Con le nuove piogge di questo fine settimana, sabato si è allagato il Sacrario dei caduti di Marzabotto. Il Comitato onoranze ai caduti è intervenuto subito e ha messo in sicurezza il luogo pulendo dal fango e dall’acqua. Ieri il Sacrario è rimasto chiuso, ma ora è di nuovo accessibile. Ma non è l’unico effetto del maltempo nella zona dell’eccidio nazifascista sull’Appennino di Bologna: infatti, il deputato Pd Andrea De Maria, ricorda i danni “molto rilevanti alla viabilità a Monte Sole, che impediscono l’accesso ad alcuni luoghi dell’eccidio del 1944 di Marzabotto, Monzuno e Grizzana ai parenti delle vittime, alle scolaresche, ai visitatori. Già molte gite scolastiche sono state annullate per l’impossibilità di raggiungere Monte sole con i pullman”.
Ma quello è un luogo della memoria “importante per tutto il Paese” e secondo il parlamentare dem i ministeri di Cultura e Difesa “possono e debbano mettere in campo risorse per salvare un riferimento fondamentale per l’identità democratica e civile del Paese. Intendo assumere, in accordo con il Comune, il Comitato Onoranze ai Caduti, i familiari delle vittime di Marzabotto una iniziativa parlamentare in merito”, annuncia quindi il deputato.
ag.Dire – www.dire.it
L’ex presidente del Consiglio D’Alema indagato nella vendita di aerei e navi alla Colombia
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
L’ex presidente del Consiglio italiano Massimo D’Alema è indagato dalla Procura di Napoli (sud) per il suo tentativo di mediazione nella vendita di diverse navi e aerei da guerra da parte di due società italiane al governo colombiano, operazione per la quale speravano di condividere 80 milioni di euro con altri partecipanti alla mediazione, secondo il “Corriere della Sera”
L’inchiesta, rivelata coinvolge tra gli altri anche Alessandro Profumo, ex direttore dell’amministrazione di Leonardo, e Giuseppe Giordo, ex direttore generale della divisione navi da guerra di Fincantieri, mentre sarebbero in corso diverse perquisizioni presso le sedi delle compagnie e le residenze degli indagati, secondo il giornale.
La vicenda è stata svelata più di un anno fa dai media italiani, secondo i quali gli indagati sarebbero stati promotori dell’iniziativa di vendere al governo colombiano i prodotti di queste aziende italiane, Leonardo e Fincantieri, con partecipazione pubblica, nello specifico aerei M 346, corvette , piccoli sottomarini e attrezzature da cantiere.
Tra gli indagati ci sono anche Francesco Amato ed Emanuele Caruso, che lavoravano come consulenti di cooperazione internazionale per il Ministero degli Affari Esteri colombiano e riuscirono a entrare in contatto con D’Alema, il quale, per la sua lunga e nota carriera politica, funse da mediatore informale nei rapporti con Profumo e Giordo, secondo il “Corriere della Sera”.
“Questa operazione aveva lo scopo di favorire e ottenere dalle autorità colombiane la firma di accordi per un valore complessivo di oltre 4.000 milioni di euro e per raggiungere questo obiettivo avrebbero offerto e promesso ad altre persone il corrispettivo illegale di 40 milioni di euro corrispondenti al 50% della provvigione complessiva di 80 milioni di euro”, spiega il quotidiano.
Secondo inchieste giornalistiche di un anno fa, D’Alema, capo del governo italiano tra il 1998 e il 2000, avrebbe cercato di mediare per conto di uno studio legale di Miami (Usa) con il governo colombiano.
“L’accordo è stato rotto solo all’ultimo momento”, hanno aggiunto poi i media.
