Berlusconi di nuovo ricoverato in clinica

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Silvio Berlusconi è stato nuovamente ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano.

Il leader di Forza Italia, è tornato nel nosocomio da dove è stato dimesso lo scorso 19 maggio, dopo una degenza di 45 giorni. Come anticipato dal professor Zangrillo ad aprile, Silvio Berlusconi è affetto da Leucemia mielomonocitica cronica, patologia responsabile dell’infezione polmonare che ha costretto il Cavaliere al lungo ricovero in terapia intensiva.

Ad Arcore domani era previsto un vertice con i colleghi di Forza Italia.

ag. Dire – www.dire.it




Delitto di Senago. Giulia ha ricevuto 37 coltellate

sant'antimo, in centinaia alla fiaccolata per giulia

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Giulia Tramontano è stata colpita con almeno 37 coltellate, di cui due letali nella regione del collo, una ha reciso la carotide.

Non ci sono segni di difesa.

Sono questi i primi esiti dell’autopsia svolta sul cadavere della 29enne incinta di 7 mesi uccisa da Alessandro Impagnatiello. Le coltellate sono state inferte quasi tutte nella parte alta del corpo, una anche al volto e una ha perforato un polmone. Non risultano segni di coltellate al ventre.

Risulta una seria difficoltà a datare l’omicidio di Giulia Tramontano per la presenza sul corpo di ustioni che hanno alterato i tessuti. E’ uno dei primi esiti dell’autopsia sul corpo della 29enne al settimo mese di gravidanza uccisa dal fidanzato Alessandro Impagnatiello, che poi ha tentato di bruciare il corpo per due volte.

Le dichiarazioni del legale

Da un punto di vista giuridico, la posizione del piccolo Thiago potrebbe cambiare nel caso in cui a Giulia fosse iniziato il travaglio. Lo ha spiegato l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, legale della famiglia della vittima, lasciando l’istituto di medicina legale. “Non sappiamo se sotto lo stress dell’azione omicidiaria, ci possa essere stato un impulso di incremento, per esempio dell’ossitocina. Se fosse iniziato il travaglio ci sarebbe una mutazione del capo di imputazione”.
“Per avere la disponibilità della salma – ha aggiunto – serve qualche giorno, anche per poter organizzare il rito funebre a Giulia e al piccolo Thiago. La metà della prossima settimana speriamo di avere il corpo per poter provvedere ai funerali. La famiglia è tramortita per questo dolore, ma sa che servono questi tempi per gli accertamenti. Oggi era presente il papà con un altro familiare”.

“Purtroppo non possiamo essere presenti a questa fiaccolata in memoria della nostra cara Giulia e Thiago. Vogliamo però fare arrivare a tutti i presenti il nostro messaggio di ringraziamento per la vicinanza mostrataci”. Lo ha scritto in una storia su Instagram Chiara, la sorella di Giulia Tramontano, condividendo un video della manifestazione che si è tenuta ieri sera a Sant’Antimo, nel Napoletano, in memoria della 29enne uccisa del compagno e del bimbo che portava in grembo. “L’affetto e il calore di tutti voi è per noi una fonte di grande supporto. Il nostro amore per Giulia e Thiago, eterno, smisurato e insaziabile è la più ardente tra le fiamme di questa e tutte le fiaccolate in loro memoria. Nessun sentimento di odio potrà mai spegnere questo fuoco, in cui ci struggiamo e riscaldiamo al contempo. Per noi Giulia è e sarà per sempre: madre premurosa, amorevole sorella e figlia indimenticabile”. Ringraziando, ha poi firmato anche a nome della mamma Loredana, del papà Franco e del fratello Mario.

I fiori davanti all’istituto
Un mazzolino di fiori rosa di oleandro sono stati lasciati davanti all’istituto di medicina legale. “Non la conoscevo, ma mi sembrava una cosa carina nei suoi confronti”, ha detto la signora che ha portato il piccolo bouquet. “È qua a Milano e ho fatto un salto per omaggiarle una stupidata. Mi ha colpito molto questa storia – ha aggiunto commossa -, prima di tutto perché aspettava un bimbo, e poi non si può ammazzare così una persona. È assurdo”.

ansa.it




L’Europa ha siglato il nuovo patto per le migrazioni

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Alla fine ce l’hanno fatta: i ministri degli Interni dell’Unione europea, riuniti a Lussemburgo al Consiglio Affari interni, hanno raggiunto l’accordo sul mandato negoziale per i due principali regolamenti del Patto per le migrazioni e l’asilo. Ci sono voluti nove anni per arrivarci. E solo oggi sono state necessarie dodici ore di negoziato e due tentativi di voto.

