Italia sempre più tropicale: Mediterraneo più caldo del Mar dei Caraibi

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Caldo record in Italia e temperature asfissianti sulla penisola, ma non è finita. In arrivo infatti l’anticiclone Caronte bis e, con lui, una nuova fiammata africana con porterà i termometri oltre i 45°C anche in Puglia con picchi di 48°C, di nuovo, in Sardegna. Oltre alle ondate di calore, però, ecco arrivare anche eventi estremi con maxi grandinate, nubifragi e alluvioni: un mix che sta trasformando il clima in Italia, sempre più tropicale.
E tutto questo calore scalderà anche i nostri mari: il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) prevede per fine luglio una temperatura dell’acqua di 32°C, più calda anche di quella del Mar dei Caraibi! Nel prossimo futuro, con il Riscaldamento Globale, avremo un cambiamento degli ecosistemi, della fauna ittica e anche della vegetazione marina, oltre a tutte le conseguenze ‘terrene’ che stiamo vivendo in questi giorni.

Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, ricorda infatti che le conseguenze che colpiscono le terre emerse sono più evidenti di quelle marine, ma non per questo dobbiamo dimenticare il gravissimo problema delle ‘MHW’, le ‘Ondate di Calore Marino’, sempre più frequenti con l’acqua del mare che ‘bolle’. Ce ne accorgiamo facendo il bagno in Italia ormai da anni, ma questo 2023 sembra ancora peggio del 2022.

Sulla terraferma, oltre al calore (al caldo asfissiante per essere precisi), viviamo anche il disastro degli eventi estremi provocati dal Riscaldamento Globale: mai come in questo mese abbiamo capito che, dopo una fase di Anticiclone Africano a 40-48°C, arrivano sempre puntuali i nubifragi, la grandine distruttiva e le alluvioni.

I fenomeni estremi suddetti, infatti, sono collegati strettamente al caldo ed all’umidità: più una massa d’aria è calda e maggiore è l’umidità contenuta, umidità che va a formare gocce di pioggia, chicchi di grandine e rovesci temporaleschi. Inoltre, più è calda l’aria e più è leggera: in questo modo il vapore sale fino a 10 km di altezza dentro i cumulonembi, gela e causa grandine grossa anche 10 cm come successo negli ultimi giorni in Pianura Padana.

Insomma, caldo africano, grandinate record, venti tempestosi: è il nuovo clima con il Riscaldamento Globale, un’Italia sempre più tropicale.

E l’emergenza non è finita: è in arrivo Caronte Bis, con l’inizio della nuova settimana che sarà ancora più rovente.

Per quanto riguarda le prossime ore, intanto, è previsto comunque un sabato temporalesco al Nord-Est, un leggero calo termico al Centro e ancora tantissimo sole e caldo al Sud. Domenica il tempo sarà più stabile e soleggiato e le temperature torneranno a salire anche al Nord.

Come detto, poi, la nuova settimana vivrà il Bis di Caronte e, per adesso, non vediamo la fine di questo caldo bestiale: d’altronde Caronte, il traghettatore delle anime, sta compiendo il suo lavoro come da previsione, portandoci dentro al picco dell’inferno meteorologico.

adnkronos.com




Volare, ma quanto mi costi…!

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aircraft 994943 1280Si è tenuta oggi al Mimit la commissione di allerta rapida dei prezzi sul caro-voli, a cui hanno partecipato le associazioni di categoria del comparto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del suo intervento ha ribadito l’urgenza di un’inversione di tendenza rispetto ai prezzi dei voli nazionali, in particolare per le tratte da e per le Isole in regime di continuità territoriale.

A tal proposito ha annunciato che è in via di definizione un intervento normativo, di concerto con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, volto a contrastare eventuali pratiche commerciali scorrette da parte dei vettori. Gli ultimi dati, illustrati dal Garante per la sorveglianza sui prezzi Benedetto Mineo, evidenziano come l’aumento del prezzo medio dei voli sia di circa il 40% rispetto al 2022 e abbia toccato vette fino al +70% in alcune tratte. Nel contempo invece la dinamica del prezzo del jet-fuel, il carburante di riferimento per il settore dell’aviazione civile, mostra a giugno una riduzione di circa il 45% rispetto allo scorso anno.

