Papa Luciani dichiarato Beato

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5papaluciani“Vivi il Vangelo, vivi la vita, senza compromessi”, perché seguire il Signore vuol dire “fare della vita un dono, non un possesso, spenderla imitando l’amore generoso e misericordioso che Egli ha per noi”, “anche se costa la croce del sacrificio, del silenzio, dell’incomprensione, della solitudine, dell’essere ostacolati e perseguitati”. Così Papa Francesco nel corso della Santa Messa con cui ieri, domenica 4 settembre, c’è stata in Piazza San Pietro la beatificazione di Giovanni Paolo I, per tutti Papa Luciani.
“Gesù è in cammino verso Gerusalemme e il Vangelo odierno dice che “una folla numerosa andava con lui” (Lc 14,25)”, ha esordito Bergoglio. “Andare con Lui significa seguirlo, cioè diventare discepoli. Eppure, a queste persone il Signore fa un discorso poco attraente e molto esigente: non può essere suo discepolo chi non lo ama più dei propri cari, chi non porta la sua croce, chi non si distacca dai beni terreni (cfr vv. 26-27.33). Perché Gesù rivolge alla folla tali parole? Qual è il significato dei suoi ammonimenti? Proviamo a rispondere a questi interrogativi”.

“Anzitutto”, ha spiegato il Pontefice, “vediamo una folla numerosa, tanta gente, che segue Gesù. Possiamo immaginare che molti siano stati affascinati dalle sue parole e stupiti dai gesti che ha compiuto; e, quindi, avranno visto in Lui una speranza per il loro futuro. Che cosa avrebbe fatto un qualunque maestro dell’epoca, o – possiamo domandarci ancora – cosa farebbe un astuto leader nel vedere che le sue parole e il suo carisma attirano le folle e aumentano il suo consenso? Capita anche oggi: specialmente nei momenti di crisi personale e sociale, quando siamo più esposti a sentimenti di rabbia o siamo impauriti da qualcosa che minaccia il nostro futuro, diventiamo più vulnerabili; e, così, sull’onda dell’emozione, ci affidiamo a chi con destrezza e furbizia sa cavalcare questa situazione, approfittando delle paure della società e promettendoci di essere il “salvatore” che risolverà i problemi, mentre in realtà vuole accrescere il proprio gradimento e il proprio potere, la propria figura, la propria capacità di avere le cose in pugno”.

“Il Vangelo ci dice che Gesù non fa così”, ha osservato Papa Francesco. “Lo stile di Dio è diverso. È importante capire lo stile di Dio, come agisce Dio. Dio agisce secondo uno stile e lo stile di Dio è diverso da quello di questa gente, perché Egli non strumentalizza i nostri bisogni, non usa mai le nostre debolezze per accrescere sé stesso. A Lui, che non vuole sedurci con l’inganno e non vuole distribuire gioie a buon mercato, non interessano le folle oceaniche. Non ha il culto dei numeri, non cerca il consenso, non è un idolatra del successo personale. Al contrario, sembra preoccuparsi quando la gente lo segue con euforia e facili entusiasmi. Così, invece di lasciarsi attrarre dal fascino della popolarità – perché la popolarità affascina –, chiede a ciascuno di discernere con attenzione le motivazioni per cui lo segue e le conseguenze che ciò comporta. Tanti di quella folla, infatti, forse seguivano Gesù perché speravano sarebbe stato un capo che li avrebbe liberati dai nemici, uno che avrebbe conquistato il potere e lo avrebbe spartito con loro; oppure uno che, facendo miracoli, avrebbe risolto i problemi della fame e delle malattie. Si può andare dietro al Signore, infatti, per varie ragioni e alcune, dobbiamo riconoscerlo, sono mondane: dietro una perfetta apparenza religiosa si può nascondere la mera soddisfazione dei propri bisogni, la ricerca del prestigio personale, il desiderio di avere un ruolo, di tenere le cose sotto controllo, la brama di occupare spazi e di ottenere privilegi, l’aspirazione a ricevere riconoscimenti e altro ancora. Questo succede oggi fra i cristiani. Ma questo non è lo stile di Gesù. E non può essere lo stile del discepolo e della Chiesa. Se qualcuno segue Gesù con questi interessi personali, ha sbagliato strada”.

