Meloni e Macron parlano di migranti e di economia

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imagoeconomica 1928832 1536x1024Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto a Palazzo Chigi un lungo e cordiale incontro con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

I due leader hanno discusso delle principali tematiche internazionali, con particolare attenzione alla gestione del fenomeno migratorio e alle priorità economiche europee in vista del Vertice ‘Med 9’ di venerdì a Malta e del Consiglio Europeo informale di settimana prossima a Granada.




Funerali di Stato per l’ex presidente Napolitano

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napolitanoLe bandiere di Montecitorio e Palazzo Madama sono a mezz’asta in segno di lutto per la scomparsa di Giorgio Napolitano. Il sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano ha disposto che per il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano si celebrino i funerali di Stato. Sarà inoltre dichiarato lutto nazionale. “A seguito del decesso del presidente emerito della Repubblica senatore di diritto e a vita Giorgio Napolitano si dispone, dal 22 settembre 2023 fino al giorno della celebrazione delle esequie di Stato, l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale e sulle sedi delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero. Il giorno delle celebrazioni delle esequie di Stato sarà dichiarato lutto nazionale”.

MATTARELLA: PROFONDAMENTE ADDOLORATO, LA REPUBBLICA GLI È GRATA

“La sua morte mi addolora profondamente e, mentre esprimo alla sua memoria i sentimenti più intensi di gratitudine della Repubblica, rivolgo ai familiari il cordoglio dell’intera nazione”.
Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricorda così il suo predecessore:
“Nella vita di Giorgio Napolitano si specchia larga parte della storia della seconda metà del Novecento, con i suoi drammi, la sua complessità, i suoi traguardi, le sue speranze. Dalla frequentazione, negli anni giovanili, dello stimolante ambiente culturale napoletano, all’adesione alla causa antifascista e del movimento comunista, all’impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle classi sociali subalterne, sino poi alla convinta opera europeistica e di rafforzamento dei valori delle democrazie, il presidente Napolitano ha interpretato significative battaglie per lo sviluppo sociale, la pace e il progresso dell’Italia e dell’Europa”. Ancora, continua Mattarella: “Membro del Parlamento Europeo, e Presidente della sua Commissione Affari costituzionali, promosse il rafforzamento delle istituzioni comunitarie per un’Europa sempre più autorevole e unita. Eletto alle più alte magistrature dello Stato, Presidente della Camera dei Deputati, Senatore a vita, Presidente della Repubblica per due mandati, ha interpretato con fedeltà alla Costituzione e acuta intelligenza il ruolo di garante dei valori della nostra comunità, con sentita attenzione alle istanze di rinnovamento presenti nella società. Votato alla causa dei lavoratori, inesauribile fu la sua azione per combattere la spirale delle morti sul lavoro”.

MELONI: ALLA FAMIGLIA UN PENSIERO E LE PIÙ SENTITE CONDOGLIANZE

Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, esprime cordoglio, a nome del Governo italiano, per la scomparsa del Presidente emerito della Repubblica, sen. Giorgio Napolitano. Alla famiglia un pensiero e le più sentite condoglianze. Cosi’ una nota di Palazzo Chigi.

PAPA: NE HO APPREZZATO L’UMANITÀ E LA LUNGIMIRANZA

“Gentile signora Clio Bittoni Napolitano, la scomparsa di suo marito, senatore Giorgio Napolitano, ha suscitato in me sentimenti di commozione e al tempo stesso di riconoscenza per questo uomo di stato che, nello svolgimento delle sue alte cariche istituzionali, ha manifestato grandi doti di intelletto e sincera passione per la vita politica italiana, nonchè vivo interesse per le sorti delle nazioni. Conservo grata memoria degli incontri personali avuti con lui, durante i quali ne ho apprezzato l’umanità e la lungimiranza nell’assumere con rettitudine scelte importanti, specialmente in momenti delicati per la vita del paese, con il costante intento di promuovere l’unità e la concordia in spirito di solidarietà, animato dalla ricerca del bene comune. Desidero esprimere a lei, ai figli e ai familiari la mia vicinanza, assicurando il ricordo nella preghiera. Nel porgere le mie condoglianze, invoco su di lei e sulle persone care la consolazione del cuore”. Cosi’ Papa Francesco in un telegramma di cordoglio per la scomparsa del presidente emerito della repubblica italiana Giorgio Napolitano, inviato alla signora Clio Bittoni Napolitano.

