La crisi di governo. Draghi chiede la fiducia sulla risoluzione Casini. Lega, Fi e M5s non la voteranno

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Lega, M5s e Forza Italia non votano la fiducia a Draghi al Senato. “Se non partecipano al voto mancherà il numero legale? E manca il numero legale”

E’ quanto ha detto la presidente del Senato, Elisabetta Casellati rivolgendosi al segretario generale di palazzo Madama – a microfono aperto e udibile – subito dopo l’annuncio del M5s che non parteciperà al voto sulla fiducia al governo.

Stessa decisione annunciata da Forza Italia e Lega.

Si avvicinano – così – lo scioglimento del Parlamento e il voto. È l’epilogo di una giornata drammatica vissuta tra Palazzo Madama, Palazzo Chigi e il Quirinale e della crisi aperta dal M5s. “In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il governo Draghi. Gli italiani dimostreranno nelle urne di essere più saggi dei loro rappresentanti”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

Anche Mattarella è sceso in campo per indurre il centrodestra a non far cadere il governo, parlando con i leader della maggioranza. Si trattava di accettare il nuovo patto proposto dal presidente del Consiglio: ‘Siete pronti? La risposta non dovete dare a me, ma agli italiani’, aveva detto nelle comunicazioni della mattina. ‘Il sostegno che ho visto nel Paese, mi ha indotto a riproporre un patto di coalizione e a sottoporlo al vostro voto, voi decidete. Niente richieste di pieni poteri’, ha detto Draghi nella replica prima di chiedere la fiducia, che Forza Italia e Lega hanno annunciato che non voteranno, lasciando l’Aula. Non appena è iniziata la chiama sulla fiducia, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha lasciato l’Aula di Palazzo Madama. 

ANSA




Il Centrodestra chiude la porta ai 5 Stelle

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downloadAnticipare la legge di bilancio e poi arrivare allo scioglimento delle Camere. Il centrodestra di governo tratta con il presidente del Consiglio Mario Draghi, e ritiene necessario comunque una discontinuità, perché – il ragionamento – è “insostenibile” far finta che niente sia successo. Ma non chiude ancora la porta al voto anticipato.

Alla base della linea portata avanti c’è un punto fermo: il ‘no’ al Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte.

È vero che una ventina di deputati pentastellati alla Camera e due o tre senatori a palazzo Madama potrebbero smarcarsi dalla posizione fin qui portata avanti dall’ex presidente del Consiglio (e bisogna vedere se verrà confermata, perché al Senato c’è l’ala dura che spinge per l’opposizione ma il Pd ha lavorato per arrivare ad una ricucitura tra Conte e Draghi), ma in ogni caso – si sostiene nel centrodestra – la natura dell’esecutivo è destinata a cambiare se verrà meno – ed è questa la prima condizione – l’apporto dell’avvocato pugliese.

Per questo motivo è stata considerata una sgrammaticatura politica il fatto che il premier abbia visto il segretario dem Enrico Letta questa mattina e i leader del centrodestra solo in serata.

Ma il ‘paletto’ principale è sull’agenda dell’esecutivo. Il centrodestra di governo si attende un cambio di rotta anche se è stato soprattutto Matteo Salvini a spingere sui temi, dalla pace fiscale a una revisione del reddito di cittadinanza. E a chiedere anche il cambio in alcuni ministeri chiave come quello dell’Interno e della Salute.

Durante il vertice di Villa Grande, c’è chi ha sollevato dubbi sulla prosecuzione dell’esecutivo di Draghi: la situazione è troppo sfilacciata, il rischio è che ci troviamo nella stessa situazione tra poche settimane.

E poi c’è chi teme la rigidità del premier su alcuni provvedimenti come l’articolo sui tassisti nel del concorrenza. In ogni caso il ‘refrain’ è che occorre sgombrare il campo da argomenti divisivi e puntare su temi di interesse nazionali. Se non è questa la direzione, allora meglio il voto, è il convincimento emerso a villa Grande.

Il piano B resta quello delle elezioni. “A noi converrebbe votare”, il ragionamento. Ma l’ala governista di FI e della Lega non ci starebbe, continua a chiedere che arrivi un appoggio a Draghi senza se e senza ma.

La trattativa con palazzo Chigi è avviata e l’incontro che c’è stato con il premier è servito per cercare di sciogliere la tensione di questi giorni.

