Guerra Russia – Ucraina: i Ministri degli Esteri si riuniscono a Torino


Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, presiederà domani a Torino la riunione dei Ministri degli Esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, inclusi i 27 membri dell’Unione Europea. La 132ma riunione del Comitato dei Ministri segnerà la conclusione del semestre di Presidenza italiana e il passaggio di consegne alla Presidenza irlandese.
L’incontro si svolgerà nel contesto dell’aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione russa, la quale, di conseguenza, è stata esclusa dall’Organizzazione.
La riunione offrirà ai ministri un’occasione per mostrare sostegno e solidarietà nei confronti dell’Ucraina e del suo popolo. I ministri potranno inoltre ribadire la loro unità verso i valori del Consiglio d’Europa: pace, democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali, nonché la convinzione della necessità di una cooperazione multilaterale fondata su questi valori. Inoltre, definiranno le misure per rafforzare la capacità dell’Organizzazione nel portare avanti la sua missione in questo nuovo contesto politico.
La sessione, presieduta dal ministro Di Maio, fornirà ai ministri la possibilità di esaminare lo stato dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto sulla base del rapporto annuale della Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić. Allo stesso modo, discuteranno il ruolo che riveste l’Organizzazione nel risolvere conflitti e crisi in Europa e la sua cooperazione con l’Unione europea.
Inoltre, la sessione darà modo ai ministri di prendere decisioni sull’attività dell’Organizzazione in aree quali: intelligenza artificiale e criminalità informatica, libertà di espressione, lotta contro il discorso d’odio, monitoraggio del Consiglio d’Europa, in particolare una migliore protezione di diritti sociali, diritti fondamentali e ambiente, partecipazione delle organizzazioni della società civile e istituzioni nazionali dei diritti umani, giustizia riparatoria, cultura e patrimonio culturale, diritti dei minori, tutela dei diritti di donne e ragazze migranti, rifugiate e richiedenti asilo, e dialogo interreligioso.
Al termine della sessione ministeriale, l’Italia cederà la Presidenza del Comitato dei Ministri all’Irlanda.
Il Ministro degli Affari Esteri irlandese Simon Coveney presenterà le priorità della Presidenza del suo Paese. (aise)

La Turchia ha bloccato l’avvio dei negoziati in seno alla Nato per l’adesione di Finlandia e Svezia.
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“I negoziati non continuano, l’Ucraina si è di fatto ritirata dal processo negoziale”. Lo ha detto alla Tass il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, sostenendo che da Kiev non è arrivata alcuna risposta alla proposta di trattato di pace presentata dalla Russia.
La premier svedese, Magdalena Andersson, ha annunciato ufficialmente che la Svezia farà domanda per aderire all’alleanza militare della Nato: “Informeremo la Nato che vogliamo unirci all’alleanza”. In Parlamento cercherà un ampio sostegno alla richiesta di adesione del Paese alla Nato, dopo che il suo Partito socialdemocratico al governo ha abbandonato l’opposizione di lunga data all’ingresso nell’Alleanza, sulla scia dei timori creati dall’invasione russa dell’Ucraina.
L’ombra di una crisi di governo aleggia sempre più cupa su Mario Draghi e i suoi ministri, complice la lunga serie di strappi e distinguo del Movimento 5 Stelle sulla questione delle armi da inviare in Ucraina, e non solo.


La Finlandia è pronta a entrare nella Nato. Helsinki accelera per un ingresso “senza indugio”. Domenica la decisione, ma Stoltenberg assicura: “L’adesione sarà rapida”.
L’inefficacia delle sanzioni imposte dall’Occidente contro la Russia sta nei numeri della sua economia. Una lunga analisi dell’Economist testimonia che chi all’inizio di aprile si aspettava un rapido collasso dell’attività economica di Mosca è destinato a dover aspettare ancora a lungo.
In una giornata, la 78/ma dall’inizio della guerra, senza grandi avanzamenti militari sul terreno, i ministri degli Esteri del G7 si incontrano in Germania per affrontare le prospettive di una crisi alimentare globale e proteggere i Paesi poveri dalle conseguenze del conflitto, che blocca le esportazioni di materie prime alimentari da quello che fino al 24 febbraio scorso era considerato il “granaio del mondo”.