Comunicato congiunto Italia-Ucraina in occasione della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina (Roma, 26 aprile 2023)

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downloadDurante un incontro avvenuto a Kiev il 21 febbraio 2023, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno convenuto che l’Italia avrebbe giocato un ruolo chiave nella ricostruzione dell’Ucraina. L’Italia è pronta a contribuire in modo significativo alla Piattaforma multi-agenzia di coordinamento dei donatori che riunisce l’Ucraina, il G7, le Istituzioni Finanziarie Internazionali e altri partner chiave, avvalendosi dell’esperienza delle proprie imprese in settori chiave. L’Italia garantirà inoltre trasparenza, inclusività e un processo orientato alle riforme.

Il governo ucraino ha riconosciuto l’importanza del contributo italiano alla ricostruzione e alla rapida ripresa del Paese.

Il 26 aprile 2023, Italia e Ucraina hanno co-organizzato a Roma una Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina per discutere la tipologia di sostegno e di collaborazione necessari alla ripresa e alla ricostruzione dell’Ucraina e si sono impegnati a uno stretto coordinamento su queste materie attraverso un rafforzamento della cooperazione bilaterale.

Questa Conferenza invia un forte messaggio di cooperazione tra le imprese ucraine e italiane in termini di nuova realtà economica e di disponibilità ad operare congiuntamente nel quadro dell’efficacia delle sanzioni per garantire la stabilità economica e la prosperità di entrambe le Nazioni.

Quale risultato concreto della Conferenza, Italia e Ucraina hanno finalizzato i seguenti Memorandum d’intesa:

  • Memorandum d’intesa tra Agenzia ICE e Ministero degli Affari Esteri ucraino;
  • Memorandum d’intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano e il Ministero della Protezione Ambientale e delle Risorse Naturali ucraino per la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile e protezione ambientale;
  • Memorandum d’intesa tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Economia ucraino per la cooperazione tecnica in campo industriale;
  • Memorandum d’intesa e cooperazione sul Modello Agroalimentare Italiano per la ricostruzione e la sicurezza alimentare dell’Ucraina tra l’Ukrainian Agri Council Public Union e la Filiera Italiana, Coldiretti.

Italia e Ucraina hanno inoltre preso atto dell’imminente firma dei seguenti accordi tra le autorità locali dei due Paesi:

  • Memorandum d’intesa tra la Regione Emilia Romagna e il Consiglio regionale di Kharkiv;
  • Memorandum d’intesa tra la Regione Toscana e il Consiglio Regionale di Kiev.

Sotto la supervisione dei governi italiano e ucraino, diverse aziende italiane e ucraine hanno firmato dei Memorandum d’intesa:

  • Memorandum d’intesa tra Mer Mec S.p.A. e JSC Ukrainian Railways, per tecnologie e servizi diagnostici per JSC “Ukrainian Railways”.
  • Memorandum d’intesa tra WeBuild e Ukrhydroenergo Energy Company, per una collaborazione finalizzata alla costruzione di centrali idroelettriche in Ucraina (firmato dalle parti in data 25.04.2023).

L’Italia sosterrà l’Ucraina nel far fronte agli urgenti bisogni umanitari generati dalla guerra di aggressione russa, nel ricostruire rapidamente le infrastrutture critiche e sociali distrutte e ripristinare i mezzi di sussistenza, e nel creare le migliori condizioni possibili per la ricostruzione del tessuto socio-economico del Paese. A tal fine, il governo italiano sta valutando:

  • ulteriori fondi e prestiti agevolati da parte della Cooperazione Italiana per un ammontare di 160 milioni di euro per il 2023, per i bisogni umanitari e i progetti di resilienza e rapida ripresa, parallelamente all’istituzione di un ufficio dell’Agenzia della Cooperazione italiana a Kiev.
  • il Ministero dell’Economia e delle Finanze contribuirà al Fondo BEI “UE per l’Ucraina” con una garanzia di 100 milioni di euro.
  • avvalersi della collaborazione instaurata attraverso il Memorandum d’Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano e il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali ucraino nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente al fine di sostenere la transizione verde in Ucraina e aiutare Kiev a raggiungere gli obiettivi stabiliti dagli accordi internazionali sul clima e sulla tutela dell’ambiente di cui l’Italia è parte firmataria. Per raggiungere questo obiettivo, l’Italia utilizzerà tutti gli strumenti finanziari disponibili in materia di clima.
  • Inoltre, le aziende italiane che operano nel settore dell’energia doneranno attrezzature per migliorare e ripristinare la resilienza delle infrastrutture energetiche e civili ucraine, attraverso il Meccanismo di Protezione Civile dell’UE e la Protezione Civile Italiana.

La Cooperazione italiana ha inoltre concluso:

  • un accordo di contributo con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), per lo stanziamento straordinario di 10 milioni di euro a favore dell’azienda ucraina Ukrenergo a sostegno della rapida ripresa e della sicurezza energetica in Ucraina.