Alla fine il sostegno è stato ampio: contrari solo Ungheria e Polonia; astenuti Malta, Slovacchia, Lituania e Bulgaria. Tutti gli altri a favore, Italia compresa. Che ha avuto un ruolo determinante nei negoziati delle ultime ore con il ministro Matteo Piantedosi che nel suo primo intervento aveva parlato di una riforma “destinata al fallimento”.

“L’Italia ha ottenuto il consenso su tutte le proposte avanzate. In primis, abbiamo scongiurato l’ipotesi che l’Italia e tutti gli Stati membri di primo ingresso venissero pagati per mantenere i migranti irregolari nei propri territori. L’Italia non sarà il centro di raccolta degli immigrati per conto dell’Europa”, ha rivendicato il capo del Viminale al termine della riunione che più che “storica” preferisce definire la giornata conclusa “impegnativa”.

“Abbiamo ottenuto la creazione di un nuovo fondo europeo per i Paesi terzi di origine e transito dei flussi per la dimensione esterna e nel sistema, come misura di solidarietà obbligatoria complementare ai ricollocamenti, è prevista anche la compensazione dei ‘dublinanti'”, ha evidenziato.

Cosa prevede l’accordo

Nel dettaglio, l’accordo prevede l’obbligo di solidarietà: gli Stati dovranno dare sostegno ai Paesi in difficoltà con la disponibilità ai ricollocamenti o in alternativa al pagamento di 20 mila euro per ogni migrante non ricollocato. L’Italia però ha rifiutato la compensazione e ha chiesto che venga destinata a un fondo europeo per la dimensione esterna, a favore dei Paesi terzi. “Abbiamo rifiutato ogni possibile compensazione in denaro perché non ritenevano che la dignità del nostro Paese potesse mettere in campo soluzioni di questo tipo”, ha spiegato Piantedosi.

L’altro elemento di novità riguarda il doppio binario per la gestione degli arrivi al confine. I migranti di provenienza da Paesi terzi con bassa probabilità di ottenere l’asilo saranno trattati con una procedura accelerata per il rimpatrio verso Paesi terzi sicuri, anche di transito. Elemento che aveva portato la Germania a bloccare tutto l’accordo perché rivendicava maggiori condizioni per la definizione sia del “Paese terzo sicuro” che la connessione del migrante con il Paese di transito verso cui sarebbe rimpatriato. Anche in questo caso l’Italia sembra aver chiuso la trattativa a proprio favore.

“Alla fine abbiamo trovato una formulazione nel testo che potesse consentire una conciliazione tra le diverse posizioni sulla definizione del Paese terzo sicuro. Una formulazione che non fosse troppo stringente, vincolante, che depotenziasse il testo. L’Italia non aveva in mente nulla che fosse lesivo del quadro giuridico del diritto internazionale e su questo è stata compresa”, ha raccontato ai giornalisti il capo del Viminale.

“Dipenderà dagli Stati membri applicare il concetto di ‘Stato terzo sicuro'” nel quale eventualmente trasferire un migrante “e determinare se esiste una connessione tra il richiedente e il Paese terzo a seconda che sia ragionevole per lui o lei andare in tale Paese”, ha confermato la ministra per le Migrazioni svedese, Maria Malmer Stenergard, che aveva la presidenza di turno del Consiglio. La commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, è entrata ancora di più nel dettaglio: “Il testo include alcuni esempi su cosa sia la connessione del migrazione con il Paese di transito: se la persona ha vissuto o ha membri della famiglia nel Paese. Ma possono esserci anche altre possibilità”.

Rimangono comunque in vigore le regole di Dublino: la responsabilità dei migranti arrivati è in capo allo Stato di primo arrivo per 24 mesi (12 mesi per gli arrivi con le operazioni Sar). La procedura per la gestione della richiesta d’asilo per i provenienti da Paesi con bassa probabilità di accoglimento dovrebbe essere gestita in dodici settimane.

Il via libera al Consiglio è solo un primo passo. Ora partono i negoziati con il Parlamento europeo (che aveva già approvato la propria versione dei testi proposti dalla Commissione). L’obiettivo, ricordato dalla presidente del Pe, Roberta Metsola, è arrivare all’approvazione definitiva entro la fine della legislatura. “Vediamo”, dice Piantedosi.

