Israele. Morto anche il terzo italoisraeliano disperso

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downloadE’ morto Nir Forti, l’ultimo dei tre italo-israeliani dispersi dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso.

“Purtroppo – ha scritto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani su X – anche Nir Forti è deceduto. Era l’ultimo dei 3 italo-israeliani dispersi. Mi stringo al dolore dei suoi genitori, li avevo incontrati durante la visita a Tel Aviv. Morire a 29 anni, barbaramente ucciso dai terroristi, è profondamente ingiusto. Prego per te, giovane Nir”. (Inform)




La manovra: approvata la bozza. Le principali misure

giorgia meloni 17

giorgia meloni 17Arriva la bozza della manovra approvata il 16 ottobre. All’articolo 5 è confermato il taglio del cuneo di 6 e 7 punti solo per il prossimo anno. Nel testo si legge: “In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto,  un esonero, senza effetti sul rateo di tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 6 punti percentuali a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. L’esonero di cui al primo periodo è incrementato, senza effetti sul rateo di tredicesima, di un ulteriore punto percentuale, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 1.923 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al presente comma, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

DA GENNAIO DECONTRIBUZIONE PER MADRI LAVORATRICI CON TRE O PIÙ FIGLI

“Fermo restando quanto previsto all’articolo 5 (Esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti), per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 alle lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero del cento per cento della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di 3.000 euro riparametrato su base mensile”. Lo prevede l’articolo 38 della bozza della Legge di Bilancio. Al comma 2 si precisa poi che “l’esonero è riconosciuto, in via sperimentale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 anche alle lavoratrici madri di due figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico, fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo”. Il comma 3 infine specifica: “Per gli esoneri di cui ai commi 1 e 2 resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

DAL PRIMO GENNAIO FONDO UNICO PER INCLUSIONE PERSONE CON DISABILITÀ

“Al fine di assicurare un’efficiente programmazione delle politiche per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2024 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità con una dotazione di euro 581.807.485 per ciascuno degli anni 2024 e 2025, euro 666.807.485 per l’anno 2026 ed euro 616.807.485 annui a decorrere dal 2027”. Lo prevede la bozza della Legge di Bilancio. In particolare, si legge nel testo che le risorse “sono destinate a finanziare iniziative collegate a una delle seguenti finalità: a) potenziamento dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado; b) promozione e realizzazione di infrastrutture, anche digitali, per le politiche di inclusione delle persone con disabilità, anche destinate ad attività ludico-sportive; c) inclusione lavorativa e sportiva; d) turismo accessibile; e) iniziative dedicate alle persone con disturbi del neuro-sviluppo e dello spettro autistico; f) interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare; g) promozione della piena ed effettiva inclusione sociale delle persone sorde e con ipoacusia, anche attraverso la realizzazione di progetti sperimentali per la diffusione di servizi di interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) e videointerpretariato a distanza nonché per favorire l’uso di tecnologie innovative finalizzate all’abbattimento delle barriere alla comunicazione; h) iniziative e progetti di rilevanza nazionale per la promozione dell’accessibilità e inclusione delle persone con disabilità; i) dare attuazione a interventi legislativi in materia di disabilità finalizzati al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità di competenza dell’autorità politica delegata in materia di disabilità”.

PENSIONI 4-5 VOLTE MINIMO RIVALUTATE AL 90%

Cambia ancora la rivalutazione delle pensioni. La bozza della manovra, per il 2024, prevede un aumento per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo, per cui l’indicizzazione passa dall’85% al 90%. Taglio invece per i trattamenti superiori a 10 volte il minimo: dal 32 al 22%. Le altre fasce restano invariate. “Per l’anno 2024 – si legge nel testo- la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici: per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento. Nella misura del 90 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo Inps. Nella misura del 53 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo. Nella misura del 47 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo. Nella misura del 37 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo e pari o inferiori a dieci volte il minimo. Nella misura del 22 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a dieci volte il trattamento minimo Inps”.