Per sminare il terreno ci ha pensato lo stesso Silvio Berlusconi che prima del vertice – a base di insalata, pesce spada e gelato – ha sentito il presidente del Consiglio al telefono. Si è trattato di una telefonata di pura cordialita’, anche affettuosa, viene riferito, i due si sono dati appuntamento al prossimo incontro. Berlusconi avrebbe prospettato al premier la volontà di votare la fiducia ma con la premessa che non puo’ esserci anche chi ha innescato, a suo dire, la crisi politica. Una posizione che è ancora più netta per Salvini che, riferiscono fonti parlamentari, considererebbe la permanenza di Conte un problema.

Draghi – il ragionamento che è emerso nel pomeriggio durante il vertice di villa Grande (che prosegue in serata) – non può gestire la crisi come se fosse all’interno del campo largo del centrosinistra. A testimoniare che l’ex presidente del Consiglio si tiene aperte entrambe le opzioni – avanti con Draghi senza Conte e voto anticipato – il colloquio telefonico che l’ex presidente del Consiglio avrebbe avuto ieri con la presidente di FdI Giorgia Meloni.

All’incontro con Draghi a Palazzo Chigi, la delegazione del centrodestra di governo – composta da Salvini, il coordinatore nazionale Antonio Tajani, e i centristi Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa – è andata con un messaggio ben definito.

Lega, Forza Italia, NcI e Udc sono “assolutamente coesi” nel sostenere, viene riferito, che “sette dei nove punti” chiesti dal Movimento 5 stelle sono “irricevibili”.

E che se Conte non votera’ la fiducia, loro potrebbero votare a favore e consentire al governo di proseguire. I quattro avrebbero quindi chiesto al premier di “farsi garante dell’unità nazionale”. L’ipotesi dunque è di mantenere il punto sulla impossibilità di sommare i propri voti a quelli del M5s di Conte, mentre sarebbe più facile un voto a favore del governo nel caso lo votasse solo una parte del gruppo grillino.

L’incontro con Draghi non sarebbe stato deludente, per la verità, anche se il centrodestra rimarebbe sulle sue posizioni. L’altra strada che la coalizione vede e’ il voto anticipato. Con una apertura, rispetto al voto a ottobre: approvazione della legge di bilancio in tempi brevi, scioglimento delle Camere a gennaio e voto a febbraio-marzo.

La giornata segna anche l’uscita del partito di Giovanni Toti dal cosiddetto ‘centrodestra di governo‘. La segreteria nazionale di ‘Italia al Centro’ ha ribadito in serata che gli otto senatori e i quattro deputati di ‘Italia al Centro’, congiuntamente ai sette deputati guidati da Marco Marin che e’ stato ospite all’incontro, voteranno “senza se e senza ma” la fiducia al governo Draghi.

“Non è il momento delle ripicche – si legge in una nota – e nessuno deve utilizzare lo scivolone di Conte per propri calcoli politici. È l’ora di anteporre a tutto il Paese che ha di fronte a se’ urgenze ancora maggiori di quelle che hanno determinato la nascita dell’attuale esecutivo”.

“Leggo della mia presenza al vertice convocato oggi a pranzo da Berlusconi con parte del centrodestra. Notizia destituita di fondamento. Primo, perche’ non e’ mia abitudine presentarmi ai pranzi dove non sono stato invitato”, aveva fatto sapere in mattinata Toti.

“Secondo, perché in questi giorni di crisi abbiamo assistito a una girandola di posizioni del cosiddetto centrodestra, di cui non condivido il merito e su cui nessuno ha chiesto il nostro parere. Terzo, perché non c’è bisogno di vertici per conoscere la chiarissima posizione di Italia al Centro, favorevole alla stabilità del Paese, senza se e senza ma, senza distinguo e senza condizioni”.

agi.it




Gazprom: “Niente gas all’Europa”

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downloadGazprom ha dichiarato “cause di forza maggiore” per lo stop alle forniture di gas all’Europa. La comunicazione, secondo quanto scrive la Reuters, è contenuta in una lettera inviata dal colosso energetico russo, che Rwe, il più grande produttore tedesco di energia e importatore di gas russo, ha confermato di aver ricevuto.

“Vi preghiamo di comprendere che non possiamo commentare i suoi dettagli o la nostra opinione legale”. Nella missiva si afferma che Gazprom non ha potuto adempiere ai propri obblighi di fornitura a causa di circostanze “straordinarie” al di fuori del suo controllo.

