Azione politica dell’Italia nel Mediterraneo allargato

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downloadL’Italia si afferma sempre più quale crocevia strategico di cooperazione politica, economica ed energetica. Prosegue l’azione politica a tutto campo che il Governo italiano ha dispiegato negli ultimi mesi con al centro il Mediterraneo allargato.

Dopo la missione negli Emirati Arabi Uniti, e il proficuo incontro con il Ministro degli Affari Esteri, Sceicco Abdallah bin Zayed Al Nahyan, il Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri Tajani ha incontrato quest’oggi a Roma il Ministro degli Esteri algerino Ahmed Attaf. La discussione ha riguardato non solo Libia e Tunisia, Paesi prioritari nelle agende politiche di Italia e Algeria, ma ha anche coinvolto un’analisi approfondita delle dinamiche regionali del Sahel, con particolare attenzione per il Mali e il Burkina Faso. L’aggravarsi della fragilità del quadro regionale, insieme al crescente radicamento di gruppi terroristici di matrice jihadista e le possibili conseguenze sui flussi migratori preoccupano infatti entrambi i Paesi.

Le frequenti visite del Ministro Tajani che negli ultimi mesi lo hanno portato anche nei principali Paesi del Mediterraneo allargato (Tunisia, Algeria, Egitto, Israele, EAU) e i contatti costanti con i principali omologhi della regione hanno permesso al Governo italiano di essere protagonista di un’agenda di lavoro condivisa su temi di interesse prioritario: stabilità politica e del quadro di sicurezza, prosperità economica, lotta alle migrazioni illegali, cooperazione energetica e commerciale. Un’agenda di lavoro particolarmente intensa che proseguirà con l’organizzazione a Roma di una Conferenza Internazionale su Sviluppo e Migrazioni, diretta a coniugare un rinnovato impegno internazionale nel contrasto ai flussi migratori irregolari con un ambizioso sforzo per affrontarne le cause profonde.

Nelle prossime settimane, sono in programmazione ulteriori appuntamenti a Roma del Vicepremier nel quadro dell’azione di diplomazia mediterranea, fra cui incontri con l’Inviato Speciale dell’Onu per la Siria, Geir Pedersen, e con i principali omologhi della regione, tra questi il ministro israeliano, quello marocchino e quello kuwaitiano, e la partecipazione quale ospite d’onore del Governo croato al foro di Dubrovnik, importante conferenza annuale che riunisce paesi balcanici e del Mediterraneo.




Tajani incontra l’Inviato Speciale del Presidente Biden per il Clima, John Kerry

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downloadIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha incontrato oggi l’Inviato Speciale del Presidente Biden per il Clima, John Kerry. Il colloquio rappresenta  un’ulteriore dimostrazione della vicinanza tra Italia e Stati Uniti anche nella lotta al cambiamento climatico, tema che si lega inestricabilmente agli obiettivi di sicurezza energetica e transizione sostenibile e che rientra tra le priorità della Presidenza italiana del G7 nel 2024.  Proprio in vista di questo importante impegno internazionale il governo italiano mira a rilanciare i rapporti con i partner globali, in particolare verso l’Africa e nell’ambito della presidenza brasiliana del G20.

“L’Italia vuole lavorare insieme ai principali attori pubblici e privati per contrastare il cambiamento climatico sul piano nazionale e su scala globale” ha affermato il Vicepremier Tajani, il quale ha osservato come il nostro Paese, seconda potenza manifatturiera d’Europa, sia caratterizzato da una vocazione industriale e agricola che rende necessaria una transizione energetica giusta e graduale, vicina alle necessità di imprese e cittadini. Lo stesso vale per l’azione italiana a livello internazionale, dove “bisogna garantire un circolo virtuoso di crescita equo, cooperativo, non predatorio e reciprocamente vantaggioso, con particolare attenzione al continente africano” ha aggiunto Tajani, sottolineando il ruolo centrale del Piano Mattei per incentivare la transizione energetica nei Paesi emergenti e nelle comunità più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. Un obiettivo che si lega a doppio filo con le azioni intraprese  per contrastare i flussi migratori irregolari verso l’Europa.