CONTRO CARENZA MEDICI TARIFFA ORARIA INCREMENTATA FINO A 60 EURO

“Al fine di far fronte alla carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario Nazionale (SSN), di ridurre le liste d’attesa e il ricorso alle esternalizzazioni”, la tariffa oraria per tutte le prestazioni aggiuntive svolte dal personale medico “può essere aumentata fino a 60 euro lordi omnicomprensivi, al netto degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione”. Lo prevede la bozza delle Legge di Bilancio, chiarendo che “restano ferme le disposizioni vigenti in materia di prestazioni aggiuntive, con particolare riferimento ai volumi di prestazioni erogabili nonché all’orario massimo di lavoro e ai prescritti riposi”.

PENSIONI 4-5 VOLTE MINIMO RIVALUTATE AL 90%

Cambia ancora la rivalutazione delle pensioni. La bozza della manovra, per il 2024, prevede un aumento per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo, per cui l’indicizzazione passa dall’85% al 90%. Taglio invece per i trattamenti superiori a 10 volte il minimo: dal 32 al 22%. Le altre fasce restano invariate. “Per l’anno 2024 – si legge nel testo- la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici: per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento. Nella misura del 90 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo Inps. Nella misura del 53 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo. Nella misura del 47 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo. Nella misura del 37 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo e pari o inferiori a dieci volte il minimo. Nella misura del 22 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a dieci volte il trattamento minimo Inps”.

APE SOCIALE CONFERMATO NEL 2024, ANCHE OPZIONE DONNA A 61 ANNI

L’Ape sociale – l’anticipo pensionistico per i disoccupati, per le persone con invalidità del 74%, per i lavoratori impegnati in attività gravose e per quelli che assistono persone con handicap – è confermato fino al 31 dicembre 2024. Potranno accedere allo strumento le persone con almeno 63 anni e cinque mesi. L’autorizzazione di spesa aumenta di 85 milioni per il 2024, di 168 milioni per il 2025, di 127 milioni per il 2026. Confermata anche Opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto 35 anni di contributi, ma cresce di un anno il requisito dell’età, a 61 anni. Requisito ridotto di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due. Restano i paletti inseriti lo scorso anno per accedere a Opzione donna: disoccupate, caregiver o con una invalidità del 74%. La finestra è di un anno per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome.

BONUS NIDO SALE A 2.100 EURO PER SECONDI FIGLI NATI IN 2024

Aumenta il bonus nido che arriverà a 2.100 euro per chi ha due figli con il primo di età inferiore a 10 anni e il secondo nato nel 2024. Il provvedimento prevede quindi che, “con riferimento ai nati a decorrere dall’1 gennaio 2024, per i nuclei familiari con un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), fino a 40.000 euro, nei quali sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni, l’incremento del buono di cui al secondo periodo è elevato a 2.100 euro”.

IN PENSIONE A QUOTA 104 MA CON PENALIZZAZIONE

La pensione anticipata scatta a Quota 104, con 63 anni di età e 41 di contributi. Chi decide di lasciare il lavoro avrà però una penalizzazione dell’assegno perché subirà un ricalcolo dei contributi. Chi invece resterà al lavoro otterrà il bonus Maroni. Vengono poi allungate le finestre per uscire, in sostanza chi ha diritto ad andare in pensione dovrà aspettare più tempo: da tre a sei mesi per il settore privato e da sei a nove mesi per il settore pubblico.

 IVA SU ASSORBENTI E LATTE IN POLVERE SALE AL 10%

Passano tra i prodotti soggetti all’Iva al 10%, e non più al 5%, il latte in polvere e le preparazioni per l’alimentazione dei fanciulli per usi dietetici o di cucina, così come i prodotti assorbenti.