SCHLEIN: PERDIAMO UN PROTAGONISTA DELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE

Addio al Presidente Giorgio Napolitano. Perdiamo un protagonista della storia del nostro Paese, che dal Colle l’ha guidato a lungo in momenti difficili. La sua visione e la sua fervida convinzione europeista hanno contribuito a segnare la vocazione all’apertura e alla cooperazione dell’Italia, indicando una via di integrazione che va ancora proseguita. Tutta la comunità democratica si stringe affettuosamente alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento di doloroso cordoglio” Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

METSOLA: FERVENTE SOSTENITORE DI UN’ITALIA FORTE IN EUROPA

“Da Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano richiamava alla ‘corresponsabilità internazionale per assicurare la pace’. Un richiamo oggi più forte che mai. Fervente sostenitore di un’Italia forte in Europa come membro del Parlamento europeo. Riposi in pace”. Lo scrive su X la presidente del parlamento europeo Roberta Metsola.

TAJANI: PROTAGONISTA DELLA STORIA POLITICA ITALIANA

“Sono profondamente rattristato per la morte di Giorgio Napolitano. Abbiamo lavorato per anni insieme al Parlamento europeo. Non condividevo le sue idee, ma lo considero un importante protagonista della storia politica italiana. Sono vicino alla sua famiglia”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani.

CROSETTO: CORDOGLIO DI TUTTA LA DIFESA

“Esprimo il mio profondo cordoglio, quello del Ministero della Difesa e di tutto il personale delle Forze Armate per la scomparsa del Presidente emerito della Repubblica italiana e Senatore a vita Giorgio Napolitano. Desidero estendere le più sentite condoglianze alla sua famiglia e agli affetti più cari”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

VON DER LEYEN: GRANDE STATISTA CON UN FORTE CUORE EUROPEO

“Piango la scomparsa dell’ex Presidente d’Italia Giorgio Napolitano. Un grande statista italiano, con un forte cuore europeo. È stato un’ancora di stabilità per il suo paese in tempi difficili, profondamente convinto che un’Europa unita fosse nell’interesse dei suoi cittadini”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

ag. dire – www.dire.it




È morto Giorgio Napolitano. Fu due volte Presidente della Repubblica

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All’età di 98 anni è morto il Presidente emerito Giorgio Napolitano. Se n’è andato il ‘comunista preferito’ di Henry Kissinger, il ‘Re Giorgio’ del New York Times, l’undicesimo presidente della Repubblica italiana con il primato del secondo mandato. Aveva compiuto 98 anni il 29 giugno scorso festeggiati con i 70 anni di vita passati nelle istituzioni della Repubblica.

Era entrato alla Camera per la prima volta nel 1953, è morto senatore a vita, come tutti i presidenti emeriti. La sua biografia è tutta e solo incentrata nel servire lo Stato e le istituzioni, a partire dalla scelta dell’Università: Giurisprudenza alla prestigiosa Federico II di Napoli, dove si laurea nel 1947 a soli 22 anni. Era già comunista da due anni, dopo essere passato, come molti universitari di quell’epoca, dal Guf (gruppo universitario fascista). Il liceo classico, fra Napoli e Padova, gli aveva invece regalato l’interesse per la cultura, soprattutto per il teatro. Erano gli anni giovanili nella sua Napoli, vissuti in una famiglia nobile e colta, con il padre Giovanni, avvocato liberale, intellettuale e poeta, e la madre Carolina Bobbio discendente dall’aristocrazia piemontese trapiantata poi nel capoluogo partenopeo.

Cresce quindi a pane, cultura e diritto il ‘galantuomo’ Giorgio ma da quando, ancora universitario, sceglie il Partito comunista, la vita sarà per lui solo e sempre politica, senza deviazioni, senza ripensamenti. Inanella vari primati, a partire dal 1978: fu il primo dirigente del Pci ad ottenere il visto per andare negli Stati Uniti d’America di Jimmy Carter, dove svolse con successo una serie di conferenze. Ma il primato che lo consegna alla storia è quello della sua elezione a presidente della Repubblica, il 10 maggio 2006: con lui, primo comunista al Colle, si compie il definitivo traghettamento dell’ex Pci, con tutte le sue declinazioni post ‘Bolognina’ (la sezione dove l’allora segretario Achille Occhetto annunciò la svolta che portò al cambio del nome del partito, ndr), nelle istituzioni democratiche. Ancora, fu Napolitano il primo presidente del secondo mandato, con la storica rielezione al Quirinale il 20 aprile 2013. Ed è stato anche il presidente più longevo, dopo Ciampi che morì a 96 anni.