“Il Signore chiede un altro atteggiamento. Seguirlo”, ha detto Bergoglio, “non significa entrare in una corte o partecipare a un corteo trionfale e nemmeno ricevere un’assicurazione sulla vita. Al contrario, significa anche “portare la croce” (Lc 14,27): come Lui, farsi carico dei pesi propri e dei pesi degli altri, fare della vita un dono, non un possesso, spenderla imitando l’amore generoso e misericordioso che Egli ha per noi. Si tratta di scelte che impegnano la totalità dell’esistenza; per questo Gesù desidera che il discepolo non anteponga nulla a questo amore, neanche gli affetti più cari e i beni più grandi. Ma per fare ciò bisogna guardare a Lui più che a noi stessi, imparare l’amore, attingerlo dal Crocifisso. Lì vediamo quell’amore che si dona fino alla fine, senza misura e senza confini. La misura dell’amore è amare senza misura. Noi stessi – disse Papa Luciani – “siamo oggetto da parte di Dio di un amore intramontabile” (Angelus, 10 settembre 1978). Intramontabile: non si eclissa mai dalla nostra vita, risplende su di noi e illumina anche le notti più oscure. E allora, guardando al Crocifisso, siamo chiamati all’altezza di quell’amore: a purificarci dalle nostre idee distorte su Dio e dalle nostre chiusure, ad amare Lui e gli altri, nella Chiesa e nella società, anche coloro che non la pensano come noi, persino i nemici”.
“Amare: anche se costa la croce del sacrificio, del silenzio, dell’incomprensione, della solitudine, dell’essere ostacolati e perseguitati. Amare così, anche a questo prezzo”, ha ribadito Francesco, “perché – diceva ancora il Beato Giovanni Paolo I – se vuoi baciare Gesù crocifisso, “non puoi fare a meno di piegarti sulla croce e lasciarti pungere da qualche spina della corona, che è sul capo del Signore” (Udienza Generale, 27 settembre 1978). L’amore fino in fondo, con tutte le sue spine: non le cose fatte a metà, gli accomodamenti o il quieto vivere. Se non puntiamo in alto, se non rischiamo, se ci accontentiamo di una fede all’acqua di rose, siamo – dice Gesù – come chi vuole costruire una torre ma non calcola bene i mezzi per farlo; costui, “getta le fondamenta” e poi “non è in grado di finire il lavoro” (v. 29). Se, per paura di perderci, rinunciamo a donarci, lasciamo le cose incompiute: le relazioni, il lavoro, le responsabilità che ci sono affidate, i sogni, anche la fede. E allora finiamo per vivere a metà – e quanta gente vive a metà, anche noi tante volte abbiamo la tentazione di vivere a metà –, senza fare mai il passo decisivo – questo significa vivere a metà –, senza decollare, senza rischiare per il bene, senza impegnarci davvero per gli altri. Gesù ci chiede questo: vivi il Vangelo e vivrai la vita, non a metà ma fino in fondo. Vivi il Vangelo, vivi la vita, senza compromessi”.
“Fratelli, sorelle”, si è avviato a concludere Bergoglio, “il nuovo Beato ha vissuto così: nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine. Egli ha incarnato la povertà del discepolo, che non è solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria. Al contrario, seguendo l’esempio di Gesù, è stato pastore mite e umile. Considerava sé stesso come la polvere su cui Dio si era degnato di scrivere (cfr A. Luciani/Giovanni Paolo I, Opera omnia, Padova 1988, vol. II, 11). Perciò diceva: “Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutili” (Udienza Generale, 6 settembre 1978)”.
“Con il sorriso Papa Luciani è riuscito a trasmettere la bontà del Signore. È bella una Chiesa con il volto lieto, il volto sereno, il volto sorridente, una Chiesa che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non è arrabbiata, non è insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato cadendo nell’indietrismo”, ha chiosato il Papa, invitando a pregare “questo nostro padre e fratello, chiediamo che ci ottenga “il sorriso dell’anima”, quello trasparente, quello che non inganna: il sorriso dell’anima. Chiediamo, con le sue parole, quello che lui stesso era solito domandare: “Signore, prendimi come sono, con i miei difetti, con le mie mancanze, ma fammi diventare come tu mi desideri” (Udienza Generale, 13 settembre 1978). Amen”. (aise)