Il Ministero della Cultura italiano prevede l’attivazione di collaborazioni nei seguenti ambiti:

  • modellazione 3D avanzata delle chiese a Kiev (Chiesa del Salvatore in Berestovo; Chiesa di Tutti i Santi) per ottenere una documentazione digitale in caso di danni;
  • supporto da parte del “Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale” nelle attività di ricerca di beni culturali trafugati;
  • i due Governi riconoscono il contributo del Centro di Competenza Europeo per la Conservazione del Patrimonio Culturale, coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano, nel salvare la documentazione digitale del patrimonio culturale ucraino, trasferendo i relativi dataset nei server comunitari.
  • Assorestauro, l’associazione delle imprese italiane che operano nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali, è pronta a fornire le proprie competenze e i propri servizi al governo ucraino.

Il Ministero della Salute assisterà il Superhumans Center:

  • mettendo a disposizione, dietro coordinamento del Ministero stesso, le solide competenze di Centri italiani di eccellenza in materia di protesi, chirurgia ricostruttiva e riabilitazione, come l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCSS) Rizzoli, la Fondazione Santa Lucia (IRCSS), l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e il Centro Protesi INAIL di Budrio;
  • realizzando, grazie al coordinamento dell’ISS, un programma di Telemedicina per la popolazione ucraina nella regione di Leopoli.

Agenzia ICE concederà:

  • Spazio/allestimento gratuito per il Padiglione Ucraina in sei grandi eventi fieristici italiani: Salone del Mobile, Cersaie (materiali da costruzione), Cosmoprof (cosmesi), Eima (agritech), Tuttofood/Cibus, Marmomac.
  • Accesso gratuito alla piattaforma dell’export “365” dell’Agenzia ICE e la sua collaborazione con la piattaforma ucraina per la promozione dell’export “Nazovni”.

SIMEST, in qualità di gestore di fondi pubblici e con fondi propri, incoraggerà l’Export e gli Investimenti Diretti Esteri delle imprese italiane disposte a sostenere la Ricostruzione dell’Ucraina, attraverso strumenti finanziari dedicati, quali:

  • Sostegno ai crediti all’esportazione, al fine di rilanciare l’export di beni e servizi strumentali in Ucraina (funzionali anche alla realizzazione di più ampi investimenti nel Paese), attraverso l’offerta di pagamenti dilazionati a medio-lungo termine e contributi a tassi di interesse più vantaggiosi.
  • Finanziamenti agevolati a condizioni più favorevoli per rafforzare il bilancio della filiera italiana di imprese intenzionate a investire in Ucraina;
  • Investimenti diretti in Joint Venture e in filiali estere di aziende italiane costituite in Ucraina al fine di realizzare progetti o creare nuove unità produttive nel Paese.

SACE è pronta a:

  • rilanciare la propria attività in Ucraina all’interno di un quadro di sostegno finanziario internazionale volto a favorire la realizzazione di progetti strategici, tra cui servizi di pubblica utilità, infrastrutturali ed energetici;
  • riprendere le operazioni interrotte nel 2022 a causa del conflitto (per un importo complessivo di circa 500 milioni di euro) e sostenere nuove operazioni, principalmente nei settori della sanità e delle infrastrutture, per un importo complessivo di circa 1 miliardo di euro.

Cassa Depositi e Prestiti garantirà il proprio sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina:

  • in qualità di gestore dei fondi pubblici italiani e delle garanzie europee disponibili per finalità di finanza per lo sviluppo;
  • contribuendo alla promozione di iniziative coordinate a livello europeo e internazionale insieme ad altre istituzioni finanziarie e banche multilaterali di sviluppo.

Italia e Ucraina hanno convenuto di organizzare la Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina nel 2025 in Italia.




Segui la diretta della Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina (VIDEO)

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conferenza bilaterale sulla ricostruzione dellucrainaSi svolge oggi a Roma presso il Palazzo dei Congressi la Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina. 

L’evento, a cui partecipano rappresentanti del mondo imprenditoriale, delle associazioni di categoria e delle principali istituzioni finanziarie internazionali, costituisce l’occasione per raccogliere direttamente dalle Autorità ucraine i fabbisogni necessari alla ricostruzione del Paese e consentire a Governo, enti e imprese italiane di formulare proposte concrete per rispondere alle necessità di Kiev sia nel breve sia nel medio-lungo periodo. 