La società ha affermato che la misura di forza maggiore è entrata in vigore in maniera retroattiva dalle consegne a partire dal 14 giugno.

Il gasdotto Nord Stream 1 è attualmente in fase di manutenzione. La lettera metterebbe al riparo Gazprom dal pagamento di penali per le forniture interrotte.

Una fonte del trading che ha chiesto di non essere identificata, riporta la Reuters, ha detto che la lettera riguardava le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream 1, chiuso per la manutenzione annuale, che dovrebbe essere completata il 21 luglio.

Già il 14 giugno, Gazprom aveva ridotto la capacità del gasdotto al 40%, citando il ritardo di una turbina mantenuta in Canada dal fornitore di apparecchiature Siemens Energy.

Il Canada ha inviato la turbina per il gasdotto Nord Stream in Germania in aereo il 17 luglio dopo la riparazione i lavori. Ci vorrà un’altra settimana prima che la turbina raggiunga la Russia.

Un portavoce del ministero ha affermato che si trattava di un pezzo di ricambio che doveva essere utilizzato solo da settembre, il che significa che la sua assenza non poteva essere il vero motivo della caduta dei flussi di gas prima della manutenzione.

La Borsa di Francoforte ha in parte accusato la notizia, tagliando il guadagno finale al +0,74% dell’indice Dax, dopo aver toccato un massimo al +1,5%.

“La Germania dovrà pagare di più per l’energia, alcuni settori della loro industria manifatturiera e il costo della vita in generale subiranno un colpo. Se la loro economia subirà un colpo, ciò si estenderà all’intera zona euro”, ha affermato David Madden, analista di mercato presso Equiti Capital.

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Draghi compra gas in Algeria e va da Mattarella a riferire

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downloadIl presidente del Consiglio Mario Draghi stamattina si è recato al Quirinale. Il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si inserisce nell’ambito dei “contatti interlocutori” che, dopo l’apertura della crisi di Governo, si stanno susseguendo a livello politico e istituzionale anche perché è stato lo stesso capo dello Stato, la scorsa settimana, a chiedere al premier un passaggio alle Camere dopo aver respinto le sue dimissioni arrivate in seguito allo strappo M5S sul dl Aiuti.

Nel colloquio, viene fatto notare da fonti qualificate, sicuramente il presidente del Consiglio avrà informato Mattarella del suo viaggio in Algeria, da dove è rientrato ieri. Il tema energia è una delle questioni più urgenti in queste ore anche nell’agenda politica e istituzionale italiana. Draghi avrà riferito al capo dello Stato delle intese siglate ieri ad Algeri.

DRAGHI VEDE LETTA

Il premier, che stamane ha incontrato anche il segretario Pd Enrico Letta, dopo ‘la tappa’ al Quirinale è rientrato a Palazzo Chigi.

CENTRODESTRA DI GOVERNO A PRANZO DA BERLUSCONI

Vertice dei partiti di centrodestra che sostengono il Governo a Villa Grande, nella residenza romana di Silvio Berlusconi che, a causa della crisi nella maggioranza, ieri è rientrato dalla Sardegna nella Capitale dove ha riunito i suoi per fare il punto in vista delle comunicazioni di Mario Draghi al Parlamento domani.

Al pranzo a Villa Grande i leader e i rappresentanti di Fi, Lega, Coraggio Italia, Udc, Noi con l’Italia, Italia al Centro.

SALVINI RIUNISCE I GOVERNATORI LEGHISTI

In mattinata si è tenuta anche una riunione, in videocollegamento, tra Matteo Salvini e tutti i governatori della Lega. Accanto al leader è presente anche il ministro e vicesegretario Giancarlo Giorgetti.

LEGA: “PRONTI AD APPROVARE LEGGE DI BILANCIO ANCHE CON VOTO ANTICIPATO”

A prescindere dagli esiti della crisi di governo e anche in caso di elezioni anticipate, la Lega “vuole tutelare la tenuta economica e sociale del Paese garantendo l’approvazione in tempi brevissimi di una legge di bilancio anche tabellare che dia certezze e stabilità“. È quanto emerso durante la riunione di Matteo Salvini con i ministri e i sottosegretari del partito. “L’obiettivo è evitare un mercanteggiamento preelettorale in sede di bilancio – proseguono le fonti del Carroccio – garantendo al contempo con responsabilità la messa in sicurezza dei conti dello Stato”.