L’approdo al Quirinale è solo l’ultimo e più prestigioso scranno istituzionale per Napolitano, dopo dieci legislature, due anni da presidente della Camera, dal ’92 al ’94, due da ministro dell’Interno dal ’96 al ’98 con il governo Prodi e quasi dieci anni – a partire dal 1989 – da europarlamentare, dove ha presieduto la strategica commissione Affari costituzionali.

Tutto questo da ex comunista e non a caso lo ha potuto fare lui. Il Pci lo candida nel 1953 e nel 1956 è già membro del Comitato centrale, proprio l’anno della repressione sovietica dei moti di Ungheria, condannati senza appello dal partito. Napolitano si allinea, motivando la sua posizione in nome del pericolo di un acuirsi della guerra fredda e di una conseguente instabilità in Europa. Ma negli anni seguenti rivide quella posizione attaversando il ‘grave tormento autocritico’ che lo condusse poi ad abbracciare fin dai primi anni 60 la corrente migliorista di Giorgio Amendola con cui mette a fuoco le sue ‘personali, profonde e dichiarate revisioni’ che lo porteranno a guardare più alla socialdemocrazia europea che al vecchio Pci.

Perché, come disse suggellando le sue scelte riformiste in anni in cui non era facile per un dirigente del Pci, ‘la mia storia non è rimasta uguale al punto di partenza’. Tanto da agevolarne il destino da uomo delle istituzioni, pur avendo dato molto al partito, come responsabile cultura dal 1966, poi della politica economica dal ’76 al ’79 e dal 1986 si attesta sulla politica estera, facendo valere la sua ‘piena e leale’ solidarietà agli Usa e alla Nato. Incarichi di prestigio ma i rapporti con i ‘compagni’ furono anche tempestosi quando il Pci resisteva nelle sue posizioni massimaliste. Napolitano apprezzò e sostenne il Berlinguer della ‘solidarietà nazionale’, quello delle aperture alla Dc, ma lo contestò duramente nella fase successiva di acceso conflitto con il Psi. Invece, proprio alla ‘sinistra larga’ guardava Napolitano, una sinistra di governo con i socialisti. Così divenne una garanzia per le altre forze politiche che ne agevolarono il passaggio agli incarichi istituzionali, prima da presidente della Camera e poi da Capo dello Stato, contro il suo stesso partito che nel 2006 aveva candidato al Colle Massimo D’Alema.

Il Napolitano delle istituzioni perde ogni connotato del militante, sposa la Costituzione, l’Europa, l’atlantismo, diventa il ‘my favourite comunist’ di Kissinger che gli consegna il suo ‘Premio’ a Berlino nel 2015 ‘in riconoscimento degli straordinari contributi al consolidamento dell’integrazione e della stabilità europea’.

Il contesto politico che deve affrontare il ‘re Giorgio’ asceso alle più alte cariche istituzionali agevola e consolida la sua postura da uomo di Stato: i due anni della presidenza della Camera furono quelli dell’esplodere di Tangentopoli e dei partiti, che erano stati la cornice esistenziale oltre che politica, del suo campo di azione. La prima Repubblica da allora viene stravolta e distrutta. Napolitano arriva al Colle in questo clima e con lui prestano giuramento cinque presidenti del Consiglio del calibro di Berlusconi, Monti, Prodi, Letta e Renzi, in anni difficili in cui il Capo dello Stato interpreta il suo ruolo come argine all’antipolitica, con alcune costanti bussole: essere il presidente di tutti gli italiani, garantire la governabilità, agevolare il processo delle riforme. Arbitro ma anche giocatore, passaggi contestati a destra, per non aver preso posizione a favore del Cavaliere di Arcore e a sinistra per averlo tutelato troppo, come con lo ‘scandalo’ del lodo Alfano, che disponeva la sospensione dei processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, dei presidenti delle Camere e del presidente del Consiglio, lodo che nel 2008 ottenne la firma del Quirinale, cui seguì poi la bocciatura della Corte costituzionale.

L’operazione Monti, con cui Napolitano blindò la legislatura, divenne per i forzisti il ‘grande complotto’, il golpe con la Merkel per cacciare Berlusconi, e minacciarono la messa in stato d’accusa. Presentata poi nel gennaio 2014 da Grillo e le sue stelle che imputavano al Quirinale ‘l’espropriazione della funzione legislativa del Parlamento’. Non se ne fece nulla, un mese dopo la richiesta fu archiviata.

