Domani non si volerà. Disservizi in arrivo per 270 mila viaggiatori

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aeroportoNuovo sciopero nazionale del settore del trasporto aereo per la giornata di sabato 15 luglio. Uno sciopero che avrà pesanti ripercussioni nei passeggeri, con voli cancellati e voli in ritardo. Secondo una stima di ItaliaRimborso, oltre 270mila i viaggiatori italiani possono subire un disservizio per lo sciopero aereo.

Per lo sciopero di sabato 15 luglio, l’Enac ha diffuso l’elenco dei voli garantiti, che riguardano i movimenti aerei da e per l’Italia. Basta consultare il link dove sono presenti tutte le tratte aeree garantite. Le compagnie aeree hanno iniziato a cancellare con anticipo i voli coinvolti nello sciopero di sabato 15 luglio. I vettori aerei dovrebbero fornire assistenza, proponendo un volo alternativo al passeggero, così come previsto dal Regolamento Comunitario 261/2004. Ecco quindi che il viaggiatore si trova in una situazione di totale difficoltà. In caso di sciopero aereo del comparto aereo nazionale, il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria, ma può comprarsi a proprie spese un nuovo volo alternativo, anche con una compagnia aerea diversa rispetto a quella inizialmente scelta. Ciò avviene qualora il passeggero non venga adeguatamente riprotetto dal vettore aereo. Queste somme sborsate per via dello sciopero aerei possono essere rimborsate, così come le spese per qualsiasi altro mezzo di trasporto utilizzato per giungere alla destinazione inizialmente programmata, eventuali notti in hotel in più e pasti nei giorni in cui è stato provocato il disservizio aereo.

La stagione estiva è entrata nel vivo ed è evidente la crescita delle ultime settimane delle proposte delle destinazioni da parte delle compagnie aeree- dice Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso- Proporzionalmente, però, sono cresciuti i disservizi aerei, così come gli scioperi, dove il passeggero può subire un ritardo o una cancellazione del volo. Il viaggiatore, qualora non riprotetto dal vettore aereo con un nuovo volo, può sicuramente sostituirsi all’assistenza della compagnia aerea e sostenere tutte le spese per raggiungere la meta prefissata. In questo caso sarà poi possibile avviare un reclamo di rimborso spese, rivolgendosi direttamente al vettore aereo o ad una claim company”.

L’amministratore di ItaliaRimborso, che fornisce assistenza gratuita ai passeggeri, vittime dei disservizi aerei, chiarisce i diritti del viaggiatore in caso di sciopero: “Nei casi di sciopero del comparto aereo, al passeggero non spetta la compensazione pecuniaria, prevista dal Regolamento Comunitario 261/2004, che oscilla da 250 a 600 euro, ma solo ed esclusivamente il rimborso delle spese per raggiungere la meta, se queste comprovate da scontrini e/o fatture”.

ag. Dire – www.dire.it




La Meloni a fine mese andrà a Washington da Biden

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213151966 033b065b 7021 467a 8539 3e742a36cb89Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, riceverà la premier italiana, Giorgia Meloni, il 27 luglio. Lo conferma la Casa Bianca. Questo incontro servirà a “riaffermare la forte relazione tra Stati Uniti e Italia”, ha detto in una nota la portavoce presidenziale americana Karine Jean-Pierre.

Il presidente democratico e la premier italiana affronteranno interessi strategici comuni, tra cui “l’impegno condiviso a continuare a sostenere l’Ucraina di fronte all’aggressione russa”. Sul tavolo anche il tema degli sviluppi della situazione in Nord Africa e “un più stretto coordinamento transatlantico rispetto alla Cina e alla prossima presidenza italiana del G7“, che l’Italia assumerà nel 2024.

