Sondaggio Dire-Tecnè: cala la fiducia nel governo

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La fiducia nel governo cala e sono più quelli che non ne hanno rispetto a quelli che ne hanno. Il 49.6% delle italiane e degli italiani dichiara di non aver fiducia nel governo di Giorgia Meloni, il 42.8% invece dice di averne. Il 7.6% non sa rispondere. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè, su 1.003 risposte da parte di un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica. Interviste effettuate il 31 agosto-1 settembre 2023 su tutto il territoriale nazionale.

IL 48.2% HA FIDUCIA IN MELONI, IL 47.1% INVECE NO

Il 48.2% delle italiane e degli italiani ha fiducia in Giorgia Meloni, il 47.1% invece non ne ha. Il 4.7% non sa cosa rispondere.

FDI PRIMO PARTITO AL 28.5%, SEGUE PD AL 20.3%

Fratelli d’Italia è sempre il primo partito, staccando con il suo 28.5% il secondo in classifica, il Partito democratico, fermo al 20.3%. Completa il podio il Movimento 5 stelle al 15.5%.
Dal quarto posto in poi troviamo Forza Italia, che con il suo 10.2% supera la Lega al quinto, con un dato a cifra singola e non doppia dell’8.9%.
Seguono Azione al 3.6%, alleanza Verdi e Sinistra al 3.5%, Italia viva al 2.6%, +Europa al 2.5%.
Gli altri, sommati, fanno segnare un 4.4%.

ag. dire – www.dire.it




Ustica, Amato: “Il Dc9 fu abbattuto da un missile francese. Macron porga le sue scuse all’Italia”

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ustica museo scaled e1656093531443Il Dc9 dell’Itavia fu abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 da un missile lanciato da un caccia francese nel tentativo di abbattere l’aereo su cui volava il leader libico Gheddafi. Lo dice l’ex premier, Giuliano Amato, in un’intervista rilasciata oggi a ‘Repubblica‘ in cui si attribuisce a chiare lettere la responsabilità dell’abbattimento.

Una strage, quella di Ustica, che è sempre stata avvolta nel mistero tra depistaggi e resistenze da parte dei militari a rivelare la verità. La sera del 27 giugno di 43 anni fa un aereo di linea in viaggio da Bologna a Palermo, con 81 persone a bordo, di cui 13 bambini, precipitò nel mare vicino Ustica senza lasciare scampo a nessuno.

CRAXI AVVISO’ GHEDDAFI DEL PERICOLO

Fu “Bettino (Craxi ndr) ad avvertire Gheddafi del pericolo nei cieli italiani. Non aveva certo interesse che venisse fuori una tale verità: sarebbe stato incolpato di infedeltà alla Nato e di spionaggio a favore dell’avversario- si legge nell’intervista- La nostra aeronautica era schierata in difesa della menzogna. C’era qualcosa di molto inquietante in tutto questo. Se tanti militari, tutti con incarichi ufficiali molto importanti, dicevano la stessa cosa palesemente falsa dietro doveva esserci un segreto molto più grande di loro. Un segreto che riguardava la Nato“.

L’ABBATTIMENTO

Perché fu abbattuto l’aereo? “La versione più credibile è quella della responsabilità dell’aeronautica francese, con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione. E il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario– dice Amato- Gheddafi fu avvertito del pericolo e non salì sul suo aereo. E il missile sganciato contro il Mig libico finì per colpire il Dc9 dell’Itavia che si inabissò con dentro ottantuno innocenti. L’ipotesi più accreditata è che quel missile sia stato lanciato da un caccia francese partito da una portaerei al largo della costa meridionale della Corsica o dalla base militare di Solenzara, quella sera molto trafficata. La Francia su questo non ha mai fatto luce”.

“MACRON CHIEDA SCUSA”

L’ex premier conclude: “Mi chiedo perché un giovane presidente come Macron, anche anagraficamente estraneo alla tragedia di Ustica, non voglia togliere l’onta che pesa sulla Francia. E può toglierla solo in due modi: o dimostrando che questa tesi è infondata oppure, una volta verificata la sua fondatezza, porgendo le scuse più profonde all’Italia e alle famiglie delle vittime in nome del suo governo. Il protratto silenzio non mi pare una soluzione”.

ag. Dire – www.dire.it




Strage sulla ferrovia Torino – Milano. Cinque operai travolti da un treno

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bd5cd8ddf3fa8f7e78e456e00cd0fcd5Tragedia alla stazione di Brandizzo, vicino a Torino, dove un treno regionale ha travolto e ucciso cinque operai al lavoro sulla ferrovia. Il più giovane tra i deceduti, Kevin Laganà, aveva 22 anni ed era originario di Vercelli.