agi.it




Sondaggio Dire-Tecnè: cala la fiducia degli italiani nel Governo

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sondaggio dire tecne 3 fileminimizer fileminimizerSi abbassa la fetta di italiani che ha fiducia nel governo Meloni. Coloro i quali non hanno fiducia nell’esecutivo guidato dalla presidente di FdI questa settimana crescono dello 0,3%, ma resta comunque chiaro il vantaggio di coloro che invece hanno fiducia nell’esecutivo, anche se calano dello 0,1%. È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica, estensione territoriale nazionale, interviste effettuate il 13 e 14 luglio 2023. Il governo ha la fiducia del 47,4% degli intervistati, -0,1% per l’appunto rispetto a sette giorni fa. Aumenta leggermente (+0,3%) la percentuale di chi non ha fiducia, ora al 46,5%, non sa il 6,1% (-0,2%).

DIRE-TECNÈ: FDI SCENDE DI POCO, PD SALE DI POCO, POCO MOSSI ALTRI

Leggero calo per i Fratelli d’Italia e leggero aumento per il Partito democratico: se il partito di Giorgia Meloni perde lo 0,3% quello di Elly Schlein sale nella stessa misura, +0,3%. Poco mossi gli altri partiti. M5S stabile al 15,5% (0,2%) così come Forza Italia all’11%, nessuna variazione con la scorsa settimana. Seguono Lega all’8,7% (+0,1); Azione al 3,5% (-0,1); Avs al 3,2% (+0,1); Italia Viva scende al 2,5% (-0,1%); Più Europa ferma al 2,4%, altri fermi al 4,1.

DIRE-TECNÈ: CALA LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI IN MELONI

In leggero calo anche questa settimana la fiducia nel presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che mantiene comunque il placet della maggioranza degli italiani. La presidente del consiglio ottiene il 53,3% della fiducia, -0,2% rispetto alla scorsa settimana. In leggero aumento (+0,3%) coloro che non hanno fiducia nella presidente del Consiglio, che si assestano ora al 42,7%. Non sa il 4% (-0,1%).

ag. Dire – www.dire.it




Parla il proprietario della barca affondata nel Lago Maggiore: “Non mi hanno detto che erano 007”

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downloadPer la prima volta Claudio Carminati, il comandante della barca con a bordo 23 agenti segreti affondata nel lago Maggiore, parla ai magistrati.

Stando a quanto apprende l’AGI, alla domanda su come gli 007 siano finiti sulla `Gooduria´, spiega di essere stato avvicinato da «un uomo che si qualificò come un carabiniere» che gli chiese se fosse stato disponibile ad accompagnare «una delegazione con stranieri provenienti dal Canada» a una gita in acqua dolce.

Solo dopo la tragedia avrebbe capito che quell’ uomo, che già aveva incontrato nel 2022, era un rappresentante dell’intelligence italiana. Carminati, accusato di omicidio e naufragio colposi, ha negato in modo deciso di sapere che avesse a che fare con una comitiva così `particolare´ e di averlo scoperto solo dopo che la tromba d’aria provocò 4 morti. Durante la gita, ha aggiunto Carminati, solo una persona dell’equipaggio gli rivolse la parola una volta.

Queste affermazioni sono state rese durante l’interrogatorio davanti alla gip Piera Bossi seguito al provvedimento della Procura di Busto d’Arsizio che, venerdì scorso, aveva disposto nei suoi confronti il diovieto di espatrio e l’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria. Una decisione motivata dal fatto che l’indagato aveva chiesto il passaporto in Questura per andare in Russia. Nel timore che scappasse a indagini in corso, la Procura lo aveva bloccato.

A suo dire, questo ha riferito agli investigatori, voleva andare a Rostov per visitare la figlia della moglie Anna Bozhkova, morta nel naufragio, con la quale viveva in barca. Ai magistrati ha assicurato che avrebbe rinunciato a chiedere il passaporto e la sua misura è stata ridotta: confermato il divieto di espatrio ma obbligo di firma `solo´ due volte alla settimana. Sempre durante l’interrogatorio seguito alla misura cautelare, Carminati ha fatto presente che «in 15 anni di navigazione sulla mia barca nessuno mi ha mai fermato per controllare che fossi in regola».