Biden ha invitato Meloni negli Stati Uniti il 26 giugno scorso in una conversazione telefonica, anche se allora non fu specificata la data.

agi.it




Il Comitato di Presidenza del Cgie incontra da remoto il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli

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cgie22Si è svolto ieri un incontro online fra il nuovo Comitato di Presidenza del Cgie e il Sottosegretario agli Esteri con delega per gi Italiani nel Mondo Giorgio Silli. Le risultanza dell’incontro sono state illustrate alla stampa dal Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone e da alcuni consiglieri. “Abbiamo notato una grande disponibilità da parte del Sottosegretario a farsi parte propositiva di molte nostre sollecitazioni e credo che ci sia davvero una volontà per fare bene”, ha esordito Schiavone. Il Segretario Generale ha poi segnalato come durante la riunione siano emersi tre macro argomenti principali: “il primo riguarda la programmazione delle attività del Cgie per la seconda parte dell’anno a medio e breve termine in ambito sociale, culturale, informativo e politico”. Un altro argomento in discussione ha riguardato le riforme legislative nell’ambito della rappresentanza. “ A causa della chiusura anticipata della legislatura precedente, . ha ricordato Schiavone-  diversi iter legislativi, tra i quali le leggi di riforma dei Comites, della cittadinanza e del voto all’estero sono rimasti bloccati”. Per questo il Segretario Generale del Cgie ha chiesto al sottosegretario di riaprire queste tematiche “per rinnovare e riformare gli aspetti essenziali” sui quali sono costruiti i diritti degli italiani all’estero. La discussione con il sottosegretario ha toccato anche la questione di preparare le elezioni europee favorendo la partecipazione dei connazionali che vivono in uno dei 27 paesi membri. Si è anche parlato della ripartenza delle  attività preparatorie della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie “che nel dicembre del 21 ha approvato delle linee guida programmatiche per le comunità degli italiani all’estero impegnando i vari soggetti dello Stato”. Altro tema in discussione la promozione e il sostegno alla stampa italiana all’estero “perché la normativa attuale – ha rilevato Schiavine – va, dal nostro punto di vista, aggiornata e dovrà tener conto dei nuovi strumenti utilizzati per la moderna comunicazione”. Anche su questa tematica, per Schiavone, vi è la disponibilità dell’Esecutivo a lavorare insieme al Consiglio Generale. Si è inoltre parlato di come la variegata realtà degli italiani all’estero dovrà essere coinvolta nella programmazione del progetto del Turismo delle Radici, promosso dalla Farnesina nell’ambito del Pnrr. Un altro tema ha riguardato la parte finanziaria, ossia il funzionamento dei servizi consolari, le risorse umane e il recupero dei fondi per il funzionamento dei Comites che sono stati dimezzati. Senza dimenticare i contributi del Maeci alle associazioni e agli organismi di assistenza presenti nel mondo. Schiavone ha anche segnalato che il Cgie dialogherà in vista della preparazione della finanziaria di fine anno. La promozione della lingua italiana è stato un altro argomento oggetto di discussione: “In tutti gli ambiti che attengono gli Istituti Italiani di Cultura, le scuole pubbliche e paritarie,  i Comitati Dante Alighieri all’estero. Su questo – riferisce Schiavone –   è stata data disponibilità dal sottosegretario Silli a discuterne con il sottosegretario Maria Tripodi che ha la delega sulla materia”.

Silvana Mangione (Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei), ribadendo la capacità di ascolto e di risposta del sottosegretario Silli, ha posto l’accento sulla proposta di riforma delle leggi istitutive di Comites e Cgie. “Quella del Cgie – ha ricordato Mangione – risale al 1998 e fu presentata dal Governo; quella del Comites è del 2003”. Per tale motivo “ho proposto, previa visione del Comitato di presidenza, la realizzazione di una scheda storica di quello che è stato realizzato successo di queste cose e l’idea non è dispiaciuta”. Mangione si è soffermata anche sulla questione dell’insegnamento dell’italiano all’estero, “che sta subendo tagli e perdite, non solo per mancanza di fondi, ma anche per le problematiche relative all’applicazione della circolare 4 che riguarda agli enti gestori”. Per la Vice Segretaria, visto che si sta parlando di proiezione dell’Italia nel mondo,  sarebbe opportuno ricondurre la promozione linguistica e culturale dell’Italia all’estero ad un momento di coordinamento tra i vari ministeri interessati ed il Cgie.  Nell’intervento successivo, Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale di Nomina governativa), ha segnalato di aver posto all’attenzione del Sottosegretario le questioni riguardanti i servizi consolari e i problemi ad essi connessi.  “Noi – ha rilevato Lodetti – abbiamo tre elementi: l’aumento a oltre sei milioni dei nostri concittadini all’estero, la ripresa dopo la pandemia della nuova emigrazione e, malgrado alcuni segnali, un’insufficienza dell’organico della rete Maeci”. “Per migliorare la situazione abbiamo esposto la necessità – ha continuato Lodetti – dell’aumento dell’organico della rete consolare e di un impegno finanziario rinnovato e più incisivo”. Una sfida , quello del miglioramento dei servizi che, per Lodetti, dovrebbe andare di pari passo con la preparazione dei connazionali alla digitalizzazione dei servizi. Per il Vice Segretario la nuova migrazione andrebbe accompagnata sia in fase pre partenza, sia all’estero e in caso di ritorno in Italia. Un problema che andrebbe affrontato anche attraverso la rete associativa e dei patronati all’estero.

