L’Europa e lo spettro di un inverno al freddo

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downloadI riscaldamenti massimo a 19 gradi durante l’autunno e l’inverno, i condizionatori in estate a non meno di 27. Le vetrine spente la sera dopo le 22 e le porte dei negozi che devono rimanere chiuse per non disperdere calore o raffredamento. Facciate di monumenti, fontane ed edifici pubblici al buio di notte o con le luci basse. E poi consigli sulla riduzione della durata della permanenza in doccia. I Paesi europei, alle prese con lo spettro di un inverno al freddo – con intere filiere produttive energivore a rischio stop – per il possibile distacco della fornitura di gas da parte della Russia, iniziano a mettere in atto un campionario di misure per ridurre i consumi.

Per ora, in via prudenziale, si tratta di moderati correttivi alle abitudini di vita. Potrebbero non bastare. Dipenderà anche dalle evoluzioni del conflitto in Ucraina, con le truppe di Mosca che da 6 mesi hanno invaso l’ex repubblica sovietica. Una dinamica che ha fatto schizzare il prezzo del gas fino a 239 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, mentre un anno fa costava poco più di 25.

In settimana, dal 31 agosto, è in programma il nuovo stop al flusso tramite il gasdotto Nord Stream, ufficialmente per la manutenzione dei compressori che dovrebbe terminare il 2 settembre. Recentemente altri lavori di manutenzione programmata si sono protratti ben più a lungo del previsto, basti pensare alla turbina riparata in Canada a inizio agosto che ancora stazione in Germania in attesa di tornare al suo posto. Dopo l’accordo raggiunto a Bruxelles ad inizio agosto, che prevede la riduzione volontaria del 15% dei consumi (percentuale che varia per i singoli Paesi, per l’Italia la quota è del 7%) per ridurre la dipendenza dal gas russo, ora è arrivato il tempo dei singoli piani nazionali di risparmio energetico.

Le misure in Europa

Dopo un’estate di caldo torrido, ora l’Europa si prepara a un possibile inverno al freddo, per mitigare gli effetti del conto energetico alle stelle. La Germania ha appena varato un pacchetto di misure per ridurre i consumi elettrici: dal 1 settembre temperatura massima di 19 gradi per il riscaldamento negli edifici pubblici. Mentre corridoi, foyer ed aree di transito resteranno direttamente senza riscaldamento. Il calore verrà limitato fino a a 12 gradi dove i dipendenti svolgono un lavoro fisico intenso.

“Non vogliamo misurare le temperature nelle camere da letto, la libertà individuale deve valere, ma le misure chiamano alla responsabilità delle famiglie di contribuire alla riduzione dei consumi energetici”, ha spiegato il ministro dell’Economia, il verde Robert Habeck. Mentre il senatore ambientalista Jens Kerstan ha avvertito: “In caso di una grave carenza di gas, l’acqua calda potrebbe essere resa disponibile solo in determinate ore del giorno“.

L’illuminazione notturna degli edifici sarà vietata, con le insegne luminose che verranno spente tra le 22 e le 6. Accade già in alcuni Municipi che hanno anticipato i tempi, come ad Augsburg in Baviera, dove da fine luglio le facciate degli edifici storici di notte sono spente e l’illuminazione stradale più soffusa.

“È finita l’era dell’abbondanza” per il presidente fancese Emmanuel Macron che ha sintetizzato la situazione con lucidità. Ora il governo si appresta a varare un pacchetto di misure: divieto della pubblicità luminosa tra l’1 di notte e le 6 del mattino, porte chiuse nelle attività commerciali riscaldate o climatizzate. Secondo l’Agenzia per la gestione dell’ambiente e dell’energia transalpina un led pubblicitario consuma quanto una famiglia media per illuminazione ed elettrodomestici.

In Spagna, nonostante il Paese sia meno dipendente di altri dalle importazioni di gas russo, da inizio agosto sono in vigore alcune misure di contenimento dei consumi energetici. Le luci delle vetrine vengono spente alle 22, le porte dei negozi vanno tenute chiuse per non disperdere l’aria condizionata, che non deve scendere sotto i 27 gradi.

Anche nel vicino Portogallo è in corso un dibattito sulle misure da mettere in campo. La Cpp, sigla che riunisce i commercianti, ha aperto all’ipotesi di una riduzione dell’orario di apertura dei negozi, tra la domenica ed il giovedi’, ad eccezione di cinema e ristoranti. Tra Lisbona e Porto si registrano alcuni degli orari di apertura piu’ lunghi in Europa, con attività commerciali aperte spesso fino a mezzanotte.