Piantedosi: “L’Italia non sarà il centro di raccolta dell’Ue”

“L’Italia ha ottenuto il consenso su tutte le proposte avanzate nel corso del Consiglio odierno. In primis, abbiamo scongiurato l’ipotesi che l’Italia e tutti gli Stati membri di primo ingresso venissero pagati per mantenere i migranti irregolari nei propri territori. L’Italia non sarà il centro di raccolta degli immigrati per conto dell’Europa”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo il voto al Consiglio Affari interni.

Meloni: “Passi avanti per tutti”

Per quanto riguarda i flussi migratori, “abbiamo parlato con la Tunisia e con gli altri e mi pare che ci siano degli importanti passi avanti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivando alla masseria di Li Reni, di Bruno Vespa, a Manduria.

“Il problema” dei flussi migratori irregolari, ha aggiunto la premier, “ce lo abbiamo tutti e l’unico modo di affrontarlo è risolverlo all’inizio, alla partenza. Io sono soddisfatta di questo e anche di essere riuscita a far capire che c’è un modo per affrontare la questione insieme, cosi’ come sono soddisfatta del viaggio che faremo domenica in Tunisia con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e con il primo ministro olandese Mark Rutte, per affrontare un’altra grande questione che è italiana ma anche europea, perché quando noi non riusciamo a reggere i flussi migratori in qualche maniera il problema diventa di tutti”.

“Questo tema – ha proseguito la premier – noi lo abbiamo posto, anche rispetto al Fondo Monetario Internazionale. Abbiamo chiesto un approccio pragmatico, di sostenere una nazione che è in una situazione particolare, molto delicata”. “La buona volontà, la dedizione possono portare dei risultati per cui guardo con molto ottimismo alla missione di domenica”, ha concluso la presidente del Consiglio.

agi.it




Mostro di Firenze: il bossolo trovato nel giardino di Pacciani non è stato sparato dall’arma del delitto

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downloadIl pool tecnico-legale che rappresenta alcuni parenti delle vittime, ha reso pubblici dei rapporti dei RIS del 2019. C’è una pista alternativa mai seguita.

I “compagni di merende” riservano sempre qualche sorpresa. A ventiquattro anni dalla sentenza che condanna  Mario Vanni e Giancarlo Lotti per quattro duplici omicidi,legati agli assassini seriali del Mostro Di Firenze, mentre Pietro  Pacciani viene  assolto in appello e muore   prima di affrontare l’ennesimo processo, un team di  avvocati e consulenti tecnici- che rappresentano i familiari  di Carmela De Nuccio, uccisa nell’agguato di Scandicci nel 1981, e di Jean Michel Kraveichvili, trucidato a Scopeti nel 1985- smontano la prova regina della procura di Firenze. 

Si tratta del bossolo calibro 22, ritrovato nel cortile di casa Pacciani nel 1994 a Mercatale Val di Pesa. Un proiettile per la Beretta che, secondo gli inquirenti è l’arma del delitto ( mai trovata) degli omicidi del mostro. Gli avvocati Mazzeo,Tranfa e il consulente Cochi hanno dichiarato a Cusano TV  che in due perizie dei RIS e in quella di Davide Minervini- consulente balistico del pm- non è mai stato incamerato in una pistola Beretta calibro 22, quindi non può essere un indizio o una prova. Le perizie, che  risalgono al 2019, erano tra gli atti allegati dal gip di Firenze al fascicolo, con cui la procura aveva chiesto l’archiviazione di un’indagine per depistaggio, relativa al bossolo trovato nell’orto di Pacciani. L’archiviazione, secondo quanto appreso, è per decorrenza dei termini, gli eventuali depistatori restano ignoti.

Per il pool tecnico-legale questa è l’ennesima dimostrazione che l’immagine del mostro, sia stata cucita addosso a Pacciani dai mass-media. Nelle carte dell’inchiesta, probabilmente ci sono altri elementi da valutare e rimasti sotto traccia. L’unica volta che il team ha avuto accesso agli atti, al di fuori del canale della procura, è saltato fuori un proiettile “farlocco” ,come lo ha definito l’avvocato Mazzeo. Il quale ricorda che il gip ha spesso istanze in contrasto alle tesi della procura. 