Insieme a lui hanno perso la vita Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli; Giuseppe Sorvillo, 43 anni, nato a Capua ma residente a Brandizzo; Giuseppe Saverio Lombardo, nato a Marsala e residente a Vercelli; Giuseppe Aversa, 49 anni, di Chivasso.

Le vittime lavoravano per la ditta Sigifer che ha sede a Borgo Vercelli, e opera nel settore dell’armamento ferroviario dal 1993 ed è una delle imprese leader nel settore di costruzione e manutenzione impianti ferroviari.

Altri due operai, fra cui il caposquadra, sono riusciti a mettersi in salvo, ma sono comunque finiti in ospedale sotto choc.

Secondo quanto emerso fino a ora sulla dinamica dell’incidente risulta che il treno che ha investito e ucciso gli operai viaggiava a 160 km orari e non ha lasciato scampo alle vittime, trascinate per centinaia di metri.

“Un collega del 118 mi ha detto di aver visto una scena da brividi, con frammenti umani nell’arco di 300 metri. É una tragedia enorme” ha detto il sindaco di Brandizzo, Paolo Bodoni, che di mestiere fa il medico, dopo l’incidente. “Uno dei sue sopravvissuti dovrebbe essere il caposquadra”, aggiunge il sindaco, che poi aggiunge: “Non è da escludere che possa essersi trattato di un errore di comunicazione, in ogni caso servirà attendere l’esito delle indagini”.

“Dalle prime indagini emergono gravi violazioni della procedura di sicurezza al momento dell’incidente.

Ci sono profili di responsabilità per i quali saranno a breve indagate alcune persone”. Così la procuratrice capo di Ivrea, Gabriella Viglione, sulle indagini relative all’incidente alla stazione di Brandizzo, nel Torinese, che nella notte tra mercoledì e ieri è costato la vita a cinque operai travolti da un treno in corsa.
La procura non esclude il dolo eventuale per i reati di omicidio e disastro.

“Gli accertamenti proseguono per verificare se può essere considerata sicura la procedura complessiva. Quanto accaduto ha reso palese che il meccanismo di garanzia non era sufficiente a tutelare un lavoro così delicato in una sede pericolosa come quella dei binari ferroviari” ha sottolineato la procuratrice Viglione parlando dell’inchiesta.

agi – ansa

 




Italia: il maltempo al Nord

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172545927 0f803c8c 4308 417f 8d45 bfbf467390bfLa perturbazione che si sta spostando verso Sud continua a portare temporali, forti venti e allagamenti sul Nord Italia. Nelle ultime ore l’estesa area di bassa pressione, che da sabato 26 sta facendo sentire i suoi effetti sulla Lombardia, si è approfondita al largo del Mar Ligure evolvendo in un ciclone.

Su Genova sono caduti 200 millimetri di pioggia, laddove i centri di Venezia e Trieste sono stati allagati dalle forte precipitazioni. Disagi sulle linee regionali in Lombardia, dove si concentra la maggior parte degli eventi estremi. A Roma un automobilista è rimasto ferito dalla caduta di un albero.

Torna l’acqua alta a Venezia

Questa mattina il livello dell’acqua nella laguna ha raggiunto l’altezza di 95 centimetri, il picco di alta marea che era previsto per questa giornata. Visto che l’innalzamento del Mose è previsto per maree di 120 centimetri, le barriere sono rimaste abbassate e le zone basse della città, in particolare piazza San Marco, sono state allagate. Alle 21.50 di stasera previsione a 105 centimetri.

Secondo le previsioni meteo domani si dovrebbe avere una situazione non dissimile con una massima di 95-110 centimetri in mattinata. I tecnici del Mose, d’intesa con il Comune di Venezia, hanno quindi gia’ avviato la procedura per l’innalzamento delle paratoie.

