Farnesina al lavoro per gli italiani in Israele

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download“Al lavoro per cercare di aiutare i connazionali bloccati in Israele a rientrare in Italia. La loro sicurezza è la priorità più assoluta del Governo”. È quanto ha assicurato questa mattina con un post su Twitter il ministrio degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
A partire dalla mattina di sabato, 7 ottobre, si sono infatti verificati diversi attacchi missilistici e incursioni via terra da parte di gruppi armati di Hamas in Israele, che ha a sua volta dichiarato lo stato di guerra. In risposta agli attacchi di Hamas, Israele ha inviato una colonna di tank verso Gaza e ha lanciato un diluvio di bombe sulla Striscia. Scontri si registrano al confine. Intanto questa mattina il bilancio dei morti israeliani è di oltre 700; 2.500 i feriti, moltissimi gravi. Ci sarebbero 750 dispersi e almeno 100 sarebbero gli ostaggi nelle mani di Hamas. Tra loro americani e tedeschi. Sul fronte palestinese le vittime sarebbero 413, i feriti 2.200.
Il vice presidente del Consiglio Tajani, immediatamente informato, si è messo in costante contatto con l’Unità di Crisi e l’Ambasciata d’Italia in Israele per monitorare gli sviluppi della situazione e ha invitato i connazionali residenti in Israele alla massima prudenza.
“Il Governo condanna con la massima fermezza gli attacchi a Israele”, ha detto Tajani. “Sono a rischio la vita delle persone, la sicurezza della regione e la ripresa di qualsiasi processo politico. Hamas cessi subito questa barbara violenza. Sosteniamo il diritto di Israele ad esistere e difendersi”.
L’Ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme sono mobilitati e pienamente operativi per fornire assistenza ai connazionali presenti nelle aree interessate.
La Farnesina ha inoltre invitato i connazionali presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata italiana a Tel Aviv (tel. +972 54 8803940), al Consolato Generale a Gerusalemme (tel. +972 505 327166; +972547688399) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225).
Resta come sempre l’invito ai connazionali in Israele a scaricare e attivare la App “Unità di Crisi”, compresa la funzione di geolocalizzazione. In alternativa è disponibile anche il sito www.dovesiamonelmondo.it.
L’Ambasciata ha reso noto che i collegamenti aerei da e verso Israele stanno subendo variazioni a seconda delle compagnie. La maggior parte dei voli delle compagnie El Al e Israir sono operativi. La stessa Ambasciata raccomanda comunque di non spostarsi dai luoghi sicuri e di non raggiungere l’aeroporto Ben Gurion se sprovvisti di biglietto aereo confermato.
Sono stati inoltre temporaneamente chiusi i tre attraversamenti terrestri della frontiera con la Giordania.
Ai connazionali presenti in aree limitrofe alla Striscia di Gaza e nel Golan e nelle aree più vicine le autorità italiane raccomandano di seguire con particolare attenzione le indicazioni di sicurezza suggerite dallo “Home Front Command” israeliano (pagina https://youtu.be/ec7P_RKgHfI?feature=shared con i consigli su aree protette; sito internet www.oref.org.il che può essere consultato, per motivi di sicurezza, solo nel territorio israeliano).

Nella giornata di ieri, domenica 8 ottobre, il ministro Tajani ha avuto una serie di colloqui con i principali partner internazionali e della regione per discutere della situazione in Israele.
Con il segretario di Stato americano Blinken e gli altri membri del Quintetto (Francia, Germania, Regno Unito e Unione Europea), il ministro Tajani ha sottolineato la necessità di lavorare in stretto coordinamento per favorire una de-escalation e impedire che il conflitto si estenda nella regione, aggiungendo che “in ogni caso Israele ha diritto a difendersi”.
Un concetto ribadito nel contatto telefonico odierno con il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, cui è stata espressa la piena solidarietà del Governo italiano e la più ferma condanna dell’aggressione.
Tajani ha poi condiviso con l’omologo egiziano Sameh Shoukry il sostegno a tutte le iniziative diplomatiche di mediazione, riconoscendo un ruolo primario del Cairo in tal senso e auspicando la possibile istituzione di corridoi umanitari per la liberazione dei prigionieri detenuti a Gaza, in particolare bambini, donne e anziani. Proprio per proseguire l’azione diplomatica di dialogo con tutti i partner della Regione mediterranea e medio-orientale, Tajani si recherà in Egitto mercoledì e giovedì per incontrare le massime autorità del Paese.
Sulla stessa linea la conversazione avuta in serata con Ayman Safadi, vice primo ministro e ministro degli Esteri della Giordania, un Paese che può svolgere un ruolo fondamentale nell’opera di contenimento del conflitto.
Anche il Comites di Tel Aviv, contattato dall’Ambasciata, si è attivato in favore dei connazionali, aprendo uno Sportello di Supporto Psicologico per chi avesse bisogno di aiuto per affrontare l’attuale situazione. (aise)