E l’Italia nel frattempo cosa fa?

La crisi del gas è deflagrata nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni anticipate del 25 settembre. Un mese fa il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha presentato le linee guida del piano: riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti. Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate.

L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di metri cubi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, arriveranno dagli accordi stipulati in questi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Il resto da risparmi e maggiore ricorso alle fonti di energia rinnovabili. Cingolani ricorda spesso che ci attende un inverno di “prudenza e sobrietà” ma anche che l’Italia è a buon punto sugli stoccaggi, vicini all’80%, per poter affrontare l’inverno con maggiore serenità.

Con la crescita vorticosa del prezzo del gas diversi leader politici chiedono un tavolo per concertare dei provvedimenti d’urgenza assieme al governo uscente. Ma fonti di governo, interpellate dall’AGI, fanno sapere che, al momento, non è in lavorazione alcun provvedimento di urgenza contro il caro energia, nonostante l’Esecutivo sia al lavoro sul dossier, anche in vista dell’appuntamento europeo di metà mese, quando si incontreranno i ministri dell’Energia, convocati dalla presidenza di turno del’Unione.

Non si sarebbe ancora parlato nemmeno di una possibile cassa integrazione scontata o gratuita per consentire alle imprese di fare fronte ai rincari del gas. L’inverno sta arrivando, è possibile che uno dei primi provvedimenti del nuovo governo sarà proprio la messa in atto del programma di risparmi energetici.

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Colpito da un fulmine muore l’industriale Alberto Balocco

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172319992 56b7d0f6 3a25 42d5 bab6 7f6ef8d45213Alberto Balocco, 56 anni appena compiuti, amministratore delegato dell’omonima industria dolciaria di Fossano, nel cuneese, è morto nel pomeriggio di oggi in un drammatico incidente in montagna. Balocco, che si trovava in vacanza, in compagnia di un amico, stava compiendo una passeggiata in mountain bike nella zona dell’Assietta, nel Comune di Pragelato.

I due sono stati colpiti da un fulmine e hanno perso entrambi la vita. Come spiegano i tecnici del Soccorso Alpino, la chiamata di emergenza è arrivata nel primo pomeriggio da un passante che ha visto i due ciclisti a terra, esanimi.

Sul posto è stato inviato il Servizio regionale di Elisoccorso e sono state allertate le squadre a terra del Soccorso Alpino e i Carabinieri. L’equipe sbarcata dall’elicottero in condizioni di grande difficoltà per il temporale in corso, è riuscita a raggiungere i due amici, e ha tentato una disperata manovra di rianimazione, purtroppo invano.

Alberto Balocco era da diversi anni, con la sorella Alessandra, alla guida dell’azienda di famiglia che dà lavoro a circa 500 persone a Fossano e che, grazie alle intuizioni del padre Aldo, mancato a 91 anni un mese fa, si era trasformata da piccola realtà artigianale in un vero colosso del settore. Alberto Balocco lascia la moglie e tre figli.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha espresso il suo profondo cordoglio per la morte di Balocco. “Siamo sconvolti – ha detto Cirio – da questa tragedia improvvisa che colpisce un amico, un imprenditore simbolo della nostra terra, che ha portato il Piemonte nelle case di tutto il mondo. Ci stringiamo in un fortissimo abbraccio alla famiglia di Alberto Balocco e a tutti i suoi cari”.

La morte del padre Aldo

La scomparsa di Alberto Balocco segue quella del padre, Aldo, scomparso lo scorso luglio a 91 anni mentre era presidente onorario della società fondata che oggi ha 10 impianti di produzione.

Un’azienda, tra le più importanti del nostro Paese, che negli ultimi dieci anni ha sostenuto investimenti tecnologici per oltre 100 milioni di euro e rappresenta per il territorio un vanto in termini di efficienza, crescita e solidità finanziaria. Sviluppa un giro d’affari di 200 milioni di euro, con 500 addetti, ed esporta in oltre 70 paesi nel mondo.