MOLINARI (LEGA): “CON IL M5S NON SI VA AVANTI”

“La Lega conferma che non è disponibile ad andare avanti in questa esperienza di Governo con i 5 Stelle perché, come detto anche dal premier Draghi, hanno mancato di responsabilità con il loro atteggiamento e hanno rotto quel vincolo che ha creato il Governo di unità nazionale“. Lo dice Riccardo Molinari, presidente del gruppo della Lega alla Camera dei deputati. “Al Paese servono risposte celeri sui temi economici e sociali. Non vogliamo neanche le provocazioni del Pd o politiche fallimentari come quelle dei ministri Lamorgese e Speranza“, conclude l’esponente del Carroccio.

ag. DIRE – www.dire.it




Salvini-Berlusconi: “Conte ha rotto il patto di fiducia. Noi pronti al voto”

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200032370 9b0be75b 24f3 4d0b 9dec ef8c90dc20d0“Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il segretario della Lega, Matteo Salvini, hanno avuto un lungo e cordiale incontro oggi in Sardegna. I leader del centrodestra di governo hanno esaminato e approfondito la situazione politica.

È quanto si legge in una nota congiunta dei due leader del centrodestra. “Le nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte – contraddistinte da ultimatum e minacce – confermano la rottura di quel ‘patto di fiducia’ richiamato giovedì dal Presidente Mario Draghi e alla base delle sue dimissioni”, si legge ancora.

“I leader di Forza Italia e Lega, con il consueto senso di responsabilità, hanno dunque concordato di attendere l’evoluzione della situazione politica, pronti comunque a sottoporsi anche a brevissima scadenza al giudizio dei cittadini”. È quanto si legge in una nota congiunta di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini al termine dell’incontro a Villa Certosa.

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi confermano “che sia da escludere la possibilità di governare ulteriormente con i 5 stelle per la loro incompetenza e la loro inaffidabilità”. È quanto si legge in nota congiunta la termine dell’incontro tra i due leader del centrodestra a Villa Certosa.

agi.it




Incendi e caldo in Europa: migliaia di evacuati, centinaia di morti

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portogallo incendio fg ipaMigliaia di persone sono state evacuate a causa degli incendi che sono divampati in particolare nell’Europa meridionale e che hanno distrutto un’area più grande della Val d’Aosta, con una portata tre volte superiore alla media degli ultimi dieci anni. A essere maggiormente colpite sono Spagna, Portogallo e Francia. Inoltre sono centinaia le persone che hanno perso la vita per il caldo. In Portogallo, ad esempio, le temperature che hanno raggiunto i 47 gradi centigradi hanno causato il decesso di almeno 238 persone solo nell’ultima settimana, come ha spiegato il ministero della Salute di Lisbona. Ma nel nord del Portogallo anche un pilota è morto quando il suo aereo anfibio Fire Boss che guidava nel tentativo di domare le fiamme, si è schiantato nell’area di Foz Coa, vicino al confine con la Spagna. E’ la prima vittima degli incendi in Portogallo, dove almeno 160 persone sono state ferite a causa delle fiamme e centinaia sono state evacuate.

Gli incendi stanno devastando anche diverse aree della regione francese sud-occidentale della Gironda, dove sono state evacuate oltre 12mila persone. I forti venti, infatti, hanno impedito ai vigili del fuoco di domare gli incendi. Le fiamme divampate a sud di Bordeaux hanno devastato quasi 10mila ettari. “L’inendio continuerà a diffondersi finché non sarà stabilizzato”, ha affermato Vincent Ferrier, vice prefetto di Langon in Gironda.

In Spagna i vigili del fuoco stavano combattendo una serie di incendi dopo giorni di temperature insolitamente elevate che hanno raggiunto i 45,7 gradi centigradi. Nel sud del Paese, vicino alla Costa del Sol, più di tremila persone sono state evacuate dalle loro case a causa di un grande incendio nei pressi della città di Mijas. Molti sono stati portati al riparo in un centro sportivo, hanno detto i servizi di emergenza.




Il Draghi bis si allontana

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192744264 cdca9416 9b40 4fe8 9886 3a59ebffe141“Senza risposte chiare e senza la garanzia sulle condizioni di rispetto, M5s non potrà condividere una responsabilità diretta di governo e ci sentiremo liberi e sereni e ancor più responsabili di votare quel che serve al paese di volta in volta, senza alcuna contropartita politica”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in una diretta facebook.