Mazzeo, Tranfa e Cochi stanno seguendo una pista investigativa alternativa, basata sulle indagini dei carabinieri di Borgo San Lorenzo, riguardante un sospettato presente in un vecchio dossier dei carabinieri, mai approfondita e mai entrato nella famosa lista dei sospettati, un dna presente sulle buste anonime e sulla scena del crimine, una pistola Beretta calibro 22 sparita nel nulla e potenziali testimoni da sentire.

Il prossimo 25 ottobre ci sarà udienza davanti al gip di Firenze per discutere dell’istanza di opposizione che l’avvocato Vieri Adriani, per conto dei parenti di Nadine Mauriot, all’archiviazione della posizione dell’ex legionario Giampiero Vigilanti come presunto autore di omicidi.

Giuseppe Folchini




Il Vice Ministro Edmondo Cirielli presiede la terza riunione del Comitato Congiunto 2023

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d300319Il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Edmondo Cirielli, ha presieduto oggi, 9 giugno, la terza riunione del 2023 del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo. L’Organo, deputato ad approvare i finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale destinati alle iniziative per lo sviluppo, ha deliberato lo stanziamento di oltre 66 milioni di euro di contributi a favore dei Paesi in via di sviluppo.

Ancora una volta, l’Africa ha rappresentato il maggior destinatario delle risorse stanziate, a conferma dell’assoluta priorità del Continente nell’azione della Cooperazione Italiana. Di particolare rilevanza la concessione di un credito di aiuto di 10 milioni di euro a favore dell’Etiopia, con cui si dà avvio all’attuazione del Programma di cooperazione italo-etiope 2023-25, firmato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Primo Ministro Abiy Ahmed Ali lo scorso 6 febbraio. Il contributo andrà a beneficio di giovani e donne in cerca d’impiego, attraverso azioni mirate di formazione nei settori del turismo, dell’artigianato, e alimentare.

Di grande rilievo le iniziative finanziate sul canale bilaterale, direttamente dalla Cooperazione italiana oppure in partenariato con organizzazioni internazionali specializzate, come il CIHEAM – Istituto Agronomico d’Oltremare di Bari, l’UNICEF e l’UNESCO, in particolare nei settori della sicurezza alimentare, della resilienza, dell’accesso ai servizi di base, dell’imprenditorialità giovanile e dell’inserimento delle donne alla vita sociale ed economica. Significativo il contributo stanziato per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ospedale cattolico Kidane Mehret di Adua, struttura da tempo affermatasi grazie all’opera di organizzazioni della società civile italiana quale principale presidio sanitario in Tigray, che ha salvato numerose vite durante il conflitto, incluse quelle di molte donne e bambini. Ulteriori iniziative saranno realizzate in Burkina Faso, Libia, Mauritania, Giordania, Iraq, Libano, Siria, Albania, oltre che – a livello regionale – in America Latina.

Stanziamenti sul canale multilaterale sono stati destinati all’OCSE e al suo centro di formazione di Caserta, al Programma per la Salute e la Migrazione dell’OMS, al Centro di Ricerca Innocenti UNICEF di Firenze e alla Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – quest’ultima in particolare si è dimostrata in grado di portare aiuto alla popolazione siriana. ll contributo volontario destinato all’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite sarà indirizzato, invece, verso le attività dell’Organizzazione in Africa.

Il Comitato Congiunto ha inoltre espresso parere favorevole nei confronti di cinque iniziative presentate da Cassa Depositi e Prestiti in Africa, Balcani e America Latina, destinate al sostegno del settore privato, e delle imprese nazionali operanti all’estero nel settore della blue economy e dello sviluppo urbano.

Sono state infine adottate deliberazioni strategiche relative all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, a cominciare dall’istituzione della sede AICS di Kiev, nel quadro del forte sostegno italiano all’Ucraina. La sede di Kiev, la cui apertura era stata preannunciata in occasione della Conferenza bilaterale sulla ricostruzione dell’Ucraina svoltasi il 26 aprile a Roma, sarà competente anche per la Repubblica di Moldova.




Una deputata allatta per la prima volta il suo bambino nel Parlamento italiano

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gilda sportiello xviiiLa deputata Gilda Sportiello, del Movimento 5 Stelle (M5S), è diventata la prima donna ad allattare suo figlio al Parlamento italiano questo mercoledì, un gesto che è stato accolto con un applauso unanime dai suoi colleghi nella camera bassa.