Evacuate 36 persone in Valtellina

Trentasei persone sono state evacuate in Valtellina a causa dell’esondazione del torente Frodolfo. Lo comunica la Prefettura di Sondrio precisando che 20 di queste sono state invitate a lasciare la loro abitazione per l’esondazione in localita’ Santa Lucia, alla confluenza con l’Adda, nei territori dei Comuni di Valdisotto e Bormio.

Una frana minaccia gli alberghi a Cortina

Una frana minaccia gli alberghi a Passo Tre Croci, alle porte di Cortina. Settanta persone sono state evacuate dalle strutture in cui sono ospitate dopo che per il maltempo una frana che si è staccata a ridosso della strada sta minacciando un condominio, un albergo e un bed&breakfast.

La decisione di evacuare le persone a scopo precauzionale è stata presa dai vigili del fuoco unitamente al sindaco, tecnici del Comune e forze dell’ordine. Troveranno alloggio presso la palestra di Cortina.

Nevica sulla Marmolada, interrotta a causa della caduta di alberi la strada provinciale 30 ‘Panoramica del Comelico’ tra la località La Baita-Costalissoio e Costalta.

Il maltempo non dà tregua

In Lombardia le situazioni più gravi vengono segnalate da Sondrio, Varese e Brescia, territori già colpiti dall’ondata di maltempo di fine luglio. Le intense piogge e i forti temporali  hanno avuto anche conseguenze decisamente benefiche per il livello delle acque del Lago Maggiore. Nei giorni scorsi il livello di siccità del Verbano aveva raggiunto il livello “severo”, comportando seri problemi alla navigazione con limitazioni alla portata dei traghetti e sospensione del servizio in alcuni attracchi

.Le piogge delle ultime ore hanno fatto crescere in modo consistente il livello del lago. Alle 13 di oggi la quota dell’invaso era arrivata a 193.74 metri contro i 192.77 della stessa ora di ieri: si tratta di 97 centimetri di quota in piu’, il che ha riportato il volume dell’invaso a 258,3 milioni di metri cubi di acqua.

Forti disagi in Alto Adige

Il maltempo che sta imperversando in Alto Adige sta causando forti disagi anche alla circolazione stradale a fondovalle. A Bolzano e Merano il traffico cittadino è congestionato anche per l’arrivo dei turisti scesi dalle località di montagna dove il brutto tempo non consente di ammirare il paesaggio e rende difficile l’escursione anche a livello logistico.

Gli autobus cittadini a Bolzano viaggiano con ritardo causa il traffico che in alcune zone della città è in tilt. Rallentamenti e code in entrata a Merano sia per chi proviene dalla Val Passiria che Val Venosta. Situazione analoga anche a Bressanone tra Vandoies in Val Pusteria e Sciaves.

Genova sotto l’acqua

Oltre 200 interventi dei vigili del fuoco per rami caduti, sottopassi allagati, persone in difficoltà in auto. È stata una lunga notte di piogge quella appena trascorsa a Genova, come previsto dall’allerta arancione in vigore fino alle 15 di oggi. Tra i 100 e i 200 millimetri di acqua caduti specialmente in centro città, con i vicoli e le strade diventati ruscelli, se non fiumi in alcuni casi.

Per gli esperti Arpal, ad impedire il peggio è stato il fatto che tra un violento rovescio e l’altro, il terreno – di partenza molto secco – ha avuto il tempo di assorbire. Il picco orario è stato di 80 mm: il 4 novembre 2011, in occasione della drammatica alluvione costata la vita a 6 persone, furono 180 mm in un’ora.

In tilt, a causa dei fulmini, gli impianti ferroviari a Novi Ligure: disagi sulla linea Torino-Genova con alcuni treni costretti a fermarsi. Ed è massima l’attenzione per le prossime ore in cui c’è attesa per il passaggio del ciclone. La protezione civile ha attivato l’allerta rossa sugli estremi bacini settentrionali della Lombardia per rischio idrogeologico.

Allerta a nord-est

Allerta arancione in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, ampi settori del Piemonte, parte della Toscana e sul Veneto. L’avviso è giallo, infine, su Abruzzo occidentale, Campania, parte dell’Emilia-Romagna, resto di Toscana, Veneto e Piemonte, su Lazio, parte del Molise, Provincia autonoma di Trento, su ampi settori della Sardegna, in Umbria e sulla Valle d’Aosta. Fulmini al nord e fiamme al sud. Il maltempo ha spaccato l’Italia.