Il consigliere Walter Petruziello (componente del CdP per l’America Latina) ha segnalato di aver chiesto al Sottosegretario, una mappatura della situazione consolare nel mondo, soprattutto per il Sud America. Uno studio sulla situazione dei consolati per individuare le variegate esigenze e provvedere all’invio delle necessarie risorse umane.  Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla stampa italiana all’estero Schiavone ha sottolineato: “Da quando è entrata in vigore la legge Crimi assistiamo a situazioni difficili”, rilevando come nei prossimi giorni si riunirà la Commissione Informazione del Cgie per affrontare questa tematica.  Il Segretario Generale ha anche ribadito che il Cgie lavorerà per arrivare a una riforma per la stampa italiana all’estero volta ad ampliare l’offerta informativa con risorse adeguate.  Riguardo ai nuovi obiettivi della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie Schiavone ha affermato di voler ridare slancio a “tutti gli strumenti normativi e creare condizioni nuove affinché gli impegni assunti sulla mobilità, sulla cittadinanza diffusa, sulla partecipazione” siano rispettati. “Credo – ha aggiunto – che sia necessario la convocazione una nuova Conferenza mondiale dell’emigrazione”. (Alessio Mirtini – Inform)




Sinner in semifinale a Wimbledon. Venerdì affronterà Djokovic

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downloadPrima semifinale Slam per Jannik Sinner, che – come da pronostico – batte il russo Roman Safiullin, e diventa il terzo italiano, dopo Nicola Pietrangeli e Matteo Berrettini, a superare i quarti di finale sui prati londinesi di Wimbledon, il decimo italiano nella storia ad entrare tra gli ultimi quattro in uno dei quattro Major.

Dopo quattro sconfitte in altrettante apparizioni ai quarti di finale di uno Slam, l’altoatesino, favorito n.8, pur senza esprimere il suo miglior tennis, e nonostante un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, si impone in 2′ 12′ (6-4 3-6 6-2 6-2) contro il n.92 al mondo, all’esordio assoluto ai “The Championships”, facendo infine valere la sua superiorità tecnico-tattica.

“È un momento molto importante per me – la soddisfazione di Sinner -. Ho lavorato duramente, in campo e fuori, per vivere un momento come questo. La semifinale? Giocherò il mio tennis, come cerco sempre di fare quando scendo in campo. E vediamo cosa succede…”.

E sarà Novak Djokovic il rivale di Jannik Sinner in semifinale, venerdí 14, alle 14.30 ora italiana.

Nei quarti, il serbo campione uscente ha superato in rimonta il russo Andrey Rublev in quattro set, con il punteggio di 4-6, 6-1, 6-4, 6-3, in poco meno di tre ore di gioco. E’ la 12/a volta in carriera che Djokovic centra la semifinale del torneo londinese.