L’ex premier ha aggiunto: “Non spetta a noi in questo momento stabilire se ci sono elementi per recuperare la rottura del patto di fiducia di cui ha parlato Draghi: tutti gli stanno facendo pressione per proseguire il suo governo ma è sicuramente importante come proseguire questa azione di governo. Deciderà lui, noi non vogliamo tirarlo per la gicchetta ma non potremo condividere nessuna responsabilità di governo se non ci sarà indicazione concreta sulla prospettiva di risoluzione delle questioni poste da M5s e indicazione concreta sulla prospettiva di risoluzione delle questioni”.

“Senza risposte chiare e senza la garanzia delle stesse condizioni di rispetto, M5s non potrà condividere una responsabilità diretta di governo”.

Prosegue nel Movimento 5 stelle il confronto interno sulla linea da tenere in vista dell’intervento del premier Mario Draghi mercoledì alle Camere. Un confronto che potrebbe impegnare i vertici e gli eletti anche nella giornata di domani. Intanto, si attende la nuova riunione dell’assemblea congiunta dei parlamentari con Giuseppe Conte, mentre non si è più tenuta la riunione dei deputati inizialmente convocata dal capogruppo Davide Crippa e che ha scatenato anche aspre polemiche fra i pentastellati.
Sul tavolo, viene spiegato, al momento non ci sono – apprende l’Agi – le dimissioni dei ministri M5s. E anche se il dibattito è in divenire, la maggior parte dei pentastellati sarebbe orientata a seguire la linea che il Movimento ha tenuto in occasione del voto sul decreto Aiuti alla Camera, ovvero sì alla fiducia (pur poi astenendosi sul provvedimento), qualora Draghi dovesse presentarsi in Aula per chiedere una ‘verifica’ del sostegno da parte delle forze politiche che costituivano la maggioranza di unità nazionale. Tuttavia, per i 5 stelle resta imprescindibile una risposta favorevole e concreta alle istanze sottoposte da Conte a Draghi nel documento di nove punti e resta l’indisponibilità a sostenere misure che contravvengano i principi fondanti del Movimento. Tra gli ‘oltranzisti’ c’è chi insiste nella lettura secondo la quale non è il Movimento a essere irresponsabile, ma chi non ha ascoltato le proposte avanzate dai 5 stelle, di buon senso e condivisibili.

Le condizioni ci sono, dice Enrico Letta, il Pd tenterà fino all’ultimo di ricucire il perimetro della maggioranza che ha fatto nascere il governo Draghi per rilanciarne l’azione. “Noi crediamo che ci sian le condizioni” perché “non si arresti questo cammino, ma venga rilanciato a partire da mercoledì con un nuovo voto di fiducia che stabilisca un percorso importante per completare le riforme che sono in cantiere”, è l’appello di Letta ai partiti.

Una corsa solitaria quella del segretario dem che parla dal congresso del Psi all’Auditorium Antoniano di Roma, dove arrivano forti i rumori di fonti delle liti, dei veti e dei distinguo delle altre forze politiche. “Letta all’improvviso si sveglia e capisce che gli italiani hanno bisogno di un governo forte e operativo su bollette, tasse e lavoro. Lui che, per le sue bandierine, si è alleato con i 5 stelle che tutti sanno essere inadatti a governare. Ci risparmi almeno i suoi appelli per nulla credibili”, è la risposta dei capigruppo della Lega al senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Toni bellicosi nei confronti dei Cinque Stelle utilizza anche Matteo Renzi. “Oggi è il momento di dimostrare che lo statista Draghi è diverso dallo stagista Conte. Draghi ha mostrato una visione, Conte ha messo in campo un’invidia. O Draghi fa il bis, alle sue condizioni, o si va a votare”.

Un fuoco incrociato che portano anche il pontiere Letta a tenere aperta la strada del voto: “L’Italia non vuole le elezioni a settembre, noi speriamo che si possa votare in aprile, ma se si voterà il 25 settembre, ci batteremo“, sottolinea il segretario mentre, a poche centinaia di metri, Giuseppe Conte riunisce di nuovo il Consiglio Nazionale M5s per cercare un accordo sulla linea da prendere in vista dell’intervento di Draghi alle Camere.