Aumenta la fiducia degli italiani nel Governo Meloni

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Sale il numero degli italiani che hanno fiducia nel governo. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate il 5 e il 6 ottobre 2023. E’ infatti del 42,2% (+0,1% rispetto a sette giorni fa) la percentuale di consenso nei confronti dell’esecutivo. Coloro che non hanno fiducia, invece, scendono al 50,2% (-0,2%). Non sa il 7,6%.

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 DIRE-TECNÈ: CRESCONO FDI E PD, IN CALO M5S

Crescono Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia, in calo il Movimento 5 stelle.
Stabile la Lega. Il borsino dei partiti vede Fdi in testa col 28,7% (+0,2% rispetto a 7 giorni fa), seguito dal Pd a 19,4 (+0,1%). Scende il M5S (-0,1%), ora al 16,5%. Quindi Forza Italia al 10,2% (+0,1%) e Lega ferma al 9%. Azione è al 3,7% (+0,1%), Verdi-Sinistra al 3,3%, +Europa al 2,3% (-0,1%), IV al 2,3% (-0,1%), altri 4,6% (-0,2%).

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DIRE-TECNÈ: SALE FIDUCIA IN MELONI AL 47,6%

Torna a crescere la fiducia degli italiani nella premier Giorgia Meloni, che questa settimana registra un +0,2% rispetto a sette giorni fa, toccando quota 47,6% di consensi. Scende dello 0,1% chi non ha fiducia (47,3%).

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DIRE-TECNÈ: MELONI IN TESTA TRA I LEADER, SEGUE TAJANI 

I leader che godono della maggiore fiducia degli italiani sono Giorgia Meloni e a seguire Antonio Tajani. Al terzo posto c’è Giuseppe Conte, al quarto Elly Schlein. Per la premier la fiducia si attesta al 44,2% (+0,2% rispetto a 7 giorni fa), per il ministro degli Esteri azzurro al 32,2% (+0,2%). Passando all’opposizione Conte gode della fiducia del 31,1% (-0,1%) degli italiani, la segretaria del Pd del 30,1% (+0,1%). Seguono Matteo Salvini con il 29,6% (+0,1%), Maurizio Lupi con il 25,6% (-0,2%), Emma Bonino con il 25,3% (-0,1%). In coda ci sono Carlo Calenda al 19,7% (+0,1%), Angelo Bonelli al 16,3% (-0,1%), Nicola Fratoianni al 15,9% (-0,1%), Matteo Renzi chiude al 14,1% (-0,1%).

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it




Strage di Mestre. L’inchiesta punta al guardrail che non c’era

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Nell’inchiesta aperta per omicidio stradale plurimo per l’incidente di Mestre, dove nella serata di martedì 3 ottobre un pulmann è volato giù da un cavalcavia provocando la morte di 21 persone, i fari sono puntati sul guardrail, che a quanto pare in quel punto mancava. Proprio a settembre erano partiti dei lavori di restauro: un intervento da sette milioni di euro che prevedeva il rinnovamento dell’intero cavalcavia. I lavori, però, erano arrivati a 400 metri dal punto dell’incidente.