CORRE SPERANZA DI VITA, SI VA OLTRE 42 ANNI DI CONTRIBUTI

Ricomincia a correre l’aspettativa di vita legata alle pensioni anticipate. La bozza della manovra anticipa dalla fine del 2026 alla fine del 2024 il periodo nel quale l’adeguamento è bloccato. Questo significa che dal 2025 potrebbero non bastare più 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 per le donne per andare in pensione indipendentemente dall’età. Già adesso è previsto che nel 2027 la speranza di vita si attesti a 43 anni di contributi per gli uomini e a 42 per le donne, ma con l’anticipo di due anni previsto dalla manovra, le cose potrebbero cambiare più in fretta.

PER REGIONI, COMUNI E PROVINCE SPENDING DA 600 MLN

Gli enti locali sono chiamati a contribuire alla spending review: le Regioni dovranno risparmiare 350 milioni l’anno (sanità e sociale esclusi); i comuni 200 milioni e le province 50 milioni.

CONFERMATI ALLA SANITÀ 3 MILIARDI IN PIÙ PER 2024

Come già preannunciato dalla premier Giorgia Meloni, aumenta di 3 miliardi il fondo sanitario nazionale nel 2024, di 4 per il 2025 e di 4.2 dal 2026.

CEDOLARE SUGLI AFFITTI BREVI SALE DAL 21 AL 26%

La cedolare secca sugli affitti brevi (inferiori ai 30 giorni) sale dal 21 al 26%.

AUMENTANO LE TASSE SULLE SIGARETTE

Aumenti per i fumatori. Le tasse sulle sigarette crescono di 10-12 centesimi a pacchetto, a secondo delle fasce di prezzo. Per le sigarette fai da te l’intervento sul tabacco trinciato produce un aumento di 30 centesimi a busta. Più care anche le sigarette elettroniche.

BOZZA: BTP ESCLUSI DA CALCOLO ISEE

I Btp sono esclusi dal calcolo dell’Isee.

 

ag. DIRE – www.dire.it




Tajani: “Morta l’italo israeliana Liliach Le Havron”

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cbb3cbb29345be2bf1e78094d27ce591“Ho appreso del decesso di Liliach Le Havron, italo-israeliana e moglie di Evitar Kipnis il cui corpo era stato ritrovato nei giorni scorsi.

Entrambi erano scomparsi dopo l’attacco di Hamas. Rinnovo le condoglianze ai figli e alla famiglia. Per l’Italia un altro giorno di lutto”. Lo scrive il Ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. (Inform)




Italia. Oggi scioperano i treni e tutti i mezzi del trasporto pubblico

capt

captSciopero generale dei treni e dei mezzi pubblici di trasporto, oggi venerdì 20 ottobre, che si svolgerà per tutto l’arco della giornata. A rischio stop sono aerei, treni, bus, metro e tram di tutta Italia, assieme al settore scolastico e alle autostrade. A proclamare lo sciopero le sigle Adl, Cub, Sgb, Si Cobas, che hanno raccolto le adesioni di Cub Trasporti, Usi Cit, Usi, Usi Educazione, Cub Sanità, Flai Trasporti e Servizi. Previste come sempre alcune fasce di garanzia, che variano da regione a regione, ma che tendenzialmente permettono lo spostamento della prima mattinata (dalle 7.00 alle 9.00) e nel tardo pomeriggio (dalle 17.00 alle 21.00).

 

adnkronos.it




Italia. Stop a Schengen e controlli alla frontiera con la Slovenia

antonio tajani

antonio tajaniIl governo italiano ha deciso di ripristinare i controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia. La sospensione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa “si è resa necessaria” per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente.

Oggi a Mattino 5 il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani tranquillizza gli italiani: “È una sospensione che ha tempi limitati ed è legata alla contingenza per evitare che ci siano terroristi che girano indisturbati per l’Europa. Abbiamo chiuso Schengen solo al confine tra l’Italia e la Slovenia proprio per evitare che arrivino terroristi che possono colpire nel nostro Paese o nel resto d’Europa. Voglio essere molto chiaro, non abbiamo rischi di attentati” in Italia, “non c’è nessun segnale in questa direzione. Non ci sono rischi, però, non possiamo abbassare la guardia, anzi alziamo la guardia per prevenire e proteggere tutti i siti” e così “impedire che ci siano azioni violente”.