“Voglio fare un appello al M5s perché sia della partita mercoledì, con voglia di rilanciare”, dice Letta che, poi, si rivolge all’intera maggioranza: “Mi sento di fare un appello perché mercoledì, non solo sia confermata la fiducia, ma in Parlamento le forze politiche rilancino questa opportunità sulla base di nove mesi in cui vanno completate le riforme, per la transizione digitale, per la transizione ambientale. Tutto questo dobbiamo farlo convintamente, insieme, per il bene del paese”.

A Bruxelles il presidente del Consiglio è considerato importante non solo alla guida dell’Italia ma anche per l’Europa stessa

Alla luce di tutto ciò, il sentiero per il Draghi Bis, con o senza Cinque Stelle, si fa sempre più stretto. E questo nonostante il pressing, interno e internazionale, perché il premier rimanga al suo posto. Draghi riflette e renderà nota la sua scelta mercoledì, davanti al Parlamento. Un appuntamento che lo stesso premier ha voluto come condizione di un suo passo indietro sulle dimissioni.

Un momento di chiarezza che renda plastica l’immagine della maggioranza su cui Draghi può contare, al di là dei distinguo e degli ultimatum delle ultime settimane. Lo strappo sul Dl Aiuti, infatti, ha fatto venir meno il sostegno del M5s sul provvedimento, ma non i numeri in Parlamento. Non ancora, almeno.

Tuttavia, la scelta di Conte potrebbe rappresentare un pericoloso precedente. Dopo il presidente M5s, altre forze potrebbero utilizzare lo stesso schema per rivendicare provvedimenti di bandiera o sfilarsi da quelli meno popolari fra l’elettorato. Un gioco al quale il premier non vuole prestarsi.

I movimenti registrati tra le forze politiche nelle ore immediatamente successive alle dimissioni, tuttavia, sembrano allontanare Draghi da Palazzo Chigi. Il Movimento 5 Stelle è dilaniato tra quanti vogliono continuare con l’esperienza di governo e quanti chiedono una cesura netta.

L’addetto alla comunicazione del Movimento 5 Stelle risponde con una nota ai retroscena pubblicati su diversi quotidiani nazionali: “Tutto ciò rappresenta una tecnica vergognosa perché danneggia ingiustamente la mia professionalità al solo scopo di sporcare l’immagine del Movimento”

Tra i primi, ci sono i tre ministri M5s che hanno respinto l’ipotesi di dimettersi per evitare di avvelenare i pozzi in maniera irrimediabile. Tra i secondi ci sono i parlamentari fedeli al presidente Cinque Stelle, sempre più insofferenti all’interno della composita ed eterogenea compagine di governo e convinti, anche per le pressioni che arrivano dai territori, che all’opposizione si potrebbe tornare alle parole d’ordine fondative del movimento e recuperare cosi’ parte del consenso perduto.

Lo afferma, tra l’altro, uno degli intellettuali più vicini a Giuseppe Conte, il sociologo Domenico De Masi. Da quando è nato il governo Draghi, il M5s è crollato nei consensi dal 33% al 13%, sottolinea De Masi in una intervista nella quale aggiunge: “Se ora” Conte “esce dal governo e fa rientrare Di Battista, guadagna anche 2-3 punti”.

La cesura fra queste due istanze è evidenziata anche dalla scelta di Davide Crippa, capogruppo M5s alla Camera, di convocare per oggi pomeriggio l’assemblea dei deputati pentastellati, bypassando lo stesso presidente Conte che, quasi a voler rispondere alla sfida, ha riconvocato il Consiglio Nazionale.

Intanto i dem cercano di mediare, i contatti fra alti dirigenti Pd e gli altri partiti sono costanti. Si cerca di tenere faticosamente in piedi la maggioranza che ha sostenuto il governo fin qui, incontrando pero’ il muro di Lega e Forza Italia per le quali i Cinque Stelle non sono più affidabili. Tradotto: Draghi Bis senza Conte e i suoi. Sono questi i segnali che riportano l’attenzione al Colle più alto. L’ipotesi di un voto in autunno si fa, infatti, più concreta.

agi.it




I giudici tedeschi vietano l’uso del nome di Falcone per pizzeria

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downloadGiusto tutelare il nome e la storia di Giovanni Falcone. Non potrà utilizzare il nome del magistrato per la sua pizzeria, pena un’ammenda fino a 250 mila euro o una condanna fino a sei mesi di reclusione, il ristoratore di Francoforte, Constantin Ulbrich, finito nella bufera due anni fa per avere chiamato il suo locale “Falcone e Borsellino”. A stabilirlo i giudici di appello di Francoforte sul Meno che hanno ribaltato la sentenza di primo grado e hanno accolto il ricorso presentato da Maria Falcone.