Milano flagellata dalla pioggia mentre brucia la Sicilia: chiuso per quattro ore, ieri, l’aeroporto di Trapani per il fumo sprigionato dagli incendi. A Scopello, sempre a causa dei roghi, sono stati evacuati 400 turisti. Non c’è pace neanche per i nostri ‘vicini’.

Esonda il fiume Adda a Bormio

Il maltempo sta provocando problemi per la circolazione su diverse strade della Lombardia. Sulla SS 38 dello Stelvio, è esondato il fiume Adda in località Bormio e si registrano rallentamenti. A causa di una frana al km 61,300, segnala inoltre Anas, è stata chiusa al traffico la strada statale 470 della Val Brembana e del Passo San Marco tra il km 59,000 e il km 72,000 lungo versante valtellinese e bergamasco.

Sulla strada statale 36 Del Lago Di Como e Dello Spluga è stato chiuso il passo dello Spluga, sul versante svizzero, per frana. Sulla statale 294 di Val di Scalve il traffico è tornato regolare dopo la chiusura, questa mattina, a seguito di una tromba d’aria. Il personale Anas ha concluso la pulizia del piano viabile che ha consentito il ripristino della circolazione in piena sicurezza.

Una sacca d’acqua si è formata a causa di un’infiltrazione in un controsoffitto del terzo piano del Palazzo di giustizia di Milano. L’area sottostante è stata transennata mentre il rigonfiamento, che si è creato nella tensostruttura, è stato forato per permettere la fuoriuscita di acqua ed evitare così un cedimento improvviso. Disagi legati all’ultima perturbazione di maltempo si registrano anche al settimo piano dove sono presenti le stanze dell’ufficio gip e del Tribunale di sorveglianza e allagamenti nei locali sotterranei.

Treni sospesi tra Italia e Francia

In Francia la ferrovia internazionale è stata interrotta, nel tardo pomeriggio di ieri, a causa di una frana caduta a Saint-André en Savoie non lontano dal tunnel del Frejus, nella valle della Maurienne. Da un costone della montagna si sono staccati massi e detriti provocando anche la parziale interruzione sull’autostrada verso sud.

In seguito alla frana avvenuta ieri pomeriggio nella Savoia francese, la circolazione dei treni rimane sospesa tra Modane e Chambe’ry. Secondo quanto riporta Trenitalia, i treni Alta Velocità della relazione Milano – Modane – Parigi sono cancellati. Ecco nel dettaglio i treni cancellati nelle giornate di oggi e di domani: FR 9292 Milano Centrale (6:25) – Modane – Paris Gare de Lyon (13:22); FR 9281 Paris Gare de Lyon (7:30) – Modane – Milano Centrale (14:07); FR 9287 Paris Gare de Lyon (15:16) – Modane – Milano Centrale (22:07); FR 9296 Milano Centrale (15:53) – Modane – Paris Gare de Lyon (22:34).

Il servizio ferroviario tra Francia e Italia sarà interrotto almeno fino a giovedì. Lo hanno confermato fonti della società ferroviaria nazionale francese (Sncf) dopo che il ministro dei Trasporti francese, Clement Beaune, ha dichiarato che il ritorno alla normalità dei servizi “richiederà diversi giorni”.

A causa della frana, oltre 700 metri cubi di massi hanno travolto la barriera protettiva della strada dipartimentale 1006 che conduce al passo del Moncenisio, in Valle di Susa. Sono stati sospesi da ieri pomeriggio tutti i treni transfrontalieri sulla linea Chambery-Torino e i treni regionali Ter nella valle della Maurienne, ha dichiarato un operatore della Sncf.

Anche il tunnel del Frejus, che collega Francia e Italia, è stato chiuso ai mezzi pesanti cui è stato consigliato di utilizzare il tunnel del Monte Bianco o l’autostrada A8. La circolazione dei treni rimane sospesa tra Modane e Chambe’ry.

Linea ferrovia del Brennero interrotta in Austria

A causa di una frana provocata dal maltempo caduta in territorio austriaco, la linea ferroviaria del Brennero è interrotta tra le stazioni di Steinach in Tirol e Brennero. Le ferrovie austriache stanno organizzando un servizio di bus sostitutivo. La linea, sulla quale transitano i treni internazionali Eurocity diretti in Italia e provenienti da Monaco di Baviera, sarà interrotta fino ad almeno le ore 11 odierne.