La Conferenza ha inizio alle ore 08:45 con una sessione a porte chiuse composta da 7 Tavoli Tematici su altrettanti settori individuati come prioritari per la ricostruzione, quali infrastrutture e trasporti, energia e ambiente, agroindustria, salute, digitale e servizi, spazio e avionica, siderurgia. Alle ore 11.00 si terrà la sessione plenaria introdotta dal Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, a cui seguiranno gli interventi delle istituzioni finanziarie internazionali presenti. Alle ore 12.00 sono previsti gli interventi istituzionali delle Autorità italiane e ucraine. I lavori saranno aperti dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, con la partecipazione del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del Ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Da parte ucraina saranno presenti i Ministri competenti per materia, il Ministro degli Affari Esteri Dmytro Kuleba e il Vice Primo Ministro e Ministro dell’economia Julija Svyrydenko. Le conclusioni della Conferenza, precedute dall’intervento della Vice Presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria,  Barbara Beltrame, saranno affidate al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Primo Ministro ucraino Denys Shmyhal. 

“Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto per preparare la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina” ha dichiarato Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, affermando che “le aziende italiane con il loro spirito imprenditoriale e il loro saper fare in settori come infrastrutture, energia, agribusiness, salute, digitale, spazio e siderurgia, potranno dare un contributo essenziale alla ricostruzione del Paese”. È un processo, secondo Tajani, che “può, anzi, deve essere avviato senza dover attendere la fine della guerra”.  

“Non si tratta semplicemente di riedificare l’Ucraina, ma di ricostruirla meglio, secondo una logica di build back better, accelerandone il cammino verso un percorso europeo” ha aggiunto il Vicepremier. 




Coniugi assassinati a Verona. Fermato il figlio

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downloadÈ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il figlio dei coniugi trovati morti ieri in un appartamento a Verona, nel quartiere Borgo Roma. Giampaolo Turazza e Vilma Vezzaro, rispettivamente di 75 e 73 anni, sarebbero stati uccisi lunedì. Sul caso indagano i poliziotti.

Secondo una nota della questura, il figlio “con precedenti per reati contro la persona e stupefacenti, poco prima delle 17 del 25 aprile, aveva contattato telefonicamente il ‘117’ riferendo, in evidente stato di agitazione, di aver compiuto, la sera precedente, l’omicidio dei genitori. Nel corso della telefonata l’uomo riferiva di aver vagato tutta la notte per la città e di trovarsi in quel momento in via Don Nicola Mazza, proprio nei pressi della sede delle Fiamme Gialle”.
adnkronos.com



25 Aprile. Mattarella a Cuneo: “Ora e sempre Resistenza!”

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140621860 0bc87d6a 604c 4923 bbec 50ef64c5cf12“Ora e sempre Resistenza”. Non ci sono sfumature nel discorso di Sergio Mattarella, nessun dubbio: il fascismo ingannò gli italiani e portò il Paese alla catastrofe, per riscattarlo servì la lotta partigiana, la Resistenza, che fu vero patriottismo. Una svolta morale di popolo, un riscatto. Il presidente della Repubblica celebra la Festa della Liberazione prima a Roma, all’Altare della Patria con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha appena spiegato il ‘suo’ 25 Aprile, e con i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, poi vola a Cuneo, terra partigiana, e cita Piero Calamandrei, azionista, antifascista e costituente. “Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”, “lì è nata la nostra Costituzione”. Nessun cedimento rispetto ai discorsi degli anni passati, quando al governo non c’era un il centrodestra, nessun accenno diretto alle polemiche dei giorni scorsi, ma una ferma definizione dei passaggi che hanno portato dal Ventennio alla Repubblica.

“Un momento risolutivo per una crisi suprema”

“La lotta per la sopravvivenza del Paese in cui fummo aiutati dagli Alleati fu accompagnata da “una consapevolezza: la crisi suprema del Paese esigeva un momento risolutivo, per una nuova idea di comunità, dopo il fallimento della precedente. Si trattava di trasfondere nello Stato l’anima autentica della Nazione. Di dare vita a una nuova Italia”, ha dichiarato Mattarella a Cuneo.

Lettera della premier al Corriere: “È un momento di rinnovata concordia. Il fascismo? Noi incompatibili con qualsiasi nostalgia” Da Del Noce a Violante, le citazione del presidente del Consiglio   Mattarella all’Altare della Patria, alla cerimonia anche Meloni e La Russa

“Impegno e promessa realizzate in questi 75 anni di Costituzione repubblicana. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista” sottolinea il capo dello Stato. “Le Costituzioni nascono in momenti straordinari della vita di una comunità, sulla base dei valori che questi momenti esprimono e che ne ispirano i principi. Le ‘Repubblichè partigiane, le zone libere, furono anticipatrici, nelle loro determinazioni, nel loro operare, della nostra Costituzione”.

Il Capo dello Stato ribadisce che L’Italia è “una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista”. “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione sottolinea – Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo. È dalla Resistenza che viene la spinta a compiere scelte definitive per la stabilità delle libertà del popolo italiano e del sistema democratico, rigettando le ambiguità che avevano permesso lo stravolgimento dello Statuto albertino operato con il fascismo”.