Già in quell’occasione D’Alema, che non ricopre incarichi politici e istituzionali dal 2013, assicurò: “Ho cercato di dare una mano alle aziende italiane affinché accettassero un incarico importante. Personalità colombiane mi hanno contattato e mi hanno detto che erano disposti a sostenere questa ipotesi. Ovviamente qualcuno si è arrabbiato ed è intervenuto per impedirlo”. EFE
Meloni: “La mia maggioranza è solida. Mi do 5 anni di orizzonte”
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
Restando fedeli a se stessi si rischia di perdere seguito? “Io spero di avere un vantaggio, il tempo. Io sono a capo di una maggioranza solida, mi do 5 anni di orizzonte. Questo significa che non sto governando guardando al consenso immediato, posso permettermelo. Quando si ha questa fortuna si possono fare scelte che magari nell’immediato comprimono il consenso, ma poi sulla lunga distanza verranno lette per quello che meritano”.
Lo dice la premier Giorgia Meloni, in un’intervista a Quarta Repubblica, su Rete 4, in onda questa sera.
adnkronos.com
In Italia, nelle ultime 48 ore, 15 bombe d’acqua e violente grandinate
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
In Italia si sono abbattute ben 15 bombe d’acqua e violente grandinate nell’arco di 48 ore che hanno investito città e campagne con allagamenti, frane e danni da Nord a Sud del Paese. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European severe weather database) in riferimento all’ondata di maltempo con l’allerta arancione in Emilia-Romagna e gialla in 11 regioni.
La grandine devasta le campagne
La caduta della grandine nelle campagne è la piu’ dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni, mandando in fumo un intero anno di lavoro. La grandine colpisce i frutticini proprio nei primi giorni di formazione in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli in modo tale da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione.
Un evento climatico avverso che ad Alessandria in Piemonte ha provocato pesanti danni alle coltivazioni cereali e orticole mentre alla Puglia una violenta grandinata ha colpito ortaggi e pomodori in pieno campo in provincia di Lecce, con epicentro a Corigliano ma fenomeni estremi si sono verificati a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola compresa la Capitale.
È giugno e sulla penisola continuano ad abbattersi piogge e temporali. L’instabilità, dovuta a una saccatura depressionaria sul Mediterraneo centrale, è destinata a durare ancora per diversi giorni, Si spera in un miglioramento nel fine settimana
Tendenza alla tropicalizzazione
Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che si abbatte su un territorio fragile per l’abbandono e la cementificazione. Per questo l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.
“Nell’immediato è necessario intervenire con aiuti concreti per aiutare le popolazioni colpite”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini secondo il quale “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.
agi.it
Papa Francesco manda in Ucraina il cardinal Zuppi in missione di pace
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, sarà oggi e domani a Kiev in qualità inviato di Papa Francesco: lo ha reso noto la Sala stampa della Santa Sede.
“Si tratta”, si è riferito con la comunicazione, “rilanciata dal Servizio di informazione religiosa (Sir), “di una iniziativa che ha come scopo principale quello di ascoltare in modo approfondito le autorità ucraine circa le possibili vie per raggiungere una giusta pace e sostenere gesti di umanità che contribuiscano ad allentare le tensioni”.
ag. Dire – www.dire.it
Il messaggio del Presidente Mattarella agli italiani nel mondo
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
“In occasione della festa della Repubblica vorrei rivolgere un saluto ai connazionali che lavorano studiano e vivono all’estero; ai cittadini di altri Stati che hanno origine italiana e amano le radici della propria storia familiare; a tutte le persone che fuori dai nostri confini amano e apprezzano il nostro Paese”. Inizia così il messaggio che il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato, tramite Rai Italia, agli italiani all’estero per la ricorrenza del 2 giugno.
“Nel corso dei secoli – ha continuato Mattarella – tanti viaggiatori, esploratori, artisti e imprenditori attraversati i nostri confini hanno onorato l’Italia in ogni settore. Numerose sono le vicende legate a concittadini illustri che hanno percorso strade in tutto il mondo, disseminandolo di arte, bellezza, cultura, sapienza, saper fare. Accompagnate anche dall’emigrazione provocata da condizioni di povertà. Tanti italiani hanno cercato fortuna altrove creando ricchezza e civiltà grazie al lavoro e all’impegno sviluppati. Questa moltitudine di nostri concittadini, non senza iniziali difficoltà e diffidenze, ha contribuito largamente alla crescita economica e civile dei Paesi ospitanti, integrandosi perfettamente in quei contesti con ingegno, passione e nuovo spirito civico.