Tra le contestazioni a suo carico, ci sono quelle di avere fatto salire a bordo 23 persone su un’imbarcazione omologata per 15 e di non avere a bordo abbastanza giubbotti di salvataggio per tutti. I consulenti nominati dalla Procura e dai familiari di una delle vittime, Tiziana Barnabi, avranno anche il compito di stabilire se tutto si sia svolto in un lasso di tempo così veloce, pochi secondi, come ha riferito Carminati ai pm, che anche l’eventuale presenza di eventuali dispositivi di salvataggio sarebbe stata inutile.

Il comandante non ha nominato un suo consulente anche perché, senza casa, senza lavoro e senza moglie, non ha disponibilità economiche. Al momento viene aiutato dagli amici che lo ospitano e hanno anche organizzato delle collette per lui.

agi.it




Mattarella ricorda Borsellino e via D’Amelio

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19mattabors“Nell’anniversario della strage di via D’Amelio la Repubblica si inchina alla memoria di Paolo Borsellino, magistrato di straordinario valore e coraggio, e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – che con lui morirono nel servizio alle istituzioni democratiche”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il trentunesimo anniversario della Strage di via D’Amelio, un “barbaro eccidio” che “compiuto con disumana ferocia colpì l’intero popolo italiano e resta incancellabile nella coscienza civile”.
“Il nome di Paolo Borsellino, infatti, al pari di quello di Giovanni Falcone, – sottolinea il Capo dello Stato – mantiene inalterabile forza di richiamo ed è legato ai successi investigativi e processuali che misero allo scoperto per la prima volta l’organizzazione mafiosa e ancor di più è connesso al moto di dignità con cui la comunità nazionale reagì per liberare il Paese dal giogo oppressivo delle mafie”.
Borsellino e Falcone “avevano dimostrato che la mafia poteva essere sconfitta”, aggiunge Mattarella. “Il loro esempio ci invita a vincere l’indifferenza, a combattere le zone grigie della complicità con la stessa fermezza con cui si contrasta l’illegalità, a costruire solidarietà e cultura dove invece le mafie puntano a instillare paura”.
“In questo anniversario, – conclude – desidero rinnovare i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari di Paolo Borsellino e degli altri servitori della Stato che pagarono con la vita la difesa della nostra libertà”. (aise) 




Rimarremo senza il grano dell’Ucraina?

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downloadLa decisione della Russia di interrompere l’accordo sul grano “è un’altra offesa contro l’umanità”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni commentando lo stop di Mosca all’intesa per l’esportazione di grano attraverso il Mar Nero dai porti ucraini. “La decisione della Russia di interrompere l’accordo del grano è l’ulteriore prova su chi è amico e chi è nemico dei paesi più poveri. Riflettano i leader di quelle nazioni che non vogliono distinguere tra aggredito e aggressore. Usare la materia prima che sfama il mondo come un’arma è un’altra offesa contro l’umanità”, dichiara Meloni.

La Russia ha reso noto di avere preso la decisione dopo aver constatato che gli impegni con la parte russa non sono stati rispettati. “L’accordo sul grano è sospeso”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che “la Russia ha informato ufficialmente le parti turca e ucraina, cosi’ come il Segretariato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

E la decisione è definitiva, ha reso noto l’agenzia Tass, citando un alto funzionario di Mosca all’Onu. “Condanno la decisione unilaterale della Russia di ritirarsi dall’Iniziativa del grano del Mar Nero, nonostante gli sforzi del nostro alleato Turchia e dell’Onu. La guerra illegale della Russia contro l’Ucraina continua a danneggiare milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo“, ha scritto in un tweet il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Prima di lui era stato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ad affermare che la mossa si ripercuoterà su milioni di persone che ne “pagheranno il prezzo”.

Zelensky: “Export anche senza la Russia”

L’Ucraina è pronta a mantenere le sue esportazioni di cereali anche senza la Russia. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky. “Anche senza la Russia, tutto deve essere fatto perché possiamo utilizzare questo corridoio per le esportazioni nel Mar Nero. Non abbiamo paura“. La dichiarazione è stata riportata dal suo portavoce Serguii Nykyforov su Facebook.

In serata Zelensky aggiunge sui social: “La posizione dell’Ucraina è sempre stata e sarà la più chiara possibile: nessuno ha il diritto di distruggere la sicurezza alimentare di nessuna nazione. Se un gruppo di persone da qualche parte al Cremlino pensa di avere il diritto di decidere se il cibo sarà in tavola in diversi paesi: Egitto o Sudan, Yemen o Bangladesh, Cina o India, Turchia o Indonesia… allora il mondo ha l’opportunità di dimostrare che il ricatto non è consentito a nessuno. L’Africa ha diritto alla stabilità.