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“L’Europa è a un passo dal disastro radioattivo” avverte Zelensky

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“Oggi, per la prima volta nella storia, la centrale nucleare di Zaporizhzhia si è fermata“, ha detto il leader ucraino. “La protezione di emergenza delle unità di potenza ha funzionato, dopo che l’ultima linea di lavoro del ritorno di energia della centrale alla rete elettrica ucraina e’ stata danneggiata dai bombardamenti russi”, ha spiegato Zelensky.

“Immediatamente, sono stati attivati i generatori diesel per fornire energia all’impianto stesso, per supportarlo dopo lo stop. Il mondo deve capire di che minaccia si tratta: se non si fossero accesi i generatori diesel, se l’automazione e il nostro personale dell’impianto non avessero reagito dopo il blackout, allora saremmo già costretti a superare le conseguenze di un incidente da radiazioni”, ha avvertito Zelensky.

“Voglio assicurare a tutti gli ucraini: stiamo facendo di tutto per prevenire uno scenario di emergenza. Ma non dipende solo dal nostro Stato”, ha detto il presidente ucraino. “E’ necessaria la pressione internazionale che costringerà gli occupanti a ritirarsi immediatamente dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’Aiea e altre organizzazioni internazionali devono agire molto più velocemente di quanto stiano agendo ora”, ha chiesto Zelensky.

La disconnessione

La centrale è stata riconnessa alla rete elettrica ucraina con una delle due unità elettriche della centrale nucleare di Zaporizhzhia che erano state scollegate, causando la totale disconnessione dell’impianto dalla rete elettrica ucraina.

In precedenza l’operatore nucleare ucraino, Energoatom, aveva affermato che le ultime due unità elettriche ancora attive si erano disconnesse in automatico a causa di un incendio che aveva investito i depositi di ceneri nella vicina centrale a carbone. Le autorità filorusse che hanno il controllo dell’impianto in precedenza avevano riferito che una delle linee era tornata attiva.

Aiea vuole recarsi a Zaporizhzhia entro 10 giorni

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica intende inviare entro il 5 settembre l’annunciata missione presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimasta coinvolta nelle ostilita’ tra Mosca e Kiev, riferisce Bloomberg.

Secondo la testata, la missione dovrebbe includere sia esperti nel campo dell’energia nucleare, che valuteranno le condizioni dell’impianto, sia esperti militari, che cercheranno di appurare chi sia responsabile dei bombardamenti che hanno messo in pericolo l’infrastruttura.

Di Maio a Kiev: “Continueremo a sostenervi”

“L’Italia continuerà a sostenere l’Ucraina e a giocare un ruolo centrale nel sostegno internazionale a questo Paese e in prospettiva nel processo di ricostruzione”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in conferenza stampa a Kiev con l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba.
“L’attenzione dell’Italia verso l’Ucraina – ha assicurato il ministro – eè massima, massimo è il nostro impegno per la sovranita’ e l’integrita’ territoriale dell’Ucraina. L’Italia e’ in prima linea per porre fine al conflitto. L’Italia sostiene l’Ucraina, sostenere l’Ucraina significa difendere i confini europei. Continueremo a lavorare affinche’ la Russia risponda dei crimini di guerra commessi”.

Usa: “Inaccettabile”

Qualsiasi tentativo russo di dirottare l’energia nucleare dall’Ucraina “è inaccettabile”. Lo ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Vedant Patel, commentando la disconnessione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, dalla rete nazionale ucraina.

“L’elettricità che produce appartiene giustamente all’Ucraina e qualsiasi tentativo di scollegare l’impianto dalla rete elettrica ucraina e reindirizzarlo alle aree occupate e’ inaccettabile”, ha aggiunto Patel.

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Mosca all’Onu: “A Zaporizhzhia ogni giorno un rischio incidente”

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193441792 423bf6ce d0b6 487c 8592 ad1008fdb79aI combattimenti vicino la centrale nucleare di Zaporizhzhia comportano “ogni giorno il rischio di un incidente radioattivo” che “avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intero continente europeo”. Lo ha dichiarato il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “La situazione si è ulteriormente deteriorata, gli ucraini bombardano il territorio della centrale praticamente ogni giorno”, ha affermato il diplomatico, secondo il quale i soldati della quarantaquattresima brigata d’artiglieria ucraina stanno colpendo i dintorni della struttura con obici da 150 millimetri.

Con i bombardamenti nei dintorni della centrale nucleare di Zaporizhzhia, l’Ucraina “sta tenendo i cittadini europei ostaggio di un ricatto nucleare”, ha aggiunto Nebenzya.