Michele Schiavone riconfermato segretario del CGIE

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downloadMichele Schiavone è stato riconfermato Segretario Generale del CGIE; il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha votato e ha scelto, di fatto, di non rinnovarsi.

Dunque quello che viene considerato un po’ il “parlamentino” degli italiani nel mondo guarda al passato, anziché al futuro. Ancora una volta al timone del CGIE c’è una personalità europea e di sinistra. Nulla di nuovo sotto il sole.

Del resto, il centrodestra non aveva i numeri per poter determinare un risultato diverso da quello che c’è stato; non ci sarebbero stati i numeri neppure se il gruppo di centrodestra fosse riuscito a chiudere un accordo con il MAIE di Ricardo Merlo.

Una scheda bianca, dieci schede nulle. Schiavone, candidato del Pd sostenuto anche dal MAIE, è stato votato da 35 consiglieri; Luigi Billè – candidato del centrodestra – ha raccolto appena 13 preferenze.

Ci si chiede quale importanza avrà il CGIE a guida rosso fuoco per un governo nazionale di centrodestra; ma questo lo scopriremo solo col tempo. Non sono pochi quelli che credono che questa sia l’ultima consiliatura di un CGIE ormai agli sgoccioli, senza fondi, vecchio politicamente e persino anagraficamente.