Le tappe del ritorno alla democrazia

Il capo dello Stato ripercorre tutte le tappe. “Se il decreto luogotenenziale del 2 agosto 1943 – poco dopo la svolta del 25 luglio – prevedeva l’elezione di una nuova Camera dei Deputati, per un ripristino delle istituzioni e della legalità statutaria, non appena ce ne fossero le condizioni, fu il decreto del 25 giugno 1944 – pochi giorni dopo la costituzione del primo Governo del CLN – a indicare che dopo la liberazione del territorio nazionale sarebbe stata eletta dal popolo, a suffragio universale, un’Assemblea costituente, con il compito di redigere la nuova Costituzione. Per questo quel decreto viene definito la prima ‘Costituzione provvisoria”.

“Seguirà poi il referendum, il 2 giugno 1946, con la Costituente e la scelta per la Repubblica. La rottura del patto tra Nazione e monarchia, corresponsabile, quest’ultima, di avere consegnato l’Italia al fascismo, sottolineava l’approdo a un ordinamento nuovo – prosegue il Presidente -. La Costituzione sarebbe stata la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza della persona e delle comunità sullo Stato, guardando alle autonomie locali e sociali dell’Italia come a un patrimonio prezioso da preservare e sviluppare. Una risposta fondata sulla sconfitta dei totalitarismi europei di impronta fascista e nazista per riaffermare il principio della sovranità e dignità di ogni essere umano – autonoma identità – sulla pretesa di collettivizzazione in una massa forzata al servizio di uno Stato, in cui l’uomo appare solo un ingranaggio”.

“È nata una democrazia forte e matura nelle sue istituzioni e nella sua società civile – conclude Mattarella – che ha permesso agli italiani di raggiungere risultati inimmaginabili”.

Migliaia i partecipanti diretti verso piazza Duomo. Presente anche una delegazione ucraina. Nessuna contestazione per la Brigata ebraica. Striscioni ironici contro La Russa

Snodi della memoria

Sergio Mattarella, accompagnato da Crosetto, è giunto intorno alle 16:00 a Borgo San Dalmazzo per onorare gli oltre 300 ebrei che furono deportati dalle SS ad Auschwitz. Qui dopo l’8 settembre 1943, le SS catturarono 355 profughi ebrei che insieme ad altre centinaia avevano superato il confine francese sperando nella salvezza. Dalla prigione improvvisata nell’ex-caserma degli Alpini furono deportati il 21 novembre verso Auschwitz. Solo pochi di loro tornarono dal lager.

Gli abitanti di Borgo San Dalmazzo, coordinati dal parroco, don Raimondo Viale, che negli anni precedenti si era schierato contro la guerra ed era stato quindi mandato al confino, cercarono di aiutarli e nascosero gli ebrei che erano riusciti a sfuggire alla cattura. Viale, il cui impegno è ricordato da Nuto Revelli nel libro ‘Il prete giusto’, è stato insignito dallo Yad Vashem di Gerusalemme dell’onorificenza Giusto tra le nazioni.

A ricordare la tragedia, il Memoriale della deportazione: tre vagoni merci dell’epoca, 335 lastre a terra con i nomi dei deportati, 20 lastre ancora erette con i nomi di chi è ritornato. Mattarella ha deposto una corona mentre veniva eseguito il Silenzio.

Verso le 17:00, il Presidente della Repubblica è poi giunto a Boves, teatro di un eccidio nazista nel 1943. Mattarella è stato accolto da una folla che lo ha applaudito. Il Presidente ha stretto la mano a molti di loro mentre qualcuno gridava “forza Presidente “, “viva il 25 Aprile, viva la Liberazione”. Poi ha firmato la sciarpa rosa di una ragazza, sua concittadina, tifosa del Palermo.

agi.it




25 Aprile. Mattarella a Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Boves

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quirinale mattarella image 351x223Il 25 aprile, in occasione del 78° Anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria, si recherà a Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Boves.

A Cuneo, il Capo dello Stato deporrà una corona al Monumento della Resistenza; si recherà, quindi, al Teatro Toselli per la cerimonia commemorativa del 78° Anniversario della Liberazione.

Nel corso della celebrazione sono previsti gli interventi del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, del Sindaco, Patrizia Manassero, del Presidente della Regione, Alberto Cirio, e del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza, Sergio Soave. Seguirà il discorso del Presidente Mattarella.

Nel pomeriggio Mattarella si trasferirà a Borgo San Dalmazzo dove deporrà una corona d’alloro al Memoriale della deportazione e visiterà il Museo Memo4345. Ultima tappa a Boves: in Piazza d’Italia il Presidente Mattarella renderà omaggio al monumento che commemora le vittime dell’eccidio di Boves. (Inform)




Guerra in Sudan: evacuati gli italiani

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140322322 34a49859 d833 4723 b657 23b8977604d9“Dopo una giornata di trepidante attesa, tutti i nostri connazionali in Sudan che hanno chiesto di partire sono stati evacuati. Con loro ci sono anche cittadini stranieri. L’Italia non lascia nessuno indietro”. Lo dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Voglio ringraziare – aggiunge la premier – tutti coloro che hanno partecipato a questa operazione così difficile, in piena zona di combattimento, il mio plauso va al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’Unità di crisi della Farnesina, al ministro della Difesa Guido Crosetto, al Sottosegretario Alfredo Mantovano, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, al comandante del Covi, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al nostro ambasciatore in Sudan, Michele Tommasi, ai Servizi di Sicurezza. Voglio rinnovare anche in questa occasione il mio appello alla fine della guerra, all’apertura di un negoziato che conduca a un governo a trazione civile, il Sudan ha bisogno di pace”.