L’Asia ha diritto alla stabilità. L’Europa ha tutto il diritto alla stabilità. L’anno scorso, il mondo ha intrapreso l’azione giusta per quanto riguarda la minaccia russa alla sicurezza alimentare: insieme a Turchia e alle Nazioni Unite, abbiamo lanciato la Black Sea Grain Initiative.

I suoi risultati sono eloquenti: quasi 33 milioni di tonnellate di prodotti agricoli sono stati esportati in 45 paesi. E ho inviato lettere ufficiali al Presidente Erdogan e al Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres con una proposta per continuare l’Iniziativa per i cereali del Mar Nero o il suo analogo in un formato trilaterale, come è meglio. Ucraina, Nazioni Unite e Turchia possono garantire congiuntamente il funzionamento del corridoio alimentare e l’ispezione delle navi”.

Erdogan: “Parlerò con Putin”

“Parlerò con Putin per Il rinnovo dell’accordo sul grano”. Non ha perso le speranze di rinnovare l’intesa tra Russia e Ucraina il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la cui mediazione fu essenziale un anno fa per giungere all’accordo scaduto oggi, che ha permesso in quest’anno il passaggio di 36 tonnellate di grano e fertilizzanti ucraini bloccati dalla guerra.

“Ci impegniamo affinché il conflitto tra Russia e Ucraina non spiani la strada – ulteriori drammi. Ripeto che la pace non ha perdenti. Lo scorso anno un grande successo è stato raggiunto con la conclusione dell’accordo che ha permesso il passaggio di più di 33 milioni di tonnellate di grano. Un accordo che ha allontanato la prospettiva di una crisi alimentare e per cui ringrazio ancora tutte le parti. Parlerò con Putin prima e poi lo aspetto in Turchia ad agosto”, ha detto Erdogan stamane

Cosa dice l’intesa

Il portavoce del Cremlino si riferisce alla riconnessione della banca agricola russa, Rosselkhozbank, allo SWIFT, alla revoca delle sanzioni sui pezzi di ricambio per le macchine agricole, allo sblocco della logistica dei trasporti e delle assicurazioni, allo sblocco dei beni e alla ripresa del gasdotto per l’ammoniaca Togliatti-OdesSa, esploso il 5 giugno. Queste aspirazioni russe sono contenute in un memorandum firmato tra la Russia e le Nazioni Unite, che Mosca considera vincolante per l’attuazione dell’accordo sui cereali.

“In pratica, gli accordi sul Mar Nero sono scaduti oggi. Purtroppo, la parte dell’accordo sul Mar Nero che riguarda la Russia non è stata rispettata. Pertanto, (l’accordo) perde la sua forza”, ha spiegato.

Formalmente, l’intesa è in vigore fino alla mezzanotte di oggi ora di Mosca (le 23 italiane) ma sabato l’ultima nave con cibo ucraino ha lasciato Odessa, mentre nuove navi non sono entrate nel Mar Nero dal 27 giugno.

Chi ha firmato l’accordo

L’iniziativa del Mar Nero è stata firmata dai rappresentanti di Russia, Turchia, Ucraina e ONU 22 luglio 2022. Dal 18 marzo 2023 Mosca ha esteso l’accordo per 60 giorni – fino al 18 maggio, e poi – fino al 17 luglio.

Pochi giorni prima della scadenza dell’accordo, il 13 luglio, il presidente Vladimir Putin ha detto che nulla era stato fatto per la Russia come parte dell’accordo sul grano, era un gioco a senso unico. Ma Mosca ha volontariamente esteso questo documento “molte volte”.

Borrell: “Mosca usa la fame come un’arma”

“Mi rammarica dire che oggi la Russia ha rifiutato di prorogare quest’accordo ed è qualcosa di molto serio che creerà molti problemi a tante persone nel mondo. D parte nostra faremo tutto quello che possiamo con le nostre corsie di solidarietà per rendere accessibile il grano ucraino alle persone che ne hanno bisogno”. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al vertice Ue-Celac. “Io incolpo la Russia per questa scelta, quella di usare la fame delle persone come arma”, ha aggiunto.