Ricky Filosa – Italiachiamaitalia.it




Oggi si è insediato il nuovo CGIE

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1687166014260Finalmente alla Farnesina, a 15 mesi dalle elezioni dello scorso anno: si è insediato questa mattina il nuovo Consiglio generale degli italiani all’estero. I 43 eletti insieme ai 20 consiglieri di nomina governativa sono riuniti da oggi a venerdì per eleggere i nuovi organismi apicali e dare il via alla nuova consiliatura. A fare gli onori di casa il Direttore generale per gli italiani all’estero Luigi Maria Vignali, che ha salutato di persona tutti i consiglieri, e il sottosegretario con la delega per gli italiani nel mondo Giorgio Silli. Presenti in Aula anche alcuni parlamentari: gli eletti all’estero Di Sanzo, Porta e Ricciardi del Pd, Borghese del Maie, e il senatore FdI Menia.
“Felice” di vedere tutti di persona dopo “troppo tempo”, per Vignali le prossime giornate saranno “dense e importanti per tracciare il futuro programmatico della consiliatura” e dare metodo al “lavoro insieme”.
La plenaria riunita è “un’immagine bellissima”, ha detto il sottosegretario Silli, cui è stata affidata l’apertura ufficiale dei lavori: i consiglieri rappresentano le comunità all’estero che sono “meravigliosamente diverse”, anche se tutte con il comun denominatore, cioè le origini italiane.
Nella speranza di “visitarle e conoscerle tutte”, Silli ha auspicato di avere tempo e modo di “stabilire un rapporto più stretto con tutti voi consiglieri, sia direttamente che attraverso la Dgit”.
Sarà una “settimana importante per il Cgie” chiamato a “dare spunti al Governo su cui lavorare”, a dare il suo “contributo fondamentale”. L’auspicio è che inizi “un dialogo aperto e costruttivo su strumenti e iniziative necessarie a rafforzare i legami con le comunità italiane all’estero” in un “momento cruciale” come l’attuale, in cui il numero di italiani all’estero continua ad aumentare, un tempo di sfide globali, come dimostrato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, che hanno fatto “emergere nuove esigenze e nuove aspettative dei nostri connazionali”. Da subito, ha aggiunto Silli, “ho percepito sia la forte responsabilità del Ministero che l’importanza per i nostri connazionali a che siano rappresentanti e sostenuti dallo Stato”.
Serve dunque un “nuovo slancio” nei rapporti tra Governo e Cgie per “rilanciare la collaborazione con gli organismi di rappresentanza”, così da attivare “azioni complementari”. I lavori di questa settimana “indirizzeranno le attività del Consiglio nei prossimi anni”.
Tutti, ha aggiunto, “sappiamo che la coperta è corta, che le risorse sono insufficienti, che alcuni servizi consolari gemono tantissimo: giochiamo a carte scoperte, con fiducia reciproca, senza recriminazioni su chi c’era prima o dopo. Se avrete voglia di fare una riflessione congiunta su riforme, migliorie e attualizzazione del Cgie, spero che emergano questa settimana. Questa prima riunione è infine arrivata dopo tanto tempo. Il cambio di Governo, le nomine, il decreto: alla fine siamo arrivati. Il Ministro Tajani è all’estero ma tiene a inviarvi i suoi saluti”, ha concluso Silli augurando buon lavoro all’assemblea.
La parola è quindi passata al consigliere anziano, Francesco Papandrea, chiamato a presiedere i lavori, che ha salutato i colleghi sottolineando in particolare il “forte legame” che quelli eletti hanno con le “17 maggiori comunità italiane all’estero”.
“Siamo ora fuori dal limbo in cui siamo stati relegati per 15 mesi”, un “ritardo prolungato che sminuisce il nostro mandato”, ha sostenuto Papandrea, prima di stigmatizzare l’assenza di un consigliere del Sud Africa per la prima volta nella storia del Consiglio generale, un “organo rappresentativo composto sempre da meno Paesi”.
Nominato in rappresentanza di Forza Italia, il consigliere Cenini ha proposto un minuto di silenzio in memoria di Silvio Berlusconi, che l’assemblea ha osservato.
Al silenzio è seguita la prima contestazione: i consiglieri di centrodestra hanno proposto di rinviare a domani l’elezione del segretario generale, così da avere tempo di sentire programmi e conoscere i candidati. Messa ai voti dopo gli interventi a favore (Stabile, Ferretti, Boccaletti) e contrari (l’onorevole Ricciardi), la proposta è stata respinta con 29 voti contrari, 9 a favore e 14 astenuti (tra cui tutti i consiglieri del Sud America, Merlo del Maie e Romagnoli, tra i firmatari della mozione).
Nessuna modifica nell’ordine dei lavori, dunque, che procederanno come di consueto, come confermato da Vignali: i consiglieri si riuniranno nelle continentali dove prenderanno contatti e prenderanno nota di candidature e votazioni. Il programma prevede ora i lavori nelle continentali per riunirsi di nuovo alle 15.30 in plenaria per procedere alle elezioni. (ma.cip.\aise) 




Arrestato il camionista tedesco che uccise Davide Rebellin

altra foto incidente rebellin, sempre collaboratore tommaso quaggio

altra foto incidente rebellin, sempre collaboratore tommaso quaggio

Wolfgang Rieke, 62 anni, l’autotrasportatore tedesco che ha investito e ucciso il 30 novembre dello scorso anno l’ex campione di ciclismo Davide Rebellin, 51 anni, è stato arrestato su mandato di arresto europeo richiesto dal gip di Vicenza.

Lo ha comunicato la Procura della Repubblica di Vicenza.

Il camionista è in stato di fermo nel carcere Münster (Germania).

Secondo l’ordinanza, si legge nella nota della Procura, il decesso di Rebellin “è da imputare esclusivamente a una pluralità di norme comportamentali da parte di Rieke”.

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Sondaggio Dire-Tecnè: balzo di Forza Italia, arriva all’11,8%. Scende Fratelli d’Italia

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Resta sempre primo partito nelle preferenze degli italiani, ma Fratelli d’Italia perde uno 0,5% scende sotto il 30% della scorsa settimana attestandosi al 29,5%. E’ invece balzo per Forza Italia, legato alla scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi, che guadagnando un +3,5% sale all’11,8%. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè, elaborato sulla base delle risposte a mille interviste effettuate ieri, 16 giugno.