Secondo il diplomatico russo, le azioni attribuite da Mosca a Kiev sono una conseguenza della “criminale accondiscendenza” dei sostenitori occidentali dell’Ucraina, i quali “continuano a vivere in una realta’ parallela dove i russi si bombardano da soli la centrale che stanno difendendo”. Nebenzya ha poi smentito nuovamente le voci su maltrattamenti commessi dai militari russi ai danni del personale ucraino della centrale e ha assicurato che nell’infrastruttura “c’è un’atmosfera salutare e collaborativa”. Il rappresentante russo ha poi negato ancora una volta che le forze di Mosca nascondano armi pesanti nel territorio della centrale e ha auspicato che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica possa inviare una sua missione presso la centrale “nell’immediato futuro” allo scopo di “appurare la verità”.

Kiev chiede la presenza permantente dell’Aiea

La risposta dell’Ucraina è arrivata dal rappresentante permanente alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, che ha chiesto una “presenza permanente” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia “in attesa che gli ucraini ne riprendano il pieno controllo”. Durante la riunione , Kyslytsya ha ricordato che Kiev chiede da tempo una missione dell’Aiea presso l’infrastruttura, rimasta coinvolta nelle ostilità.

“La Russia continua a prendere in giro la comunità internazionale convocando riunioni per discutere le sue stesse provocazioni, il suo stesso terrore”, ha aggiunto il diplomatico, auspicando che l’arrivo del personale Aiea “consenta alla comunita’ internazionale di avere elementi per capire davvero cosa sta succedendo e non sia uno show russo”.

Kyslytsya ha respinto ancora una volta le accuse russe secondo le quali l’Ucraina e’ responsabile dei bombardamenti: “Nessuno dotato di consapevolezza puo’ immaginare che l’Ucraina possa bombardare una centrale nucleare sul suo stesso territorio, e’ la Russia che ci spinge tutti deliberatamente sull’orlo del disastro”.

Onu: “Subito accordo per la demilitarizzazione della centrale”

La vice segretaria generale per gli Affari politici delle Nazioni Unite, Rosemary DiCarlo, ha aperto la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia chiedendo a Russia e Ucraina di trovare “urgentemente un accordo” sulla demilitarizzazione dell’area. DiCarlo, che partecipa in luogo di Guterres assente per ragioni di agenda, ha ribadito la richiesta di “cessare immediatamente ogni attività militare”.

“Non ci deve essere alcun ulteriore spiegamento di forze, una centrale nucleare non può in alcun modo essere teatro di scontri”, ha proseguito la diplomatica, “dovrebbe essere raggiunto un accordo per la delimitarizzazione dell’area ma continuiamo ad assistere un’escalation e a rischi allarmanti di incidenti”. “Il buon senso devo prevalere”, ha concluso DiCarlo, avvertendo che “l’elettricità che proviene dalla centrale di Zaporizhzhia appartiene all’Ucraina”.

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Russi indegni. E Mattarella gli revoca le onorificenze

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162453630 5db72c60 c4a0 41de 8ef6 80384f01affdCi sono due viceministri, uno dei vicepresidenti della Duma e una serie di manager e banchieri tra i 10 cittadini russi, a cui l’Italia ha revocato “per indegnita’” le onorificenze che aveva loro conferito in passato.

Al viceministro degli Esteri, Evghenyj Ivanov, è stata revocata l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, come anche al vicepresidente della Camera bassa del Parlamento, Aleksey Gordeev e al presidente dell’Unione russa degli Industriali e degli Imprenditori, Aleksandr Shokhin. Al viceministro degli Esteri ed ex rappresentante permanente della Russia presso la Nato, Aleksandr Grushko, revocata invece l’onorificenza del Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia. Si tratta del funzionario piu’ alto in carica nella lista ad essere stato colpito dal provvedimento.

E’ stata poi revocata l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia a: Aleksandr Djukov, a capo di Gazprom Neft; Andrei Melnichenko, principale azionista e membro del consiglio di amministrazione del produttore di fertilizzanti EuroChem e il cui mega yacht A e’ stato sequestrato a marzo dalle autorita’ italiane nell’ambito delle sanzioni per la guerra in ucraina; Kirill Dmitriev, a capo del Fondo russo per gli investimenti diretti; Dmitri Konov, ex numero uno del colosso petrolchimico Sibur; Herman Gref, a capo di Sberbank e Oleg Belozerov, direttore generale delle Ferrovie russe.