Sunak: “Deludente”

Per il premier britannico Rishi Sunak, “la marcia indietro di Mosca dall’accordo sull’esportazione del grano ucraino attraverso il Mar Nero è “deludente”.  Mosca “ruberà a milioni di persone l’accesso al grano vitale”, ha sottolineato il primo ministro inglese.

agi.it




Cinquanta turisti italiani bloccati in Egitto per il caos voli

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downloadArriva finalmente una buona notizia per i 50 turisti italiani bloccati a Sharm El Sheik, in Egitto, dopo la cancellazione causa sciopero del volo di Wizz Air diretto a Napoli sabato 15 luglio. “Alcuni familiari da Napoli sono riusciti a mettersi in contatto con il servizio clienti di Wizz Air che, dopo aver detto che dovevamo procurarci noi il nuovo volo, ci ha cambiato la prenotazione e generato delle carte d’imbarco per il volo di sabato 22 luglio – ha raccontato una turista alla Dire-. Noi abbiamo accettato, ma ci siamo dovuti muovere autonomamente perché Wizz Air non ci aveva dato alcuna informazione. Spero non ci faranno problemi in albergo dove siamo a spese della compagnia, una soluzione per tornare è stata trovata, ma dover restare qui una settimana ancora, perché hanno specificato che non ci sarà un volo aggiuntivo, può diventare un problema per chi doveva rientrare”.

IL RACCONTO DEI TURISTI BLOCCATI IN EGITTO

Fino a questa mattina il gruppo brancola nel buio, non avendo ricevuto comunicazioni da Wizz Air sul da farsi. “Ad ora non abbiamo ancora nuove notizie – aveva raccontato la turista alla Dire-. Siamo in albergo con pensione completa. Ci è stato detto che il pagamento è a carico della compagnia aerea, ma da quello che sappiamo c’è in corso una trattativa tra la compagnia e l’albergo che ci ha anche avvertito che non hanno avuto ulteriori risposte e quindi non sappiamo come proseguiranno i prossimi giorni. Da Wizz Air, però, non abbiamo ricevuto alcuna notizia su quando potremo tornare in Italia”.

L’azienda ungherese aveva inviato agli utenti registrati un link tramite cui richiedere il rimborso e prenotare un altro volo, ma il sito era inaccessibile. Gli italiani a Sharm hanno contattato anche il Consolato per provare ad ottenere risposta, ma la compagnia non rispondeva alle e-mail.

Una rappresentanza delle famiglie napoletane tra i turisti bloccati si era anche rivolta al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per raccontare il problema e chiedere di poter rientrare in Italia. “Non capiamo perché la compagnia aerea – attacca il parlamentare – si sia data alla ‘latitanza’. È suo dovere rispondere alla richiesta degli utenti e fare di tutto per far rientrare gli italiani bloccati a Sharm. Stiamo interessando della questione il ministero degli Esteri affinché si attivi per riportare tutte le famiglie in patria entro pochissimi giorni dato che tra di esse ci sono persone bisognose di cure”.

ag. Dire – www.dire.it




Salvato turista italiano che si era perso nell’Amazzonia brasiliana

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downloadLe autorità dello stato brasiliano dell’Amazzonia hanno localizzato questo venerdì un turista italiano che si era perso nella giungla da mercoledì scorso, hanno riferito fonti ufficiali.

L’identità del turista non è stata resa nota, ma secondo il portavoce dei vigili del fuoco di Presidente Figueiredo, una città a circa 150 chilometri a sud del confine con la Colombia, è stato individuato dai soccorritori nel mezzo della giungla e “in uno stato di confusione”.

Sebbene fosse indebolito, sembrava essere in “buona salute” ed è stato trasferito in un ospedale a Presidente Figueiredo per sottoporsi a test.

La città conta circa 25.000 abitanti e negli ultimi anni è diventata meta del turismo d’avventura, oggi una delle principali attività economiche della zona.




Paraguay. Arrestati ed estradati due esponenti della ‘Ndrangheta

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downloadI due presunti membri della potente mafia italiana ‘Ndrangheta catturati mercoledì scorso da agenti della polizia nazionale paraguaiana e dell’Interpol sono stati espulsi dal Paese in un’operazione fortemente sorvegliata dalle forze di sicurezza e che è stata trasmessa dalla stampa.