Per Marco Travaglio che, insieme ai grillini fu suo acerrimo accusatore, Napolitano era antropologicamente contrario alle elezioni’ per un suo disegno personale di agevolare ‘le larghe intese nell’interesse delle grandi autorità europee’ di cui era garante. Di contro, il prestigio internazionale nei suoi confronti cresceva sempre, con Obama fra i più convinti estimatori. Il politologo Carlo Galli gli attribuì l’inizio del ‘presidenzialismo dell’autorevolezza’, qualche anno prima il ‘New York Times’ lo aveva incoronato ‘Re Giorgio’, per la ‘sontuosa difesa delle istituzioni’.

Seguendo le sue bussole, riforme e governabilità, in nome della realpolitik di cui entrambi erano fortemente dotati, Napolitano, pur essendone anche antropologicamente agli antipodi, agevolò l’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi sollecitandogli quelle riforme che poi costarono al fiorentino l’uscita di scena da Palazzo Chigi.

Un altro momento critico della presidenza Napolitano fu quell’aspro scontro che lo portò nel 2012 a sollevare dinanzi alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato contro la Procura di Palermo per l’intercettazione telefonica all’ex ministro dell’Interno Mancino in conversazioni con il Presidente della Repubblica, nell’ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia: fu un momento di grande amarezza, che scatenò politici e opinione pubblica.

Ma alla fine del settennato, quando si trattò di individuare il successore per il Quirinale, la classe politica, compresa quella che non lo aveva amato, avvitandosi nell’impossibilità di scegliere, fu costretta a chiedergli di restare inaugurando la prassi del secondo mandato. Fu l’occasione per misurare l’autentica statura di uomo di Stato di Napolitano che, nel memorabile discorso per il secondo mandato del 20 aprile 2013, li ‘maltrattò’ stigmatizzandone l’inconcludenza, sottolineandone ‘i guasti, le omissioni, le irresponsabilità’. Ma si commosse anche, il presidente, rivelando la sua natura più profonda: ‘Ho ritenuto di non poter declinare’ l’appello a restare, ‘mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del Paese’, disse con la voce rotta e le lacrime agli occhi. In un’atmosfera surreale in cui lui attaccava e i ‘colpiti’ applaudivano sempre più forte. ‘Questo richiamo non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme’… e giù applausi, come flagellanti che invece di frustarsi agitavano le mani.

L’uscita di scena di Napolitano è stata in punta di piedi. Come annunciato già nel discorso di fine anno del 2014, lascia il 14 gennaio 2015, aprendo la strada alla stagione di Mattarella che, sette anni dopo, dovrà replicare il bis.

Ancora presente come senatore a vita, nel suo stile, finché la salute glielo ha consentito, Napolitano ha sostenuto con un messaggio la scelta di Mattarella di incaricare Mario Draghi nel 1921, non potendo essere in Aula. Aveva già subito il primo di due interventi importanti, all’aorta nel 2018 e all’addome nel 2022, che ne minarono la salute. Fino al lungo ricovero degli ultimi mesi, trascorsi in silenzio accanto alla famiglia. La moglie Clio, sempre al suo fianco dai tempi dell’Università, e sposata nel 1959, divenne presto popolare per la sua avversione ai protocolli: resta storica quella fila che fece alle Scuderie del Quirinale per vedere la mostra su Vermeer. Ha affiancato il presidente con piglio autorevole di moglie protettiva e gli è rimasta al fianco fino alla fine con i due figli Giovanni e Giulio.

Napolitano ha lasciato in silenzio la scena politica e anche la vita, con le forze dell’ordine a presidiare la sua riservatezza di sempre davanti alla clinica dove ha vissuto gli ultimi giorni. L’uomo non si è mai rivelato, coperto dal politico, dalla guida istituzionale che è sempre sembrata la sua unica identità. E’ stato il presidente del Senato Ignazio La Russa ricordandolo in Aula il giorno del suo ultimo compleanno, a tratteggiarne anche il migliore epitaffio: Giorgio Napolitano ha rappresentato ‘il testimone di una cultura che si fa politica e di una cultura politica che si fa istituzione’.