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Mattarella alla comunità italiana in Cile: “Siete il legame più forte tra i nostri Paesi”

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il presidente della repubblica sergio mattarella incontra a santiago del cile la comunita italiana immagine1Accolto dall’ambasciatrice d’Italia a Santiago del Cile, Valeria Biagiotti, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha cominciato il suo viaggio di Stato in Sudamerica con il primo appuntamento pubblico presso lo Stadio italiano della capitale cilena, dove ha incontrato la comunità italiana.  L’ambasciatrice Biagiotti ha ricordato che la comunità italiana in Cile conta oggi “più di 80 mila persone di origine italiana, da sempre ben integrate nel Paese e che hanno contribuito al suo sviluppo favorendo anche rapporti molto solidi tra i due popoli”. Ha poi sottolineato il forte attaccamento dei connazionali al Paese di origine, di cui “custodiscono pieni di orgoglio l’identità”.   Mattarella ha trasmesso ai presenti l’abbraccio dell’Italia, “tanto più intenso quanto più geograficamente distante”. “Voi rappresentate il legame più forte tra i nostri Paesi – ha ricordato Mattarella – perché è un legame di affetto, di vita quotidiana, di intensità di rapporti costanti, che rende più forti anche gli altri legami, politici, culturali, economici”. Sono “tutte dimensioni in cui Cile e Italia sono costantemente vicine e in sintonia e che si basano in maniera molto robusta su questo legame di carattere umano – ha affermato il Presidente, ringraziando i connazionali “per quanto fate e per come esprimete lo spirito dell’Italia in questo Paese”. (Inform)




Schiavone: “Un nuovo CGIE per valorizzare gli italiani all’estero”