I cittadini italiani hanno viaggiato accompagnati da quattro agenti di custodia del Nucleo Specializzato Estradizione di Interpol Paraguay, che hanno consegnato i detenuti a membri di Interpol Italia e della Procura di Roma, all’ufficiale di collegamento Interpol e capo della sezione informata EFE. Relazioni, Vice Commissario Juan Fretes.

Gli arrestati – che avrebbero lo stesso nome di Giuseppe Giorgi, rispettivamente di 26 e 22 anni – sono stati trasferiti con un volo commerciale dall’aeroporto Silvio Pettirossi di Asunción, con destinazione finale a Roma e con precedente scalo a Madrid.

I membri dell’Interpol Paraguay “sono responsabili della custodia e del trasferimento sicuro di questi due cittadini italiani a Roma, in Italia”, ha spiegato.

I due Giorgi sono stati catturati mercoledì in un’operazione della Polizia Nazionale, allertata dall’Interpol, nella località di Itacurubí del Rosario, 190 chilometri a nord-ovest della capitale Asunción.

Nell’operazione di cattura sono state arrestate anche altre due persone che erano con gli italiani a bordo di un automezzo. Si tratta di Julio Das Chagas, brasiliano, 41 anni; e Osvaldo Cáceres, paraguaiano, 25 anni.

Chagas e Cáceres sono in stato di fermo a disposizione del Pubblico Ministero paraguaiano.

L’arresto di queste quattro persone è stato reso effettivo grazie al progetto ICAN, un sistema di allerta rapido globale e cooperazione di polizia multilaterale nella lotta contro questo gruppo criminale italiano, ha spiegato il ministro dell’Interno e della Giustizia, Federico González, giovedì alla radio ABC Cardinale. EFE




Sciopero negli aeroporti italiani. La situazione

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1fc7565a0e8fe279a01d4cb363a1454eNon ci sono file chilometriche negli aeroporti italiani, nella giornata in cui i sindacati hanno proclamato lo sciopero per i servizi di handling e check-in.

Uno sciopero che non è piaciuto al vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha detto di essere “pronto ad intervenire”.

Sul piede di guerra i consumatori del Codacons, che annunciano un esposto alle Procure ed alla Corte dei Conti. Ipotesi: interruzione di servizio pubblico e danni per centinaia di milioni.

L’agitazione è iniziata alle 10 e terminerà alle 18, e finora i voli cancellati nei diversi aeroporti sono 516. Un numero in linea con le previsioni che parlavano di circa 1.000 voli a rischio. Lo stop era già ampiamente annunciato, e quindi i passeggeri, tranne pochi casi e quelli su voli protetti (per la continuità territoriale), non sono andati negli scali. L’astensione dal lavoro riguarda anche i piloti di Malta Air, che opera i voli di Ryanair, e che incrociano le braccia dalle 12 alle 16 anche. E sempre oggi è previsto lo sciopero fino alle 18 di piloti e assistenti di volo di Vueling.

Tra gli aeroporti più grandi, quello di Roma-Fiumicino, dove i voli cancellati preventivamente dalle compagnie aeree sono stati circa 200 tra arrivi e partenze nazionali e internazionali. I passeggeri sono stati passeggeri informati, per evitare di farli arrivare in aeroporto e rischiare poi di non trovare il proprio volo, e quindi riprotetti sui primi voli utili, operati in alcuni casi anche con aerei più capienti. Negli aeroporti di Milano Linate e della Malpensa tantissimi sono i taxi vuoti e disponibili. Non si registra nessuna coda, pochi i passeggeri che si avviano ai ‘gate’ di partenza in un silenzio surreale. Ma c’è qualcuno che nonostante tutto in aeroporto c’è andato. E’ il caso dell’aeroporto torinese di Caselle dove stamani c’era solo una coppia di albanesi che avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo per Tirana delle 14,40: “Non sapevano che tutti i voli fossero stati cancellati”.

La situazione a Fiumicino

Voli cancellati preventivamente dalle compagnie aeree (circa 200 tra arrivi e partenze nazionali e internazionali) e passeggeri informati, per evitare così di farli arrivare in aeroporto e rischiare poi di non trovare il proprio volo, e quindi riprotetti sui primi voli utili operati in alcuni casi anche con aerei più capienti. Queste le principali contromisure adottate a Fiumicino mirate ad “arginare” l’impatto sull’operatività dello scalo dove al momento non si registrano disagi nella giornata di sciopero nazionale di 8 ore del personale dipendente delle società di handling aeroportuale, piloti e assistenti di volo della Vueling e di 4 ore (dalle 12 alle 16) dei piloti di Malta Air, che opera i voli di Ryanair.