agenzia Dire – www.dire.itgiorgio napolitano 1 1




Il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

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22gmgr“I flussi migratori dei nostri giorni sono espressione di un fenomeno complesso e articolato, la cui comprensione esige l’analisi attenta di tutti gli aspetti che caratterizzano le diverse tappe dell’esperienza migratoria, dalla partenza all’arrivo, incluso un eventuale ritorno”. Inizia così il messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che viene celebrata ogni anno, dal 1914, nell’ultima domenica di settembre.
“Liberi di partire, liberi di restare” il tema scelto dal Santo Padre per questa edizione in programma il 24 settembre.
“La fuga della Santa Famiglia in Egitto non è frutto di una scelta libera, come del resto non lo furono molte delle migrazioni che hanno segnato la storia del popolo d’Israele”, osserva Bergoglio. “Migrare dovrebbe essere sempre una scelta libera, ma di fatto in moltissimi casi, anche oggi, non lo è. Conflitti, disastri naturali, o più semplicemente l’impossibilità di vivere una vita degna e prospera nella propria terra di origine costringono milioni di persone a partire. Già nel 2003 San Giovanni Paolo II affermava che “costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria””.
“Persecuzioni, guerre, fenomeni atmosferici e miseria sono tra le cause più visibili delle migrazioni forzate contemporanee. I migranti – sottolinea il Papa – scappano per povertà, per paura, per disperazione. Al fine di eliminare queste cause e porre così termine alle migrazioni forzate è necessario l’impegno comune di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità. Un impegno che comincia col chiederci che cosa possiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare”.
“Dobbiamo prodigarci per fermare la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune”, ammonisce Francesco.
“Per fare della migrazione una scelta davvero libera, bisogna sforzarsi di garantire a tutti un’equa partecipazione al bene comune, il rispetto dei diritti fondamentali e l’accesso allo sviluppo umano integrale”, scrive Bergoglio. “Solo così si potrà offrire a ognuno la possibilità di vivere dignitosamente e realizzarsi personalmente e come famiglia”.
“È chiaro – sostiene il Pontefice – che il compito principale spetta ai Paesi di origine e ai loro governanti, chiamati a esercitare la buona politica, trasparente, onesta, lungimirante e al servizio di tutti, specialmente dei più vulnerabili. Essi però devono essere messi in condizione di fare questo, senza trovarsi depredati delle proprie risorse naturali e umane e senza ingerenze esterne tese a favorire gli interessi di pochi. E lì dove le circostanze permettano di scegliere se migrare o restare, si dovrà comunque garantire che tale scelta sia informata e ponderata, onde evitare che tanti uomini, donne e bambini cadano vittime di rischiose illusioni o di trafficanti senza scrupoli”.
“È necessario uno sforzo congiunto dei singoli Paesi e della Comunità internazionale per assicurare a tutti il diritto a non dover emigrare, – ribadisce Papa Francesco – ossia la possibilità di vivere in pace e con dignità nella propria terra. Si tratta di un diritto non ancora codificato, ma di fondamentale importanza, la cui garanzia è da comprendersi come corresponsabilità di tutti gli Stati nei confronti di un bene comune che va oltre i confini nazionali. Infatti, poiché le risorse mondiali non sono illimitate, lo sviluppo dei Paesi economicamente più poveri dipende dalla capacità di condivisione che si riesce a generare tra tutti i Paesi”.
“Fino a quando questo diritto non sarà garantito – e si tratta di un cammino lungo – saranno ancora in molti a dover partire per cercare una vita migliore”, annota Bergoglio. “Mentre lavoriamo perché ogni migrazione possa essere frutto di una scelta libera, siamo chiamati ad avere il massimo rispetto della dignità di ogni migrante; e ciò significa accompagnare e governare nel miglior modo possibile i flussi, costruendo ponti e non muri, ampliando i canali per una migrazione sicura e regolare. Ovunque decidiamo di costruire il nostro futuro, nel Paese dove siamo nati o altrove, l’importante – conclude il Papa – è che lì ci sia sempre una comunità pronta ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare tutti, senza distinzione e senza lasciare fuori nessuno”. (aise) 




Il Parlamento approva la riforma per l’introduzione dello sport in Costituzione

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prsidenza del consiglio meloni mwessaggio sul lavoro immagine15“L’approvazione all’unanimità in via definitiva in Parlamento della riforma costituzionale per l’introduzione dello sport in Costituzione rappresenta una pagina storica per la Nazione”. Lo afferma in una nota Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che prosegue: “Riconoscere nella nostra Carta fondamentale il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme è una vera e propria rivoluzione culturale. È una vittoria dello sport in ogni sua declinazione – non solo agonistica ma anche dilettantistica, amatoriale, di base e di prossimità -, è un segno di attenzione nei confronti di tutti i cittadini che praticano attività sportiva ed è il riconoscimento di tutti gli operatori e i lavoratori del mondo dello sport, un segmento significativo della nostra economia per troppo tempo dimenticato. Il Governo – conclude il Premier – farà la sua parte per dare concreta attuazione a questa nuova norma costituzionale”.(Inform)




Papa Francesco: “Il mondo è nella morsa di una terza guerra mondiale”

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papa gmg homeLa Conferenza “è quanto mai opportuna, dal momento che il nostro mondo continua ad essere nella morsa di una terza guerra mondiale combattuta poco alla volta e, nel tragico caso del conflitto in Ucraina, non senza la minaccia di ricorrere alle armi nucleari”. Lo dice Papa Francesco nel messaggio al Cardinale Peter K.A. Turkson, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione del Convegno sulla Pacem in Terris organizzato dalla medesima Accademia.