L’emigrazione, – ha proseguito il Presidente della Repubblica- con i drammi e i sacrifici che la accompagnarono, fu di apporto anche allo sviluppo della madrepatria, favorendo il potenziamento dei commerci e dei collegamenti, accrescendo investimenti e redditi con le rimesse degli emigrati, ampliando la visione del mondo e costituendo un bagaglio impareggiabile di esperienze e formazione per coloro che scelsero di rientrare. Una storia di privazioni, tribolazioni e comunque di riscatto e di successo. Il mondo ha vissuto dalla fine della seconda guerra mondiale un’epoca di globalizzazione con collegamenti e connessioni veloci, scambi, incontri fra esperienze e culture. Oggi – ha poi rilevato Mattarella – lavorare all’estero non dovrebbe più rappresentare per nessuno una scelta obbligata, non priva di rischi e disagi, bensì un’opportunità, specialmente per i giovani. E’responsabilità della Repubblica far sì che si tratti di libera scelta.
Il bagaglio di esperienze umane e professionali maturato in altre realtà, in altri paesi, valorizza i talenti che vanno all’estero. Talenti preziosi e apprezzati, consapevoli di come l’incontro, il confronto, il dialogo tra culture, la circolazione di idee e di concezioni diverse sia lievito per l’avanzamento in tutti i campi. Si tratta di passare dalla fuga dei cervelli alla circolazione dei talenti, alimentando un circuito virtuoso di capacità e di competenze. L’influenza così realizzata in altri paesi dai nostri concittadini, con la cultura e il modo di vivere che sono loro propri, è preziosa.
Care italiane, cari italiani all’estero – ha concluso Mattarella – la Repubblica si sviluppa e progredisce chiamando a raccolta le proprie energie di grande qualità. Per voi da testimonianza il vostro vissuto, la vostra intelligenza, la vostra esperienza, la vostra capacità di creare reti e canali di comunicazione; di essere ponti e testimoni dei valori della peculiarità italiana a confronto costruttivo con le esperienze e le peculiarità di altri. La Repubblica siete anche voi, buona festa”. (Inform)
2 giugno. Mattarella agli italiani all’estero: “La Repubblica siete anche voi”
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
“Celebriamo oggi il 77° anniversario della nascita della Repubblica. I valori della scelta del 2 giugno 1946, trasfusi nella Carta costituzionale di cui ricordiamo i 75 anni di vita, continuano a guidarci nel cammino di un’Italia autorevole protagonista in quell’Unione Europea che abbiamo contribuito a edificare. Libertà, uguaglianza, solidarietà, rispetto dei diritti dei singoli e delle comunità sono pilastri fondamentali della nostra Carta costituzionale”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scrive nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.
“Nel ricordo di quanti hanno donato la vita per difendere e diffondere questi valori, rivolgo il mio pensiero a tutti i caduti e alle loro famiglie”, prosegue il Capo dello Stato. “Il loro esempio ci è di guida e sollecita l’impegno per le giovani generazioni di soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, per preservare e rafforzare per il futuro, nell’assolvimento del compito cui vengono chiamati dalle libere istituzioni, le condizioni di pace e benessere che abbiamo costruito”, dice Mattarella. “In questo giorno di festa formulo a tutti gli appartenenti alle Forze Armate di ogni ordine e grado, con sentimenti di gratitudine per il servizio svolto, il più fervido augurio. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”, conclude.