La forte pioggia della notte ha provocato danni alla linea ferroviaria Cremona – Treviglio, e anche Domodossola – Arona. Sul sito di Trenord si legge che “rami caduti sui binari hanno danneggiato l’infrastruttura nei pressi di Crema e hanno impedito la circolazione dei treni. Che gradualmente sta riprendendo, ma i treni registrano ritardi fino a 150 minuti.

Problemi simili, rami sui binari che “hanno danneggiato l’infrastruttura tra le stazioni di Arona e Belgirate, sulla linea Domodossola – Milano. La circolazione subisce ritardi fino a 30 minuti e variazioni. È in corso l’intervento dei tecnici per ripristinare il servizio. La corsa delle 8.26 da Domodossola per Arona è stata cancellata.

Black out e treni fermi nell’Alessandrino

Nella parte più meridionale della provincia di Alessandria, verso il confine con la Liguria, in particolare ad Arquata Scrivia e in val Borbera. Ad Arquata si è verificato un black out che coinvolge una quindicina di abitazioni: un albero è caduto su una linea elettrica provocando un’interruzione dell’erogazione dell’energia.

Durante la notte ci sono stati problemi anche al trasporto ferroviario con ritardi e cancellazioni sulla direttrice Alessandria-Genova, che passa proprio da Arquata: lo conferma la Protezione Civile provinciale. Tre i convogli fermati, due ad Arquata Scrivia e uno a Serravalle Scrivia, per un guasto alla linea dovuto ai fulmini che si sono abbattuti durante il temporale. I treni sono ripartiti prima della mezzanotte, una volta risolti i problemi tecnici.

In val Borbera, nella zona di Novi Ligure, sempre al confine tra Piemonte e Liguria, lungo la strada provinciale 140, si è verificata una frana al chilometro 13,8 tra i centri di Borghetto e Pertuso. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. La carreggiata è stata sgomberata.

Frane e fiumi di fango nel Comasco

Frane e fiumi di fango a Blevio, sul lago di Como. Nella località, già interessata in passato da fenomeni analoghi dovuti al maltempo, quattro squadre dei vigili del Fuoco di Como sono impegnate per segnalazioni di smottamenti e danni provocati dalle intense precipitazioni delle ultime ore. La strada provinciale Lariana è stata chiusa.

Bomba d’acqua a Trieste

Una bomba d’acqua è abbattuta su Trieste allagando numerose strade del centro città tra cui piazza Unità d’Italia. Molti turisti e cittadini hanno cercato rapido rifugio nei bar e nei locali vicini, mentre sedie e altri arredi dei locali della zona che si trovavano all’aperto sono stati scaraventati al largo dal forte vento. Numerosissime le chiamate ai Vigili del Fuoco.

agi.it




Verso la legge di bilancio/ Meloni: non spending review, facciamo scelte politiche