A maggio, l’Italia aveva revocato sempre “per indegnità” l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia al premier russo, Mikhail Mishustin, e a Denis Manturov, ministro dell’Industria e del commercio.

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La folle corsa: il prezzo al rialzo del gas in Europa

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155559913 d9c7ddee 85c5 49d6 8e77 0e24acad3a02Prosegue la corsa del prezzo del gas in Europa dopo i due record registrati in chiusura ieri e mercoledì rispettivamente a 241 euro al megawattora e a 227 euro. Certo, siamo ancora lontani dal picco storico intraday raggiunto il 7 marzo scorso a 345 euro. A trainare i consumi la forte domanda per le condizioni meteo con l’ondata di caldo che costringe le perone a tenere accesi i condizionatori.

A spingere le quotazioni al rialzo anche l’offerta in calo per i tagli della Russia e la speculazione. I prezzi sono stati guidati “dal poco vento (per l’energia eolica) e dagli alti costi per l’energia alimentata a carbone e gas”, hanno affermato gli analisti di Rystad Energy. Un po’ quello accaduto esattamente l’estate scorsa, ben prima dell’invasione russa dell’Ucraina, quando iniziò la cosiddetta ‘crisi energetica’ con l’aumento dei costi causato dalla ripresa della domanda dopo la pandemia e l’offerta insufficiente.

L’estate particolarmente calda ha limitato la produzione di energia elettrica: le alte temperature hanno colpito i sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari e la siccità ha impedito alle chiatte di portare il carbone alle centrali tedesche. Il caldo sta facendo crescere i consumi di energia elettrica per raffreddare gli ambienti e la ventilazione, limitando il consueto calo dei consumi nei mesi estivi.

“Questa potrebbe essere la più grande crisi energetica in Europa per almeno una generazione“, ha affermato John Plassard, analista di Mirabaud. “Ci sono molte ragioni per scommettere su un calo. Ma gli attori del mercato sembravano averle dimenticate”, commenta Stephen Brennock, analista di PVM aggiungendo che i volumi sono particolarmente scarsi quest’estate, il che favorisce una maggiore volatilità dei prezzi. “Una recessione globale che distruggerebbe la domanda rimane la principale preoccupazione, con alcuni dati negativi provenienti dall’eurozona e dalla Cina”, ha aggiunto.

Per Mark Dowding, cio (chief investment officer) di BlueBay, “i prezzi del gas all’ingrosso in Europa sono ora 10 volte superiori a quelli registrati lo scorso anno, e ciò continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione, in un contesto di disruption delle forniture. Nonostante i governi abbiano cercato di proteggere i consumatori e le imprese dalle conseguenze di questo shock energetico attraverso sussidi e sovvenzioni, gli impatti inflazionistici secondari stanno iniziando a manifestarsi in modo più ampio nei prezzi di beni e servizi”.

!Nel frattempo, la recente siccità in Europa sta esacerbando l’inflazione alimentare e la carenza di fertilizzanti evidenzia il rischio di un ulteriore calo dell’offerta alimentare nel prossimo periodo. A causa di questi effetti – conclude Dowding – sembra probabile che l’inflazione dell’Eurozona raggiunga il suo picco solo all’inizio del 2023, mentre nel Regno Unito l’Indice dei Prezzi al Consumo e’ destinato a rimanere in doppia cifra per i mesi a venire, con un possibile picco intorno al 15% nel primo trimestre del prossimo anno”.

La Germania è tra i paesi europei più colpiti a causa della sua dipendenza dalla Russia e ieri ha avvertito che potrebbe non raggiungere l’obiettivo di riempimento degli stoccaggi. Mentre una “carenza di gas a livello nazionale non deve necessariamente verificarsi”, Berlino prevede che “potrebbero esserci carenze di gas a livello regionale”, ha osservato Klaus Mueller, presidente dell’Agenzia federale di rete BNetzA, in un’intervista al sito web di notizie t-online. “Le restrizioni all’inizio sarebbero probabilmente temporanee”, ha affermato il capo della regolamentazione.”In questo caso, dobbiamo garantire che il gas sia trasportato in sicurezza attraverso il Paese”.