 

ag. dire – www.dire.it




La Farnesina conferma la morte di un italoisraeliano a Gaza. Massimo impegno per rintracciare gli altri due

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7686561 11191247 israele italiani dispersi“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma che le Autorità israeliane hanno certificato, attraverso esame Dna, il decesso di Eviatar Moshe Kipnis (a destra nella foto con la moglie), cittadino italiano-israeliano di 65 anni, irreperibile da sabato 7 ottobre dopo l’attacco terroristico contro il kibbutz di Be’eri”. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. “L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv è in contatto con la famiglia per assicurare loro ogni possibile assistenza in questo difficile momento. Nell’esprimere le condoglianze ai familiari del signor Kipnis, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ribadisce il massimo impegno del Governo per rintracciare gli altri due cittadini italo-israeliani tutt’ora irreperibili”. (Inform)




 “Europa-America Latina e Caraibi: alleanza strategica e Global Gateway. Un’opportunità per l’Italia?”, l’incontro del CeSPI

18cespi

18cespi“Europa-America Latina e Caraibi: alleanza strategica e Global Gateway. Un’opportunità per l’Italia?” è il tema all’ordine del giorno dell’incontro CeSPI di oggi, mercoledì 18 ottobre, alle ore 15.00, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma.
Il 2023 è un anno di rilancio delle relazioni euro-latinoamericane e caraibiche. Dopo otto anni di assenza, con il ritorno del vertice UE CELAC, svoltosi lo scorso luglio a Bruxelles, si sono poste le basi per costruire un’alleanza strategica tra due regioni che condividono vincoli storici, interessi e valori comuni.
A Bruxelles è stata adottata l’agenda di investimenti Global Gateway come strumento per rafforzare l’alleanza strategica, promuovere gli scambi economici e accompagnare la transizione verde e digitale.
L’Italia ha una relazione speciale con l’America Latina e i Caraibi, come ha ricordato nel suo recente viaggio il Presidente Mattarella. Inoltre, dispone di strumenti di politica estera specifici, come le Conferenze Italia-America Latina e Caraibi e l’IILA.
Il nostro paese può ambire a determinare la politica europea verso la regione. Al contempo, può costruire una politica estera e una politica economica proprie verso un socio strategico nell’emisfero sud.
Obiettivo dell’incontro promosso dal CeSPI è offrire un quadro aggiornato delle relazioni tra le due regioni e uno spazio di riflessione sulle opportunità che si presentano per l’Italia in tale contesto.
Avvieranno i lavori Piero Fassino, presidente onorario del CeSPI, e Antonella Cavallari, segretario generale dell’IILA. Mario Cimoli, già segretario esecutivo CEPAL, e Michele Pala, direttore centrale per l’America Latina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, forniranno un quadro di sintesi delle due Conferenze, delineandone i risultati e le nuove opportunità e sfide. I sottosegretari di Stato agli Affari Esteri Giorgio Silli e Maria Tripodi porteranno la visione e il contributo del sistema Italia allo sviluppo delle relazioni con l’America Latina e i Caraibi in ambito bilaterale ed europeo. Ne discutono, inoltre, rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale, accademico, finanziario e della società civile. (aise)




Caritas e Fondazione Migrantes presentano il XXXII Rapporto Immigrazione

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presentato a roma il xxxii rapporto immigrazione realizzato da caritas italiana e fondazione migrantes immagine15 283x223Si è svolta a Roma la presentazione del XXXII Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, sul tema “Liberi di scegliere se migrare o restare”.