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cdm“Quello che vi chiedo di fare non è una semplice spending review o un elenco di voci da tagliare, è importante ma sarebbe riduttivo chiedervelo, ma di far tornare il più possibile la politica”. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai ministri riuniti a Palazzo Chigi per il primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva, occasione in cui la Premier ha svolto alcune considerazioni in merito all’attività del Governo, che a breve sarà impegnato nella scrittura della legge di bilancio, cioè “la legge principale sulla base della quale programmare la nostra agenda”.
Una legge che, ha evidenziato Meloni, “dovrà essere, come è stata quella dello scorso anno, seria, per supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese”.
In occasione della presentazione alle Camere della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, ha aggiunto la Premier, potranno essere indicati i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica ovvero aggiornati quelli già indicati con il DEF, con i quali “il Governo può puntare, con un iter accelerato di approvazione, a realizzare riforme organiche, capaci di contribuire al rilancio ed allo sviluppo dell’economia, nel quadro degli obiettivi programmatici delineati”.
Quindi, la Presidente del Consiglio ha condiviso l’invito rivolto ai colleghi dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, a verificare nel dettaglio le risorse attualmente spese, i capitoli di spesa, le misure attualmente finanziate, e valutare eventuali nuove destinazioni delle stesse: “quello che vi chiedo di fare non è una semplice spending review o un elenco di voci da tagliare, è importante ma sarebbe riduttivo chiedervelo, ma di far tornare il più possibile la politica. Perché non intendiamo amministrare il presente e perpetuare semplicemente quello che è già tutto in essere, ma imprimere quel cambiamento che ci è stato chiesto. Se ci sono misure che non condividiamo politicamente, – ha rimarcato – quelle misure non vanno più finanziate e le risorse recuperate utilizzate per gli interventi che sono nel nostro programma. E per costruire una manovra incentrata sulle famiglie, sulla lotta alla denatalità e sui sostegni alle fasce deboli. È un lavoro complesso ma dobbiamo avere il coraggio di farlo perché è da qui che parte la svolta”.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è confermare il taglio del cuneo fiscale, che rappresenta un provvedimento concreto che arriva ogni mese nella busta paga dei lavoratori”.
Quanto agli altri provvedimenti in agenda, ribadita l’intenzione del Governo di “assumere il controllo strategico della rete di telecomunicazioni e salvaguardare i posti di lavoro”, Meloni si è soffermata sul tema dei flussi migratori: “l’Italia – ha detto in proposito – sta subendo una pressione migratoria come non si vedeva da molti anni a questa parte anche a seguito degli avvenimenti, recenti e meno recenti, nel Sahel, con quantità di arrivi imponenti. È difficile spiegare all’opinione pubblica quello a cui assiste e lo capisco bene. I dati dicono che c’è un forte aumento rispetto all’anno precedente anche se, leggendo attentamente questi numeri, si assiste ad un rallentamento dell’aumento dei flussi migratori”.
“La direzione intrapresa dal Governo è quella giusta: accordi con i Paesi del Nord Africa, di partenza e transito dei flussi”, ha rivendicato Meloni, secondo cui, però, “è necessario aggiungere a questa direzione di marcia in più, stringere le maglie, dare segnali chiari ai trafficanti e serve un coordinamento maggiore tra noi nell’attività di contrasto ai flussi illegali di migranti”.
“Già alla fine di questo Consiglio dei Ministri, – ha ricordato – è convocata una riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), che ben si presta a essere la sede di questo raccordo. E da oggi è convocato permanentemente, composto da tutti i Ministri competenti. Il nostro obiettivo è affrontare il problema in maniera pragmatica, con decisioni rapide e coordinate. Dobbiamo poi continuare a lavorare per dare piena attuazione al decreto Cutro, in particolare per quello che riguarda i rimpatri degli immigrati clandestini e bisogna stabilire quali sono ulteriori provvedimenti normativi per contrastare l’immigrazione illegale e la tratta di esseri umani, e le conseguenze in termini di sicurezza pubblica dell’immigrazione irregolare”.
Ricordati i gravi episodi di violenza sessuale riportati dalle cronache ed espressa solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, meloni ha concluso sottolineando che “questo deve essere anche l’anno delle grandi riforme, a partire dalla riforma costituzionale, sulla quale il Ministro Casellati è pronta con una proposta che centra i due obiettivi che ci prefiggiamo: dare stabilità ai governi e far decidere ai cittadini chi debba governare. Sarà uno dei primi provvedimenti che vareremo, ma ci sono anche il completamento dell’autonomia differenziata, la riforma della giustizia, la delega fiscale che dobbiamo portare a compimento”. (aise) 