La parlamentare italiana è entrata con il suo bambino in braccio e si è sistemata per allattarlo nella zona alta dell’aula, dove alcuni deputati si sono avvicinati per salutare il piccolo Federico, che è il figlio di Riccardo Ricciardi, anche lui deputato M5S, e congratularsi con il suo partner, secondo i media locali.

“Da questa seduta esordisce alla Camera Federico, il figlio del nostro collega Sportiello che, per la prima volta e con l’unanimità dei gruppi, è in Aula con noi. I miei migliori auguri alla signora Sportiello e i miei migliori auguri di lunga, libera e serena vita per Federico”, ha annunciato in quel momento il presidente dell’aula, Giorgio Mulo, scatenando l’applauso dei deputati.

Sportiello, 36 anni e promotrice della riforma del Regolamento della Camera dei Deputati che le ha consentito oggi di allattare il figlio, ha festeggiato questo “passo importante” che “fa scuola un precedente e lancia un messaggio al Paese e a tutte le donne “.

“Da oggi, se le massime istituzioni italiane consentiranno alle donne lavoratrici di allattare sul posto di lavoro, questo diritto non sarà mai più negato a nessuna donna, qualunque sia la sua professione. Essenziale che continui a essere solo ed esclusivamente una scelta femminile”, ha scritto la deputata sui suoi social.

Lo scorso novembre, la Camera dei Deputati ha stabilito che i deputati potessero accedere alle sedute con i propri figli fino a un anno e allattarli in un’area prestabilita, abrogando l’articolo che vietava l’accesso alle sedi parlamentari “a qualsiasi persona estranea alla stessa a qualsiasi titolo circostanze”, come i figli dei suoi membri.

Questo cambiamento era stato chiesto a più riprese da parlamentari come Licia Ronzulli, della conservatrice Forza Italia, che nel 2010 portò la figlia Vittoria di sei settimane a una seduta del Parlamento europeo, scatenando il dibattito. EFE




Trovato il corpo murato di un’italiana scomparsa in Spagna nel 2014

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Coperto di calce, accanto a un coltello insanguinato e con un mazzo di fiori sul busto: così la polizia ha trovato il corpo di Sibora Gagani, la giovane italo-albanese scomparsa nel 2014 a Torremolinos, in Spagna. A ucciderla e nasconderla in un’intercapedine sarebbe stato l’ex compagno Marco R., 45 anni, attualmente in carcere per un altro reato a sfondo sessuale.

Un innovativo sistema a raggi X è stato fondamentale per localizzare il corpo della giovane donna, rimasta nascosta per nove anni dietro un doppio muro di mattoni costruito dal sospettato in un angolo della camera da letto dell’appartamento che condividevano a García de la Via Serna di Torremolinos.

Marco R., arrestato il 17 maggio per l’omicidio di un’altra donna con la quale aveva appena rotto, ha raccontato spontaneamente agli agenti che Sibora Gagani “era nella soffitta”, anche se in seguito non ha voluto confermare la confessione in presenza di un avvocato o di un giudice.

Microcamere e raggi x per cercare il corpo

Da quel momento gli agenti della Polizia di Stato hanno concentrato le indagini sull’appartamento del quartiere El Calvario, dove inizialmente è stata effettuata una prima perquisizione per cercare di localizzare il cadavere, anche utilizzando densimetri e microtelecamere tra le pareti. .

A questo si sono aggiunti due nuovi accertamenti visivi della Polizia Scientifica per verificare se l’indagato avesse usato una sostanza abrasiva per eliminare le prove.

Solo mercoledì, con l’ausilio di un’innovativa tecnica radiografica, gli agenti hanno ritrovato i resti di Sibora Gagani, che al momento della scomparsa aveva 22 anni.

Gli agenti hanno rilevato un’alterazione nella costruzione di una delle pareti di un locale. Questo spazio è stato confrontato con la casa attigua, con la stessa distribuzione, e si è osservato che nel luogo corrispondente era stato costruito un ripostiglio, che non esisteva nella casa perquisita.

La collaborazione dei vicini

David, l’attuale inquilino dell’appartamento, ha spiegato ai media che questo doppio tramezzo, situato in un angolo della stanza, era perfettamente realizzato, quindi era impossibile sapere che non fosse un muro della costruzione originale.

Con la piena collaborazione del proprietario e degli attuali inquilini della casa il muro è stato demolito ed è stato collocato un grande cassone in truciolato.