L’incontro è stato introdotto da Mons Carlo R. M. Redaelli, Presidente di Caritas Italiana, ha presentato i contenuti e le tematiche affrontate all’interno del nuovo rapporto: “Questo nostro incontro – ha esordito Radaelli –  avviene in un contesto internazionale a dir poco preoccupante: i recentissimi fatti successi in Israele, i morti da ambo le parti, spesso bambini purtroppo, gli ostaggi, il terrorismo, adesso anche in Europa, la reazione armata, la fuga della popolazione, il rischio di estensione del conflitto sono sotto i nostri occhi e ci preoccupano e ci angosciano. Il tutto si aggiunge alla preoccupazione della guerra in Ucraina e delle tante guerre dimenticate in giro per il mondo. Dentro questa realtà si colloca la presentazione del nostro rapporto”.  Riguardo il messaggio del Santo Padre che ispira il lavoro del rapporto di Migrantes, e che quest’anno si è incentrato sul diritto di ogni persona di scegliere se migrare o meno, Mons. Redaelli ha affermato che “il papa ci rammenta le prospettive molteplici e complesse che caratterizzano i fenomeni migratori, una delle questioni più urgenti dei nostri tempi” diventata, non più un’emergenza, ma una realtà consolidata. “Anzitutto il messaggio sottolinea la dignità intrinseca di ogni persona, indipendentemente dalla sua origine o dallo stato di migrante. Questo richiamo è fondamentale anche sul dibattito sul fenomeno, perché molto spesso i migranti, nei paesi in cui giungono, rischiano di essere trattati in modi iniqui”.Riguardo i dati e gli approfondimenti presenti all’interno del Rapporto, Mons. Redaelli ha affermato come emerga la criticità dei percorsi di inserimento sociale, non solo “dei migranti appena arrivati in Italia, ma anche di quelli che vi risiedono e soggiornano soli o insieme alle loro famiglie”. “La questione” – ha continuato Mons. Redaelli – “non è solo garantire l’incolumità fisica di chi arriva da noi, ed una prima e dignitosa accoglienza, ma favorire un percorso e un processo di integrazione”. Riportando alcune possibili difficoltà incontrate dai migranti nel proprio percorso di integrazione, Mons. Redaelli ha posto il focus sulle opportunità di un percorso efficace. “Eppure sono molte le occasioni che potrebbero essere colte da un accompagnamento più pragmatico e lungimirante dei percorsi di integrazione dei migranti”. Mons. Redaelli si è poi soffermato sul tema della libertà, espresso dal papa, riportando come, i dati del Rapporto mostrino come siano sempre più persone a dover lasciare il proprio paese e siano costrette a migrare, rischiando la vita.“E’ invece essenziale affrontare le cause profonde dello sfollamento, per lavorare su soluzioni durature. Ciò permetterebbe ai migranti di restare nel proprio paese, e contribuire alla sua crescita sociale, economica e culturale”.

A seguire, Manuela De Marco (Caritas Italiana) ha mostrato più nel dettaglio le tendenze internazionali e nazionali riguardanti il fenomeno migratorio sviluppatesi negli ultimi anni, attraverso alcuni dati e statistiche. De Marco, riportando i numeri presenti nel rapporto, ha affermato che, secondo le stime del 2021, i migranti complessivi nel mondo sono 281 milioni (il 3,6% del totale della popolazione mondiale) di cui 108,4 milioni sono migranti forzosi, ossia persone che hanno dovuto lasciare forzatamente il proprio paese, mentre 2/3 lo hanno fatto per ragioni di lavoro. Passando all’Italia invece, gli stranieri residenti si attestano sui 5 milioni (5.050.257),  con Lombardia (23,1%), Lazio (12,2%) ed Emilia Romagna (10,9%) tra le regioni maggiormente attrattive e con la zona del Centro-Nord saldamente in testa. De Marco ha anche segnalato come in Italia la presenza straniera sia a maggioranza femminile (51%), mentre tra le principali nazionalità troviamo Romania (1 straniero su 5 è rumeno), Marocco e Albania, con un incremento di persone provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan. Altro aspetto affrontato da De Marco è quella relativo al tasso di natalità degli stranieri residenti in Italia che appare in significativa flessione. Anche le acquisizioni della cittadinanza, secondo quanto riportato dal Rapporto, stanno segnando una progressiva diminuzione, nonostante il milione toccato negli ultimi sei anni, mentre per quanto riguarda i permessi di soggiorno, ai primi posti ci sono quelli per ricongiungimento familiare e protezione temporanea (agli ultimi posti invece i permessi rilasciati per lavoro). Riguardo la tematica del lavoro, De Marco ha riportato “che l’occupazione nel 2022 è cresciuta più per gli italiani che per gli stranieri”, con invece un tasso di disoccupazione più elevato per i cittadini stranieri non-UE. Per De  Marco questi dati sull’occupazione si riflettono negativamente sulla vita quotidiana delle collettività con 1.600.000 stranieri e i 614 nuclei familiari in povertà assoluta. Tutto questo si collega con la problematica della povertà minorile, che si traduce nei dati dell’abbandono scolastico.