L’Europa sarà costretta ad attingere in modo massiccio dalle scorte il prossimo inverno se la Russia continuerà le proprie consegne con il contagocce. Questo significherebbe scorte basse alla fine dell’inverno e una nuova corsa a partire dalla tarda primavera 2023 per riempire gli stoccaggi in estate. “È importante che tutti lo capiscano: non si tratta solo di un inverno, ma almeno di due”, ha detto Mueller. “E l’inverno successivo”, il 2023-24 “potrebbe essere ancora più difficile”.

La competizione con l’Asia

Con l’incombere della crisi dell’offerta invernale, l’Europa dovrà competere con l’Asia per le forniture disponibili di gas naturale liquefatto. Seguendo i prezzi europei, mercoledì i prezzi spot asiatici del gnl erano appena al di sotto di 60 dollari per milione di Btu, il livello più alto dall’inizio di marzo. “Un aumento della domanda dall’Asia mentre gli acquirenti si preparano per l’inverno potrebbe aumentare il numero di carichi statunitensi diretti nella regione nei prossimi mesi”, ha scritto in una nota Lujia Cao, analista di BloombergNEF.

Intanto, si prevede che il livello dell’acqua sul fiume Reno aumenterà nei prossimi giorni grazie alle piogge, che potrebbero fornire una tregua alla crisi che ha limitato il transito delle chiatte sull’acqua. Tuttavia, il fiume e’ ancora storicamente basso. La situazione sul Reno ha esacerbato la crisi energetica dell’Europa.

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Europei. Tamberi oro nell’alto

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203327125 e77ed17c 87cb 49b3 920a dea40841383dLo ‘showmen aus Italien’ vola sull’Europa. Gianmarco Tamberi, l’uomo-spettacolo che arriva dall’Italia, detta la sua legge e da campione olimpico in carica ritorna, dopo sei anni, campione d’Europa nel salto in alto. ‘Gimbo’, l’uomo delle ‘mezze barbe’ (questa sera aveva la barba intera), ha infiammato, assieme all’impresa della mezzofondista tedesca Konstanze Klosterhalfen spettacolare vincitrice dei 5000, la piovosa notte di Monaco di Baviera.

L’azzurro, capitano della squadra nazionale di atletica leggera, ha vinto con 2,30 metri, misura valicata al secondo tentativo dopo un percorso netto iniziato a 2,18, proseguito a 2,23 e 2,27. Al termine della gara Tamberi ha festeggiato con i compagni di podio, dal tedesco Tobias Potye, argento, e l’ucraino Andriy Protsenko, bronzo assieme al quale si è unito per uno scatto fotografico con la bandiera della Nazione invasa dal 24 febbraio dalla Russia.

Nella gara iniziata con quaranta minuti di ritardo causa della pioggia, il 30enne marchigiano delle Fiamme Oro reduce dal difficile avvicinamento agli Europei causa la positività al coronavirus, non ha perso la concentrazione. Dopo il quarto posto dei Mondiali di Eugene, Gianmarco si è ripreso il gradino più alto del podio nel suo continente. Al termine della gara l’intero Olympiastadion ha festeggiato l’azzurro sparando a mille la canzone ‘Bello e impossibile’ di Gianna Nannini.

Sicuro del successo, Tamberi ha poi tentato 2,32 e alti due salti a 2,33 ma l’asticella è sempre caduta dai ritti. Quello conquistato a Monaco di Baviera per Gimbo e’ il quinto oro della carriera, il terzo per importanza.

Nel 2021 ha conquistato l’oro olimpico a Tokyo, nel 2016 il titolo mondiale indoor a Portland, nel 2016 il primo continentale ad Amsterdam e nel 2019 il successo all’Europeo indoor di Glasgow. L’Italia con sei medaglie, due d’oro, una d’argento e tre di bronzo, è quarta nel medagliere guidato, a tre giornate di gare dal termine, dalla Germania con 11 podi (5 ori) su Spagna e Polonia con 7.

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Centro Nord d’Italia flagellato dal maltempo

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Un uomo e una donna sono morti in Toscana a causa del maltempo. L’uomo è stato travolto da un albero a Sorbano del Giudice (Lucca) mentre la donna è stata colpita da un albero al Parco La Malfa a Carrara.

Forti rovesci e temporali anche su gran parte della Liguria, la Lombardia centro-meridionale, l’Emilia e la parte più occidentale del Veneto.




Il prezzo del gas russo raddoppierà?