Vola il prezzo del gas russo

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img2.rtvePrevedibile balzo del prezzo del gas sul mercato di Amsterdam dopo lo stop al Nord Stream – comunicato venerdì a mercati chiusi – deciso da Gazprom per presunti problemi tecnici. Dopo una apertura a 275 euro al megawattora iI future Ttf si attestano al momento a 264 euro in un rialzo del 23% rispetto ai 215 della chiusura di venerdì 2.

Il colosso energetico russo Gazprom ha annunciato lo scorso venerdì la sospensione delle attività di pompaggio di gas liquefatto presso lo stabilimento di Portovaya, a nord-ovest di San Pietroburgo, all’inizio del gasdotto Nordstream 1 che trasporta il gas sottomarino in Germania.

In una nota si legge che è stata rivelata una perdita di olio alla turbina nord della stazione di Portovaya e che quindi non può operare in sicurezza a causa del danno subito. Per questo, prosegue il testo senza indicare una data di riapertura, la stazione resterà chiusa fino a quando verranno effettuate le riparazioni necessarie.

adnkronos

 




Ragazzo di Varese muore in un incidente di montagna in Svizzera

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downloadUn 14enne della provincia di Varese è morto e altri due ragazzi sono rimasti feriti gravemente in un incidente di montagna avvenuto in Svizzera oggi poco prima delle 12 a Ghirone, territorio del comune di Blenio.

Stando a quanto accertato dalla polizia cantonale, il ragazzo stava effettuando un’escursione in zona capanna Scaletta in compagnia di una comitiva quando, per cause ancora da stabilire, è caduto per circa 100 metri mentre camminava sul sentiero.

Nella caduta, ha travolto un altro 14enne, anche lui residente nella provincia di Varese e componente dello stesso gruppo.

Un terzo giovane di 14 anni, svizzero domiciliato nel Mendrisiotto, che non faceva parte della comitiva, si è attivato per soccorrere i due coetanei ma è precipitato anche lui. Il 14enne caduto per primo è morto sul colpo. Gli altri due, che hanno riportato ferite molto serie, sono stati trasportati in elicottero all’ospedale.

agi.it




La Russia ci chiude il gas

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0d09e5ab36fa537d2e6352fb89285650Il G7 dei ministri delle Finanze annuncia l’accordo per imporre un price cap sul petrolio russo per calmierare la corsa dei prezzi delle materie prime. Poche ore dopo Gazprom fa sapere che nel corso dei lavori di manutenzione programmata del Nord Stream, che sulla carta doveva riprendere l’attività sabato mattina, è stato trovato un nuovo guasto che impedisce di riattivare il flusso di gas dalla Russia verso l’Europa.

Si profila così un muro contro muro tra Paesi del G7, Ue e Russia sulle forniture di gas e petrolio. Sullo sfondo in conflitto in Ucraina, con l’invasione delle truppe di Mosca in corso da oltre 6 mesi.

Uno scontro che potrebbe portare allo stop delle forniture di gas russo dirette verso l’Europa, con l’inverno alle porte, ed il rischio concreto di una interruzione delle produzione per le aziende più energivore. I passi che hanno scandito la giornata.

Il G7, al termine di una riunione virtuale, ha comunicato che attuerà “urgentemente” un tetto al prezzo del petrolio russo e che incoraggia una “ampia coalizione” di Paesi a partecipare all’iniziativa, volta a limitare la capacità di Mosca di finanziare la sua invasione dell’Ucraina.

“Il price cap sarà fissato a un livello basato su una serie di dati tecnici e sarà deciso dall’intera coalizione prima della sua attuazione“, scrivono i sette Grandi nella dichiarazione finale, assicurando che i prezzi futuri saranno “comunicati pubblicamente in modo chiaro e in modo trasparente”.

La segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha sottolineato subito che il tetto è potente strumento contro l’inflazione. Trascorrono un paio di ore e via Telegram arriva la comunicazione tecnica di Gazprom.

Il colosso energetico russo informa che durante i lavori di manutenzione sull’unità di compressione del gas della stazione di Portovaya, eseguiti insieme ai rappresentanti della Siemens, “è stata rilevata una perdita d’olio con una miscela di mastice sigillante ai connnettori dei sei sensori di velocità del rotore di bassa e media pressione”.

Ma soprattutto, Gazprom fa presente che “fino a quando non saranno eliminati i problemi sul funzionamento delle apparecchiature “il trasporto del gas al gasdotto Nord Stream è stato completamente interrotto”.

Da sabato, dunque, salvo sorprese, niente riavvio del flusso verso l’Europa. Una dinamica che materializza i sospetti di uno stop alle forniture che si erano fatti largo tra gli analisti già nelle scorse settimane, quando erano stati annunciati i lavori di manutenzione.

Con la comunicazione che aveva fatto schizzare il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam fino a 349 euro al megawatt. Un anno fa i contratti venivano scambiati a poco più di 25 euro al MWh. Oggi invece la settimana di contrattazioni al Ttf si è chiusa con il gas a 212 euro, in calo del 12%.

La Russia da settimane parla di problemi nelle riparazioni alle turbine del gasdotto per la difficoltà di reperire i pezzi a causa delle sanzioni economiche imposte dall’Ue a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. I Paesi europei da parte loro intravedono ritorsioni per le sanzioni.

Capital Economics, poche conseguenze per Russia da stop Ue

La Russia può permettersi di chiudere i rubinetti del gas all’Europa per un anno con poche conseguenze per il proprio bilancio pubblico. È la tesi dell’analista di Capital Economics, Liam Peach, pubblicata da Bloomberg News.

Il conto economico russo è abbastanza forte da consentire a Mosca di mantenere le spedizioni di gas al 20% rispetto alla normalità per almeno tre anni, si legge nella nota. La Russia potrebbe gestire il taglio completo del gas per “poco più di un anno senza conseguenze negative per la sua economia”, sostiene Peach.

“L’impennata dei prezzi del gas sta compensando il calo dei volumi: il prezzo del gas russo in Europa quest’anno è in media sette volte superiore ai livelli del 2016-2019. I ricavi delle esportazioni di gas sono stati di 25 miliardi di dollari al trimestre nei primi sei mesi del 2022 e potrebbero rimanere a quel livello anche se la Russia mantenesse i flussi verso l’Europa al 20% rispetto ai livelli normali.

La Russia potrebbe ridurre le esportazioni di gas verso l’Europa del 10% rispetto ai livelli normali e continuare a guadagnare circa 20 miliardi di dollari al trimestre se i prezzi rimarranno elevati”, spiega l’analista.

Il calo dell’export, aggiunge Peach, “avrebbe un impatto fiscale modesto; tagliandolo a zero per 12 mesi Mosca ridurrebbe le entrate di bilancio dello 0,3% del Pil all’anno. Inoltre, le vendite di petrolio a circa 80 dollari al barile ad acquirenti non Ue manterrebbero l’avanzo delle partite correnti al di sopra del 5% del Pil fino al 2025”.

agi.it




Politiche 2022: i candidati alla Camera sono 95 e 41 al Senato

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2trasparenzaDa ieri, 1 settembre, le liste e i candidati ammessi ai collegi uninominali per le elezioni della Camera e del Senato sono stati pubblicati nello speciale #Elezionipolitiche2022, online sulla homepage del sito del Viminale, e nella sezione “Elezioni trasparenti” del sito del Dipartimento Affari interni e territoriali.
Sono, rispettivamente, 1.314 i candidati per i collegi uninominali e 2.265 quelli per i collegi plurinominali della Camera. Per il Senato, sono 646 i candidati per i collegi uninominali e 1.197 quelli per i collegi plurinominali.
Per il voto all’estero, sono presenti 95 candidati per la Camera e 41 per il Senato.
Le liste e i candidati – spiega il Viminale – sono riportati nell’ordine del sorteggio effettuato a livello circoscrizionale/regionale dagli uffici presso le Corti d’appello, oppure – nei casi in cui non sia ancora pervenuta la comunicazione del sorteggio – nel loro ordine di presentazione. Si procederà al relativo aggiornamento, non appena acquisiti i dati relativi a tutti i sorteggi effettuati.
Nella pagina “Elezioni trasparenti” sono pubblicati anche i contrassegni, gli statuti o le dichiarazioni di trasparenza e i programmi dei partiti, movimenti o gruppi politici organizzati che hanno presentato le liste.
Nello Speciale Elezioni sono disponibili anche le risposte alle domande frequenti (Faq), redatte a cura della direzione centrale per i Servizi elettorali. (aise) 