In effetti, aggiunge, “il momento attuale assomiglia in modo inquietante al periodo immediatamente precedente alla Pacem in terris, quando nell’ottobre 1962 la crisi dei missili di Cuba portò il mondo sull’orlo di una diffusa distruzione nucleare. Purtroppo, negli anni successivi a quella minaccia apocalittica, non solo il numero e la potenza delle armi nucleari sono cresciuti, ma sono aumentate anche altre tecnologie belliche e persino il consenso di lunga data sulla proibizione delle armi chimiche e biologiche è in pericolo”.

Oggi più che mai, dice ancora, “l’ammonimento profetico di Papa Giovanni secondo cui, alla luce della terrificante forza distruttiva delle armi moderne, è ancora più evidente che ‘le relazioni tra gli Stati, come tra gli individui, devono essere regolate non dalla forza armata, ma secondo i principi della retta ragione: i principi, cioè, della verità, della giustizia e della cooperazione vigorosa e sincera’”.

ag. Dire – www.dire.it




Napoli. Si ripete il “miracolo” di San Gennaro

san gennaro

san gennaroÈ stato l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, ad annunciare ai fedeli, riuniti nel Duomo, l’avvenuto ‘miracolo’ di San Gennaro. Il sangue del santo patrono si è liquefatto alle 10:01 Il prodigio di oggi è quello che si ritiene di buon auspicio per Napoli e la Campania. Il miracolo, oltre a quello del 19 settembre, si verifica, nel corso dell’anno, altre due volte: il 16 dicembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio.

Le ampolle sono state mostrate alla folla di fedeli, gesto accompagnato dal tradizionale sventolio del fazzoletto bianco, che, dalle 7:30 di questa mattina, affollava il Duomo. L’attesa del prodigio è stato accompagnato dalle preghiere e dalle invocazioni, rigorosamente in napoletano, dalle “parenti” di San Gennaro.

Dopo l’annuncio del ‘miracolo’ è cominciata la solenne messa officiata dall’arcivescovo.

ag. Die – www.dire.it




Forte terremoto vicino Firenze, magnitudo 4.8: in centinaia in strada. Treni deviati, scuole chiuse

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terremoto firenzeUna forte scossa di terremoto è stata avvertita stamani, attorno alle 5.10, a Firenze. L’epicentro, di magnitudo 4,8, è stato individuato a 3,8 chilometri a sud ovest di Marradi ma la scossa è stata ben percepita nel capoluogo, in molte altre località toscane ma anche dell’Emilia-Romagna, come Imola (Bologna) e Faenza (Ravenna). Molto spavento fra la popolazione: centinaia di persone sono scese in strada, ma non ci sarebbero danni a persone o edifici. “Al momento non risultano situazioni di particolare criticità- spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sui social- continueranno i controlli agli edifici e strutture”. La Protezione civile della città metropolitana di Firenze, che sta monitorando la situazione, conferma di non aver ricevuto al momento segnalazioni di lesioni. Ad ogni modo, in via precauzionale il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, ha disposto la chiusura della scuola.

Oggi chiuse anche le scuole elementari e medie di Brisighella e Riolo Terme. Gli edifici scolastici degli altri Comuni dell’Unione saranno aperti alle lezioni dopo che i tecnici hanno effettuato verifiche puntuali accertando che nessuna struttura ha subito danni.

TAV FIRENZE-BOLOGNA TORNA REGOLARE, SOSPESA TRATTA FAENZA

“L’Alta velocità tra Firenze e Bologna è tornata regolare. La circolazione rimane sospesa in via precauzionale sulla linea Firenze-Faenza tra Borgo San Lorenzo e Marradi. Circolazione tornata regolare sulla linea Pontassieve-Borgo San Lorenzo”. È quanto comunica sui social il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, facendo il punto sulla situazione ferroviaria a seguito delle verifiche di stabilità condotte in queste ore sulla rete a causa della scossa di terremoto di magnitudo 4,8 gradi che stamani ha interessato la provincia di Firenze.