Il Presidente Mattarella al Meeting di Rimini

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presidenza della repeubblica mattarella al miteeng di rimini immagine5Al Meeting di Rimini è intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, introdotto da Bernhard Scholz (Presidente Fondazione Meeting ETS). Scholz ha esordito ricordando il concetto dell’amicizia tra i popoli e ricordando inoltre proprio la visita di Mattarella al Meeting nel 2016, nel 70° anniversario della Repubblica, quando il Capo dello Stato parlò dell’idea di amicizia come “leva della storia, per spezzare la catena dell’autoreferenzialità, dell’egoismo e dell’impotenza della politica dando valore al dialogo”. Scholz ha inoltre parlato del ruolo fondamentale della Costituzione italiana e del lavoro svolto dai padri costituenti dell’odierna Unione europea. “Ogni amicizia autentica è una profezia per la pace perché testimonia che si può vivere e lavorare insieme”, ha ribadito Scholz riferendosi al momento storico solcato da vecchie e nuove guerre. Lo stesso Mattarella ha ricordato come l’incontro odierno sia momento per riprendere la riflessione cominciata sette anni fa, nel già menzionato Meeting del 2016 a Rimini. “Vorrei che ci interrogassimo su cosa si fondi la società umana, la realtà nella quale ciascuno di noi è inserito”, ha esordito Mattarella lanciando il monito sui sentimenti di odio che si contrappongono ai sentimenti di amicizia tra popoli. “L’amicizia è una vocazione incomprimibile dell’uomo: ogni volta che l’umanità è stata sull’orlo del baratro, come durante le due guerre mondiali, si è poi riusciti a ripartire costruendo un mondo diverso e progettando un futuro insieme”, ha spiegato Mattarella ricordando il secolo scorso soprattutto per la creazione delle Nazioni Unite e per l’avvio dell’integrazione europea ma anche per l’analogo spirito collaborativo che ha dato vita all’Assemblea costituente italiana. “Siamo il frutto del convergere delle identità di ciascuno”, ha evidenziato Mattarella sottolineando la ricchezza dei valori convergenti del nostro popolo che tanto è apprezzato nel mondo. Allo stesso tempo Mattarella ha precisato come non manchino mai pretesti per alimentare scontri, ad esempio con anacronistici nazionalismi: il riferimento non poteva che andare all’attuale guerra in Ucraina. “Tanti descrivono il nostro tempo come quello dell’individuo che sente di avere opportunità mai raggiunte prima ed è giusto cogliere il segno positivo del proprio ruolo e dei propri diritti; ma occorre anche saper leggere gli aspetti critici dell’autoaffermazione dell’io nella sua solitudine”, ha però aggiunto Mattarella parlando del diritto alla felicità che spesso entra nel dibattito pubblico. Mattarella ha quindi sottolineato che la felicità non può essere una condizione permanente e che la Costituzione vada nella direzione di garantire una giustizia sociale a più livelli. “Le nostre istituzioni sono basate sulla concordia sociale e sul perseguimento della solidarietà e dei sentimenti di collaborazione: l’amicizia riempie questi rapporti rendendoli condizione per la felicità”, ha aggiunto Mattarella ricordando come le Nazioni Unite abbiano indicato nel 20 marzo la Giornata internazionale della felicità. “L’amicizia ha in sé un valore di scelta sociale e politica su cui fondare i rapporti con gli altri popoli, nell’appartenenza all’unica famiglia umana”, ha ribadito Mattarella andando poi a ritroso nel tempo e ricordando eventi storici fondamentali come il Convegno di Camaldoli di 80 anni orsono, dove un nucleo di intellettuali cattolici provò a individuare un nuovo ordinamento democratico arrivando a dare alla luce il cosiddetto ‘Codice di Camaldoli’. Mattarella ha inoltre menzionato Papa Francesco che ha parlato di “amicizia sociale” nella sua enciclica. “L’amicizia sociale lega la comunità nell’affrontare le sfide della storia”, ha spiegato il Presidente della Repubblica sottolineando poi l’importanza della difesa dell’ambiente e ricordando le ferite profonde lasciate dalla recente alluvione in Romagna. “Non vogliamo rinunciare alla speranza della pace in Europa, dopo l’abisso della seconda guerra mondiale”, è quindi tornato Mattarella sulla questione dei conflitti e dell’aggressione dei più forti sui più deboli. “Non si può dimenticare il dramma dei profughi o quello dei movimenti globali che non possono essere cancellati da muri o barriere. Dietro numeri e percentuali ci sono singole persone, con le storie di ciascuno e con i loro sogni e un futuro tante volte cancellato”, ha dichiarato Mattarella invitando a riflettere su come occorra però percorrere strade diverse: l’idea espressa dal Presidente della Repubblica è che soltanto con ingressi regolari e sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, si possa contrastare il traffico di essere umani. “Il mondo è migliore se lo guardiamo con occhi giusti”, ha rilevato Mattarella parlando della funzione di un Meeting che possa essere strumento di creazione di amicizia da diffondere con le voci dei giovani. (Inform)




Il MAIE istituisce la “Croce di Ambasciatore delle Eccellenze Italiane”

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6310a292 60a4 42fd 9de5 847172405002Il Comitato Direttivo del MAIE, unica associazione italiana nata all’estero e presente nel Governo Italiano, nell’ambito della propria politica di valorizzare sempre più e proteggere le Eccellenze Italiane all’estero, ha deciso l’istituzione della “Croce di Ambasciatore delle Eccellenze Italiane”.