L’intervento di Simone M. Varisco (Fondazione Migrantes) si è incentrato su un altro elemento della mobilità, quello culturale: “E’ stato più volte ricordata – ha sottolineato Varisco – l’importanza dei numeri legati alla mobilità. Sarebbe pericoloso occuparci dei numeri senza collegarli alle persone, parlare della mobilità senza ricordarci dell’umanità all’interno della mobilità. Noi all’interno di questo  Rapporto, dando la centralità alla persona e non al numero in quanto tale, lo proviamo a testimoniare e a rendere” per fotografare quella che è “la varietà straordinaria della mobilità in Italia”. Per Varisco un aspetto cruciale diventa quindi quello culturale, “a cui abbiamo, quest’anno, riservato un capitolo” dipanato in varie declinazioni: “cultura come formazione”, con 6% di stranieri iscritti all’università, di cui la metà dopo aver conseguito il diploma in Italia. “Cultura come riscatto” anche professionale in contrasto con la retorica delle periferie. “Cultura come linguaggio”, come ponte oltre le barriere. “Cultura come via d’uscita”. “Cultura come segno del cambiamento sociale”.

Dopo l’intervento del sociologo Luiz Valerio Trinidade che ha rilevato come negli ultimi anni in  Italia siano aumentati i “discorsi d’odio” all’interno dei canali social  per quanto riguarda il fenomeno migratorio, Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale italiana, ha offerto una riflessione partendo proprio dal messaggio del Papa. “Anzitutto esprimo soddisfazione, a nome della CEI, per questo Rapporto, curato da Caritas e Migrantes” e che parte da uno sguardo della Chiesa che “inevitabilmente vede nell’uomo, non solo un passato, ma un futuro, una vocazione, una parabola di vita da proteggere”.  “Come la conoscenza del fenomeno” – ha proseguito Mons. Baturi – “ha bisogno del contributo di tutti, in particolare degli enti che si assumono la responsabilità per il bene comune dentro la società, anche il raffronto del fenomeno migratorio in termini di accoglienza, protezione ha bisogno dell’aiuto di tutti”. Riguardo al tema scelto dal Santo Padre, Mons. Baturi ha affermato: “Liberi significa essere riscattati da una necessità, di partire a causa della guerra, dei cambiamenti climatici, di discriminazioni o di povertà. Si conquista questa vera libertà solo se siamo in grado di assumerci una responsabilità per la riconciliazione dei fenomeni di conflitto, per la salvaguardia della libertà dell’uomo”.  Liberi di partire, ha aggiunto poi Mons. Baturi, significa anche protezione ed accompagnamento, richiamandosi ai “quattro verbi detti dal Papa a Marsiglia: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Riprendendo sempre quanto detto dal Santo Padre, ha affermato: “integrare non è assimilare, ma riconoscere la ricchezza di un patrimonio”.