Ancora più lieve la risalita del Pd che guadagnando un +0,2% si attesta al 19,8% delle preferenze.
Il M5S scende al 15,2% (-0,5%). La Lega è all’8,4% (+0,6%). Azione al 3,5% (-0,5%). Alleanza Verdi-Sinistra stabile al 3%. Italia viva perde lo 0,4% arrivando al 2,5%. +Europa è data al 2% (+0,3%). Gli altri al 4,3% (-0,9%).

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DIRE-TECNÈ: SALE LA FIDUCIA IN MELONI, CON +0,5% VA AL 54%

La maggioranza degli italiani continua ad avere fiducia nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quota di chi l’apprezza sale a un tondo 54% guadagnando un +0,5%. La quota di chi non ha fiducia in Meloni perde uno 0,3% e si attesta al 42,1%. Non sa il 3,9%, percentuale in calo dello 0,2%.

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DIRE-TECNÈ: IL 48,2% HA FIDUCIA NEL GOVERNO, IL 45,9% NO

Italiani divisi quasi a metà sulla fiducia al governo Meloni ma sale la quota di chi ne ha: 48,2% con un +0,4%. Quelli che invece non si fidano dell’esecutivo sono il 45,9%, con un -0,1%. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè, elaborato sulla base delle risposte a mille interviste effettuate ieri, 16 giugno. Non sa il 5,9% (-0,3%).

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Forza Italia: Tajani per il dopo Berlusconi

conferenza stampa di forza italia

conferenza stampa di forza italia

Con l’aria grave del lutto ancora fresco, e con una gigantografia di Silvio Berlusconi alle spalle, nasce la nuova era di Forza Italia senza il Cavaliere. E a prenderne il testimone è Antonio Tajani.

Formalmente il vicepremier è il numero due del partito.

Ma in attesa che il 22 giugno parta l’iter per scegliere chi traghetterà gli azzurri fino al Congresso, è lui il trait d’union con la famiglia del Cavaliere cioè con coloro che, più di ogni altro finora, possono garantire l’esistenza in vita di FI. Non a caso è a Tajani che telefona Marina Berlusconi, per ringraziare tutto il partito dell’affetto e vicinanza mostrata e “nel rispetto dei ruoli”. E’ lui stesso a raccontarlo, perché “autorizzato” dalla primogenita a dirlo pubblicamente, sottolinea più volte. In sostanza la famiglia non lascia gli ormeggi della creatura politica del padre – compresi i debiti finanziari – ma ciascuno nel proprio perimetro. E in quello politico, per ora, decide Tajani. Altri frontman non ce ne sono. E nemmeno frontwoman, se qualcuno pensasse all’ultima compagna del Cav per un ruolo più politico.

“Marta Fascina è un deputato, non c’è bisogno di ritagliare spazi formali”, spazza ogni dubbio il ministro degli Esteri. Altra garanzia, rimarca, è sul nome del leader, che resterà nel simbolo: “Questo è e sarà sempre il partito di Silvio Berlusconi”. Parole che aprono la prima conferenza stampa di FI dopo la morte del creatore del partito. Non voluta ma necessaria, ripete il ‘reggente’ in pectore a meno di 48 ore dai funerali. Lo dimostra anche la selva di microfoni e il ‘circo mediatico’, stipato nella sala riservata agli incontri stampa nella sede alle spalle di Montecitorio. Per Tajani l’espressione è mesta, la voce bassa. A tratti sembra che le parole non gli vengano. Alza la voce solo per chiedere alla stampa di spegnere i telefonini, “per gentilezza”, quando ne suona uno. Attorno ha gli altri vertici del partito. Alla sua destra Licia Ronzulli. Anche lei ha l’aria provata, spiega che “essere qui è un sacrificio, eravamo tutti con le lacrime agli occhi ieri”. A sinistra di Tajani siede il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli. Subito dopo Flavio Martusciello, capo delegazione di forzisti nel Parlamento europeo. Un quartetto che, maliziosamente, è più eloquente dell’ordine in cui sono seduti al tavolo. Racconta la pace firmata nel partito per Tajani ‘quasi presidente’, mettendo da parte veleni e ambizioni. Del resto, parla lo statuto di FI. Tajani ne cita l’articolo 19 che “purtroppo prevede cosa si deve fare in caso di impedimento del presidente”. Ed elenca i prossimi step: il 22 giugno si riunirà il comitato di presidenza (non più di 30-40 forzisti), che a sua volta convocherà il Consiglio nazionale (probabilmente entro luglio) da cui uscirà il nome del reggente.