LA SCATOLA NERA

Gli inquirenti hanno acquisito la scatola nera dell’autobus, da cui ci si aspetta di avere delucidazioni sulla dinamica. Tra le ipotesi più plausibili c’è quella del malore dell’autista, e conferme in questo senso potrebbero arrivare dall’autopsia: l’uomo, Alberto Rizzotto di 40 anni, è morto nello schianto. Stando a quanto si vede nei video ripresi dalla «Smart control room» del Comune di Venezia non si vedrebbero segni di frenata o contatti con altri veicoli.

LE VITTIME E I FERITI

Le 21 vittime (19 persone ritrovate tra le lamiere e due decedute in ambulanza) sono state tutte identificate: molti sono cittadini stranieri: tra loro nove ucraini, quattro romeni e tre tedeschi. Tra le vittime c’è una donna croata che era in luna di miele ed era incinta di sei mesi e una bimba di poco più di un anno. Nello schianto ci sono stati anche 15 feriti, alcuni in condizioni molto gravi: tra loro ci sono due fratellini austriaci (di 7 e 13 anni) che hanno perso nell’incidente la madre (è morto anche il compagno) e una bambina ucraina di 3-4 anni, ritenuta gravissima, ricoverata al centro Grandi ustionati dell’ospedale di Padova.

ag. dire – www.dire.it




Incidente di Mestre: si ipotizza un malore dell’autista

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vigili del fuoco 1024x561Sono terminati nella notte i lavori di rimozione del bus di linea precipitato ieri sera da un cavalcavia. Il bilancio del gravissimo incidente è di 21 morti, tra cui due minori e 15 feriti (tra questi due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di circa 13 anni e due fratellini). La procura di Venezia ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto e oggi verranno esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente. Tra le prime ipotesi al vaglio, ci sono il possibile malore dell’autista, Alberto Rizzotto di 40 anni anche lui morto nello schianto, e lo scontro con un altro mezzo. I passeggeri a bordo non erano solo italiani: tra questi c’erano anche austriaci, francesi, ucraini e spagnoli. A Venezia oggi bandiere a mezz’asta nelle sedi del Comune in segno di lutto cittadino.

VIABILITÀ RIPRISTINATA

La Centrale operativa della Polizia locale ha fatto sapere che “è stata riaperta via dell’Elettricità in direzione Carbonifera-A57. Restringimento di carreggiata sulla sopraelevata direzione Venezia-Marghera con transito solo sulla corsia di sinistra”. L’azienda veneziana della mobilità AVM su twitter ha scritto che “Dalle ore 06:30 tutte le linee in direzione Marghera tornano su percorso regolare“.

ALL’OSPEDALE DELL’ANGELO SALA DEDICATA A PARENTI VITTIME

La Regione Veneto ha allestito e già attivato all’Ospedale dell’Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata per i parenti delle vittime della tragedia del bus di Mestre. Nell’androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi. In questi minuti sono già molte quelle arrivate all’ospedale. Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese. I parenti sono assistiti da un team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri.

ZAIA: PENSO SARÀ LUTTO NAZIONALE

Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto nel corso di Non Stop News su RTL 102.5 con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per fare il punto sulla situazione. “Partiamo dalla telefonata del responsabile del 118, che quando chiama c’è sempre un problema, ma mai avrei pensato a una cosa del genere: una strage con 21 morti e 15 feriti, tra cui una bambina di un paio d’anni e un adolescente. Fra i feriti, 5 sono in condizioni gravissime. Abbiamo utilizzato 5 ospedali; Treviso ha svuotato il pronto soccorso per accogliere i feriti, mentre l’ospedale centrale di Mestre si è occupato in prima linea del soccorso. Dolo, Mirano e Padova hanno pazienti politraumatizzati. Fra i feriti ci sono anche due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di 12-13 anni e ci sono due fratellini. Tra le nazionalità coinvolte ci sono ucraini, spagnoli, croati e francesi. Questo è solo uno spaccato di quello che era un pullman turistico, un pullman elettrico di recente costruzione nel 2022″, afferma Zaia.