Stefania Congia, Direttore Generale per l’Immigrazione e le Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro, ha dal canto suo sottolineato la necessità, in una società dove conoscenza e verità sono ormai sovrastati da messaggi che spesso prescindono la realtà dei fatti, di ripartire dal valore dell’educazione anche per quanto riguarda queste tematiche. Per quanto riguarda i dati emersi dal Rapporto  riguardanti, in particolare, il tema del lavoro, della povertà e dell’istruzione Stefania Corgia ha rilevato come questi “ci stiano parlando della nostra società. Di società, che a velocità diverse si allontanano creando mondi”. Corgia, dopo aver sottolineato come il fenomeno dell’immigrazione sia gestita in Italia da una multi-level governance con competenze che possono interferire fra di loro, ha ripotato la definizione di integrazione riportata da una straniera che vive in Italia: “integrazione è avere una famiglia nel posto in cui vivi, avere degli amici, avere un lavoro, essere sano o avere la possibilità di farsi curare. Integrazione è quando hai una casa, e magari i tuoi figli a scuola; quando scommetti sul futuro accendendo un mutuo, o quando pensi al futuro dei tuoi figli”.

Le conclusioni sono state affidate a Mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Fondazione Migrantes. “Sullo sfondo mondiale, su cui questo Rapporto è stato pubblicato, – ha esordito Perego – vi è questa nuova guerra, che si inserisce all’interno di tanti conflitti e che prospetta mezzo milione di profughi: ancora una volta quindi una migrazione costretta, non dettata dalla libertà”, declinata, come segnalato dal Papa, nella libertà di migrare, restare e “ritornare”. “Una frase – ha continuato Perego – che riassume il Rapporto di quest’anno, credo possa essere la fatica della migrazione nel nostro paese: la fatica per accogliere gli arrivi, la fatica per valorizzare le competenze, la fatica per tutelare i più deboli e i minori, per avviare i processi di integrazione e l’inclusione. Una fatica che viene evidenziata dai dati del Rapporto”. “Credo – ha concluso Perego  – che questo Rapporto nelle mani degli operatori, possa portare ad un’analisi sociale più attenta del mondo migratorio nel nostro paese, a progetti politici più coerenti con la realtà e, per quanto riguarda la nostra Chiesa, a renderci più consapevoli del valore di un milione di cattolici di centoventi nazionalità diverse”. (Alessio Mirtini – Inform)




Due persone accusate di terrorismo arrestate a Milano

due arrestati a milano dalla polizia per terrorismo

due arrestati a milano dalla polizia per terrorismoLe autorità italiane hanno effettuato un’operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto di un cittadino egiziano e di un altro italiano di origine egiziana, ha riferito in un comunicato la polizia.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Milano e i due indagati sono accusati di istigazione a commettere reati di terrorismo e di appartenenza al gruppo jihadista Stato Islamico.

Secondo la Procura, i due sospettati hanno partecipato attivamente ad attività di propaganda, hanno cercato di reclutare potenziali seguaci su Internet e hanno finanziato iniziative a sostegno dell’ISIS.

“Due persone accusate di terrorismo sono state arrestate questa mattina”, ha detto a Rai-Radio Anch’io il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

Ha aggiunto che il livello di allerta è già stato alzato e che le autorità stanno lavorando per prevenire possibili minacce.

Alla domanda se il Paese possa aspettarsi attacchi terroristici come quello che ha colpito il Belgio lunedì sera, Tajani ha risposto che al momento non ci sono minacce concrete contro l’Italia.

Due cittadini svedesi sono stati uccisi lunedì notte e una terza persona è stata ferita nel centro di Bruxelles da un uomo che si è identificato come membro dello Stato islamico e ha rivendicato l’attacco in un video pubblicato online.