L’interno del cassone, che era coperto, era pieno di calce ed emanava un forte odore di questa sostanza.

Gli agenti hanno individuato una busta di plastica avvolta nella calce che conteneva un coltello con tracce di sangue rappreso. Hanno estratto con cura la calce e hanno trovato sepolti sotto di essa diversi oggetti che potrebbero essere appartenuti alla donna scomparsa e un mazzo di fiori su un sacco a pelo.

All’apertura del sacco, gli agenti hanno trovato un corpo avvolto in sacchetti di plastica, che, una volta rimossi, hanno rivelato un cadavere integro, in condizioni di “saponificazione”, sebbene si potesse intuire che si trattasse di una donna.

Fine a nove anni di incertezza

David, che vive nell’appartamento da sette anni, ha spiegato che lui e la sua compagna hanno vissuto le ultime ore “con tensione e molta emozione”. “L’importante è che tutto sia andato secondo i piani della Polizia e che la famiglia possa conoscere la verità su ciò che è successo alla figlia dopo nove anni di incertezza”, ha detto.

La famiglia di Sibora Gagani non aveva alcun dubbio sulla responsabilità di Marco R dopo che questi aveva confessato di aver ucciso l’latra compagna. “Eravamo sicuri al cento per cento che l’avesse uccisa”, ha detto la sorella di Sibora, Kseva Gagani, che ha raccontato che stanno aspettando gli esiti del test del Dna.

agi.it




Papa Francesco: intervento chirurgico riuscito

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163207248 0516dcdd b132 4d9c b27e efc151c7b775È terminato l’intervento chirurgico per laparocele incarcerato al quale è stato sottoposto Papa Francesco. Lo rende noto la Santa sede. L’operazione, in anestesia generale, è durata tre ore e non ci sono state complicazioni.

È stata aperta alle 17.45 la tapparella di una delle cinque finestre dell’appartamento al decimo piano riservato alla degenza del Pontefice. Papa Francesco, entrato questa mattina al Policlinico Gemelli, è entrato in sala operatoria nel primo pomeriggio. L’intervento, resosi necessario per un’ernia sviluppatasi sulla cicatrice di un precedente intervento, che avrebbe potuto costituire il rischio di un’occupazione intestinale, è stato eseguito dall’equipe del dottor Sergio Alfieri.

Il segnale di apertura non significa naturalmente che il Pontefice stia per affacciarsi, ma che probabilmente sia prossimo a rientrare nel suo appartamento per riaversi dall’anestesia e iniziare la degenza che, segnalano dalla sala stampa vaticana, durerà alcuni giorni, durante i quali il Pontefice porterà avanti il suo lavoro dal Policlinico. Le udienze sono infatti state sospese almeno fino al 18 di giugno.

agi.it




Il Sud: in 30 anni 900 mila residenti in meno

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pequeño pueblo de castelcivita de italia meridional 78502604Tra il 1995 e il 2023 il numero di residenti nel Sud è sceso di oltre 900mila unità, perdendo peso percentuale sul totale Italia dal 36,4 al 33,6%. Lo sottolinea l’Ufficio studi di Confcommercio, nelle note sulle economie regionali, in occasione dell’assemblea 2023.

Tre regioni, Molise, Basilicata e Calabria, hanno perso tra l’11 e il 12% dei propri residenti. Nel complesso del Paese, solo rispetto al 2019 si conterebbero, nel 2023, quasi un milione di persone residenti in meno: oltre la meta’ della riduzione e’ patita dal Mezzogiorno.




Papa Francesco ricoverato al Gemelli, operato nel pomeriggio

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Papa Francesco è tornato al Policlinico Gemelli dopo gli accertamenti effettuati nella giornata di ieri. Il pontefice verrà sottoposto nel pomeriggio a un intervento all’intestino, che prevederà una degenza post-operatoria di almeno due giorni. Nello specifico si tratterà di una laparotomia e plastica della parete addominale con protesi. Già nel luglio del 2021 Papa Francesco era stato costretto a sottoporsi a un intervento che aveva comportato l’asportazione di parte del colon.

A marzo il pontefice era stato costretto al ricovero al Policlinico Gemelli a causa di problemi respiratori. Dimesso in tempo, aveva presenziato alla messa della Domenica delle Palme, ma aveva dovuto rinunciare ad alla Via Crucis del venerdì successivo, a causa del freddo pungente che avrebbe potuto compromettere il suo stato di salute.