“Lascerei ai tecnici la ricostruzione della dinamica, basandoci sulle testimonianze delle persone in loco, le telecamere di bordo e le videocamere di sorveglianza. Si ipotizza un possibile malore dell’autista, poiché ho visto personalmente cosa può accadere quando una persona si sente male al volante, il che potrebbe spiegare l’incidente del pullman. Gli inquirenti diranno ciò che è accaduto. L’autista è un giovane del mio territorio, una persona conosciuta e stimata”, continua il Presidente a Non Stop News.

“Le salme sono all’obitorio di Mestre, e come sanità abbiamo organizzato un’accoglienza per i parenti, attivando anche un supporto psicologico. Affrontiamo anche la sfida della diversità linguistica, data la provenienza di molte nazioni coinvolte. Ringrazio i soccorritori, soprattutto quelli del settore sanitario, perché il loro intervento è stato tempestivo. Per quanto mi riguarda, ho fatto issare le bandiere a mezz’asta sugli edifici della regione e ho chiesto anche ai sindaci del Vento. È stato proclamato lutto cittadino ma penso che ci stia anche un lutto nazionale. Di fronte a una tragedia come questa, dobbiamo mostrare rispetto per le vittime è fondamentale”, conclude.

ag. Dire – www.dire.it




Tragedia a Mestre, pullman precipita da cavalcavia e si incendia: 21 morti

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Sono 21 i morti e 12 i feriti. E’ stata la prefettura ad aggiornare il numero delle vittime nel tragico incidente avvenuto intorno alle 20 a Mestre, dove un pullman di linea è precipitato da un cavalcavia incendiandosi, sulla bretella che da Mestre porta verso Marghera.

ZAIA: “ALMENO 21 VITTIME, INTERA RETE REGIONALE DELLA SANITÀ AL LAVORO”

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“E’ una tragedia dalle enormi proporzioni: il bilancio, provvisorio, parla di almeno 21, vittime e di più di 20 persone ricoverate negli ospedali del Veneto molte delle quali in gravissime condizioni. Purtroppo l’incidente ha coinvolto anche alcuni minori. È stata immediatamente attivata l’intera rete del SUEM 118 del Veneto. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Mestre, Mirano, Padova e Treviso. Sono state impiegate più di 20 ambulanze e sul posto è stato fatto convergere anche l’elisoccorso di Treviso. Le vittime ed i feriti sono di varie nazionalità, non solo italiani: sono ancora in corso le operazioni di estrazione e riconoscimento delle salme, ad opera dei Vigili del Fuoco, della Questura e dei sanitari, che ringrazio per i loro sforzi”, rende noto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Esprimo sin da ora il cordoglio dell’intera Regione Veneto a tutte le famiglie che in queste ore stanno vivendo un pesantissimo lutto o sono provate dalle condizioni dei loro cari feriti. Ho chiesto all’intera nostra sanità di mettere in campo ogni risorsa possibile per prestare il massimo dell’assistenza”, termina il Presidente.

ag. Dire – www.dire.it




Il MAIE Europa in congresso a Bruxelles

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romagnoli europaAppuntamento di grande importanza oggi per il MAIE Europa che, a Bruxelles, a partire dalle ore 11 locali, terrà il suo Congresso.

Saranno presenti, con il coordinatore del Movimento per l’Europa, l’Onorevole Massimo Romagnoli, il presidente del MAIE, Ricardo Merlo, il Sen. Mario Borghese, l’On. Franco Tirelli, l’On. Antonio Tasso e circa 200 invitati di vari Paesi europei, tra cui i presidenti e i consiglieri del Maie presenti nei Comites del vecchio continente, cui si aggiungeranno rappresentanti delle associazioni italiane vicine al Movimento, dei Patronati e delle Camere di Commercio.

L’evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook dell’Onorevole Romagnoli: https://www.facebook.com/profile.php?id=100095382125821

Ai congressisti, al presidente Merlo, all’Onorevole Romagnoli, al Senatore Borghese, al Deputato Tirelli, il vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, nell’impossibilità di parteciparvi, ha inviato un significativo messaggio di saluto nel quale afferma:

foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“Sono immensamente dispiaciuto di non poter essere con voi in questo giorno che cambierà, in Europa, il modo di fare associazionismo e le strategie per capire e risolvere le problematiche delle varie comunità Italiane che vivono al di fuori dei confini del nostro Paese.