Il primo dei due C-130 dell’Aeronautica militare italiana è partito da Khartum, in Sudan,  alla volta di Gibuti con gli italiani evacuati dal Paese insieme a cittadini di altri Paesi che useranno i voli italiani.

Il gruppo di nostri connazionali arriverà lunedì in Italia. Lo conferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Stiamo evacuando tutti i cittadini italiani  – ha spiegato  – che hanno chiesto di lasciare il Sudan, e questo grazie alla collaborazione tra il ministero degli Esteri, della Difesa e l’intelligence, e anche grazie ai colloqui che abbiamo avuto con i leader delle due fazioni contrapposte. Il presidente del Consiglio è costantemente informato e contiamo, se le cose andranno per il verso giusto, di avere i nostri connazionali lunedì in Italia”.

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Crosetto: 107 italiani sono già a Gibuti 

“Stiamo evacuando dal Sudan i nostri connazionali grazie allo sforzo e alla professionalità delle nostre Forze armate. I primi 107 italiani a bordo di uno dei nostri C130 sono appena atterrati a Gibuti alle 22.00 ora italiana, 7 sono già arrivati poche ore prima e altri 40 stanno rientrando su un velivolo in collaborazione con le forze armate spagnole. Tutti i civili italiani sono stati evacuati a Gibuti dove è stata allestita un area ristoro in attesa del successivo rientro in Italia . Domani un C130 riporterà a Gibuti il nostro ambasciatore in Sudan e il comandante dell’Extraction force che ha attuato l’operazione”. A renderlo noto è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Grazie all’impegno della nostra Aeronautica militare e delle nostre forze speciali dell’esercito , della marina e dei carabinieri – continua il ministro – Le operazioni continuano fino alla completa messa in sicurezza di tutti gli italiani. Tutto avviene nella più stretta cooperazione con i nostri partner europei. Al Comando operativo di vertice interforze ed ai militari che stanno svolgendo questa delicata e rischiosa missione voglio esprimere la riconoscenza del governo e di tutta la Nazione”.

Partiti tutti gli italiani: da Khartum è decollato l’ultimo aereo con ambasciatore e personale militare che in nottata atterrerà a Gibuti,i terminando l’operazione di evacuazione. È quanto si apprende da fonti della Difesa.

Salvi tutti gli italiani che hanno chiesto di partire 

In ministro degli Esteri, poi, ha precisato su Twitter: “Tutti gli italiani che hanno chiesto di partire dal  Sudan sono in salvo ed in volo verso Gibuti. Sono orgoglioso del gioco di squadra che ha portato al successo di questa delicata e complessa operazione di evacuazione. Ringrazio i militari, l’intelligence e la diplomazia”

Evacuata l’ambasciata italiana a Khartoum

“Le forze di supporto rapido hanno evacuato con successo 41 cittadini italiani e personale dell’ambasciata da Khartoum questa sera”, lo scrivono su twitter i paramilitari sudanesi.
“La missione è stata eseguita con la massima professionalità ed efficienza, garantendo sicurezza e protezione. La rapida azione di Rsf è una testimonianza del nostro impegno a proteggere i cittadini in tempi di crisi”.

In Sudan, nonostante una tregua concordata tra le parti, continuano i combattimenti fra esercito e paramilitari e la situazione nella capitale è molto pericolosa. Un francese è rimasto ferito durante le operazioni di evacuazione dell’ambasciata. Lo hanno riferiscono le forze di supporto, organizzazione paramilitare, del Sudan, attraverso un tweet. Secondo la ricostruzione le RFS sarebbero state attaccate da aerei durante l’evacuazione questa mattina, lungo la strada da Bahri a Omdurman.

L’Ue chiede l’immediato cessate il fuoco

L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha chiesto un “cessate il fuoco immediato” ai responsabili degli scontri tra l’esercito e le forze di supporto rapido (RSF) in Sudan. Il capo della diplomazia europea ha parlato oggi con il capo dell’esercito sudanese, Abdelfatah Al Burhan, e con il leader del gruppo paramilitare Mohamed Hamdan Dagalo “Hemedti”.
“Ho parlato con il generale Abdelfatah Al Burhan e con il generale Mohamed Hamdan Dagalo per chiedere un cessate il fuoco immediato. Ho anche insistito sulla necessità di proteggere i civili e di garantire l’evacuazione sicura dei cittadini europei”, ha dichiarato Borrell.