MATTARELLA: DIFESA UE REALMENTE INTEGRATA NUOVA SFIDA FORZE ARMATE
“Ai valori della Repubblica e della Costituzione si ispira l’azione delle Forze Armate, che contribuiscono in maniera significativa alla cornice di sicurezza della nostra comunità nazionale e alla causa della pace nel mondo. La comunanza di intenti e la sinergia che esprimono con i contingenti di altri Paesi, nell’ambito delle missioni determinate dalla comunità internazionale sono elementi cruciali per la costruzione di una architettura di sicurezza condivisa, fondamento di stabilità sociale e benessere collettivo. L’orizzonte di una difesa europea realmente integrata è la nuova sfida che attende le Forze Armate”, scrive il Presidente della Repubblica. “I riconoscimenti degli alleati e dei Paesi amici, la stima e l’affetto delle popolazioni che i nostri militari assistono, sono prova eloquente della qualità del loro impegno e della credibilità conquistate nelle missioni di pace e di sicurezza al servizio del bene comune”, aggiunge il Presidente della Repubblica.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: EMIGRAZIONE FU DI APPORTO A SVILUPPO MADREPATRIA
Nel giorno della Festa della Repubblica, Sergio Mattarella si è rivolto con un video messaggio, anche agli italiani all’estero. “L’emigrazione – con i drammi, e i sacrifici, che l’accompagnarono – fu di apporto anche allo sviluppo della madrepatria: favorendo il potenziamento dei commerci e dei collegamenti; accrescendo investimenti, e redditi, con le rimesse degli emigrati; ampliando la visione del mondo; e costituendo un bagaglio, impareggiabile, di esperienze, e formazione, per coloro che scelsero di rientrare. Una storia, di privazioni, tribolazioni e, comunque, di riscatto e di successo”.
“Nel corso dei secoli, tanti viaggiatori, esploratori, artisti, imprenditori, attraversati i nostri confini, hanno – onorato – l’Italia, in ogni settore. Numerose sono le vicende legate a concittadini illustri, che hanno percorso strade e rotte in tutto il mondo, disseminandolo di arte, bellezza, cultura, sapienza, saper fare”, dice Mattarella. “Accompagnate, anche, dall’emigrazione, provocata da condizioni di povertà. Tanti italiani hanno cercato fortuna altrove; creando ricchezza, e civiltà, grazie al lavoro e all’impegno sviluppati. Questa – moltitudine – di nostri concittadini – non senza, iniziali, difficoltà e diffidenze – ha contribuito, largamente, alla crescita, economica e civile, dei Paesi ospitanti; integrandosi, perfettamente, in quei contesti, con ingegno, passione e nuovo spirito civico”, aggiunge il Presidente della Repubblica.
IL CAPO DELLO STATO: LAVORARE ALL’ESTERO NON SIA PIU’ OBBLIGO MA SCELTA
“Il mondo, ha vissuto, dalla fine della, Seconda, guerra mondiale, un’epoca di globalizzazione; con collegamenti e connessioni veloci, scambi, incontri fra esperienze e culture. Oggi, lavorare all’estero, non dovrebbe più rappresentare, per nessuno, una scelta obbligata – non priva di disagi e di rischi – bensì una opportunità, specialmente per i giovani. È responsabilità, della Repubblica, far sì che si tratti di libera scelta”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo dice in un video messaggio agli italiani all’estero in occasione della Festa della Repubblica. “Il bagaglio di esperienze, umane e professionali, maturato in altre realtà, in altri Paesi, valorizza i talenti che vanno all’estero. Talenti, preziosi e apprezzati; consapevoli di come l’incontro, il confronto, il dialogo tra culture, la circolazione di idee e di concezioni diverse, sia lievito per l’avanzamento in tutti i campi”, dice Mattarella. “Si tratta di passare dalla ‘fuga’ dei cervelli, alla – circolazione – dei talenti; alimentando un circuito, virtuoso, di capacità e di competenze. L’influenza, così realizzata, in altri Paesi, dai nostri concittadini – con la cultura e il modo di vivere che sono loro propri – è preziosa”, aggiunge il Capo dello Stato.