L’addio di Putin a Gorbaciov

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131351210 a240476e f750 4c74 841f 5d4f4154f743In silenzio, con un grande bouquet di rose rosse, solo un accenno d’inchino e il segno della croce. Così il presidente russo, Vladimir Putin, ha reso omaggio alla salma dell’ex leader sovietico, Mikhaiul Gorbaciov, che riposa in un’ampia sala vuota e semi illuminata all’Ospedale centrale di Mosca dove è morto il 30 agosto l’ultimo presidente dell’Urss.

Le immagini di Putin che depone le rose vicino alla bara aperta di Gorbaciov, prima di fermarsi per un minuto di raccoglimento, sono state diffuse dalla tv di Stato, poco dopo che il portavoce del Cremlino aveva annunciato che il presidente, per incompatibilità con la sua agenda di lavoro, non potrà essere presente alle esequie previste sabato nella capitale russa.

 




Usa: “Aumenteremo forniture di gas verso l’Europa”

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182536859 9d674d2e 8edb 4580 9594 4e4600d012d7Con la sospensione dei flussi di gas attraverso Nord Stream 1, “il presidente Putin sta ancora una volta usando l’energia come arma”. Lo ha denunciato il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby, assicurando che Washington cercherà’ il modo di aumentare le forniture di gas verso l’Europa.

“Non è possibile eseguire una manutenzione rilevante delle apparecchiature del Nord Stream 1 a causa delle sanzioni occidentali”, ha affermato il ceo di Gazprom, Alexei Miller, nel primo giorno dell’annunciato stop per lavori di manutenzione al gasdotto che porta il gas russo in Europa attraverso la Germania. Miller ha poi sottolineato che per lo stesso motivo Siemens Energy non è in grado di svolgere la regolare manutenzione del Nord Stream.

I prezzi del gas in Europa potrebbero aumentare ulteriormente fino a superare “nei periodi di picco invernale i 4.000 dollari per mille metri cubi” (l’equivalente di circa 385 euro per megawattora), ha poi spiegato Alexey Miller, secondo quanto riferisce Bloomberg citando la cifra.

Prosegue la contrazione delle quotazioni del gas dopo il picco dei 346 euro al Mwh di venerdì scorso. Al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa, il prezzo del contratto in scadenza a ottobre è sceso sotto la soglia psicologica dei 300 euro e ha chiuso le contrattazioni oggi a 239 euro, dopo aver toccato un livello intraday di 230. Restano a quotazioni sostenute anche tutti i contratti in scadenza fino al prossimo marzo, solo dopo quella data i prezzi iniziano a scendere e gravitare attorno a quota 200 euro al Mwh.

Continuano a crescere gli stoccaggi di gas in Italia

Lo certifica la piattaforma Gie-Agsi che indica un nuovo +0,23% d’immagazzinamento nelle ultime 24 ore. Una crescita che porta il dato totale relativo a due giorni fa, l’ultimo disponibile, all’81,93%. L’obiettivo fissato dal ministro per la Transizione Energetica Roberto Cingolani è del 90% entro l’inverno.

agi.it




Addio a Michail Gorbaciov, fu l’ultimo presidente dell’Urss

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204713520 ce1f53a0 a76c 44a4 a76c c5a058d5385cÈ morto all’età di 91 anni Mikhail Gorbaciov, ultimo segretario generale del Partito Comunista ed ex presidente dell’Urss. Lo ha reso noto l’agenzia russa Tass, citando l’ospedale dove era ricoverato: “Mikhail Sergeevich Gorbaciov è morto questa sera dopo una grave e lunga malattia”.