Primo aereo partito dalla Francia 
Un centinaio di cittadini francesi e di altre nazionalità sono già stati evacuati dal Sudan dalla Francia e un centinaio ulteriore dovrebbe seguire a breve, ma le operazioni sono estremamente complesse. Lo hanno fatto sapere fonti dei ministeri degli Esteri e della Difesa a Parigi. “Un primo aereo ha già lasciato Khartum e dovrebbe arrivare a Gibuti alle 18, mentre un secondo aereo dovrebbe decollare attorno alle 17 e 30”,  secondo i ministeri. Su entrambi i voli ci sono circa 100 persone, per un totale di 200 cittadini non solo francesi. Le operazioni, viene reso noto, sono “di estrema complessità” e potrebbero durare ancora uno o due giorni.

Anche la Germania inizia l’evacuazione dei cittadini

Anche la Germania ha iniziato l’evacuazione dei cittadini tedeschi dal Sudan. Come hanno spiegato i ministeri degli Esteri e della Difesa. Berlino sta conducendo “un’operazione di evacuazione in coordinamento con i nostri partner”, hanno dichiarato entrambi su Twitter.

“Il nostro obiettivo è quello di portare via da Khartum il maggior numero possibile di cittadini in questa situazione di pericolo in Sudan. Nell’ambito delle nostre possibilità, porteremo con noi anche cittadini dell’Unione Europea e di altri Paesi”, hanno aggiunto. Anche diversi altri Paesi hanno iniziato a evacuare i propri cittadini dal Sudan: fra gli altri, Italia, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.

Secondo il settimanale Der Spiegel, la Germania ha interrotto un tentativo di evacuazione già mercoledì scorso. Tre aerei da trasporto militare, che avrebbero dovuto trasportare circa 150 cittadini tedeschi, si sono diretti verso il Paese ma sono stati costretti a tornare indietro.

Il quotidiano Bild ha riportato che il governo tedesco sta pianificando due missioni con aerei militari A400M e che i paracadutisti sono stati inviati in Giordania per dare supporto; durante i salvataggi, i contendenti rispetteranno una tregua.

I diplomatici Usa lasciano Khartoum

Tra le ambasciate di Khartoum che sono già state evacuate c’è quella americana. Lo ha confermato nel corso della notte Joe Biden, che in precedenza aveva detto che non era “sicuro” procedere all’evacuazione dei diplomatici statunitensi presenti nella capitale. Ma le operazioni erano state già avviate, non senza difficoltà, anche se il generale Abdel Fattah al-Burhan, attualmente il leader del Paese, ieri mattina avesse promesso di facilitare le operazioni di evacuazione di diplomatici e cittadini di Gran Bretagna, Cina, Francia e Stati Uniti.

L’ambasciata americana, però, ha alzato il livello di allerta “dovuto a una situazione di incertezza nella capitale Karthum e alla chiusura dell’aeroporto”. Nella notte trascorsa le FSR del Sudan, forze para militari, hanno dichiarato che stanno aiutando le truppe americane a evacuare l’ambasciata di Washington nella capitale Khartoum.

Le ambasciate si svuotano

“Il Rapid Support Forces Command si è coordinato con la U.S. Forces Mission composta da 6 aerei, per evacuare i diplomatici e le loro famiglie domenica mattina”, si legge in un tweet del gruppo paramilitare, che da una settimana combatte l’esercito regolare sudanese in un conflitto che ha già ucciso centinaia di persone.

Anche altri Paesi si stanno muovendo per riportare a casa il personale diplomatico presente in Sudan. Una portavoce del ministero degli Esteri francese ha detto di non poter confermare il trasferimento di diplomatici e cittadini francesi. Stessa posizione espressa dal ministero degli Esteri britannico. Le dichiarazioni confermano i segnali di confusione e di tensione che in questo momento sono dominanti in Sudan, precipitato nel conflitto interno il 15 aprile tra due fazioni che si contendono il controllo del Paese.

Civili vittime dei combattimenti

Almeno quattrocento persone sono rimaste finora uccise nei combattimenti. Di queste, 256 erano civili. Un numero imprecisato di abitanti di Karthum ha lasciato la capitale, sottoposta a bombardamenti, per trovare rifugio in periferia o negli Stati confinanti. Più di quindicimila persone si sono trasferite in Chad. Le oganizzazioni umanitarie hanno dichiarato di non essere più in grado di operare in Sudan, a causa del conflitto.

Anche l’ambasciata cinese in Sudan ha iniziato a organizzare l’evacuazione dei propri cittadini residenti nel Paese africano. In un breve messaggio pubblicato questo sul suo sito ufficiale, la legazione a Khartoum ha chiesto ai cittadini cinesi di compilare il giorno stesso un modulo indicando se desiderano essere evacuati dal Paese. “Si prega di continuare a monitorare da vicino la situazione e mantenere un alto livello di allerta, rafforzare le precauzioni di sicurezza e garantire la propria sicurezza personale”, ha aggiunto l’ambasciata cinese.