MATTARELLA A ITALIANI ALL’ESTERO: LA REPUBBLICA SIETE ANCHE VOI
“In occasione della Festa della Repubblica, vorrei rivolgere – attraverso Rai Italia – un saluto ai connazionali che lavorano, studiano e vivono all’estero; ai cittadini di altri Stati, che hanno origine italiana, e che amano le radici della, propria, storia familiare; a tutte le persone che, fuori dai nostri confini, amano, e apprezzano, il nostro Paese”, spiega. “Care italiane, cari italiani all’estero, la Repubblica, si sviluppa e progredisce, chiamando a raccolta le, proprie, energie di grande qualità. Per voi, dà testimonianza il vostro vissuto; la vostra intelligenza; la vostra esperienza; la vostra – capacità – di creare reti e canali di comunicazione; di essere ponti, e testimoni, dei valori della peculiarità italiana, a confronto costruttivo con le esperienze e le peculiarità di altri. La Repubblica siete anche voi”, dice il Presidente della Repubblica.
PER MATTARELLA: PARTECIPAZIONE CITTADINI MOSTRA ATTACCAMENTO COSTITUZIONE
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha poi inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto, il seguente messaggio: “A conclusione della cerimonia che ricorda la data fondativa della Repubblica, desidero esprimerLe vivo compiacimento per il contributo dato dalle donne e dagli uomini della Difesa al pieno successo della manifestazione. Le Forze Armate, patrimonio del nostro Paese, ancora una volta hanno espresso con orgoglio, storia, cultura, valori della nostra comunità. La calorosa partecipazione dei cittadini alla Festa della Repubblica testimonia il sentimento di attaccamento ai valori costituzionali e l’affetto verso le Forze Armate. La difficile condizione internazionale sottolinea l’importanza dell’apporto offerto dalla Difesa alla causa della pace e della libertà dei popoli. Voglia, Signor Ministro, far pervenire il mio apprezzamento a tutti i militari di ogni grado, specialità e categoria che hanno partecipato alla realizzazione dell’odierna cerimonia commemorativa”.
ag.DIRE – www.dire.it
Delitto di Senago. Gli inquirenti: “È omicidio premeditato”
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
L’incontro con l’amante del compagno in un bar alle 17, poi il rientro a casa alle 19. Dove Alessandro l’aspettava con già l’intenzione di ucciderla. Non solo, aveva anche già studiato come disfarsi del corpo. Per gli inquirenti che stanno indagando sulla morte della 29enne Giulia Tramontano, uccisa sabato 27 maggio al settimo mese di gravidanza, quello commesso da Alessandro Impagnatiello è stato un omicidio premeditato. La conferma arriva dalla ricerche che il giovane, 30enne, aveva fatto su Internet prima del delitto. “Prima che la vittima rientrasse a casa aveva già organizzato come ucciderla e come disfarsi del corpo“, ha detto in conferenza stampa il pm Alessia Menegazzo che ha condotto le indagini.
IL TENTATIVO DI BRUCIARE IL CORPO E LA CORSA DALL’AMANTE
Secondo gli inquirenti, Giulia Tramontano sarebbe stata uccisa tra le 19 e le 20.30 di sabato, poco dopo essere rientrata a casa. L’assassino, il fidanzato, avrebbe poi provato a disfarsi del suo corpo in due momenti diversi. Prima in casa, cospargendo il corpo della vittima con l’alcol. Poi nel garage, utilizzando la benzina. E, tra i due tentativi, Impagnatiello avrebbe provato a incontrare alle 2 di notte la sua amante che, però, si sarebbe rifiutata di aprirgli. Questa la ricostruzione dell’omicidio di Senago fatta dagli inquirenti in conferenza stampa, questa mattina al tribunale di Milano.
L’AMANTE NON GLI HA APERTO LA PORTA
Dopo aver ucciso Giulia e con il suo corpo ancora in casa, Alessandro sarebbe andato sotto casa dell’amante intorno alle due di notte. Avrebbe quindi insistito per entrare ma la donna, che aveva incontrato Giulia per dei “chiarimenti” alle 17, non lo avrebbe fatto entrare perché spaventata dall’uomo.