Fautore di una politica di riavvicinamento con l’Occidente, Premio Nobel per la pace nel 1990, è stato uno dei maggiori protagonisti della politica mondiale negli anni ’80, alla guida dell’Urss tra il 1985 e il 1991: negozio’ la fine della Guerra Fredda, la caduta del muro di Berlino e il disarmo nucleare.

Tra il 1990 e il 1991 fu Presidente dell’Unione Sovietica, prima di doversi dimettere definitivamente il 25 dicembre 1991, con la fine dell’Urss. È stato il simbolo di una nuova generazione di leader: fu lui ad avviare la Glasnost (trasparenza) e poi la Perestrojka (ristrutturazione economica), che vide la nascita della Russia moderna.

Cercò di cambiare l’Unione Sovietica e le sue relazioni con il mondo occidentale. E non volle solo la fine della Guerra Fredda o un ritorno alla politica della distensione, ma creare una vera cooperazione, un’intesa tra Oriente e Occidente: difese il multilateralismo non ancora globalizzato, consapevole che il pericolo peggiore fosse quello di una guerra nucleare ma anche delle sfide ambientali, che sarà uno dei primi leader politici a mettere in agenda.

I suoi traguardi sono stati significativi: la fine dell’occupazione dell’Afghanistan, la firma di un accordo sugli euromissili, l'”opzione 0″ che elimina una categoria di armi nucleari, l’accordo sul disarmo convenzionale, ma anche il fatto che ogni Paese dell’Est europeo potesse seguire la propria strada: l’Urss non imponeva più la sua politica con la forza, come dimostrò la riunificazione tedesca che Gorbaciov accettò quando c’erano ancora 500mila soldati sovietici nella Germania dell’Est.

Dopo le dimissioni dal suo incarico di presidente dell’Urss, Mikhail Gorbaciov si rivolse all’ecologia. In vent’anni ha scritto Il mio manifesto per la Terra e partecipato a diversi documentari sull’argomento – La battaglia di Chernobyl nel 2006, L’undicesima ora, prodotto da Leonardo DiCaprio nel 2007, o Rimarremo sulla Terra nel 2009.

Ma la sua eredità più notevole in questo settore è la Green Cross International, fondata nell’aprile 1993 con il deputato svizzero Roland Wiederhehr: un ong ecologica sul modello della Croce Rossa mira a garantire “un futuro sostenibile per tutti i popoli del mondo”.

Per fare questo Gorbaciov auspica una “perestrojka dello sviluppo sostenibile“, come ha indicato in occasione del 20 anniversario della Ong.

Secondo l’agenzia Tass, che ha dato la notizia del decesso, Gorbaciov, morto in un ospedale di Mosca, sarà sepolto nel cimitero di Novodevichy, nella capitale russa, dove giacciono i resti di personaggi di spicco della storia del Paese, ma dove riposano anche i resti della moglie di Gorbaciov, Raissa. Gorbaciov viveva da anni lontano dai riflettori dei media a causa di problemi di salute.

agi.it




La Germania apre al tetto al prezzo del gas

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olaf scholz ursula vor den leyen 1536x942“Oggi non c’è un problema di quantità, anche grazie all’ottimo lavoro fatto dal ministro Cingolani sugli stoccaggi. Il problema vero è il prezzo e mi dispiace che la commissione, e l’Europa non nel suo complesso, non abbia dato le risposte che da tempo chiedevamo come Paese e come forza politica. Oggi è necessario intervenire anche a livello europeo ma non possiamo non farlo a livello nazionale, però ci accorgiamo troppo tardi del problema che c’è. La crisi energetica oggi comincia a dare i suoi effetti negativi anche in Paesi come la Germania che quindi diventano disponibili a ragionare sul price cap al gas ma bisognava accorgersene molto prima perché oggi è già troppo tardi“. Lo dice Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ospite di 24 Mattino su Radio 24. Il 9 settembre intanto è stata fissata la riunione straordinaria del Consiglio Ue dei ministri dell’Energia.