NON RISULTANO FERITI MA SOLO DANNI LIEVI

“In seguito all’evento sismico registrato questa mattina alle ore 05.10, con epicentro in provincia di Firenze, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile sono stati segnalati nell’area interessata solo lievi danni ad alcune strutture. A scopo precauzionale sono state effettuate evacuazioni così da consentire il prosieguo delle verifiche da parte delle squadre dei Vigili del Fuoco e delle autorità locali. Non sono stati segnalati danni a persone“, si legge in un comunicato della Protezione Civile.

CURCIO: ANCORA SCOSSE DI ASSESTAMENTO A FIRENZE

“La prima scossa alle 5.10, di magnitudo 4.8, è avvenuta nella provincia di Firenze, nel comune di Marradi. L’evento è stato avvertito perché la magnitudo è tale da essere ben percepita dalle persone, alcune delle quali sono scese in strada con apprensione. Al momento non risultano situazioni particolarmente importanti o critiche. Sono state effettuate alcune verifiche, e il comune ha disposto ulteriori controlli, compresa la verifica da parte dei tecnici, nelle scuole. Continuiamo a monitorare la situazione, poiché si registrano ancora scosse di assestamento, la più significativa delle quali è stata di magnitudo 3.0 alle 7.00 di stamattina. Al momento, non siamo in grado di determinare come si evolverà la situazione, poiché non disponiamo di elementi sufficienti. L’evento principale si è verificato durante la notte, e ci aspettiamo che i cittadini possano richiedere ulteriori verifiche e rilevamenti danni durante la mattinata. La chiusura delle scuole è stata una decisione opportuna per garantire maggiore sicurezza ai nostri ragazzi; la verifica sulle strutture scolastiche è una prassi che raccomandiamo ai sindaci”. Così Fabrizio Curcio, capodipartimento Protezione Civile, nel corso di Non Stop News, su RTL 102.5.

A TREDOZIO SI ALLESTISCE PALASPORT PER EVACUATI

Non si registrano al momento danni significativi in Emilia-Romagna in seguito alle scosse sismiche di questa mattina al confine con la Toscana. La più forte delle quali con epicentro a Marradi, nel Mugello, di magnitudo 4.8. L’ondata sismica è stata avvertita in diversi Comuni: in particolare in provincia di Forlì-Cesena a Tredozio le scosse hanno causato delle crepe al Municipio che è al momento inagibile. Il Comune segnala che molte strutture sono danneggiate e che, in via precauzionale, si sta evacuando una porzione di una casa di riposo per anziani. Al Palasport sono state allestite 100 brandine per chi vuole passare la giornata e la notte fuori casa e si sta attivando una cucina, a disposizione per ogni necessità. Sono state evacuate in via precauzionale anche due palazzine a Portico e San Benedetto, e tre a Rocca San Casciano, mentre le scuole sono chiuse in diversi Comuni della Romagna: Brisighella e Riolo Terme nel ravennate, Tredozio, Modigliana, Portico e San Benedetto, Dovadola, Rocca San Casciano, Castrocaro Terme e Terra del Sole nella provincia di Forlì Cesena. Il sistema regionale di Protezione civile “si è subito attivato”, spiega la vicepresidente della Regione Irene Priolo, e le verifiche proseguiranno tutto il giorno. “Al momento- conferma- non risultano danni significativi a persone o cose. Insieme al presidente Bonaccini, siamo in costante contatto con tutti i sindaci dei comuni più vicini all’epicentro che in alcuni casi, in via precauzionale, hanno chiuso le scuole”. Al momento sono già in azione sei squadre di tecnici, due in provincia di Ravenna e quattro nel territorio del forlivese-cesenate.

L’Agenzia regionale di Sicurezza territoriale e Protezione civile, in raccordo con le Prefetture, è in contatto con i Comuni, i gestori dei servizi pubblici, delle strade e delle ferrovie per la verifica della situazione. Il volontariato di Protezione civile è stato attivato in provincia di Forlì-Cesena. “A Tredozio la situazione è assolutamente critica, servono interventi immediati per mettere in sicurezza persone ed edifici”, dicono il segretario nazionale della Dc Totò Cuffaro, Francesca Donato e Gianpiero Samorì, rispettivamente vicepresidente e vicesegretario della Democrazia Cristiana.

