità e transizione ecologica, Presidenza G7.
A chiudere i lavori sarà la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al Ministro Tajani. (aise) 




Voto elettronico all’estero: da domani la prima simulazione del Viminale

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12evoteConto alla rovescia per la prima simulazione di voto online per consultazioni elettorali promossa domani e giovedì, 13 e 14 dicembre, dal Ministero dell’Interno.
L’iniziativa, non collegata ad alcun evento elettorale reale, coinvolgerà gli italiani residenti all’estero di quattro circoscrizioni consolari in Europa: Londra, Monaco di Baviera, Charleroi e Stoccolma.
La simulazione, finanziata grazie a un apposito Fondo istituito dalla “legge di bilancio 2020”, si svolgerà tra le ore 8:00 di mercoledì 13 e le ore 20:00 di giovedì 14 dicembre 2023, secondo le modalità disciplinate da specifiche “Linee guida” approvate con decreto del Ministro dell’Interno, adottato di concerto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale il 7 luglio 2021.
In particolare, le varie fasi del voto elettronico – autenticazione dell’elettore, votazione e raccolta dei risultati dello scrutinio – saranno gestite da una apposita piattaforma web, denominata “Portale E-vote”, realizzata dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Viminale in collaborazione con tutte le altre Amministrazioni interessate: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, AGID – Agenzia per l’Italia Digitale, ACN – Agenzia per la Cybersicurezza, Ministero della Giustizia – Corte d’Appello di Roma.
Alla piattaforma potranno accedere gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e i cittadini italiani temporaneamente presenti (per motivi di lavoro, studio o cure mediche) nelle circoscrizioni consolari coinvolte nella simulazione, che siano in possesso di una identità digitale (CIE, SPID, CNS). In vista della simulazione, il Viminale ha anche pubblicato un video esplicativo sul suo canale youtube.
Questa innovativa procedura, puntualizza il Ministero dell’Interno, verrà testata in modo graduale e progressivo per verificarne le modalità di funzionamento, l’impatto sul corpo elettorale e i conseguenti riflessi economici ed organizzativi. (aise)




Due treni si scontrano a Faenza: 17 feriti

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203745396 d78577f4 398a 4488 ae7c d7124867bc7fC’e’ un tamponamento all’origine dell’urto fra treni avvenuto in serata a 8 chilometri dalla stazione di Faenza, nel Ravennate, sulla linea Adriatica. I due treni, un Frecciarossa 1000 di Trenitalia e un regionale Rock di Trenitalia Tper, erano entrambi in direzione nord quando, per cause da accertare, si sono urtati provocando 17 feriti lievi

“Siamo lavorando a stretto contatto con la Regione Emilia-Romagna e con le forze di Protezione Civile”, ha affermato il sindaco di Faenza, Massimo Isola, “un ringraziamento ai Vigili del Fuoco e ai soccorsi, prontamente intervenuti”. Secondo quanto si apprende, l’incidente è avvenuto al Km 56+006, in località via Corleto.

Matteo Salvini sta seguendo con attenzione quanto successo in provincia di Ravenna, si legge in una nota del ministro dei Trasporti. Il vicepremier e ministro, in particolare, “sta chiedendo accurate relazioni sulle condizioni e l’assistenza dei feriti – seppur lievi – sulla protezione di tutti i passeggeri per il completamento del viaggio, sulla rapida individuazione delle cause e di eventuali responsabilità”.

agi.it




Tivoli. Brucia l’ospedale: 3 morti tra i pazienti anziani

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incendio ospedale tivoli 1024x576Ci sono tre morti nell’incendio che è divampato nella tarda serata di ieri all’ospedale di Tivoli, in provincia di Roma. I pazienti morti – due donne e un uomo -sono tutti anziani. Ci sono anche feriti, due dei quali in condizioni gravi. La struttura risulta completamente evacuata e inagibile: oltre 200 pazienti (tra cui anche sette bambini e una donna incinta messa in salvo con un’autoscala) sono stati evacuati. È stata allestita la palestra comunale per gestire l’emergenza. Sono stati trasferiti anche pazienti che si trovavano nel reparto Covid. Saranno le indagini a fare luce sulle cause della tragedia. La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta.

LE VITTIME

I nomi delle vittime sono Giuseppina Virginia Facca di 84 anni, Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo di 86 anni. Una delle vittime si trovava nel reparto di Cardiologia, altre due erano ricoverate nel reparto di Medicina. C’è un quarto anziano che è morto ieri sera all’ospedale, ma pare sia morto poco prima che scoppiasse l’incendio e comunque per cause non riconducbiili al rogo.

DEI RIFIUTI SPECIALI ALL’ORIGINE DEL ROGO

Stando alle prime ricostruzioni, il rogo è divampato al terzo piano -3, in particolare da alcuni locali dove si trovano degli ambulatori, e poi si sia propagato anche ai due piani superiori, interessando anche la Medicina e la Cardiologia. Da un primo sopralluogo dei Vigili del fuoco, è emerso che il rogo potrebbe essere partito da alcuni rifiuti speciali che si trovavano in una piazzola dell’ospedale. Da lì, le fiamme poi si sono propagate all’interno della struttura, prima al piano meno tre (dove c’è anche il pronto soccorso) e poi agli altri reparti.

ag. dire – www.dire.it




Tirelli (MAIE): “GaIa, un progetto pilota per la totale digitalizzazione dei Consolati italiani all’estero”

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t71kcrd0 400x400Il Consolato di Londra nei prossimi mesi lancerà un nuovo sistema che permetterà la totale digitalizzazione del rapporto con il cittadino, sia in Italia che all’estero, per tutto ciò che concerne il rilascio di documenti legati alla propria identità. Un sistema che si avvarrà dell’Intelligenza Artificiale e che sarà lanciato attraverso il nome “GaIa”. Londra  sarà, quindi, la città pilota in cui verrà sperimentato presso il consolato questo nuovo progetto.

Lo ha comunicato il Comites di Londra in una propria nota stampa a margine di un incontro con il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L’incontro è avvenuto in occasione di una serie di eventi organizzati dal Consolato di Londra nella persona del Console Generale Domenico Bellantone per fare il punto della situazione sui servizi emanati dallo stesso Consolato a favore della Comunità italiana nella circoscrizione di riferimento.

“Il Direttore Vignali – continua il comunicato – ha parlato con il presidente del Comites Londra, Alessandro Gaglione, e i consiglieri Elena Remigi (in rappresentanza anche del CGIE) e Luigi Billè confrontandosi su quanto fatto fino ad oggi dallo stesso Consolato di Londra in termini di novità per agevolare i numerosi servizi consolari verso la comunità di riferimento, con particolare riferimento al rilascio passaporti, presentando anche numerose novità per i mesi prossimi”.

In merito al progetto si è espresso il deputato del MAIE FrancoTirelli.

“GaIa”,  ha fatto rilevare con soddisfazione – permetterà la totale digitalizzazione dei consolati italiani in tutto il mondo per migliorare i servizi per gli italiani all’estero. Il MAIE ha presentato richieste al Ministero affinché si avanzi su questo tema. Stiamo lavorando e continueremo a farlo per ottenere miglioramenti dei servizi per i nostri connazionali”.