Blackout della rete internet

Nel Sudan scosso dai violenti combattimenti tra truppe regolari e paramilitari Rsf c’è un blackout “quasi totale” di Internet. Lo ha riferito NetBlocks, un’organizzazione con sede a Londra che monitora l’accesso al web in tutto il mondo. “I dati di rete in tempo reale mostrano un collasso quasi totale della connettività Internet in Sudan con la connettività nazionale ora al 2% dei livelli ordinari”.




Giornata mondiale della Terra: investire subito sul nostro pianeta

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17080d87ef2c7095c5d8348ff6b14cffL’appello è globale e urgente: “Investire sul nostro Pianeta” perché “investire in un’economia verde è l’unica via per un futuro sano, prospero ed equo”.

E’ il tema della Giornata mondiale della Terra di quest’anno, una celebrazione che ricorre dal 1970 ogni 22 aprile, e che richiama l’attenzione del mondo sulla necessità di conservare le risorse naturali e promuovere la salvaguardia del pianeta ora anche contro la crisi climatica.

Earthday.org, il movimento globale che organizza la Giornata della terra e recluta i movimenti ambientalisti in tutto il mondo, punta a coinvolgere governi, istituzioni, imprese e oltre un miliardo di cittadini che ormai partecipano ogni anno a questa manifestazione affinché ciascuno faccia la propria parte perché “tutti siamo responsabili”.

E a ricordarcelo è anche la Giornata del sovrasfruttamento delle risorse naturali che ogni anno anticipa a dimostrazione che il nostro stile di vita fa esaurire sempre prima quanto la Terra può produrre.

In Italia, gli ettari di terreno in cui si producono alimenti che finiscono nell’immondizia dei consumatori, cioè quelli su cui si producono quei 524,1 grammi di alimenti sprecati pro capite, sono circa 1,5 milioni, che corrispondono alla superficie agricola utilizzata di Emilia-Romagna e Veneto messe insieme, calcola Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability. E’ come se le intere zone di produzione delle due regioni producessero cibo destinato a non essere mai consumato, spiega l’Osservatorio. La superficie agricola utilizzata, rileva l’indagine su dati 2021 della Coldiretti, in Italia è diminuita del 28% che si traduce in 400 milioni di chilogrammi in meno di produzione. Se si vuole investire nel Pianeta, bisogna prevenire lo spreco alimentare domestico.

Con la popolazione mondiale che dovrebbe arrivare a quasi 10 miliardi nel 2050, stima l’Onu, la perdita di terreni coltivabili è ancor più preoccupante. Per Waste Watcher International, bisogna raggiungere il target 12.3 dell’Agenda 2030 di ridurre del 50% gli sprechi alimentari. Da qui la necessità di investire sull’educazione alimentare in tutto il mondo.

L’Unicef ricorda che in tutto il pianeta, circa un miliardo di bambini – quasi la metà – è ad altissimo rischio per gli impatti della crisi climatica. Inquinamento, scarsità d’acqua ed eventi metereologici estremi sempre più diffusi e frequenti stanno minacciando un’intera generazione di bambini e adolescenti: a livello globale entro il 2040, quasi un bambino su 4 vivrà in aree con elevata scarsità di acqua, in Italia si stima che nel 2050 la maggior parte dei bambini sarà esposta ad ondate di calore sempre più frequenti.

Numerose le iniziative in tutto il mondo per l’Earth day. In Italia, tra gli altri, dal 21 al 25 aprile a Roma c’è il “Villaggio per la Terra”, un format ideato da Earth Day Italia e realizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari di Roma, con un programma fitto di eventi tra ambiente, sport, spettacolo e cultura.

ansa.it




Berlusconi. lento ma progressivo miglioramento.

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downloadDiciassettesimo giorno di ricovero al San Raffaele per Silvio Berlusconi, dodici in terapia intensiva cardiotoracica e i restanti in reparto ordinario, a causa di una infezione polmonare insorta come conseguenza della leucemia mielomonocitica cronica di cui l’ex premier soffre da tempo.

Oggi, in mattinata, l’ospedale ha diffuso il quinto bollettino medico: “Il quadro clinico del Presidente Silvio Berlusconi appare in lento ma progressivo miglioramento” si legge nell’aggiornamento firmato dai professori Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri. Tuttavia, precisano i due specialisti, “proseguono le cure e il monitoraggio delle funzionalità d’organo”.

La prognosi dell’86enne fondatore di FI resta riservata, con quei richiami al “cauto ottimismo” e alla ripresa “costante” – messi nero su bianco dai medici stessi nel secondo bollettino – un po’ più flebili. Intanto il partito ostenta fiducia: “Berlusconi sta meglio e lo festeggeremo a Milano il 5 e il 6 maggio con un grande convegno”, ha detto a Potenza la ministra per le Riforme istituzionali e coordinatrice regionale della Basilicata di Forza Italia, Maria Elisabetta Casellati.