Un incarico lungo almeno un anno – si vocifera – per gestire la tregua fino al Congresso nel 2024 e che quasi sicuramente sarà dopo le elezioni europee. Sperando che l’onda emotiva del partito, orfano del Cav, sia un collante per eletti ed elettori e così eviti fughe di parlamentari o crolli alle urne. A quel punto, se non sarà una debacle elettorale, il reggente avrà buone chance di una ‘promozione’.

Nel frattempo Tajani va avanti, forte dell’endorsement rinnovato di Marina che è più di un lasciapassare da ogni tensione interna. In cambio – maligna qualcuno – la famiglia del fondatore potrebbe chiedere un sostegno sugli affari dell’azienda. Ma alla domanda se Palazzo Chigi si opporrebbe a un interesse di Vivendi per Mediaset, il ministro risponde seccato: “Il governo non si occupa di ipotesi e chiacchiere, periodi ipotetici dell’irrealtà”. Nessuna interferenza dei familiari neppure sul successore del leader al Senato: Tajani smentisce che si stia pensando alla candidatura di Paolo, fratello di Berlusconi, per le suppletive. “Parleremo con i nostri alleati”, si limita a dire. Unità è la parola d’ordine anche per Ronzulli: “Dobbiamo praticare l’unità senza farci condizionare da quelli che vorrebbero un partito litigioso, diviso e debole. Non sarà così”, insiste. E chiosa a bassa voce: “Oggi purtroppo inizia una nuova pagina, con il rispetto e la dignità dei ruoli ma lo dobbiamo a Berlusconi”.

ansa.it




Roma, Manuel muore a cinque anni per un incidente: positivo ai cannabinoidi lo youtuber che guidava la Lamborghini

copia di immagine a due per sito

copia di immagine a due per sitoÈ morto per una sfida social, il bimbo di cinque anni che ieri è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Roma, poco prima delle 15 in via Archelao, tra Casal Palocco e Acilia. Manuel, questo il nome del piccolo, che viaggiava con la mamma e la sorellina di 3 anni, a bordo di una Smart Four Four, quando è stato travolto ad un incrocio da una Urus Lamborghini. La donna di 29 anni e sua figlia sono state dimesse. La prima oggi dall’ospedale Sant’Andrea, la seconda ieri sera dal Bambino Gesù.

MATTEO DI PIETRO POSITIVO ALLA CANNABIS

A bordo del Suv erano presenti i TheBorderline, youtuber da 600mila follower, che avevano noleggiato la macchina da un paio di giorni e stavano girando un video per una challenge. Matteo Di Pietro, alla guida dell’auto al momento dell’impatto, è risultato positivo ai cannabinoidi. È quanto emerso dai test effettuati sul ventenne.

L’ACCUSA È DI OMICIDIO STRADALE

Di Pietro è iscritto nel registro degli indagati per i reati di omicidio stradale e lesioni. Le dinamiche dell’incidente, al momento sono al vaglio della polizia. A quanto pare, alcuni frammenti di video della sfida, poi rimossi, erano stati pubblicati sui social dai ragazzi.