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downloadUn Cgie nuovo, che intende “mettere a punto nuove strategie” per “valorizzare” gli italiani all’estero, forte di una interlocuzione con la Farnesina e il nuovo Governo. Confermato alla guida dal Consiglio generale degli italiani all’estero, Michele Schiavone parla con l’Aise a pochi giorni dall’insediamento del Consiglio e alla vigilia del primo incontro tra il nuovo Comitato di presidenza e il sottosegretario Giorgio Silli, in programma la prossima settimana, per fare il punto sull’ordine dei lavori.
Un riprendere le fila del discorso, dunque, per un organismo che è riuscito ad insediarsi a più di anno dalle elezioni; un “limbo” durante il quale, spiega Schiavone, “i contatti con la Farnesina e i rappresentanti del governo non sono mai stati interrotti. Ci sono stati passaggi durante i quali siamo stati coinvolti e invitati a esprimere pareri, a dialogare con vari uffici e Direzioni generali non solo del Maeci, ma anche di altri ministeri”, senza dimenticare “alcuni parlamentari della passata e attuale legislatura”, visto l’insediamento del Parlamento e del nuovo Governo alla fine del 2022.
Dopo l’insediamento del nuovo Cgie, continua il segretario generale, “si sono creati i presupposti per dialogare e lavorare insieme per indicare prospettive utili sia per superare situazioni critiche nei vari ambiti della vita civile, amministrativa, economica e culturale degli italiani all’estero, ma anche per cercare di riformare leggi che hanno fatto il loro tempo” e che sono “ormai anacronistiche”.
La presenza degli italiani nel mondo “è diventata una realtà che viene quantificata ed evidenziata per le forti potenzialità che esprime”, dal punto di vista “professionale, ma anche e soprattutto di integrazione civile, sociale, culturale e politica dei connazionali all’interno dei Paesi di insediamento. E questo – sottolinea Schiavone – non solo per l’onda lunga della nuova mobilità, ma anche perché sono cambiati i presupposti”, visto che “anche le “vecchie” generazioni ora sono corpi dirigenti nei Paesi in cui risiedono”.
È, dunque, “una realtà da vedere e considerare per quello che riesce ad esprimere, non come un peso o una zavorra, come nell’immaginario collettivo è stata concepita e comunicata l’emigrazione”.
“La ripartenza del Cgie – sostiene il segretario generale – ci aiuta a mettere a punto delle nuove strategie affinchè questi aspetti vengano valorizzati dal Governo”, come d’altra parte ha assicurato il Ministro Tajani, che è il presidente del Cgie, nel suo intervento a chiusura della plenaria. “Se le parole di Tajani costituiscono un impegno – riprende Schiavone – noi dobbiamo pensare ad una nuova narrazione di una emigrazione” che taglia con un passato fatto di singoli “ambasciatori” del Paese per entrare in un’ottica di “reti e relazioni nuove che impegnino i nostri connazionali a continuare ad avere rapporti con l’Italia e con i territori da cui provengono” affinché “possano avere la possibilità di rientrare, se vogliono”, oppure, “se non ci fossero le condizioni, di continuare, anche se a distanza, a vivere relazioni, esprimere conoscenze per aiutare i territori da cui sono partiti”.
A questo intende lavorare il Cgie: “la prossima settimana – anticipa Schiavone – è stata convocata una riunione in remoto tra il Cdp e il sottosegretario Silli per fare il punto della situazione in seguito alla plenaria e per mettere a fuoco strumenti e obiettivi da raggiungere”.
Si tratterà del primo incontro tra Cdp e sottosegretario che, finora, è stato “molto presente”; l’auspicio è che “questa vicinanza sia utile a lui per conoscere il nostro mondo e le sue potenzialità e a noi per poter interloquire con lui sulla base di un rapporto continuo e di fiducia”.
Il Cgie è dunque pronto a lavorare, anche se con nuove modalità stante la carenza dei fondi e l’aumento dei costi di viaggio che ne mettono alla prova le casse: “penseremo a come realizzare tutti gli appuntamenti previsti dalla legge affinchè il Cgie riparta non solo con le buone intenzioni ma con delle proposte utili per affrontare tutte le questioni aperte, per avviare ricerche a largo raggio per riformare le leggi sugli organismi di rappresentanza, il voto all’estero e la cittadinanza”.
Per farlo, il Consiglio ha istituito anche una nuova Commissione – l’ottava – su “Innovazione, Ricerca, Studi universitari e Digitalizzazione” e cinque gruppi di lavoro pensati, questi ultimi, per “approfondire degli argomenti specifici”.
Tra questi Schiavone cita l’integrazione europea, un tema “sempre più importante con 13/14 milioni di europei che vivono in un Paese diverso da quello di nascita. Cittadini a cui non sempre sono riconosciuti diritti fondamentali”. Dunque “ha senso approfondire questo aspetto affinchè dall’Italia, attraverso il nostro lavoro in collaborazione con Università, Cnel ed altre istituzioni, si possa porre al centro del discorso pubblico la necessità di trovare soluzioni”. E se è vero che “la sensibilità dei governi che si succedono non è sempre la stessa”, ora “la presenza degli italiani in Ue e degli europei in Italia è tale che c’è bisogno di una svolta, che non può venire solo dalla rimembranza di Ventotene, Schuman e Monnet. I cittadini europei di oggi dovrebbero sentirsi tali a pieno titolo e a nulla vale far votare gli italiani in Europa per il rinnovo della delegazione italiana al Parlamento Ue. Se si vive all’estero ha molta più valenza farsi rappresentare da un candidato locale o candidarsi nelle liste del Paese di residenza”, sostiene Schiavone. “Senza contare che in alcuni paesi, come in Belgio, i connazionali sono doppi cittadini: in quel Paese votare è un obbligo, dunque se i connazionali votano per i candidati italiani devono pagare anche una multa”.
Questo “è solo un esempio, per far capire l’importanza di approfondire determinati temi, coinvolgendo tutti i consiglieri all’interno di gruppi che sono più flessibili delle commissioni”.
“Con questa apertura – conclude – il Cgie ha fatto un ulteriore passo avanti per rinnovare le sue prerogative ed essere più presente nelle nostre comunità. Questo è lo spirito con cui abbiamo aperto questa nuova consiliatura”. (manuela cipollone\aise) 




Milano. Strage di anziani alla Casa di Riposo di via dei Cinquecento

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captura 1Sei morti e un’ottantina di feriti, di cui tre gravi. Questo il bilancio di un incendio scoppiato questa notte nella “Casa di riposo per coniugi”, in via dei Cinquecento a Milano.

Quattro anziani sarebbero morti a causa del fumo, mentre i restanti due per le fiamme. Il rogo si sarebbe sviluppato dal letto di una camera. Ingenti i mezzi di soccorso arrivati sul luogo, oltre 40 vigili del fuoco con cinque autopompe e un’auto scala, 25 ambulanze, tre automediche.

Le vittime avevano tra 69 e 86 anni

Due vittime, le occupanti della stanza in cui è partito il rogo, sono morte carbonizzate. Le due donne che dividevano la camera 605 del nucleo 6 della rsa sono Nadia Rossi, 69 anni, e Laura Blasek, 86 anni.