“Per quella occasione – ha garantito – Berlusconi potrà intervenire almeno telefonicamente”. Oggi al San Raffaele il solito via vai di persone care: il suocero Orazio Fascina, i figli Marina, Barbara e Luigi, il fratello Paolo. Proprio lui, nelle ore immediatamente successive alla diffusione del penultimo bollettino, aveva anticipato – autorizzato da Zangrillo – quanto comunicato oggi dai medici, parlando appunto di “ripresa lenta” del Cavaliere.




L’indagine Covid finirà al Tribunale dei Ministri?

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115459842 9f5718e9 1f95 44e7 9fc6 44898631156bUna grossa parte dell’indagine sulla gestione del Covid a Bergamo potrebbe finire davanti al Tribunale dei Ministri. È una questione molto tecnica quella che potrebbe far spostare il cuore dell’inchiesta sulla prima gestione della pandemia in un contesto che ha regole ‘particolari’, diverse rispetto a quelle dei processi ‘normali’.

Ad aprire questo scenario c’è la decisione della Procura Generale di Brescia di trasferire da Bergamo a Brescia, accogliendo l’istanza della sua difesa, la posizione dell’indagato Agostino Miozzo, ex capo del Cts, ritenendola, come quella di Conte e Speranza, di competenza del Tribunale dei Ministri visto che tutti e tre sono accusati di omicidio colposo ed epidemia colposa.

Come Miozzo, sono indagati in concorso con Conte e Speranza per questi reati un’altra decina di indagati che potrebbero far valere le stesse ragioni e quindi chiedere che venga applicata la competenza ‘speciale’.

Tra questi ci sono il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il suo ex assessore alla Sanità Giulio Gallera.

In sostanza, è il ragionamento del procuratore generale Guido Rispoli, chi avrebbe concorso a compiere un reato ministeriale va trattato allo stesso modo di chi ricopriva ruoli nel governo.

agi.it




Missione in Argentina del Sottosegretario di Stato, Giorgio Silli

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29a39dea6368386b5e8c5fb2c4f92f6eIl Sottosegretario di Stato, Giorgio Silli, si è recato in missione in Argentina per un denso programma di incontri e visite, articolato in una prima tappa a Buenos Aires, dal 18 al 19 aprile, e una seconda a Cordoba il 20 aprile.

Al centro della missione, in primo luogo, la comunità italiana nel Paese, la più grande residente all’estero (con oltre un milione di iscritti AIRE) e vincolo strettissimo che lega l’Italia con l’Argentina. A tal riguardo, il Sottosegretario Silli ha incontrato i titolari delle sedi consolari italiane nel Paese, i parlamentari eletti nella ripartizione America Meridionale residenti in Argentina e i rappresentanti di organismi della collettività italiana, Com.It.Es. e C.G.I.E., nonché di un folto numero di associazioni di connazionali. Durante le visite alle scuole paritarie italiane “Cristoforo Colombo” a Buenos Aires e “Castelfranco” a Cordoba, è stato inoltre espresso vivo apprezzamento per il ruolo centrale svolto dalle scuole italiane presenti in Argentina nel mantenere vivo il legame culturale con il nostro Paese. Altrettanto fondamentale continua inoltre a essere il contributo delle imprese italiane o di italo-discendenti sul piano della crescita e dello sviluppo della cooperazione economica bilaterale, come evidenziato dal Sottosegretario nel corso dei colloqui avuti con esponenti della realtà imprenditoriale italiana e delle visite agli stabilimenti FIAT e IVECO a Cordoba.

Nei numerosi incontri istituzionali con le Autorità argentine è stato preso in esame un ampio spettro di temi, in particolare riguardanti la comunità italiana in Argentina, la collaborazione con il nostro Paese in ambito economico e culturale e la candidatura di Roma a Sede dell’Esposizione Universale 2030. Nello specifico, il Sottosegretario Silli si è riunito con il Viceministro dell’Interno della Nazione Argentina, José Lepere, il Sottosegretario per la Politica Estera del Ministero delle Relazioni Estere, del Commercio Internazionale e del Culto argentino, Claudio Javier Rozencwaig, e il Ministro del Governo della Città Autonoma di Buenos Aires, Jorge Macri. A Cordoba, si è svolta una riunione con il Vicegovernatore della Provincia, Manuel Fernando Calvo.

Un segmento di rilievo della visita si è infine focalizzato sull’ambito dei diritti umani, con la visita al Parque de la Memoria di Buenos Aires e l’incontro con Vera Vigevani Jarach, Madre di Plaza de Mayo. Il Sottosegretario ha anche avuto modo di approfondire le attività svolte della Comunità di Sant’Egidio in Argentina, illustrate dai referenti locali dell’associazione.