Farnesina al lavoro per gli italiani in Israele

“Al lavoro per cercare di aiutare i connazionali bloccati in Israele a rientrare in Italia. La loro sicurezza è la priorità più assoluta del Governo”. È quanto ha assicurato questa mattina con un post su Twitter il ministrio degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
A partire dalla mattina di sabato, 7 ottobre, si sono infatti verificati diversi attacchi missilistici e incursioni via terra da parte di gruppi armati di Hamas in Israele, che ha a sua volta dichiarato lo stato di guerra. In risposta agli attacchi di Hamas, Israele ha inviato una colonna di tank verso Gaza e ha lanciato un diluvio di bombe sulla Striscia. Scontri si registrano al confine. Intanto questa mattina il bilancio dei morti israeliani è di oltre 700; 2.500 i feriti, moltissimi gravi. Ci sarebbero 750 dispersi e almeno 100 sarebbero gli ostaggi nelle mani di Hamas. Tra loro americani e tedeschi. Sul fronte palestinese le vittime sarebbero 413, i feriti 2.200.
Il vice presidente del Consiglio Tajani, immediatamente informato, si è messo in costante contatto con l’Unità di Crisi e l’Ambasciata d’Italia in Israele per monitorare gli sviluppi della situazione e ha invitato i connazionali residenti in Israele alla massima prudenza.
“Il Governo condanna con la massima fermezza gli attacchi a Israele”, ha detto Tajani. “Sono a rischio la vita delle persone, la sicurezza della regione e la ripresa di qualsiasi processo politico. Hamas cessi subito questa barbara violenza. Sosteniamo il diritto di Israele ad esistere e difendersi”.
L’Ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme sono mobilitati e pienamente operativi per fornire assistenza ai connazionali presenti nelle aree interessate.
La Farnesina ha inoltre invitato i connazionali presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata italiana a Tel Aviv (tel. +972 54 8803940), al Consolato Generale a Gerusalemme (tel. +972 505 327166; +972547688399) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225).
Resta come sempre l’invito ai connazionali in Israele a scaricare e attivare la App “Unità di Crisi”, compresa la funzione di geolocalizzazione. In alternativa è disponibile anche il sito www.dovesiamonelmondo.it.
L’Ambasciata ha reso noto che i collegamenti aerei da e verso Israele stanno subendo variazioni a seconda delle compagnie. La maggior parte dei voli delle compagnie El Al e Israir sono operativi. La stessa Ambasciata raccomanda comunque di non spostarsi dai luoghi sicuri e di non raggiungere l’aeroporto Ben Gurion se sprovvisti di biglietto aereo confermato.
Sono stati inoltre temporaneamente chiusi i tre attraversamenti terrestri della frontiera con la Giordania.
Ai connazionali presenti in aree limitrofe alla Striscia di Gaza e nel Golan e nelle aree più vicine le autorità italiane raccomandano di seguire con particolare attenzione le indicazioni di sicurezza suggerite dallo “Home Front Command” israeliano (pagina https://youtu.be/ec7P_RKgHfI?feature=shared con i consigli su aree protette; sito internet www.oref.org.il che può essere consultato, per motivi di sicurezza, solo nel territorio israeliano).
Nella giornata di ieri, domenica 8 ottobre, il ministro Tajani ha avuto una serie di colloqui con i principali partner internazionali e della regione per discutere della situazione in Israele.
Con il segretario di Stato americano Blinken e gli altri membri del Quintetto (Francia, Germania, Regno Unito e Unione Europea), il ministro Tajani ha sottolineato la necessità di lavorare in stretto coordinamento per favorire una de-escalation e impedire che il conflitto si estenda nella regione, aggiungendo che “in ogni caso Israele ha diritto a difendersi”.
Un concetto ribadito nel contatto telefonico odierno con il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, cui è stata espressa la piena solidarietà del Governo italiano e la più ferma condanna dell’aggressione.
Tajani ha poi condiviso con l’omologo egiziano Sameh Shoukry il sostegno a tutte le iniziative diplomatiche di mediazione, riconoscendo un ruolo primario del Cairo in tal senso e auspicando la possibile istituzione di corridoi umanitari per la liberazione dei prigionieri detenuti a Gaza, in particolare bambini, donne e anziani. Proprio per proseguire l’azione diplomatica di dialogo con tutti i partner della Regione mediterranea e medio-orientale, Tajani si recherà in Egitto mercoledì e giovedì per incontrare le massime autorità del Paese.
Sulla stessa linea la conversazione avuta in serata con Ayman Safadi, vice primo ministro e ministro degli Esteri della Giordania, un Paese che può svolgere un ruolo fondamentale nell’opera di contenimento del conflitto.
Anche il Comites di Tel Aviv, contattato dall’Ambasciata, si è attivato in favore dei connazionali, aprendo uno Sportello di Supporto Psicologico per chi avesse bisogno di aiuto per affrontare l’attuale situazione. (aise)















Sono terminati nella notte i lavori di rimozione del bus di linea precipitato ieri sera da un cavalcavia. Il bilancio del gravissimo incidente è di 21 morti, tra cui due minori e 15 feriti (tra questi due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di circa 13 anni e due fratellini). La procura di Venezia ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto e oggi verranno esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente. Tra le prime ipotesi al vaglio, ci sono il possibile malore dell’autista, Alberto Rizzotto di 40 anni anche lui morto nello schianto, e lo scontro con un altro mezzo. I passeggeri a bordo non erano solo italiani: tra questi c’erano anche austriaci, francesi, ucraini e spagnoli. A Venezia oggi bandiere a mezz’asta nelle sedi del Comune in segno di lutto cittadino.


Appuntamento di grande importanza oggi per il MAIE Europa che, a Bruxelles, a partire dalle ore 11 locali, terrà il suo Congresso.
“Sono immensamente dispiaciuto di non poter essere con voi in questo giorno che cambierà, in Europa, il modo di fare associazionismo e le strategie per capire e risolvere le problematiche delle varie comunità Italiane che vivono al di fuori dei confini del nostro Paese.
Potrebbero essere una risorsa importante e aiutare il Veneto a fronteggiare il problema stringente della carenza di manodopera. Insomma, “forze nuove” da riportare a casa. Chi? Gli oriundi, ovvero i discendendi dei veneti emigrati all’estero che sono rimasti a vivere nel nuovo paese. L’idea di lanciare un appello ai giovani fdiscendenti dei veneti nel mondo è delll’assessore regionale al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, che da un po’ di tempo a questa parte medita su questa idea. E un mese fa ha incontrato il presidente dei Veneti nel mondo per coinvolgerlo nella cosa. Oggi il tema è stato proposto, intanto, ieri, nella prima giornata di lavori della tre giorni della Consulta dei Veneti nel mondo a Vicenza.
I negoziati sull’ultimo pezzo ancora da concordare del Patto europeo su migrazione e asilo tra gli Stati membri dell’UE hanno subito una pausa questo giovedì, quando tutto lasciava presagire un accordo imminente, dopo il passo indietro dell’Italia, un paese che non era convinto da alcune modifiche introdotte nella proposta.
“A Marzabotto e nei territori che cingono Monte Sole, 79 anni or sono, si toccò l’abisso della barbarie e della disumanità. Centinaia e centinaia di persone inermi furono braccate per giorni e uccise dalle truppe naziste, con la complicità di fascisti locali. Non ci fu alcuna pietà per bambini, donne, anziani, disabili, religiosi.