 Il MAIE è l’unica associazione, nata all’ estero, per le comunità Italiane che non risiedono nella nostra Patria ed è presente ormai da 20 anni nel nostro Senato e nel nostro Parlamento.

Essere MAIE significa soprattutto far crescere e dare spazio alle comunità Italiane all’estero, promuovere leggi per far sì che la spinta di quasi 56 milioni di Italiani che risiedono oltre confine porti beneficio in Italia attraverso le nostre aziende e alle stesse comunità. Non dimentichiamo, infatti, che i veri Ambasciatori delle Italianità siamo noi che viviamo lontano dal nostro Paese.

Attraverso chi, come l’amico Massimo, assume questo impegno come una missione, il risultato diventerà  sempre positivo. Spingere sulle nostre comunità all’estero è la naturale evoluzione dell’Italia da un punto di vista della crescita economica. Come abbiamo ribadito nel passato congresso MAIE in Centro America, cui hanno partecipato tutti i componenti e i coordinatori di 9 Paesi differenti, “l’apporto economico che danno le comunità Italiane all’estero promuovendo i prodotti nazionali è pari, tutti gli anni, all’importo di una manovra finanziaria del governo”.

Sono sicuro che, con la guida dell’Onorevole Romagnoli, il MAIE in Europa diventerà la punta di lancia del nostro associazionismo e il punto di riferimento delle varie comunità Italiane”.




La Regione ai veneti nel mondo: “Tornate a lavorare qui”

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viaggi viaggiare bagagli valigia partire scaled e1620654493730Potrebbero essere una risorsa importante e aiutare il Veneto a fronteggiare il problema stringente della carenza di manodopera. Insomma, “forze nuove” da riportare a casa. Chi? Gli oriundi, ovvero i discendendi dei veneti emigrati all’estero che sono rimasti a vivere nel nuovo paese. L’idea di lanciare un appello ai giovani fdiscendenti dei veneti nel mondo è delll’assessore regionale al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, che da un po’ di tempo a questa parte medita su questa idea. E un mese fa ha incontrato il presidente dei Veneti nel mondo per coinvolgerlo nella cosa. Oggi il tema è stato proposto, intanto, ieri, nella prima giornata di lavori della tre giorni della Consulta dei Veneti nel mondo a Vicenza.

“SIAMO A DISPOSIZIONE PER ACCOGLIERE GLI ORIUNDI CHE VOGLIANO TORNARE”

“I Veneti nel mondo rappresentano un valore importante per la nostra regione e cinque milioni di discendenti dei veneti oggi residenti fuori dall’Italia sono una risorsa molto importante a tanti livelli. Uno di questi è il lavoro. Un mese fa insieme all’assessore Donazzan abbiamo incontrato il presidente dei Veneti nel mondo Aldo Rozzi Marin per discutere il tema della possibilità di coinvolgere l’associazione, informando le comunità dei nostri oriundi che in Veneto, nella loro terra di origine, siamo a disposizione per accogliere giovani che volessero venire a lavorare qui”. Lo dice l’Assessore regionale ai flussi migratori Cristiano Corazzari che ieri mattina ha partecipato alla giornata di apertura dei lavori della Consulta dei Veneti nel mondo e il contestuale Meeting del Coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti residenti all’estero, in programma a Vicenza fino a domani.

L’OBIETTIVO È “RIPORTARE FORZE NUOVE IN ITALIA“

“Auguro buon lavoro alla Consulta dei Veneti nel mondo e al Coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti residenti all’estero- dichiara l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan- confido sia l’occasione per affrontare il tema del possibile ritorno in patria dei discendenti degli oriundi veneti, in particolare dei giovani. In occasione dell’incontro che abbiamo fatto con il collega Corazzari ho anticipato la volontà di aprire un ragionamento per riportare forze nuove in Italia, rivolgendoci prioritariamente ai Veneti nel mondo. La carenza di manodopera è un problema serio e questa è una via utile da percorrere”.