Il fumo che ha invaso il corridoio e le altre camere ha causato la morte di altro quattro anziani: Paola Castoldi, 75 anni, Loredana Labate, 84 anni, e Anna Garzia, 85 anni, e Mikhail Duci, 73 anni.

Molte finestre del primo piano dell’edificio hanno i vetri infranti, esplosi probabilmente durante l’incendio. Ancora da accertare le cause del rogo, ritenuto di origine accidentale.

Sala: “Bilancio pesantissimo”

“Poteva andare peggio, ma 6 morti è comunque un bilancio pesantissimo e speriamo non si aggiungano le due persone in ospedale che sono in situazioni delicate”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala dopo un breve sopralluogo alla Casa di riposo per coniugi di Milano.

Indagini per omicidio colposo

Sul posto è arrivata anche la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, responsabile del dipartimento ‘Tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro’ che, al termine del sopralluogo ha detto che verrà aperto “un fascicolo per omicidio colposo”, aggiungendo che si tratta di “un’ipotesi di partenza che si dovrà poi verificare”.

“Con certezza si può dire che il punto di origine dell’incendio si localizza in un letto perché i danni maggiori da combustione sono in quel posto” ha aggiunto. Da parte sua, procuratore capo Marcello Viola, ha spiegato che al momento “non ci sono elementi per pensare al dolo”.

“Siamo profondamente addolorati per quanto è accaduto”, ha detto Giancarlo Anghinolfi, direttore generale di Progres, la cooperativa che gestisce la Rsa, “Proges è impegnata – ha aggiunto – con tutte le sue persone a supportare i soccorritori, che ringraziamo per la loro dedizione, e le Autorità nell’accertamento della dinamica dell’evento”.

Agli altri ospiti “viene garantita fin dal primo momento tutta l’assistenza per il pronto rientro dall’ospedale e la sistemazione temporanea in altre strutture gestite dalla nostra società cooperativa”.

Vigili del fuoco: “Situazione complessa da gestire”

“Siamo intervenuti con quattro squadre che si sono trovate davanti una situazione complicata da gestire. Il corridoio era invaso dal fumo e delle fiamme che fuoriuscivano da una stanza in particolare. Da una lato ci siamo concentrati sullo spegnimento delle fiamme, dall’altro abbiamo cercato di portare in salvo il maggior numero di persone possibile”.

“Un contesto complicato reso dalla mancanza di visibilità per il fumo e per il fatto che parliamo di ospiti in parte non deambulanti”, ha spiegato il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Milano, Nicola Miceli.

Le condoglianze di Giorgia Meloni

“A nome mio e del Governo, esprimo massima solidarietà alle persone coinvolte nell’incendio divampato questa notte in una struttura per anziani a Milano. Sincere condoglianze ai familiari delle vittime e un augurio di pronta guarigione ai feriti”, ha scritto scrive su Twitter la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Tantissimi gli attestati di vicinanza ai familiari delle vittime a partire dal Governo. Messaggi sono arrivati anche dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltreché dalle opposizioni. Anche le autorità locali, a iniziare dal governatore Attilio Fontana e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, hanno espresso vicinanza alle famiglie di vittime e feriti. Infine, Cgil Cisl e Uil chiedono di accertare la dinamica dei fatti e che la sicurezza sia sempre una priorità.

agi.it




La visita di Mattarella in Paraguay

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mattarella paraguay“Sono molto felice di essere qui ad Asuncion e ringrazio il presidente per l’invito che mi consente di ribadire l’amicizia che intercorre profondamente, intensamente e concretamente tra Paraguay e Italia”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica del Paraguay Mario Abdo Benitez, ad Asuncion. Un’amicizia, aggiunge, “che manifesta il grande rapporto che vi è tra Paraguay e Italia. Ho molto gradito l’invito a venire qui pensando che fosse inammissibile che non fosse mai venuto qui un presidente della repubblica italiana. E quando il presidente mi ha invitato ho subito detto di sì e sono lietissimo di essere riuscito a farlo. Ed è l’occasione per ribadire la ricchezza, la profondità, l’ampiezza dei rapporti che vi sono tra Paraguay e Italia”.