“Siamo in contatto con la sindaca di Tredozio (Forlì-Cesena) Simona Vietina- continuano i vertici della Dc- un Comune emiliano che dopo l’alluvione dello scorso maggio adesso fa i conti il sisma che ha avuto come epicentro Marradi, in Toscana, che non è lontano in linea d’aria da Tredozio. Il combinato alluvione-terremoto rischia di essere esiziale per il piccolo centro, auspichiamo non solo i necessari interventi immediati di protezione civile ma anche il necessario sostegno economico per una popolazione così duramente colpita” concludono Cuffaro, Donato e Samorì.

DANNI A RSA DI MARRADI TRASFERITI 30 ANZIANI

Lo sciame sismico iniziato questa notte ha lesionato la Rsa di villa Ersilia. I vigili del fuoco hanno evidenziato danni strutturali che potrebbero compromettere la struttura di Marradi, riferisce il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Per questo motivo, in via preventiva, 30 anziani in accordo con l’amministrazione comunale sono in via di trasferimento nelle strutture vicine per garantire prossimità. Al tempo stesso, sono già pronte le strutture di accoglienza di altre zone dell’Asl Centro.

ag. Dire – www.dire.it




Torino. Si schianta una delle Frecce Tricolori. Morta una bambina di 5 anni

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cce11fad47d6ed5d7ed9a1064bcc6f61Un velivolo che compone la pattuglia delle Frecce Tricolori è precipitato nelle vicinanze dell’aeroporto di Caselle: è morta una bimba di 5 anni.

Il pilota si è salvato lanciandosi con il paracadute,

L’incidente ha coinvolto un intero nucleo familiare. Un bimbo di 9 anni è stato portato all’ospedale infantile Regina Margherita, a Torino, per delle ustioni. La mamma e il papà, sempre per delle ustioni, sono stati portati in codice giallo rispettivamente al Cto e al San Giovanni Bosco. Anche il pilota del velivolo ha riportato delle ustioni. E’ stato portato, in codice giallo, al Giovanni Bosco.

Era attesa per le 17 all’aero club di Vercelli la pattuglia delle Frecce Tricolori di cui faceva parte il velivolo precipitato oggi nei pressi dell’aeroporto di Torino-Caselle. La pattuglia doveva partecipare a un air show. Uno speaker ha annunciato ai circa quattromila spettatori presenti che non sarebbe arrivata.

Domani le Frecce Tricolori avrebbero dovuto essere il culmine di una esibizione all’aero club di Torino-Collegno organizzata per il centenario dell’Aeronautica militare. L’evento è stato annullato.

Secondo le prime notizie la ‘Freccia’ è caduta in fase di decollo e si è schiantata al fondo della pista nel territorio che ricade nel Comune di San Francesco al Campo. Il velivolo ha poi preso fuoco. Il pilota si è lanciato dalla cabina a pochi istanti dal contatto con il suolo.

ansa.it

 




Italia. Sondaggio Dire-Tecnè: in calo Fdi e Pd

borsino partiti

In calo i primi due partiti, Fdi e Pd. Cresce il M5S, passi in avanti anche per la Lega. E’ quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate il 14 e 15 settembre 2023 su tutto il territoriale nazionale.

Il borsino dei partiti al momento vede Fdi in testa col 28,2% (-0,2% rispetto a 7 giorni fa), seguito dal Pd a 19,8 (-0,3%). Sale il M5S (+0,3%), ora al 16,1%. Quindi FI 10,1% (-0,1%), Lega 9% (+0,2%), Azione 3,8% (+0,1%), Verdi-Sinistra 3,5% (-0,1%), +Europa 2,5% (+0,1%), IV 2,2% (-0,2%), altri 4,8% (+0,2%).

IN AUMENTO ITALIANI CHE NON HANNO FIDUCIA NEL GOVERNO

Aumentano gli italiani che non hanno fiducia nel governo Meloni. La maggioranza degli italiani (50,4%) non ha fiducia nel governo e questa settimana la fetta aumenta ancora (+0,2%). Scende la quota di chi ha fiducia (-0,3%), ora al 42,1%. Non sa il 7,5%.

IN AUMENTO ITALIANI SENZA OPINIONE PRECISA SU MELONI

Calano sia coloro che hanno fiducia nel presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia coloro che non ne hanno. Ad aumentare, questa settimana, sono solo coloro che non hanno ancora un’idea chiara della premier. Identica la percentuale di coloro che hanno fiducia nella Meloni e di coloro che non ne hanno (47,3%). Sale al 5,4% la fetta di coloro che non hanno ancora un’opinione.

 

ag. Dire – www.dire.it