Donazzan ha anche già dato mandato a Veneto Lavoro “di valutare la possibilità di aprire sportelli online dedicati alle nazioni in cui sono presenti i Veneti nel mondo. Potremmo ragionare su sportelli lavoro che possano diventare punti di riferimento per fornire le richieste delle nostre aziende ai discendenti degli oriundi veneti. L’obiettivo è quello di cercare di costruire un flusso regolare tra paesi di partenza e Italia, nello specifico del Veneto”.

ag Dire – www.dire.it




L’Italia chiede “tempo” per esaminare l’ultima proposta sul patto europeo sull’immigrazione

el acuerdo sobre la ultima pieza del pacto migratorio se retrasa tras el desmarque de italia 800x450

el acuerdo sobre la ultima pieza del pacto migratorio se retrasa tras el desmarque de italia 800x450I negoziati sull’ultimo pezzo ancora da concordare del Patto europeo su migrazione e asilo tra gli Stati membri dell’UE hanno subito una pausa questo giovedì, quando tutto lasciava presagire un accordo imminente, dopo il passo indietro dell’Italia, un paese che non era convinto da alcune modifiche introdotte nella proposta.

Il ministro degli Interni spagnolo ad interim, Fernando Grande-Marlaska, il cui Paese presiede l’UE questo semestre, ha assicurato al termine della riunione che restano solo alcune “sfumature” ed è convinto che l’accordo si realizzerà “nei prossimi giorni .” in ogni caso “prima” del prossimo vertice Ue di Granada, che si svolgerà il 6 ottobre, preceduto il giorno prima da un altro della Comunità politica europea.

Ha insistito sul fatto che esiste un sostegno “maggioritario” alla proposta presentata sul Regolamento anti-crisi, che stabilisce le regole da applicare in situazioni di flussi massicci di migranti e prevede risposte di solidarietà “à la carte” e deroghe alle norme generali sull’asilo.

Grande-Marlaska non ha specificato i paesi che danno questo sostegno ma ha assicurato che “si tratta di una grande maggioranza” e ha aggiunto che l’obiettivo è sempre “che la maggioranza sia sempre di più” e che “si sta facendo tutto il possibile per concluderlo in questo modo.” , perché ci rende tutti più forti.

Anche la commissaria europea agli Interni, Ylva Johansson, ha insistito nella conferenza stampa al termine della riunione che “non ci sono grossi ostacoli” e che “avremo una decisione formale tra pochi giorni” e ha ricordato che l’accordo sulla normativa sulle situazioni di emergenza crisi “non era all’ordine del giorno oggi”.

L’ultimo testo presentato giovedì ha avuto il sostegno di Germania e Francia, ma Polonia e Ungheria si sono opposte durante un dibattito pubblico.

L’Italia, che non è intervenuta nel dibattito svoltosi in Consiglio, non ha ritenuto chiara la proposta presentata e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi (nella foto), ha lasciato prematuramente la riunione per Roma.

Le modifiche introdotte si riferiscono, secondo i media italiani, all’eliminazione della possibilità di abrogare le norme sulle condizioni di accoglienza in caso di arrivi massicci di immigrati, cosa che l’Italia vuole e che è stata finalmente eliminata dal testo, nonché le disposizioni relative alle operazioni di aiuto umanitario delle ONG.

Fonti diplomatiche hanno precisato che non si tratta di un disaccordo di fondo ma piuttosto di questioni interne all’Italia che dovrebbero essere risolte a breve, è questione di “giorni”.

La proposta sarà inviata agli ambasciatori permanenti (Coreper) e una volta confermata l’esistenza di una maggioranza qualificata che sostiene il testo, l’accordo potrebbe essere formalizzato e il passo successivo sarebbe l’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo.

 

 




Mattarella a Marzabotto per non dimenticare

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a57fc9c78154606eaf0561e23f3ae14b“A Marzabotto e nei territori che cingono Monte Sole, 79 anni or sono, si toccò l’abisso della barbarie e della disumanità. Centinaia e centinaia di persone inermi furono braccate per giorni e uccise dalle truppe naziste, con la complicità di fascisti locali. Non ci fu alcuna pietà per bambini, donne, anziani, disabili, religiosi.