IL DOPPIO TENTATIVO DI BRUCIARE IL CADAVERE
Alessandro Impagnatiello “ha ucciso la persona che diceva di amare e che portava in grembo il figlio che stava per nascere”, aveva “già in animo l’intenzione di ucciderla prima di incontrarla” e “si è accanito sul corpo per disfarsene dandogli fuoco”: sono le parole pronunciate oggi in conferenza stampa a Milano dal generale di Brigata Iacopo Mannucci Benincasa. Proprio per questi fattori come osserva Benincasa “non si può parlare soltanto di omicidio”. E ha ribadito: “Questo omicidio oggi lo qualifichiamo come omicidio premeditato”.
I MAGISTRATI: “LE RICERCHE SU INTERNET CONFERMANO LA PREMEDITAZIONE“
“Le ricerche in rete ci hanno consentito di capire che l’assassino stava aspettando vittima a casa e aveva deciso di ucciderla. Le stringhe di ricerca ci hanno permesso di datare il momento della morte, capire quando è stata uccisa e capire che le modalità erano state pensate e premeditate”: le parole sono del Pubblico Ministero Alessia Menegazzo, durante la conferenza stampa dopo l’arresto di Alessandro Inpagniatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano che si è tenuta questa mattina al tribunale di Milano.
Menegazzo spiega che gli inquirenti sono in grado di ricostruire “orari precisi grazie anche agli incroci con le telecamere. Gli orari sono chiari e precisi. L’assassino cerca su internet anche come disfarsi del corpo, una tecnica cercata, studiata e preparata. Prima che la vittima rientrasse a casa aveva già organizzato come ucciderla e come disfarsi del corpo”.
GLI ULTIMI MESSAGGI DAL TELEFONO DI GIULIA LI HA SCRITTI LUI
Gli ultimi messaggi che risultano inviati dal cellulare di Giulia (“Sono molto turbata, ora vado a letto”, aveva scritto a un’amica) li ha scritti in realtà il fidanzato Alessandro Impagnatiello dopo averla uccisa. Lo hanno spiegato gli inquirenti durante la conferenza stampa di questa mattina a Milano: “Alessandro Impagnatiello a inviato messaggi all’amica della compagna dal telefono della Tramontano quando l’aveva già uccisa”.
IL FIDANZATO È CROLLATO DOPO IL RITROVAMENTO DI SANGUE VICINO A CASA
Alessandro Impagniatiello è stato individuato come l’assassino di Giulia Tramontano “in 72 ore, nonostante i depistaggi. Siamo arrivati a capo di questa triste vicenda grazie alle capacità dei carabinieri della stazione Senago che, raccogliendo le dichiarazioni, hanno capito che c’era qualcosa che non andava”, fino “al ritrovamento di ampie tracce di sangue nei pressi dell’abitazione” e al “crollo” dell’assassino. A dirlo è il Generale di Brigata Iacopo Mannucci Benincasa, durante la conferenza stampa per l’omicidio di Giulia Tramontano, questa mattina al tribunale di Milano.
I DEPISTAGGI DI LUI E LE CONTRADDIZIONI
Mannucci Benincasa spiega: “Le indagini partono subito e individuano le contraddizioni di un racconto, che sono diventate prove nel momento in cui le parole di chi le diceva venivano contraddette dai riscontri. Fino a quando, nei pressi dell’abitazione troviamo ampie tracce di sangue. In quel momento l’assassino è crollato e ha deciso di ammettere l’omicidio, ma non di raccontare verità”.
ALESSANDRO NON HA DETTO ANCORA TUTTA LA VERITÀ
Gli inquirenti parlano infatti di un “racconto non genuino e circostanze che non tornano. L’assassino aveva già in animo di ucciderla prima di incontrarla. Il quadro è talmente chiaro per cui possiamo dire che ci sono ancora delle cose da mettere in luce, ma su gran parte di questa triste vicenda è stata fatta luce”.