Il prestigioso riconoscimento sarà conferito a quei cittadini italiani residenti all’estero che, con il loro lavoro e la loro attività, promuovono e proteggono il meglio del “Made in Italy”, appunto le Eccellenze italiane”, al di fuori dei confini della nostra Patria.

Come sottolineano gli organi superiori del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero, “consideriamo i connazionali che promuovono le nostre Eccellenze nel mondo dei veri Ambasciatori”.

L’Ambasciatore delle Eccellenze Italiane all’estero agisce come un rappresentante positivo dell’Italia, contribuendo a far conoscere e apprezzare la ricchezza culturale, artistica, culinaria e industriale del nostro Paese. Questo può avvenire attraverso la promozione di prodotti italiani di alta qualità, la partecipazione ad eventi culturali, la creazione di partnership internazionali e molto altro.

La Croce simboleggia la bandiera Italiana che si sovrappone a una rosa dei venti di colore azzurro. Quest’ultima rappresenta gli Italiani nel mondo, mentre le foglie di alloro dorate, nel contesto dell’azzurro circostante, indicano, come accadeva nell’antichità, il valore di queste persone.

Il Presidente, Ricardo Merlo

I Vice Presidenti, Vincenzo Odoguardi e Mario Borghese

 




L’intervento del Ministro degli Esteri Tajani al Meeting di Rimini

intervento del vice pdc e ministro degli esteri antonio tajani al meeting di rimini

intervento del vice pdc e ministro degli esteri antonio tajani al meeting di riminiIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, sarà oggi al Meeting di Rimini.

Il Vicepremier interverrà all’evento “Le nostre comuni sfide con l’Africa”, moderato da Giampaolo Silvestri, Segretario Generale di AVSI, una delle principali ONG italiane nel settore della cooperazione internazionale.

Segui la diretta: https://www.youtube.com/meetingdirimini

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale partecipa per il quinto anno consecutivo al Meeting di Rimini con un Padiglione Internazionale, intitolato quest’anno “Le strade dell’amicizia: percorsi e storie della Cooperazione Italiana”. È un’ampia area espositiva dedicata all’impegno della Cooperazione Italiana e dei suoi partner per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.




È morto Toto Cutugno, aveva 80 anni

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Si è spento Toto Cutugno, aveva 80 anni. Il cantautore è morto oggi pomeriggio all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato.

Era malato da tempo di un tumore alla prostata le cui metastasi hanno raggiunto i reni.

 

ag. dire – www.dire.it




Tajani domani al Meeting di Rimini

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tajanimessicovertIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, parteciperà domani, mercoledì 23 agosto, al Meeting di Rimini.

Il Vicepremier interverrà all’evento “Le nostre comuni sfide con l’Africa”, moderato da Giampaolo Silvestri, Segretario Generale di AVSI, una delle principali ONG italiane nel settore della cooperazione internazionale.

Secondo Tajani, “il Meeting di Rimini si conferma una straordinaria opportunità di incontro e di confronto sui principali temi dell’attualità internazionale. I valori del Meeting sono anche i valori della nostra politica estera: amicizia, dialogo, ricerca della via diplomatica per la soluzione dei conflitti, quanto mai necessari nell’attuale contesto internazionale”.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale partecipa per il quinto anno consecutivo al Meeting di Rimini con un Padiglione Internazionale, intitolato quest’anno “Le strade dell’amicizia: percorsi e storie della Cooperazione Italiana”. È un’ampia area espositiva dedicata all’impegno della Cooperazione Italiana e dei suoi partner per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Quest’anno abbiamo voluto mettere l’accento sul nesso tra cambiamenti climatici e sicurezza alimentare, con un particolare focus sull’Africa”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo che “sono temi interconnessi cui il Governo ha deciso di rispondere con una strategia articolata, avviata dalle conferenze di luglio scorso su “Sviluppo e Migrazioni” e sulla “Sicurezza Alimentare”, che proseguirà con la presentazione del Piano Mattei al prossimo Vertice Italia – Africa, fino alla Presidenza G7 del 2024”.