Per il presidente della Repubblica: “Tutto questo richiama l’elemento fondamentale della nostra amicizia: la tutela dei diritti umani, la tutela della democrazia, la volontà di pace e di collaborazione della comunità internazionale. In questo momento carico di tensioni, questo richiamo ai criteri che accomunano Paraguay e Italia sul modo in cui si sta, si vivono le relazioni internazionali: pace, collaborazione, apertura, aiuto reciproco, comprensione sono un richiamo particolarmente importante”.

ENERGIA. MATTARELLA: RINNOVABILE E PULITA, PASSAGGIO SIA GRADUALE MA VELOCE

“Abbiamo parlato della collaborazione da sviluppare tra i nostri Paesi. L’economia paraguaiana è stabile e solida e questo incoraggia le nostre imprese e la nostra intenzione di sollecitarle ad un impegno comune di collaborazione con le imprese paraguaiane. Vi sono settori di grande importanza: il Paraguay ha una produzione energia interamente pulita, interamente rinnovabile che la pone all’avanguardia di questo fronte fondamentale che è la tutela del clima nel mondo e di un passaggio veloce, graduale ma veloce a fonti di energia rinnovabili che non producano più inquinamento nell’atmosfera. E questo è un fronte sul quale la collaborazione tra Paraguay e Italia puo’ essere sviluppata ampiamente in maniera concreta e intensa”, ha spiegato Mattarella.

ag. Dire – www.dire.it




È morto Arnaldo Forlani

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È stato l’inventore del ‘preambolo’, una di quelle formule che popolavano la politica della Prima Repubblica – insieme alle convergenze parallele, per citarne un’altra, fortunatissima, attribuita invece a Aldo Moro – e poi diventò il ‘Coniglio mannaro’, quando ogni leader politico aveva il suo soprannome di riferimento.

Era stato un calciatore, da giovane, e poi fu molto altro. Presidente della Dc, più volte parlamentare e ministro, vicepresidente e presidente del Consiglio. E due volte segretario della Dc. La seconda, sul finire di quella fatidica Prima Repubblica, fu uno dei tre leader a dare l’iniziale al Caf.

Arnaldo Forlani, con Bettino Craxi e Giulio Andreotti, ha percorso la politica attraverso le fasi distinte per comodità di cronaca tra Prima e Seconda Repubblica. L’ultimo ad accomiatarsi, a 97 anni, anche se da lungo tempo aveva lasciato la politica attiva.

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La storia politica di Forlani

Nato a Pesaro, l’8 dicembre 1925, orgoglioso dei suoi trascorsi giovanili come mezzala nella Vis Pesaro, e rimasto sempre appassionato di calcio, Forlani è stato un protagonista dell’ultima fase del pentapartito, culminata con il patto di ferro dell’allora segretario Dc con Craxi, consacrato da quella sigla, Caf, gioia dei titolisti, siglato in un altrettanto iconico appuntamento, direttamente da lui con il leader socialista: correva il maggio dell’89 e gli uffici di Bettino Craxi nell’area ex Ansaldo dove si teneva il 45esimo congresso Psi erano ospitati appunto da un camper.

Fu lì che si tenne un colloquio riservato, nel senso che non aveva altri testimoni ma era sotto l’occhio di una foresta di macchine fotografiche e telecamere, che segnò, almeno per comodità cronistica, la fine del governo De Mita e il ritorno a Palazzo Chigi di Giulio Andreotti. Craxi, Andreotti, Forlani: Caf.

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Arnaldo Forlani con Flaminio Piccoli, Franca Falcucci e Lorenzo Natali nella sede della Democrazia Cristiana (DC)

E sì che Forlani con De Mita aveva formato la coppia dei ‘gemelli di San Ginesio’, inteso come luogo in cui venne siglato un altro patto, quello che ciclicamente si ripropone tra ‘quarantenni’ che si propongono di farsi largo tra i leader piu’ stagionati dei rispettivi partiti. La Dc, in questo caso. E infatti eccoli, il 9 novembre 1969, l’uno, Forlani, segretario e l’altro, De Mita, vicesegretario.