GUALTIERI: INACCETTABILE SE VITE PERSE PER UN VIDEO

“Una cosa davvero sconvolgente, che deve far riflettere tutti. Sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della presentazione dell’Estate romana 2023 al teatro India di Roma, a proposito dell’incidente avvenuto ieri a Casal Palocco. “Un evento tragico- ha aggiunto- davvero spezza il cuore pensare alle vittime. Da quello che si sta accertando, naturalmente c’è un’inchiesta e quindi la Magistratura rileverà, pare evidente che occorre un senso di responsabilità diffuso sulla sicurezza stradale e sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video. Una cosa davvero sconvolgente che deve far riflettere tutti e il nostro auspicio è che si faccia luce e giustizia rapidamente e severamente”, ha concluso.

PIANTEDOSI: SERVE AZIONE CULTURALE

“È un tema molto grave, un tema di carattere repressivo che si incrocia con quelli della prevenzione. Ci stiamo lavorando anche con il ministro Salvini e riteniamo, al pari di altri problemi, che all’azione di prevenzione e repressione vada affiancata una consistente azione di carattere culturale e divulgativa sui rischi che si corrono con certi comportamenti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervistato a Sky Tg24, in merito all’incidente di Casal Palocco, a Roma, tra un Suv e una Smart in cui ha perso la vita un bimbo di 5 anni.

GLI UTENTI CONTRO I THEBORDERLINE

Dopo il tragico incidente, immediata è stata la reazione degli utenti che sul profilo social degli youtubers hanno riversato tutta la loro indiganzione: “Ho un figlio di cinque anni e mi sento morire alla sola idea di perderlo in questo modo. Dovete pagare. Per produrre dei video di merda per decerebrati. Fossi nel padre del bambino la mia ragione di vita diventerebbe solo una”, scrive una mamma. E ancora: “Una decina di anni a Rebibbia : in una cella piccolissima, la sfida finale”, “Abbiate la decenza di chiudere questo canale per rispetto nei confronti della famiglia che avete distrutto”.

ag. Dire – www.dire.it




Francesco sarà dimesso nei prossimi giorni

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download“Il Santo Padre ha riposato bene durante la notte. Lo staff medico riferisce che il decorso clinico sta procedendo regolarmente, senza complicanze, e pertanto sta programmando la dimissione per i prossimi giorni“. Lo comunica il direttore della Sala Stampa della santa Sede Matteo Bruni.

“Durante la mattinata il Santo Padre si è dedicato all’attività lavorativa. Prima di pranzo si è recato nella Cappellina dell’appartamento privato dove si è raccolto in preghiera e ha ricevuto l’Eucarestia”.

Il 7 giugno il Pontefice è stato sottoposto al Policlinico Gemelli ad un intervento di tre ore, in anestesia generale. L’operazione di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi non ha registrato complicazioni.

A effettuare l’intervento la stessa equipe che ha seguito il Papa Francesco per due anni, guidata dal professor Sergio Alfieri. Le udienze sono state cancellate fino al 18 giugno.

 




Firenze. Un uomo sarebbe stato visto allontanarsi con la piccola Kata

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134744103 4bc57dc9 6241 4f30 89b3 e3c0e9bc1a93Due testimonianze, di cui una proveniente da una bambina, avrebbero indicato agli inquirenti che la piccola Kata sarebbe stata portata via da un uomo, nel pomeriggio di sabato scorso, dal cortile dell’hotel Astor di Firenze. Gli inquirenti, si apprende da fonti vicine all’indagine, ipotizzano anche la presenza di un ‘covo’ vicino all’albergo occupato, dove chi avrebbe rapito la bambina potrebbe averla tenuta per alcune ore. Le perquisizioni di ieri fuori dal perimetro della struttura occupata non avrebbero dato esito positivo.

Racket di alloggi tra i moventi

Gli inquirenti, impegnati a scandagliare a 360 gradi ogni pista per arrivare a chi avrebbe rapito Kata, sembrano concentrarsi in queste ore sulla guerra tra gruppi rivali per le camere dentro l’ex hotel Astor occupato. Guerra che vedrebbe contrapposte tre fazioni, due di peruviani, di cui una vicina alla famiglia della bambina scomparsa, e una di rumeni e che s’inserirebbe in un racket che prevederebbe il pagamento di un prezzo (dagli 800 ai 1500 euro) per l’ottenimento di un alloggio nella struttura.