Sui muri della pizzeria, sui quali erano stati riprodotti fori di proiettili, Ulbrich aveva anche appeso la celebre foto di Tony Gentile che ritrae insieme i due giudici assassinati 30 anni fa, e accanto aveva messo l’immagine di don Vito Corleone del celebre film “Il Padrino”.

Una scelta che non era piaciuta alla professoressa Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia 30 anni fa e presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato che aveva fatto ricorso per inibire al commerciante l’uso del nome di Falcone.

Ma in primo grado l’istanza era stata respinta perché, aveva scritto il tribunale, “Falcone ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria”.

Il tribunale sosteneva inoltre che, essendo passati 30 anni dalla morte di Falcone, il tema della lotta alla mafia non era più così sentito tra i cittadini. I giudici di appello di Francoforte sul Meno hanno capovolto la sentenza di primo grado.

dnloadNella sentenza, depositata nei giorni scorsi, la Corte ha disposto il divieto di uso “della denominazione commerciale ‘Falcon'” da sola o come parte di una denominazione commerciale, in particolare come nome della pizzeria ‘Falcone e Borsellino’, su insegne, menu, materiale pubblicitario, su internet, su Facebook e su Instagram nell’ambito dell’attività commerciale“.

“E’ una sentenza che ristabilisce il senso del rispetto. Ci sono nomi e argomenti sui quali non è possibile ironizzare, scherzare e tantomeno speculare a fini commerciali”, commenta Maria Falcone che ringrazia per il loro lavoro i legali Rodolfo Dolce e Angela Bonacina che l’hanno assistita. La Corte inoltre riconosce che Maria Falcone abbia una legittima pretesa al diritto alla richiesta di risarcimento in base al diritto al nome e al diritto alla personalità post mortem.

“La violazione del diritto alla personalità post mortem del giudice Falcone da parte di atti commerciali discutibili perché contrastano con la sua vita e il suo lavoro è fondamentalmente da approvare”, scrivono infine i giudici.

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In Lombardia le riserve d’acqua si esauriranno il 25 luglio

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153958708 14cf77d5 943b 4993 a8fc 7be64d8d0904“L’unico auspicio è che possa ricominciare a piovere. Le ultime riserve si stanno esaurendo, oltre il 25 luglio non possiamo andare“. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in una conferenza stampa per fare il punto sulla crisi idrica regionale connessa all’emergenza siccità.

Il governatore ha poi sottolineato “l’ottimo lavoro” svolto dall’assessore agli Enti locali e Montagna, Massimo Settori, che “ha cercato di sfruttare anche ultimo litro d’acqua rilasciato nei bacini montani”. “Finora è stato fatto un lavoro molto attento che è stato portato avanti con il coinvolgimento di tutte le associazioni di agricoltori e ambientaliste per rispettare tutte le esigenze”.

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Draghi: “Rinuncio!”. Mattarella: “Ripensaci!”

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downloadIl premier Mario Draghi ha annunciato le dimissioni in Consiglio dei ministri. Dopo il non voto del M5S alla fiducia sul dl Aiuti in Senato, il presidente del Consiglio ha comunicato ai ministri l’intenzione di lasciare la guida del governo.

Dopo un primo colloquio nel pomeriggio, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nuovamente questa sera al Quirinale il premier, che ha rassegnato le dimissioni. Il Presidente della Repubblica – riferisce una nota del Quirinale – non ha tuttavia accolto le dimissioni e ha invitato Draghi a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica.

Il premier “mercoledì renderà comunicazioni alle Camere, ce lo ha detto lui stesso dopo aver annunciato le dimissioni”, spiegano all’Adnkronos fonti di governo al termine del Cdm.

LE PAROLE DI DRAGHI – “Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico”, le parole del premier.

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più”, ha detto annunciando le sue dimissioni in Consiglio dei ministri.

“La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo“, ha detto ancora Draghi, aggiungendo: “In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche”.

“Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”, ha aggiunto Draghi.

adnkronos.com