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De Mita e Forlani

Andiamo avanti veloce. Ministro delle Partecipazioni Statali dal dicembre 1968 all’agosto 1969, della Difesa dal novembre 1974 al luglio 1976, degli Esteri dal luglio 1976 all’agosto 1979, deputato dalla III all’XI legislatura (vale a dire dal ’58 al ’92), europarlamentare tra l’89 e il ’94, presidente del Consiglio tra il 1980 e il 1981, vicepresidente tra il 1983 e il 1987.

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Il testamento, scritto a mano, di Silvio Berlusconi

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090129573 7d1a2e2b 13a2 4d6a bbfa de523a3a783aMarina e Pier Silvio Berlusconi, i figli della prima moglie dell’ex premier, il controllo di Fininvest con il 53%. Dalla lettura risulta “che nessun soggetto deterrà il controllo solitario indiretto su Fininvest, precedentemente esercitato dal padre stesso”, ma considerando che precedentemente sia Marina che Pier Silvio avevano il 7,65% ciascuno di Fininvest, oggi (dopo il testamento) la loro quota è pari al 53%.

Il Cavaliere ha donato anche 100 milioni al fratello Paolo e 100 a Marta Fascina. Per l’amico Marcello Dell’Utri un lascito di 30 milioni “per il bene che gli ho voluto e per quello che loro hanno voluto a me”.

Nel testamento, scritto a mano mentre stava andando al San Raffaele il 19 gennaio 2022, anche una lettera rivolta ai figli “Cara Marina, Pier Silvio, Barbara e Eleonora, sto andando al San Raffaele, se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue”, scrive l’ex premier indicando le donazioni al fratello, a Fascina e a Dell’Utri. E conclude: “Grazie, tanto amore a tutti voi, il vostro papà”.

La lettera è su carta intestata ‘Silvio Berlusconi’ e ‘Villa San Martino’. Nominando i figli curiosamente non viene menzionato Luigi, il più giovane.

Il testamento di Berlusconi è stato aperto ieri nello studio del notaio Roveda alla presenza di due testimoni, l’avvocato Luca Fossati, in rappresentanza dei figli Marina e Pier Silvio, e dell’avvocato Carlo Rimini, in rappresentanza dei figli di secondo letto, Barbara, Eleonora e Luigi. Alla lettura del testamento, secondo quanto si apprende, avrebbero partecipato in collegamento anche gli eredi.

L’assetto di Fininvest prima della morte

Silvio Berlusconi deteneva, tramite le Holding Italiana Prima, Seconda, Terza, e Ottava, poco più del 61% di Fininvest, che a sua volta possiede oltre il 53% di Mondadori, il 50% circa di Mfe-MediaForEurope e il 30% di Banca Mediolanum. Il restante 40% circa era suddiviso tra i 5 figli: la primogenita Marina aveva il 7,65% di Fininvest attraverso Holding Italiana Quarta, il 7,65% era di Pier Silvio con la Holding Italiana Quinta, mentre un altro 21% era dentro H14, la holding partecipata pariteticamente dai 3 figli avuto con Veronica Lario.

In modo da garantire la continuità aziendale, come comunicato ufficialmente da Fininvest subito dopo la morte di Berlusconi e ribadito dallo storico amico Fedele Confalonieri, che ha escluso “ripercussioni” e “sorprese” dal testamento.

Tre testamenti: il primo nel 2006, ultimo nel 2022

Sono tre i testamenti di Silvio Berlusconi depositati presso il notaio Roveda di Milano.

  • Il primo, del 2 ottore 2006, riguarda la destinazione della parte di eredità disponibile, che viene lasciata in parti uguali ai figli Marina e Pier Silvio, mentre la parte rimanente viene divisa tra tutti i cinque figli sempre in parti uguali.
  • Il secondo testamento e’ del 5 ottobre 2020, in cui Berlusconi aggiunge il lascito di 100 milioni al fratello Paolo.
  • Il terzo è in forma di lettera e risale al 19 gennaio 2022, e contiene l’ulteriore lascito per Marta Fascina di 100 milioni, e per Marcello Dell’Utri, pari a 30 milioni
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