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downloadLa Russia prevede che il prezzo medio del gas esportato raddoppierà quest’anno a 730 dollari per 1.000 metri cubi prima di diminuire gradualmente fino alla fine del 2025, con la diminuzione delle esportazioni di gas attraverso pipeline. È quanto prevede il ministero dell’Economia russa secondo quanto riferisce Reuters.  I flussi di gas dalla Russia, principale fornitore europeo, quest’anno stanno procedendo a livelli ridotti dopo da quando Mosca ha iniziato le operazioni militari contro l’Ucraina.

Inoltre, le forniture verso alcuni paesi europei sono state interrotte nel momento in cui questi si sono rifiutati di pagare in rubli e dopo la disputa per le riparazioni alla turbina per il gasdotto Nord Stream 1 che porta il metano dalla Russia alla Germania. Tutto questa ha provocato forti pressioni sui prezzi.

Il ministero dell’Economia russo, riferisce Reuters, prevede che le esportazioni di gas da parte di Gazprom scenderanno a 170,4 miliardi di metri cubi (bcm) quest’anno, rispetto alla previsione precedente, pubblicata a maggio, di 185 miliardi di metri cubi e rispetto a 205,6 miliardi di metri cubi esportati nel 2021.

Il ministero ha affermato inoltre che i volumi di gas continueranno a diminuire quest’anno senza dare alcuna spiegazione. A causa delle scarse forniture, il prezzo medio del gas di Gazprom dovrebbe attestarsi nel 2022 a 730 dollari per 1.000 metri cubi (mc), piu’ del doppio dei 304,6 dollari per 1.000 cmc dello scorso anno, un aumento del 40% rispetto alla previsione precedente di 523,3 dollari per 1.000 mc. (AGI) Gin (AGI) – Roma, 17 ago.

Aumento della produzione di petrolio

La Russia sta aumentando gradualmente la propria produzione di petrolio dopo i tagli legati alle sanzioni e a seguito dell’incremento degli acquisti dei paesi asiatici, portando Mosca ad aumentare le sue previsioni per la produzione e le esportazioni fino alla fine del 2025.

Gazprom ha anche affermato che le forniture di gas alla Cina stanno aumentando, ma non ha fornito dettagli con l’Europa che rimane di gran lunga il mercato più grande per il gas russo.

L’aumento dei volumi di esportazione di petrolio, insieme all’aumento dei prezzi del gas, aiuterebbe la Russia a guadagnare 337,5 miliardi di dollari e 255,8 miliardi dalle esportazioni di energia rispettivamente quest’anno e il prossimo. L’anno scorso, la Russia ha guadagnato 244,2 miliardi di dollari dalle esportazioni di energia.

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Marcell Jacobs è campione europeo dei 100 metri

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203751674 1cfd1755 ec2e 4f1c 832e a07f04045651Marcell Jacobs è campione europeo dei 100 metri. Al campionato di atletica leggera in corso a Monaco di Baviera conquista l’oro con il tempo di 9″95. Poche ore prima aveva vinto al terza semifinale con 10″00, registrato come il miglior tempo delle semifinali.

Nella finale, nell‘Olympiastadion di Monaco di Baviera con il tutto esaurito, il velocista italiano ha migliorato il suo tempo. “Non sono soddisfattissimo della gara, vorrei rivederla – ha detto a fine gara – Un po’ di tensione c’era e l’ho subita di più. Però siamo arrivati davanti a tutti e questo è l’importante. In questo momento sono molto soddisfatto, non del tempo, ma sono contento”.

Eccezionale la prestazione di Marcell Jacobs che ha infiammato la notte di Monaco di Baviera acclamato dall’interno Olympiastadion. Lo sprinter italiano ha vinto in 9″95, record eguagliato dei Campionati europei.

L’azzurro campione olimpico in carica allenato da Paolo Camossi ha battuto i britannici Zharnel Hughes (9″99), che quattro anni fa si era imposto a Berlino in 9″95, e Jeremiah Azu (10″13). Ottavo l’altro italiano finalista, Chituru Ali (10″28).

Marcell Jacobs è il secondo italiano della storia a vincere il titolo europeo dei 100 metri. Il precedente risale a quasi 44 anni fa quando allo stadio ‘Evzen Rosicky’ di Praga, Pietro Mennea si laureava campione correndo in 10″27. Questa sera a Monaco di Baviera, Jacobs ha vinto con 9″95.

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