Filmata mentre esce e rientra sola in cortile

Il circuito di telecamere intorno all’ex hotel Astor ha ripreso, la bambina alle 15.01 del giorno della scomparsa mentre lasciava il gruppo di bambini con fratellino e si dirigeva, da sola, verso la porta del cortile laterale, per poi rientrare nello stesso cortile. Al momento sarebbe l’ultima immagine della bimba.

Scarcerato il padre

Lo zio e il fratellino di Mia Kataleya Chicllo Alvarez una struttura occupata, sono stati convocati dal pm Christine Von Borries come testimoni. Il giudice ha disposto la scarcerazione di Miguel Angel Romero Chiccllo, padre della piccola. L’uomo si trovava in custodia cautelare nel carcere fiorentino di Sollicciano dopo una condanna in primo grado per furto. Il tribunale ieri sera ha attenuato la misura cautelare, applicandogli l’obbligo di firma.

Una segnalazione di una bambina in compagnia di una donna a bordo di un autobus è stata fatta a Bologna. Immediatamente è stato attivato un piano di ricerche di Kata, la bimba di 5 anni scomparsa sabato scorso a Firenze, nell’ex hotel Astor occupato in via Maragliano dove la piccola vive con la madre e un fratellino. È quanto si apprende da fonti investigative.

Sopralluogo del pm in ex hotel Astor

Il pm Christine Von Borries ha effettuato un sopralluogo all’ex hotel Astor. Il magistrato ha ispezionato sia l’interno che gli spazi esterni dell’edificio occupato in cui vive la bambina con la sua famiglia.

Procura apre fascicolo per sequestro di persona

Sequestro di persona a scopo di estorsione. È questo il titolo di reato con cui è stato aperto il fascicolo dalla procura di Firenze in merito alla scomparsa di Kata. Si tratta di un reato di competenza della direzione distrettuale antimafia e per questo è stato coassegnato a due magistrati. Secondo le risultanze investigative, il rapimento è l’ipotesi più accreditata al momento. Nel pomeriggio, la procura ha ascoltato la madre della bambina e un’amica.

Secondo quanto si apprende, inizialmente il fascicolo sarebbe stato aperto per l’ipotesi di reato di abbandono di minore e successivamente sarebbe stato cambiato in sequestro di persona. “Non abbiamo novità rispetto a ieri – ha spiegato il generale Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri di Firenze – È confermata la ricostruzione con la bambina che giocava nel cortile e poi tra le 15 e le 15,15 è stata persa di vista”.

“La madre e altri hanno iniziato a cercarla e poi quando hanno perso la speranza di trovarla, alle 20 sono andati alla stazione dei carabinieri di Santa Maria Novella e mentre presentavano la denuncia immediatamente la Prefettura ha avviato immediatamente il piano persone scomparse”.

bimba scomparsa a firenze ultime notizie
©  Foto Facebook Eugenio Giani

Cataleya Alvarez 

Il mitomane

“Una amica della madre ha ricevuto una telefonata di una persona che diceva che la bambina era con lui. Riteniamo che fosse un mitomane, non ha fornito elementi pratici e non ha detto perché avrebbe fatto il sequestro. Riteniamo che sia una telefonata fallace ma ci stiamo lavorando lo stesso per individuare l’autore”. Lo ha detto il generale Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri di Firenze.

“Stiamo cercando di rintracciare la persona che ha fatto la telefonata”. Circa il nome fatto ai carabinieri dalla madre della bimba, il generale Vitagliano precisa: “La madre facendo una valutazione di buon senso, ha supposto la sparizione della figlia collegata a litigi avvenuti all’interno della struttura, ma non ci ha dato un nome preciso”. Voglio “precisare – aggiunge – che non ci sono state richieste di denaro o a carattere estorsivo”.

agi.it