L’INCONTRO TRA GIULIA E L’AMANTE NEL BAR DOVE LAVORA ALESSANDRO
Poco prima di essere uccisa dal suo fidanzato Alessandro Impagniatiello, Giulia Tramontano si era incontrata con l’amante dell’uomo, una sua ex collega americana, “e avevano avuto dei chiarimenti. C’era stata solidarietà tra le due donne, al punto che anche l’altra si era mostrata preoccupata. Poi Giulia è andata a chiarire la vicenda con l’indagato”: ha detto il procuratore aggiunto Letizia Mannella, nel corso della conferenza stampa sull’omicidio di Senago. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, le due donne si sarebbero incontrate alle 17 di sabato all’Armani Bar, luogo di lavoro di Impagniatiello. Dopo l’incontro, Giulia sarebbe tornata a casa dove il compagno l’avrebbe uccisa. Nella notte, intorno alle 2 e con il cadavere di Giulia ancora in casa, Impagniatiello si sarebbe recato dall’amante che, però, non lo avrebbe lasciato entrare.
ag. DIRE – www.dire.it
Tutto pronto per la Festa della Repubblica
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
Domani 2 giugno l’Italia celebra il 77° Anniversario della Festa della Repubblica. Ad aprire le celebrazioni l’alzabandiera solenne presso l’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, passerà poi in rassegna i Reparti lungo viale delle Terme di Caracalla prima dello sfilamento lungo via dei Fori Imperiali. Anche in questa edizione saranno i Sindaci ad aprire la manifestazione: i Primi Cittadini sfileranno con la fascia Tricolore.
A seguire, il soprano Eleonora Buratto intonerà l’Inno d’Italia accompagnata dalla Banda Interforze. Quest’anno, nel centenario della costituzione, sfileranno a bordo di veicoli militari anche rappresentanti del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare e dell’Istituto “Nastro Azzurro”.
Sfileranno nel settore di apertura che vedrà la presenza, tra gli altri, delle Bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, dei Gonfaloni di Regioni, Province e Comuni Italiani, dei labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e le bandiere ONU, NATO, UE e quelle degli organismi multinazionali in cui operano le Forze armate. La rassegna sarà strutturata in 10 settori che vedranno la partecipazione di tutte le componenti dello Stato: personale militare e civile, Corpi armati e non armati dello Stato, Bandiere e Stendardi, Bande e Fanfare militari.
Oltre al sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale è previsto anche il passaggio di elicotteri, velivoli e mezzi pesanti. Tutta la manifestazione sarà trasmessa in diretta sul sito e sui canali social del Ministero della Difesa.(Inform)
Ponte del 2 giugno: 15 milioni di italiani in viaggio
scritto da Fatti Nostri | 6 Giugno 2023
Saranno 14,9 milioni gli italiani che approfitteranno della Festa della Repubblica per aggiudicarsi un weekend lungo, o anche qualche giorno in più, fuori casa in vacanza. Molti però gli indecisi fino all’ultimo momento a causa del meteo instabil
Lo rileva l’Osservatorio Turismo di Confcommercio Swg sulle intenzioni di vacanza. Con un budget medio di 400 euro pro-capite tutto compreso, il giro d’affari generato sfiorerà 6 miliardi di euro: una cifra sostanzialmente in linea con il resto dei “ponti” trascorsi del 2023.
La propensione a partire che gli italiani manifestano oggi – sottolinea Confcommercio – è inferiore, di circa 4 punti percentuali, a quella dichiarata solo un mese fa per la stessa ricorrenza, anche per l’incertezza del meteo che potrebbe scoraggiare le partenze. E’ sorprendente notare come, nonostante la lunghezza mediamente piuttosto ridotta del viaggio pianificato – il 67% del campione starà fuori casa 1 o 2 notti al massimo – 1 Italiano su 2 abbia scelto, come destinazione, una località fuori dalla sua regione di residenza e addirittura 1 su 10 una meta estera. Il mare stravince, scelto dal 36% degli intervistati, ma anche città, città d’arte e borghi totalizzano, complessivamente, un ottimo 27%. In buona posizione anche la montagna, con il 14% delle preferenze.