Le vicende della Guerra stavano costringendo gli occupanti ad arretrare e fu allora, in quei terribili mesi, che la vile ideologia dell’annientamento dispiegò tutti i suoi orrori. La memoria di questo eccidio, tra i più sanguinosi del Secondo Conflitto mondiale, costituisce una delle pietre angolari della nostra Costituzione e dell’anima dell’Europa, basata sulla promessa di pace che i popoli e gli Stati del Continente si sono scambiati dopo aver riconquistato la libertà.

Libertà e democrazia hanno ricevuto forza qui, da così tanto dolore, e trovano alimento soltanto in una civiltà che sappia rispettare la vita, la persona, il diritto, capace di promuovere uguaglianza e giustizia. Su questo tessuto sono state edificate nuove Istituzioni e si è avviato il processo di integrazione europea: un patrimonio comune da preservare, potenziare e perpetuare, con tanta più determinazione, proprio adesso che la guerra è tornata drammaticamente a insanguinare il Continente.

Le nostre comunità e le nostre terre hanno conosciuto fin dove possano spingersi l’atrocità del male e la negazione della dignità umana. Esserne consapevoli è condizione per dire “mai più” e divenire protagonisti di un domani migliore”.
Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anniversario dell’eccidio di Marzabotto.




Alessandria. La mattanza di un uomo tranquillo

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downloadUn ingegnere colto e brillante, senza problemi apparenti, ha reciso la gola alla suocera, presso la RSA che la ospitava, suicidandosi poco dopo. Due ore prima, a casa  aveva assassinato moglie e figlio 

Martino Benzi era un ingegnere informatico 67enne, laureato al Politecnico di Torino. si occupava della realizzazione di siti web. Un mattino come tanti, Martino si alza dal letto ma la prima cosa che fa non è la colazione. Taglia la gola con un coltello, alla moglie Monica Berta -dieci anni in meno di lui-   poi si reca nella camera del figlio diciassettenne Matteo a cui infligge lo stesso trattamento. Probabilmente l’aggressione non è avvenuta durante la notte

Al termine della mattanza, l’ingegnere si lava e si cambia per recarsi alla casa di riposo Madre Michel, a pochi chilometri da Alessandria, dove Benzi abitava con la famiglia. La suocera Carla Schiffo di 78 anni, è ospite presso quella struttura. Nessuno sospetta alcunché, Carla riceve la visita di un parente. Anzi quando lo vede, esclama “Oh il mio Martino!” I due passeggiano come al solito nel giardino della casa di riposo, si siedono  su una panchina. Poi l’uomo repentinamente recide la giugulare dell’anziana, con la lama di un rasoio. Infine si toglie  la vita allo stesso modo.

Sono quasi le dieci del mattino, quando questa tragedia familiare termina. Martino Benzi aveva iniziato a uccidere due ore prima. Naturalmente nessuno lo sa, ma i carabinieri che intervengono sulla scena del crimine presso la casa di riposo, trovano un biglietto nell’impermeabile dell’ingegnere, c’è scritto Andate a casa, troverete i cadaveri di  mia moglie e di mio figlio. Purtroppo quando i carabinieri sfondano la porta dell’appartamento di via Lombroso 6 ad Alessandria, scoprono che è tutto vero. Matteo è riverso sul pavimento della camera da letto, trucidato da diverse coltellate. La madre è nella stanza accanto e ci sono segni di colluttazione. 

In cucina un altro biglietto Li ho uccisi io, alle 7.10. Ho ucciso prima Matteo e poi Monica. Sono rovinato, ho distrutto la mia famiglia, che amavo più di ogni altra cosa.

Ovviamente l’unica domanda che risuona in questo momento è sapere cosa ha spinto un uomo pacato, dicono particolarmente intelligente e colto, a compiere  un gesto così efferato?

Perché ha risparmiato la madre 93enne e i suoi due fratelli, che abitano a poca distanza da Alessandria?

Giuseppe Folchini