Dalle 10 è intanto in corso all’esterno del terminal partenze T3, controllato dalle forze dell’ordine, un presidio di una quarantina di lavoratori dell’handling organizzato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo che terminerà alle 13

A Linate e Malpensa cancellati 150 voli

Lo sciopero di 8 ore del personale di terra, piloti ed equipaggi di diverse compagnie aeree ha portato finora a circa 150 voli cancellati tra arrivi e partenze su un totale di 800 normalmente previsti negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Si tratta di voli cancellati in largo anticipo dalle compagnie e quindi con i passeggeri degli stessi avvisati e in gran parte ‘riprogrammati’. Nei due scali non si registrano disagi particolari con l’attività che per il resto prosegue normalmente, segnala la Sea, la società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa. Molto marginali per ora le conseguenze dell’agitazione nell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. Al momento i voli cancellati sono due nella serata di ieri, con l’intenso movimento incentrato anche sulle vacanze estive che rimane pressoché normale.

34 i voli cancellati a Palermo

Sono 34 i voli cancellati all’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino per lo sciopero nazionale del personale di terra degli aeroporti, degli addetti ai servizi di handling e di check-in: i lavoratori sono impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto scaduto da 6 anni. Le cancellazioni potrebbero salire visto che la protesta si incrocia con lo sciopero di piloti e assistenti di volo di alcune compagnie aeree quali Vueling e Malta Air, che opera i voli di Ryanair.

101 voli cancellati a Venezia

Pesanti ripercussioni si sono avute negli aeroporti del Veneto a causa dello sciopero. A Venezia, su 227 voli programmati (arrivi e partenze) ne sono stati cancellati 101. La situazione nello scalo però, si apprende da fonti aeroportuali, è tranquilla; le compagnie avevano avvisato per tempo i passeggeri in partenza, così l’aerostazione del ‘Marco Polo’ si presenta insolitamente semideserta. Quanto agli altri due aeroporti del Veneto, gestiti sempre da Save, Verona ha registrato la cancellazione di 30 dei 128 voli previsti, Treviso soltanto due, rispetto al programma di 54 aerei tra arrivi e partenze. Qui la particolarità è però che la società di handler è gestita direttamente dall’aeroporto Canova.

A Napoli cancellato il 40% dei voli

Sono 118 i voli cancellati all’aeroporto di Napoli (59 in arrivo e 59 in partenza) per effetto dello sciopero del settore aereo previsto, il 40 per cento dei 284 voli originariamente programmati. La situazione a Capodichino è comunque tranquilla e senza file: le compagnie aeree hanno avvisato per tempo i viaggiatori prenotati sui voli cancellati, quindi non si prevedono situazioni di particolare criticità. Stamane, in occasione dello sciopero, si è svolto un presidio dei lavoratori dell’aeroporto di Capodichino nell’area esterna lato partenze, per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da oltre sei anni.

A Caselle solo una coppia

L’aeroporto torinese di Caselle si presenta oggi deserto, come al tempo del Covid. Bar e negozi sono aperti, ma vuoti. Le compagnie aeree responsabili che gestiscono i 30 voli cancellati oggi dalle 10 alle 18 hanno avvisato in tempo i passeggeri che quindi non si sono neppure presentati allo scalo. I voli cancellati a Caselle sono 13 di Ryanair, 4 di Ita, 2 Wizz, 2 Air France, 2 Iberia, 2 Air Dolomiti, 1 KLM, oltre a 2 voli charter da e per Stoccolma che trasportavano turisti tutti diretti in Val d’Aosta. All’aeroporto torinese oltre agli agenti di polizia di Stato e agli addetti alle pulizia c’era solo una coppia di albanesi che avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo per Tirana delle 14,40. “Non sapevano che tutti i voli sono stati cancellati – hanno spiegato – volevamo andate a trovare i nostri parenti per 5 giorni, ma ora cancelliamo il viaggio perché non c’è un altro volo per Tirana fino alla prossima settimana. Ci riproveremo in futuro. Ci hanno detto che questo volo di andata ci verrà rimborsato, ma quello di ritorno no, lo dovremo ripagare. Una cosa ingiusta”, dice la coppia.

ansa.it