VON DER LEYEN (UE) VUOLE RIFORMA STRUTTURALE DEL MERCATO

Ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla discussione di apertura del Bled Strategic Summit in Slovenia, ha dichiarato: “I prezzi dell’energia saliti alle stelle stanno mostrando i limiti del nostro attuale mercato elettrico sviluppato in passato sulla base di altre circostanze, per questo lavoreremo a un intervento d’emergenza e a una riforma strutturale del mercato elettrico“.

“Abbiamo bisogno di un nuovo mercato più equilibrato, e di attivarci sul mercato delle materie prime strategiche”, ha continuato il capo dell’esecutivo europeo. “La domanda di litio crescerà del 40% all’anno fino al 2025, ma la Cina domina il mercato: dobbiamo lavorare sulla nostra indipendenza, non dobbiamo rimpiazzare le vecchie dipendenze con le nuove, e dobbiamo diversificare le forniture costruendo legami con partner affidabili”, ha rimarcato von der Leyen.

agenzia DIRE – www.dire.it




Missione Aiea a Zaporizhzhia: obiettivo evitare la catastrofe nucleare

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rafael grossi aiea e1661767938670“Il giorno è arrivato, la Missione di supporto e assistenza dell’Aiea a Zaporizhzhia (Isamz) è in viaggio. Dobbiamo proteggere la sicurezza e l’incolumità dell’impianto più grande dell’Ucraina e dell’Europa. Orgoglioso di guidare questa missione, che sarà all’impianto di Zaporizhzhia entro la settimana”. Con questo tweet il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha annunciato la partenza del team di esperti incaricati di valutare le condizioni della centrale nucleare ucraina, il cui sito è stato bersaglio di numerosi attacchi nelle ultime settimane che fanno temere una catastrofe nucleare.

Il dirigente dell’Agenzia dell’Onu da tempo chiedeva di poter compiere un sopralluogo nell’impianto per scongiurare rischi, dopo che a marzo le truppe russe ne hanno preso il controllo. L’impianto tuttavia è ancora diretto dallo staff ucraino, come ha chiarito Grossi.

Quanto alla responsabilità degli attacchi, scambi di accuse tra Mosca e Kiev. Sul suo canale Telegram, Vladimir Rogov, membro dell’amministrazione militare-civile regionale di Zaporizhzhia, stamani ha affermato che “l’intensità dei bombardamenti contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Energodar da parte di militari ucraini è aumentata del 70%”, sostenendo che tra il 22 e il 28 agosto, l’esercito ucraino ha bombardato l’impianto e la vicina città di Energodar 38 volte, rispetto i 23 attacchi registrati tra il 15 e il 21 agosto.

La visita dell’Aiea è stata sollecitata lo scorso 23 agosto dal rappresentante dell’Ucraina al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, il quale ha chiesto una “missione permanente” in attesa che le autorità riprendano il controllo di quei territori. Stamani dal G7 sono intervenuti sulla partenza dello staff – composto da 14 esperti, di cui fa parte anche un italiano – dichiarando: “Riaffermiamo che la centrale nucleare di Zaporizhzhia e l’elettricità che produce appartengono di diritto all’Ucraina e sottolineiamo che i tentativi della Russia di scollegare la centrale dalla rete elettrica ucraina sarebbero inaccettabili”.

Anche da Mosca sono intervenuti sul tema, approfittando della Giornata internazionale contro i test nucleari di oggi. Il ministero degli Esteri ha diffuso un appello nel quale si esprime “preoccupazione” per il fatto che gli Stati Uniti non abbiano ancora siglato il Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, Cntbt), e in cui “invita tutti i Paesi che non l’hanno ancora fatto a firmare e ratificare il documento”.

Adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1996, il Trattato – che vieta test ed esplosioni nucleari sia per scopi civili che militari – è stato firmato da 170 Paesi ma non è ancora entrato in vigore perché, tra le clausole, prevede la ratifica di 44 Stati, cinque dei quali ancora non hanno proceduto. Si tratta, oltre che degli Stati Uniti, di Cina, Egitto, Iran e Israele. Invece, Corea del Nord, India e Pakistan non lo hanno ancora firmato.

Agenzia DIRE – www.dire.it