Il Governo presenta la manovra per il 2024

meloni rettangolare

meloni rettangolareÈ stata approvata dal governo la manovra per il 2024 che è stata quindi presentata nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. La Legge di Bilancio è stata oggetto di un Consiglio dei Ministri che ha portato sul tavolo anche il Documento Programmatico di Bilancio che sintetizza le voci di entrata e uscita dello Stato: documento da inviare a Bruxelles. Il Premier Meloni ha parlato di un’approvazione in tempi record: si tratta di una manovra da circa 24 miliardi, di cui 16 miliardi da extra-gettito e i restanti 8 da tagli di spese. “Considero questa manovra seria e realistica, concentrando le risorse su alcune grandi priorità”, ha commentato Meloni delineando quali siano queste priorità. “La prima è la difesa del potere d’acquisto delle famiglie ovvero più soldi in busta paga”, ha spiegato Meloni evidenziando come si tratti del provvedimento più corposo in termini di risorse per circa 10 miliardi mentre ulteriori 4 miliardi deriverebbero dal taglio del cuneo fiscale. Un altro punto toccato dalla manovra è la rivalutazione delle pensioni, comprensiva della super-rivalutazione per le pensioni minime. Meloni ha inoltre ricordato che APE Sociale e Pensione Donna vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita che consente di andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi in linea generale, mentre restano i 35 anni contributivi per le donne. Meloni inoltre ha annunciato aumenti contrattuali per il pubblico impiego: “ci sono oltre 7 miliardi di euro a disposizione per tali aumenti, oltre 2 miliardi riguardano la sanità mentre gli altri 5 vanno ai rimanenti settori”, ha sottolineato Meloni che sulla sanità in particolare ha ricordato come ci siano 3 miliardi in più del previsto destinati a un’unica priorità: l’abbattimento delle liste d’attesa. Sulle famiglie, Meloni ha ribadito la linea dell’incentivo alla natalità. Oltre ai provvedimenti dello scorso anno, vengono rafforzati ulteriori tre punti: il congedo parentale, il fondo per gli asili nido, la decontribuzione delle madri. “Prevediamo che le madri con due figli o più non paghino i contributi a carico del lavoratore”, ha precisato Meloni. Sempre per quanto riguarda il lavoro, Meloni ha ricordato poi il principio “più assumi, meno paghi” con un particolare riferimento all’impatto che si potrà avere nel Mezzogiorno. Per i lavoratori autonomi, invece, la novità è nel poter pagare l’anticipo dell’Irpef non più solamente tutto insieme a novembre ma in cinque rate. “Sono fiera del risultato di questa manovra e del fatto che ci sia un governo che concentra le sue risorse in obiettivi chiari”, ha concluso il Premier Meloni. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri Tajani ha a sua volta sottolineato la rapidità dell’approvazione del testo. Tre sono i punti sui quali ha voluto concentrarsi Tajani: i provvedimenti per i pensionati, il rinnovo dei contratti per il comparto difesa e sicurezza e la sanità. “Abbiamo deciso di assestare un colpo decisivo al problema delle liste di attesa. Un problema a cui va messo rimedio”, ha precisato Tajani ribadendo poi la scelta del governo di sostenere famiglie e imprese per quanto riguarda la crescita economica. Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Salvini ha espresso soddisfazione per quanto riguarda specificamente il settore di sua competenza ossia quello delle infrastrutture. “Ci sono investimenti sulle ferrovie, sulle strade, sugli alloggi universitari e c’è la copertura necessaria per il collegamento stabile tra Sicilia, Italia ed Europa”, ha spiegato Salvini annunciando anche il taglio del canone Rai dalla bolletta dei contribuenti. “Fatte salve le condizioni internazionali per me è una manovra positiva per lavoratori e pensionati italiani”, ha aggiunto Salvini. Il Ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato “l’approccio serio e prudente della manovra”. Giorgetti ha spiegato come la priorità fosse “dare sollievo ai redditi medio-bassi soprattutto quelli del lavoro dipendente”, ha commentato il Ministro dell’Economia parlando di una situazione che altrimenti avrebbe rischiato di mettere ulteriormente in difficoltà il potere d’acquisto degli italiani. “È stato richiesto un sacrificio a tutti i Ministeri attuando una spending review significativa”, ha spiegato Giorgetti. “In questo senso la manovra conferma gli obiettivi che erano stati recentemente approvati dal Parlamento”, ha evidenziato il Ministro dell’Economia parlando di una congiuntura che ha reso problematica la costruzione di questo bilancio, anche per la presenza di “variabili non ponderabili”, le ha definite Giorgetti portando ad esempio la situazione in divenire del comparto energetico. (Inform)